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lunedì 30 giugno 2014

Pina Bausch. Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti. Ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la danza


"Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti.
Ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la danza."
Pina Bausch, sublime ballerina e coreografa che morì il 30 giugno di 5 anni fa



sabato 28 giugno 2014

Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. La casta. La Casta politica, una volta che sei dentro, ti permette quasi sempre di campare tutta la vita. Un po' in Parlamento, un po' nei consigli di amministrazione, un po' ai vertici delle municipalizzate, un po' nelle segreterie. Basta un po' di elasticità


"La Casta politica, una volta che sei dentro, ti permette quasi sempre di campare tutta la vita. Un po' in Parlamento, un po' nei consigli di amministrazione, un po' ai vertici delle municipalizzate, un po' nelle segreterie. Basta un po' di elasticità."
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, La casta, 2006


giovedì 24 aprile 2014

Paul Karl Feyerabend. Abbiamo bisogno di un sogno. “Come possiamo esaminare qualcosa che stiamo usando continuamente? Come possiamo analizzare i termini nei quali esprimiamo di solito le nostre osservazioni piú semplici e dirette, e riportarne in luce i presupposti? In che modo possiamo scoprire il tipo di mondo che presupponiamo, dati i nostri modi di procedere abituali? La risposta è chiara: non possiamo scoprirlo dall’‹interno›. Abbiamo bisogno di un modello di critica ‹esterno›, abbiamo bisogno di un insieme di assunti alternativi o, dal momento che questi assunti saranno del tutto generali, di costruire, per cosí dire, un intero mondo alternativo, ‹abbiamo bisogno di un sogno al fine di scoprire i caratteri del mondo reale in cui pensiamo di vivere› (e che in realtà potrebbe essere solo un altro mondo di sogno).



Paul Karl Feyerabend. Abbiamo bisogno di un sogno.
Come possiamo esaminare qualcosa che stiamo usando continuamente?
Come possiamo analizzare i termini nei quali esprimiamo di solito le nostre osservazioni piú semplici e dirette, e riportarne in luce i presupposti? In che modo possiamo scoprire il tipo di mondo che presupponiamo, dati i nostri modi di procedere abituali?
La risposta è chiara: non possiamo scoprirlo dall’‹interno›. Abbiamo bisogno di un modello di critica ‹esterno›, abbiamo bisogno di un insieme di assunti alternativi o, dal momento che questi assunti saranno del tutto generali, di costruire, per cosí dire, un intero mondo alternativo, ‹abbiamo bisogno di un sogno al fine di scoprire i caratteri del mondo reale in cui pensiamo di vivere› (e che in realtà potrebbe essere solo un altro mondo di sogno).”
PAUL KARL FEYERABEND (1924 – 1994), “Contro il metodo. Abbozzo di una teoria anarchica della conoscenza” (1975), prefazione di Giulio Giorello, trad. di Libero Sosio, Feltrinelli, Milano 2002 (I ed. 1979), 2., p. 28.
“ How can we possibly examine something we are using all the time? How can we analyse the terms in which we habitually express our most simple and straightforward observations, and reveal their presuppositions? How can we discover the kind of world we presuppose when proceeding as we do? 
The answer is clear: we cannot discover it from the ‹inside›. We need an ‹external› standard of criticism, we need a set of alternative assumptions or, as these assumptions will be quite general, constituting, as it were, an entire alternative world, ‹we need a dream-world in order to discover the features of the real world we think we inhabit› (and which may actually be just another dream-world).”
PAUL KARL FEYERABEND, “Against Method. Outline of an Anarchistics Theory of Knowledge”, Verso, London-New York 1993 (third edition, first published by New Left Books, London-New York 1975), 2, p. 22.




Paul Karl Feyerabend. Le invenzioni di Galileo a sostegno di Copernico.

Quando l’«idea pitagorica» del moto della Terra fu richiamata in vita da Copernico, si imbatté in difficoltà superiori a quelle cui si trovava di fronte la contemporanea astronomia tolemaica. A rigore, la si sarebbe dovuta considerare confutata. Galileo, che era convinto della verità della concezione copernicana e che non condivideva la fede abbastanza comune, anche se non universale, in un’esperienza stabile, ricercò nuovi tipi di fatti che potessero essere accettati da tutti. Egli si procurò tali fatti in due modi diversi. Innanzitutto attraverso l’invenzione del ‹cannocchiale›, che mutò il ‹nucleo sensoriale› dell’esperienza quotidiana sostituendolo con fenomeni sconcertanti e inspiegati; e ‹col suo principio di relatività e la sua dinamica›, che ne modificarono le componenti ‹concettuali›. Né i fenomeni né le nuove idee del moto erano accettabili per il senso comune (o per gli aristotelici). Inoltre si potrebbe dimostrare facilmente che le teorie associate erano sbagliate. Eppure queste teorie sbagliate, questi fenomeni inaccettabili, vengono distorti da Galileo e sono convertiti in un forte sostegno a favore di Copernico. L’intero ricco serbatoio dell’esperienza quotidiana e dell’intuizione viene utilizzato nel ragionamento, ma i fatti che esse sono invitate a rievocare vengono riorganizzati in modi nuovi, vengono compiute approssimazioni, vengono tralasciati effetti noti, vengono tracciate linee concettuali diverse, così che emerge ‹un nuovo genere di esperienza, costruito› quasi d’aria sottile. Questa nuova esperienza viene poi ‹solidificata› insinuando che in realtà essa è familiare al lettore da sempre. Essa si consolida cosí e viene ben presto accettata come una verità sacrosanta, nonostante il fatto che le sue componenti concettuali siano incomparabilmente piú speculative di quanto non siano le componenti concettuali del senso comune. Possiamo dire perciò che la scienza di Galileo si fonda su una ‹metafisica esemplicata›. La distorsione consente a Galileo di far progressi ma impedisce a quasi chiunque altro di fare del suo sforzo la base di una filosofia critica (anche oggi si pone l’accento o sulla matematica, o sui suoi presunti esperimenti, o sul suo frequente appello alla «verità», e si trascurano quasi completamente i suoi procedimenti propagandistici). Io suggerisco che ciò che Galileo fece fu di usare teorie confutate l’una a sostegno dell’altra, che in questo modo costruì una nuova visione del mondo legata in modo vago (ammesso che lo fosse!) con la cosmologia anteriore (compresa l’esperienza quotidiana), che stabilì connessioni inventate di san pianta con gli elementi percettuali di questa cosmologia, che solo oggi sono sostituiti da teorie genuine (ottica, fisiologia, teoria del continuo) e che, ogni volta che gli fu possibile, sostituì vecchi fatti con un nuovo tipo di esperienza, che egli semplicemente ‹inventò› allo scopo di sostenere Copernico.”
PAUL KARL FEYERABEND (1924 – 1994), “Contro il metodo. Abbozzo di una teoria anarchica della conoscenza”, prefazione di Giulio Giorello, trad. di Libero Sosio, Feltrinelli, Milano 2002 (III ed., I ed. 1979), 12. ‘Tali metodi «irrazionali» di sostegno sono necessari a causa dello «sviluppo diseguale» (Marx, Lenin) di parti diverse della scienza. Il copernicanesimo e altri ingredienti essenziali della scienza moderna sono sopravvissuti solo perché nel loro passato la ragione fu spesso ignorata’, pp. 130 – 131.





“ When the «Pythagorean idea» of the motion of the earth was revived by Copernicus it met with difficulties which exceeded the difficulties encountered by contemporary Ptolemaic astronomy. Strictly speaking, one had to regard it as refuted. Galileo, who was convinced of the truth of the Copernican view and who did not share the quite common, though by no means universal, belief in a stable experience, looked for new kinds of fact which might support Copernicus and still be acceptable to all. Such facts he obtained in two different ways. First, by the invention of his ‹telescope›, which changed the ‹sensory core› of everyday experience and replaced it by puzzling and unexplained phenomena; and by his ‹principle of relativity and his dynamics›, which changed its ‹conceptual components›. Neither the telescopic phenomena nor the new ideas of motion were acceptable to common sense (or to the Aristotelians). Besides, the associated theories could be easily shown to be false. Yet these false theories, these unacceptable phenomena, were transformed by Galileo and converted into strong support of Copernicus. The whole rich reservoir of the everyday experience and of the intuition of his readers is utilized in the argument, but the facts which they are invited to recall are arranged in a new way, approximations are made, known effects are omitted, different conceptual lines are drawn, so that a ‹new kind of experience› arises, ‹manufactured› almost out of thin air. This new experience is then ‹solidified› by insinuating that the reader has been familiar with it all the time. It is solidified and soon accepted as gospel truth, despite the fact that its conceptual components are vastly more speculative than are the conceptual components of common sense. Following positivistic usage we may therefore say that Galileo’s science rests on an ‹illustrated metaphysics›. The distortion permits Galileo to advance, but it prevents almost everyone else from making his effort the basis of a critical philosophy (for a long time emphasis was put either on his mathematics, or on his alleged experiments, or on his frequent appeal to the «truth», and his propagandistic moves were altogether neglected). I suggest that what Galileo did was to let refuted theories support each other, that he built in this way a new world-view which was only loosely (if at all!) connected with the preceding cosmology (everyday experience included), that he established fake connections with the perceptual elements of this cosmology which are only now being replaced by genuine theories (physiological optics, theory of continua), and that whenever possible he replaced old facts by a new type of experience which he simply ‹invented› for the purpose of supporting Copernicus.”
PAUL KARL FEYERABEND, “Against Method: Outline of an Anarchistic Theory of Knowledge”, Verso, London 1993 (Third edition, First published by New Left Books, London 1975), 11 ‘Such ‹irrational› methods of support are needed because of the ‹unevendevelopment› (Marx, Lenin) of different parts of science. Copernicanism and other essential ingredients of modem science survived only because reason was frequently overruled in their past’, pp. 120 – 121.

sabato 22 febbraio 2014

Christopher Lasch, L’io minimo. In politica, l’esclusione del pubblico dalla partecipazione attiva è legato al declino di un’istituzione democratica, il partito politico, che è stato sostituito da istituzioni meno soggette al controllo popolare. La funzione decisionale del partito è stata usurpata dalla burocrazia amministrativa; la sua funzione educativa dai mass media. I partiti politici sono ormai specializzati nel pubblicizzare e vendere i loro uomini perché il pubblico li consumi.

In politica, l’esclusione del pubblico dalla partecipazione attiva è legato al declino di un’istituzione democratica, il partito politico, che è stato sostituito da istituzioni meno soggette al controllo popolare. La funzione decisionale del partito è stata usurpata dalla burocrazia amministrativa; la sua funzione educativa dai mass media. I partiti politici sono ormai specializzati nel pubblicizzare e vendere i loro uomini perché il pubblico li consumi.
Christopher Lasch, L’io minimo. La mentalità della sopravvivenza in un’epoca di turbamenti, Feltrinelli 1985, pagina 33.

venerdì 30 agosto 2013

Massa. La massa non sa a cosa crede, non sa cosa dire, non sa spesso come amare, anzi tante volte sono persino nel giusto ma comunque non sapendolo rimangono nell'impotenza spirituale del non essere nella consapevolezza e per ciò rimangono ignoranti.


La massa non sa a cosa crede, non sa cosa dire, non sa spesso come amare, anzi tante volte sono persino nel giusto ma comunque non sapendolo rimangono nell'impotenza spirituale del non essere nella consapevolezza e per ciò rimangono ignoranti.


Eppure è il popolo che poi muovendosi ha cambiato gli eventi della storia. 
Il popolo è come il bue che placidamente rumina ma è anche un toro infuriato che è difficile fermare




sabato 2 marzo 2013

Hitler. Mi hanno proposto un'alleanza. Così ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico… Noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta

"Il modo migliore per prendere il controllo di un Popolo e soggiogarlo, è di togliergli la libertà poco alla volta, sgretolare i loro diritti con migliaia di piccole e semi-impercettibili riduzioni. In questo modo la gente non si accorgerà che quei diritti e quelle libertà gli sono stati tolti, fino a dopo che questi cambi siano diventati irreversibili."
Adolf Hitler, Mein Kampf


«Mi hanno proposto un'alleanza. Così ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico… Noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta. È un movimento che non può essere fermato. Non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta. Noi non siamo un partito, rappresentiamo l'intero popolo, un popolo nuovo»
Adolf Hitler, 1932


Il ruolo di sbarramento che svolge l'artiglieria nella preparazione dell'attacco della fanteria in futuro sarà assunto dalla propaganda rivoluzionaria.
Si tratta di spezzare psicologicamente il nemico prima che le truppe comincino ad entrare in azione.
Adolf Hitler


La distruzione del linguaggio è la premessa di ogni futura distruzione.
Se si ricorda il presagio di Karl Kraus...
Giuseppe D’Avanzo, La neolingua del potere
Il guscio vuoto. Metamorfosi di una democrazia, pp. 5-10




Si è detto che Hitler riversava sugli ebrei il suo odio contro l'intero genere umano, che riconosceva negli ebrei alcuni suoi stessi difetti, e che, odiando gli ebrei, odiava se stesso, che la violenza della sua avversione proveniva dal timore di poter avere sangue ebreo nelle vene. Non mi sembra una spiegazione adeguata. Non mi sembra lecito spiegare un fenomeno storico, riversandone tutta la colpa su un individuo. Gli esecutori di ordini orrendi non sono innocenti. E inoltre è sempre arduo interpretare le motivazioni profonde di un individuo.
Tullia Zevi, 2 febbraio 1919 nasceva Tullia Zevi, vero nome Tullia Calabi (Milano, 2 febbraio 1919 – Roma, 22 gennaio 2011), è stata una giornalista e scrittrice italiana.




Intervista a ADOLF HITLER
Piergiorgio Odifreddi
Gennaio 2005


Adolf Hitler nacque in Austria il 20 aprile 1889, e dedicò la sua vita alla realizzazione del piano politico esposto nel 1924 nel Mein Kampf, "La mia battaglia'', scritto in prigione dopo un fallito tentativo di colpo di stato. Il suo regno di terrore potè iniziare legalmente nel 1933, grazie al 44% dei voti del Partito Nazionalsocialista, e all'8 % del Partito Nazionalista (20,5 milioni in tutto), ottenuti alle elezioni: a dimostrazione del paradosso che un dittatore può anche arrivare al potere democraticamente. L'espansione del Terzo Reich iniziò nel 1938 con l'annessione dell'Austria, e raggiunse al suo massimo un'estensione da Capo Nord al Sahara, e dalla Normandia al Caspio. La contrazione iniziò nel 1942 con le sconfitte di Stalingrado e di El Alamein, e si concluse il 9 maggio 1945 con l'entrata dei russi a Berlino. Poco prima, il 30 aprile, Hitler si era ucciso con un colpo di pistola nel suo bunker. 
Sessant'anni dopo, mentre nel mondo si sta organizzando un Quarto Reich che va dagli Stati Uniti al Mediterraneo, abbiamo parlato del Terzo col sanguinario vegetariano che l'ha comandato per dodici anni

  • Fürer, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale il suo nome è diventato sinonimo del male. 
Cosa ne pensa? 

La storia è sempre stata scritta dai vincitori, e il bene è ciò che sta dalla loro parte. Se avessimo vinto noi, sinonimo del male sarebbe diventati i nomi di Churchill o di Roosevelt. 

  • Non crede che ci siano motivazioni oggettive, oltre alla sconfitta? Stalin la guerra l'ha vinta, eppure anche il suo nome è diventato sinonimo del male. 
Milioni di persone non l'hanno pensata così, su Stalin, prima e dopo la guerra: quanti russi hanno pianto, quando è morto? Temo che lei non sappia molto nè dello stalinismo, nè del nazismo, a parte ciò che le ammanniscono i Ministeri della Propaganda, del suo paese e di quello che lo comanda. 

  • Ministeri della Propaganda? E quali sarebbero i nostri Goebbels?
Per parlarle in termini che lei può capire, se il nostro era il totalitarismo inumano del 1984 di Orwell, il vostro è oggi il totalitarismo dal volto umano del Mondo nuovo di Huxley
I suoi Ministeri della Propaganda sono dunque il cinema e la televisione: se vuole trovare i nuovi Goebbels, li cerchi fra gli Spielberg e gli Zeffirelli, o fra i Murdoch e i Berlusconi. Cosa voleva insinuare, fra l'altro, con quel "paese che ci comanda''? Che l'Italia sarebbe una colonia degli Stati Uniti? E non lo è, forse? Da quando siete stati occupati, nel 1944, non vi siete più liberati. A tutt'oggi ci sono 125 basi e 35.000 truppe statunitensi in Italia: è indipendenza questa? In Germania, poi, stiamo ancora peggio. Quella che voi chiamate liberazione, fu soltanto la sostituzione di un'occupazione militare a un'altra, meno esibita ma non meno effettiva

  • Non vorrà negare, però, che il nazismo si è macchiato di crimini contro l'umanità mai visti prima. 
Ah, sì? E quali? Anzitutto, lo sterminio di sei milioni di ebrei. Non dica cretinate. Il mio modello per la soluzione del problema ebraico è stato il modo in cui gli Stati Uniti avevano risolto l'analogo problema indiano: un genocidio sistematico e scientifico dei diciotto milioni di nativi che vivevano nell'America del Nord. Quanti indiani rimangono negli Stati Uniti, oggi? Qualche centinaio, mantenuti in riserve come i bisonti. E quanti ebrei rimangono invece, al mondo? Milioni, e hanno addirittura uno stato tutto per loro: il quale, tra l'altro, sta mostrando di aver imparato la nostra lezione sul come trattare le minoranze etniche

  • Lei è proprio un senza Dio! 
Senza il Dio degli ebrei, magari. Ma avevamo il vostro: non è forse stato Elie Wiesel, premio Nobel per la pace nel 1986, a dire che "tutti gli assassini dell'Olocausto erano cristiani, e il sistema nazista non comparve dal nulla, ma ebbe profonde radici in una tradizione inseparabile dal passato dell'Europa cristiana''? Non senza motivo le mie SS portavano scritto Gott mit uns sulla fibbia della cintura. 

  • La Chiesa non la pensa certo così! 
Ma se, da quando Rolf Hochhuth ha rotto l'incantesimo con Il vicario nel 1963, non si fa che parlare del silenzio di Pio XII nei confronti di quello che voi chiamate Olocausto! E poi, lei non ha certo letto il mio Mein Kampf, che immagino non sia facile da trovare nelle vostre librerie: se l'avesse fatto, ricorderebbe però che il progetto per il trionfo del nazismo era modellato sulla tenace adesione ai dogmi e sulla fanatica intolleranza che hanno caratterizzato il passato della Chiesa cattolica. In ogni caso, basterebbe a condannarvi il disprezzo per la vita umana di civili innocenti che avete dimostrato durante la guerra. Questa la vada a raccontare agli abitanti di Amburgo e di Dresda, sui quali avete riversato le "tempeste di fuoco'' che ne hanno ucciso un milione. O a quelli di Hiroshima e Nagasaki, trecentomila dei quali sono stati inceneriti da due bombe atomiche: nessuna propaganda può cancellare il fatto che i "cattivi'' nazisti non hanno costruito queste armi di distruzione di massa, mentre i "buoni'' Stati Uniti le hanno non solo costruite, ma usate! 

  • Almeno, non vorrà negare la sua aberrante politica eugenetica. 
Perchè mai dovrei negarla? Era un mezzo per ottenere la purezza della razza. Ma non capisco cosa ci trovi di aberrante: la mia legge del 1933, per la prevenzione dei difetti ereditari, era esplicitamente basata sul modello statunitense di Harry Laughlin, al quale noi demmo per questo motivo una laurea ad honorem nel 1936 a Heidelberg. Lo sa, lei, che la prima legge per la sterilizzazione di "criminali, idioti, stupratori e imbecilli'' fu promulgata nel 1907 dall'Indiana? Che fu poi imitata da una trentina di stati americani, e dichiarata costituzionale nel 1927 dalla Corta Suprema? Che negli anni '30 furono sterilizzati 60.000 individui negli Stati Uniti, metà dei quali nella sola California? E che negli anni '50, dopo la guerra, furono castrati 50.000 omosessuali

  • Non vorrà dire che gli Stati Uniti, il melting pot, sono un paese razzista! 
Lei è proprio un ingenuo! Secondo lei, contro cosa manifestava Martin Luther King, ancora negli anni '60? E chi scrisse Il passaggio della Grande Razza nel 1916? Chi? Madison Grant, amico di Theodore Roosevelt. Quando il libro fu tradotto in tedesco, gli mandai una lettera entusiasta, di cui lui fu molto compiaciuto. E a proposito di Roosevelt, non dimentichi che Pierre van der Berghe, studioso della razza, l'ha messo insieme a me e a Hendrik Verwoerd, l'artefice dell'apartheid sudafricano, nella Trinità del Razzismo del Novecento. 

  • Di questo passo, arriverà a dire che gli Stati Uniti furono anche un paese nazista! 
Gli Stati Uniti non possono aver seguito il nazismo, perchè l'hanno preceduto e ispirato. In fondo, volevamo entrambi una cosa sola: come cantavano le mie SS, Morgen die ganze Welt. Purtroppo il mondo era quasi tutto nelle mani delle potenze coloniali, e bisognava toglierglielo con la forza. Il "male'' di cui ci hanno accusati era tutto qui: voler fare a loro ciò che essi avevano fatto ad altri. Noi abbiamo fallito, ma gli Stati Uniti stanno portando a termine quello che era il nostro vero progetto: il dominio globale (militare, politico ed economico) del pianeta. E' questa, dunque, l'eredità del nazismo? L'ha già dichiarato Otto Dietrich zur Linde, il giorno prima della sua esecuzione, nell'intervista rilasciata all'argentino Borges, poi pubblicata col titolo Deutsches Requiem: il nazismo era un'ideologia così ben congegnata, che l'unico modo per sconfiggerla era di abbracciarla. Noi volevamo che la violenza dominasse il mondo, e il nostro scopo è stato pienamente raggiunto. Non abbiamo vissuto e non siamo morti invano.





domenica 3 febbraio 2013

Antonio Gramsci. L'Ordine Nuovo. Il fascismo si è presentato come l'antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri

Antonio Gramsci.
Nato ad Ales il 22-1-1891, visse una infanzia ostacolata da problemi di famiglia e di salute. 
Anche la formazione culturale non fu fortunata: frequentò le elementari a Ghilarza, ma ebbe una brutta esperienza nel liceo di S.Lussurgiu per la presenza di insegnanti che "valevano poco più di un fico secco " . Nel 1908 si trasferì nel liceo classico di Cagliari " G. M .Dettori "dove conseguì sempre ottimi risultati.

La sua esperienza universitaria ebbe luogo a Torino, dopo aver vinto una borsa di studio, ma a causa di problemi di salute non riuscì a rimanere al passo con gli esami e perdette la borsa di studio, e, a causa dei conseguenti problemi economici, dovette abbandonare la carriera universitaria. Ma, vivamente interessato alla cultura e alla educazione, forse anche a causa delle problematiche esperienze che fu costretto a vivere, nei quaderni dal carcere approfondirà il problema pedagogico. Lasciata l'università si dedicò all'attività giornalistica, che comunque lo interessava già dai tempi del liceo a Cagliari. In un primo momento, lasciata l'università nel 1915, interessato agli scioperi contro la guerra, si dedicò al giornalismo da socialista, ma senza firmare, inizialmente, articoli. Poi, nel 1919, fondò con Tasca e Terracini il settimanale, e poi dal 1921 quotidiano, "ORDINE NUOVO".

Intanto in Russia è in pieno svolgimento la guerra bolscevica e in occasione dell'occupazione delle fabbriche nel '20 , l'Ordine Nuovo sensibilizza e orienta la classe operaia sulla necessità di un partito che diriga i movimenti sociali . Nel '21 a Livorno ci sarà inoltre la scissione dei socialisti riformisti e la costituzione del P.C. d'I. Lenin lo nomina al II congresso internazionale comunista ( '20 ) e nel '21 Gramsci viene mandato in Russia, dove approfondì la conoscenza riguardo alla LOTTA IDEOLOGICA e al problema dell'EGEMONIA. In Italia intanto si fanno numerosi arresti di oppositori politici. E quando Gramsci torna in Italia, nel '24 esce il 1° numero dell'Unità e poco dopo nel '26 viene arrestato, nonostante godesse dell'immunità parlamentare dovuta all'elezione in Veneto. A partire dal '29 nel carcere di Turi scrive " I quaderni dal carcere", che contengono studi sulla complessa realtà storica ed elaborazioni teoriche riguardo a temi di carattere politico, sociale, culturale. Ritiene che la classe operaia necessiti della figura di un intellettuale organico , che educhi le masse e , attraverso un partito egemone, conduca la classe operaia e contadina ad assumere il ruolo di classe dirigente. In Italia ,Gramsci notò che l' intellettuale non fù portavoce della cultura popolare .Il Risorgimento fu infatti il movimento di una èlite intellettuale e borghese che non coinvolse il popolo poichè non promosse una letteratura nazional-popolare che impedì il legame tra l'intellettuale e masse, tra cultura e tessuto sociale . Possiamo ricavare notizie riguardo agli aspetti più personali della sua vita dalle toccanti "Lettere dal carcere " nelle quali Gramsci descrive le sue ultime giornate e le sue, sempre peggiori condizioni di salute. Infatti Gramsci morì di tubercolosi il 27 Aprile del 1937, proprio il giorno prima della sua effettiva scarcerazione.



Il fascismo si è presentato come l'antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato
Antonio Gramsci, L'Ordine Nuovo, 26 aprile 1921

“Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti."
Antonio Gramsci


"Trascurare i movimenti così detti "spontanei", cioè rinunziare a dar loro una direzione consapevole, ad elevarli ad un piano superiore inserendoli nella politica, può avere spesso conseguenze molto serie e gravi. Avviene quasi sempre che a un movimento "spontaneo" delle classi subalterne si accompagna un movimento reazionario della destra della classe dominante, per motivi concomitanti: una crisi economica, per esempio, determina malcontento nelle classi subalterne e movimenti spontanei di massa da una parte, e dall’altra determina complotti dei gruppi reazionari che approfittano dell’indebolimento obbiettivo del governo per tentare dei colpi di Stato."
Antonio Gramsci





Da una parte politici incapaci, dall'altra italiani cretini. L'italia è fatta da 151 anni, ma nessuno si è mai preso la briga di fare gli italiani.





Questo paese è stato distrutto da una classe dirigente che ha colpe gravissime. Sono indifendibili. Ma votati dal popolo che probabilmente li odia e li rivoterá. Ti sembra normale? Perchè succede una cosa del genere? [Grillo] È stato una conseguenza, ha colmato uno spazio che altri hanno creato. Gli stessi che lo hanno appoggiato i primi mesi. Una cosa simile è successa anche con l'insediamento di Monti a Palazzo Chigi. Non è successo solo per colpa dello stesso Monti, del Presidente della Repubblica o di qualche potere internazionale ma principalmente per colpa di Berlusconi e del suo governo. Così allora per Mussolini e forse in futuro per il M5S... [...] Grillo é un democratico antifascista. Volevo evidenziare, per chi evoca il passato, che questi fenomeni politici trovano ampi e facili spazi quando la politica tradisce le ragioni del suo essere ed esistere, come oggi, come 90 anni fa. Quando succede le forze politiche in carica hanno precise responsabilitá e colpe. Io non mi sognerei di difendere chi è stato in parlamento negli ultimi anni... [...] 


Sembrate dimenticare che per 20 anni gli Italiani hanno votato Berlusconi e il circo che si portava dietro. Se non c'e' riuscito lui a diventare il nuovo Mussolini ( anche se....) non credo che ci riuscirà Grillo. E Pizzarotti non mi sembra certo il prototipo del gerarca.






PERCHÈ IN ITALIA NON C'È UNA POLITICA SERIA (GRAMSCI)
"La debolezza dei partiti politici italiani in tutto il loro periodo di attività, dal risorgimento in poi (eccettuato in parte il partito nazionalista) è consistita in quello che si potrebbe chiamare uno squilibrio tra l’agitazione e la propaganda, e che in altri termini si chiama mancanza di principii, opportunismo, mancanza di continuità organica, squilibrio tra tattica e strategia ecc. La causa principale di questo modo di essere dei partiti è da ricercare nella delinquenza delle classi economiche, nella gelatinosa struttura economica e sociale del paese, ma questa spiegazione è alquanto fatalistica: infatti se è vero che i partiti non sono che la nomenclatura delle classi, è anche vero che i partiti non sono solo una espressione meccanica e passiva delle classi stesse, ma reagiscono energicamente su di esse per svilupparle, assodarle, universalizzarle. Questo appunto non è avvenuto in Italia, e la manifestazione di questa «omissione» è appunto questo squilibrio tra agitazione e propaganda o come altrimenti si voglia dire.

Lo Stato-governo ha una certa responsabilità in questo stato di cose (si può chiamare responsabilità in quanto ha impedito il rafforzamento dello Stato stesso, cioè ha dimostrato che lo Stato-governo non era un fattore nazionale): il governo ha infatti operato come un «partito», si è posto al disopra dei partiti permanenti della vita e degli interessi statali nazionali, ma per disgregarli, per staccarli dalle grandi masse e avere «una forza di senza partito legati al governo con vincoli paternalistici di tipo bonapartistico-cesareo»: così occorre analizzare [...] il fenomeno parlamentare del trasformismo. Le classi esprimono i partiti, i partiti elaborano gli uomini di Stato e di governo, i dirigenti della società civile e della società politica. Ci deve essere un certo rapporto utile e fruttuoso in queste manifestazioni e in queste funzioni. Non può esserci elaborazione di dirigenti dove manca l’attività teorica, dottrinaria dei partiti, dove non sono sistematicamente ricercate e studiate le ragioni di essere e di sviluppo della classe rappresentata. 

Quindi scarsità di uomini di Stato, di governo, miseria della vita parlamentare, facilità di disgregare i partiti, corrompendone, assorbendone i pochi uomini disponibili. Quindi miseria della vita culturale e angustia meschina dell’alta cultura: invece della storia politica, la erudizione scarnita, invece della religione, la superstizione, invece dei libri e delle grandi riviste, il giornale quotidiano e il libello. Il giorno per giorno, con le sue faziosità e i suoi urti personalistici, invece della politica seria. Le università, tutte le istituzioni che elaboravano le capacità intellettuali e tecniche, non permeate dalla vita dei partiti, dal realismo vivente della vita nazionale, formavano quadri nazionali apolitici, con formazione mentale puramente rettorica, non nazionale. La burocrazia così si estraniava dal paese, e attraverso le posizioni amministrative, diventava un vero partito politico, il peggiore di tutti, perché la gerarchia burocratica sostituiva la gerarchia intellettuale e politica"

Antonio Gramsci, Quaderni dal Carcere, Quaderno III [XX] voce 119, "Agitazione e propaganda"





 Gramsci spedi una lettera a Togliatti che era a Mosca in questa lettera chiedeva la fine delle purghe staliniste, certo è che Togliatti non la caldeggiò a Stalin altrimenti sarebbe stato subito fucilato e la lettera non avrebbe avuto ascolto. Stalin che era un volpone politico si identificò dopo la sconfitta dei partiti comunisti tedesco e giapponese nell'unica forma di comunismo possibile. La costruzione del comunismo in un solo paese con questa politica realista e con i piani quinquennali i comunisti hanno il consenso del popolo, per questo tanti comunisti vennero fucilati da Stalin perché erano stalinisti nella politica ma contrari alla dittatura personale di Stalin.



 Togliatti ha fatto morire centinaia di prigionieri italiani, ha diffamato il socialismo propugnato da Turati. 
Togliatti è stato il cancro del PCI, era solo uno sporco arrivista (mi verrebbe da dire fascista....). Concordo con voi



 Charles De Gaulle diceva: non si può governare mantenendo le promesse elettorali. 
O si tradiscono gli elettori o si tradisce il paese.


sabato 5 gennaio 2013

Nel movimento trovare la calma, nella calma trovare il movimento





Nel movimento trovare la calma, nella calma trovare il movimento.
Proverbio taoista



sono contenta di aver trovato la calma...che mi ha aiutato a muovermi in un certo modo e con i miei tempi (non quelli della società




venerdì 28 settembre 2012

Frudakis. Volevo creare una scultura che chiunque, indipendentemente dal proprio contesto, potesse guardare e percepire immediatamente l'idea di qualcuno che lotta per liberarsi. Tutti hanno bisogno di uscire da qualche situazione, che si tratti di una lotta interiore o di una circostanza contraddittoria, e di essere liberi.


Volevo creare una scultura che chiunque, indipendentemente dal proprio contesto, potesse guardare e percepire immediatamente l'idea di qualcuno che lotta per liberarsi. Tutti hanno bisogno di uscire da qualche situazione, che si tratti di una lotta interiore o di una circostanza contraddittoria, e di essere liberi.
 
 ....mai vista scultura più appropriata per rendere l'idea di quanto sia doloroso lo sforzo per spezzare le catene della materialità. Grazie!!
 

 Giusto MLG questa scultura di Frudakis e davvero un monumento alla liberta. Ma andatevi a vedere gli altri lavori di questo scultore greco-americano che vive e lavora a Filadelfia. Ce ne sono di strabilianti!
 

 bellissima, mi da proprio l'idea del movimento. A prima vista mi sembrava una rappresentazione teatrale.
 
 

Ines Saragat: e appena liberato... ecco l'espressione di un Inno alla vita.




Mi colpisce la dinamicità dell'opera... sembra la sequenza di un film... la figura che nasce dalla materia e si libera diventando persona!!! Bella veramente.... milioni di sensi!!!


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