giovedì 3 maggio 2012

E l’amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno, e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare. Si addormentò in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva. Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito, il tempo moriva e lui restava.


ERRATA ATTRIBUZIONE A PIRANDELLO, 

E l’amore guardò il tempo e rise,
perché sapeva di non averne bisogno.
Finse di morire per un giorno,
e di rifiorire alla sera,
senza leggi da rispettare.
Si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva.
Fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
il tempo moriva e lui restava.


Luigi Pirandello, Poesie sparse
(ERRATA ATTRIBUZIONE)




Peccato che questo bellissimo testo non sia stato scritto da Luigi Pirandello, ma da Antonino Massimo Rugolo. E' contenuto nel suo lìbro "Sulle Ali della tenerezza”.



Agostino Frau:
L'autore della famosa poesia che TUTTI attribuiscono a Pirandello, ma della quale non si trova traccia alcuna su nessuna opera del Maestro, meno che mai in "Poesie sparse", è Antonino Massimo Rugolo. La "poesia" è stata estrapolata dal libro "Sulle Ali della tenerezza”, Editore Laruffa, pagine 72. Ecco il testo completo:


E l’amore guardò il tempo e rise
Un sorriso lieve come un sospiro, 
come l’ironia di un batter di ciglio, 
come il sussurro di una verità scontata. 
Perché sapeva di non averne bisogno
Perché sapeva l’infinita potenza del cuore 
e la sua poesia e la magia di un universo perfetto, 
al di là dei limiti del tempo e dello spazio. 
E le ragioni dell’uomo, fragile come un pulcino, 
smarrito come un uccello, 
cannibale come un animale da preda.
 Perché conosceva la tenerezza di una madre, 
l’incanto di un bacio, il lampo di un incontro. 
Poi finse di morire per un giorno
nella commedia della vita, 
nell’eterno gioco della paura, 
nascosto, con il pudore della sofferenza, 
con la rabbia della carne, 
con il desiderio di una carezza. 
Ma era là, beffardo, testardo, vivo. 
E rifiorì alla sera
senza leggi da rispettare
come un Dio che dispone, sicuro di sé, 
bello come la scoperta, profumato come la luna. 
Ma poi si addormentò in un angolo di cuore 
per un tempo che non esisteva 
e il tempo cercò di prevalere, 
nel grigio di un’assenza senza musica, senza colori. 
E sbriciolò le ore nell’attesa, 
nel tormento per dimenticare il suo viso, la sua verità. 
Ma l’amore negato, offeso, 
fuggì senza allontanarsi
ritornò senza essere partito
perché la memoria potesse ricordare 
e le parole avessero un senso 
e i gesti una vita e i fiori un profumo 
e la luna una magia. 
Perché l’emozione bruciasse il tempo e le delusioni, 
perché la danza dei sogni fosse poesia. 
Così mentre il tempo moriva, restava l’amore
Antonino Massimo Rugolo










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