Visualizzazione post con etichetta Onda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Onda. Mostra tutti i post

sabato 11 ottobre 2014

Alan Watts. Io e te siamo continui con l'universo fisico così come un'onda è continua con l'oceano.


Io e te siamo continui con l'universo fisico così come un'onda è continua con l'oceano.
Alan Watts


Non possiamo trovare un metodo per conoscere Dio più di quanto non possiamo trovarne uno per costruire Dio, poiché la conoscenza di Dio è Dio stesso che abita nella nostra anima. Il massimo che possiamo fare è prepararci al suo ingresso, sgombrargli la strada, rimuovere le barriere, poiché finché Dio stesso non agisce dentro di noi, non c’è nulla di positivo che possiamo fare in questa direzione… non vi è altro modo di possedere Dio che lasciarsene possedere. Il misticismo è un’azione al passivo. Per centinaia di anni l’uomo occidentale si è convinto che poteva risolvere definitivamente ognuno dei suoi problemi “facendo” qualcosa. È un benefico esercizio di umiltà per lui porsi davanti a un problema di fronte al quale non può fare assolutamente nulla. Eppure il problema deve essere risolto.
Alan Watts, Il Dio visibile



mercoledì 24 settembre 2014

Hokusai. Una gigantesca onda, quasi congelata nell’attimo immediatamente precedente il suo abbattersi su fragili imbarcazioni che sfidano i marosi; quasi artiglio nello spumeggiare sospeso che inquadra nel cavo dell’onda stessa la sagoma eterna del monte Fuji, testimone immoto del dramma che sta per consumarsi nella vita del tempo che fugge, il “mondo fluttuante” dell’ukiyo-e.



Una gigantesca onda, quasi congelata nell’attimo immediatamente precedente il suo abbattersi su fragili imbarcazioni che sfidano i marosi; quasi artiglio nello spumeggiare sospeso che inquadra nel cavo dell’onda stessa la sagoma eterna del monte Fuji, testimone immoto del dramma che sta per consumarsi nella vita del tempo che fugge, il “mondo fluttuante” dell’ukiyo-e.
Questa stampa, che è diventata un’icona del Giappone in Occidente, scaturì dal genio artistico di Hokusai (1760-1849) agli inizi degli anni ’30 del 1800 e fu stampata e ristampata.

Il MAO ne possiede un esemplare pregevolissimo non della prima tiratura e lo presenta al pubblico periodicamente per evitare che un’esposizione prolungata alla luce lo danneggi.

In occasione della Settimana della Cultura, la galleria delle stampe al secondo piano del Giappone ripropone ai visitatori anche una selezione di xilografie dell’ukiyo-e con soggetti tratti dal teatro kabuki. Le opere sono della seconda metà dell’800, e l’autore più rappresentato è Utagawa Kunisada (1786-1864) nella fase di ormai affermato caposcuola della scuola Utagawa.   La produzione artistica di Kunisada è sterminata, ed egli è giustamente considerato l’autore del XIX secolo più influente nell’ambito delleyakusha-e, le stampe che ritraevano attori famosi. Nell’allestimento il suo stile è messo a confronto con quello di alcuni epigoni e di artisti originali come Tsukioka Yoshitoshi (1839-1892). 
Che cosa accomuna dunque la “Grande Onda” di Hokusai agli attori del kabuki ritratti da Kunisada? Una risposta è contenuta nell’idea stessa di “sospensione”, di energia latente che entrambe queste rappresentazioni richiamano. Buona parte degli artisti del kabuki vengono ritratti nelle scene clou del dramma, quando si immobilizzano in pose cariche di tensione chiamate in giapponese “mie”. E, come guardando la grande onda sappiamo istintivamente che un attimo dopo si abbatterà in tutta la sua potenza, così l’entusiasta di teatro sa che nel momento successivo l’attore ripartirà nell’azione, calandosi nuovamente in quel “mondo fluttuante” fatto di movimento nel quale viviamo, e che aveva abbandonato per quell’impercettibile istante di eternità che l’arte soltanto può immortalare.

Katsushika Hokusai, La Grande Onda


giovedì 7 agosto 2014

Gustave Courbet. L'onda. Ho cinquant'anni ed ho sempre vissuto libero; lasciatemi finire libero la mia vita; quando sarò morto voglio che questo si dica di me: Non ha fatto parte di alcuna scuola, di alcuna chiesa, di alcuna istituzione, di alcuna accademia e men che meno di alcun sistema: l'unica cosa a cui è appartenuto è stata la libertà


«Ho cinquant'anni ed ho sempre vissuto libero; lasciatemi finire libero la mia vita; quando sarò morto voglio che questo si dica di me: Non ha fatto parte di alcuna scuola, di alcuna chiesa, di alcuna istituzione, di alcuna accademia e men che meno di alcun sistema: l'unica cosa a cui è appartenuto è stata la libertà
(Gustave Courbet)
Jean Désiré Gustave Courbet (Ornans, 10 giugno 1819 – La Tour-de-Peilz, 31 dicembre 1877), pittore francese, il più rappresentativo del movimento realista francese del XIX secolo.

Gustave Courbet - L'onda ,1870
Frankfurt,Städelsch.Kunstinst





Elenco blog personale