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giovedì 24 ottobre 2013

Hodgkinson. L'ozio come stile di vita. È triste che fin dalla prima infanzia subiamo la tirannide del mito morale secondo cui è giusto, buono e bello balzar fuori dal letto non appena svegli per approntarci il più velocemente e gioiosamente possibile a compiere qualche attività utile. Nel mio caso, ricordo in modo molto chiaro che era mia madre a urlarmi di uscire dal letto ogni mattina. Mentre giacevo lì in uno stato di beato benessere, gli occhi chiusi, cercando di rimanere aggrappato a un sogno in dissolvimento, facendo ogni sforzo per ignorare le sue urla, mi mettevo a calcolare il tempo minimo che mi ci sarebbe voluto per alzarmi, far colazione, andare a scuola e riuscire ad arrivare qualche secondo prima dell’appello. Tutta questa creatività e fatica mentali le spendevo per godere di pochi istanti di sonno in più. È così che l’ozioso inizia ad apprendere la sua arte.



È triste che fin dalla prima infanzia subiamo la tirannide del mito morale secondo cui è giusto, buono e bello balzar fuori dal letto non appena svegli per approntarci il più velocemente e gioiosamente possibile a compiere qualche attività utile. Nel mio caso, ricordo in modo molto chiaro che era mia madre a urlarmi di uscire dal letto ogni mattina. Mentre giacevo lì in uno stato di beato benessere, gli occhi chiusi, cercando di rimanere aggrappato a un sogno in dissolvimento, facendo ogni sforzo per ignorare le sue urla, mi mettevo a calcolare il tempo minimo che mi ci sarebbe voluto per alzarmi, far colazione, andare a scuola e riuscire ad arrivare qualche secondo prima dell’appello. Tutta questa creatività e fatica mentali le spendevo per godere di pochi istanti di sonno in più. È così che l’ozioso inizia ad apprendere la sua arte.
Tom Hodgkinson. L'ozio come stile di vita

martedì 13 novembre 2012

giovedì 1 dicembre 2011

Leo Longanesi. La sua signora. Una società fondata sul lavoro non sogna che il riposo.


"La miseria è ancora l’unica forza vitale del Paese e quel poco o molto che ancora regge è soltanto frutto della povertà.
Bellezze dei luoghi, patrimoni artistici, antiche parlate, cucina paesana, virtù civiche e specialità artigiane sono custodite soltanto dalla miseria.
Dove essa è sopraffatta dal sopraggiungere del capitalismo, ecco che si assiste alla completa rovina di ogni patrimonio artistico e morale.
Perché il povero è di antica tradizione e vive in una miseria che ha antiche radici in secolari luoghi, mentre il ricco è di fresca data, improvvisato, nemico di tutto ciò che lo ha preceduto e che l’umilia. La sua ricchezza è stata facile, di solito nata dall’imbroglio, da facili traffici, sempre o quasi, imitando qualcosa che è nato fuori di qui.
Perciò quando l’Italia sarà sopraffatta dalla finta ricchezza che già dilaga, noi ci troveremo a vivere in un paese di cui non conosceremo più né il volto né l’anima."
Leo Longanesi, "La sua signora", 1957.



Una società fondata sul lavoro non sogna che il riposo.
Leo Longanesi, "La sua signora", 1957

La famiglia è uno stato che riceve autorità dalla noia, dalle convenienze e dalla paura di morir soli in casa
Leo Longanesi, "La sua signora"


Qui non c'è nulla: né destra né sinistra.
Qui si vive alla giornata, fra l'acqua santa e l'acqua minerale.
Leo Longanesi, La sua signora, 1957

L'arte è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati.
Leo Longanesi


Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee.
Leo Longanesi, Parliamo dell'elefante, 1947


Fanfare, bandiere, parate.
Uno stupido è uno stupido.
Due stupidi sono due stupidi.
Diecimila stupidi sono una forza storica
Leo Longanesi, "Frammenti di un diario"


Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi.
Leo Longanesi








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