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sabato 26 novembre 2016

Norbert Wiener. Abbiamo modificato così radicalmente il nostro ambiente che adesso dobbiamo modificare noi stessi per sopravvivere nell'ambiente nuovo.

Abbiamo modificato così radicalmente il nostro ambiente
che adesso dobbiamo modificare noi stessi
per sopravvivere nell'ambiente nuovo.
Il 26 novembre 1894 nasceva Norbert Wiener



mercoledì 3 febbraio 2016

Henry Beston. «Noi trattiamo gli animali con condiscendenza, come se fossero creature incomplete alle quali un tragico destino abbia imposto delle forme molto inferiori alle nostre. E lì è il nostro errore, il nostro grave errore. Perché non si devono misurare gli animali con il metro dell'uomo. Sono creature complete e finite, dotate di un'estensione dei sensi che noi abbiamo perso o mai posseduto, e che agiscono in ottemperanza a voci che noi non udiremo mai. Non sono per noi dei fratelli inferiori; non sono degli schiavi. Appartengono ad altri gruppi di viventi, presi, insieme a noi, nella rete della vita e del tempo. Sono nostri compagni di prigionia nello splendore e nel travaglio di questa terra».


Noi trattiamo gli animali con condiscendenza, come se fossero creature incomplete alle quali un tragico destino abbia imposto delle forme molto inferiori alle nostre. E lì è il nostro errore, il nostro grave errore. Perché non si devono misurare gli animali con il metro dell'uomo. Sono creature complete e finite, dotate di un'estensione dei sensi che noi abbiamo perso o mai posseduto, e che agiscono in ottemperanza a voci che noi non udiremo mai. Non sono per noi dei fratelli inferiori; non sono degli schiavi. Appartengono ad altri gruppi di viventi, presi, insieme a noi, nella rete della vita e del tempo. Sono nostri compagni di prigionia nello splendore e nel travaglio di questa terra.
Henry Beston  (1888-1968), The Outermost House, 1928

mercoledì 22 luglio 2015

Haeckel. Il termine ECOLOGIA venne per la prima volta introdotto in campo biologico da Ernst E. Haeckel, è una sorta di "economia della natura" avente per oggetto lo studio delle reciproche relazioni di tutti gli organismi viventi e il loro adattamento all'ambiente che li circonda, le loro trasformazioni e la loro lotta per la sopravvivenza.



Il termine ECOLOGIA venne per la prima volta introdotto in campo biologico da Ernst E. Haeckel, è una sorta di "economia della natura" avente per oggetto lo studio delle reciproche relazioni di tutti gli organismi viventi e il loro adattamento all'ambiente che li circonda, le loro trasformazioni e la loro lotta per la sopravvivenza.
La grande accelerazione che lo sviluppo tecnologico ha subito nei paesi industrializzati, ha portato alla ribalta il tema dell'ambiente e della sua difesa, fino a destare alcune preoccupazioni per la stessa sopravvivenza della specie umana sulla terra. La questione ecologica pone oggi, sotto forma di problema, ciò che nella seconda metà del XIX secolo si andava lentamente scoprendo, e cioè che la terra e le specie viventi che la popolano formano in qualche modo un sistema unitario le cui parti componenti hanno influssi le une sulle altre, secondo rapporti a volte armonici e capaci di adattamento, altre volte conflittuali e selettivi. Il vocabolo ecologia è oggi soprattutto legato a quel risveglio delle coscienze cui stiamo assistendo ai nostri tempi in riferimento al rapporto uomo-ambiente; una responsabilità che guarda anche alle generazioni future, ciacchè il futuro dell'uomo sulla terra si lega a un equilibrato rapporto tra le diversi componenti dell'ecosistema cui apparteniamo. Un'ampia riflessione che ha coinvolto temi scientifici, filosofici, economici e, non ultimo, anche il pensiero religioso e la teologia cristiana.




giovedì 21 maggio 2015

Vuoto a rendere. Germania, successo del vuoto a rendere. Perché non adottarlo in Italia? Il vuoto a rendere? In Germania è legiferato dal 1991 e da allora la sua regolamentazione si è fatta sempre più precisa. Sembra un percorso inverso a quello italiano. Mentre da noi, all’epoca, sull’onda del consumismo e dell’ “evviva l’usa e getta” si andava spegnendo l’idea che ogni bottiglia resa al negoziante potesse valere un rimborso (accadeva un po’ ovunque fino alla fine degli anni ‘80), quello stato tedesco da poco senza Muro e finalmente riunito, tra le varie cose si preoccupava di legiferare su un’importante pratica di educazione civica. Quando si dice “pensare nel lungo periodo”…

Germania, successo del vuoto a rendere. Perché non adottarlo in Italia?
Il vuoto a rendere? In Germania è legiferato dal 1991 e da allora la sua regolamentazione si è fatta sempre più precisa. Sembra un percorso inverso a quello italiano. Mentre da noi, all’epoca, sull’onda del consumismo e dell’ “evviva l’usa e getta” si andava spegnendo l’idea che ogni bottiglia resa al negoziante potesse valere un rimborso (accadeva un po’ ovunque fino alla fine degli anni ‘80), quello stato tedesco da poco senza Muro e finalmente riunito, tra le varie cose si preoccupava di legiferare su un’importante pratica di educazione civica. Quando si dice “pensare nel lungo periodo”…
La legge al momento in vigore in Germania è datata 2006. Su ogni bottiglia di plastica, vetro e latta è applicato un sovapprezzo riscuotibile alla riconsegna del vuoto, il cosiddetto “pfand”. Nello specifico, per bottiglie che non possono essere riciclate (hanno uno specifico logo sulla confezione) il deposito è di 0,25 €, per quelle di birra sia da 0,33 che da mezzo litro è di 8 o 15 centesimi a seconda del tipo di vetro, per quelle di plastica rigida è di 15 centesimi. Tutti gli esercizi che vendono una determinata bibita sono costretti ad accettarne i vuoti, anche se la specifica bottiglia non è stata acquistata da loro. Il paradosso è che, ad esempio, un mini market che normalmente vende Beck’s, ma che non ne ha venduta neanche una da mesi, è costretto a rimborsare chiunque si presenti con una bottiglia vuota della suddetta birra in mano. La cifra anticipata gli verrà resa solo quando i suoi fornitori verranno a fargli visita e ritireranno le confezioni.
Alcuni supermercati accettano tutti i vuoti catalogati come pfand (hanno un apposito marchio sull’etichetta), anche le marche che non hanno in magazzino. Succede così che presso le loro macchine automatizzate si affollano i cosiddetti Pfandsammler, i collezionisti di pfand, persone, normalmente indigenti, che girano là città con carrelli della spesa, bici e grossi borsoni raccogliendo tutte le bottiglie abbandonate per strada o buttate nei cestini. Di fatto contribuiscono a ripulire la città in maniera gratuita, anticipando e velocizzando il lavoro dei netturbini.
I pro. Riciclo (e quindi risparmio di energia e di materiale inquinante), pulizia degli spazi civici, contributo al mantenimento degli indigenti e sensibilizzazione ad un uso consapevole di plastica e plasticume (anche nei club spesso si paga un euro di deposito quando si prende da bere, che sia in un bicchiere o in bottiglia): il vuoto a rendere sembra avere solo aspetti positivi e non è un caso che anche in Italia, da alcuni mesi, si parla di una sua reintroduzione per legge. A volerla è soprattutto il Movimento 5 Stelle, autore della proposta di legge Vignaroli già presentata alla Camera lo scorso 4 aprile (qui il testo completo). Oltre che in Germania, parlando solo di Europ,a il vuoto a rendere già funziona – a vari livelli – in Danimarca, Estonia, Finlandia, Croazia, Norvegia, Svezia, Svizzera, Ungheria e Repubblica Ceca. Per una volta sarebbe bello – come già successo con la legge sul fumo negli spazi pubblici – non arrivare per ultimi.

http://www.wired.it/attualita/ambiente/2015/05/13/germania-successo-vuoto-rendere-perche-non-riadottarlo-in-italia/

lunedì 13 aprile 2015

Vadim Zeland, Scardinare il sistema tecnogeno.



Dal sistema vi potete staccare solo utilizzando lo stesso modo con cui esso vi lega. Bisogna cioè agire per opposizione. Se il sistema vi costringe a condurre una vita sedentaria, voi fate il contrario: iniziate a curare seriamente la vostra forma fisica; se il sistema vi nutre con cibi sintetici, passate ad alimenti naturali; se il sistema cerca di infarcirvi di ogni tipo di informazione, schivatela, fingendovi “vuoti”; se il sistema vi avvelena con sostanze chimiche e radiazioni, sforzatevi di scegliere in tutto un percorso ecologico, dalla casa alla cosmesi. Ecco quant’è semplice questo principio.
Non dico che si debba passare subito al crudismo o a isolarsi in un ecovillaggio. Cominciate da quello che vi è più accessibile e semplice. Cominciate, imboccate questo cammino e poi sarà il cammino a condurvi nel posto giusto.
Vadim Zeland, Scardinare il sistema tecnogeno




sabato 28 marzo 2015

Una volta che viene accettata come principio la visione della vita come un tutto organico, l'umanità diventa co-creatrice insieme alla natura nel senso che può riconoscere, ignorare o distruggere la sua identità con la natura, perché la continuità dell'esistenza della natura dipende in ultima analisi dal tipo di consapevolezza che noi riusciamo a darle.



Una volta che viene accettata come principio la visione della vita come un tutto organico, l'umanità diventa co-creatrice insieme alla natura nel senso che può riconoscere, ignorare o distruggere la sua identità con la natura, perché la continuità dell'esistenza della natura dipende in ultima analisi dal tipo di consapevolezza che noi riusciamo a darle.
Baring, A. & Cashford, J., The Myth of the Goddess



giovedì 14 agosto 2014

Roger Deakin. Un anno a Walnut tree. Gli alberi sono organismi inermi di fronte all'uomo. Le loro sole difese sono la longevità e la fecondità. Perciò rappresentano dei santuari, dei rifugi per i perseguitati e i braccati. Tornare ai boschi è come il ritorno notturno all'inconscio.

Gli alberi sono organismi inermi di fronte all'uomo. Le loro sole difese sono la longevità e la fecondità. Perciò rappresentano dei santuari, dei rifugi per i perseguitati e i braccati. Tornare ai boschi è come il ritorno notturno all'inconscio.
Roger Deakin, Un anno a Walnut tree

venerdì 25 luglio 2014

Dominique Lapierre, "La città della gioia". Con gli indù infatti era facile legare. Per loro Dio era dappertutto. In quella porta, quella mosca, quel bambù. E nei milioni di incarnazioni di un panteon di divinità dove, per Surya, Gesù Cristo aveva ovviamente il suo posto, alla stessa stregua di Buddha, Mahavira e Maometto. Giacché tutti questi profeti erano incarnazioni del Grande Dio che trascendeva tutto.


"Con gli indù infatti era facile legare. Per loro Dio era dappertutto. In quella porta, quella mosca, quel bambù. E nei milioni di incarnazioni di un panteon di divinità dove, per Surya, Gesù Cristo aveva ovviamente il suo posto, alla stessa stregua di Buddha, Mahavira e Maometto. Giacché tutti questi profeti erano incarnazioni del Grande Dio che trascendeva tutto."
 Dominique Lapierre, "La città della gioia"




Secondo me è il segreto per non distruggere tutto su questo pianeta: vedere Dio dappertutto. Solo così, a meno che non sei ateo o agnostico, l'umanità avrebbe il giusto rispetto per la Terra.



Matilde Serao. Il bosco. Le piante crescono invadendo il regno dell'aria coi robusti polloni e penetrando la terra con le grosse radici: i rami si dividono, si moltiplicano, s'intrecciano allegramente. Le fronde salgono, scendono, fanno capolino dappertutto: sono brune in cima, pallide al basso, e offrono tutte le più delicate tinte del verde, da quello opalino, trasparente, pallido, sino al vigoroso e forte che quasi sembra nero. Il sole manda negli interstizi certi raggi sottili che paiono capelli biondi luminosi, getta in terra tanti cerchietti lucidi che sono la sua piccola e ridente immagine; la luce è buona, la luce è soave nel bosco.


Il bosco.
Le piante crescono invadendo il regno
dell'aria coi robusti polloni e penetrando
la terra con le grosse radici: i rami si dividono,
si moltiplicano, s'intrecciano allegramente.
Le fronde salgono, scendono, fanno capolino
dappertutto: sono brune in cima, pallide al basso,
e offrono tutte le più delicate tinte del verde,
da quello opalino, trasparente, pallido, sino
al vigoroso e forte che quasi sembra nero.
Il sole manda negli interstizi certi raggi
sottili che paiono capelli biondi luminosi,
getta in terra tanti cerchietti lucidi che sono
la sua piccola e ridente immagine; la luce
è buona, la luce è soave nel bosco.
Matilde Serao



Evo Morales. Legge che concede "diritti" alla Madre Terra o Pachamama , come una persona, compreso il diritto alla vita, la diversità, l'acqua, l'aria pulita, di equilibrio, di restauro e di essere liberi da contaminazione.




Grande!  La Bolivia .. Massimo Rispetto a Evo Morales :
Crea una legge che considera Madre Terra un organismo Vivente;
egli afferma che "il suolo pubblico sarà distribuito e ridistribuito equamente con priorità alle donne, popoli indigeni contadini e alle comunità interculturali afro-boliviane che non ne possiedono.
L'eliminazione della concentrazione della proprietà di terreni o immobili e di altri componenti della Madre Terra che è in mano di proprietari terrieri.
Stabilisce anche la regolamentazione e il controllo di "proprietà straniera nella proprietà", così come l'accesso e l'uso dei componenti della Madre Terra, e ritengono che le attività economiche quali l'estrazione e l'olio devono essere ordinati dalla presente legge.
Che causano danni accidentali o dolo a Madre Terra o dei suoi "sistemi viventi" devono garantire il ripristino delle zone, oltre a subire le altre responsabilità legali.
La nuova legge stabilisce che i reati legati alla Madre Terra sono "inalienabili", che non si applica a loro il beneficio della sospensione condizionale della pena e i recidivi avranno sanzioni più severe.
Due anni fa, Morales aveva già emanato una legge che concede "diritti" alla Madre Terra o Pachamama , come una persona, compreso il diritto alla vita, la diversità, l'acqua, l'aria pulita, di equilibrio, di restauro e di essere liberi da contaminazione.

http://www.tiempoconsciente.com/bolivia-crea-una-ley-que-considera-a-la-madre-tierra-un-sistema-viviente/

mercoledì 11 giugno 2014

Il fisico Hans Peter Dürr, in un suo intervento, ci ha ricordato che guardiamo all'universo come un analfabeta che si ritrova tra le mani una poesia stupenda. Costui, non sapendo né leggere né scrivere, esamina il tutto con grande attenzione e si accorge che alcuni segni si ripetono più volte. Comincia dunque a contare tali segni, a riordinarli e a catalogarli. Alla fine sa che sul foglio è riportato un certo numero di a, di b, di c, ecc.... È orgoglioso del risultato ottenuto dalla sua ricerca. Però della poesia non ha capito proprio nulla.

Il fisico Hans Peter Dürr, in un suo intervento, ci ha ricordato che guardiamo all'universo come un analfabeta che si ritrova tra le mani una poesia stupenda. Costui, non sapendo né leggere né scrivere, esamina il tutto con grande attenzione e si accorge che alcuni segni si ripetono più volte. Comincia dunque a contare tali segni, a riordinarli e a catalogarli. Alla fine sa che sul foglio è riportato un certo numero di a, di b, di c, ecc.... È orgoglioso del risultato ottenuto dalla sua ricerca. Però della poesia non ha capito proprio nulla.




sabato 7 giugno 2014

Lex Spoletina. Le aree protette non sono un'invenzione moderna. Per gli etruschi e per i latini la sacralità delle campagne , dei boschi, delle spelonche e dei monti veniva comunemente sancita dalla credenza che in quei luoghi abitassero dei o dee particolari cioè con particolari caratteristiche che andavano a definire delle specifiche capacità di protezione verso i luoghi o le persone che frequentassero i luoghi stessi. Il riconoscimento di sacralità di un luogo da parte di una comunità antica era collegato alla percezione della importanza che rivestiva oppure avrebbe rivestito quel luogo per la collettività. La Lex Spoletina è un ceppo di pietra calcarea quadrangolare, incisa in latino arcaico e riporta la prima legge ecologista della storia (III sec. a.C.) Da essa ha preso spunto l’odierna legislazione sulla aree protette.


Le aree protette non sono un'invenzione moderna.
Per gli etruschi e per i latini la sacralità delle campagne , dei boschi, delle spelonche e dei monti veniva comunemente sancita dalla credenza che in quei luoghi abitassero dei o dee particolari cioè con particolari caratteristiche che andavano a definire delle specifiche capacità di protezione verso i luoghi o le persone che frequentassero i luoghi stessi.
Il riconoscimento di sacralità di un luogo da parte di una comunità antica era collegato alla percezione della importanza che rivestiva oppure avrebbe rivestito quel luogo per la collettività.
La Lex Spoletina è un ceppo di pietra calcarea quadrangolare, incisa in latino arcaico e riporta la prima legge ecologista della storia (III sec. a.C.)
Da essa ha preso spunto l’odierna legislazione sulla aree protette.




http://www.forestaliditalia.it/ufdi-cfs%20lex-luci.html

sabato 24 maggio 2014

venerdì 23 maggio 2014

Anton Ponce de Leon Paiva, Il maestro al lago sacro. Osservando la natura impariamo moltissimo. Guarda l’acqua, si abbandona con sicurezza assoluta e può occupare tutti gli spazi vuoti che incontra. Si adatta seguendo le leggi fisiche, purifica, nutre, fluisce da ogni parte, è flessibile. La trasparenza del suo atteggiamento ci deve servire da esempio per liberarci dalle incertezze, dai timori, per esprimere il meglio di noi stessi, per essere, spazzando le nebbie che sporcano la nostra visione e non ci permettono di vedere la luce del nostro spirito, né sentire il nostro vero calore. Questo atteggiamento di fermezza affronta le sfide, intraprende avventure e le vive, trasformandole in esperienze creative, positive, creando le condizioni favorevoli perché si realizzino le nostre aspirazioni.

“Osservando la natura impariamo moltissimo. Guarda l’acqua, si abbandona con sicurezza assoluta e può occupare tutti gli spazi vuoti che incontra. Si adatta seguendo le leggi fisiche, purifica, nutre, fluisce da ogni parte, è flessibile. La trasparenza del suo atteggiamento ci deve servire da esempio per liberarci dalle incertezze, dai timori, per esprimere il meglio di noi stessi, per essere, spazzando le nebbie che sporcano la nostra visione e non ci permettono di vedere la luce del nostro spirito, né sentire il nostro vero calore. Questo atteggiamento di fermezza affronta le sfide, intraprende avventure e le vive, trasformandole in esperienze creative, positive, creando le condizioni favorevoli perché si realizzino le nostre aspirazioni.”
Anton Ponce de Leon Paiva, Il maestro al lago sacro

sabato 17 maggio 2014

Hubert Reeves. L'uomo è la specie più folle: venera un invisibile Dio e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando

"L'uomo è la specie più folle: venera un invisibile Dio e distrugge una Natura visibile.
Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando."
Hubert Reeves


Il Respiro di Madre Natura....
https://youtu.be/_KYI371EtSY




venerdì 2 maggio 2014

Hans. Jonas. Il Principio di responsabilità. L’uomo è diventato per la natura più pericoloso di quanto un tempo la natura lo fosse per lui [...] Tra il “principio speranza” di Ernst Bloch e il “principio disperazione” di Günther Anders, il “principio responsabilità” dà voce a una via di mezzo, nel tentativo di coniugare in un modello unitario etica universalistica e realismo politico.


Il dibattito intorno alla nostra responsabilità verso le generazioni future si è fatto in questi anni sempre più fitto e interessante, man mano che svanivano le certezze sul modello di sviluppo fondato sull’asservimento tecnologico della natura e l’”euforia del sogno faustiano” della modernità lasciava il posto a una visione della storia disincantata e perplessa – quando non disperante e apocalittica. L’uomo è diventato per la natura più pericoloso di quanto un tempo la natura lo fosse per lui, mentre alle tante fratture sociali che ostacolano il cammino verso un’umanità unificata si è venuta ad aggiungere la contraddizione antagonistica tra il mondo di oggi e il mondo di domani. Muovendo da questa diagnosi, Hans Jonas cerca in questo lavoro di andare alle radici filosofiche del problema della responsabilità, che non concerne soltanto la sopravvivenza, ma l’unità della specie e la dignità della sua esistenza. Tra il “principio speranza” di Ernst Bloch e il “principio disperazione” di Günther Anders, il “principio responsabilità” dà voce a una via di mezzo, nel tentativo di coniugare in un modello unitario etica universalistica e realismo politico.




domenica 20 aprile 2014

Thomas Moore. Ci vuole anima per percepire l'anima. E' abbastanza facile abbattere una sequoia per costruire una casa. Ma ci vuole fantasia e immaginazione per vedere la sacralità della sequoia, per rendersi conto della sua età, della sua vulnerabilità in una società affamata di edifici materiali e della sua naturale bellezza. Quando lasciamo fluire le fantasie, la sacralità delle cose comuni torna evidente. C'è davvero relazione fra anima e religione, fra psicologia e consapevolezza religiosa; senza la fantasia piena di anima, tutto è profano e mondano. Con l'anima viene il rispetto per le cose comuni, perché esse hanno un grande impatto sullo spirito umano.


Ci vuole anima per percepire l'anima. E' abbastanza facile abbattere una sequoia per costruire una casa. Ma ci vuole fantasia e immaginazione per vedere la sacralità della sequoia, per rendersi conto della sua età, della sua vulnerabilità in una società affamata di edifici materiali e della sua naturale bellezza. Quando lasciamo fluire le fantasie, la sacralità delle cose comuni torna evidente. C'è davvero relazione fra anima e religione, fra psicologia e consapevolezza religiosa; senza la fantasia piena di anima, tutto è profano e mondano. Con l'anima viene il rispetto per le cose comuni, perché esse hanno un grande impatto sullo spirito umano.
Thomas Moore: Pianeti interiori , l'astrologia psicologica di M. Ficino 



giovedì 17 aprile 2014

Klaus Schulze. La teoria dell’organicismo. Mentre le teorie meccaniciste e vitaliste risalgono al diciassettesimo secolo, la filosofia dell’organicismo, o approccio olistico, si è sviluppata solo a partire dagli anni Venti del secolo scorso. Fra i suoi proponenti c’erano il filosofo Alfred North Whitehead (1861-1947) e Jan Smuts (1870-1950), politico e studioso sudafricano, il cui libro “Holism and Evolution” concentrava l’attenzione sulla tendenza della natura a formare interi che sono maggiori della somma delle parti. La filosofia olistica sostiene l’unità della natura: la vita degli organismi biologici è diversa in grado, ma non in tipo, rispetto ai sistemi fisici come le molecole e i cristalli. L’organicismo concorda invece con il vitalismo nel sottolineare che gli organismi hanno al loro interno i propri principi di organizzazione; gli organismi sono unità che non possono essere ridotti alla fisica e alla chimica di sistemi più semplici. La filosofia dell’organicismo, in effetti, tratta tutta la natura come viva; sotto questo aspetto è una versione aggiornata dell’animismo premeccanicistico. Anche gli atomi, le molecole e i cristalli sono organismi. Come afferma Smuts: “Sia la materia che la vita consistono, nell’atomo e nella cellula, di strutture unitarie il cui raggruppamento ordinato produce quegli interi naturali che chiamiamo corpi o organismi”. Gli atomi non sono particelle inerti, come nell’atomismo vecchio stile, bensì, come ci ha mostrato la fisica del ventesimo secolo, sono strutture di attività, configurazioni di vibrazioni energetiche all’interno di campi. Per dirla con Whitehead, la biologia studia gli organismi più grandi, la fisica gli organismi più piccoli”. Alla luce della cosmologia moderna, la fisica è anche lo studio degli organismi molto grandi, come i pianeti, i sistemi solari, le galassie e l’intero universo.


Klaus Schulze. La teoria dell’organicismo.
Mentre le teorie meccaniciste e vitaliste risalgono al diciassettesimo secolo, la filosofia dell’organicismo, o approccio olistico, si è sviluppata solo a partire dagli anni Venti del secolo scorso. Fra i suoi proponenti c’erano il filosofo Alfred North Whitehead (1861-1947) e Jan Smuts (1870-1950), politico e studioso sudafricano, il cui libro “Holism and Evolution” concentrava l’attenzione sulla tendenza della natura a formare interi che sono maggiori della somma delle parti. La filosofia olistica sostiene l’unità della natura: la vita degli organismi biologici è diversa in grado, ma non in tipo, rispetto ai sistemi fisici come le molecole e i cristalli. L’organicismo concorda invece con il vitalismo nel sottolineare che gli organismi hanno al loro interno i propri principi di organizzazione; gli organismi sono unità che non possono essere ridotti alla fisica e alla chimica di sistemi più semplici. La filosofia dell’organicismo, in effetti, tratta tutta la natura come viva; sotto questo aspetto è una versione aggiornata dell’animismo premeccanicistico. Anche gli atomi, le molecole e i cristalli sono organismi. Come afferma Smuts: “Sia la materia che la vita consistono, nell’atomo e nella cellula, di strutture unitarie il cui raggruppamento ordinato produce quegli interi naturali che chiamiamo corpi o organismi”. Gli atomi non sono particelle inerti, come nell’atomismo vecchio stile, bensì, come ci ha mostrato la fisica del ventesimo secolo, sono strutture di attività, configurazioni di vibrazioni energetiche all’interno di campi. Per dirla con Whitehead, la biologia studia gli organismi più grandi, la fisica gli organismi più piccoli”. Alla luce della cosmologia moderna, la fisica è anche lo studio degli organismi molto grandi, come i pianeti, i sistemi solari, le galassie e l’intero universo.


lunedì 24 febbraio 2014

martedì 11 febbraio 2014

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