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domenica 23 aprile 2017

I matrimoni politici. Matrimoni incrociati nel 1500. Il futuro Carlo V fu il primo dei maschi. Se Carlo poté ereditare Paesi Bassi, Castiglia, Aragona e Austria (ed essere infine eletto imperatore) ciò dipese dunque da un’incredibile serie di morti precoci e parti falliti.

I matrimoni politici.
In una monarchia il matrimonio del re o di un principe è al tempo stesso un atto politico che presuppone tempestività e lungimiranza.

La politica matrimoniale venne abitualmente usata in tutte le epoche nei rapporti fra le monarchie europee, con lo scopo di stringere un’alleanza, di suggellare una pace, di preparare il passaggio di un territorio sotto una diversa sovranità. Essa divenne nel XV secolo un elemento essenziale del sistema internazionale e fu usata coscientemente come mezzo per favorire la creazione di vasti complessi territoriali prima dai duchi di Borgogna e poi dagli Asburgo. Nel 1477 le sorti delle due dinastie furono unite da un altro matrimonio politico, quello fra Maria di Borgogna e Massimiliano d’Asburgo.


Matrimoni incrociati.
La strategia dei matrimoni regali si fece decisamente più complessa quando mirò a stabilire unioni incrociate. Fu un’unione di questo tipo il doppio matrimonio del 1496 e 1497 tra Filippo d’Asburgo e Giovanna di Spagna, da un lato, e fra Margherita, sorella di Filippo (e quindi futura zia di Carlo V) e il figlio dei re cattolici, Giovanni di Spagna, dall’altro. 

Margherita aveva allora diciassette anni, ma già all’età di tre anni era stata protagonista di un altro tentato matrimonio politico con il futuro re di Francia, il tredicenne Carlo VIII, fallito quando questi preferì sposare la duchessa di Bretagna. 

Era normale che i fidanzamenti politici fossero precoci. Un decisivo incrocio di fidanzamenti (che precedette i matrimoni avvenuti nel 1522) fu quello del 1515 fra Luigi Jagellone, che l’anno dopo divenne re d’Ungheria e Boemia, e Maria d’Asburgo (sorella di Carlo), e tra Ferdinando d’Asburgo (fratello di Carlo) e Anna Jagellona. A questa data i fidanzati avevano rispettivamente nove, tredici e dodici anni. 

Fra i grandi doppi matrimoni del Cinquecento va ricordato ancora quello che unì Carlo V e il re portoghese Giovanni III con le loro rispettive sorelle, Caterina d’Austria e Isabella del Portogallo.


Successi, fallimenti, imprevisti.
Questi doppi matrimoni raggiunsero a volte il loro scopo, anche se spesso attraverso vicende tragiche. Nel 1526 il ventenne Luigi II Jagellone morì senza eredi nella battaglia di Mohács, consentendo a Ferdinando d’Asburgo di candidarsi felicemente a essere eletto dalle diete di Boemia e Ungheria alle due corone, che da quel momento divennero un possedimento stabile della dinastia. Nel 1578 la morte senza eredi di Sebastiano del Portogallo preparò l’unione del Portogallo stesso con la Spagna.
In molti altri casi una o più morti precoci fecero, invece, fallire l’operazione politica e aprirono prospettive del tutto impreviste. Giovanni, l’unico erede maschio dei sovrani di Spagna, morì nel 1497 a ventun’anni, appena sei mesi dopo il suo matrimonio così accuratamente preparato, lasciando sua moglie incinta. Ma il figlio maschio generato poco dopo dalla diciassettenne Margherita nacque morto. Dal lato maschile la discendenza della dinastia spagnola si era dunque estinta. 
La stessa unione delle due corone di Castiglia e Aragona parve allora diventare precaria. Isabella di Castiglia morì nel 1504 dopo aver riconosciuta come unica erede la figlia Giovanna, benché già allora cominciasse a essere chiamata “Giovanna la pazza”. Giovanna e suo marito Filippo d’Asburgo giunsero in Castiglia nell’aprile 1506. Ma già nell’ottobre precedente Ferdinando d’Aragona, che non voleva lasciare il suo regno a un Asburgo, aveva contratto un secondo matrimonio con una nipote del re di Francia, con il proposito di creare una nuova dinastia separata. Ma l’unico figlio che Ferdinando ebbe nel 1509 morì solo poche ore dopo la nascita. 

Nel frattempo era morto (nel 1506, a ventotto anni) anche Filippo d’Asburgo, dopo aver avuto da Giovanna la Pazza ben sei figli. Il futuro Carlo V fu il primo dei maschi. Se Carlo poté ereditare Paesi Bassi, Castiglia, Aragona e Austria (ed essere infine eletto imperatore) ciò dipese dunque da un’incredibile serie di morti precoci e parti falliti.

https://keynes.scuole.bo.it/siti_tematici/farestoria/approfondimenti/a04_05.html


venerdì 23 maggio 2014

William Pitt. C'è qualcosa dietro il trono più grande del Re stesso

"C'è qualcosa dietro il trono 
più grande del Re stesso."
sir William Pitt 
Camera dei Lord 1770

Il capitale deve proteggersi in ogni modo possibile con alleanze e legislazione
I debiti devono essere riscossi, le obbligazioni e i contratti ipotecari devono esser conclusi in anticipo e il più rapidamente possibile. Quando, mediante processi giuridici, le persone comuni perderanno le proprie case, diventeranno sempre più docili e saranno tenute a freno con più facilità attraverso il braccio forte del governo al potere, azionato da una forza centrale di ricchezza sotto il controllo di finanzieri di primo piano.
Questa verità è ben conosciuta tra i nostri uomini di spicco, adesso impegnati nel costituire un imperialismo del Capitale che governi il mondo.
Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo far spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un'azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo..”
[USA Banker's Magazine (Rivista dei banchieri americani), 25 Agosto 1924]

P.S.
"La banca trae beneficio dall'interesse 
su tutta la moneta 
che crea dal nulla."
William Paterson
fondatore, nel 1694, 
della prima Banca Centrale al mondo, 
la Banca d’Inghilterra


sabato 1 febbraio 2014

Anita Brookner. Le lezioni che s'insegnano nei grandi libri sono ingannevoli. Le relazioni nella vita raramente sono così semplici.


"Il gatto non fa nulla, 


Il gatto non fa nulla,
semplicemente è,
come un re.
Claudio Magris

In un incendio,
tra un Rembrandt ed un gatto,
salverei il gatto.
(Dans un incendie,
entre un Rembrandt et un chat,
je sauverais le chat.)
Alberto Giacometti


La pazienza è la chiave per la gioia.
"Patience is the key to joy."
Rumi

Re è chi non teme niente,
re è chi nulla desidera,
un regno simile
ciascuno può darlo
a sé stesso.
Seneca (Thyestes, atto II)

"La pazienza è la chiave per la gioia."
"Patience is the key to joy."
Rumi

AUTOCONTROLLO
"L'unica via per sopravvivere in questo mondo dominato da idioti."
[cit. foto]

La pazienza fa contra alle ingiurie non altrementi che si faccino i panni contro del freddo;
imperò che se ti multiplicherai di panni secondo la multiplicazione del freddo, esso freddo nocere non ti potrà; similmente alle grandi ingiurie cresci la pazienza, esse ingiurie offendere non ti potranno la tua mente.
Leonardo Da Vinci


La virtù di un nativo americano secondo i loro Comandamenti
Coraggio,
Forza d'animo,
Generosità,
Altruismo,
Pazienza,
Tolleranza,
Umiltà,
Saggezza.


Il problema sono le pecore mica i lupi.
Francesco Crescente


Quando ti morde un lupo, pazienza.
Quello che secca è quando ti morde una pecora.
Arthur Bloch


Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Pablo Neruda


Che io possa avere la forza di cambiare
le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare
le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto l'intelligenza
di saperle distinguere
Tommaso Moro

Gli uomini che desiderano conoscere il mondo,
devono imparare a conoscerlo nei particolari.
Eraclito

La verità sta nelle sfumature
Charles Bukowsky

Dio è nei dettagli
Gustave Flaubert

Il tempo è breve; chi insegue l'immenso perde l'attimo presente.
Euripide

Le lezioni che s'insegnano nei grandi libri sono ingannevoli.
Le relazioni nella vita raramente sono così semplici.
Anita Brookner

Ci sono due modi in cui puoi vivere la vita.
Uno sta nel non ritenere possibile il miracolo.
L'altro sta nel ritenere ogni cosa un miracolo.
Albert Einstein

La scoperta consiste nel vedere
quello che tutti hanno visto
e pensare ciò a cui nessuno ha pensato.
Albert Von Szent- Györgyi Nagyrapolt,
1937 Scienziato che ha isolato la vitamina C,
premio Nobel in fisiologia e medicina

Tutta l'arte è imitazione della natura.
Lucio Anneo Seneca

L'arte è la scienza resa chiara.
Jean Cocteau

La scienza non mi interessa.
Non tiene in considerazione
il sogno, l'azzardo, il riso, il sentimento e la contraddizione,
cose a me preziose.
Luis Buñuel

Che epoca terribile
quella in cui degli idioti
governano dei ciechi."
(What a terrible time
than where idiots
are leading the blind.)
William Shakespeare

Secondo me non siamo diventati ciechi,
secondo me lo siamo.
Ciechi che vedono.
Ciechi che,
pur vedendo,
non vedono.
José Saramago

Viva il teatro, dove tutto è finto e niente è falso.
Gigi Proietti

Una maschera non è principalmente ciò che rappresenta, bensì ciò che trasforma,
vale a dire ciò che essa sceglie di non rappresentare.
Come un mito, una maschera nega tanto quanto afferma:
non è fatta solo di quanto dice o crede di dire,
ma anche di ciò che esclude.
Claude Lèvi-Strauss

Durante il carnevale, gli uomini indossano una maschera in più.
Xavier Fornere.

Pochi vedono come siamo,
ma tutti vedono quello che fingiamo di essere.
Niccolò Machiavelli

Ognuno vede quello che tu sembri,
pochi sentono quello che tu sei.
Niccolò Macchiavelli


giovedì 4 ottobre 2012

Alberto Giacometti ad Andre' Parinaud. Perché sento la necessità di ricordare ciò che vedo? ... E' la stessa cosa, per uno scienziato o un artista. L'arte e la scienza hanno come fine il comprendere. Successo o fallimento sono irrilevanti.




Perché sento la necessità di ricordare ciò che vedo? 
... E' la stessa cosa, per uno scienziato o un artista. 
L'arte e la scienza hanno come fine il comprendere. 
Successo o fallimento sono irrilevanti. 
E' un'avventura recente, è cominciata nel XVIII secolo, con Chardin, 
quando si è cominciato ad occuparsi più dell'immaginazione degli artisti 
che del servire la Chiesa o far piacere ai re. 
L'uomo finalmente lasciato a se stesso.


Alberto Giacometti ad Andre' Parinaud, 1962

giovedì 13 settembre 2012

PENSIAMO DI RISOLVERE IL PROBLEMA DEI MAMMONI ELIMINANDO L’INFANZIA TOUT COURT, ANCHE QUELLA ANAGRAFICAMENTE CORRETTA?

"AVETE PRESENTE I RITRATTI DEGLI INFANTI DELLE CASE REALI DEL SEICENTO? Io non ho una predilezione nè per i ritratti nè per il Seicento, ma bisogna ammettere CHE QUELLI DEI BAMBINI SONO PARTICOLARMENTE TERRIFICANTI: VESTITI (O MEGLIO, ADDOBBATI) COME I GRANDI CERCANO DI ASSUMERE LA STESSA ARIA GRAVE E COMPUNTA RIUSCENDO PERÒ SOLTANTO A SEMBRARE DEI MOSTRUOSI ADULTI NANI. Mostruosi, ma sostenuti da una necessità: in un periodo in cui le donne morivano di parto prima dei 30 anni e gli uomini si facevano sbudellare sui 40, LE TAPPE DELLA VITA ANDAVANO RAGGIUNTE E BRUCIATE IN FRETTA.
Oggi abbiamo, stando almeno a quanto urlano i sociologi, IL PROBLEMA OPPOSTO: DOBBIAMO COMBATTERE I BAMBOCCIONI, FIGLI CHE SI SVILUPPANO IN ALTEZZA MA NON IN PROFONDITÀ.
Sono partita da lontano, ma le premesse erano necessarie per arrivare al punto: PENSIAMO DI RISOLVERE IL PROBLEMA DEI MAMMONI ELIMINANDO L’INFANZIA TOUT COURT, ANCHE QUELLA ANAGRAFICAMENTE CORRETTA? Sembrerebbe che una parte del mondo (quella che ha potere e soldi) la pensi così. Dopo il post di ieri sulla contraccezione a 10 anni, ecco la seconda (e più allucinante) puntata: educazione sessuale a partire dai 5 anni.
[…] MA ALMENO LASCIARLI ESSERE BAMBINI? DA QUANDO L’INFANZIA È DIVENTATA UNA MALATTIA?
 Aspetto con terrore il giorno in cui un’ordinanza UE vieterà di credere in Babbo Natale".
Trovato su svipop.org
Carlo II bambino; autore sconosciuto
Aspetto fisico del re 
Le sue condizioni precarie di salute influirono moltissimo sul suo aspetto fisico tanto che il Nunzio Apostolico in Spagna, dopo aver incontrato il sovrano all'età di vent'anni circa, così riportò:
« Il re è più basso che alto, malformato, ha il viso sgraziato, il collo lungo e il viso allungato e piegato verso l'alto, il labbro tipico della casa d'Asburgo, occhi molto grandi, di colore turchese ed una pelle fine e delicata. I capelli sono lunghi e biondi, portati all'indietro in modo da esporre le orecchie. Non è possibile raddrizzare il suo corpo ma, quando cammina, si appoggia su di un tavolo a muro, o qualcosa d'altro. Il suo corpo è debole come la sua mente. A volte dà segni di intelligenza, memoria e di vivacità, ma non ora, sembra lento e non risponde, maldestro, pigro, con l'espressione stupita. Si può fare ciò che volete, non ha volontà propria. »
A ciò gli storici statunitensiWilliam e Ariel Durant aggiunsero: basso, zoppicante, epilettico, precocemente anziano e completamente calvo prima dei 35 anni, era sempre vicino alla morte.

http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_II_di_Spagna

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