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lunedì 22 settembre 2014

Tom Lehrer. La satira politica è diventata obsoleta da quando Henry Kissinger si è aggiudicato il Nobel per la Pace

"Gli intellettuali sono i primi a fuggire,
subito dopo i topi,
e molto prima delle puttane."
Vladimir Majakovskij

"La satira politica è diventata obsoleta da quando Henry Kissinger si è aggiudicato il Nobel per la Pace."
Tom Lehrer

“In America, in questo periodo della storia del mondo, una stampa indipendente non esiste.
Lo sapete voi e lo so pure io.
Non c’è nessuno di voi che oserebbe scrivere le proprie vere opinioni, e già sapete anticipatamente che se lo facesse esse non verrebbero mai pubblicate.

Io sono pagato un tanto alla settimana per tenere le mie opinioni oneste fuori dal giornale col quale ho rapporti.
Altri di voi sono pagati in modo simile per cose simili, e chi di voi fosse così pazzo da scrivere opinioni oneste, si ritroverebbe subito per strada a cercarsi un altro lavoro.
Se io permettessi alle mie vere opinioni di apparire su un numero del mio giornale, prima di ventiquattr’ore la mia occupazione sarebbe liquidata.

Il lavoro del giornalista è quello di distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza, e di vendere il proprio paese e la sua gente per il suo pane quotidiano.
Lo sapete voi e lo so pure io.
E allora, che pazzia è mai questa di brindare a una stampa indipendente?

Noi siamo gli arnesi e i vassalli di uomini ricchi che stanno dietro le quinte. Noi siamo dei burattini, loro tirano i fili e noi balliamo.
I nostri talenti, le nostre possibilità, le nostre vite, sono tutto proprietà di altri.
Noi siamo delle prostitute intellettuali.“
John Swinton, redattore-capo del NYT - 1880




Straordinariamente attuale!Come non rammentare Federico De Roberto quando ne "I Vicerè" fa dire a Consalvo Uzeda «La storia è una monotona ripetizione; gli uomini sono stati, sono e sa- ranno sempre gli stessi. Le condizioni esteriori mutano; certo tra la Sicilia di prima del Sessanta, ancora quasi feudale, e questa d’oggi pare ci sia un abisso; ma la differenza è tutta esteriore."



sabato 24 agosto 2013

Douglas Jerrold. Anche i mestieri più brutti hanno i loro lati piacevoli. Per esempio, se fossi un becchino o persino un boia, ci sono alcune persone per le quali lavorerei con vero entusiasmo




Anche i mestieri più brutti hanno i loro lati piacevoli. Per esempio, se fossi un becchino o persino un boia, ci sono alcune persone per le quali lavorerei con vero entusiasmo.
Douglas Jerrold



Andrea Bartolomei:

Mbè, lui se ne intendeva ... di "lavori sporchi": divenne un giornalista ... "professionista" !!!


domenica 23 giugno 2013

John Swinton. IL LAVORO DEL GIORNALISTA CONSISTE NEL DISTRUGGERE LA VERITÀ, mentire su tutto, pervertire, diffamare, prostrarsi ai piedi della ricchezza e vendere il proprio paese in cambio del pane quotidiano. Lo sapete voi e lo so io, quindi cos'è questa follia di brindare a una stampa indipendente? NOI SIAMO GLI STRUMENTI E I SERVITORI DEI RICCHI CHE STANNO DIETRO LE QUINTE. SIAMO I BURATTINI, LORO TIRANO I FILI E NOI BALLIAMO. I NOSTRI TALENTI, LE NOSTRE OPPORTUNITÀ E LE NOSTRE VITE SONO PROPRIETÀ DI ALTRE PERSONE. SIAMO DELLE PROSTITUTE INTELLETTUALI.

IL LAVORO DEL GIORNALISTA CONSISTE NEL DISTRUGGERE LA VERITÀ, mentire su tutto, pervertire, diffamare, prostrarsi ai piedi della ricchezza e vendere il proprio paese in cambio del pane quotidiano.
Lo sapete voi e lo so io, quindi cos'è questa follia di brindare a una stampa indipendente?
NOI SIAMO GLI STRUMENTI E I SERVITORI DEI RICCHI CHE STANNO DIETRO LE QUINTE. SIAMO I BURATTINI, LORO TIRANO I FILI E NOI BALLIAMO. I NOSTRI TALENTI, LE NOSTRE OPPORTUNITÀ E LE NOSTRE VITE SONO PROPRIETÀ DI ALTRE PERSONE.
SIAMO DELLE PROSTITUTE INTELLETTUALI.
John Swinton

Vecchio caporedattore del New York Times


IL MOVIMENTO 5 STELLE È "L'AGNELLO SACRIFICALE". L'ATTACCO DI ANDREA SCANZI SU FACEBOOK CHE ACCUSA I COLLEGHI GIORNALISTI: "CORRESPONSABILI DELLO SFACELO ITALIANO". Durissimo sfogo del giornalista del Fatto Andrea Scanzi che sul suo profilo Facebook se la prende, e non poco, con i colleghi giornalisti definiti "corresponsabili dello sfacelo italiano". Poi, un pensiero al Movimento 5 Stelle visto come "l'agnello sacrificale". Potete girarci intorno quanto volete, esimi colleghi di stampa e tivù, ma NEGLI ULTIMI DUE DECENNI TROPPI DI VOI SONO STATI CORRESPONSABILI DELLO SFACELO ITALIANO. E adesso troppi di voi - più o meno gli stessi, più o meno i soliti noti - CONTINUANO A GIOCARE AI DURI COI DEBOLI E AI DEBOLI COI FORTI. VI SIETE FATTI PIACERE MONTI. VI STATE FACENDO PIACERE LETTA. E TUTTO SOMMATO ANCHE BERLUSCONI NON VI È MAI DISPIACIUTO. CONOSCO IL VOSTRO GIOCO: BOMBARDARE A TAPPETO I "DIVERSI" PER OGNI RAFFREDDORE E AMNISTIARE I POTENTI PER OGNI DISASTRO. E' un gioco redditizio e il M5S (che spesso si fa male da solo) è perfetto come agnello sacrificale. Vi auguro buon divertimento. HO UN SOLO CRUCCIO: SE SOLO AVESTE MOSTRATO NEGLI ULTIMI VENT'ANNI LO STESSO FETICISMO ANCHE PER LE PULCI (CHE ERANO POI CANCRENE) DI CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA, NON SAREMMO MESSI COME SIAMO. Tra autocensure e tengofamiglismo, avete contribuito a sputtanare un lavoro nobilissimo: quello di Giornalista. Perdonatemi quindi se continuerò, come altri "disfattisti", a fare quel che ho sempre fatto: e cioè a SCRIVERE QUEL CHE PENSO E VEDO, spesso scontentando tutti (che è poi il mio brodo). PER ESEMPIO CHE L'ESPULSIONE DELLA GAMBARO È LA CAZZATA SIDERALE CHE TANTI DI VOI ASPETTAVANO BRAMOSI, salvo poi aggiungere che senza M5S non avremmo scoperto le storture del decreto svuotacarceri.  STATE PROVANDO A FAR CREDERE AGLI ITALIANI CHE LE COLPE DEGLI ULTIMI VENT'ANNI SONO DEL M5S. CHE IN QUESTI VENT'ANNI NEANCHE C'ERA. Molti italiani ci crederanno, perché GLI ITALIANI VANNO GHIOTTI DI FAVOLE AUTOASSOLUTORIE. Io no. Io mi nutro diversamente e, se proprio ho voglia di rincoglionimento, alle omelie furbine dei tromboni preferisco una bella sbronza.

giovedì 27 settembre 2012

Giuseppe Fava. da "I mafiosi stanno in Parlamento", video dell'ultima intervista di Giuseppe Fava

"Pane e lavoro!" disse l'oratore.
Ci fu un applauso.
L'oratore continuò: "Pane e lavoro, la terra ai contadini, la pensione ai vecchi, le fabbriche agli operai…"
"La casa!" suggerì uno che stava sotto il palco.
"La casa ai lavoratori – rimbombò l'oratore e fece cenni con la mano verso la folla – una casa a te, una casa a questo, una casa a quell'altro!"
"A me niente?" gridò uno che stava in fondo e temeva di non essere visto. Ma arrossì subito quando gli altri si voltavano a guardarlo.
"Una casa a tutti!" gridò l'oratore.
Un giovanotto alto, bianco e triste alzò la mano.
"Io voglio la mamma" disse.
"Come la mamma?" chiese l'oratore.
"Io sono orfano" rispose il giovanotto e divenne pallido per il dolore.
"Casa, pane, lavoro e pensione per tutti…" riprese di colpo l'oratore, tentando di sviare il discorso. Ma il giovanotto alzò di nuovo la mano.
"Voglio la mamma" – disse – "Invece della casa voglio la mamma".
"Ma che significa?" balbettò l’oratore; guardò quella folla silenziosa e si confuse di più. Si sentì una voce di donna: era una piccola donna sfiorita, con gli occhiali.
"Io vorrei l’amore!" disse, e si coprì il volto per la vergogna. Ma aveva il coraggio della disperazione e aggiunse:
"Almeno una speranza…?"
"Non so…" disse l'oratore smarrito. Si strinse le tempie fra le dita per concentrarsi – "Credo di no…".
Qua e là, però, la gente cominciava già a sfollare delusa. Si cominciarono a sentire dei fischi…
__ da una drammaturgia di Giuseppe (Pippo) Fava __

Ucciso dalla mafia a Catania il 5 gennaio 1984 con cinque colpi di pistola alla nuca.




"Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili. pretende il funzionamento dei servizi sociali. Tiene continuamente allerta le forze dell'ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo."

"A volte basta omettere una sola notizia e un impero finanziario si accresce di dieci miliardi; o un malefico personaggio che dovrebbe scomparire resta sull'onda; o uno scandalo che sta per scoppiare viene risucchiato al fondo. [...]
Se un giornale non è capace di questo si fa carico di vite umane. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori che avrebbe potuto evitare, le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, le violenze, che non è stato capace di combattere".
GIUSEPPE FAVA, ucciso il 5 gennaio 1984, ventotto anni fa.


Il potere si è isolato da tutto, si è collocato in una dimensione nella quale tutto quello che accade fuori, nella nazione reale, non lo tocca più e nemmeno lo offende, né accuse, né denunce, dolori, disperazione, rivolte.
Pippo Fava, I Siciliani, 1983

"Amico mio,
chissà quante volte tu hai dato il tuo voto, 
ad un uomo politico così,
cioè corrotto, ignorante e stupido,
sol perché una volta insediato al posto di potere 
egli ti poteva garantire una raccomandazione, 
la promozione ad un concorso, 
l’assunzione di un tuo parente, 
una licenza edilizia di sgarro. 
Così facendo tu e milioni di altri cittadini italiani
avete riempito i parlamenti e le assemblee regionali
e comunali degli uomini peggiori,
spiritualmente più laidi, più disponibili alla truffa civile,
più dannosi alla società. 
Di tutto quello che accade oggi in questa nazione,
la prima e maggiore colpa è tua..."
GIUSEPPE FAVA, I Siciliani, febbraio 1983


"Mi rendo conto che c'è un'enorme confusione sul problema della mafia. [...] I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Se non si chiarisce questo equivoco di fondo... Non si può definire mafioso il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale, questa è roba da piccola criminalità, che credo abiti in tutte le città italiane, in tutte le città europee. Il fenomeno della mafia è molto più tragico ed importante. È un problema di vertici e di gestione della nazione, è un problema che rischia di portare alla rovina e al decadimento culturale definitivo l'Italia."
da "I mafiosi stanno in Parlamento", video dell'ultima intervista di Giuseppe Fava, da Film Dossier di Enzo Biagi del 28 dicembre 1983)



"A che serve vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?" 
Giuseppe Fava


Qualche volta mi devi spiegare chi ce lo fa fare, perdìo. 
Tanto, lo sai come finisce una volta o l'altra: 
mezzo milione a un ragazzotto qualunque e quello ti aspetta sotto casa.
Giuseppe (Pippo) Fava


 "I mafiosi stanno in Parlamento", video dell'ultima intervista di Giuseppe Fava

GIUSEPPE FAVA L'ULTIMA INTERVISTA VERSIONE INEDITA:
 1a PARTE:
2a PARTE:


"La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza allo stato è quella di essere governati da uomini malvagi."
Platone"Il male non è soltanto di chi lo fa: è anche di chi, potendo impedire che lo si faccia, non lo impedisce."
Tucidide


"Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male è che gli uomini buoni non facciano niente"
Edmund Burke
"Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso degli uomini onesti."
Martin Luther King 
"Chi possiede il coraggio e carattere, è sempre molto inquietante per chi gli sta vicino. Se temiamo qualcuno, riconosciamo a costui un potere su di noi."
Hermann Hesse 

"Quando un uomo perde un diritto anche tutti gli altri uomini hanno meno diritti. Se un uomo subisce un ingiustizia oggi e TUTTI SI VOLTANO DALL'ALTRA PARTE e nessuno lotta con lui, tutti gli uomini subiranno quella stessa ingiustizia, che sarà prassi per i vostri figli. RICORDATELO!"
Alessandro Cossetta
 


C.G.Jung: contro l'omologazione collettiva:
Sociologia-della-Multiculturalita/79705735193?ref=ts


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