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sabato 31 gennaio 2015

Maturana. Il potere è azione mossa dall’obbedienza. Noi facciamo sempre concessioni al potere per conservare qualcosa, imprese, beni, prestigio, apparenza, vita….

Noi tendiamo a vivere in un mondo di certezze,
di percezioni radicate, non sfiorate da dubbi;
siamo convinti che le cose sono così come le vediamo,
e che non c’è alternativa a ciò che sosteniamo come verità.
Questa è la nostra situazione quotidiana,
la nostra condizione culturale,
il modo abituale in cui esprimiamo il nostro essere umani.
Ora… questa è una sorta di invito a trattenersi
dall’abitudine di cedere alla tentazione della certezza."
H. Maturana e F. Varela, L’albero della conoscenza


Il potere è azione mossa dall’obbedienza. 
Noi facciamo sempre concessioni al potere 
per conservare qualcosa, imprese, beni, prestigio, apparenza, vita…. 
L’obbedienza fa sempre sorgere emozioni di autosvalutazione nelle persone che obbediscono… Essere obbedito fa sorgere emozioni di orgoglio e illusione di possesso del diritto trascendentale di essere obbedito, emozioni che inevitabilmente conducono alla cecità del rispetto degli altri e all’abuso…. Le relazioni di potere non sono relazioni sociali perché, sempre, portano alla negazione mutuale della natura umana del padrone e del sottoposto. …. 
Le relazioni di potere sono stabilite dall’obbedienza e, come ho già detto, l’obbedienza non porta all’accettazione reciproca. Al contrario, l’obbedienza porta reciproca negazione ed è pertinente a un sistema di potere in quanto sistema parasociale, non ad un sistema sociale.
Humberto Maturana biologo e filosofo cileno,1928, vivente



giovedì 8 novembre 2012

Roger Doiron. Quando incoraggiamo la gente a coltivare parte del proprio cibo la stiamo incoraggiando a prendere il potere nelle proprie mani. Potere sulla propria dieta, potere sulla propria salute e potere sul proprio portafogli. Penso che questo sia veramente sovversivo perché stiamo dicendo di sottrarre quel potere a qualcun altro, ad altri soggetti sociali che attualmente hanno potere su cibo e salute





Quando incoraggiamo la gente a coltivare parte del proprio cibo la stiamo incoraggiando a prendere il potere nelle proprie mani. Potere sulla propria dieta, potere sulla propria salute e potere sul proprio portafogli. Penso che questo sia veramente sovversivo perché stiamo dicendo di sottrarre quel potere a qualcun altro, ad altri soggetti sociali che attualmente hanno potere su cibo e salute.
Roger Doiron


Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i 
fiori.
Fabrizio De André


Tutte le cose sono collegate.
Tutto quello che accade agli animali presto accade all'uomo.
Quel che avviene alla terra, avviene ai figli della terra. 
Continua a contaminare il tuo letto e una notte soffocherai nei tuoi stessi rifiuti.
Capo pellerossa Seathl. American Chief Seathl



Chi controlla il petrolio controlla le nazioni, chi controlla il cibo controlla le popolazioni, chi controlla il denaro controlla il mondo intero.”

Henry Kissinger



L'obbedienza è un vizio al quale cedere fa sempre molto comodo
Don Lorenzo Milani  




Io Voglio: Un tetto per ogni famiglia, del pane per ogni bocca, educazione per ogni cuore, luce per ogni intelligenza.

Bartolomeo Vanzetti, anarchico


La storia ci insegna che uomini e nazioni si comportano con saggezza solo dopo aver esaurito tutte le altre alternative
Abba Eban



La storia insegna, ma non ha scolari
Antonio Gramsci


La natura non conosce indecenze...L'uomo le ha invent
ate!
Mark Twain 






Viva il teatro, dove tutto è finto e niente è falso.
Gigi Proietti





C'è sempre un modo giusto e un modo sbagliato, e il modo sbagliato sembra sempre il più ragionevole
(there is always a right way; there is always a wrong way. The wrong way always seems more reasonable)
George Moore



L’uomo ragionevole adegua se stesso al mondo; l’uomo irragionevole persiste nel tentare di adeguare il mondo a se stesso: Perciò tutto il progresso dipende dall’uomo irragionevole.
George Bernard Shaw



The reasonable man 
adapts himself to the world; 
the unreasonable one persists 
in trying to adapt the world to himself. 
Therefore all progress 
depends on the unreasonable man.

-George Bernard Shaw, Maxims for Revolutionists-


Ogni tempo ha il suo fascismo. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola.
Primo Levi, 8 maggio 1974


L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo.
Pier Paolo Pasolini, 1972


La democrazia occidentale nelle sue attuali caratteristiche, è una forma diluita di nazismo o fascismo. Al più è un paravento per mascherare le tendenze naziste e fasciste dell'imperialismo. Perché oggi vi è la guerra, se non per la brama della spartizione delle spoglie del mondo?
Mohandas Gandhi



Quando una nazione ricca installa una discarica di rifiuti

 chimici o nucleari in un paese povero sta saccheggiando il futuro di quell'agglomerato umano. Per quale ragione, se i rifiuti sono, come dicono, "inoffensivi", non hanno installato la discarica sul proprio territorio?"
da 'Il mondo alla fine del mondo'
Luis Sepúlveda



Ci sarà un giorno in cui gli uccelli cadranno dal cielo, gli animali che popolano i boschi moriranno, il mare diventerà nero e i fiumi scorreranno avvelenati. 
Quel giorno, uomini di ogni razza si uniranno come guerrieri dell’arcobaleno per lottare contro la distruzione della Terra.

Le Profezie Hopi e i Guerrieri Arcobaleno, i Figli della Terra 



Abbiamo sferrato uno spaventoso attacco contro ogni forma di vita sulla terra 
e questo massacro minaccia ora noi stessi. E' venuto il momento di riconoscerlo e di correre ai ripari.
Tiziano Terzani









La più grande discarica del mondo, infatti, è ospitata nelle sue acque. «Un’area enorme, una gigantesca zuppa di plastica», commenta Marcus Eriksen dell’Algalita Marine Research Foundation, che sta studiando questa incredibile ammasso di rifiuti. Al momento, il gioco delle correnti oceaniche ha formato, in realtà, due vortici che racchiudono altrettante discariche, tra loro collegate, formate complessivamente da 100 milioni di tonnellate di plastica. La prima si trova 500 miglie nautiche al largo delle coste californiane e circonda, con il suo micidiale girotondo, le Hawaii. La seconda interessa invece la parte orientale del Pacifico e lambisce le coste giapponesi. «La Grande Massa di Rifiuti del Pacifico — spiega Charles Moore oceanografo e scopritore nel 1997 di questo gigantesco ammasso di spazzatura — sta espandendosi ad un ritmo costante. Si è formata negli anni ‘50 ed è continuamente alimentata dagli scarti che provengono per il 20% da navi e dalle piattaforme petrolifere e per l’80% direttamente dalla terraferma».
Moore si trova attualmente a bordo di Arguita, un catamarano di 15 metri di lunghezza, impegnato in una campagna invernale di studi della Grande Massa di Rifiuti. Partiti il 22 gennaio da Hilo, nelle Hawaii, i biologi stanno raccogliendo campioni di plastica per capire la degradazione di alcune nuove plastiche e analizzare la densità della massa di rifiuti. Durante i mesi invernali, infatti, le correnti tendono a raggruppare la spazzatura, che raggiunge la sua massima concentrazione in primavera; in seguito il gioco delle correnti estive disperderà, in parte, i detriti galleggianti. Arguita e il suo equipaggio si trovano attualmente in una zona centrale della North Pacific Gyre (Vortice del Nord Pacifico), un sistema formato da quattro correnti oceaniche (quella del Nord Pacifico, quella della California, la nord equatoriale e la Kuroshio,) localizzato tra l’equatore il 50˚ di latitudine nord. Questo sistema forma, di fatto, le due discariche.



Precedenti studi di Moore hanno dimostrato che la concentrazione della plastica nella Grande Massa di Rifiuti è di oltre 3 milioni di frammenti per chilometro quadrato. Questi, formati principalmente da monofilamenti di plastiche e da fibre di polimeri, si estendono dalla superficie, sino a circa 10 metri di profondità; qui la loro concentrazione è poco meno della metà di quella in superficie. «La scia di spazzatura è traslucida, aggiunge l’oceanografo, e non è quindi possibile localizzarla dai satelliti. L’unico modo per studiarla è direttamente da un’imbarcazione. Questa enorme massa di rifiuti potrebbe raddoppiare nei prossimi dieci anni, se non si adottano comportamenti più responsabili sia da parte dei consumatori, nell’utilizzo degli oggetti di plastica, che da parte di chi disperde in mare la spazzatura».
«Ho rinvenuto nelle stomaco di uccelli marini accendini, spazzolini da denti, siringhe — sottolinea Marcus Eriksen. Questa enorme massa flottante di rifiuti rappresenta però un pericolo non solo per pesci, volatili, tartarughe e mammiferi marini, ma anche per la vita dell’uomo. La plastica si degrada molto lentamente e frammenti e detriti agiscono come spugne che assorbono composti chimici micidiali per la nostra salute e per quella degli animali, come DDT e policlorobifenili. Ingeriti dagli organismi marini, entrano nella catena alimentare e da qui raggiungono l’uomo».



Secondo l’UNEP, il programma ambiente delle Nazioni Unite, ogni anno, nei mari e negli oceani della Terra, i frammenti di plastica causano la morte di più di un milione di uccelli e di più di 100.000 mammiferi. La plastica costituisce il 90% di tutta la spazzatura che galleggia sulle superfici marine; secondo l’UNEP ogni miglio quadrato di oceano (corrispondente a 2,59 chilometri quadrati), contiene 46.000 pezzi di plastica galleggiante.


da: Eco(R)esistenza

mercoledì 11 gennaio 2012

Simón Bolívar. La continuazione dell'autorità in uno stesso individuo in maniera frequente è... stata la fine dei governi democratici. Le ripetute elezioni sono essenziali nei sistemi popolari, perché non c'è niente di più pericoloso come lasciar permanere per lungo tempo il potere nello stesso cittadino. Il popolo si abitua ad obbedirgli e lui si abitua a comandarlo; da dove si origina l'usurpazione e la tirannia.


La continuazione dell'autorità in uno stesso individuo in maniera frequente è... stata la fine dei governi democratici. Le ripetute elezioni sono essenziali nei sistemi popolari, perché non c'è niente di più pericoloso come lasciar permanere per lungo tempo il potere nello stesso cittadino. Il popolo si abitua ad obbedirgli e lui si abitua a comandarlo; da dove si origina l'usurpazione e la tirannia. 
 Simón Bolívar


domenica 11 dicembre 2011

Edmund Burice. Quanto più grande è il potere tanto più pericoloso è l'abuso.


Quanto più grande è il potere tanto più pericoloso è l'abuso.
Edmund Burice

 ·  ·  · 3 dicembre alle ore 12.32

  • Cinzia Raccagni piace questo elemento.

    • Cinzia Raccagni Quando c'è potere..troppo spesso c'è abuso!! E' una linea talmente sottile esercitare l'autorità acquisita non abusandone che è quasi scontato che l'essere umano sia fallibile in questo!!
      3 dicembre alle ore 12.35 · 

    • Ivano Paolo Todde ‎"esercitare l'autorità acquisita non abusandone" .... affinchè ciò non avvenga o che i rischi siano ridotti si possono adottare degli escamotage, delle leggi o delle cure.... :) la divisione dei poteri è una di queste cure, legislativo, esecutivo e giudiziario, io popolo che controlli i governanti e non i governanti il popolo, ma anche il popolo è soggetto pericoloso, irrazionale, passionale.... dunque non può essere la massa l'ultimo giudice, chi non ha il controllo o la consapevolezza di sè, l'ultimo giudice è interiore, la nostra coscienza e libertà di giudizio, che va coltivata, educata e preservata... tanti piccoli grandi poteri di controllo sono meglio di uno grandissimo totalizzante e prevaricante che non risponde a nessuno dell'agire... politico...finanziario...bancario o quant'altro si voglia
      3 dicembre alle ore 12.42 ·  ·  1

    • Cinzia Raccagni Detto così è:elaborato..ma sembra semplice ......il metterlo in atto...è un'impresa alquanto eroica...perchè coraggiosa ed elettiva come meta..comprensione, benignità, tolleranza..amore...mi sa che mancano tutte queste caratteristiche.
      3 dicembre alle ore 12.57 ·  ·  1

    • Giuliana Presicce e quando mai non si è visto abusare dell'autorità acquisità?pensa la fine che ha fatto giulio cesare e poi vai a ritroso.....il popolo che non agisce viene considerato come pecore ammansite... giusto perchè noi abbiamo la consapevolezza che possiamo diventare pericolosi se volessimo....ed è appunto la nostra coscienza che ci fa agire razionalmente....solo per il bene dei nostri figli...delle nostre famiglie...delle persone a cui vogliamo bene....solo e semplicemente perchè non vogliamo scatenare un qualcosa di più grande di noi... che potrebbe essere solo ed esclusivamente distruttivo...se vogliamo veramente costruire qualcosa bisogna stringersi tutti la mano amichevolmente in un unico pensiero....l'italia
      3 dicembre alle ore 13.14 ·  ·  1

    • Ivano Paolo Todde ‎"impresa alquanto eroica" ...coraggiosa... comprensione.... benignità .... tolleranza ... amore.... "mancano" .... non si deve però generalizzare... ci sono, non in tutti, ma i semi ci sono.... non tutti i semi germogliano, come le piante .... ci sono grandi alberi che tolgono luce, aria e respiro alle piccole piante... così sono le idee.. il nuovo non avanza se prima non ci liberiamo delle vecchie convinzioni e vecchi limiti... non di tutti, ma di alcune abitudini si :) Il vero eroismo non è solo quello dei grandi mitici eroi dell'Iliade o dell'Odissea, ma dei milioni di Genitori che riescono in questo triste mondo a crescere dei figli con sani principi :)
      3 dicembre alle ore 16.47 ·  ·  1

    • Cinzia Raccagni Se l'argomento lo applichi a una scelta privata di azioni e motivazioni...mi trovi d'accordo, ognuno di noi può porsi ragionevoli mete e sforzarsi ogni giorno per raggiungerle!!! Il discorso cambia se lo applichiamo alla condizione generale dell'atteggiamento umano di oggi!! Troppa superficialità, troppe cose dannose...e noi poveri genitori..veniamo surclassati da tutto ciò che circonda i nostri figli!!!
      3 dicembre alle ore 17.46 ·  ·  1

    • Giuliana Presicce avevo smesso da tempo a non pensare a ciò che mi circonda..a tutto ciò che stava accadendo intorno a me.solo per pensare a far crescere i miei figli nella serenità più assoluta...il mondo..il mio mondo...era ciò che io avevo costruito con i miei figli...perchè politicamente parlando non c'era mai un cambiamento...persone con il potere che voleva più potere...quello assoluto..quello distruttivo secondo me..e mi son detta...accada ciò che deve accadere..prima accade.meglio è....la distruzione totale..ecco quello che sto aspettando...il resto ormai..per me è solo utopia....ho troppo dolore nel mio cuore...ho perso elementi importanti della mia famiglia...di ciò che accade..perdonatemi..non me ne può fregar di meno...
      3 dicembre alle ore 18.06 ·  ·  1

    • Ivano Paolo Todde ‎....di fronte ai dolori di ciascuno non c'è, per me, altro che il rispetto, qui si presentano libere riflessioni, non ci sono certo ricette, ognuno prova una sua strada, il lasciare un segno non per forza si intende esteriormente portando avanti una attività pubblica, o cambiare il mondo.... nulla è più importante che migliorare noi stessi, i nostri affetti, i nostri valori; la delusione per il mondo che ci circonda può portarci a tutelarci, creandoci delle difese, ergendo barriere; è del resto quel che è accaduto nei secoli dei secoli con quelle che poi sono state rivoluzioni dell'animo umano... gli stessi primi cristiani (ma si potrebbe parlare di Buddha, Vishnù e tanti sconosciuti Socrate che hanno calpestato questo mondo) erano spesso voci isolate che stavano nei deserti, eremiti o comuntà di folli che non seguivano le normali convenzioni e rifuggivano alla mondanità, ma il loro pensiero, la loro fede, è germogliata dopo secoli; tutto oggi va male? Non generalizzerei, mi concentrerei sulle piccole buone cose, valorizzando quello a cui tengo :)
      3 dicembre alle ore 18.16 · 

    • Giuliana Presicce è quello che sto cercando di fare paolo....col mio duro lavoro...e non chiedo questue....
      3 dicembre alle ore 18.23 ·  ·  1

    • Ivano Paolo Todde “La verità è una terra senza sentieri. L’uomo non può arrivarci tramite
      alcuna organizzazione, credo o dogma, preti o riti, e nemmeno
      attraverso la conoscenza filosofica o una tecnica psicologica. Egli la
      deve trovare attraverso lo specchio della relazione, attraverso la
      comprensione dei contenuti della propria mente, attraverso l’osservazione e non con analisi intellettuali o dissertazioni introspettive…”.
      Jiddu Krishnamurti

      3 dicembre alle ore 19.52 · 

    • Cinzia Raccagni Finchè la pretesa è solo legata al conoscere se stessi...i propri valori i propri ideali...va bene.... ma se volessi una speranza..se volessi qualcosa di migliore di una malattia della perdita di una persona cara, il desiderio di vedere il bello intorno a noi espresso in modo più completo ...è assolutamente una cosa meravigliosa!! Qui entrano in gioco: Fede ..amore...speranza!!
      3 dicembre alle ore 20.45 · 

    • Ivano Paolo Todde ah, ma io abolirei proprio il termine "pretesa" :) ognuno prende la sua via che non vuol dire per forza spostarsi, può essere stare fermi a meditare, o costruire, o seminare, o quant'altro :) stare anche a leccarsi le ferite, a rimembrare :) ma fede amore e speranza sono dei bei pilastri :)
      3 dicembre alle ore 20.51 ·  ·  1

    • Cinzia Raccagni Io sono sempre imperativa!! O si pretende o no!!!! ahahaahah Buona serata!!
      3 dicembre alle ore 20.57 · 

    • Ivano Paolo Todde a cuor non si comanda si dice, ma nel tuo caso.... si PRETENDE :)

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