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martedì 18 marzo 2014

STRANA CREATURA NEGLI ABISSI DELL'OCEANO, RIPRESA DA UNA VIDEOCAMERA SUBACQUEA La strana grossa creatura fluttua nell'acqua e si trasforma nei colori e nelle forme, ed è oltretutto molto veloce nei movimenti e non assomiglia a niente di conosciuto e visto prima d'ora. Ne hanno parlato anche i vari telegiornali. Cosa sarà? Una non ancora nota specie marina con molta probabilità. La natura si trasforma e si rigenera continuamente per sopravvivere meglio ed evolversi e, soprattutto il mare e le sue profondità, con i mezzi tecnologici sempre più avanzati che abbiamo raggiunto, potrebbero riservarci molte sorprese nei prossimi anni. Lo sapevate che l'uomo conosce solo il 70% delle creature esistenti su questo pianeta? e l'altro 30% ....che fine ha fatto? Non resta che scoprirlo


STRANA CREATURA NEGLI ABISSI DELL'OCEANO, RIPRESA DA UNA VIDEOCAMERA SUBACQUEA
La strana grossa creatura fluttua nell'acqua e si trasforma nei colori e nelle forme, ed è oltretutto molto veloce nei movimenti e non assomiglia a niente di conosciuto e visto prima d'ora. Ne hanno parlato anche i vari telegiornali. Cosa sarà? Una non ancora nota specie marina con molta probabilità. La natura si trasforma e si rigenera continuamente per sopravvivere meglio ed evolversi e, soprattutto il mare e le sue profondità, con i mezzi tecnologici sempre più avanzati che abbiamo raggiunto, potrebbero riservarci molte sorprese nei prossimi anni.
Lo sapevate che l'uomo conosce solo il 70% delle creature esistenti su questo pianeta? e l'altro 30% ....che fine ha fatto? Non resta che scoprirlo



Michela Serra:
di certo non è una mistificazione. è chiaramente vivente e si muove ed è anche veloce. ma sono tanti i ritrovamenti di specie ancora sconosciute, tanto da esserci una branchia apposta della scienza che le studia e che si chiama Criptozoologia. Flavio Andreotti eh si cmq è molto affascinante questo animale.


Michela Serra:
Un'ameba no. non è una creatura unicellulare. si muove e bene e compie azioni senzienti.


http://youtu.be/DmZhyrOZ5S4







giovedì 13 febbraio 2014

L’enigma della spada vichinga ULFBERHT: forgiata con tecnologie del futuro?

L’enigma della spada vichinga ULFBERHT: forgiata con tecnologie del futuro?




Ulfberht è il nome impresso su particolari spade vichinghe utilizzate in Scandinavia intorno al 10° secolo d.C. 
La forgiatura di queste armi sconcerta i ricercatori in quanto non è stato possibile rivedere la tecnica almeno fino alla Rivoluzione Industriale. I vichinghi era in possesso di una tecnologia superiore in anticipo sui tempi?

Le cronache raccontano che chi brandiva una spada Ulfberht aveva un vantaggio significativo rispetto ai nemici.

Anche se di dimensioni e forma simili ad una comune spada vichinga, la Ulfberht era molto più resistente e capace di penetrare con facilità le armature.

La lama di una Ulfberht, infatti, era molto flessibile rispetto alle armi del tempo, talmente solide da penetrare facilmente il legno e l’acciaio, dando così la possibilità allo spadaccino di eliminare facilmente il nemico.

Essa era posseduta solo dai capi e da una ristretta elite di guerrieri. Il marchio caratteristico che la identificata era impresso sulla sua lama: +VLFBERH+T

Il significato della parola “Ulfberht” non è noto. E’ la traslitterazione in caratteri latini della sigla incisa sulle lame di queste enigmatiche spade. L’ipotesi più comune è che fosse il nome del fabbro che le produceva. Altri hanno proposto che probabilmente si compone della parola norrena ‘Ulfr’ (lupo) e ‘beraht’ (leggero, splendente, luminoso).

Un enigma lungo 10 secoli. 
Nel corso del tempo, gli archeologi hanno rinvenuto finora 171 spade Ulfberht, ma solo poche di queste si sono rivelate essere autentiche. La più antica risale all’850 circa.

Sono disponibili solo poche informazioni sulla fabbricazione di queste spade. Tuttavia, ciò che sconcerta gli archeologi, è il tipo di metallo utilizzato per produrre le Ulfberht, in una forma così pura che per riprodurla si è dovuto aspettare la tecnologia resa disponibile dalla Rivoluzione Industriale, circa 900 anni dopo.

Mentre la maggior parte delle armi medievali era fatta di ferro dolce con pochissimo carbonio, l’acciaio utilizzato per fabbricare le Ulfberht avevano un’alta concentrazione di carbonio e decisamente meno scorie.

Nel processo di forgiatura del ferro, il minerale per essere liquefatto e consentire al fabbro di eliminare le impurità deve raggiungere il punto di fusione a 1529° C. A quel punto, viene aggiunto il carbonio per rendere il ferro molto più forte.

Il punto è che la tecnologia medievale non permetteva di raggiungere una temperatura così alta. Le scorie venivano eliminate tramite il martellamento, un metodo molto meno efficace. Solo con l’avvento della Rivoluzione Industriale saranno sviluppati strumenti capaci di portare il ferro al suo punto di fusione. La realizzazione delle Ulfberht, quindi, rimane ancora un enigma.

Tutte le migliaia di spade medievali che sono state trovate in Europa si credeva fossero state realizzate con questo metallo inferiore, almeno fino a quando il dottor Alan Williams, un archeometallurgista e consulente della Collezione Wallace al museo di Londra non ha analizzato la Ulfberht.

“Queste spade sono di gran lunga migliori di qualsiasi altra prodotta, prima e dopo, in Europa. Dovevano risultare estremamente preziose per i loro contemporanei, date le loro proprietà”, spiega Williams. “Sono prodotte con un metallo che non avevo mai visto in un oggetto medievale, né prima, né dopo. E’ qualcosa di completamente diverso”.

“La prima cosa che colpisce è l’assenza di queste lunghe inclusioni di scorie grige, che rendono il metallo fragile. L’uniformità è molto più simile all’acciaio moderno che a quello medievale. Inoltre, ha un contenuto di carbonio circa tre volte superiore a quello prodotto nel medioevo. E’ davvero molto strano. Non riesco a trovare un ragione per questo”, continua Williams.

Il più grande mistero è capire dove i vichinghi abbiamo ottenuto questa conoscenza. Non ci sono prove archeologiche sulla produzione di questo tipo di acciaio in Europa per i successivi 800 anni. Essendo grandi viaggiatori, alcuni pensano che i vichinghi abbiano appreso la tecnica in oriente, forse in India.

Anche la sigla +ULFBERH+T è un autentico mistero. “Non sappiamo perchè ci sia scritto. Siamo abbastanza perplessi. E’ come se volessero indicare che ci si trovava di fronte a qualcosa di qualità, qualcosa di unico. Ma Ulfbehrt è in realtà un enigma”, ammette Jon Anders Risvaag dell’Università delle Scienze della Norvegia.


spada ulfberht vichinghi


http://www.ilnavigatorecurioso.it/2014/02/13/lenigma-della-spada-vichinga-ulfberht-forgiata-con-tecnologie-del-futuro/

martedì 30 luglio 2013

Luis Buñuel. Accanto al CASO, suo fratello, il MISTERO. L'ATEISMO - il mio almeno - porta inevitabilmente ad ACCETTARE L'INESPLICABILE. TUTTO IL NOSTRO UNIVERSO É MISTERO. Poiché RIFIUTO DI FAR INTERVENIRE UNA DIVINITÀ ORGANIZZATRICE, LA CUI AZIONE MI SEMBRA ANCORA PIÙ MISTERIOSA DEL MISTERO STESSO, non mi rimane che vivere in una specie di tenebra. E l'accetto, non esistono spiegazioni, anche le più semplici, valide per tutti. FRA DUE MISTERI HO SCELTO IL MIO, CHE ALMENO MI GARANTISCE UNA LIBERTÀ MORALE


Accanto al CASO, suo fratello, il MISTERO. L'ATEISMO - il mio almeno - porta inevitabilmente ad ACCETTARE L'INESPLICABILE. TUTTO IL NOSTRO UNIVERSO É MISTERO. Poiché RIFIUTO DI FAR INTERVENIRE UNA DIVINITÀ ORGANIZZATRICE, LA CUI AZIONE MI SEMBRA ANCORA PIÙ MISTERIOSA DEL MISTERO STESSO, non mi rimane che vivere in una specie di tenebra. E l'accetto, non esistono spiegazioni, anche le più semplici, valide per tutti. FRA DUE MISTERI HO SCELTO IL MIO, CHE ALMENO MI GARANTISCE UNA LIBERTÀ MORALE.

Luis Buñuel

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