venerdì 4 novembre 2016

Emil Cioran. Squartamento. Beati tutti coloro che, nati prima della Scienza, avevano il privilegio di morire alla loro prima malattia.

Beati tutti coloro che, nati prima della Scienza, 
avevano il privilegio di morire alla loro prima malattia.
Emil Cioran, Squartamento

La mia missione è uccidere il tempo e la sua è di uccidermi a sua volta. 
Ci si sente del tutto a proprio agio fra assassini.
Emil Cioran,  Squartamento



Incontro con un sotto-uomo. Tre ore che si sarebbero potute convertire in un supplizio, se non mi fossi ripetuto continuamente che non perdevo il mio tempo, che avevo pur sempre la ventura di contemplare un modello di quello che sarà l'umanità fra qualche generazione...
Emil Cioran, Squartamento


La scomparsa del silenzio deve essere annoverata fra gli indizi annunciatori della fine
Non è più a causa della sua impudicizia né delle sue dissolutezze che oggi Babilonia la Grande merita di crollare, ma a causa del suo frastuono e strepito, degli stridori della sua ferraglia e dei forsennati che non ne sono mai sazi. Accanita contro i solitari, ultimi martiri in ordine di tempo, li perseguita, li tortura, ne interrompe ad ogni momento le rimuginazioni, s'infiltra come un virus sonoro nei loro pensieri per corroderli, per disgregarli. Come potrebbero, nella loro esasperazione, non augurarsi di vederla sprofondare all'istante? Essa contamina lo spazio, essa insozza, nuova prostituta, esseri e paesaggi, essa caccia da ogni luogo la purezza e il raccoglimento. Dove andare, dove abitare? E che cosa cercare ancora nel baccano di un pianeta babilonizzato? Prima che vada in frantumi, quelli che vi hanno sofferto di più, quelli che essa ha tormentato, avranno finalmente la loro rivincita: saranno i soli a benedire l'epilogo, i soli ad assaporare questa sospensione della gazzarra, questo breve e decisivo silenzio che procede le grandi catastrofi. 
Emil Cioran, Squartamento


Noi avanziamo in massa verso una confusione senza eguale, noi insorgeremo gli uni contro gli altri come dei minorati convulsi, come dei fantocci allucinati, perché, tutto essendo diventato impossibile e irrespirabile per tutti, nessuno più accetterà di vivere, se non per liquidare e liquidarsi. L’unica frenesia di cui siamo ancora capaci è la frenesia della fine.
Emil Cioran, Squartamento





Emil Cioran. Il libero arbitrio e il nodo del destino.
“Col libero arbitrio si spiegano soltanto la ‘superficie’ della storia, le apparenze di cui si ammanta, le sue vicissitudini esteriori, ma non la profondità, il corso reale, che conserva nonostante tutto un carattere sconcertante, per non dire misterioso. Si resta sbalorditi che Annibale, dopo Canne, non sia piombato su Roma. Se lo avesse fatto, oggi ci vanteremmo di discendere dai Cartaginesi. Sostenere che il capriccio, il caso, dunque l’individuo, non svolgono un ruolo, è una stoltezza. Nondimeno, tutte le volte che si considera il divenire nel suo insieme, torna invariabilmente alla mente il verdetto del ‘Mahâbhârata’: «Il nodo del Destino non può essere sciolto; niente, in questo mondo, è il risultato dei nostri atti».”
Emil Cioran (1911 - 1995), “Squartamento” (“Écartèlement”, Gallimard, Paris 1979), nota introduttiva di Guido Ceronetti, trad. di Mario Andrea Rigoni, Adelphi, Milano 1981, ‘Le due verità’, p. 34.



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