venerdì 4 novembre 2016

Virginia Woolf, Le tre ghinee. LA NOSTRA SCUOLA E' STATA IL MATRIMONIO, l'arte di scegliere la persona giusta con cui dividere la vita, l'unica grande professione aperta alla nostra classe dall'inizio dei tempi fino al 1919.

LA NOSTRA SCUOLA E' STATA IL MATRIMONIO, l'arte di scegliere la persona giusta con cui dividere la vita, l'unica grande professione aperta alla nostra classe dall'inizio dei tempi fino al 1919.
Virginia Woolf, Le tre ghinee



Pensare, pensare, dobbiamo.
In ufficio, sull'autobus;
mentre tra la folla osserviamo l'incoronazione e l'investitura del sindaco di Londra,
mentre passiamo accanto al Monumento dei Caduti (...)
nei tribunali; ai battesimi, ai matrimoni, ai funerali.
Non dobbiamo mai smettere di pensare;
che 'civiltà' è questa, in cui troviamo a vivere?
Cosa significano queste cerimonie,
e perché dovremmo prendervi parte?
Cosa sono queste professioni,
e perché dovremmo diventare ricche praticandole?
Dove, in breve, ci conduce il corteo dei figli degli uomini colti?"
Virginia Woolf, "Le tre ghinee" La Tartaruga edizioni, 1975


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Le tre ghinee (Three Guineas), il cui titolo originario era "On being despised" ("Sull'essere disprezzati") è un lungo saggio scritto da Virginia Woolf, pubblicato nel giugno 1938, quando in Europa si annunciava una nuova, grande guerra. 

Quest'opera viene di norma fatta risalire al cosiddetto "Femminismo della differenza", un tipo di femminismo volto a dare enorme valore alla differenza esistente tra i due sessi, più che al raggiungimento di parità tra di essi

La Woolf scrisse questo saggio immaginando che un avvocato appartenente ad un'associazione anti-fascista maschile le avesse chiesto un contributo per finanziare iniziative che scongiurassero le minacce di guerra, ed un parere su come prevenire l'imminente conflitto. 

Possedendo tre ghinee, la Woolf decide di ripartirle in tre opere di beneficenza che potrebbero ottenere il risultato di prevenire la guerra.


Una ghinea andrà a un college femminile povero di mezzi
a condizione che vi si insegnino «la medicina, la matematica, la musica, la pittura, la letteratura. 
È l'arte dei rapporti umani; l'arte di comprendere la vita e la mente degli altri, 
insieme alle arti minori che le completano: l'arte di conversare, di vestire, di cucinare».
[1] ^ V. Woolf, Le tre ghinee, 1980, p. 58.
Sono le arti che favoriscono la pace perché mettono insieme gli esseri umani, 
che s'insegnano con poca spesa e che anche i poveri possono esercitare. 

Nel college non dovranno essere insegnate quelle altre arti che dividono, che opprimono e che producono le guerre, quali «l'arte di governare, di uccidere, di accumulare terre e capitale».
[2] ^ V. Woolf, Le tre ghinee, p. 57.


Prenda questa ghinea e la usi per radere al suolo l’intera costruzione
Dia fuoco alle vecchie ipocrisie che il bagliore dell’edificio in fiamme faccia fuggire gli usignoli atterriti e invermigli salici. E le figlie degli uomini colti danzino attorno al grande falò, gettando di continuo bracciate di foglie morte sulle fiamme, mentre le loro madri, sporgendosi dalle finestre più alte, gridano, «che bruci! Che bruci. Non sappiamo che farcene di questa ‘istruzione!».
V. Woolf, Le tre ghinee, p.  60



"Come per tanti secoli, gentile signora", potremmo dire, "fu ritenuto peccato per la donna vendere il proprio corpo senza amore, e giusto donarlo al marito che amava, così è male, lo ammetterà, vendere la Sua mente senza amore, mentre è giusto donarla all'arte che ama".
"Ma cosa s'intende", chiederà forse la signora "con la frase 'vendere la Sua mente senza amore'?". "Scrivere", risponderemo, "per ordine di un altro e per denaro cose che Lei non vorrebbe scrivere. Ma vendere il cervello è peggio che vendere il corpo, perché quando la venditrice del corpo ha venduto il suo momentaneo piacere fa in modo che la cosa finisca lì. Ma quando la venditrice del cervello, la sua anemica, maligna, appestata progenie invade il mondo a contagiare, a corrompere, a seminare il morbo negli altri. Perciò la preghiamo, gentile Signora, di impegnarsi a non commettere mai l’adulterio del cervello, perché si tratta di un crimine molto più grave di quell’altro adulterio». «Adulterio del cervello significa dunque scrivere per denaro cose che non si vorrebbero scrivere. Allora lei mi chiede di dire no a tutti gli editori [… ] che vorrebbero farmi scrivere o dire col ricatto del denaro cose che non vorrei scrivere o dire?». Proprio così Signora; e in più Le chiediamo, di indignarsi e di denunciarle, così come si indignerebbe e denuncerebbe le proposte di vendere il suo corpo, e questo per il bene suo e degli altri.
[…]«Le chiediamo di non usare nessuna delle forme di prostituzione del cervello. Le chiediamo di rifiutarli nel modo più assoluto, perché son tutti segni che la cultura è stata prostituita e la libertà di pensiero ridotta a schiava»”.
Virginia Woolf, Le tre ghinee, pp. 129,130


La seconda ghinea andrà a un'associazione che favorisca l'ingresso delle donne alle libere professioni, purché non siano professioni gestite o influenzate direttamente da uomini. Se tutte le professioni potessero essere esercitate dalle donne, esse ne sarebbero trasformate grazie al loro particolare, diverso modo di essere, e di qui potrebbe venire un aiuto importante a scongiurare la guerra.
[3] ^ V. Woolf, Le tre ghinee, p. 141.


La terza ghinea andrà all'associazione pacifista maschile
Sarebbe però opportuno, afferma la Woolf, che esistesse anche un'associazione femminile pacifista: 
la si potrebbe chiamare la «Società delle Estranee». 
Sarà formata da «figlie di uomini colti» e dovrà essere molto diversa dalle analoghe associazioni: 
«non avrà alcuna sede, alcun comitato, alcuna segreteria; non convocherà riunioni, non organizzerà convegni». Non vi si terranno cerimonie e non si presteranno giuramenti, e il primo dovere delle aderenti sarà quello di non combattere mai con le armi e di rifiutarsi, in caso di guerra, di fabbricare armi e di prestarsi a fare le infermiere, come accadde nella guerra precedente.

Non si tratta «di incitare i fratelli a combattere, e neppure di cercare di dissuaderli, bensì di mantenere un atteggiamento di totale indifferenza». L'indifferenza nasce dai fatti, ed è «un fatto che la donna non è in grado di capire l'istinto che spinge il fratello a combattere, la gloria, l'interesse, la virile soddisfazione che il combattimento gli offre». L'istinto del combattimento è una caratteristica sessuale che lei non può condividere e che non può nemmeno giudicare. Questa è la ragione dell'atteggiamento di indifferenza che occorre tenere di fronte a «un istinto completamente estraneo a lei, tanto estraneo quanto sono riusciti a renderlo secoli di tradizione e di educazione
Questa è una distinzione fondamentale e istintiva su cui può poggiare l'indifferenza».
[4] ^ V. Woolf, Le tre ghinee, pp. 144-145.


Alla Woolf non interessa rilevare la necessità dell'eguaglianza tra i sessi, ma sottolineare una differenza che le appare positiva, perché comporta il rifiuto di una cultura inaccettabile e invasiva, la cultura maschile dominante: la differenza uomo-donna deve generare nella donna l'indifferenza per i valori politici e morali della cultura maschile. L'autrice ritiene che sia proprio la differenza esistente tra i due sessi, a dare maggiore valore all'opinione ed al punto di vista femminili.

https://it.wikipedia.org/wiki/Le_tre_ghinee




Descrizione
Le risposte a tre lettere immaginarie che contengono una richiesta di denaro per tre cause: 

  • la prevenzione della guerra
  • un'università femminile 
  • e un fondo per le donne che vogliono lavorare


Nelle immaginarie risposte si dimostra come alla radice di tutto ci sia il potere garantito dalla violenza.

Quarta di copertina
In Le tre ghinee, scritto nell'inverno 1937/38 mentre la guerra stava per diventare una dolorosa realtà, Virginia Woolf immagina di ricevere tre lettere che contengono una richiesta in denaro per tre cause, la prevenzione della guerra, una università femminile e un'assistenza alle donne che vogliono esercitare una professione. Nelle immaginarie risposte l'autrice dimostra come le tre cause siano identiche e inseparabili; come alla radice di tutto ci sia il potere garantito dalla violenza, uno stesso meccanismo che produce il patriarcato e il fascismo, che fa l'uomo protagonista di un contesto sociale e isola la donna nella sfera privata, alienando entrambi. Nell'aprile 1938, alla fine di questo lavoro, Virginia Woolf scrisse nel suo diario: "Hitler dunque sta accarezzando i suoi spinosi baffetti. L'intero mondo trema: e il mio libro sarà forse come una farfalla sopra un falò consumato in meno di un secondo."
http://www.lafeltrinelli.it/libri/virginia-woolf/tre-ghinee/9788807820441




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