I quozienti d'intelligenza non sono tanto diversi. Quegli indiani e gli uomini del medioevo erano intelligenti quanto noi, ma il contesto in cui prendeva forma il loro pensiero era completamente diverso dal nostro. In "quel" contesto fantasmi e spiriti erano reali quasi quanto lo sono per l'uomo moderno atomi, particelle, fotoni e quanti. In "questo" senso posso credere ai fantasmi. Anche l'uomo moderno ha i suoi».
«Quali?».
Questi sono fantasmi, ma ci crediamo con tanta convinzione che ci sembrano reali».
Quello che è irritante nelle istruzioni di questo tipo è che partono dal presupposto che ci sia un solo modo di montare un barbecue: il loro. E questo presupposto esclude qualsiasi intervento creativo. In realtà di modi ce ne sono cento, e quando ti costringono a seguirne uno solo, senza mostrarti il problema nel suo complesso, diventa difficile seguirlo senza fare errori. F un lavoro che si fa senza slancio. Oltre tutto, è molto improbabile che il loro modo sia il migliore.
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta'
Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore.
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, Pagina 28.
Alcune cose ci sfuggono perché sono così impercettibili che le trascuriamo.
Ma altre non le vediamo proprio perché sono enormi.
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 62
C'è un'estetica classica così sottile che spesso ai romantici sfugge.
Lo stile classico è diretto, disadorno, non-emotivo, economico e accuratamente proporzionato.
Il suo scopo non è quello di ispirare emozioni, ma di creare l'ordine dal caos e svelare l'ignoto. Esteticamente non è né libero né naturale, ma contenuto. Tutto è sotto controllo.
Il suo valore si misura in base alla continuità di questo controllo. Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 76
Tutti percepiamo a ogni istante milioni di cose intorno a noi, le registriamo automaticamente, ma non ne prendiamo veramente coscienza, a meno che non ci sia un particolare insolito o il riflesso di qualcosa che siamo preparati a vedere. Non potremmo mai prendere coscienza di tutto e ricordare tutto perché la nostra mente si riempirebbe di tanti di quei dettagli inutili che non riusciremmo più a pensare. Dobbiamo scegliere, e il risultato di tale scelta, che chiamiamo "coscienza", non è mai identico alle percezioni, perché il processo di selezione le cambia. Noi prendiamo una manciata di sabbia dal panorama infinito delle percezioni e la chiamiamo mondo.
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, pagine 84/85
Noi prendiamo una manciata di sabbia dal panorama infinito delle percezioni e la chiamiamo mondo.
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 85
All'intelligenza classica interessano i principi che determinano la separazione e l'interrelazione dei mucchi. L'intelligenza romantica si rivolge alla manciata di sabbia ancora intatta. Sono entrambi modi validi di considerare il mondo, ma sono inconciliabili.
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 85
Il vero scopo del metodo scientifico è quello di accertare che la natura non ti abbia indotto a credere di sapere quello che non sai.
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 111
La vera Università non ha un'ubicazione specifica.
Non ha possedimenti, non paga stipendi e non riceve contributi materiali.
La vera Università è una condizione mentale. È quella grande eredità del pensiero tradizionale che ci è tramandata attraverso i secoli e che non esiste in nessun luogo specifico; viene rinnovata attraverso i secoli da un corpo di adepti tradizionalmente insigniti del titolo di professori, ma nemmeno questo titolo fa parte della vera Università. Essa è il corpo della ragione stessa che si perpetua.
Oltre a questa condizione mentale, la "ragione", c'è un'entita legale che disgraziatamente porta lo stesso nome ma è tutt'altra cosa. Si tratta di una società che non ha scopi di lucro, di un ente statale con un indirizzo specifico che ha dei possedimenti, paga stipendi, riceve contributi materiali e di conseguenza può subire pressioni dall'esterno. Ma questa Università, l'ente legale, non può insegnare, non produce sapere e non vaglia idee. È solo un edificio, la sede della chiesa, il luogo in cui sono state create le condizioni favorevoli a che la chiesa potesse esistere.
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 149-150
Cerchi di capire dove stai andando e dove sei, e ti sembra che la tua vita non abbia senso.
Ma quando dai uno sguardo indietro si delineano delle costanti, e se ti proietti in avanti partendo da quelle, a volte capita di scoprire qualcosa.
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, pagine 166/167
L'allegoria della montagna fisica per quella spirituale che si erge tra ogni anima e la sua meta è una delle più facili e naturali. (...) La maggior parte degli uomini sta a guardare le montagne spirituali per tutta la vita e non si avventura mai, accontentandosi di ascoltare quelli che ci sono stati, e risparmiandosi così ogni avversità. Alcuni vanno sulle montagne accompagnati da guide esperte, altri si sforzano di trovare da soli la loro via. Pochi di questi ultimi hanno successo, ma talvolta qualcuno, aiutato dall'ostinazione, dalla fortuna e dalla grazia, ce la fa. Una volta arrivato, si rende conto più di chiunque altro che di vie non ce n'è una sola, né ce n'è un numero stabilito. Sono tante quante le anime individuali.
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, pagine 187/188
"Una cosa esiste" egli disse "se il mondo non può funzionare normalmente senza di essa".
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, pagina 214
Una geometria non può essere più vera di un'altra; è solo più conveniente.
La geometria non è vera, è un mero vantaggio.
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 258
Continuiamo ad attraversare, inosservati, momenti della vita di altra gente. Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 280
Credo che se vogliamo cambiare il mondo per viverci meglio non ci convenga discutere di rapporti di natura politica, inevitabilmente dualistici e pieni di soggetti e oggetti, né dei loro rapporti reciproci; e nemmeno adottare programmi pieni di cose che gli altri devono fare. Questo tipo di approccio, secondo me, parte dalla fine scambiandola per l'inizio. I programmi di natura politica sono importanti prodotti finali della Qualità sociale, ma sono efficaci solo se è valida la struttura soggiacente dei valori sociali. I valori sociali sono giusti soltanto se sono giusti quelli individuali. Il posto per migliorare il mondo è innanzitutto nel proprio cuore, nella propria testa e nelle proprie mani; è da qui che si può partire verso l'esterno. Altri possono parlare di come ampliare il destino dell'umanità. Io voglio soltanto parlare di come si aggiusta una motocicletta. Credo che quel che ho da dire io abbia un valore più duraturo.
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 287
Certe volte penso che l'idea che la mente di una persona sia accessibile a quella di un'altra è soltanto una finzione verbale, un modo di dire, un'ipotesi che fa sembrare plausibile una specie di scambio tra creature fondamentalmente estranee, quando invece il rapporto tra due persone è, in ultima analisi, insondabile.
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 289
L'esempio più efficace contro la rigidità dei valori è quello della vecchia trappola indiana per le scimmie. La trappola consiste in una noce di cocco svuotata e legata a uno steccato con una catena. La noce di cocco contiene del riso che si può prendere attraverso un buco. L'apertura è grande quanto basta perché entri la mano della scimmia, ma è troppo piccola perché ne esca il suo pugno pieno di riso. La scimmia infila la mano e si ritrova intrappolata - esclusivamente a causa della rigidità dei suoi valori. Non riesce a cambiare il valore del riso. Non riesce a vedere che la libertà senza riso vale di più della cattura con. Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, pagina 301
So dai miei ricordi infantili che mettersi a saltare sui letti è utilissimo per far passare la depressione. Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, pagina 337
Qualsiasi lavoro tu faccia, se trasformi in arte ciò che stai facendo, con ogni probabilità scoprirai di essere divenuto per gli altri una persona interessante e non un oggetto. Questo perché le tue decisioni, fatte tenendo conto della Qualità, cambiano anche te. Meglio: non solo cambiano anche te e il lavoro, ma cambiano anche gli altri, perché la Qualità è come un'onda. Quel lavoro di Qualità che pensavi nessuno avrebbe notato viene notato eccome, e chi lo vede si sente un pochino meglio: probabilmente trasferirà negli altri questa sua sensazione e in questo modo la Qualità continuerà a diffondersi.
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 341
Se consideriamo l’insieme del sapere umano come un’enorme struttura gerarchica, le vette della mente si troveranno nel punto più alto di questa struttura, tra le considerazioni più generali e più astratte. Sono pochi quelli che si spingono fin quassù. Dall’escursione in queste regioni non si trae alcun particolare profitto, e tuttavia, come le montagne del mondo materiale che ci circondano, esse hanno una loro austera bellezza che giustifica per molti la fatica dell’ascesa. Quassù bisogna assuefarsi all’aria più rarefatta dell’incertezza, all’immensità delle domande e delle risposte.”
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta
Tesi di Laurea
Robert M. Pirsig: Lo Zen e l'arte della manutenzione dell'individuo
Relatore Prof. Luigi Vero Tarca
Laureando
Francesco Lanzetta Matricola 839451
Anno Accademico 2012/2013
Tecnologia
Il primo argomento che l'autore tratta nel suo Chautauqua è quello della tecnologia, e in particolare del rapporto che John e Sylvia hanno con essa. Per fare ciò Pirsig si serve della motocicletta confrontando l'approccio che ha lui nei confronti del suo mezzo con quello di John. Quest'ultimo infatti dimostra uno spiccato disinteresse nei confronti della cura e della manutenzione della sua moto, delegandoli praticamente sempre a un meccanico. Al contrario Pirsig si dedica ai lavori di manutenzione con grande attenzione e dedizione. La moto è per lui quasi una amica a cui spesso dedica tempo e affetto. Per John invece essa rimane un mero mezzo meccanico di cui si serve per raggiungere i suoi obiettivi, che sono per lui ben altra cosa dall'aggiustare le componenti del motore o riparare la carrozzeria.
Ora si può obiettare che semplicemente la differenza sta nell'interesse che entrambi ripongono nella motocicletta, oppure nelle rispettive abilità e capacità, che in qualche modo devono essere di diverso valore. Ma la diversità tra i due si basa su un terzo elemento di ben altra importanza. Quando John si infuria nel non capire cosa non va alla sua moto e come sistemarla, egli non se la sta prendendo solamente con il suo mezzo ma con la tecnologia intera. In essa vede il male che affligge la società e il mondo. Tutto ciò che è tecnologico, nonostante gli renda la vita migliore e lo faccia vivere nel benessere, ai suoi occhi è brutto esteticamente, senza vita, senza senso, intriso di negatività. Essendo così qualitativamente negativa la tecnologia per John non merita attenzione, né dedizione, poiché è colpa sua se la gente al giorno d'oggi è depressa, sola, aggressiva, ed è sempre per colpa sua che le persone oggi si sono ridotte a prototipi di macchine senza emozioni e sentimenti, che rispondono a ordini che vengono dall'esterno, da una sorta di "sistema" del quale nessuno ha un effettivo controllo, ma che tuttavia dirige le azioni di tutti gli esseri umani. Infatti è spesso verso tale "sistema" che John e Sylvia indirizzano i loro malumori e le loro preoccupazioni. Le persone come loro sono solite preferire un ipotetico tempo storico in cui la tecnologia non fosse così presente nel mondo in modo tale da rendere l'umanità dipendente da essa, un tempo in cui fosse più importante qualitativamente ciò che possedeva un valore estetico e spirituale piuttosto che un valore basato sull'utilità pratica e tecnica. Ed è così che si giunge alla distinzione fondamentale che oppone l'autore al suo amico: la qualità che essi rivolgono alla propria moto. Questa si traduce poi nell'affetto che sentono quando hanno a che fare con le rispettive motociclette, e nella cura che adottano nel mantenerle. Tutto ciò è di fondamentale importanza per due motivi: il primo è il fatto che si ha subito una piccola e molto sommaria introduzione al concetto di Qualità (che è semplice e immediato ma allo stesso tempo complesso e ineffabile), e il secondo è che capiamo una distinzione fondamentale nel considerare gli individui e la loro intelligenza sia personale che collettiva: la distinzione tra intelligenza romantica e intelligenza classica. La prima è quella di John e Sylvia ed è solitamente la mentalità degli artisti e dei musicisti, che afferisce maggiormente alla sfera dell'immediato e del superficiale (inteso non in senso negativo); la seconda è quella di Fedro (quindi non dell'autore nel periodo del viaggio in moto), e afferisce alla sfera di ciò che è soggiacente, ossia di ciò che sta al di là della mera apparenza superficiale e che ha a che fare con il tecnologico, con il logico, e con lo scientifico.
http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/zen/lanzetta.pdf