Visualizzazione post con etichetta Ricordo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ricordo. Mostra tutti i post

martedì 20 giugno 2017

La dimenticanza selettiva è essenziale per sottrarre impatto emotivo agli eventi accaduti durante il giorno

Essere saggi significa anche ignorare tutto ciò che non vale la pena. [...] 
Quando dormiamo il cervello fa una sorta di tabula rasa

[...] alcuni neuroscienziati dell’Università di Wisconsin-Madison scoprirono che le sinapsi crescono in maniera "esuberante" durante il giorno, e vengono "potate" durante la notte. Il nostro cervello fa automaticamente una selezione delle informazioni che deve memorizzare e scarta il resto

Il dato curioso è che, eliminando tutte le informazioni inutili, i ricordi che valgono la pena vengono memorizzati meglio. 

Gli psicologi della Johns Hopkins University videro che quando questo processo non avviene, i nostri ricordi diventano più confusi. Inoltre, la dimenticanza selettiva è essenziale per sottrarre impatto emotivo agli eventi accaduti durante il giorno.

Questo processo che avviene naturalmente ci offre una grande lezione: 
mantenere i vecchi rancori, alimentare le frustrazioni, rivivere i drammi e dare eccessiva importanza a cose che non lo meritano, crea solo caos e insoddisfazione. La cosa più saggia da fare è quella di imparare a ignorare tutto ciò che non vale la pena e che può influenzare la nostra pace interiore. [...]

Una frase buddista afferma che "ci può danneggiare solo ciò a cui diamo importanza". 
Non sono le situazioni, ma il significato che gli diamo e come reagiamo, ciò che determina il loro impatto su di noi. 

Quindi, se vogliamo proteggere il nostro equilibrio emotivo, 
dobbiamo imparare ad ignorare alcune cose. [...]

Non significa ignorare o nascondere i problemi, ma liberare la mente da tutto ciò che occupa spazio inutilmente per fare spazio per ciò che conta veramente.

1. Le offese e le critiche distruttive. 
Ricorda che una critica malsana dice di più della persona che critica che di chi viene criticato. Non lasciare che le critiche e il disprezzo intacchino la tua autostima. Ricorda che quando passi troppo tempo preoccupandoti dell’opinione che gli altri hanno di te, o di ciò che vogliono che tu sia, dimentichi chi sei veramente.

2. Le persone che vogliono scaricare la loro miseria emotiva su di te. Ci sono persone che si comportano come veri e propri camion della spazzatura, che vogliono scaricare su di te le loro paure, le frustrazioni, la rabbia o l’ansia. Non permetterglielo. Impara a individuarle e crea uno scudo protettivo.

3. Le piccoli frustrazioni della vita di tutti i giorni. 
Una brutta giornata è solo una brutta giornata. Viene e va. 
Non c'è ragione di rimanere bloccati nelle piccole frustrazioni. 
Se impari ad ignorare quei contrattempi immediatamente, ti renderai conto che potrai riprendere la tua routine con più serenità. Se li accumuli terminerai portando un fardello molto pesante. Si tratta solo di metterli in prospettiva e renderti conto che non vale la pena di rovinare la tua giornata per questi contrattempi.

4. Il tuo dialogo interno negativo. 
Spesso la tua mente diventa il tuo peggior nemico. 
Pertanto, in molti casi, devi imparare a silenziare il rumore che hai dentro, i pensieri ossessivi del fallimento, le paure e l'ansia. Nella maggior parte dei casi questo dialogo interiore viene dalle aspettative che gli altri hanno posto su di te. Infatti, probabilmente scoprirari che ti ripeti frasi che ti hanno detto i tuoi genitori, gli insegnanti o il partner. Se quelle frasi non ti consentono di andare avanti e non ti fanno sentire bene, ignorale, col passare del tempo scompariranno lentamente.

5. Le situazioni che non puoi controllare. 
Il taoismo ci incoraggia a fluire, a non forzare le situazioni. 
Ciò non significa essere passivi, ma imparare a identificare le opportunità per agire e sapere quando qualcosa è controproducente. Ci sono molte cose che sono al di là delle tue possibilità, cercare di controllarle crea inutili tensioni. Pertanto, ci sono momenti in cui devi dimenticare tutto ciò che potrebbe andare storto e iniziare a fidarti nel flusso della vita.

Non è facile ignorare certe cose, certe persone, certe situazioni... 
non sempre percepiamo ciò che può farci del male e terminiamo afferrandoci ad esso. Altre volte, significa rompere i legami, cambiare il nostro modo di pensare e le nostre attitudini, qualcosa di non facile che richiede una enorme dose di coraggio.

In ogni caso, vi incoraggio a fare questo semplice esercizio:

Prendi una matita o qualsiasi piccolo oggetto che non si possa rompere. Tienilo in mano e stringilo forte. Immagina che questo oggetto è una delle emozioni, dei sentimenti, o persone che ti danno fastidio e la tua mano rappresenta la tua mente o la coscienza.

All'inizio, tutto ti sembrerà un po’ strano, ma poco a poco ti sentirai meno a disagio e l'oggetto ti sembrerà più familiare. 
Ma se continui a stringere, l’oggetto finirà per farti male.

Ora, apri la mano e lascia che l'oggetto cada a terra. 
Renditi conto che eri tu quello che si afferrava all'oggetto, non era attaccato alla tua mano. Lo stesso vale per le tue emozioni, i sentimenti e le persone che possono farti del male.

Il problema è che ci afferriamo così tanto a queste situazioni che ci dimentichiamo di lasciarle andare quando dovremmo. Infatti, quando proviamo rabbia o tristezza diciamo "sono triste" o "sono arrabbiato", che rappresenta un'identificazione con questi stati e implica afferrarsi ad essi. Invece, dovremmo dire "mi sento triste" o "mi sento arrabbiato" e imparare a lasciare andare.



Come applicare questa idea di ignorare tutto ciò che ci fa male:

- Non portare le cose ad un livello personale. 
Molte delle cose che ci accadono non sono personali. 
Portarle su questo piano significherà che le stai dando troppa importanza e stai permettendo che affettino il tuo equilibrio emotivo. Pertanto, è essenziale proteggere quello spazio e permettere che entrino solo le cose realmente significative per te.

- Non perdere la prospettiva. 
Immersi nei piccoli problemi della vita quotidiana, è facile venire sopraffatti da queste piccole insoddisfazioni e battute d'arresto, così si finisce per perdere la bussola. Ricorda sempre di mantenere la prospettiva, concentrati in ciò che ti definisce, nei tuoi obiettivi e in ciò che realmente ti emoziona. Non lasciare che le banalità ti tolgano la possibilità di essere felice oggi stesso.

- Fai un passo indietro. 
Quando senti che le emozioni prendono il controllo, fa un passo indietro. Fermati, prenditi un paio di minuti e recupera il controllo. Rifletti sul motivo per cui questa situazione sta generando queste emozioni. Probabilmente stai esagerando o le stai dando più importanza di quanta ne abbia. Respira e lasciati andare.

- Ancorati al presente. 
Se ti senti male è probabilmente per qualcosa che è già accaduto, che appartiene al passato. Pertanto, non ha molto senso continuare a nutrire questi sentimenti. Per lasciarli andare, basta che ti afferri al presente. Concentrati su tutte le cose positive che hai adesso. La chiave sta nell’imparare ad uscire dal passato.


Fonti: 
Diering, G. H. et. Al. (2017) Homer1a drives homeostatic scaling-down of excitatory synapses during sleep. Science; 355(6324): 511-515.

Vivo, L. et. Al. (2017) Ultrastructural evidence for synaptic scaling across the wake/sleep cycle. Science; 355(6324): 507-510.

http://www.angolopsicologia.com/2017/06/saggezza-significa-anche-ignorare-tutto.html

mercoledì 3 giugno 2015

Emanuele Casale. Si possiede una cosa solo quando si dimentica. Dimenticare qualcosa è farla tessuto, sangue, sostanza, carne. Si possiede ciò che si scorda, ciò che non si scorda aleggia ancora un po fuori da noi per essere integrata, essere smembrata. Dimenticarla è averla per sempre, e' averla digerita. Come per sempre e da sempre abbiamo nel profondo le nostre origini, le nostre mete...eppure le scordiamo; ma sono la nostra Anima, dimenticate ma sempre presente, tessuto e futuro del nostro essere.

"Si possiede una cosa solo quando si dimentica. Dimenticare qualcosa è farla tessuto, sangue, sostanza, carne. Si possiede ciò che si scorda, ciò che non si scorda aleggia ancora un po fuori da noi per essere integrata, essere smembrata. Dimenticarla è averla per sempre, e' averla digerita. Come per sempre e da sempre abbiamo nel profondo le nostre origini, le nostre mete...eppure le scordiamo; ma sono la nostra Anima, dimenticate ma sempre presente, tessuto e futuro del nostro essere."
(Emanuele G. Casale)



mercoledì 14 maggio 2014

Antonello Corrreale. Le terapie analiticamente orientate delle psicosi: la nozione di campo e la funzione dell'empatia. Se ad esempio un paziente, nel corso di una seduta, riferisce come un particolare irrilevante il ricordo che da bambino era molto infastidito dal fumo dei genitori, che invadeva eccessivamente la sua stanza, è possibile ipotizzare che egli ci offra non solo un ricordo importante, ma una forma estremamente precisa e puntuale di descrizione della specifica modalità invasiva del rapporto dei genitori con lui.


"Se ad esempio un paziente, nel corso di una seduta, riferisce come un particolare irrilevante il ricordo che da bambino era molto infastidito dal fumo dei genitori, che invadeva eccessivamente la sua stanza, è possibile ipotizzare che egli ci offra non solo un ricordo importante, ma una forma estremamente precisa e puntuale di descrizione della specifica modalità invasiva del rapporto dei genitori con lui."
Antonello Corrreale, Le terapie analiticamente orientate delle psicosi: la nozione di campo e la funzione dell'empatia, in: Quale psicoanalisi per le psicosi? A cura di A. Correale e L. Rinaldi, 1997 Cortina, pag.38.



sabato 17 agosto 2013

Mario Luzi. Bruciata la materia del ricordo ma non il ricordo. Il ricordo impera ugualmente. È lui che oltre la storia e oltre la finita reminiscenza lungo tutta la lunga mattinata estiva osserva la piazza prima in ombra inondata dalla trasparenza tramutarsi in un vaso di fulgore offuscato dall’accecamento con nient’altro tra ripa e ripa di pietra e marmo che la sua forza. Lui solo e da sotto le tegole di una buba di colombi che quasi di troppa beatitudine la scolma. Ricordo senza limiti, ricordo senza corpi né ombre



Bruciata la materia del ricordo ma non il ricordo.
Il ricordo impera ugualmente. È lui
che oltre la storia e oltre la finita reminiscenza
lungo tutta la lunga mattinata estiva osserva
la piazza prima in ombra inondata dalla trasparenza
tramutarsi in un vaso di fulgore offuscato dall’accecamento
con nient’altro tra ripa e ripa di pietra e marmo che la sua forza.
Lui solo e da sotto le tegole di una buba
di colombi che quasi di troppa beatitudine la scolma.
Ricordo senza limiti, ricordo senza corpi né ombre.


MARIO LUZI
da Per il battesimo dei nostri frammenti

sabato 3 agosto 2013

Louis Armstrong. Quando suono, penso a quei momenti del passato e dentro di me nasce una visione. Una città, una ragazza lontani nella memoria, un vecchio senza nome incontrato in un posto che non ricordo. I suoni che escono dalla tromba di un uomo, sono parte di lui


Quando suono, penso a quei momenti del passato e dentro di me nasce una visione.
Una città, una ragazza lontani nella memoria, un vecchio senza nome incontrato in un posto che non ricordo. I suoni che escono dalla tromba di un uomo, sono parte di lui.
Louis Armstrong, nato il 4 agosto 1901


Louis Armstrong. What a wonderful world
http://youtu.be/E2VCwBzGdPM




IL 4 AGOSTO 1901, NACQUE IL TROMBETTISTA “LOUIS ARMSTRONG“ 
Louis Daniel Armstrong noto anche con il soprannome di Satchmo o Pops (New Orleans, 4 agosto 1901 – New York, 6 luglio 1971) è stato un trombettista e cantante statunitense. 
Louis Daniel Armstrong, trombettista jazz, è uno dei massimi esponenti di questo genere di musica e colui che ha dato un'impronta del tutto nuova alla musica afroamericana. Per quanto concerne la sua nascita vi è un piccolo retroscena che definisce anche un piccolo giallo. Armstrong ha sempre dichiarato di essere nato il 4 luglio (giorno di festa nazionale negli Stati Uniti) del 1900 ma, in realtà, studi recenti hanno dimostrato che il grande trombettista è nato il 4 agosto del 1901. Louis Armstrong ebbe un'infanzia travagliata. Le sue giornate trascorrono in bilico fra l'emarginazione e la delinquenza anche se, fortunatamente, un grande interesse nasce dentro di lui, un antidoto capace di allontanarlo da pericolose deviazioni e nello stesso tempo di "sollevarlo" da quello squallido ambiente: la musica. Ancora troppo giovane per suonare la tromba o per apprezzarne potenzialità e sfumature, si limita in quel periodo a cantare in un gruppo locale assai peculiare, dato che come palcoscenico aveva unicamente le strade. Ma la vita di strada è pur sempre la vita di strada, con tutti i pericoli e i disagi che essa comporta. Louis, pur volendo, non può del tutto estraniarsi da quel contesto. Un giorno viene addirittura sorpreso a sparare con un revolver sottratto ad uno dei compagni della madre, per festeggiare la fine dell'anno. La conseguenza è che viene trasferito in un riformatorio per circa due anni. Da ciò nasce forse l'ansia d'amore che contrassegna la sua vita, che vedrà scorrere davanti a sè due mogli e moltissime relazioni. Anche in riformatorio Louis Armstrong trova il modo di far musica: entra a far parte prima del coro dell'istituto e successivamente della banda, dove inizia suonando il tamburo. Prende anche le prime lezioni di cornetta. Il merito è tutto del suo maestro, Peter Davis, che gli dà l'opportunità di studiare i rudimenti di questa sorta di "succedaneo" della tromba. La banda dell'istituto è molto amata dagli abitanti e gira le strade suonando melodie in voga all'epoca come la celeberrima "When the Saints Go Marchin'in" che, recuperata parecchi anni dopo, diventerà uno dei suoi cavalli di battaglia. Dal novembre del 1918, incentivato dal lavoro sui "riverboats" (i battelli che navigavano sul fiume Mississippi), Armstrong impara a decifrare le partiture, diventando in questo modo un musicista completo. Dopo qualche anno di questo regime non proprio riposante (lavorare sui battelli era molto faticoso), nel 1922 si trasferisce a Chicago, lasciando una New Orleans che, gradualmente, "corrompeva" sempre di più il suo gusto musicale, fino a rispolverare un vetusto e annacquato folclore. Fortunatamente viene ingaggiato da King Oliver nella sua "Creole Jazz Band", nella quale ha la possibilità di proporsi come solista e di far spiccare l'estremo virtuosismo che ormai ha acquistato con il suo strumento. E' infatti opinione comune di appassionati e storici, affermare che "Satchmo" avesse inventiva, fantasia ritmica e melodica, unite ad un'impressionante volume sonoro e ad un'inconfondibile timbro. Dopo una serie di tournè, si arriva al 1924, anno particolarmente importante per "Satchmo". Si sposa, lascia l'orchestra di Oliver ed entra nella big Band di Fletcher Henderson, un colosso del jazz che disponeva di una delle migliori orchestre del tempo, zeppa di solisti di pregio. Come riprova del salto di qualità, Armostrong ha l'opportunità di incidere brani con Sidney Bechet, Bassie Smith e molti altri. Successivamente decide di intraprendere la carriera da solista. Registra "Hot Fives and Hot Sevens" trasformando così il jazz in una delle più alte espressioni della musica, con la sua tromba chiara e brillante e la sua voce sporca pescata direttamente dal fondo della gola. Da allora è solo un susseguirsi di successi, all'ombra però di alcune voci critiche che denunciano limiti e scadimenti del fenomeno Armstrong. Louis viene addirittura accusato di essere uno zio Tom a causa dell'ambiguità verso i fratelli neri. Ma proprio per la sua presenza carismatica contribuisce a rompere ogni barriera razziale diventando una delle prime star di colore nella musica. La sua vita, oltre ai concerti dal vivo e alle tournée, si arricchisce di collaborazioni (ad esempio con Zilmer Randolph), e comincia anche ad aprirsi al cinema, apparendo in alcune pellicole; tra queste ne ricordiamo una, "Alta società" (High society) del 1956, di Charles Walters, con Grace Kelly, Bing Crosby e Frank Sinatra, in cui il musicista introduce e conclude la prima e l'ultima scena del film. Diventato ormai un'icona (e qualcuno dice anche la macchietta di se stesso), Louis Armstrong negli ultimi anni era certo diventato l'ambasciatore del jazz nel mondo, ma ha anche prestato la sua immagine ad una serie di eventi assai discutibili sul piano artistico. In quella fase della sua carriera il Maestro non era più in grado di prendere decisioni autonome ma si faceva "gestire" da funzionari senza troppi scrupoli. Dopo questo triste declino, il re del jazz muore il 6 luglio 1971 nella sua casa nel Queens a New York.


martedì 27 novembre 2012

Georges Perec. Solo i pezzi ricomposti assumeranno un carattere leggibile, acquisteranno un senso: isolato, il pezzo di un puzzle non significa niente; è semplicemente domanda impossibile, sfida opaca; ma se appena riesci a connetterlo con uno dei pezzi vicini, ecco che i due pezzi, miracolosamente riuniti, sono diventati ormai uno

L’indifferenza dissolve il linguaggio, imbroglia i segni. Sei paziente e non aspetti, sei libero e non scegli, sei disponibile e niente ti mobilita. Non chiedi niente, non esigi niente, non imponi niente.
Georges Perec, Un uomo che dorme


Solo i pezzi ricomposti assumeranno un carattere leggibile, acquisteranno un senso: isolato, il pezzo di un puzzle non significa niente; è semplicemente domanda impossibile, sfida opaca; ma se appena riesci a connetterlo con uno dei pezzi vicini, ecco che i due pezzi, miracolosamente riuniti, sono diventati ormai uno
Georges Perec




mercoledì 21 novembre 2012

Rolando Toro. Creatore della Biodanza. La pelle è la soglia di un universo meraviglioso


Possiamo pensare al nostro corpo come quel luogo privilegiato capace di esprimere la nostra identità? 
...di manifestare la nostra natura più profonda? il corpo dunque non è un contenitore vuoto ma la sede di memorie importanti che coinvolgono il nostro passato più o meno doloroso o felice..



"La Creatività è una funzione che dipende dalla capacità di percezione dell’abbondanza e del meraviglioso. Chi non ha esperienza del meraviglioso difficilmente può realizzare un'opera creativa, rimane nei rituali di ogni giorno senza aggiungere bellezza, senza possibilità di cambiare le brutture del mondo.
Credo davvero che tutti possano coltivare la loro creatività sia essa musicale, pittorica, o danzante o poetica poiché tutti hanno questi potenziali. 
Le persone hanno paura di esprimersi, pensando che quello che farebbero non avrebbe valore né significato. Per questo non inizia mai. 
La prima condizione della creatività è cominciare, vale a dire osare prendere una chitarra, scoprire i suoni fare pratica e inventare canzoni, osare acquistare pennelli, vernici e tele e provare.
Bisogna avere una vocazione per il meraviglioso, per il misterioso, essere in grado di dialogare con l'invisibile, dipingere con colori che mai nessuno ha visto, tracciare forme che nessuno ha mai immaginato, entrare per la prima volta in una morfologia della propria identità.
Tutto quello che ci circonda ci propone creatività, ma per questo ci vuole coraggio.
La creatività esistenziale richiede soprattutto coraggio più della creatività artistica perché è necessario apportare cambiamenti difficili che migliorano la qualità della vita, che aumentano la percezione , che consentono di incontrare campi di energia più ricca, amore e forme di espressione molto personali".
Rolando Toro – dall’'intervista sulla “Creatività” in Neuronilla



La pelle è la soglia di un universo meraviglioso 
Rolando Toro. Creatore della Biodanza


Purtroppo se le memorie si accumulano e si stratificanosi perde la capacità manifestare la nostra natura più profonda...



Il corpo è la mente. La sede del pensiero è il cervello ma intorno ad esso sono decentrati altri luoghi del corpo che aiutano a raccogliere le sensazioni e a pensare. I ricordi non si stratificano come se chi arriva dopo dovesse stendersi su chi stava prima, la memoria è un fenomeno di circolarità senza sopra o sotto. Le emozioni recuperano i ricordi con processi tutti loro.



Il corpo è il notaio fedele dei nostri vissuti. E, mentre la mente cerca di organizzarli, il cuore ne memorizza le emozioni. Per cui, il nostro corpo è, insieme, il nostro migliore amico e il nostro peggior nemico. Ed è solo quando la mente e il cuore si muovono all'unisuono che si raggiunge l'armonia.



Io credo che il corpo sia per eccellenza il luogo capace di esprimere la propria identità, sia essa psichica, fisica e spirituale. Grandi pittori del rinascimento maestri nel narrare i sentimenti e le suggestioni umani attraverso la rappresentazione dei corpi, i maestri delle arti orientali che riescono a controllare il corpo riuscendo a rendere visibile l'energia che li abita, i santi che attraverso il loro corpo hanno realizzato miracoli, ci ricordano che il nostro corpo racchiude segreti e forze della natura che aspettano di essere scoperti. Un messaggio potrebbe essere: "conosci te stesso e conoscerai le meraviglie che ti abitano!!"



Mens (quasi) sana in CORPORE sanoooooooo!!




É nato prima il corpo sano o la mente sana? :D


 Il dualismo mente/corpo è insufficiente, io non ho un corpo ma sono il mio corpo così come sono tutto il resto....





è il corpo che fa l eperienza



Parte essenziale sono poi gli occhi dove possiamo addirittura leggere lo stato di benessere o malessere, di equilibrio o armonia raggiunto da ognuno di noi.


Il corpo esprime l'energia interiore,è lo specchio dell'anima e della nostra essenza, esprime l'armonia e l'equilibrio che ognuno di noi ha raggiunto.



il corpo e' il nostro amico più antico...il nostro primo amico...il legame naturale è inscindibile...conosciamolo, riconosciamolo, prendiamocene cura, vogliamogli bene....

Costantemente ci parla...ascoltiamolo
Lo mettiamo spesso in una condizione poco dignitosa....non facciamolo urlare
Facciamo in modo che sia il nostro alleato: ascolto e fiducia
Ci sosterrà per sostenersi
Il benessere trionferà




Ognuno di noi è espressione di ciò si percepisce attraverso il proprio corpo, indipendentemente se si fa una scalata sull'Everest o si è immobili in meditazione per una settimana. Purtroppo, e spesso, si da più importanza alle espressioni degli altri piuttosto che alle proprie.




Slegare il corpo dall'animo è infantile. Eppure l'elevazione spirituale deve per forza passare dal corpo che contiene lo spirito.




una vera e propria enciclopedia altro che treccani



il corpo e' lo scrigno della nostra anima.




Ma è pur vero che le rappresentazioni sociali tentano di far coincidere stereotipi fisici a modelli comportamentali.... 
Il corpo racconta, ma è l'interpretazione che dà le sensazioni.... E le interpretazioni variano da persona a persona....



credevo che uno si strappasse solo i capelli



Elenco blog personale