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mercoledì 25 febbraio 2015

Vittoria Ottolenghi. Perchè considero la danza così importante? E' proprio per due motivi per cui generalmente la cultura italiana accademica è sospettosa della Danza. Il primo è che si fa con il corpo, e non si fa anche con le parole. Una cosa che si fa solo con il corpo è evidente ed inevitabile che in un certo tipo di cultura si senta la cosa come "trasgressiva". Cosa che naturalmente, non è. E poi perchè non è, perchè la danza è effimera, non conta, proprio per questo è più importante e preziosa, l'unica cosa puoi conservare sono dei brandelli della memoria.... ma che brandelli signori... State un momenti fermi signori a ripensare a Nureyev, alla Fracci....

Perchè considero la danza così importante? E' proprio per due motivi per cui generalmente la cultura italiana accademica è sospettosa della Danza. Il primo è che si fa con il corpo, e non si fa anche con le parole. Una cosa che si fa solo con il corpo è evidente ed inevitabile che in un certo tipo di cultura si senta la cosa come "trasgressiva". Cosa che naturalmente, non è. E poi perchè non è, perchè la danza è effimera, non conta, proprio per questo è più importante e preziosa, l'unica cosa puoi conservare sono dei brandelli della memoria.... ma che brandelli signori... State un momenti fermi signori a ripensare a Nureyev, alla Fracci....
Vittoria Ottolenghi

giovedì 31 luglio 2014

La statua del Satiro danzante, rinvenuta nella primavera del 1998 durante una battuta di pesca nel canale di Sicilia, è un rarissimo esempio di statuaria bronzea greca. Straordinariamente conservati gli occhi, in calcare alabastrino in origine integrato con pasta vitrea colorata. La statua è alta poco più di 2 metri e pesa 96 Kg. Secondo l'iconografia del satiro in estasi, già nota dal IV sec., la statua doveva tenere con la mano destra il tirso, attributo di Dioniso mentre il braccio sinistro reggeva una pelle di pantera e la mano sinistra una coppa di vino.

Museo del Satiro Danzante - Mazara del Vallo (TP)
La statua del Satiro danzante, rinvenuta nella primavera del 1998 durante una battuta di pesca nel canale di Sicilia, è un rarissimo esempio di statuaria bronzea greca.
Straordinariamente conservati gli occhi, in calcare alabastrino in origine integrato con pasta vitrea colorata. La statua è alta poco più di 2 metri e pesa 96 Kg.
Secondo l'iconografia del satiro in estasi, già nota dal IV sec., la statua doveva tenere con la mano destra il tirso, attributo di Dioniso mentre il braccio sinistro reggeva una pelle di pantera e la mano sinistra una coppa di vino.





lunedì 30 giugno 2014

Pina Bausch. Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti. Ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la danza


"Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti.
Ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la danza."
Pina Bausch, sublime ballerina e coreografa che morì il 30 giugno di 5 anni fa



martedì 18 marzo 2014

Antonio Ligabue. "L'inquietudine, lo smarrimento e la follia caratterizzarono in modo incisivo il cammino di Ligabue dallo stato mentale dissociato: si racconta che dipingesse spesso in riva al Po e che di frequente si abbandonasse a strane danze, mimando i movimenti degli animali ed emettendo versi e urla, agitandosi nel fango ed imbrattandosi dei colori con i quali lavorava


MALATI D'ARTE
Antonio Ligabue (1899 1965)
.."L'inquietudine, lo smarrimento e la follia caratterizzarono in modo incisivo il cammino di Ligabue dallo stato mentale dissociato: si racconta che dipingesse spesso in riva al Po e che di frequente si abbandonasse a strane danze, mimando i movimenti degli animali ed emettendo versi e urla, agitandosi nel fango ed imbrattandosi dei colori con i quali lavorava."....
C. Bergia




Antonio Ligabue, Un genio. Il "Van Gogh" Italiano.
Note biografiche.
Di Antonio Ligabue, nato il 18 dicembre 1899 a Zurigo, è ormai nota la triste odissea esistenziale che segnò profondamente il suo lavoro. Espulso dalla Svizzera per la sua vita turbolenta, Antonio Ligabue arriva nell’agosto 1919 a Gualtieri, paese d’origine dell’uomo, Bonfiglio Laccabue, che la madre, Elisabetta Costa, aveva sposato nel 1901. L’impatto con il nuovo ambiente si rivela da subito triste e doloroso. I primi dipinti di Ligabue – nei quali traspare il suo grande interesse per i musei di scienze naturali e per gli animali in genere – risalgono alla fine degli anni Venti; sono gli anni in cui Ligabue incontra a Gualtieri Marino Mazzacurati.
La difficile e tormentata vita di Ligabue, segnata da ostilità e incomprensioni, e da ricoveri all’Istituto Psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia e al Ricovero di mendicità di Gualtieri, è tutta dedicata, fino alla morte, alla pittura e alla scultura, nonostante le diffuse derisioni e i mancati riconoscimenti.
Dopo la personale d’esordio di Ligabue – che ebbe luogo nel 1955 a Gonzaga (Mantova), organizzata da Cesare Parmiggiani – varie esposizioni, a partire da quella di Gualtieri nel decennale della morte, hanno presentato, con crescente interesse del pubblico, l’opera dell’artista.


Antonio Ligabue. Un filmato autentico sui rituali del pittore pazzo
Espulso dalla Svizzera per la sua vita turbolenta, Antonio Ligabue arriva nell'agosto 1919 a Gualtieri, paese d'origine dell'uomo, Bonfiglio Laccabue, che la madre,...
STILEARTE.IT


Antonio Ligabue. Un filmato autentico sui rituali del pittore pazzo.
il "vero naif" di Raffaele Andreassi,del 1962.filmato,tre anni prima della morte del pittore Ligabue,trasmesso i nel 1977.

https://youtu.be/8OpJLvlJJ-U





il vero Antonio Ligabue 1962 (Raro Documento)
il "vero naif" di Raffaele Andreassi,del 1962.filmato,tre anni prima della morte del pittore Ligabue,trasmesso i nel 1977.




Trovo molto tenero e gentile l'uomo Ligabue, e non vi è nulla di umiliante nel vederlo imitare i versi ma sopratutto i movimenti delle fauci di animali che ovviamente dipingeva senza poterli vedere dal vero.
Non è peraltro a me sconosciute queste manifestazioni fatte da altri artisti, magari nel privato del loro studio alle prese con il muso di un animale da ritrarre senza averlo per davvero.
Inoltre è anche naif il recitare la compagnia di una donna inesistente per consolazione del non averla.
Senza questa ingenuità ognuno può nella solitudine e nel avanzare la sera, immaginare qualcuno d'amare che non si è mai incontrato. Con il dovuto rispetto per l'uomo tanto è da ammirare la sua opera che incanta per bellezza e immaginazione.



urbech 


questo video è una delle poche testimonianze di uno dei più grandi artisti del Novecento italiano, che mostra senza giudizi o pre giudizi il suo essere. Lui stesso accettò di farsi riprendere ed espresse tutta la sua personalità nell'arte, mettendosi totalmente a nudo.






martedì 11 febbraio 2014

Maurice Béjart. Un instante nella vita d'altri. La danza... un minimo di spiegazione, un minimo di aneddoti, e un massimo di sensazioni

La danza... un minimo di spiegazione, un minimo di aneddoti, e un massimo di sensazioni.
Maurice Béjart, Un instante nella vita d'altri, 1979


Maurice Béjart, all'anagrafe Maurice-Jean Berger
(Marsiglia, 1º gennaio 1927 – Losanna, 22 novembre 2007),
è stato un danzatore e coreografo francese.
Da Wikipedia



*Fotografia di Tanya Kirnishi, Sagome e piroette, dal National geographic




martedì 30 luglio 2013

Franz von Stuck. Durante la BELLE ÉPOQUE si diffonde l'ICONA FEMMINILE QUALE ELEMENTO IRRAZIONALE E DESTABILIZZANTE RISPETTO ALLE CERTEZZE NATE DALL’ORGOGLIO POSITIVISTA DEL PROGRESSO. Un’immagine che ha radici antiche, che è stata Medusa, Circe, Elena, Medea e che adesso, nell’epoca dell’industrializzazione borghese, nel mondo sfavillante delle città e delle metropoli, DIVIENE UN CLICHÉ COME LA DANZA SINUOSA E LASCIVA DI SALOMÈ; un fantasma affascinante e repulsivo allo stesso tempo che abita i recessi più profondi della psiche umana, sconvolgendo e destabilizzando il comune senso delle cose


Durante la BELLE ÉPOQUE si diffonde l'ICONA FEMMINILE QUALE ELEMENTO IRRAZIONALE E DESTABILIZZANTE RISPETTO ALLE CERTEZZE NATE DALL’ORGOGLIO POSITIVISTA DEL PROGRESSO. Un’immagine che ha radici antiche, che è stata Medusa, Circe, Elena, Medea e che adesso, nell’epoca dell’industrializzazione borghese, nel mondo sfavillante delle città e delle metropoli, DIVIENE UN CLICHÉ COME LA DANZA SINUOSA E LASCIVA DI SALOMÈ; un fantasma affascinante e repulsivo allo stesso tempo che abita i recessi più profondi della psiche umana, sconvolgendo e destabilizzando il comune senso delle cose.

Salomè, Franz von Stuck, 1906

domenica 21 luglio 2013

Carla Fracci. HO DANZATO NEI TENDONI, NELLE CHIESE, NELLE PIAZZE. SONO STATA UNA PIONIERA DEL DECENTRAMENTO. VOLEVO CHE QUESTO MIO LAVORO NON FOSSE D'ÉLITE, RELEGATO ALLE SCATOLE D'ORO DEI TEATRI D'OPERA. E anche quand'ero impegnata sulle scene più importanti del mondo SONO SEMPRE TORNATA IN ITALIA PER ESIBIRMI NEI POSTI PIÙ DIMENTICATI E IMPENSABILI. Nureyev mi sgridava: chi te lo fa fare, ti stanchi troppo, arrivi da New York e devi andare, che so, a Budrio... Ma a me piaceva così, e il pubblico mi ha sempre ripagato


HO DANZATO NEI TENDONI, NELLE CHIESE, NELLE PIAZZE. SONO STATA UNA PIONIERA DEL DECENTRAMENTO. VOLEVO CHE QUESTO MIO LAVORO NON FOSSE D'ÉLITE, RELEGATO ALLE SCATOLE D'ORO DEI TEATRI D'OPERA. E anche quand'ero impegnata sulle scene più importanti del mondo SONO SEMPRE TORNATA IN ITALIA PER ESIBIRMI NEI POSTI PIÙ DIMENTICATI E IMPENSABILI. Nureyev mi sgridava: chi te lo fa fare, ti stanchi troppo, arrivi da New York e devi andare, che so, a Budrio... Ma a me piaceva così, e il pubblico mi ha sempre ripagato.
Carla Fracci


LA DANZA è una carriera misteriosa, che rappresenta un mondo imprevedibile ed imprendibile. 
LE QUALITÀ NECESSARIE SONO TANTE. Non basta soltanto il talento, è necessario affiancare alla grande VOCAZIONE, la TENACIA, la DETERMINAZIONE, la DISCIPLINA, la COSTANZA.

Carla Fracci





Sull' Opera: Ballerine in blu (1899) Edgar Degas


 "Ballerine in rosa" olio su tela, 1880-85 
Boston, Museum of Fine Arts

mercoledì 21 novembre 2012

Rolando Toro. Creatore della Biodanza. La pelle è la soglia di un universo meraviglioso


Possiamo pensare al nostro corpo come quel luogo privilegiato capace di esprimere la nostra identità? 
...di manifestare la nostra natura più profonda? il corpo dunque non è un contenitore vuoto ma la sede di memorie importanti che coinvolgono il nostro passato più o meno doloroso o felice..



"La Creatività è una funzione che dipende dalla capacità di percezione dell’abbondanza e del meraviglioso. Chi non ha esperienza del meraviglioso difficilmente può realizzare un'opera creativa, rimane nei rituali di ogni giorno senza aggiungere bellezza, senza possibilità di cambiare le brutture del mondo.
Credo davvero che tutti possano coltivare la loro creatività sia essa musicale, pittorica, o danzante o poetica poiché tutti hanno questi potenziali. 
Le persone hanno paura di esprimersi, pensando che quello che farebbero non avrebbe valore né significato. Per questo non inizia mai. 
La prima condizione della creatività è cominciare, vale a dire osare prendere una chitarra, scoprire i suoni fare pratica e inventare canzoni, osare acquistare pennelli, vernici e tele e provare.
Bisogna avere una vocazione per il meraviglioso, per il misterioso, essere in grado di dialogare con l'invisibile, dipingere con colori che mai nessuno ha visto, tracciare forme che nessuno ha mai immaginato, entrare per la prima volta in una morfologia della propria identità.
Tutto quello che ci circonda ci propone creatività, ma per questo ci vuole coraggio.
La creatività esistenziale richiede soprattutto coraggio più della creatività artistica perché è necessario apportare cambiamenti difficili che migliorano la qualità della vita, che aumentano la percezione , che consentono di incontrare campi di energia più ricca, amore e forme di espressione molto personali".
Rolando Toro – dall’'intervista sulla “Creatività” in Neuronilla



La pelle è la soglia di un universo meraviglioso 
Rolando Toro. Creatore della Biodanza


Purtroppo se le memorie si accumulano e si stratificano, si perde la capacità manifestare la nostra natura più profonda...



Il corpo è la mente. La sede del pensiero è il cervello ma intorno ad esso sono decentrati altri luoghi del corpo che aiutano a raccogliere le sensazioni e a pensare. I ricordi non si stratificano come se chi arriva dopo dovesse stendersi su chi stava prima, la memoria è un fenomeno di circolarità senza sopra o sotto. Le emozioni recuperano i ricordi con processi tutti loro.



Il corpo è il notaio fedele dei nostri vissuti. E, mentre la mente cerca di organizzarli, il cuore ne memorizza le emozioni. Per cui, il nostro corpo è, insieme, il nostro migliore amico e il nostro peggior nemico. Ed è solo quando la mente e il cuore si muovono all'unisuono che si raggiunge l'armonia.



Io credo che il corpo sia per eccellenza il luogo capace di esprimere la propria identità, sia essa psichica, fisica e spirituale. Grandi pittori del rinascimento maestri nel narrare i sentimenti e le suggestioni umani attraverso la rappresentazione dei corpi, i maestri delle arti orientali che riescono a controllare il corpo riuscendo a rendere visibile l'energia che li abita, i santi che attraverso il loro corpo hanno realizzato miracoli, ci ricordano che il nostro corpo racchiude segreti e forze della natura che aspettano di essere scoperti. Un messaggio potrebbe essere: "conosci te stesso e conoscerai le meraviglie che ti abitano!!"



Mens (quasi) sana in CORPORE sanoooooooo!!




É nato prima il corpo sano o la mente sana? :D


 Il dualismo mente/corpo è insufficiente, io non ho un corpo ma sono il mio corpo così come sono tutto il resto....





è il corpo che fa l eperienza



Parte essenziale sono poi gli occhi dove possiamo addirittura leggere lo stato di benessere o malessere, di equilibrio o armonia raggiunto da ognuno di noi.


Il corpo esprime l'energia interiore,è lo specchio dell'anima e della nostra essenza, esprime l'armonia e l'equilibrio che ognuno di noi ha raggiunto.



il corpo e' il nostro amico più antico...il nostro primo amico...il legame naturale è inscindibile...conosciamolo, riconosciamolo, prendiamocene cura, vogliamogli bene....

Costantemente ci parla...ascoltiamolo
Lo mettiamo spesso in una condizione poco dignitosa....non facciamolo urlare
Facciamo in modo che sia il nostro alleato: ascolto e fiducia
Ci sosterrà per sostenersi
Il benessere trionferà




Ognuno di noi è espressione di ciò si percepisce attraverso il proprio corpo, indipendentemente se si fa una scalata sull'Everest o si è immobili in meditazione per una settimana. Purtroppo, e spesso, si da più importanza alle espressioni degli altri piuttosto che alle proprie.




Slegare il corpo dall'animo è infantile. Eppure l'elevazione spirituale deve per forza passare dal corpo che contiene lo spirito.




una vera e propria enciclopedia altro che treccani



il corpo e' lo scrigno della nostra anima.




Ma è pur vero che le rappresentazioni sociali tentano di far coincidere stereotipi fisici a modelli comportamentali.... 
Il corpo racconta, ma è l'interpretazione che dà le sensazioni.... E le interpretazioni variano da persona a persona....



credevo che uno si strappasse solo i capelli



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