venerdì 4 novembre 2016

Emil Cioran. L'inconveniente di essere nati. La filosofia si insegna solo nell'agorà, in un giardino, o a casa propria. LA CATTEDRA È LA TOMBA DEL FILOSOFO, LA MORTE DI OGNI PENSIERO VIVO; la cattedra è lo spirito in gramaglie.



"Per mantenere vigile la mente, la calunnia si rivela efficace quanto la malattia: 
lo stesso stato di allerta, la stessa attenzione contratta, 
la stessa insicurezza, lo stesso panico che vi sferza, 
lo stesso funesto arricchimento"
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"



Tzimtzum. Questa parola risibile designa un concetto fondamentale della Cabbala. Perche' il mondo esistesse, Dio, che era dappertutto, consenti' a restringersi, a lasciare uno spazio vuoto che non fosse abitato da lui: e' in quel «buco» che prese posto il mondo.
Cosi' noi occupiamo il terreno abbandonato che egli ci ha concesso per misericordia o per capriccio. Affinche' noi fossimo, si e' contratto, ha limitato la sua sovranita'. siamo il prodotto del suo assottigliamento volontario, della sua cancellazione, della sua assenza parziale. Nella sua follia, si e' quindi amputato per noi. Magari avesse avuto il buon senso e il buon gusto di rimanere intero!
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"



Tradurre un'ossessione significa proiettarla fuori di sé, cacciarla, esorcizzarla. 
Le ossessioni sono i demoni di un mondo senza fede
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"


"Per essere riuscito in tutte le sue imprese, Eracle viene punito. 
Allo stesso modo Troia, eccessivamente felice, doveva perire.
Riflettendo su questa visione comune ai tragici, siamo indotti a pensare, nostro malgrado, che il mondo cosidetto libero, ricolmo di tutte le fortune, conoscerà inevitabilmente la sorte di Ilio, poiché la gelosia degli déi sopravvive alla loro sparizione"
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"


Mi è capitato più di una volta di uscire solo perché, se fossi rimasto in casa, non ero certo di poter resistere a qualche decisione improvvisa. La strada è più rassicurante, perché si pensa meno a se stessi, e tutto si attenua e si svilisce, a cominciare dallo sgomento.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973


La conoscenza di sé, la più amara di tutte, è anche quella che viene coltivata di meno: a che serve sorprendersi dal mattino alla sera in flagrante delitto di illusione, risalire senza pietà alla radice di ogni atto, e perdere una causa dopo l'altra davanti al proprio tribunale?
Emil Cioran, L’inconveniente di essere nati


«Cos’hai, ma cos’hai dunque? – Non ho niente, non ho niente, ho solo fatto un salto fuori dal mio destino, e ora non so più verso che cosa voltarmi, verso che cosa correre…»
Emil Cioran, L’inconveniente di essere nati


All'improvviso mi trovai solo davanti a... Sentii, quel pomeriggio della mia infanzia, che si era appena prodotto un evento molto grave. Fu il mio primo risveglio, il primo indizio, il segno premonitore della coscienza. Fino ad allora ero stato solo un essere. Da quel momento, ero più e meno di questo. Ogni io comincia con una incrinatura e una rivelazione.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati



Sono i nostri malesseri che suscitano, che creano la coscienza; una volta compiuta la loro opera, si affievoliscono e scompaiono uno dopo l'altro. La coscienza, invece, permane e sopravvive, senza ricordare quanto deve loro, senza averlo neanche mai saputo. Per questo non smette di proclamare la sua autonomia, la sua sovranità, perfino quando detesta se stessa e vorrebbe annullarsi.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati


«E cosa fai dalla mattina alla sera?» «Mi subisco»
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati


Si può sopportare qualsiasi verità, per quanto distruttrice sia, purché surroghi tutto
e abbia la stessa vitalità della speranza alla quale si è sostituita.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati



L'altro: uno che mi impedisce di essere io.
QUANDO SI È SOLI, SI È ILLIMITATI, SI È COME DIO.
APPENA C'È QUALCUNO, SI COZZA CONTRO UN LIMITE,
E PRESTO NON SI È PIÙ NIENTE, SI È SOLO QUALCOSA.

Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati



Da molto tempo i filosofi non leggono più nelle anime. 
Non è il loro mestiere, si dirà. Forse è così. 
Ma allora non ci si stupisca se di loro non c’importi più granché.
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"


La filosofia si insegna solo nell'agorà, in un giardino, o a casa propria. LA CATTEDRA È LA TOMBA DEL FILOSOFO, LA MORTE DI OGNI PENSIERO VIVO; la cattedra è lo spirito in gramaglie.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati


L'uomo, sostiene Hegel, sarà davvero libero "solo circondandosi di un mondo interamente creato da lui".
Ma è proprio quello che ha fatto, e non è mai stato così incatenato, così schiavo come lo è adesso.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati


Ogni famiglia ha la propria filosofia. Un mio cugino morto giovane, mi scriveva:
«Tutto è come sempre stato e come probabilmente sarà fino a quando non ci sarà più nulla». Dal canto suo, mia madre terminava le ultime righe che mi scrisse con questa frase testamento: «Qualsiasi cosa l’uomo intraprenda presto o tardi lo rimpiangerà». Non posso dunque neppure vantarmi di aver acquisito questo vizio del rimpianto attraverso le mie delusioni personali. Mi precede fa parte del patrimonio della mia tribù. Che retaggio l’inattitudine ad illudersi!
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati

QUANDO NON SI CREDE PIÙ IN SE STESSI SI SMETTE DI PRODURRE O DI COMBATTERE, SI SMETTE PERFINO DI FARSI DELLE DOMANDE E DI RISPONDERE, mentre dovrebbe succedere il contrario, visto che è proprio da quel momento che, liberi da legami, si è adatti a cogliere il vero, a discernere ciò che è reale da ciò che non lo è. Ma UNA VOLTA ESAURITA LA CREDENZA NEL PROPRIO RUOLO, O NELLA PROPRIA SORTE, NON SI È PIÙ CURIOSI DI NIENTE, NEPPURE DELLA "VERITÀ", benché ad essa si sia più vicini che mai.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati

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