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sabato 26 novembre 2016

Norbert Wiener. Abbiamo modificato così radicalmente il nostro ambiente che adesso dobbiamo modificare noi stessi per sopravvivere nell'ambiente nuovo.

Abbiamo modificato così radicalmente il nostro ambiente
che adesso dobbiamo modificare noi stessi
per sopravvivere nell'ambiente nuovo.
Il 26 novembre 1894 nasceva Norbert Wiener



venerdì 12 settembre 2014

Vygotskij. I problemi dell'educazione saranno risolti soltanto quando lo saranno anche quelli della struttura sociale. Ogni tentativo di costruzione degli ideali educativi in uno Stato socialmente contraddittorio è un'utopia poiché,l'unico fattore educativo che stabilisce le nuove reazioni del bambino è l'ambiente sociale e, fino a quando esso nasconderà in sé contrasti insolubili, questi provocheranno delle crepe nell'educazione sorta con i migliori intenti e animata dalle migliori intenzioni.



I problemi dell'educazione saranno risolti soltanto quando lo saranno anche quelli della struttura sociale. Ogni tentativo di costruzione degli ideali educativi in uno Stato socialmente contraddittorio è un'utopia poiché,l'unico fattore educativo che stabilisce le nuove reazioni del bambino è l'ambiente sociale e, fino a quando esso nasconderà in sé contrasti insolubili, questi provocheranno delle crepe nell'educazione sorta con i migliori intenti e animata dalle migliori intenzioni. 
Vygotskij




mercoledì 23 luglio 2014

venerdì 18 luglio 2014

David Cooper. "La morte della famiglia". Le strutture alienanti della famiglia vengono riprodotte ovunque: ufficio, scuola, università, chiesa, partito, esercito, ospedale. A loro volta queste strutture sociali proseguono l'opera intrapresa dalla famiglia, che mira a produrre la "normalità" e le basi del conformismo."


La psichiatria clinica è solo una piccola parte di un vasto sistema di violenza, di tecniche normalizzanti, che iniziano nella famiglia, strumento principale dello stato borghese per promuovere il conformismo, continuano nella scuola elementare, in quella secondaria e nelle università, allo scopo di produrre, e poi riprodurre, una catena di montaggio infinita di creature industriose, identiche che lavorano tutte per un qualche scopo che si è da tempo perso di vista e che, in ogni caso, non fu mai molto visibile.
David Cooper,  “La grammatica del vivere”


Le strutture alienanti della famiglia vengono riprodotte ovunque: ufficio, scuola, università, chiesa, partito, esercito, ospedale. A loro volta queste strutture sociali proseguono l'opera intrapresa dalla famiglia, che mira a produrre la "normalità" e le basi del conformismo."
David Cooper, "La morte della famiglia"


Il potere della famiglia risiede nella sua funzione di mediazione sociale.
Esso consolida il potere effettivo della classe dirigente in qualsiasi tipo di società basata sullo sfruttamento, fornendo ad ogni istituzione sociale una formula paradigmatica facilmente manovrabile.
Il modulo familiare viene ripetuto nelle strutture sociali della fabbrica, dei sindacati, della scuola, delle società commerciali, della chiesa, dei partiti politici, dell'apparato governativo, delle forze armate, degli ospedali, dei manicomi e così via.
Per dirla in termini freudiani, ciascuno di noi trasferisce parte della propria originaria esperienza familiare (vissuta nella famiglia di origine), nella "famiglia di procreazione" (moglie e figli) e nell'ambito del lavoro, qualunque esso sia.
David Cooper, "La morte della famiglia"







Non è tanto l'idea di famiglia che aliena quanto il portare nella famiglia (o costruirla sulla base di) complessi irrisolti.




Una curiosità a proposito del "complesso". Pare che inizialmente Jung utilizzasse il termine "sub-personalità" (poi ripreso da Roberto Assagioli in psicosintesi). Tuttavia Jung affermò che il termine che preferiva, in quanto più adeguato, era "demone".......
“Jung giunge a parlare dei demoni in relazione alla sua teoria dei complessi autonomi e delle proiezioni. "
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.minella.info%2F2011%2F09%2Fvincere-il-male-la-lotta-contro-demoni&h=kAQG0M6vQ
Demoni, complessi e archetipi 



sabato 28 giugno 2014

Janine Puget. La psicoanalisi è nata sotto l'egida di un'ideologia borghese in cui prevaleva l'ipotesi di una realtà psichica costruita all'interno della relazione madre, padre, bambino. Quest'ipotesi poggiava su una teoria pulsionale, rispetto alla quale l'influenza del contesto sociale appariva secondaria. Ma è possibile pensare che la realtà sociale esterna, il non-io, non abbia rappresentazione nella realtà psichica?


"La psicoanalisi è nata sotto l'egida di un'ideologia borghese in cui prevaleva l'ipotesi di una realtà psichica costruita all'interno della relazione madre, padre, bambino. Quest'ipotesi poggiava su una teoria pulsionale, rispetto alla quale l'influenza del contesto sociale appariva secondaria. Ma è possibile pensare che la realtà sociale esterna, il non-io, non abbia rappresentazione nella realtà psichica?"
[...] "Riconoscere l'influenza del contesto sociale sulll'apparato psichico e sul setting terapeutico e scoprirne la rappresentazione mentale non è un approccio adottato facilmente dalla teoria psicoanalitica, per diverse ragioni. D'altro canto, in Argentina, sono ormai numerosi gli psicoanalisti impegnati nell'elaborazione di modelli teorici sugli effetti psicologici della repressione politica durante la dittatura." (pagg. 2 e 3).

Janine Puget, Stato di minaccia e psicoanalisi, in: Violenza di stato e psicoanalisi, di J,Puget, R.Kaes e altr*. 1989 Parigi,ed.it.1994.



sabato 7 giugno 2014

Lex Spoletina. Le aree protette non sono un'invenzione moderna. Per gli etruschi e per i latini la sacralità delle campagne , dei boschi, delle spelonche e dei monti veniva comunemente sancita dalla credenza che in quei luoghi abitassero dei o dee particolari cioè con particolari caratteristiche che andavano a definire delle specifiche capacità di protezione verso i luoghi o le persone che frequentassero i luoghi stessi. Il riconoscimento di sacralità di un luogo da parte di una comunità antica era collegato alla percezione della importanza che rivestiva oppure avrebbe rivestito quel luogo per la collettività. La Lex Spoletina è un ceppo di pietra calcarea quadrangolare, incisa in latino arcaico e riporta la prima legge ecologista della storia (III sec. a.C.) Da essa ha preso spunto l’odierna legislazione sulla aree protette.


Le aree protette non sono un'invenzione moderna.
Per gli etruschi e per i latini la sacralità delle campagne , dei boschi, delle spelonche e dei monti veniva comunemente sancita dalla credenza che in quei luoghi abitassero dei o dee particolari cioè con particolari caratteristiche che andavano a definire delle specifiche capacità di protezione verso i luoghi o le persone che frequentassero i luoghi stessi.
Il riconoscimento di sacralità di un luogo da parte di una comunità antica era collegato alla percezione della importanza che rivestiva oppure avrebbe rivestito quel luogo per la collettività.
La Lex Spoletina è un ceppo di pietra calcarea quadrangolare, incisa in latino arcaico e riporta la prima legge ecologista della storia (III sec. a.C.)
Da essa ha preso spunto l’odierna legislazione sulla aree protette.




http://www.forestaliditalia.it/ufdi-cfs%20lex-luci.html

domenica 20 aprile 2014

Thomas Moore. Ci vuole anima per percepire l'anima. E' abbastanza facile abbattere una sequoia per costruire una casa. Ma ci vuole fantasia e immaginazione per vedere la sacralità della sequoia, per rendersi conto della sua età, della sua vulnerabilità in una società affamata di edifici materiali e della sua naturale bellezza. Quando lasciamo fluire le fantasie, la sacralità delle cose comuni torna evidente. C'è davvero relazione fra anima e religione, fra psicologia e consapevolezza religiosa; senza la fantasia piena di anima, tutto è profano e mondano. Con l'anima viene il rispetto per le cose comuni, perché esse hanno un grande impatto sullo spirito umano.


Ci vuole anima per percepire l'anima. E' abbastanza facile abbattere una sequoia per costruire una casa. Ma ci vuole fantasia e immaginazione per vedere la sacralità della sequoia, per rendersi conto della sua età, della sua vulnerabilità in una società affamata di edifici materiali e della sua naturale bellezza. Quando lasciamo fluire le fantasie, la sacralità delle cose comuni torna evidente. C'è davvero relazione fra anima e religione, fra psicologia e consapevolezza religiosa; senza la fantasia piena di anima, tutto è profano e mondano. Con l'anima viene il rispetto per le cose comuni, perché esse hanno un grande impatto sullo spirito umano.
Thomas Moore: Pianeti interiori , l'astrologia psicologica di M. Ficino 



domenica 30 marzo 2014

domenica 13 gennaio 2013

Arnold Gehlen. L’uomo. La sua natura e il suo posto nel mondo.



Arnold Gehlen. L’esonero dalla pressione degli stimoli.
“Il piccolo umano è aperto in alta misura agli stimoli, perché il mondo percettivo dell’uomo non si restringe, come quello animale, a pochi contenuti selezionati e istintualmente rilevanti. Se dunque ci troviamo di fronte a una marea di impressioni non delimitata da opportunità biologiche – quale è consona a un essere non specializzato, - ci troviamo anche di fronte al conseguente ‘compito’ di padroneggiarla; al compito cioè di un’attività nei confronti del mondo che s’impone attraverso i nostri sensi. Questa consiste di tante attività comunicative ed esaustive, ‘prive’ di un diretto valore di soddisfacimento istintuale, il risultato delle quali è da definirsi «esperienza». Ciò accade in azioni sensomotorie […]. I contenuti dell’illimitatamente aperta sfera mondana sono affrontati in un vivo rapporto di comunicazione che coinvolge tutti i sensi dell’uomo e si esplica in riavvertiti movimenti non suscitati da bisogni. Se definiamo «comunicative» queste azioni, ciò significa che in esse non tanto si profila l’utile vitale, quanto invece la vitalità del rapporto con tali contenuti, la fecondità e il continuo arricchirsi del «potere» e del poter disporre, l’«esonero», cioè l’affrancamento dalla pressione di stimoli interni e esterni, allo stesso modo che solo nel «trasferirsi» in un’altra cosa, proprio di ogni comunicazione, si dischiudono il mondo dei fatti e la ricchezza delle cose; i quali altresí si dischiudono in quelle azioni che continuamente aumentano, sviluppano e mettono in luce questa ricchezza. ‘Oggettività’ significa questo: porre in valore le cose in un rapporto scevro da bisogni.
ARNOLD GEHLEN (1904 - 1976), “L’uomo. La sua natura e il suo posto nel mondo”(1978), introd. di Karl-Siegbert Rehberg, trad. di Carlo Mainoldi, Feltrinelli, Milano 1983, Parte seconda ‘Percezione, movimento, linguaggio’, 26. ‘Ricapitolazione dei fondamenti del linguaggio’, p. 275.


“Das mennchlische Kind ist in hohem Grade reizoffen, weil die Wahrnehmungswelt des Menschen nicht wie die tierische auf wenige ausgelesene, triebwichtige Inhalte eingeengt ist. Haben wir also eine solche biologisch-zweckmäßig nicht eingegrenzte Eindrucksüberflutung, wie sie einem nichtspezialisierten Wesen entspricht, so haben wir auch die daraus folgende ‘Aufgabe’ einer Bewältigung derselben, d. h. einer akiven Tätigkeit gegenüber der sinnlich andringenden Welt. Diese besteht in kommunikativen und erledigenden Tätigkeiten ‘ohne’ unmittelbaren Triebbefriedigungswert, deren Resultat «Erfahrung» genannt warden muß . Es gibt einen von uns nachgezeichneten Aufbau sensomorischer Aktionen, in denen dies geschieht; in selbstempfundenen, bedürfnislosen Bewegungen erfolgt eine lebendig umgehende, über alla Sinne des Menschen sich erstreckende Auseinandersetzung mit den Inhalten der unbegrenzt offenen Weltsphäre. wenn diese Aktionen «kommunikativ» genannt warden, so bedeutet dies vor allem: nicht der vitale Nutzen, sondern die Lebendigkeit des Umgangs, die Fruchtbarkeit stets neu bereicherten Könnens und Verfügenkönnens, die «Entlastung» vom inneren und äußeren Reizdruck erscheinen darin ebenso, wie das in jeder Kommunikation steckende «Sichversetzen» inein anderes erst di Welt der Tatsachen und die Fülle der Dinge aufschlie t auch noch in Handlungen, die diese Fülle immerfort vermehren, entwickeln und erscheinen lassen. ‘Objektivität ‘ ist diese Seite, die Dinge im bedürfnislosen Umgang zur Geltung kommen zu lassen.”
ARNOLD GEHLEN, “Der Mensch. Seine Natur und seine Stellug in der Welt” (Akademische Verlagsgesellschaft Athenaion, Wiesbaden 1978), in ID., “Gesmtausgabe”, Herausgegeben von Karl-Siegbert Rehberg, Bd. 3., Vittorio Klostermann, Frankfurt am Main, Teilband 1, II. Teil. ‘Wahrnehmung, Bewegung, Sprache’, 26. ‘Wiederholung der Sprachgrundlage’, S. 276 - 277.

sabato 8 dicembre 2012

Rio delle Amazzoni. Raoni Metyktire, capo della tribù Kayapó, è scoppiato apertamente in lacrime, quando la costruzione della diga e della centrale idroelettrica di Belo Monte, in Amazzonia, ha ottenuto anche il via libera dell’agenzia brasiliana per l’ambiente. Ora i lavori possono iniziare. Sarà il terzo più grande impianto del mondo per la produzione di energia idroelettrica.


maurizio

La foto sta facendo il giro del mondo. Raoni Metyktire, capo della tribù Kayapó, è scoppiato apertamente in lacrime, quando la costruzione della diga e della centrale idroelettrica di Belo Monte, in Amazzonia, ha ottenuto anche il via libera dell’agenzia brasiliana per l’ambiente. Ora i lavori possono iniziare.
Sarà il terzo più grande impianto del mondo per la produzione di energia idroelettrica. Il territorio abitato dalle popolazioni indigene verrà profondamente sconvolto, e sconvolto risulterà anche il loro modo di vivere, profondamente legato alla natura e a ciò che essa offre.
Il Brasile, evidentemente, non ha imparato la lezione della Cina, dove la diga delle Tre Gore sul fiume Yangtze – l’impianto idroelettrico più grande del mondo – ha creato, per ammissione del Governo, problemi ambientali e sociali più gravi del previsto. Si sospetta addirittura che abbia modificato il clima locale, innescando una grave siccità. A Belo Monte le imprese contano di iniziare i lavori entro questo mese: ma saranno mai portati a termine? 
Perchè la tribù Kayapó è sul sentiero di guerra. E non è più sola.
La diga di Belo Monte sbarrerà il fiume Xingu, un affluente del Rio delle Amazzoni. 
Il Brasile conta di ricavarne il 6% del suo fabbisogno di elettricità e ne fa un’imprescindibile questione di sviluppo.
Verranno allagati 500 chilometri quadrati di foresta e il fiume, per un tratto di 150 chilometri, sarà trasformato in un acquitrino stagnante. Circa 40.000 persone dovranno far fagotto; cambierà la vita delle tribù che vivono di pesca. Proprio per questo i nativi sono determinati a impedire la costruzione della diga. Ne parla diffusamente Amazon Watch, dando conto della riunione – definita storica – di 320 rappresentanti delle 18 tribù che vivono nel bacino dello Xingu e anche più lontano.
Ciò che mi muove nelle viscere, ...e che mi fa vergognare di far parte della cultura occidentale, è la reazione del capo della comunità Kayapo quando ha saputo della decisione, il suo gesto di dignità e di impotenza di fronte all'avanzata del progresso capitalista, moderno predatore di civiltà e che non rispetta le differenze. . .
Ma sappiamo che una immagine vale mille parole, mostrando la realtà del prezzo reale della nostra borghese "qualità della vita". Per il fabbisogno di radical chic muore un intero ecosistema e la popolazione residente!!!!!



Que cette image fasse le tour du monde.


Pendant que les magazines et les chaînes de télévision parlent de la vie des célébrités, le Chef de la Tribu des Kayapo a reçu la pire nouvelle de sa vie : Dilma, la présidente du Brésil, a donné son 
approbation pour la construction d'une énorme centrale hydroélectrique (la 3ème plus grande au monde).
C'est la sentence de mort pour tous les peuples vivan
t près du fleuve, car le barrage inondera environ 400 000 hectares de forêt. Plus de 40 000 Indiens devront trouver de nouveaux endroits où vivre. La destruction de l'habitat naturel, la déforestation et la disparition de plusieurs espèces sont des faits !

Nous savons qu'une image vaut mille mots, et montre le véritable prix à payer pour la "qualité de vie" de nos modes de vie dit "modernes"
Il n'y a plus dans notre monde de place pour ceux qui vivent différemment, que tout doit être aplani, que chacun, au nom de la mondialisation, doit perdre son identité, sa façon de vivre.
Je vous en prie si cela vous indigne, transférez ce message et faites-le parvenir à tous ceux que vous connaissez
Merci pour la vie et la bio diversité

sabato 24 marzo 2012

Stephen Hawking. L'intelligenza è la capacità di adattarsi al cambiamento

ॐ Open Your Mind ॐ

L'intelligenza è la capacità di adattarsi al cambiamento
Stephen Hawking

Giovanna Ronzoni:
L'intelligenza vera è produrre il cambiamento


Alla gente che mi chiede se fu dio a creare l’universo, rispondo che la domanda in sé non ha senso. 
Il tempo non esisteva prima del big bang, quindi non c’era un tempo in cui dio potesse creare l’universo, è come chiedere indicazioni stradali per il confine della Terra: la Terra è una sfera, non ha i bordi di una tavola, dunque cercarli sarebbe assolutamente inutile. Ciascuno di noi è libero di credere ciò che vuole. Dal mio punto di vista la spiegazione più semplice è che non ci sia alcun dio, nessuno ha creato l’universo e nessuno decide il nostro destino. Questo mi porta a una rivelazione profonda: probabilmente non esiste il paradiso né una vita ultraterrena, abbiamo solo questa vita per apprezzare il grande disegno dell’universo, e io di questa vita sono estremamente grato.
Stephen Hawking

Il papa ci disse che era giustissimo studiare l'evoluzione dell'universo dopo il big bang, ma che non dovevamo cercare di penetrare i segreti del big bang stesso perché quello era il momento della Creazione e quindi l'opera stessa di Dio. Fui lieto che il papa non sapesse quale argomento avessi trattato poco prima nella mia conferenza al convegno: la possibilità che lo spazio-tempo fosse finito ma illimitato, ossia che non avesse alcun inizio, che non ci fosse alcun momento della Creazione, io non provavo certamente il desiderio di condividere la sorte di Galileo, pur essendo legato a lui da un forte senso di identità, dovuto in parte alla coincidenza di essere nato esattamente 300 anni dopo la sua morte!
Stephen Hawking




Esatto, in realtà presente, passato e futuro non esistono,o meglio coesistono in un unico istante più piccolo del tempo di Plank (che è la unità temporale più piccola scientificamente misurabile: 3 alla -44 secondi), questo perchè il nostro universo è di natura olografica.



Physicist Stephen Hawking in Gravità zero. Un regalo che gli fece la NASA .


venerdì 2 marzo 2012

giovedì 1 marzo 2012

Hillman. Il codice dell'anima. Poiché le teorie psicologiche della personalità e del suo sviluppo sono così fortemente dominate dalla visione “traumatica” degli anni infantili, la messa a fuoco dei nostri ricordi o il linguaggio con cui raccontiamo la nostra storia sono a priori contaminati dalle tossine di tali teorie. E’ possibile, invece, che la nostra vita non sia determinata tanto dalla nostra infanzia, quanto dal modo in cui abbiamo imparata a immaginarla. I guasti non ci vengono tanto dai traumi infantili , bensì – è quanto si sostiene in questo libro – dalla modalità traumatica con cui ricordiamo l’infanzia come un periodo di disastri arbitrari e provocati da cause esterne che ci hanno plasmati male.

Poiché le teorie psicologiche della personalità e del suo sviluppo sono così fortemente dominate dalla visione “traumatica” degli anni infantili, la messa a fuoco dei nostri ricordi o il linguaggio con cui raccontiamo la nostra storia sono a priori contaminati dalle tossine di tali teorie. E’ possibile, invece, che la nostra vita non sia determinata tanto dalla nostra infanzia, quanto dal modo in cui abbiamo imparata a immaginarla. I guasti non ci vengono tanto dai traumi infantili , bensì – è quanto si sostiene in questo libro – dalla modalità traumatica con cui ricordiamo l’infanzia come un periodo di disastri arbitrari e provocati da cause esterne che ci hanno plasmati male.
James Hillman, Il codice dell'anima



Non condivido questa asserzione di Hilmann, mi sembra molto forzata ..poco credibile, annullerebbe tutte la pedagogia nera di cui é pieno il mondo. Un'asserzione come quella che egli fa "che la nostra vita non sia determinata tanto dalla nostra infanzia, quanto dal modo in cui abbiamo imparata a immaginarla" significa dire "e per i fatti peggio per loro": non tutti sono resilienti, anzi ritengo che siano pochi coloro che riescono a superare storie infantili drammatiche! E' molto più verosimile, invece quanto dice Winnicot psicanalista di scuola inglese, a mio avviso giustamente e cioè "Ritengo sia utile dividere il mondo in due categorie di persone. Ci sono quelle che nell'infanzia non sono state abbandonate e che in un certo senso sono candidate a godere della vita. Ma vi sono anche coloro che hanno vissuto esperienze traumatiche, come l'abbandono da parte dell'ambiente e che devono sopportare tutta la vita il peso del ricordo della situazione in cui si trovavano al momento del trauma . Costoro sono candidati a una vita burrascosa, a tensioni e probabilmente alla malattia". Non dico che non si possa uscire dall'ergastolo della memoria, ma è molto difficile. Hilmann a volte va proprio preso con le pinze, lo considero a tratti più letterato, poeta, che vero conoscitore delle vicende umane.



Rosanna concordo con la teoria di Winnicot e anche in parte con Hillman, le mescolo volentieri perchè è vero che è l'immagine personale e non l'accaduto in sè che a volte lascia traumi e microtraumi, da qui l'importanza della rielaborazione da parte degli adulti educatori di quel passaggio particolare sempre e in assenza di essi una ricerca di trasformazione adulta facendosi aiutare a ritrovare il passaggio interrotto così bruscamente che ha lasciato il segno e che non permette di vivere appieno la propria vita......belle riflessioni, grazie




Infatti, ognuno proiettando se stesso può riconoscersi o no ... 
a patto di non confondere soggettività con oggettività!!



Un giorno l'apprendista Carlos Castaneda, accenna al suo insegnante don Juan della possibilità che le vicende infantili abbiano una influenza sulle sue condotte di adulto. Don Juan dà questa risposta fulminante: "Non ha importanza come si è stati allevati! Ciò che determina il modo in cui viviamo, e muoriamo, é il "potere personale". Il "potere personale" corrisponde al "Sé transpersonale" di assagioliana memoria.Ciò a dire che gli uomini di Conoscenza dell'Antico Messico avevano anticipato, di svariati millenni, gli assunti della Psicologia Transpersonale.



comunque lo spieghi, tutto è riconducibile al simbolo!



E' proprio questo il succo del discorso: 
l'impotenza, e supponenza, della ragione (spiegazioni e ragionamenti). 
Il problema è riuscire a rinunciare, alla ragione, ed adoperare l'intelligenza che é sensibile ai simboli, ed anche al dialogo euristico (filosofare). Nel prossimo post un simbolo (mandala) che la "attrae", invariabilmente, come attestano tre anni di sperimentazione (fatta in casa bricoleur).




Lo stesso Jung raccomandava: "Studiate bene le vostre teorie, ma mettetele da parte quanto vi trovate di fronte al mistero dell'animo umano".




La verità è ovunque nelle nostre Unicità. Il resto è statistica.


Dice bene Nadia, viviamo "statisticamente" pilotati da algoritmi in quello che Guénon definì "Il regno della quantità". Scaricabile in PDF (raccomandato!!!)


René Guénon
IL REGNO DELLA QUANTITÀ E I SEGNI DEI TEMPI.
http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/reneguenon/regnotempi.pdf


E' proprio l' "intelligenza" (non il ragionamento, non l'emozione) che ci permettere di percepire l' "unicità", che é il "conosci te stesso" socratico. In greco l'intelligenza é "gnosi" o, anche "epìnoia" (la salvifica e "luminosa" epinoia dei testi gnostici).







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