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sabato 18 luglio 2015

Turismo balneare. Nell'immaginare i bagni di mare dell'epoca, non dobbiamo farlo pensando agli attuali stabilimenti balneari. Non era particolarmente ben vista l'esposizione ai raggi solari. Solitamente l'acqua di mare veniva convogliata in vasche chiuse in camerini in legno riservati o, come nel caso di Sestri Levante, in spiagge sabbiose, si provvide ad un uso diffusissimo nel Nord Europa: quello delle "bathing machine", delle cabine trainabili in mare che coniugavano riservatezza e sicurezza ai bagnanti.




Il turismo balneare si sviluppa nell'800 in modo differenziato in Liguria. Trainante è la localita' di Sanremo, ma anche Nervi fa la sua parte. Nel cuore del XIX secolo, diventa una specie di colonia inglese di turismo anche invernale. Qui il Marchese Gaetano Gropallo crea nei suoi giardini un fabbricato di quattro piani che viene denominato Pensione Inglese, in grado di dare ospitalita' a cinquanta viaggiatori. Nello stabile è anche presente un medico britannico, per l'assistenza sanitaria. Nell'inverno del 1874, la localita' viene visitata nientemeno che dall'imperatrice di Russia. Il passaparola fa divenire Nervi una quotatissima stazione climatica nota nell'Europa intera. Cio' che diede sprone decisivo al turismo balneare, fu l'approntamento di linee ferroviarie che da Torino raggiungevano Genova e poi Sestri Ponente e Cornigliano, localita' non apprezzate quanto Pegli, ma frequentate comunque da un ceto meno abbiente. Nell'immaginare i bagni di mare dell'epoca, non dobbiamo farlo pensando agli attuali stabilimenti balneari. Non era particolarmente ben vista l'esposizione ai raggi solari. Solitamente l'acqua di mare veniva convogliata in vasche chiuse in camerini in legno riservati o, come nel caso di Sestri Levante, in spiagge sabbiose, si provvide ad un uso diffusissimo nel Nord Europa: quello delle "bathing machine", delle cabine trainabili in mare che coniugavano riservatezza e sicurezza ai bagnanti.

domenica 22 marzo 2015

Leonard Bernstein. La cultura italiana deve aprirsi a chi sbaglia l'applauso. Cosa significa? È una frase del direttore d'orchestra Leonard Bernstein. Chi frequenta concerti sa che la cosa peggiore è applaudire al momento sbagliato. Di solito l’orchestra s’infastidisce molto. Bernstein no: «Quando qualcuno sbaglia ad applaudire io sono contento, perché vuol dire che in sala è entrata una persona nuova». Far entrare gente che sbaglia l’applauso è rendere democratica la cultura. Il problema è che lo fanno altri al posto nostro. Come i francesi con la Gioconda… Esatto. O come Starbucks con il caffè. La sai la storia di Starbucks? No. Racconta... «La beffa di Starbucks? Il caffè è nostro, il «grande spettacolo» è nostro. La dimensione industriale è americana. Come con la pizza» Starbucks nasce nel 1971, ma il salto di qualità avviene nel 1983 quando l'amministratore delegato Howard Schultz viene a Milano per una fiera ed entra nel primo bar sotto l'albergo. Lì viene folgorato da quello che lui chiama «the great theatre», il grande spettacolo. Non solo caffè e cappuccino, ma il barista al bancone che chiacchiera con tutti, la familiarità da circolo privato. Quel modello gli piace e se lo porta a casa. È grazie a quel modello che Starbucks, diventa una grande catena mondiale. La beffa? Il caffè è nostro, il «grande spettacolo» è nostro. La dimensione industriale è americana.

«Il turismo è la seconda vita dell’Italia».
«Forse non tutti se lo ricordano, ma la Disney voleva costruire il suo parco a tema europeo non a Parigi, ma a Napoli. A Bagnoli, nella zona ex Italsider, più precisamente». Questo è l'inizio della storia. Il resto, potete immaginarlo. 
Non è che un esempio, secondo il giornalista del Corriere della Sera Lorenzo Salvia, dell'incapacità dell'Italia di sfruttare l'unico vero vantaggio competitivo che ha oggi a disposizione per crescere: sé stessa, il suo paesaggio, la sua cultura, la sua storia. In altre parole, tutto ciò che potrebbe concorrere a farne «il villaggio turistico del mondo». O, per dirla col titolo del suo libro, uscito pochi giorni fa per Marsilio, un “Resort Italia”.

Sono curioso, Lorenzo. Com'è andata a finire la storia di Eurodisney a Napoli? Perché alla fine hanno scelto Parigi?
La cosa più importante è capire perché tra Parigi, Barcellona e Napoli, Ron Miller, il potente capo della Disney negli anni '80, avesse scelto Napoli. 
Già, perché?
«Se Topolino non fosse stato respinto alle porte di Bagnoli, i posti di lavoro, indotto compreso, sarebbero stati 36mila»
Per il clima, innanzitutto. Disney ha costruito i suoi parchi a tema in California e in Florida, dove fa caldo dodici mesi all'anno. Se hanno scelto un campo di barbabietole, nel nulla a nord di Parigi, dove d'inverno si gela, non c'è il Vesuvio alle spalle e l'isola di Nisida sullo sfondo è perché da noi ci sono state resistenze enormi. C'è chi parlò di «Chernobyl culturale». Chi si appellò alla difesa del sito industriale di Bagnoli. Che chiuse definitivamente nel 1992, nello stesso anno in cui in Francia aprì Eurodisney. Per la cronaca, l'Italsider, nel suo momento di massimo splendore, arrivò a impiegare al massimo settemila addetti. Se Topolino non fosse stato respinto alle porte di Bagnoli, i posti di lavoro, indotto compreso, sarebbero stati 36mila. 

Il tuo saggio inizia con queste parole: 
«Viviamo in un paese che non c'è più». 
Vuoi dire che quel che stiamo difendendo oggi - quel po' di industria manifatturiera che ci rimane, ad esempio - equivale all'Italsider di 25 anni fa?
Vuol dire che siamo stati la quinta potenza industriale e non lo saremo mai più. Esiste ancora la manifattura, esistono ancora le fabbriche, certo, ma abbiamo perso un milione di addetti. Ci sono ancora i negozi, ma ne chiudono cento al giorno. C'è ancora un welfare state che tiene botta, ma in prospettiva è insostenibile. Rincorrendo quest'Italia che non tornerà, ci lasciamo sfuggire una gigantesca opportunità. 
Quale opportunità?
Diventare l'Italia del turismo. 
Non è un po' limitante?
No, non lo è. È la nuova divisione globale del lavoro a imporre che ogni paese si debba specializzare in qualcosa. Quel qualcosa per noi non può che essere il paesaggio, la cultura, le tradizioni, il saper fare. È un mercato che a livello globale cresce in media del 5% all'anno. L'organizzazione mondiale per il turismo sostiene che nel 2030 il numero di persone che faranno un viaggio all'estero. È il turismo la nostra seconda vita. O meglio, diciamo che potrebbe esserlo.
Perché usi il condizionale?
Perché in trent'anni siamo scesi dal primo al quinto posto per numero di arrivi internazionali. Perché nel Country Brand Index, indice che misura l'attrattività di un paese per il resto del mondo, siamo passati dal primo al diciottesimo posto in dieci anni. 
Come mai, secondo te?
«Oggi l'Italia è come la Mecca. Nel senso che è una meta obbligata, ma ci vai solo una volta nella vita»
Perché puoi avere tutto il fascino che vuoi, ma se arrivi in aeroporti che fanno schifo e in cui mancano i mezzi per andare in città, il fascino cala. Non stiamo parlando di quisquilie: i servizi, per l'immagine di un paese contano quanto i siti Unesco. La Svezia e il Canada - per dire due paesi che stanno avendo un forte sviluppo turistico - non hanno le nostre bellezze naturalistiche e culturali, né tantomeno il nostro cibo, ma lì vivi meglio, come turista. L'Italia è come la Mecca. Nel senso che è una meta obbligata, ma in cui ci vai solo una volta nella vita.

A proposito di Svezia: perché nel tuo libro dici che l'Italia, nel predisporre un’offerta turistica adeguata, dovrebbe prendere esempio dall’Ikea?
Di “Modello Ikea” non ne parlo io, ma Giuliano Noci del Politecnico di Torino. Secondo Noci, buona parte del nostro patrimonio culturale vive in una bolla accademica, per addetti ai lavori. Per una persona normale, andare a vedere una mostra, vuol dire vivere un esperienza: mangiare, acquistare un libro o un gadget, offrire ai bambini uno spazio gioco. È solo in questo modo che si può far sì che un museo  può fare soldi e sostenersi da solo. Non è solamente una questione economica. È anche questione di democrazia. La cultura italiana deve aprirsi a chi sbaglia l'applauso.
Cosa significa?
È una frase del direttore d'orchestra Leonard Bernstein
Chi frequenta concerti sa che la cosa peggiore è applaudire al momento sbagliato. Di solito l’orchestra s’infastidisce molto. Bernstein no: «Quando qualcuno sbaglia ad applaudire io sono contento, perché vuol dire che in sala è entrata una persona nuova».  Far entrare gente che sbaglia l’applauso è rendere democratica la cultura. Il problema è che lo fanno altri al posto nostro.
Come i francesi con la Gioconda…
Esatto. O come Starbucks con il caffè. La sai la storia di Starbucks?
No. Racconta...
«La beffa di Starbucks? Il caffè è nostro, il «grande spettacolo» è nostro. 
La dimensione industriale è americana. Come con la pizza»
Starbucks nasce nel 1971, ma il salto di qualità avviene nel 1983 quando l'amministratore delegato Howard Schultz viene a Milano per una fiera ed entra nel primo bar sotto l'albergo. Lì viene folgorato da quello che lui chiama «the great theatre», il grande spettacolo. Non solo caffè e cappuccino, ma il barista al bancone che chiacchiera con tutti, la familiarità da circolo privato. Quel modello gli piace e se lo porta a casa. È grazie a quel modello che Starbucks, diventa una grande catena mondiale. La beffa? Il caffè è nostro, il «grande spettacolo» è nostro. La dimensione industriale è americana. Come con la pizza.
Parli di Pizza Hut, immagino…

Non solo. Altro esempio: Marsiglia è famosa per la sua zuppa di pesce, la Bouillabaisse. Diversi ristoranti di Marsiglia offrono un pacchetto completo: vai al ristorante, impari dai cuochi a fare la zuppa e la mangi con loro. In Italia, non esistono corsi per pizzaioli, se non quelli professionali. Non si progetta in funzione del turismo. Pensa alla questione dei campi da golf…
Cosa c'entrano i campi da golf con le pizze?
Nulla. Peraltro, a me il golf fa schifo. Però è un fatto che nel mondo ci sono tantissimi ricchi - o che vogliono far credere di esserlo .- che pianificano le loro vacanze in funzione dei campi da golf disponibili. È gente che spende tantissimo. Pensa alla Sicilia: è più sensato tenere in vita attività che hanno poco senso industriale come Termini Imerese, oppure costruire un po' di "odiosi" campi da golf, frequentati da gente che spenderà tantissimo in quel territorio, aiutando i poveri, favorendo l'economia locale?
Campi da golf è sinonimo di grandi investimenti privati. 
Che, secondo qualcuno, mancano drammaticamente al turismo italiano, mentre secondo dovrebbero essere tenuti lontani da tutto ciò che è territorio, cultura, storia. Tu come la pensi?
Io penso che vada evitato il derby pubblico contro privato. 
Le posizioni sono meno inconciliabili di come qualcuno le vuole far apparire. 
Viva il crowdfunding, come per il portico di San Luca, perché c'è senso di appartenenza a comunità locale. Viva il mecenatismo, dove signori ricchissimi hanno dato soldi per salvare Ercolano e Pompei. Da soli non bastano, però. Lo Stato e le regioni chiudono gli ospedali e accorpano le scuole. Non possono avere le risorse per valorizzare al meglio lo sterminato patrimonio artistico, storico, paesaggistico italiano. 
Quindi ha sbagliato il sindaco di Roma a rifiutare l'aiuto di Della Valle per ristrutturare il Colosseo..
Penso più che altro ai monumenti di media bellezza, quelli che rischiano di scomparire per sempre. Quelli per cui oggi la tutela equivale a tenerli sottovuoto, quando va bene. Se per aprirli al pubblico, per dar loro senso e valore, abbiamo bisogno dell'aiuto dei privati, ben vengano i privati, non ci si deve fermare. 
Altrimenti a trionfare è un malinteso senso del bene comune. 
Nel libro però dici anche che il pubblico può essere più efficiente di così. 
Puoi farmi degli esempi?
Palazzo Barberini, ad esempio. Ci sono alcune sale di questo museo che restano chiuse la domenica, perché non ci sono abbastanza custodi. O l'orto botanico di Trastevere, un posto bellissimo che tuttavia dipende dall'università. E che rimane chiuso anch'esso di domenica,  l'unico giorno in cui la gente normale potrebbe andare all'orto botanico. 
Che si può fare? 
La Pubblica Amministrazione è costretta a tagliare, figurati se può assumere...
Spostiamo persone, cambiamo logica, altrimenti buttiamo via il nostro patrimonio. La pubblica amministrazione è senza senso. Per una multa, servono undici passaggi burocratici e ci lavorano come minimo altrettante persone. Dobbiamo spostare queste persone da dove non serve a dove serve.
Secondo te questo governo è in grado di farlo? 
Renzi ha parlato spesso di turismo e di bellezza, in questi mesi…
Per ora, però, ha prodotto poco, per non dire nulla. Rivitalizzare pezzi morti del paese, dare loro una seconda vita è l'unica politica industriale possibile per questo paese. Il treno sta passando, bisogna correre. 

https://www.facebook.com/linkiesta/posts/820694344665988



venerdì 14 settembre 2012

Ryszard Kapuscinski. Ci sono persone non interessate al resto del mondo: quello in cui vivono è per loro il mondo intero. Una posizione rispettabile come qualunque altra. Confucio diceva che il modo migliore per conoscere il mondo è quello di non uscire mai dalla propria casa





Ci sono persone non interessate al resto del mondo: quello in cui vivono è per loro il mondo intero. Una posizione rispettabile come qualunque altra. Confucio diceva che il modo migliore per conoscere il mondo è quello di non uscire mai dalla propria casa, e anche questo è vero: invece di spostarsi materialmente, si può viaggiare all’interno della propria anima. Il concetto di viaggio è quanto mai elastico e differenziato. Ci sono tuttavia alcune persone che, per loro natura, devono conoscere il mondo in tutta la sua varietà. Non sono numerose.
Ryszard Kapuscinski


meno male che non tutti vogliono la stessa cosa ....sai che via vai ci sarebbe .....c'è chi nasce per una cosa e chi per un'altra


domenica 9 settembre 2012

Messico. Nayarit. Marieta Islands. Ci si entra In barca, il posto si chiama "islas marietas" e si trova a Nayarit, Messico, vicino a Puerto Vallarta





Hidden Beach, Marieta Islands, Mexico







 L'ombelico del mondo...




 il posto preciso si chiama "Marieta Islands"..sono piccole isole disabitate a pochi Km dalla costa occidentale del Messico..








 Aime' si va con l'aereo la linea è Roma- Madrid ..da Madrid si prende un'altro aereo intercontinentale giornaliero che arriva a Citta' del Messico....da 7 a 9 ore di volo ancora non è finita da Citta del Messico si prende un'altro aereo locale che ti porta a Puerto Vallarta nella parte occidentale il Pacifico x intenderci una oretta di volo arrivati all'aeroporto di Puerto Vallarta proprio dietro l'aeroporto c'è la marina di Vallarta da non confondere...c'è anche quella militare....da li ci si informa ci si imbarca ed in un paio di ore si arriva al cenote.........ce ne sono molti anche famosi nella pen. youcatan dove ci sono le piramidi Maya, Cancun Tulum, il costo per 2 persone 12 giorni mettiti a disposizione 12.000,00 euri




 ‎.....un magnifico xenote! ♥




magico mexico...




Marietas Islands, Puerto Vallarta, Mexico....specifico!!!!! beeellloooo!!!



quant'è bello il nostro pianeta, ma continuiamo ad ucciderlo



un poketto claustrofobico ma splendido!




ma il problema É ... come si scende per fare il bagno?



ma come si entra...? :))



 e come si esce...



 C'è l'ascensore ? Mi raccomando per le cartacce e le buste di plastica!



 ci si entra In barca, ed è vero questo Non è puerto vallarta, il posto si chiama "islas marietas" e si trova a nayarit, messico (vicino a puerto vallarta) .



 bellissimo...vorrei andarci.....non da sola però..!



 http://www.tumblr.com/tagged/hidden-beachecco come si entra.... anche a piedi...








Bellissimo posto ma... http://images.vanityfair.it/Storage/Assets/Crops/315207/8/141947/piscine-naturali-grotta-della-poesia_650x435.jpg Grotta della Poesia, Roca, Salento (molto più vicino e bello) ;-)))))))))

Chichen Itza, Mexico - Sacred Cenote Azul

Cinque sono i cenotes che si trovano nel Messico nord-orientale, ma indubbiamente quello più misterioso è quello dello Zacaton, considerato dai Maya l’accesso al mondo degli dei…


Un particolare tipo di grotta, con presenza di acqua dolce, come quella raffigurata nell’immagine viene definita in America Centrale e nel Messico Meridionale Cenote (dove la “c” iniziale cede il posto ad una “s” nella pronuncia). Il nome deriva dal linguaggio Maya, ma oggi è molto usato anche per descrivere fenomeni carsici simili, dove sono semplicemente chiamati sinkholes.

La formazione dei cenote viene fatta risalire a stadi di basso livello marino nel corso delle glaciazioni pleistoceniche. Sono simili a piccoli laghi circolari o lagune con cascatelle ai margini. Possono essere di varie dimensioni e profondità, ma esistono alcuni casi che sono famosi nel mondo per maestosità e naturalezza. E’ il caso dello Zacatón, il più profondo di cinque cenotes situati all’interno del El Rancho Asufrosa, nel Messico nord-orientale. Scoperto durante un giro di ricognizione compiuto al termine di due settimane di esplorazione e di rilievo nel Nacimiento Santa Clara, un sistema di grotte sito ai piedi dell’Al Abra. Le loro acque sono caratterizzate da un odore sulfureo piuttosto marcato. In uno di questi, denominato Poza Asufrosa, lo zolfo precipita dalle pareti circostanti per poi galleggiare sulla superficie, creando una specie di zattera. E le loro acque sono particolarmente calde, sempre attorno ai 30 gradi.

Leggende millenarie sono legate allo Zacaton e parlano di misteri e presenze divine. I Maya, nello Yucatan, attribuivano a Madre Terra le origini di questi pozzi. Definiti luoghi misteriosi, sacri, oggetti di culto e di attrazione, sono rari luoghi di fusione tra sacro e profano. Qui arrivava l’acqua potabile da lontane falde acquifere collegate ad essi per il sottosuolo. Ma erano anche luoghi ideali per riti esoterici, scenari perfetti per unire fisicamente e spiritualmente i sacerdoti alle forze telluriche del sottosuolo, per combattere i nemici, reali o immaginari, del popolo.

A testimonianza di ciò, tra i fondali dello Zacaton, si trovano tesori nascosti…la porta di accesso al mondo degli dei veniva usata anche per mandare gioielli e ori in occasione di festività o per richiedere grazie o miracoli. Venivano anche esumati corpi di defunti particolarmente importanti perchè giungessero prima nel mondo celeste…

Che sia davvero la porta d’ingresso al mondo degli dei?


 I cenotes di Chichen Itza, una meraviglia fuori dalla realtà.


Ci sono stata non in questo della foto ma in un altro simile e al pensiero mi viene la pelle d oca un emozione unica farci il bagno!bellissimo



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