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martedì 8 gennaio 2013

Story Waters. In te, Dio è una persona. In un albero, Dio è un albero. In un fiume, Dio è un fiume. Dio è qualunque cosa scelga di essere. Tu sei quel potere di essere. La creazione non è esterna a te, è la tua esperienza di te stesso.




In te, Dio è una persona. In un albero, Dio è un albero. In un fiume, Dio è un fiume. 
Dio è qualunque cosa scelga di essere. Tu sei quel potere di essere. 
La creazione non è esterna a te, è la tua esperienza di te stesso.
Story Waters

sabato 17 novembre 2012

Namasté. Unisco il mio corpo e la mente, concentrandomi sul mio potenziale divino, e mi inchino allo stesso potenziale che è in te


Giungete le mani e dite "Namaste". 
Significa: "Io onoro in te il luogo dove risiede l'intero universo. 
Se tu sei in quel luogo in te, e io sono in quel luogo in me, siamo una sola cosa"
Namaste

Leo Buscaglia

Namasté, namaste, namasteé (नमस्ते) o namaskar (नमस्कार) è un saluto originario della zona di India e Nepal e viene usato comunemente in molte regioni dell'Asia. Può essere utilizzato sia quando ci si incontra che quando ci si lascia. Viene di solito accompagnato dal gesto di congiungere le mani, unendo i palmi con le dita rivolte verso l'alto, e tenendole all'altezza del petto, del mento o della fronte, facendo al contempo un leggero inchino col capo. Nella cultura indiana, questo gesto è un mudra, un gesto simbolico utilizzato anche nello yoga e in particolare nella asana Pranamasana anche detta posizione della preghiera o posizione del saluto. Namaskar è una variante usata per esprimere particolare deferenza.

La parola namaste letteralmente significa "mi inchino a te", e deriva dal sanscrito: namas (inchinarsi, salutare con reverenza) e te (a te). A questa parola è però implicitamente associata una valenza spirituale, per cui essa può forse essere tradotta in modo più completo come saluto (mi inchino a) le qualità divine che sono in te. Unita al gesto di unire le mani e chinare il capo, potrebbe essere resa con: le qualità divine che sono in me si inchinano alle qualità divine che sono in te, o anche, meno sinteticamente, unisco il mio corpo e la mente, concentrandomi sul mio potenziale divino, e mi inchino allo stesso potenziale che è in te. In sostanza, dunque, il significato ultimo del saluto è quello di riconoscere la sacralità di ognuno di noi. Oltre a essere un saluto buddhista, è anche indù, che vuol dire mi inchino alla luce del dio che c'è in te.


http://thegioinet.net/gai-dep-kh-oa-th-an-tap-yoga-dinh-cao-cua-nghe-thuat.html



martedì 14 febbraio 2012

Leo Buscaglia. Namaste. Io onoro in te il luogo dove risiede l'intero universo. Se tu sei in quel luogo in te, e io sono in quel luogo in me, siamo una sola cosa

A ridere c'è il rischio di apparire sciocchi, a piangere c'è il rischio di essere chiamati sentimentali. Ad esporre le vostre idee e i vostri sogni c'è il rischio d'essere chiamati ingenui. Ad amare c'è il rischio di non essere corrisposti. Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
Leo Buscaglia, Amore


Giungete le mani e dite "Namaste". 
Significa: "Io onoro in te il luogo dove risiede l'intero universo. 
Se tu sei in quel luogo in te, e io sono in quel luogo in me, siamo una sola cosa"
Namaste
Leo Buscaglia


Freud disse molte cose giuste, e una delle cose che disse è che tanti nostri problemi, tante nostre incapacità di vivere nascono dalla convinzione che non moriremo mai. Crediamo di avere l'eternità a disposizione
Leo Buscaglia


Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo
Leo Buscaglia


Chi non rischia nulla non fa nulla, non ha nulla e non è nulla. Può evitare le sofferenze e l'angoscia, ma non può imparare, sentire, cambiare, crescere, progredire, vivere o amare. È uno schiavo, incatenato dalle sue certezze o dalle sue assuefazioni.
Leo Buscaglia, Vivere, amare, capirsi, 1982


La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l'angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava. Ha rinunciato alla libertà.
Leo Buscaglia


"A ridere c’è il rischio di apparire sciocchi;
A piangere c’è il rischio di essere chiamati sentimentali;
A stabilire un contatto con un altro c’è il rischio di farsi coinvolgere;
A mostrare i propri sentimenti c’è il rischio di mostrare il vostro vero io;
A esporre le vostre idee e i vostri sogni c’è il rischio d’essere chiamati ingenui;
Ad amare c’è il rischio di non essere corrisposti [..]"
Leo Buscaglia




o sempllicemente è una persona che ha deciso di ritirarsi dal mondo perchè il tintinnio delle monete nel sacchetto non produce più alcun interesse. Mi vengono in mente, visto che si cita un termine indiano, proprio i samanai indiani che, seduti nella posizione del loto, guardano passare il tempo e con esso le mediocri vicissitudini umane, senza partecipare a questo assurdo balletto da teatro di serie B.






..se vogliamo cambiare gioco..dobbiamo buttare tutto all'aria e ri-mischiare le carte...cambiare giocatori e tavolo..sapendo che esistono i "segni" ..dobbiamo però fare finta di non conoscerli....vedo..passo..rilancio..vuoi dire che non ci scappi prima o poi un bel POKER??



L'importante è che quel "Qualcosa" sia qualcosa di buono ...che ci renda migliori.



 Sembra l'albero della vita con Tanti colori e per arrivare in cima devi sorpassare delle piccole porte facili o difficili da aprire ...









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