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venerdì 18 agosto 2017

Ada Luz Marquez. Disse la vecchia guaritrice dell'anima: Non fa male la schiena, fa male il carico. Non fanno male gli occhi, fa male l'ingiustizia. Non fa male la testa, fanno male i pensieri. Non fa male la gola, fa male quello che non si esprime o si esprime con rabbia. Non fa male lo stomaco, fa male quello che l'anima non digerisce. Non fa male il fegato, fa male la rabbia. Non fa male il cuore, fa male l'amore. Ed è proprio lui, L' amore stesso, Che contiene la piu ' potente medicina.

Le dissero: – Non sarai in grado di sopportare l’uragano.
Lei rispose: – Io sono l’uragano.
Ada Luz Márquez

Disse la vecchia guaritrice dell'anima:
Non fa male la schiena, fa male il carico.
Non fanno male gli occhi, fa male l'ingiustizia.
Non fa male la testa, fanno male i pensieri.
Non fa male la gola, fa male quello che non si esprime o si esprime con rabbia.
Non fa male lo stomaco, fa male quello che l'anima non digerisce.
Non fa male il fegato, fa male la rabbia.
Non fa male il cuore, fa male l'amore.
Ed è proprio lui,
L' amore stesso,
Che contiene la piu ' potente medicina.
Ada Luz Marquez


Non insistere, il fiore non sboccia
prima del giusto tempo.
Neanche se lo implori,
neanche se provi ad aprire i suoi petali,
neanche se lo inondi di sole.
La tua impazienza ti spinge a cercare la primavera;
quando avresti solo bisogno
di abbracciare il tuo inverno.
Ada Luz Màrquez


Non regalarmi fiori recisi,
anche se sono di un immensa bellezza.
Non accetto più niente,
nella mia vita,
che non abbia radici.
Ada Luz Marquez



Credimi figlia mia, la grande avventura della vita è quella di essere te stessa, senza lasciarti condizionare da quello che gli altri vogliono tu sia, per la loro pace mentale, per la loro utilità, per ciò che ritengono essere adeguato.
Probabilmente la tua Libertà di Essere, scatenerà isolamento, solitudine, tentativi di manipolazione, gelosie e incomprensioni.
Ricorda che tutto questo è parte del seme, fa parte del processo di apertura del guscio, è il rumore della schiusa, è il seme che fiorendo lascia andare tutto ciò che era prima. Osare fiorire oggi, in questi tempi di deserto, presuppone un grande coraggio, un grande potere, è la più Alta Rivoluzione. 
E sai perchè figlia? perchè quando tu fiorisci, fiorisce anche la speranza.
Ada Luz Márquez, Hermana Águila



Le rughe dei miei occhi sono raggi di sole.
Le rughe sulle mie guance sono onde del mare.
Le rughe della mia fronte sono onde di sabbia.
Il mio viso è una tela dove è impresso il paesaggio che ho vissuto,
la grande opera infinita che è la vita.
Il mio viso è la poesia di Madre Terra,
scritta sulla mia pelle.
Le mie risate e le mie lacrime, i miei canti ed i miei silenzi,
la vita vissuta ad ogni respiro.
Amo le mie rughe e le mie cicatrici,
perché mi ricordano che sono stata,
che sono e che sarò sempre più grande di ogni possibile dolore.
Ada Luz Márquez


La felicità non è un traguardo
è il sentiero,
è l’atto stesso della gestazione di un sogno.
E’ deliziarsi con l’odore del pane
che si sta impastando,
è il costruirsi le ali e sentire mentre si intessono
l’immensa gratitudine di essere già in volo.
Ada Luz Márquez



Ada Luz Márquez, Ode alle donne imperfette.
"Le donne imperfette con orgoglio onorano le rughe e le cicatrici, perché con esse ricordano che sono state, sono e saranno più forti del dolore. Le donne imperfette hanno il coraggio di sognare ad alta voce, muovendosi in sincronia da vari mondi, creando una nuova tela in cui sono necessari tutti i colori e l'accettazione dei loro errori come apprendimento prezioso. Le donne imperfette rispetto tutta la vita e chiedono rispetto e giustizia per loro. Le donne portano radici imperfette ai piedi, ancorate alla Madre Terra. Hanno nei loro passi le antenate, sorelle, figlie e nipoti. Danzano attorno ai falò per mantenere viva la fiamma di tutte le donne che sono stati bruciate nel loro essere più imperfetto . Le donne imperfette celebrano l'immenso dono che la vita ha dato loro essere donne, godono della loro sessualità e difendono il diritto fondamentale di possedere i loro corpi e le loro vite. Le donne imperfette onorano l'altro, si tengono per mano e si sostengono celebrando i successi delle altre e piangendo insieme per i propri dolori. Le donne imperfette scelgono gli uomini imperfetti, sensibili, che camminano sul loro stesso sentiero. Le donne imperfette imparano che le loro mestruazioni sono un dono, una potente apertura in altri mondi. Esse comprendono che il dolore è segno di connessione con tutte le donne che le hanno precedute e comporta la riconciliazione con il proprio grembo e il grembo di Madre Terra. Le donne imperfette iniziano a ricordano che il sangue non è spazzatura, il proprio sangue è sacro e porta l'alchimia della vita Le donne imperfette chiedono giustizia in silenzio per i propri diritti e per la propria femminilità, perchè il silenzio contiene il grido di tutte le donne e il grido di ogni donna ha l'eco di tutte le canzoni, il cielo e tutti i voli, il seme di tutti i fiori. Nelle loro pance portano una canzone antica e sono incinte di speranza . Partoriscono le stelle perchè hanno bisogno di Luce. le donne imperfette dicono forte e chiaro che non hanno paura, camminano senza paura e senza amnesia in un mondo pieno di paura. Le donne non sono proprietà di chiunque perchè imperfette loro sono proprietà di loro stesse, non sono la costola di nessuno o l'oggetto del desiderio, nè sono invisibili. Sono donne e vogliono essere chiamate Donne. Le donne sono incredibilmente perfette quando hanno il coraggio di essere imperfette, quando hanno il coraggio di essere, né più né meno, di essere. Donne imperfette iniziano a sentire il desiderio di ristabilire il contatto con altre donne imperfette e ricordano a tutti che l'anima non dimentica. Ricordano che non sono sole, che non lo sono mai state,e non lo saranno mai. Perché essere imperfette le rende uniche, Uniche per il mondo, per loro stesse e per la loro Libertà". Ada Luz Márquez, Ode alle donne imperfette.










https://youtu.be/jEPUBmzSRvg





https://youtu.be/MO6laVQGlWg


martedì 11 agosto 2015

Giorgio De Santillana, "Fato antico e fato moderno". Quando Marcel Griaule, chiedeva ai suoi esperti del luogo di parlargli un pò della terra abitata, di dirgli quello che sapevano di paesi lontani, si meravigliava di vederli indicare sempre il cielo. E finalmente capì che per loro la "terra abitata" significava la zona dell'Eclittica. Solo lassù vivono e si muovono i veri abitanti, cioè i pianeti. Poiché solo degli dèi si può dire che in verità esistono e sono. L'uomo si rende ben conto di esserci, e di dover badare alle sue cose, ma si sente un pò come il sogno di un'ombra, se non attraverso gli atti rituali che lo riuniscono con il mondo "vero". Vita e pensiero dei selvaggi si dirà. Ma qui si trova chiarità e pace.



"Ma in tutto questo, l'uomo dove rimane? si trova a essere tutto e nulla. proprio come si conviene. L'anima sua trascorre per l'universo, è della sua essenza. La persona dell'uomo invece rimane presa dal gioco del destino. Quando Marcel Griaule, chiedeva ai suoi esperti del luogo di parlargli un pò della terra abitata, di dirgli quello che sapevano di paesi lontani, si meravigliava di vederli indicare sempre il cielo. E finalmente capì che per loro la "terra abitata" significava la zona dell'Eclittica. Solo lassù vivono e si muovono i veri abitanti, cioè i pianeti. Poiché solo degli dèi si può dire che in verità esistono e sono. L'uomo si rende ben conto di esserci, e di dover badare alle sue cose, ma si sente un pò come il sogno di un'ombra, se non attraverso gli atti rituali che lo riuniscono con il mondo "vero". Vita e pensiero dei selvaggi si dirà. Ma qui si trova chiarità e pace."
Giorgio De Santillana, "Fato antico e fato moderno"





giovedì 23 luglio 2015

Cosa ha visto uno Sciamano in un ospedale psichiatrico.

Cosa ha visto uno Sciamano in un ospedale psichiatrico

Secondo gli sciamani la malattia mentale simboleggia la “nascita di un guaritore”, spiega Malidoma Patrice Somé. I disturbi mentali sono emergenze spirituali, crisi spirituali e devono essere presi in considerazione come tali per aiutare il guaritore a “nascere”.

Ciò che nella cultura Occidentale viene visto come malattia, il popolo Dagara lo considera una “buona notizia dall’altro mondo”. La persona che sta attraversando la crisi è stata scelta come mezzo per comunicare un messaggio alla comunità dal regno dello spirito.

“Disturbi mentali e  disturbi comportamentali di ogni tipo  sono tutti segni che due energie incompatibili si sono fuse nello stesso campo,” dice il Dott. Somé. Questi disturbi si verificano quando la persona non viene assistita nel rapportarsi con la presenza dell’energia del regno dello spirito.

Una delle cose che il Dott. Somé notò quando arrivò negli Stati Uniti nel 1980 per i suoi studi universitari fu il modo in cui l’Occidente tratta la malattia mentale.

Quando un suo collega fu ricoverato in un istituto mentale a causa di “depressione nervosa” il Dott. Somè decise di andare a fargli visita. Non sapeva però che questa visita sarebbe stata per lui una fonte di riflessione.

“Ero così scioccato. Quella fu la prima volta che mi sono ritrovato faccia a faccia con ciò che viene fatto qui alle persone che presentano gli stessi sintomi che ho visto nel mio villaggio”.
Ciò che colpì il Dott. Somè fu che  l’attenzione ai sintomi era basata sulla patologia, sull’idea che quella condizione era qualcosa che doveva essere fermata.
Questa visione era in completa opposizione con il modo in cui la sua cultura considera questa situazione.

Mentre si guardava intorno nel reparto osservando i pazienti, alcuni in camicie di forza, altri tenuti in celle perchè sotto  farmaci, altri urlando, fece questa considerazione: “Così è questo il modo in cui i guaritori che stanno tentando di nascere vengono trattati in questa cultura. Che peccato! Che peccato che una persona finalmente allineata con la potenza dall’altro mondo venga così sprecata”.

Noi occidentali non siamo educati ad affrontare e riconoscere l’esistenza di fenomeni psichici, di un mondo spirituale. In effetti le abilità psichiche sono quasi denigrate.
Quando le energie del mondo spirituale emergono in una psiche occidentale, l’individuo è completamente incapace di integrarle o anche soltanto di  riconoscere cosa sta accadendo. Il risultato è tremendo: senza  il giusto contesto e assistenza nei rapporti con un altro livello di realtà la persona è considerata folle.

Il dosaggio pesante di  farmaci anti-psicotici aggrava poi il problema e impedisce l’integrazione delle due energie  che potrebbe portare allo sviluppo dell’anima e alla crescita dell’individuo che ha ricevuto queste energie.

Nel reparto di salute mentale il Dott.Somè vide molti esseri in giro fra i pazienti, “entità” che sono invisibili alla maggior parte delle persone ma che gli sciamani e sensitivi sono in grado di vedere. “Sono loro la causa della crisi in queste persone”, ha detto. Gli sembrò che questi esseri stessero cercando di eliminare  i farmaci e i loro effetti dai corpi delle persone con cui stavano cercando di fondersi, aumentando così  il dolore dei pazienti.

“Gli esseri agivano quasi come una sorta di escavatore nel campo energetico delle persone
Le persone  a cui stavano facendo tutto ciò urlavano e basta” ha detto. 
Non poteva più stare in quell’ambiente e dovette andar via.

Nella tradizione Dagara la comunità aiuta la persona a conciliare le energie di entrambi i mondi. La persona così è in grado di essere un ponte tra i mondi e aiutare gli altri  con le informazioni e le guarigioni di cui hanno bisogno.
La crisi spirituale si conclude con la nascita di un nuovo  guaritore.

Gli esseri che stavano aumentando la sofferenza dei pazienti  in ospedale stavano in effetti cercando di fondersi con loro per trasmettere dei messaggi dall’altro mondo. Le persone con cui avevano scelto di unirsi non ricevevano assistenza per imparare a essere un ponte tra i mondi e tentativi di unione degli esseri erano falliti.
Il risultato è stato il mantenimento del disordine iniziale dell’energia e l’aborto della nascita di un guaritore.

La cultura occidentale ha sempre ignorato la nascita di un  guaritore”, afferma il dottor Somé. “Di conseguenza, ci sarà una tendenza dall’altro mondo a continuare a provare con quante più persone possibile, nel tentativo di attirare l’attenzione di qualcuno”. Gli spiriti sono attratti da persone i cui sensi non sono stati anestetizzati, “La sensibilità è praticamente letta come un invito a entrare”, osserva.
Coloro che sviluppano i cosiddetti disturbi mentali sono più sensibili ed ecco perchè le entità del mondo dello spirito li scelgono, nella cultura occidentale sono considerai semplicemente ipersensibili.
Le culture indigene non la vedono in questo modo e di conseguenza le persone effettivamente sensibili non si sentono troppo sensibili, sanno semplicemente che il loro compito è fare da ponte tra i due mondi.


Come trattano gli sciamani quella che in Occidente è chiamata Schizofrenia?
La  schizofrenia è caratterizzata da una speciale “ricettività a un flusso di immagini e informazioni che non possono essere controllate”, ha detto il dottor Somé. 
“Quando questa condizione si verifica in un momento che non viene scelto personalmente, e in particolare quando si tratta di immagini che fanno paura e non coerenti, la persona va in delirio”.
In questa situazione è necessario prima separare l’energia della persona dalle energie estranee, utilizzando la pratica sciamanica (nota come “sweep”) per cancellare la seconda  aura della persona. Con la pulizia del campo energetico la persona non viene investita da marea di informazioni e  non ha più ragione di essere spaventata e turbata, spiega il dottor Somé.

Dopodichè è possibile aiutare la persona ad allinearsi con l’energia dello spirito che sta cercando di venire dall’altro mondo passando attraverso la persona e far nascere il guaritore.  
E' il  blocco di questo passaggio in cui lo spirito sta cercando di emergere che crea problemi. “L’energia del guaritore è un’energia ad alta tensione”, osserva. 
Quando è bloccato, brucia  la persona. E ‘come un corto circuito. Questo è il motivo per cui può essere davvero spaventoso e capisco perché questa cultura preferisce confinare queste persone”.

Ancora una volta, l’approccio sciamanico è quello di lavorare sull’allineamento delle energie, non c’è blocco e la persona può diventare il guaritore che è  destinato ad essere.
Bisogna sottolineare però che non tutti gli esseri spirituali che entrano nel campo energetico di una persona sono lì per promuovere la nascita di un guaritore. Ci sono anche energie negative pure, presenze indesiderate nell’aura. In questi casi l’approccio sciamanico è quello di rimuoverli dall’aura, piuttosto che lavorare per allineare le energie discordanti.

Alex: Pazzo negli Stati Uniti, Guaritore in Africa.
Per testare la sua convinzione che la visione sciamanica della malattia mentale vale anche per il  mondo occidentale, così come nelle culture indigene, il Dottor Somè  portò con sè un malato mentale al suo ritorno in Africa, nel suo villaggio. “Sono stato spinto dalla mia curiosità di scoprire se c’è verità nell’idea che la malattia mentale sia collegata all’allineamento con un essere proveniente da un altro mondo” ha detto  il Dott. Somé.
Alex aveva  18 anni, aveva avuto un crollo psicotico all’età di 14.  
Aveva allucinazioni, tendenze suicide e aveva attraversato cicli di depressione pericolosamente gravi. Era in un ospedale psichiatrico, sotto farmaci,  ma non stava guarendo. “I genitori avevano fatto di tutto, senza successo” ha detto  il Dott. Somé. “Non sapevano cos’altro fare”.

Con il loro permesso, il Dott. Somè portò Alex con se in  Africa. 
“Dopo otto mesi lì, Alex era diventato abbastanza normale. E’ stato in grado di aiutare i guaritori nelle guarigioni; stava seduto con loro tutto il giorno e li aiutava, li assisteva in quello che stavano facendo con i loro pazienti . . . Ha trascorso circa quattro anni nel mio villaggio”.
Alex era rimasto per scelta, non perché aveva bisogno di essere guarito. 
Si sentiva “molto più sicuro in Africa che in America”.
Per allineare la sua energia con quella dell’essere spirituale Alex ha attraversato un rituale sciamanico leggermente diverso da quello utilizzato con le persone della cultura Dagara. 
“Il risultato è stato simile, anche se il rito non era letteralmente lo stesso “, spiega il Dott. Somé. 
Il fatto che allineare l’energia abbia funzionato  per guarire Alex ha dimostrato al Dott. Somè che la connessione tra mondo spirituale e malattia mentale  è davvero universale.
Dopo il rituale, Alex ha iniziato a condividere i messaggi che lo spirito  aveva per questo mondo.
L’intera esperienza lo ha portato  ad  andare al college per studiare psicologia. Ha deciso di tornare  negli Stati Uniti dopo quattro anni perché “ha scoperto che tutte le cose che doveva fare erano state fatte avrebbe quindi potuto andare avanti con la sua vita”.

L’ultima volta che il Dott. Somé ha sentito Alex, il ragazzo stava frequentando la  scuola di specializzazione in psicologia ad Harvard. Nessuno pensava che sarebbe mai stato in grado di completare gli studi universitari, tanto meno ottenere un grado avanzato.

Un approccio sacro rituale alla malattia mentale
Uno dei doni che uno sciamano può portare al mondo occidentale è quello di aiutare le persone a riscoprire i rituali. “L’abbandono dei rituali può essere devastante. Dal punto di vista spirituale, il rituale è inevitabile e necessario se si vuole vivere” ha scritto il Dott. Somè in Ritual: Power,  Healing and Community. “Dire che il rituale è necessario nel mondo industrializzato è un eufemismo.  Abbiamo visto con la mia gente che è probabilmente impossibile vivere una vita sana senza di esso”.
Il Dott. Somè ha capito che i rituali usati nel suo villaggio non potevano essere semplicemente trasferiti in Occidente, così durante i suoi anni di lavoro sciamanico ha progettato rituali che soddisfano le esigenze molto diverse di questa cultura.
Una di queste esigenze è ad esempio che le persone capiscano che il loro disagio proviene dal fatto che sono “chiamati da esseri provenienti da un altro mondo a collaborare  nel lavoro di guarigione”. Il rituale permette loro di uscire dal disagio e accettare questa chiamata.
Un’altra necessità  riguarda l’iniziazione. Nelle culture indigene di tutto il mondo, i giovani sono iniziati all’età adulta quando raggiungono una certa età. 
La mancanza di tale iniziazione in Occidente è parte della crisi che le persone vivono.

Un altro rito che va molto bene per le persone che chiedono il suo aiuto è fare un falò e metterci dentro elementi che simboleggiano le questioni che si stanno accendendo nella persona. “Potrebbe essere  rabbia e frustrazione nei confronti di un antenato che ha lasciato un’eredità di omicidio e riduzione in schiavitù o qualsiasi altra cosa, cose  con cui il discendente deve convivere “, spiega lo sciamano. “Se queste cose vengono viste come ciò che sta bloccando la persona , lo scopo di vita e anche il punto di vista della persona sulla vita come qualcosa che può migliorare, allora ha senso cominciare a pensare in termini di come trasformare quel blocco in una strada che porti a qualcosa di più creativo e appagante”.
Fonte: The Natural Medicine Guide to Schizophrenia, pages 178-189

Si può credere o meno in un mondo degli spiriti o nel fatto che siamo fatti di energie ma ciò che è davvero interessante di questo articolo è il punto di vista alternativo che offre. Siamo abituati a pensare al disturbo mentale come ad una malattia da guarire, qualcosa che non funziona più nella persona e deve essere aggiustata con trattamenti, farmaci, ricoveri.
Questo sciamano invece ci offre tanti spunti su cui riflettere soprattutto in una società come quella occidentale in cui si tende a dare molto credito a ciò che dice la scienza a discapito di una visione più spirituale ed energetica.
Lungi da me affermare che la scienza stia sbagliando o non sia utile, semplicemente ritengo che adottare un punto di vista completamente materialistico sia riduttivo in un campo vasto e per molti versi ancora sconosciuto come il benessere.
Dal mio punto di vista che si parli di  sciamani, guaritori, psicologi, medici bisogna tener presente sempre il fine ultimo di una professione di guarigione: aiutare la persona a ritrovare il benessere  e le gioia, componenti che sono la base su cui costruire la vita, non un optional.

Fonte: psyta.net




Sono convinta che il dott Somè dica qualcosa che fa orrore alla nostra cultura ma che ha elementi di verità . Per la medicina Ayurvedica ( esisteva un Dvd feltrinelli al riguardo) la malattia mentale è un'esplosione improvvisa del 6 chakra, e viene trattata con un massaggio energico di tutto il corpo del colpito avvolto in panni come una mummia: sarebbe a dire che di colpo e' andato dall'altra parte del ponte e va ristabilita la connessione con il primo corpo (chakra). Tutto ciò è rubricato nel magico onnipotente, "da noi", e persino chi ha attraversato il ponte si trova in posizione anomala rispetto ai colleghi. Così è accaduto a Gabriel Slonina Ubaldini, medico e psichiatra ora defunto che si e' inoltrato su questa strada e che ricordo con grande affetto e ammirazione.




http://www.pianetablunews.it/?p=17024



martedì 13 maggio 2014

Marius Schneider: Il significato della musica. Nella maggior parte delle civiltà antiche, il musico è considerato un personaggio straordinario, talora semi-divino, poiché - somigliante quasi al creatore - egli crea, traendo dal nulla. Pur senza possedere una materia, egli fa sorgere forme reali. E anche se non è creatore, anche se è soltanto imitatore, egli ha il potere di esercitare una certa influenza sulla natura acustica dei creatori di questo mondo. Benché la sua azione sia soltanto analogica, egli possiede la facoltà di udire la voce segreta di tutti gli oggetti animati e inanimati e di rifletterli. Durante il sonno riceve la visita dei morti che gli conferiscono la capacità di trasformarsi in una dimora passeggera degli dei.

Nella maggior parte delle civiltà antiche, il musico è considerato un personaggio straordinario, talora semi-divino, poiché - somigliante quasi al creatore - egli crea, traendo dal nulla. Pur senza possedere una materia, egli fa sorgere forme reali. E anche se non è creatore, anche se è soltanto imitatore, egli ha il potere di esercitare una certa influenza sulla natura acustica dei creatori di questo mondo. Benché la sua azione sia soltanto analogica, egli possiede la facoltà di udire la voce segreta di tutti gli oggetti animati e inanimati e di rifletterli. Durante il sonno riceve la visita dei morti che gli conferiscono la capacità di trasformarsi in una dimora passeggera degli dei.
Marius Schneider: Il significato della musica 


sabato 1 marzo 2014

Michael Drake. Il tambureggiamento dell'osso cavo. L'insegnamento dell’osso cavo è una pratica antica e si ritrova sotto nomi diversi nel Buddismo, nello Sciamanesimo e nella spiritualità dei nativi americani. E 'un modo per spostare la nostra coscienza e divenire un vascello libero per lo spirito. L'idea è di diventare un condotto per lo spirito. Ogni guarigione è possibile nel momento in cui siamo in grado di spostare il nostro ego e la mente razionale al di fuori di noi per incanalare la potenza divina dell'universo attraverso di noi. Frank Fools Crow, uno degli ultimi Nativi Americani, uomo santo e venerato, insegnava che si deve diventare come un osso cavo per essere un grande guaritore. Secondo Fools Crow, "Siamo chiamati a divenire ossi cavi per la nostra gente e per chiunque altro possiamo aiutare e non dobbiamo cercare il potere per il nostro uso ed onore personale. Quello che noi ossa davvero diventiamo è il condotto che collega Wakan Tanka [che potremmo chiamare il Grande Mistero, Dio o il Tao], gli Spiriti Guida e la comunità".




Prima di tutto uno sciamano è  medico e nello stesso tempo mago per la sua gente. 
Lui contatta fantasmi о spiriti della natura. [...] Quanti sempliciotti vivono nel mondo! 
C`è da impazzire! Sciamanici non hanno visi europei.... 
adesso ci sono troppi maghi che vogliono essere medici.



https://www.facebook.com/MediumEshne/videos/889557134500731/




Fatto sta che anche se non sciamana..dobbiamo considerare che per arrivare a queste tecniche deve come minimo avere il Vissudha aperto..il chakra della gola..quindi lei l'energia alla fine la veicola, ma naturalmente non è un rito sciamanico nè una sciamana. Mi sono interessata a causa delle mie ricerche di sciamanesimo mongolo..lessi un libro della sciamana mongola Sumiyaa Tserendorj per integrare con la Tradizone Bon-Po.






Sono più di vent'anni che lavoro con Sciamani siberiani, la mia maestra è Nadia Stepanova, sciamana Mongolo-Buriata ed è una che "vede", che officia rituali, una guaritrice spirituale, una mediatrice tra i "mondi". Non ha bisogno di sostanze, nè di altre forme di trance: è Sciamana (termine occidentale creato dagli antropologici, per lignaggio e per trasmissione orale. Ho sentito, però, uno "Sciamano" tuvino ripetere i versi degli animali. E' stato invitato tanti anni fa, mi pare il 2008, all'Università di Verona dove si tenne il primo convegno sullo "sciamanesimo". erano presenti anche Brandt Secunda per gli Huicholes, Ai Churek per Tuva insieme a Nicolas.........., e Tseren Tzarin BO e Nadia Stepanova per i Buriati. "Sciamanesimo o sciamanismo" sono termini che vogliono identificare una pratica spirituale ancora viva presso molti popoli ed anche nelle nostre terre, ma centrano la loro attenzione sullo sciamano, come se parlassimo di pretismo per quanto concerne la religione cattolica o muezzenismo o cioè identificando il Culto con chi lo officia. Il cammino spirituale in questione è quello che "ri-lega" gli umani all'Invisibile che lo circonda. Il Tamburo, il battito del cuore di Madre Terra, l'unione degli opposti, il maschile, il femminile, il tempo e il senza tempo, senza inizio e senza fine, solo insieme possono creare Armonia. La meditazione è lo svuotare la mente, quindi diventare vuoto, entrare in sintonia con il pieno della propria Essenza e con le Presenze- Essenze che ti sono intorno. E' la ripetitività del Suono, sia esso l'Om, un Mantra o il tamburo o le campane tibetane o i rumori della Natura (termine coniato da Lucrezio: de rerum na(sci)tura).





"Nei riti dell'acqua, gli sciamani buriati chiedono agli dei delle sorgenti e dei fiumi di manifestarsi e quindi invitano tutti i partecipanti a bere l'acqua resa sacra dagli dei. Subito dopo aver bevuto, ognuno è in grado di compiere qualcosa di eccezionale: vedere ad occhi chiusi eventi lontani nello spazio e nel tempo, guarire da una malattia. Attraverso il rito, bevendo l'acqua sacra, l'uomo porta l'immagine del mondo dentro di sé, riassorbe il mondo, ritira le proprie proiezioni. Prima del rito, il mondo e il corpo sono oggetti materiali. Dopo aver bevuto, essi tornano ad essere sogni, immaginazioni e chi ha bevuto è il sognatore del sogno e può avere potere sulle immagini dei propri sogni. Per gli sciamani buriati, ogni fiume, ogni sorgente d'acqua pura, si trasforma in una riserva di ambrosia, nettare degli dei, capace di ampliare lo stato della coscienza e consentire di vedere oltre i limiti ordinari."
Tratto dal documentario di Selene Calloni Williams: 
"L'esperienza sciamanica e la psicologia archetipica".





Il tambureggiamento dell'osso cavo - di Michael Drake
In quasi tutte le culture, sia del passato che del presente, il tamburo è stato utilizzato come uno strumento di guarigione; dai Minianka dell’Africa occidentale, agli sciamani della Siberia, il ritmo è stato utilizzato per migliaia di anni per affrontare qualsiasi problema di salute.

Articolo pubblicato su Sacred Hoop n. 78/2012. Traduzione italiana a cura di Annalisa Mentasti.

Lo sciamanesimo è basato sul principio che il mondo spirituale possa essere contattato attraverso i sensi interiori durante una trance estatica. Il tamburo, a volte chiamato il “Cavallo dello Sciamano”, fornisce allo sciamano un mezzo relativamente semplice di trascendenza controllata.
Dei ricercatori hanno scoperto che se si mantiene per almeno quindici minuti la frequenza di circa 3-4 battiti al secondo del battito del tamburo, si indurranno significativi stati di trance nella maggior parte delle persone, anche al loro primo tentativo.

Una meditazione attivaLa prima domanda che potrebbe sorgere è in cosa differiscano una trance indotta dal tamburo da quella indotta da una meditazione tradizionale, come quelle praticate dai buddisti. Le due forme differiscono assolutamente nel loro approccio, perché la Meditazione seduta di tipo Buddista è rivolta generalmente allo svuotamento del pensiero, mentre con il tamburo sciamanico è molto attiva e piena di contenuti. Proprio come uno yogi o un monaco che vivono in uno stato spirituale per la maggior parte del tempo a causa delle costanti pratiche devozionali, possiamo facilmente indurre stati intensi di meditazione profonda e di accresciuta consapevolezza utilizzando un tamburo come aiuto alla meditazione. Questa facilità di meditazione con un tamburo contrasta significativamente con i periodi di isolamento spesso lunghi e la pratica richiesti da molte altre discipline di meditazione prima che vengano sperimentati effetti significativi. La capacità di entrare in vari stati di trance è una naturale manifestazione della coscienza umana, la facoltà di entrare in stati di trance ci rende un essere umano - non uno sciamano.
Ciò che rende unici gli sciamani è la loro padronanza di un tratto umano altrimenti normale. Lo sciamano è stato a volte descritto come se fosse un 'osso cavo', colui che può entrare in uno stato di coscienza alterato senza il proprio ego personale. Questa vacuità da non-ego permette agli Spiriti di usarli come strumento di guarigione. In questo senso, lo sciamano è un canale per la coscienza superiore.

Come funziona l'osso cavo
L'insegnamento dell’osso cavo è una pratica antica e si ritrova sotto nomi diversi nel Buddismo, nello Sciamanesimo e nella spiritualità dei nativi americani. E 'un modo per spostare la nostra coscienza e divenire un vascello libero per lo spirito. L'idea è di diventare un condotto per lo spirito. Ogni guarigione è possibile nel momento in cui siamo in grado di spostare il nostro ego e la mente razionale al di fuori di noi per incanalare la potenza divina dell'universo attraverso di noi.
Frank Fools Crow, uno degli ultimi Nativi Americani, uomo santo e venerato, insegnava che si deve diventare come un osso cavo per essere un grande guaritore. Secondo Fools Crow, "Siamo chiamati a divenire ossi cavi per la nostra gente e per chiunque altro possiamo aiutare e non dobbiamo cercare il potere per il nostro uso ed onore personale. Quello che noi ossa davvero diventiamo è il condotto che collega Wakan Tanka [che potremmo chiamare il Grande Mistero, Dio o il Tao], gli Spiriti Guida e la comunità".

Nel suo diventare un osso cavo, l'anziano Lakota Fools Crow (qui di fianco nella foto) credeva che si passasse attraverso quattro fasi: prima di tutto, invocava il Grande Mistero per liberare se stesso da tutto ciò che lo avrebbe ostacolato in qualche modo, come ad esempio dubbi, domande o riluttanza. Poi riconosceva se stesso come un tubo pulito e pronto ad essere riempito con speranza, possibilità ed ansioso di essere riempito di potere. Sentiva il potere quando arrivava in lui travolgendolo. Infine donava il potere agli altri, sapendo che come si svuotava, i Poteri Superiori l’avrebbero riempito con poteri ancora più grandi affinchè egli potesse donarli.

Cogliere i beneficiLa pratica meditativa, di tutti i tipi, è una parte importante del compito permanente di tenere pulita la nostra parte interiore, ma la meditazione dell’osso cavo utilizzando un tamburo facilita anche uno stato trascendente di coscienza unitaria. La vera illuminazione significa sentire e riconoscere la nostra vera unità con tutto il resto - raggiungendo uno stato di 'coscienza unitaria'.
I vantaggi di questo stato di 'unità della coscienza' includono un profondo senso di rilassamento, di guarigione, maggiore energia personale, una migliore memoria, una maggiore chiarezza mentale, ed una maggiore creatività. Sono comuni sentimenti di tranquillità, di assenza del tempo e di benessere spirituale, oltre ad una unità di sentimento e proposito con la totalità dell’ universo dinamico ed interrelato.
Quando sentiamo quella profondità unità siamo estasiati, l’estasi non significa necessariamente gioia o beatitudine, è la sensazione di unità. Diventare un osso cavo è un modo semplice ed efficace per indurre questo profondo stato di coscienza.

Diventare un osso cavo
Per diventare un osso cavo, provate il seguente esercizio. Per eseguire l’esercizio avrete bisogno idealmente di un tamburo, o per lo meno di una registrazione del tamburo sciamanico.
Se non si dispone di un tamburo, semplicemente improvvisatene uno con i materiali che avete disponibili; provate toccando con un cucchiaio un contenitore di plastica rovesciato - più è grande il contenitore: più profondo sarà il suono. Un secchio da cinque galloni per esempio, è un eccellente tamburo improvvisato. Leggete prima l'esercizio per familiarizzare con il processo.
Abbassate le luci e sedetevi comodamente con la schiena eretta su una sedia o sul pavimento. Chiudete gli occhi e respirate lentamente e profondamente per sette volte. Lasciate che il vostro addome si riempia e si svuoti mentre respirate. Focalizzatevi sul respiro come entra dal naso e riempie i vostri polmoni e poi espirate dolcemente ogni tensione che si può sentire, aprendo i canali energetici del vostro corpo.
Quando siete completamente rilassati, chiedete ai “Poteri Superiori” di rimuovere qualsiasi blocco che vi impedisca di funzionare come un osso cavo.
Ripetete l'affermazione: "Io scelgo di essere un osso pulito, un osso cavo ". Visualizzate voi stessi come un osso cavo o un tubo che è tutto splendente all'interno e vuoto. Più è pulito l'osso, maggiore sarà l’energia che potrete canalizzare attraverso di esso, e più velocemente potrà fluire. ll passo successivo è quello di entrare in uno stato di trance. Iniziate un tambureggiamento costante, come un metronomo ad un tempo di circa 3-4 battiti al secondo (od ascoltate la registrazione di un tamburo sciamanico). Focalizzate la vostra attenzione sul suono del tamburo, in tal modo stabilizzate le chiacchiere nella vostra mente. Lasciate che il tamburo vi svuoti – diventate un tutt’uno con il tamburo.
Mentre tambureggiate, immaginate lo spirito unificante della sorgente divina che scorre attraverso di voi. Visualizzate una spirale di energia che discende dai cieli sopra di voi, entra nel vostro osso cavo e va giù verso la terra. Potete sentirla, vederla, avvertirla, o semplicemente immaginarla. Mentre sarete concentrati su di essa, ciò succederà davvero perché l’energia e la forza vitale seguono il pensiero. Lasciate che lo spirito fluisca in voi e colmi il vostro corpo in modo che la velocità il ritmo del vostro tambureggiamento sia sotto il suo controllo.

Man mano prosegue la meditazione con il tamburo, raggiungerete uno stato più profondo di estasi e lo spirito creerà forse nuovi ritmi. Vi state muovendo ora verso uno stato più alto di coscienza universale e lo sviluppo di nuove abilità sciamaniche. Ai livelli più alti, un guaritore è capace di distaccarsi da tutto il senso di se stesso, pienamente pesente nel momento, come un osso cavo od un condotto vivente attraverso cui si possa muovere l’energia di guarigione. Quando ritenete giunto il momento adeguato, gradualmente rallentate il ritmo del vostro tambureggiamento per riportare la vostra coscienza di nuovo nel vostro corpo. Non siate frettolosi nella trasformazione. Visualizzate voi stessi pienamente radicati nel vostro corpo e poi lentamente aprite gli occhi. Una volta che siete ritornati nella realtà ordinaria, terminate la vostra meditazione con il tamburo con quattro forti battiti per segnalare che il tempo sacro della messa a fuoco è finito (Se state ascoltando una registrazione del tamburo sciamanico, molte registrazioni hanno un segnale simile di richiamo verso la fine della traccia). Rimanete seduti in silenzio per qualche momento e poi aprite gli occhi.

Nuovi trucchi, vecchi modi
Oltre ai tamburi ed alle registrazioni di tamburi, c’è ora una nuova tecnologia chiamata 'battiti bineurali' che può facilmente indurre stati trascendenti di consapevolezza. Il ricercatore tedesco H.W. Dove ha scoperto che quando vengono presentati due toni puri posti vicini in frequenza, uno per ciascun orecchio, il cervello rileva la differenza tra loro come una terza frequenza. I due emisferi del cervello reagiscono a questo battito bineurale più che ai segnali acustici. Per esempio, un tono di 90 Hz ed un tono di 95 Hz inducono un ciclo di onde cerebrali theta a 5 Hz. L’ attività Theta riflette lo stato onirico tra la veglia ed il sonno. I ritmi Theta sono associati alla meditazione ed agli stati sciamanici di coscienza. Le onde Theta aumentano la creatività, migliorano l'apprendimento, riducono lo stress e risvegliano l'intuizione.
I battiti bineurali possono indurre stati profondamente alterati in pochi minuti. Tutto ciò che serve è un paio di cuffie stereo ed una sedia comoda. La tecnologia del suono fa il resto. La stimolazione ritmica continua ad offrire oggi ciò che ha offerto per migliaia di anni: cioè una tecnica di estasi semplice ed efficace.




Note
MichaelDrake è uno scrittore ed un artista di registrazione riconosciuto a livello internazionale. Egli è l'autore di 'Sciamanic Drumming: Calling the Spirits', 'The Shamanic Drum: A Guide to Sacred Drumming' e 'I Ching: The Tao of Drumming'.
I suoi albummusicali includomo 'Shamanic Journey Drumming' e 'Binaural Beats for the Shamanic Journey'.
I suoi articoli sono apparsi in numerose pubblicazioni, tra cui ‘Awareness’, Sacred Hoop’, e ‘Mother Earth News’.

Per chi volesse provare autonomamente il viaggio Sciamanico l’Associazione Il Cerchio Sciamanico dispone di CD con tracce da 10 e 20 minuti con il suono dei tamburi (uno, due e quattro tamburi) o sonagli e un segnale di richiamo. Info nel nostro sito, nel menù Strumenti Sciamanici.
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Il Tamburo dello Sciamano

La cattura delle intrusioni con le esche
Nella maggioranza dei casi gli spiriti che si insinuano nel corpo umano facendolo ammalare hanno reazioni e comportamenti simili a quelli degli animali. Vengono attratti da particolari odori, di solito aromatici e dolci, che possono essere usati per farli cadere in una trappola. Sembra che gli odori abbiano una speciale influenza sui mondi degli spiriti.
Catturare le intrusioni allettandole con l'aroma del tabacco o della cera d'api vengono spesso considerate tecniche adatte ai principianti perché non richiedono le abilità, le protezioni e l'esperienza necessarie ad estrarre direttamente dal corpo uno spirito ostile.
In realtà però gli sciamani esperti ricorrono a questi metodi proprio quando l'intrusione è molto potente o furba o tenace, e perciò difficile da estrarre direttamente. Come nella caccia, anche nella rimozione delle intrusioni, si ricorre alle esche e alle trappole per catturare prede difficili o pericolose.

petroglifo altaico
petroglifo altaico


Petroglifo della regione dell'Altai (Siberia) raffigurante uno sciamano con il suo tamburo. Lo sciamanismo altaico, che è forse il più antico del pianeta, utilizza da millenni la cera fusa bollente per attrarre e intrappolare gli spiriti ostili.


Le trappole di tabacco
Gli sciamani delle Americhe sanno da decine di migliaia d'anni che l'odore del tabacco (ancor di più il tabacco selvatico, oggi purtroppo introvabile) è gradito agli Spiriti. Piccoli sacchetti di stoffa contenenti tabacco e legati in una lunga treccia vengono usati dai medicine-men nordamericani per adescare e intrappolare le intrusioni. Questo metodo è descritto molto bene nel libro di Michael Harner La Via dello Sciamano (ed. Mediterranee) e non lo ripeterò qui, almeno per ora.

La trappola di cera
Molti pensano che lo sciamanismo sia nato durante il neolitico sui monti dell'Altai, in Siberia, e di lì si sia diffuso in tutta l'Asia, l'Europa e poi, con le migrazioni mongoliche, nelle Americhe.
Lo sciamanesimo altaico sarebbe dunque quello primigenio ed è a questo patrimonio di sapienza ancestrale che appartiene il metodo della trappola di cera.

Lo sciamano dispone i suoi oggetti di potere su un tappetino o piccola pelle d'animale sistemata a mo' di altare solitamente a Nord (così almeno nella tradizione siberiana e mongola).

Pone poi una pietra a Est, una Sud e una a Ovest, seguendo il senso del sole. Si crea così un cerchio sacro o ruota di medicina (come viene chiamata in Nordamerica). Lo sciamano disperde fumo sacro (di ginepro o abete, in Siberia, ma vanno benissimo anche la salvia selvatica o altro) nelle 4 direzioni e poi verso il Cielo e la Terra, invoca i poteri delle direzioni e li chiama nel cerchio con i suoi canti di potere e agitando il sonaglio. Nel centro del cerchio (ma a volte in altre posizioni) è posto un braciere che contiene il potere del Fuoco e che deve ardere durante tutto il rituale.



TECNICHE di GUARIGIONE SCIAMANICA

Recupero dell'Animale di Potere
Estrazione delle Intrusioni
Cattura delle Intrusioni
Recupero dell'Anima
La Protezione (Scudi etc.)
Divinazione

Liberare le anime dei morti
Il malato si siede o si sdraia su una pelle di animale o un tappeto all'interno del cerchio. Il rito si svolge di notte, se all'aperto -- in ogni caso al buio rischiarato solo dal braciere e da una candela sull'altare. 
Occorre della cera d'api molto pura che verrà posta in un tegamino di terracotta e fatta fondere sul braciere invocando il potere del Fuoco.
Il profumo della cera fusa attrae gli Spiriti in modo irresistibile.
Per sfruttare questo fatto, lo sciamano, reggendo tra le mani il pentolino pieno di cera bollente, inizia a camminare in cerchio in senso orario intorno al malato. Canta un suo canto di potere per attirare lo spirito in trappola mentre un assistente batte il tamburo.
Il suono del tamburo e il canto incominciano lenti e sommessi per diventare sempre più intensi, mentre lo sciamano continua a girare intorno al paziente finché nella penombra scorge l'intrusione avvicinarsi al pentolino. Aspetta che si tuffi poi nella cera restandone imprigionata come avverrebbe a una mosca.
A questo punto il tamburo diventa molto lento. Lo sciamano si siede accanto al paziente e gli chiede di guardare e di esser pronto a riconoscere il potere che lo tormentava. Poi versa la cera fusa in una ciotola d'acqua. Quando la cera si rapprende a contatto con l'acqua, lo spirito che vi è imprigionato mostra il suo aspetto: la forma assunta dalla cera solidificandosi lo rivela. 
E' importante che non è lo sciamano a doverlo riconoscere, ma il malato.
Ciò lo aiuta a capire l'origine della sua sofferenza e a distaccarsene.

Questa tecnica è specialmente efficace per spiriti molto sfuggenti o pericolosi, per i demoni e anche per forme più gravi di possessione, da parte di anime di morti.

Alla fine del rito lo spirito, se appartiene al mondo di mezzo, viene restituito alla Natura bruciando nel braciere la cera che lo imprigiona. Il vigore e la durata della fiamma daranno una misura del potere dell'intrusione.
Altrimenti la cera può venir seppellita nella terra, specie ai piedi di un albero. 
Se però lo Spirito appartiene al Mondo Inferiore, specialmente se è l'anima di un morto, lo sciamano può decidere di riportarlo giù: una volta nel Mondo Inferiore, forse nella regione chiamata Terra dei Morti, lo libererà dalla cera. 
A volte alcune offerte o libagioni sono necessarie per placare l'anima e assicurarsi che non ritorni nel nostro mondo.

Se lo sciamano non è molto esperto e non sa riconoscere di che spirito si tratta, la scelta migliore è seppellire la cera ai piedi un albero: questo metodo va abbastanza bene in tutti i casi: lo spirito si libererà col tempo e di solito tornerà spontaneamente al luogo cui appartiene. E' meglio comunque scegliere un luogo di sepoltura lontano dalla casa del paziente.


http://www.sciamanesimo.com/tecniche/cattura.html





venerdì 14 febbraio 2014

Castaneda. Don Juan parla di Tonal e Nagual. Il Tonal, per sommi capi, è tutto il conosciuto, ed il Nagual tutto ciò di cui non possiamo dir nulla. Il primo è come un'isola, come una tavola apparecchiata con tutte le cose dentro, è il mondo. Il secondo è tutto ciò che sta intorno all'isola, alla tavola apparecchiata. "Ma allora il Nagual è l'Essere Supremo, Dio?" chiede Carlos. "No. Anche Dio sta sulla tavola. Diciamo che Dio è la tovaglia" risponde don Juan, per il quale Dio è ogni cosa di cui si può pensare. L'uomo alla nascita è totalmente Nagual, poi per vivere in questo mondo sviluppa una parte Tonal che col passare del tempo diviene il padrone, ed ogni qualvolta il Nagual si affaccia, il Tonal con astuzia rappresenta le due parti con due elementi del Tonal: corpo e anima. Gli uomini sono esseri luminosi, bolle di luce, dice don Juan. Per concludere questo saggio riportiamo quanto scrive Carlos alla fine de L'isola del Tonal (pag. 373), a parlare è sempre don Juan: "Questo è il paradosso degli esseri luminosi. Il Tonal di ciascuno di noi è soltanto un riflesso di quell'indescrivibile ignoto che è pieno di ordine; il Nagual di ciascuno di noi è soltanto il riflesso di quell'indescrivibile vuoto che contiene ogni cosa" .

Il Don Juan di Castaneda.

Nel suo ormai classico libro Lo sciamanismo e le tecniche dell'estasi (ed. Mediterranee), Mircea Eliade, nell'introduzione, dopo avere sottolineato come per uno psicologo o uno psichiatra uno sciamano presenti caratteristiche tipiche di psicopatologie a carattere isterico o epilettico, dice chiaro e tondo che "l'assimilazione dello sciamanismo ad una qualsiasi malattia mentale… sembra inaccettabile" (pag. 8 op. cit.). 

Nel capitolo Sciamanismo e psicopatologia, dopo avere riportato il parere di alcuni studiosi che credono esserci forti legami fra malattie mentali e sciamanismo, ribadisce quanto detto nell'introduzione dicendoci che "gli sciamani in apparenza tanto simili agli epilettici e agli isterici danno prova di una costituzione nervosa più che normale: essi riescono a concentrarsi con una intensità sconosciuta ai profani; resistono ai massimi sforzi; controllano i loro movimenti estatici, e così via" (Id. pag. 48).

D'altro lato, in Psicopatologia generale di Karl Jaspers, numerose testimonianze di schizofrenici invitano a non  escludere la possibilità che molti pseudo guru e pseudo mistici possano essere malati mentali. Per smascherarli basta un poco di buon senso ed una acuta osservazione del loro comportamento. Non basta leggerne gli scritti: il contatto personale è fondamentale. Tuttavia, quando da alcuni scritti straripa buon senso e moderazione, possiamo star certi di trovarci davanti a persone cosiddette "normali". Ci rendiamo anche conto che la normalità e la patologia a volte sono divise da una parete sottilissima, tuttavia, non avendo ancora conosciuto la mente umana al cento per cento, essendo tanti i misteri che circondano l'uomo e la sua vera essenza, è meglio essere cauti, e quando si scrive la parola "anormale" o "malato" è consigliabile concedere il beneficio del dubbio.

Abbiamo iniziato con le suddette citazioni per una ragione semplicissima: 
il Don Juan di Castaneda, dal nostro punto di vista, è sia uno sciamano, cioè un uomo di potere, sia un maestro di spiritualità in senso lato.  Egli è un uomo di profonda conoscenza, e per tutto quello che dice e fa, possiamo porlo nella categoria degli anti-psichiatri
mentre tutti gli studiosi della psiche cercano con ogni mezzo di preservare la maschera egoica di ogni loro paziente, Don Juan cerca con ogni mezzo di frantumare tale maschera, per condurre i suoi discepoli alla conoscenza della loro vera identità.

Inquadrare don Juan nelle categorie della Etnologia, non è facile. 
Furio Jesi, nella sua introduzione a L'Isola del tonal di Castaneda, tenta di farlo, ma pur scomodando grandi pernsatori ("Ci si trova di fronte a uno stregone indio che parla come un discepolo di Heidegger… o come un imitatore di Kierkegaard … come un seguace di Dilthey…") non ci riesce. Né, a nostro parere, riesce ad inquadrare il lungo apprendistato di Carlos Castaneda ("Viene spontaneo pensare che Castaneda sia andato in cerca soltanto di quello che aveva già trovato… la propria asocialità tendenziale, il proprio tendenziale gusto del potere personale"). Non si possono liquidare i libri di Castaneda riducendo don Juan ad un briccone bugiardo e Carlos ad un assetato di potere personale. Al di là del fatto letterario non indifferente, al di là del folklore e del romanzo, c'è ben altro. Noi, attraverso una attenta lettura dei testi di don Carlos, tenteremo di conoscere don Juan, cercando di andare oltre la bricconeria e l'eventuale bugia. Cercheremo di capire se fra le pagine di Castaneda sono state nascoste perle di saggezza.

A scuola dallo stregone - una via yaqui alla conoscenza (ed. Astrolabio) è il primo libro di Carlos Castaneda. L'autore, narra di come nell'estate del 1960, quando ancora era studente di Antropologia, si imbatte in don Juan ed inizia con lui un lungo apprendistato. Fin dalle prime battute ci troviamo di fronte ad un uomo estremamente pratico: allorché Carlos gli manifesta il desiderio di voler imparare tutto quello che può, il "vecchio indiano dai capelli bianchi" (è così che lo qualifica per la prima volta) gli fa subito notare che, sì, "la conoscenza è potere" ma che "il potere si basa sul tipo di conoscenza che si ha" aggiungendo: "che senso c'è nel sapere cose inutili?"(pag. 18 op. cit.). 
Queste parole, apparentemente banali, contengono già il senso, la direzione, la traiettoria degli insegnamenti di don Juan: la via della conoscenza comporta la direzione della volontà verso un unico punto, e pertanto tutte le energie devono essere impiegate per la vera conoscenza. Conoscere non è sapere quanto più cose si può, ma sperimentare le cose essenziali della via della conoscenza e la conoscenza stessa
In Deuteronomio VI, 5 è detto: "Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze", e questo è un principio generale della ricerca: chi si lascia distrarre dalle sirene, perde la sua battaglia. Non per nulla don Juan dice a Castaneda che "un uomo va alla conoscenza come va alla guerra, vigile, con timore, con rispetto, e con assoluta sicurezza. Andare alla conoscenza o andare alla guerra in qualsiasi altro modo è un errore, e chiunque lo fa vivrà per rimpiangere i suoi passi" (Op. cit. pag. 42). Da queste ultime parole possiamo capire come  don Juan, ad una via mistica, preferisca una via attiva, eroica: la via del guerriero. Ma come vedremo, tale via non è certo molto diversa dalla più sicura e lenta via mistica, perché vincere se stessi, combattere i propri vizi, sconfiggere il proprio ego è punto di partenza di entrambe le vie. Ed in fin dei conti chiunque vinca se stesso è un eroe, a prescindere dalla via impiegata. Né possiamo pensare che don Juan seguisse la via direttissima, quella che comporta l'uso di sostanze corrosive (droghe, sesso ecc.). Perché, come afferma lo stesso Carlos, la vita di gruppo che conducono i discepoli di don Juan (i toltechi) è molto casta e mira alla completa disintegrazione dell'ego, puntando alla vera essenza dell'uomo. Ed anche perché lo stesso don Juan afferma che l'uso di piante allucinogene non è necessario per acquisire potere e conoscenza, e che a Carlos le ha fatte provare per via della sua cocciutaggine. Né possiamo imputare agli scritti di Castaneda la marea di drogati che li hanno fraintesi: non hanno saputo cogliere il nocciolo degli insegnamenti toltechi.

Come sappiamo tutti, la collera è uno dei problemi di più difficile gestione dell'uomo
Andiamo su di giri per un nonnulla. A questo proposito don Juan afferma che "si va in collera con le persone quando si pensa che i loro atti siano importanti" (pag. 59 op. cit.). Il tutto è ovviamente legato alla stima che ognuno ha di sé, ovvero alla stima di ciò che crede sia la sua vera natura: 
la maschera! A questo proposito, Carlos Castaneda, nel libricino Interviste a Carlos Castaneda - ed. Eretica-stampa alternativa, ci spiega come lui ed un'altra discepola di don Juan andassero in giro per la nazione a lavorare in incognito come persone di fatica presso locali pubblici notoriamente gestiti da cosiddetti piccoli tiranni, cioè gente estramamente prepotente, offensiva, arrogante, grazie ai quali è possibile sbriciolare il proprio ego. Se non è ascetismo questo!

Ma torniamo alla conoscenza. Perché diventi di conoscenza un uomo deve "sfidare e sconfiggere" i suoi quattro nemici naturali: Paura, lucidità, potere e vecchiaia. Quando un uomo si mette sulla via della conoscenza scoprirà che presto i suoi pensieri entreranno in conflitto: quello che impara non corrisponde a quello che immaginava dovesse imparare, ed ecco che nasce la paura e con essa la fuga dai problemi. Per vincere la paura deve sfidarla senza fuggire. Ecco, però, che nel momento in cui vince la paura, compare il secondo nemico: la lucidità. Egli comincia a sentirsi sicuro di sé, sceglie cosa desiderare e come soddisfare tali desideri
Si sente una specie di superman e non dubita più di se stesso. Ciò lo porta ad agire sconsideratamente, e gli dà la convinzione di essere arrivato. Solo nel momento in cui capirà che la lucidità non è la meta, l'avrà vinta. A questo punto il suo desiderio sarà la regola, ed il terzo nemico gli si presenta davanti: il potere. Diventa padrone, crudele e capriccioso: non è più in grado di controllarsi. Se capirà questo avrà vinto il potere, che sarà tenuto sotto controllo. Ecco però che arriva l'ultimo dei nemici: la vecchiaia. Nasce un irresistibile desideerio di riposare. Se si adagia nella stanchezza avrà perso la battaglia. Quindi bisogna affrontare il proprio destino e non fermarsi mai.

Ma il cammino è fatto sia di andare che di strade, e "una strada è solo una strada" dice don Juan a Carlos, ma prima di imboccarne una, aggiunge, bisogna porsi una domanda fondamentale: "questa strada ha un cuore?"  (Id. pag. 87). Bisogna guardare la strada attentamente, metterla alla prova tutte le volte che si vuole. Se la strada ha un cuore, essa è buona, se non ce l'ha, non serve a niente. La strada che ha un cuore procura un viaggio lieto, l'altra "ti farà maledire la tua vita". 
Inoltre un sentiero che ha un cuore è facile e "amarlo non ti costa fatica" (id. pag. 131).

Nel secondo libro di Carlos, Una realtà separata, don Juan ci informa che "ogni uomo è in contatto con tutte le altre cose… attraverso un fascio di lunghe fibre che spuntano dal centro dell'addome". Quest' affermazione apparentemente stramba, costituisce un attacco mortale all'ego ed un implicito invito al rispetto di tutte le cose. L'ego, la più grande bestemmia verso il noi, si illude di essere staccato da ogni altra cosa, e secondo la strategia dell' avere, del possedere, cerca di ingrassarsi fino alla com-prensione di tutte le cose. Ma come ogni palloncino, quando si esagera con la gonfiatura, prima o dopo esplode
L'altro importante aspetto è che, se la teoria di don Juan è vera, anche quando l'ignoranza (intesa come mancanza della vera conoscenza) di una persona fa trascurare l'aspetto illusorio dell'ego, invita comunque al rispetto di ogni cosa ed alla pacificazione col resto del mondo. Se un uomo comprende di essere solo un semplice atomo di un corpo infinito o quanto meno grandissimo, comincerà sicuramente ad avere, prima maggiore considerazione per tutto il suo prossimo, poi per tutto il remoto, ed infine minore considerazione di sé, un ridimensionamento automatico del proprio ego, e tutto anche in assenza di ricerca. Il mondo diventa un enorme teatro dove ci si può divertire, a condizione che si comprenda che tutto ciò che vi accade è follia. Sapendo di essere folli, si può condurre un'esistenza di follia controllata. Insomma, si diventa consapevoli del proprio vero stato di folli. In Una realtà separata (ed. Astrolabio) Carlos fa dire al suo istruttore: "Dobbiamo sapere da prima che i nostri atti sono inutili e tuttavia dobbiamo procedere come se non lo sapessimo. Questa è la follia controllata di uno stregone" (opera appena citata pag. 68). Ma l'immancabile obiezione di Castaneda scatta puntuale: se si agisce sempre con follia controllata, ogni singolo nostro atto diventa falso, insincero. La risposta di don Juan arriva subitanea: "I miei atti sono sinceri, ma sono solo gli atti di un attore". Ma se per voi non conta più nulla, come potete continuare a vivere? Gli chiede Carlos. "Continuo a vivere perché ho la mia volontà.  Ho temprato la mia volontà durante  tutta la vita fino a farla diventare pulita e integra, e ora non mi importa che nulla importi. La mia volontà controlla la follia della mia vita".

Quello di attore è un concetto molto importante se accoppiato a quello di volontà. In sostanza don Juan ha un centro, un nucleo "perfetto" attorno a cui regola tutta la rappresentazione della sua vita. Agire da attore vuol dire recitare di volta in volta, e nel modo migliore possibile, la parte che la vita richiede di rappresentare. Stiamo lavorando sempre su quell'effimero centro di gravità che vorrebbe essere l'ego: spostando l'attenzione sulla volontà la recita annulla ogni gratificazione dell'ego, riducendo questi ad un personaggio inconsistente, ad un fantoccio, ad un bluff.

Piano piano ci stiamo avvicinando al nucleo della conoscenza di don Juan
l'uomo non si riduce ad un ego inconsistente, né al solo corpo-mente, esso in essenza è qualcos'altro.

L'importanza che diamo alle cose e a noi stessi deriva dal fatto - secondo don Juan - che guardiamo le cose nel modo in cui le pensiamo. Ma nel momento in cui riusciamo a vedere, le cose cambiano: non è più possibile pensare le cose che guardiamo. Allora tutto diventa senza importanza e si rimane solo in compagnia della propria follia. Quindi la scoperta della propria follia è una sorta di conseguimento, dopo avere imparato a vedere. In sostanza, don Juan non solo rifiuta di essere etichettato come nichilista da Carlos, ma afferma pure che l'uomo che vede sceglie la parte da recitare solo dopo avere appurato che quella parte (quella via) ha un cuore. Quindi la recita nel migliore dei modi dirigendo la sua attenzione su le cose buone. Un uomo di conoscenza, semplicemente sa che nessuna cosa ha più importanza dell'altra, che tutti gli uomini non vanno da nessuna parte. E' il suo vedere che gli fa capire tutto questo, quindi sceglie un atto da compiere ed agisce come se quell'atto contasse qualcosa, cioè con quella controllata follia che è molto simile al vedere. Insomma, un uomo di conoscenza non pensa, vive agendo.

Quello del vedere è un punto su cui don Juan insiste parecchio. Il mondo come lo si vede comunemente non è come il mondo visto da un uomo di conoscenza. Questo è "un mondo fugace che si muove e cambia". La fisica moderna ha molto studiato le particelle elementari ed ha confermato la dinamicità del mondo, delle cose e dell'uomo. A questo proposito, rileggere le antologie divulgative di F. Capra non farebbe male. Ma torniamo al discorso. In un mondo simile la volontà acquista un'importanza capitale. Ma la volontà dello stregone è "una forza che viene dall'interno e che si attacca al mondo esterno" (Id. pag. 130). Quanto al vedere, esso permette di vivere in un mondo sempre fresco, nuovo, incredibile ed impensabile perché mai accaduto prima.

Un'altra cosa importante su cui don Juan si sofferma è la sospensione del discorso interiore. Parlando a noi stessi non facciamo altro che mantenere il mondo così come lo abbiamo pensato. Smettendo di parlare a noi stessi invece, noi riaccendiamo il mondo, gli ridiamo vita.

Per il guerriero di don Juan le battaglie sono tante, anzi, non finiscono mai.   
Una di queste è la "riduzione dei desideri": 
"E' il volere che ci rende infelici.  Eppure, se imparassimo a ridurre a nulla i nostri desideri, la più piccola cosa che otterremmo sarebbe un vero regalo" (Id. pag. 125). 
Ancora una volta si combatte contro l'ego, perché solo la persona, la maschera è convinta di avere continuità nel tempo. L'apparato egoico crea traiettorie temporali inesistenti: 
al fine di alimentare l'illusione della propria esistenza e continuità, ecco quindi che con l'immaginazione crea un futuro che lo vede protagonista e cerca in tutti i modi di realizzarlo. E siccome l'immaginazione così usata è una serva fedele di Maya, riesce a creare l'illusione, la magia: un futuro pensato diventa un futuro incarnato in un falso presente. Sì, falso, perché quello vero, spontaneo, fresco, libero da zavorre, da possesso, da maschere, viene perso irrimediabilmente. Il desiderio crea una fuga in avanti che da un lato ingrassa il personaggio e dall'altro mortifica l'attore. E' il personaggio che desidera, non l'attore, che rimane sempre ben consapevole delle sue illimitate possibilità di calarsi in tutti i personaggi immaginabili. Ma a questo punto sorge spontanea la domanda: chi è l'attore? Esso è l'uomo totale, l'uomo di conoscenza, il tolteco, come lo chiama don Juan. Tolteco è chi è impeccabile e senza macchia, chi conosce il suo doppio, chi conosce l'arte del sognare, chi sa vedere, chi conosce la vera essenza dell'uomo: l'uovo di luce che lo avvolge, chi conosce la sua parte destra e la sua parte sinistra
il Tonal e il Nagual, chi riesce a trasformare la consapevolezza in fuoco dal profondo, chi conosce le emanazioni dell' aquila, ecc.  A volte, per il suo pittoresco vocabolario don Juan ci ricorda Paracelso, il medico alchimista che si prendeva gioco dei dotti ignoranti medici del suo tempo, riuscendo a guarire grazie ad una saggezza profonda e strana. Quello stesso Paracelso a cui Carl Gustav Jung ha dedicato alcuni saggi nella sua opera. Don Juan sembra possedere davvero la saggezza di cui parla, e secondo noi ha regalato a Carlos Castaneda alcune perle di essa. Un mondo fatto di campi di energia anziché di oggetti, ci stuzzica… Questo breve saggio non consente certo di fare uno studio approfondito di tutto quanto ha detto don Juan, pertanto rimandiamo l'interessato alle opere di Castaneda se volesse saperne di più. Qui ci limitiamo all'essenziale.

Un'altra delle cose essenziali è per esempio l'interruzione della storia personale. Don Juan insiste tanto su questo punto. Bisogna diventare imprevedibili e non una cosa scontata, perché le persone, coi loro pensieri, creano legami con chi è scontato. Per tradurlo in termini psicanalitici, esse proiettano le loro aspettative sulla persona di cui conoscono le reazioni e i pensieri, e così facendo rafforzano i comportamenti dell' altro. Questo va a braccetto con l'invito a non creare abitudini (in questo caso è la stessa persona che rafforza i suoi comportamenti automatici) e quello a diventare inaccessibili (nel qual caso il guerriero-cacciatore deve sfiorare il mondo, lievemente, lasciando appena un segno).

 La consapevolezza, su cui don Juan si sofferma spesso non va esercitata solo nello stato di veglia, ma anche in quello di sonno: occorre diventare consapevoli di star sognando. "Una volta che ha imparato a sognare il doppio, l'io arriva al suo bivio fatale, e viene il momento in cui ci si rende conto che è il doppio che sogna l'io" (L'isola del Tonal - Bur - pag. 124). Noi siamo solo un sogno sognato dal nostro doppio. Una simile teoria (esposta da don Juan con la sicurezza tipica di chi sa quel che dice) ci potrebbe far capire perché mai negli onirodrammi (rappresentazioni "teatrali" di sogni) avviene che gli "attori - provocatori" riescano a toccare corde note solo al sognatore
la rappresentazione diventa "sogno reale" perché guidata dal doppio di tutti i partecipanti. 
E' ovvio che la parte di "attori-provocatori" spetta solo a persone di estrema sensibilità che hanno lavorato su se stesse, che hanno da tempo smascherato il proprio ego e che intuiscono di essere non solo corpo-mente.

Ma il pensiero di don Juan va oltre i confini della "stregoneria", dello sciamanismo, della "magia". 
Esso diventa anche filosofico. Ciò accade quando il maestro di Carlos parla di Tonal e Nagual
Il Tonal, per sommi capi, è tutto il conosciuto, ed il Nagual tutto ciò di cui non possiamo dir nulla
Il primo è come un'isola, come una tavola apparecchiata con tutte le cose dentro, è il mondo
Il secondo è tutto ciò che sta intorno all'isola, alla tavola apparecchiata
"Ma allora il Nagual è l'Essere Supremo, Dio?" chiede Carlos. 
"No. Anche Dio sta sulla tavola. Diciamo che Dio è la tovaglia" risponde don Juan, per il quale Dio è ogni cosa di cui si può pensare. L'uomo alla nascita è totalmente Nagual, poi per vivere in questo mondo sviluppa una parte Tonal che col passare del tempo diviene il padrone, ed ogni qualvolta il Nagual si affaccia, il Tonal con astuzia rappresenta le due parti con due elementi del Tonal: corpo e anima.

Riportiamo solamente questa concezione, senza approfondirla, perché i limiti di questo breve saggio non ce lo consentono. Certo è un concetto stimolante, che il lettore può ampliare per proprio conto.

Gli uomini sono esseri luminosi, bolle di luce, dice don Juan. Per concludere questo saggio riportiamo quanto scrive Carlos alla fine de L'isola del Tonal (pag. 373), a parlare è sempre don Juan: "Questo è il paradosso degli esseri luminosi. Il Tonal di ciascuno di noi è soltanto un riflesso di quell'indescrivibile ignoto che è pieno di ordine; il Nagual  di ciascuno di noi è soltanto il riflesso di quell'indescrivibile vuoto che contiene ogni cosa" . 

Grazie, Natale Missale.


Testi di Castaneda consultati:

-          A scuola dallo stregone

-          Una realtà separata

-          Viaggio a Ixitlan

-         L'isola del Tonal

-         Il secondo anello del potere

-         Il dono dell'aquila

-         Il fuoco dal profondo

-          Il potere del silenzio

-         L'arte di sognare.


Altri autori


-    Victor Sanchez - Gli insegnamenti di don Carlos - Punto d'incontro

-    Interviste a Carlos Castaneda - Stampa alternativa

-    Mircea Eliade -Lo sciamanismo e le tecniche dell'estasi - Mediterranee.

http://www.taozen.it/saggi/donjuan.htm




nella prospettiva dell'evoluzione, gli ostacoli e tutte le situazioni di sofferenza sono veri regali, perché ci regalano occasioni incredibili. E' una cosa su cui mi sono sentito 'vibrare' qualche giorno fa, non mi ricordo se leggendo una cosa di Aurobindo o di Aivanhov.

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