martedì 1 novembre 2016

David Foster Wallace. Brevi interviste con uomini schifosi.


Come ha giustamente scritto Zadie Smith nell’introduzione al libro,
“Brevi interviste con uomini schifosi”
non è tanto, o almeno non è solo, un libro sarcastico sulla misoginia, ma è anche una riflessione sulla “nostra incapacità di dare gratuitamente, o di accettare quello che ci viene dato gratis”.
I personaggi descritti da Wallace nei racconti che compongono l’opera, sono accomunati, appunto, dall’incapacità di ‘sentire’ l’altro, dall’impossibilità di agire senza un tornaconto egoistico, o per essere più precisi senza non riuscire a non sentire come anche il loro atto più generoso in realtà non sia tale.
Le “brevi interviste” del titolo sono immaginarie conversazioni tra un intervistatore, di cui non sono mai riportate le domande, e lo “schifoso” di turno, che racconta in prima persona le proprie nefandezze emotive.

Ad esempio,

c’è l’uomo che finge compassione per una donna piangente, ma il cui unico scopo è quello di portarsela a letto,

c’è il mutilato che con subdole strategie riesce a far innamorare le donne di lui,

c’è quello che di punto in bianco, nel bel mezzo di una tranquilla conversazione, chiede alla donna cosa penserebbe se lui le proponesse di legarla al letto, per godersi quel momento di esitazione sul volto di lei,

c’è il malato terminale che rievoca i momenti successivi alla nascita del figlio e le conseguenze che quell’atto ha portato nei rapporti tra lui e sua moglie e così via,

fino alla perversa mente di uno psicopatico alla prese con la sua vittima.

Un libro certamente “difficile”, inquietante sotto vari aspetti e con minori momenti di evasione rispetto alle altre opere di Wallace.

Del resto, considerati i temi trattati, c’era ben poco da evadere.
Ammetto anche di avere avuto la tentazione, circa a metà del libro, di saltare alcune pagine, non tanto per il contenuto, quanto perché un racconto era diventato un esercizio di stile, a mio modesto avviso esagerato. Per il resto, però, ancora una volta ho avuto la conferma di trovarmi di fronte a un cervello che vale la pena “frequentare”.
Chiudo segnalando il racconto sulla Persona Depressa.
Rileggerlo oggi, sapendo la fine che ha fatto Wallace, è stato molto toccante.
Antonio Di Leta ha scritto il  17 nov 2012 17:09

Prefazione: 'Il dono', pp.V-VIII, di Zadie Smith, Introduzione, pp.IX-XIII, di Fernanda Pivano.


p.i  Una storia ridotta all'osso della vita postindustriale
p.4  La morte non è la fine
p.8  Per sempre lassù
p.21 Brevi interviste con uomini schifosi 1
p.38  Ancora un altro esempio della porosità di certi confini (XI)
p.41  La persona depressa
p.73  Il diavolo è un tipo impegnato
p.75  Pensa
p.78  Non significa niente
p.86  Brevi interviste con uomini schifosi 2
p.132  Ottetto
p.162  Mondo adulto (I)
p.185  Mondo adulto (II)
p.192  Il diavolo è un tipo impegnato
p.198  Chiesa fatta con le mani
p.214  Ancora un altro esempio della porosità di certi confini (VI)
p.216  Sul letto di morte, stringendoti la mano, il padre del nuovo giovane commediografo Off-Broadway di successo, implora una cortesia
p.248  Il suicidio come una specie di presente
p.253  Brevi interviste con uomini schifosi 3
p.288  Ancora un altro esempio della porosità di certi confini (XXIV)


"..- A essere onesto, certe volte ho paura d'essere uno di quelli che usano le donne..
La partenza così sparata, quasi al massimo dei giri, e sentire come se tutto dipendesse dal fargli abbattere le difese e buttarsi a capofitto e amarmi in modo totale come io amo loro, poi arriva questo fatto che dà i numeri e inverte la spinta e all'improvviso mi tiro completamente fuori, loro credono quasi sempre che gli ho mentito, che se pensavo davvero quello che ho detto non avrei mai fatto marcia indietro a quel modo.."
[Brevi interviste 2, pp. 96 - 105]



Trasposizione del racconto d'uno stupro fatto dalla vittima.
"..- Così, in macchina, non dimentichiamoci sotto quale coercizione e pressione, lei mette in riga la sua concentrazione. Fissa lo sguardo dritto nell'occhio destro dello psicotico sessuale - quello che le è accessibile nel suo profilo aquilino mentre guida la Cutlass - e s'impone di mantenerlo fisso su di lui per tutto il tempo. S'impone di non frignare o implorare bensì di limitarsi a usare la sua focalizzazione penetrante per cercare di sentire e immedesimarsi nella psicosi e nella rabbia, nel terrore e nel tormento psichico dello psicotico sessuale, e, dice, visualizza quella focalizzazione che trafigge il velo della psicosi del mulatto e penetra vari strati di rabbia e terrore e delusione fino a toccare la bellezza e la nobiltà dell'anima umana generica che sta sotto ogni psicosi, imponendo un contatto nascente basato sulla compassione, fra le loro anime, e si focalizza molto intensamente sul profilo del mulatto e gli racconta senza scomporsi cosa vede nella sua anima che poi, ribadiva, corrispondeva alla verità. Era la battaglia campale della sua vita spirituale, disse, e questo malgrado le circostanze il terrore e l'odio perfettamente comprensibili verso il criminale sessuale  che minacciavano continuamente di affievolire la focalizzazione e di spezzare il contatto.. E come tutti sanno un motivo primario che spinge l'omicida sessuale prototipico a stuprare e uccidere è che considera lo stupro e l'uccisione come l'unico mezzo possibile per stabilire un qualche contatto significativo con la vittima. Che è un bisogno umano basilare. E' il suo modo contorto d'avere un, tra virgolette, rapporto. I rapporti convenzionali lo terrorizzano.."
L'uomo la stupra ma la lascia in vita.
"..- Lei disse  che piangeva perché aveva capito che mentre stava lì a fare autostop le forze spirituali della sua religione avevano guidato fino a lei lo psicotico, che era servito da strumento di crescita nella sua fede e capacità di focalizzare e alterare i campi energetici mettendo in atto la compassione.. Che anche se tutta la teologia focalizzata sul contatto animico, che anche se era solo tutta una melassa catacretica New Age, il fatto che lei ci credesse le aveva salvato la vita, e dunque che sia o meno una melassa cosa importa, no?..Che si rendeva conto che un angelo l'avesse visitata sotto forma di psicotico mostrandole quello che per tutta la vita aveva pregato che fosse vero.."
[Brevi interviste 3, pp. 253 - 287].

http://www.ventrotto.it/index.php?option=com_content&view=article&catid=3:letteratura&id=740:david-foster-wallace-brevi-interviste-con-uomini-schifosi





Quando vennero presentati, lui fece una battuta, sperando di piacere.
Lei rise a crepapelle, sperando di piacere.
Poi se ne tornarono a casa in macchina,
ognuno per conto suo, lo sguardo fisso davanti a sé,
la stessa identica smorfia sul viso.
A quello che li aveva presentati nessuno dei due piaceva troppo,
anche se faceva finta di sì, visto che ci teneva tanto a mantenere sempre buoni rapporti con tutti.
Sai, non si sa mai, in fondo, o invece sì, o invece sì.
Succedono cose davvero terribili.
L'esistenza e la vita spezzano continuamente le persone
in tutti i cazzo di modi possibili e immaginabili.
Una storia ridotta all'osso della vita postindustriale
David Foster Wallace. Brevi interviste con uomini schifosi.

[“A Radically Condensed History of Postindustrial Life”
When they were introduced, he made a witticism, hoping to be liked. She laughed extremely hard, hoping to be lliked. Then each drove home alone, staring straight ahead, with the very same twist to their faces.
The man who’d introduced them didn’t much like either of them, though he acted as if he did, anxious as he was to preserve good relations at all times. One never knew, after all, now did one now did one now did one.]
(Einaudi, traduzione Ottavio Fatica e Giovanna Granato).






“Devo ammettere che era un ottimo motivo per sposarla, pensando che meglio di così non mi poteva andare, visto che aveva un bel corpo anche dopo aver sfornato un figlio. Bellissime stupende gambe, aveva sfornato un figlio ma non era tutta sformata e venosa e floscia. Farà l’effetto di essere superficiale, ma è la verità. Avevo sempre avuto questo terrore incredibile di sposare una bella donna che poi ti sforna un figlio e si ritrova col corpo sformato ma tu devi continuare a farci sesso perché hai firmato di continuare a fare sesso con lei per tutta la vita. Farà un effetto orribile, ma nel suo caso lei era come garantita, il figlio non le aveva sformato il corpo, perciò sapevo che con lei potevo firmare a occhi chiusi e farci figli e cercare di comunque di continuare a fare sesso. Fa un effetto superficiale? Dimmi che ne pensi. O la pura verità su questo genere di cose fa sempre un effetto superficiale, sai com’è, le vere ragioni di ognuno, che ne pensi?”
David Foster Wallace. Brevi interviste con uomini schifosi.


"No ma il sintomo classico per capire se è uno di quei Grandi Amatori è se a letto passa un sacco di tempo a esplorare e riesplorare lo yingyang della donna e a farla venire diciassette volte di seguito e roba del genere, ma vedi dopo un po' se sulla faccia di questa verde terra del Signore c'è verso di lasciare che lei esplori quel suo piccolo cazzetto taurino. Sarà tutto un Oh no piccola oh piccola rimani lì e lasciami usare la mia magia d'amore e chiacchiere varie. Oppure conosce quella stronzata di massaggio coreano tutto speciale e attacca a scorticarle la schiena o tira fuori lo speciale olio di ciliegio dolce e le massaggia piedi e mani - e devo ammettere cocca che se non ti hanno mai fatto un messaggio manuale come si deve tu la vita non sai manco dove sta di casa, fidati - ma ti pare che permetterà alla signora di reciplacare e dargli una sfregatina alla schiena? Nossignore manco per idea, perchè la fissazione di questo esemplare è che deve essere lui a dare piacere e tante grazie signora. [...] E' questo che mi fa disprezzare certi tipi che si credono di essere un dono personale del Signore alla specie femminile. Perchè almeno lo zoticone ci mette un po' di onestà, la vuole trapanare e poi smontare e per lei basta e avanza. Mentre il cascamorto si crede di essere tanto sensibile e di sapere come accontentare una signora solo perchè conosce la suzione clitoridea e lo shi-atsu, e guardarli a letto e come guardare uno di quei meccanici minchioni in camice bianco lavorare a una Porsche tutto tronfio per la sua perizia eccetera. Si credono Grandi Amatori. Si credono generosi a letto. No, la fregatura è che hanno l'egoismo di essere generosi. Non sono meglio del porco, sono solo più subdoli."
David Foster Wallace. Brevi interviste con uomini schifosi.



"E come tutti sanno un motivo primario che spinge l'omicida sessuale prototipico a stuprare e uccidere è che considera lo stupro e l' uccisione come l' unico mezzo possibile per stabilire un qualche contatto significativo con la vittima. Che è un bisogno umano basilare.
Voglio dire un contatto di qualche tipo naturalmente.
Ma anche terrorizzante e soggetto a manie e psicosi.
E' il suo modo contorto di avere un, tra virgolette, rapporto.
I rapporti convenzionali lo terrorizzano. Ma con una vittima, stuprando e torturando e uccidendo, lo psicotico sessuale riesce a creare una sorta di aperte e chiuse virgolette contatto grazie alla facoltà di farle sentire una paura e un dolore intensi, mentre l'esaltante sensazione di totale controllo divino su di lei - su quello che prova, se lo prova, se respira, se vive - questo gli consente un certo margine di sicurezza nel rapporto."
David Foster Wallace. Brevi interviste con uomini schifosi.


Brevi interviste con uomini schifosi, uscito la prima volta negli Stati Uniti nel 1999, rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso letterario di David Foster Wallace dopo i già memorabili La scopa del sistema, La ragazza con i capelli strani e Infinite Jest, estremizzando ulteriormente la sua cifra stilistica. 
Qui le tecniche d'avanguardia sono messe al servizio di una visione crudele almeno quanto assurda è la realtà che mostrano. La scelta della formula «intervista» non potrebbe essere piú irriverente.

Da questo libro, il film omonimo di John Krasinski, presentato al Sundance Film Festival.



Un quiz per il nuovo millennio

Quiz a sorpresa 4

Due drogati terminali all’ultimo stadio erano seduti contro il muro di un vicolo senza niente da iniettarsi, niente di niente, nessun posto dove andare o stare. Uno soltanto aveva un cappotto. 
Faceva freddo, ed uno dei drogati terminali batteva i denti e sudava e tremava per la febbre. 
Sembrava gravemente malato. Puzzava da fare schifo. Stava seduto contro il muro con la testa sulle ginocchia… Il drogato terminale col cappotto si tolse il cappotto e corse a ranicchiarsi vicino al drogato terminale gravemente malato e prese e stese il cappotto in modo che li coprisse tutti e due e poi si ranicchiò un altro poco tanto da ritrovarsi schiacciato contro l’altro e lo circondò con un braccio e lasciò che si sentisse male sul suo braccio, e rimasero così insieme contro il muro per tutta la notte.

Domanda: Quale dei due è sopravvissuto

Come è facile per Wallace, e mi chiedo per quanti scrittori lo sia, annichilirci con una domanda. 
Quale dei due drogati sopravvive? 
E la vera domanda è: si può sopravvivere al dolore dei nostri simili?
No. Non si può.
E Adorno si chiedeva: 
E’ ancora possibile la poesia dopo Auschwitz? 
Sarebbe possibile, risponde Wallace, se fossimo sopravvissuti al loro dolore, alla loro morte infame. 
Ma noi siamo morti insieme a loro e non c’è poeta più sulla terra che possa cantare queste sciagure. Cosa fare allora? 
Aiutarci, perché sì c’è forse un mondo di referenti lì fuori che aspettano di essere codificati, ma noi siamo intrappolati in un mondo-gabbia con i nostri simili. O ci mettiamo a comunicare con loro e guardarli dalla nostra misera prospettiva umana o espandiamo ciò che siamo, il nostro universo interiore. Smettere di fare la dieta e raggiungere una taglia infinita, risolverebbe il problema del solipsismo a monte. Ma questa taglia infinita passa attraverso step che possono includere il collasso, la morte.

  sigurd ha scritto il  15 dic 2015 01:25 26 17




Un pugno allo stomaco
Mi consigliarono Wallace più volte, tempo fa. 
Lo avevo messo in cantiere ma, tra letture arretrate, impegni, ed un piccolo blocco del lettore, avevo sempre rimandato. Poi, un giorno, ho trovato questo libro a casa del mio compagno, e mi son decisa a provare.
Il risultato è stato terrificante.
Era dai tempi di "Cavie" che non mi capitava di chiudere un libro all'improvviso, per frenare i conati, tanto più in questa occasione, visto che è stato consumato in tram e bus per andare a lavoro. Forse perché quando leggo mi immedesimo troppo nei personaggi, e si, me lo hanno detto troppe volte, questo non si fa, ma ognuno vive i libri a modo proprio.
Parte come un fiume in piena, per poi spaccare letteralmente una diga dentro, alcune pagine esplodono in una violenza che turba al ricordo. Quando l'ho terminato, l'ho posato lì dove era, evitandone lo sguardo.
Devocka ha scritto il  11 giu 2015 16:12



 Incipit de La persona depressa, eccezionale affondo nei meccanismi maniacali del depresso.
<La persona depressa viveva un terribile e incessante dolore emotivo, e l’impossibilità di esternare o tradurre in parole quel dolore era già una componente del dolore e un fattore che contribuiva al suo orrore di fondo. >  (pag. 40).
David Foster Wallace. Brevi interviste con uomini schifosi.



Die Zeit: [...] nella tua raccolta Brevi interviste con uomini schifosi,
c'è un racconto che parla di come funziona la mente di una persona depressa. 
Fa pensare al suicidio.

DFW: E' la storia più dolorosa che abbia mai scritto.
Parla di narcisismo, che è una parte della depressione.
Il personaggio ha tratti che mi appartengono.
Persi veramente degli amici mentre scrivevo quella storia,
diventai triste e infelice, urlavo con le persone.
La cosa crudele della depressione è che è una malattia centrata su di sé
- Dostoevskij lo mostra molto bene nei suoi Racconti dal sottosuolo.
La depressione è dolorosa, sei fiaccato/consumato da te stesso;
quanto peggiore è la depressione, tanto più ti concentri solo su te stesso
e appari strano e repellente agli altri. [...]
Viviamo nell'epoca della terapia. Il racconto al quale ti riferisci vuole mostrare quanto sia repellente questa persona e quanto repellente una specifica forma di dolore spirituale, molto moderna, con tutte le conoscenze psicologiche che se ne hanno e che fanno una persona ancora più repellente.

Die Zeit: Non credi alla terapia?

DFW: Fammela mettere così: non puoi vivere in questo mondo senza provare dolore, dolore fisico e spirituale. Abbiamo sviluppato meccanismi per affrontare questi dolori, per vincerli in qualche modo. Terapia, religione e spiritualità, relazioni umane, successo materiale.
Tutto ciò può funzionare, ma può diventare esso stesso un problema.

Die Zeit: La ricerca della felicità è una causa della infelicità del mondo?

DFW: La ricerca della felicità è stata inserita nella costituzione americana un paio di secoli fa.
Oggi siamo tanto ricchi, abbiamo molto più di quanto avremmo bisogno, abbiamo libertà mai conosciute prima d'ora, benché siano messe in pericolo dall'attuale clima politico negli Stati Uniti - e dimentichiamo quanto tutto ciò sia meraviglioso, messo in relazione con la maggior parte dei sistemi economici e politici.
Abbiamo un proverbio che fa:
dai a un uomo abbastanza corda e ci si impiccherà.
pietralcollo ha scritto il  20 mar 2010 00:09


https://youtu.be/k8ku5-XbsZE



<C’è stato tempo in tutto questo tempo. Non puoi uccidere il tempo col cuore. Tutto richiede tempo. Le api si devono muovere rapidissime per restare immobili.
Ehi ragazzino fa lui, Ehi ragazzino tutto bene.
Sulla lingua ti sbocciano fiori di metallo.
Non c’è più tempo per pensare.
Ora che c’è tempo non hai tempo.>

< ed era disperata – come di solito soltanto seri problemi economici fanno apparire le persone così disperate e intrappolate – con negli occhi quello sguardo di chi affoga e lo stava implorando di non approfittarsi assolutamente della sua posizione disperata anche solo per giudicarla e metterla in ridicolo. > Mondo adulto 1

I miei preferiti : Per sempre lassù - Il padre – New Haven, Connetticut – Nutley, New Jersey - considerazioni su i benefici del male estremo, ovvero i vantaggi psicologici di avere vissuto in un lager, spogliato d’ identità e dignità e ridotto a puro corpo.
Bellissima la mini Storia ridotta all’osso della vita postindustriale.
Prosciugamento emotivo.
Leggere DFW è sempre un dono, dice bene Zadie Smith nel breve saggio introduttivo.
Incomparabile, dico io.
  GloriaA ha scritto il  15 mar 2013 12:58

http://www.anobii.com/books/Brevi_interviste_con_uomini_schifosi/9788806185374/01ed8b062e8dd06195

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