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venerdì 13 aprile 2012

Paolo Borsellino. Non sono né un eroe né un kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell’aldilà. Ma l’importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento. Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno


Non sono né un eroe né un kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell’aldilà. Ma l’importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento. Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno

Paolo Borsellino



chissà xchè alla chiesa non viene in mente di fare santi questi EROI del nostro tempo ........



 Coraggio da ammirare, contro vigliacchi che tuttora predicano la morale. Nessun dubbio che stiano tramando per sfuggire allla giustizia, anche con altre vittime. Ormai supponiamo chi sono, mancano solo prove legali. Le avremo con mandato di cattura internazionale per, residenti su suolo italiano

questi sono uomini da prendere in esempio nelle vita persone,che per un ideale hanno perso la vita,quell'ideale era cambiare il mondo cosa assurda credete...ma mai assurda come quella di non provarci con tutte le tue forze a farlo, che questi uomini siano d'esempio per tutti noi.. [...]


Mimmo Xasthur Valentino:
Gente come Paolo Borsellino sono dio per me e non quell'essere inesistente che molti religiosi predicano compreso i mafiosi che hanno anche le immaginette sante nelle loro case!!!


Michele Palmieri:
unico insieme a FALCONE quando li avete uccisi sieti saliti al potere e non siete piu scesci bastardi.






venerdì 20 gennaio 2012

giovedì 19 gennaio 2012

Paolo Borsellino. La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
Paolo Borsellino



Vivevo nella Sicilia sud-orientale quando giravano "il boss dei boss" o come si chiamava, il film su Riina. Quanti ragazzini esaltati, all'idea anche di apparire solo come comparsa; e li che si gettano anche i semi di una cultura mafiosa, nei ragazzi, in qualsiasi regione. 
Ha ragione Gratteri, finché noi resteremo quelli che siamo con il nostro metodo educativo e i nostri atteggiamenti attuali, la mafia cesserà di esistere con l'uomo, non prima. [...]
Che schifo. E poi le donne-boss in realtà sono dei cessi. Come i loro mariti cessi.
Come tutti i boss che camminano con la loro aria da bossss. Cessi con le gambe.


 

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