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venerdì 21 ottobre 2016

Nicholas Murray Butler. Il mondo si divide in tre categorie di persone, un piccolissimo numero che fanno produrre gli avvenimenti, un gruppo un po' più importante che veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento, e infine una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto.

Il mondo si divide in tre categorie di persone, 
un piccolissimo numero che fanno produrre gli avvenimenti, 
un gruppo un po' più importante che veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento, 
e infine una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto.
Nicholas Murray Butler


giovedì 17 dicembre 2015

martedì 17 marzo 2015

Guy Debord. I manipolatori della pubblicità, con il consueto cinismo di chi sa che le persone sono portate a giustificare gli affronti di cui non si vendicano, oggi gli annunciano tranquillamente che “quando si ama la vita, si va al cinema”. Ma questa vita e questo cinema sono entrambi poca cosa ed è per questo che sono effettivamente intercambiabili nella più totale indifferenza.


Anzitutto, è abbastanza risaputo che non ho mai fatto alcuna concessione alle idee dominanti della mia epoca, né ad alcuno dei poteri esistenti (...) È diventata ingovernabile, questa “terra malata” dove nuove sofferenze si mascherano sotto il nome di antichi piaceri e le persone sono come spaurite. Girano in tondo nella notte e sono consumate dal fuoco. Si svegliano sgomente e cercano la vita a tastoni. Siamo al colmo: corre voce che quelli che per primi la espropriavano, l'abbiano smarrita.(...) I poteri attuali, con la loro povera informazione falsificata, che li depista quasi quanto stordisce i loro amministrati, non hanno ancora potuto valutare quanto sia loro costato il rapido passaggio di quell'uomo. Ma che importa? Gli artefici dei naufragi scrivono il loro nome soltanto sull'acqua. (...) Il cinema di cui sto parlando è l'imitazione insensata di una vita insensata, è una rappresentazione ingegnosa nel non dire niente, abile a ingannare per un'ora la noia con il riflesso della noia medesima; questa fiacca imitazione è l'ingenua vittima del presente e il falso testimone del futuro che, attraverso innumerevoli finzioni e grandi spettacoli, non fa che consumarsi inutilmente accumulando immagini che il tempo si porta via.
(...) I manipolatori della pubblicità, con il consueto cinismo di chi sa che le persone sono portate a giustificare gli affronti di cui non si vendicano, oggi gli annunciano tranquillamente che “quando si ama la vita, si va al cinema”. Ma questa vita e questo cinema sono entrambi poca cosa ed è per questo che sono effettivamente intercambiabili nella più totale indifferenza.
GUY DEBORD, dalla sceneggiatura del film "In girum imus nocte et consumimur igni 
(1977)


martedì 3 marzo 2015

Philip Dick. Lo strumento fondamentale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se puoi controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole.

Dovunque tu vada, ti sarà richiesto di fare cose che ritieni sbagliate. È una condizione costante della vita quella di essere costretti a violare la propria identità".
Philip Dick, Ma gli androidi sognano pecore elettriche?



"Lo strumento fondamentale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se puoi controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole."
Philip Dick
[da 'Come costruire un universo che non cada a pezzi dopo due giorni' di Philip K. Dick, che morì oggi, nel 1982]


"The basic tool for the manipulation of reality is the manipulation of words. If you can control the meaning of words, you can control the people who must use the words."




martedì 4 novembre 2014

Geminello Alvi. Le seduzioni economiche di Faust. L'imprenditore, il consumatore, il lavoratore, ognuno a suo modo, inseguono l'identica Magia che seduce Faust, e gli fa obliare se stesso in uno Streben che non ha mai fine e nel quale tutto si confonde con prepotenza. Il capitalismo è questo Faust sedotto da una manipolazione mercantile di tutto, che vuole solo estendersi. La seduzione della fretta, di tutto misurare nel giuoco all'accumulo, della potenza ricreativa, domina un'economia che nulla nell'Epoca moderna riesce a frenare. La conoscenza di questo capitalismo com'è, nelle seduzioni che patisce e nello slancio che l'anima, è un compito del quale le naturali scienze economiche di Quesnay e dei suoi successori sono per scelta lontane.



L'imprenditore, il consumatore, il lavoratore, ognuno a suo modo, inseguono l'identica Magia che seduce Faust, e gli fa obliare se stesso in uno Streben che non ha mai fine e nel quale tutto si confonde con prepotenza. Il capitalismo è questo Faust sedotto da una manipolazione mercantile di tutto, che vuole solo estendersi. La seduzione della fretta, di tutto misurare nel giuoco all'accumulo, della potenza ricreativa, domina un'economia che nulla nell'Epoca moderna riesce a frenare. La conoscenza di questo capitalismo com'è, nelle seduzioni che patisce e nello slancio che l'anima, è un compito del quale le naturali scienze economiche di Quesnay e dei suoi successori sono per scelta lontane.
Geminello Alvi, "Le seduzioni economiche di Faust" (Adelphi, 2014, p. 15)




lunedì 16 giugno 2014

Il Faust e il Golem sono probabilmente le uniche due mitografie moderne ed entrambe sottendono il rapporto fra l'uomo e la hybris della conoscenza, del sapere. La leggenda del Golem si forma nell'ambito della mistica ebraica ed è ormai inscindibilmente legata alla Praga magica di Rodolfo d'Asburgo, ma proietta la sua inquietante presenza fino alla Praga di Meyrink e di Kafka, per arrivare fino a noi anche attraverso la letteratura a fumetti più intrigante e colta. Chi è il Golem o, per meglio dire, cosa è un Golem? Si tratta di robot, un umanoide impastato nell'argilla come Adàm, il primo uomo della Bibbia a cui la vita fu insufflata dall’ "alito" divino e che prima di diventare un essere umano, fu un Golem. Nel caso del Golem della tradizione mistica, la vita gli è suscitata attraverso arti cabalistiche la cui fonte è il sefer hayetziràh, il libro della creazione e che culminano con l'apposizione di un cartiglio su cui è vergata la parola ebraica emet, verità, sulla fronte o a all’altezza del cuore. La creazione del Golem più celebre della storia, è attribuita al grande rabbino praghese Yehudà ben Bezalel, noto anche come Rabbi Yehudà Löv, il Maharal. Il Golem è insieme potentissimo e fragile. Può prestarsi ad essere un umile servitore per i lavori più ingrati, ma può trasformarsi in un formidabile difensore contro le persecuzioni grazie alla sua tremenda forza. La sua natura di materia manipolata, lo porta tuttavia ad essere instabile, sofferente e confuso ed è necessario disattivarlo il Sabato, giorno della santità, perché non diventi distruttivo verso coloro che dovrebbe proteggere. Questo mito mistico, allude all'intera problematica del rapporto fra l'umano e il sapere che può manipolare la materia e gli habitat in ciascuna delle loro forme.

Il Golem della comunicazione

"Il Faust e il Golem sono probabilmente le uniche due mitografie moderne ed entrambe sottendono il rapporto fra l'uomo e la hybris della conoscenza, del sapere. La leggenda del Golem si forma nell'ambito della mistica ebraica ed è ormai inscindibilmente legata alla Praga magica di Rodolfo d'Asburgo, ma proietta la sua inquietante presenza fino alla Praga di Meyrink e di Kafka, per arrivare fino a noi anche attraverso la letteratura a fumetti più intrigante e colta. Chi è il Golem o, per meglio dire, cosa è un Golem? Si tratta di robot, un umanoide impastato nell'argilla come Adàm, il primo uomo della Bibbia a cui la vita fu insufflata dall’ "alito" divino e che prima di diventare un essere umano, fu un Golem. Nel caso del Golem della tradizione mistica, la vita gli è suscitata attraverso arti cabalistiche la cui fonte è il sefer hayetziràh, il libro della creazione e che culminano con l'apposizione di un cartiglio su cui è vergata la parola ebraica emet, verità, sulla fronte o a all’altezza del cuore. La creazione del Golem più celebre della storia, è attribuita al grande rabbino praghese Yehudà ben Bezalel, noto anche come Rabbi Yehudà Löv, il Maharal. Il Golem è insieme potentissimo e fragile. Può prestarsi ad essere un umile servitore per i lavori più ingrati, ma può trasformarsi in un formidabile difensore contro le persecuzioni grazie alla sua tremenda forza. La sua natura di materia manipolata, lo porta tuttavia ad essere instabile, sofferente e confuso ed è necessario disattivarlo il Sabato, giorno della santità, perché non diventi distruttivo verso coloro che dovrebbe proteggere. Questo mito mistico, allude all'intera problematica del rapporto fra l'umano e il sapere che può manipolare la materia e gli habitat in ciascuna delle loro forme

Ho ripensato angosciosamente a questa leggenda mitografica, riflettendo sull'immenso ed ipertrofico Golem comunicativo che abbiamo generato per servirci e per difenderci, come straordinario mezzo di informazione e come formidabile strumento di democrazia, ma non ci siamo preoccupati di contemperarlo con la pietas sabbatica, con il tempo del ricongiungimento a noi stessi, dell'uguaglianza e di quel senso primo che è l'integrità della vita per ció che essa è per sé. Senso di relazione con l'altro che passa per l'accoglienza, per il rispetto, per la contemplazione del suo splendore senza che venga sfregiato dalla pletoricità egocentrica della grafomania, della sua aggressività talora violenta, irresponsabile, perché protetta dalla pretesa neutralità del medium. Impariamo a frenare la bulimia autoreferenziale dell'esserci a tutti i costi hic et nunc, a lasciare spazio al silenzio, alla riflessione interiore, alla percezione dell'esistenza intima che ci circonda. Facciamolo prima che la nostra vita diventi solo sopraffazione".

Moni Ovadia

L'Unità - Voce d'Autore del 14 giugno 2014


sabato 31 maggio 2014

Biko. L’arma più potente nelle mani dell’oppressore è la mente dell’oppresso


L’arma più potente nelle mani dell’oppressore è la mente dell’oppresso
Steven Bantu Biko, attivista sudafricano anti-apartheid assassinato dalla polizia a soli 31 anni il 12 settembre 1977

Studente di medicina all’Università di Natal (Sudafrica), sezione separata per i neri, divenne giovanissimo un attivista politico e nel 1969 fondò il movimento Black Consciousness che aveva come obiettivo l’autoriconoscimento dei neri e la loro valorizzazione in quanto tali. “Coscienza nera” significava rinascita politica e culturale di un popolo oppresso. Biko seppe rispondere immediatamente alle accuse di razzismo, il suo movimento non andava contro i bianchi, bensì muoveva la coscienza autonomamente, senza il bisogno di riconoscimento da parte loro.

La situazione sudafricana esplose il 16 giugno del ’76 con la manifestazione di protesta di Soweto, scaturita in una “bloody sunday” africana che provocò almeno cento vittime tra i manifestanti e che segnò l’inizio di una rivolta nazionale repressa nel sangue.

Il movimento di Biko, radicale e non-violento, viaggiò sempre parallelamente al più noto African National Congress nel quale militava Nelson Mandela, anche se poco prima del suo arresto Biko preparava un’alleanza che certo poco avrebbe giovato al regime dell’apartheid.

Steve Biko venne arrestato nel settembre del ’77, fu torturato, incatenato crocifisso alla sua cella, nudo, colpito fino a fracassargli il cranio. L’11 settembre del 1977 era in condizioni critiche, si decise allora di portarlo in ospedale, da Port Elizabeth dov’era detenuto a Pretoria, a più di mille chilometri di distanza. Venne ammanettato e ficcato nudo nel baule di una Land Rover, dove restò per tutto il viaggio. Fu la sua ultima notte. 

Una giovane vita rivoluzionaria stroncata troppo presto. Con l'unica consolazione che Biko non avrebbe mai scambiato la sua breve ma combattiva vita con il raggiungimento della vecchiaia senza lottare. Un giorno disse:
“O sei vivo e fiero, o sei morto, e se sei morto, allora che t’importa?”





giovedì 29 maggio 2014

Burhanuddin Herrmann. Tutti voi indossate abiti e scarpe di marca come se foste i rappresentanti di queste compagnie. Questa è la vostra forma, la vostra religione. Avete uno stile di vita inconsapevole, creato dalla tv, dalla pubblicità. Pensate di essere liberi e in grado di decidere liberamente ma siete gli esseri più manipolati del mondo. La scelta del vostro vestito è la scelta di uno schiavo. Quello che compare sulle riviste è lo standard della moda dell'anno, lo seguite e siete così manipolati che arrivate perfino al punto di dire che vi vestite così perchè vi piace. Siete forzati dai vostri desideri, dalle vostre immagini. E la pubblicità funziona con desideri e immagini, è per questo che avete tutti lo stesso aspetto.

"Tutti voi indossate abiti e scarpe di marca come se foste i rappresentanti di queste compagnie. Questa è la vostra forma, la vostra religione. Avete uno stile di vita inconsapevole, creato dalla tv, dalla pubblicità. Pensate di essere liberi e in grado di decidere liberamente ma siete gli esseri più manipolati del mondo. La scelta del vostro vestito è la scelta di uno schiavo. Quello che compare sulle riviste è lo standard della moda dell'anno, lo seguite e siete così manipolati che arrivate perfino al punto di dire che vi vestite così perchè vi piace. Siete forzati dai vostri desideri, dalle vostre immagini. E la pubblicità funziona con desideri e immagini, è per questo che avete tutti lo stesso aspetto."
Burhanuddin Herrmann


"Le forze esterne ti ingannano, ti manipolano. Ciò in cui credi è un prodotto elaborato ad arte. In parte l'hai creato tu, in parte i tuoi genitori e la società in cui vivi. La sola cosa che ci serve è l'autenticità: dobbiamo vedere le cose per quello che sono. Perchè è così difficile dire la verità, vivere la verità? Per le conseguenze. Se inizi ad essere vero, a vivere nella verità, tutti i tuoi giochetti che hai fatto finora devono finire. La mente può adattarsi ai compromessi, il cuore no. Può darsi che tu viva rettamente, però non vivi nella verità. Se trovi il coraggio di seguire ciò che è vero per te, forse perdi il tuo lavoro, forse resti da solo o finisci sotto un ponte. Ma una cosa ti succede di sicuro: raggiungi la pace del cuore. La verità è oltre la concezione umana del bene e del male; è il nome più alto del divino: da lì ogni cosa si manifesta."
Burhanuddin Herrmann





sabato 17 maggio 2014

Etty Hillesum. La sorgente di ogni cosa ha da essere la vita stessa, mai un'altra persona. Molti invece attingono le proprie forze da altri: è l'uomo la loro sorgente, non la vita. Mi sembra un atteggiamento quanto mai distorto e innaturale.

La sorgente di ogni cosa ha da essere la vita stessa, mai un'altra persona. 
Molti invece attingono le proprie forze da altri: è l'uomo la loro sorgente, non la vita. 
Mi sembra un atteggiamento quanto mai distorto e innaturale.
Etty Hillesum, Diario 1941-1943


Per tutta la mia vita ho desiderato che qualcuno mi prendesse per mano e si occupasse di me, magari sembro una persona coraggiosa che fa tutto da sé, e invece mi abbandonerei così volentieri alle cure di un altro.
Etty Hillesum

Bisogna vivere con se stessi come con un popolo intero: allora si conoscono tutte le qualità degli uomini, buone e cattive. E se vogliamo perdonare gli altri dobbiamo prima perdonare a noi stessi i nostri difetti. È forse la cosa più difficile... Il che significa anzitutto saperli generosamente accettare.
Etty Hillesum

In fondo, il nostro unico dovere morale è quello di dissodare in noi stessi vaste aree di tranquillità, di sempre maggior tranquillità, fintanto che si sia in grado d’irraggiarla anche sugli altri. E più pace c’è nelle persone, più pace ci sarà in questo mondo agitato.
Etty Hillesum


Fornisci al dolore dentro di te lo spazio e il rifugio che merita, perché se ognuno accetta quello che la vita gli impone con onestà, lealtà e maturità, forse il dolore che riempie il mondo si placherà. Ma se non prepari un rifugio accogliente per il tuo dolore, e invece riservi più spazio dentro di te all’odio e ai pensieri di vendetta – dai quali sorgeranno nuovi dolori per altri – allora il dolore non cesserà nel mondo, ma sarà moltiplicato. E se avrai dato al dolore lo spazio che le sue nobili origini richiedono, allora potrai veramente dire: la vita è bellla e così ricca! Tanto bella e ricca che potrebbe farti credere in Dio.
Etty Hillesum



Si deve diventare un’altra volta
semplici e senza parole
come il grano che cresce,
o la pioggia che cade.
Si deve semplicemente essere.
Etty Hillesum




sabato 18 gennaio 2014

Frédéric Beigbeder. "Euro 13,89".Il vostro desiderio non vi appartiene più: io vi impongo il mio. Il vostro desiderio é il risultato di un investimento calcolato in miliardi di euro. Sono io che decido ciò che vorrete domani.




Il vostro desiderio non vi appartiene più: io vi impongo il mio.
Il vostro desiderio è il risultato di un investimento calcolato in miliardi di euro.
Sono io che decido ciò che vorrete domani
Frédéric Beigbeder. "Euro 13,89"


Alfred Duler é convinto che la ripresa della crescita economica sia un bene, mentre significa solo un aumento di produzione inutile, una montagna di oggetti supplementari che ci seppelliranno. 
Lui ha "la fede". Gliela hanno insegnata all'università: "nella crescita economica tu crederai". 
Produciamo una catasta di milioni di tonnellate di prodotti e saremo felici! 
Frédéric Beigbeder. "Euro 13,89"

mercoledì 15 gennaio 2014

Agostino Degas. "Internet è (...) il più grande esperimento di anarchia che sia mai stato fatto" ha scritto Erik Smith. Su face book lo vediamo: c'è tutto ed il contrario di tutto. Ci sono uomini con profili da donna, donna con profili da uomo. Adulti con profili da adolescenti. Persone con identità di altri. Ci sono persone malate di narcisismi patologico che fanno danni enormi alle persone che sanno abilmente manipolare: Forse urge istituire la figura dello psichiatra virtuale e delle forze dell'ordine virtuali... L'anarchia, nel senso alto del termine, è una gran bella cosa ma richiede una elevata coscienza e cultura, profondo senso di responsabilità e rispetto per gli altri. Tutte cose che difettano assai in questo anarchico ( qui inteso nel senso riduttivo di “senza regole”) mondo virtuale...dove tutto pare permesso. Pensate ad esempio ai danni che fanno dei giornali virtuali che diffondono notizie FALSE, inventate di sana pianta , che trovano tanti gonzi che se le bevono. Ma sapete che c'è gente che crede alle notizie folli pubblicate da un giornale online che si chiama ( scusatemi...) IL C**** QUOTIDIANO. ? Non stiamo toccando il fondo?...






"Internet è (...) il più grande esperimento di anarchia che sia mai stato fatto" ha scritto Erik Smith. Su face book lo vediamo: c'è tutto ed il contrario di tutto. Ci sono uomini con profili da donna, donna con profili da uomo. Adulti con profili da adolescenti. Persone con identità di altri. Ci sono persone malate di narcisismi patologico che fanno danni enormi alle persone che sanno abilmente manipolare: Forse urge istituire la figura dello psichiatra virtuale e delle forze dell'ordine virtuali... L'anarchia, nel senso alto del termine, è una gran bella cosa ma richiede una elevata coscienza e cultura, profondo senso di responsabilità e rispetto per gli altri. Tutte cose che difettano assai in questo anarchico ( qui inteso nel senso riduttivo di “senza regole”) mondo virtuale...dove tutto pare permesso. Pensate ad esempio ai danni che fanno dei giornali virtuali che diffondono notizie FALSE, inventate di sana pianta , che trovano tanti gonzi che se le bevono. Ma sapete che c'è gente che crede alle notizie folli pubblicate da un giornale online che si chiama ( scusatemi...) IL C***O QUOTIDIANO. ? Non stiamo toccando il fondo?..."
Agostino Degas


"Quasi tutte le grandi scoperte sono avenute per caso o addirittura per sbaglio. Non fanno eccezione nè internet e neppure facebook. Internet nacque per scopi militari, per dar modo ai soldati di poter comunicare tra loro senza essere intercettati dal nemico. Facebook nacque invece quasi per un gioco di alcuni studenti, per comunicare all'interno dell'università di Harvard, negli Stati Uniti. Da parte dei giovanissimi Mark Zuckerberg e dai suoi compagni di università Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes. Visto il successo, fu presto aperto anche agli studenti di altre scuole della zona di Boston, della Ivy League e della Stanford University. Ma ci volle parecchio tempo prima che il giovane Mark Zuckerberg intuisse le enormi potenzialità commerciali".
Agostino Degas





Se, riguardo l'ANARCHIA, decidessimo di adottare il punto di vista di Fernando Pessoa, che la definisce come LOTTA ALLE "FINZIONI SOCIALI", SAREBBE PROBABILMENTE EVIDENTE CHE NON AD UN "GRANDE ESPERIMENTO DI ANARCHIA" CI TROVIAMO DI FRONTE, QUANTO UN MOSTRUOSO GENERATORE DI ULTERIORI FINZIONI, CONVENZIONI, CONFORMISMI. "Il vero male, il solo male, sono le convenzioni e le finzioni sociali, che si sovrappongono alla realtà naturale: tutto, dalla famiglia, al denaro, dalla religione allo stato. La gente nasce uomo o donna, voglio dire, nasce per essere, nell'età adulta, uomo o donna; non nasce, in un giusto stato di natura, né per essere marito, né per essere ricco o povero, come non nasce nemmeno per essere cattolico o protestante, portoghese o inglese."
Fernando Pessoa. Il banchiere anarchico




E' proprio il dialogo il grande assente nelle nostre esistenze. Nessuno ci ha mai insegnato a dialogare (o filosofare come lo definivano i greci). Sono rari i casi in cui avviene un dialogo autentico. Per lo più si scambiano informazioni, pareri, stati d'animo, emozioni, tutta roba ficcata in testa a martellate che equivochiamo per nostra, che non ha niente a che fare con la vita (le "finzioni sociali" di Pessoa)

Per completezza riportiamo quelle che, per Pessoa, sono le CARATTERISTICHE IMPRESCINDIBILI DELL'ANARCHICO VERACE:

"Sentivo che esisteva un DOVERE SUPERIORE alla  SEMPLICE PREOCCUPAZIONE per il mio destino."


"NON HO MAI AIUTATO, NÉ AIUTO NESSUNO, PERCHÉ QUESTO SIGNIFICA DIMINUIRE LA LIBERTÀ ALTRUI".


"L'etica del dialogo é, per Platone, l'esercizio spirituale per eccellenza."
(Pierre Hadot - "Che cosa é la filosofia antica")


La parola "dialogo" deriva dal greco antico e stava ad indicare qualcosa che per noi é inimmaginabile. La usiamo come sinonimo di "conversazione", "comunicazione", ecc., ma é tutt'altra cosa. Per dialogare occorre amore. Questo pensiero di R. W. Emerson illustra bene la faccenda: "Le percezioni dell'anima, la sua mirabile progenie, nascono dalla conversazione, il matrimonio delle anime."



ANCORA SUL DIALOGO - "Una buona conversazione fa presa, ci apre gli occhi a qualcosa, ci fa rizzare le orecchie. Una buona conversazione lascia degli echi. Più tardi, nel corso della giornata, nella nostra mente si continua a parlare e il giorno dopo ci si ritrova ancora a conversare con quello che è stato detto. Quel risuonare in un secondo tempo è proprio l'aumento della coscienza: la nostra mente è stata mossa".
(J. Hillman)


Gipo Santoni :
“DA EDUCATORE COLGO LA POTENZA DELL'AFFERMAZIONE CHE VERITÀ È RELAZIONE, e tutto ciò che implica e ne deriva. SE NON C'È RELAZIONE NON PUÒ ESSERCI VERITÀ perché nella non relazione c'è distanza e quindi impossibilità di ricerca di verità”.


"Verità é relazione" Martin Buber sottoscriverebbe!
"Io non sperimento l'uomo a cui dico Tu, ma sono nella relazione con lui. Appena me ne allontano lo sperimento di nuovo. Esperienza é lontananza del Tu. Ci può essere relazione anche se l'uomo, a cui dico tu, non lo percepisce nella sua esperienza. Il tu fa di più e gli succede di più di quanto l'esso sappia. Qui non sopravviene alcun inganno: qui é la culla della vita reale...il tu non si sperimenta".
(Martin Buber)



L'amore equivale esattamente al "vuoto affettivo" (apatia) dice Buber e, precisamente: "Il sentimento di Gesù verso l'indemoniato é diverso dal sentimento verso il il discepolo prediletto, ma l'AMORE É LO STESSO".



lunedì 13 gennaio 2014

dott.sa A. Sepe. TEST DELLA PERSONALITA'/ TEST DELLA MASCHERA. Nella psicologia, la maschera è un meccanismo di difesa che si innesca dopo una situazione di dolore, disagio, imbarazzo, ecc. La maschera costituisce una parte strutturante della personalità, la parte più esterna e come tale, è costituita da modi di pensare, di agire, di sentire, di vedere le cose, ecc. Difficilmente si ammette di avere conflitti irrisolti ma sappi che se riesci ad elaborare i tuoi disagi emotivi, avrai fatto un passo avanti per essere te stesso. Tu sei consapevole dei tuoi disagi emotivi? Scoprilo facendo il test psicologico delle maschere


TEST DELLA PERSONALITA'/ TEST DELLA MASCHERA.
Nella psicologia, la maschera è un meccanismo di difesa che si innesca dopo una situazione di dolore, disagio, imbarazzo, ecc. La maschera costituisce una parte strutturante della personalità, la parte più esterna e come tale, è costituita da modi di pensare, di agire, di sentire, di vedere le cose, ecc. Difficilmente si ammette di avere conflitti irrisolti ma sappi che se riesci ad elaborare i tuoi disagi emotivi, avrai fatto un passo avanti per essere te stesso. Tu sei consapevole dei tuoi disagi emotivi? Scoprilo facendo il test psicologico delle maschere, elaborato dalla psicoanalista dott.sa A. Sepe. 

Guarda la foto in basso e scegli la maschera che maggiormente ha attirato la tua attenzione. 
Per i risultati, clicca sul link in basso 
http://www.tecnologia-ambiente.it/test-della-maschera-scopri-i-tuoi-disagi-emotivi





La numero 1 perché mi inquieta. Mi inquieta quel sorrisino sadico e tutte quelle punte. Chissà perché uso questa maschera, so di certo che questa "maschera" in parte è la prima impressione che do.


Ecco le maschere che indossiamo come meccanismo di difesa

ui-52a154d5c19d99.56112749La maschera in psicologia rappresenta un meccanismo di difesa, un imprinting che si innesca in seguito ad una situazione di forte dolore, che crea un vissuto di ferita emotiva profonda, avvenuto in tenera età.
In sintesi la maschera è la parte strutturante della personalità, la parte più esterna e come tale, è costituita da modi di pensare, di agire, di sentire, di vedere le cose, ecc.
Secondo la psicoanalisi si possono distinguere cinque ferite con le rispettive maschere:
  1. la ferita del rifiuto e la corrispettiva maschera da fuggitivo
  2. la ferita d’abbandono e la maschera da dipendente
  3. la ferita dell’umiliazione con la corrispondente maschera da masochista
  4. la ferita del tradimento e la maschera del controllo
  5. la ferita dell’ingiustizia e la maschera del rigido.
Queste ferite sono procurate dalle persone più vicine, di solito i genitori, in modo inconsapevole, molto spesso loro stessi sono stati oggetto di questa dinamica a loro tempo nell’infanzia, ma non avendola vista e modificata, la ripropongono automaticamente senza saperlo.
La maschera propone un personaggio, con modi di pensare, di parlare, di proporre il corpo, di camminare, di respirare, ecc. Infatti, la diagnosi viene fatta proprio dall’osservazione di tutte queste variabili: corpo, linguaggio, pensiero, affettività.
La maschera è la risposta che il bambino ha trovato a suo tempo, per sopravvivere nel modo migliore alla ferita, è un meccanismo di difesa, un modo per ritrovare un ruolo attivo e di controllo su una situazione subita, eccessivamente dolorosa.
Ad esempio chi subisce l’abbandono (di solito dal genitore dell’altro sesso), indosserà la maschera del fuggitivo, come tentativo di ripristinare il proprio potere e volere. Avrà un corpo sottile e lungo, con poco peso e spessore, parlerà in modo non incisivo per rimarcare la non presenza, non prenderà l’iniziativa, userà termini e modi che lasciano intravedere che non garantisce la sua presenza, ecc.
Ciascuno di noi può avere più maschere, anche se generalmente ce n’è una, che risulta maggiormente predominante e strutturante rispetto alle altre. Talvolta la ferita principale, quella più profonda, è quella meno visibile, si nasconde sotto altre più evidenti ed superficiali. Di seguito riporto nel dettaglio le 5 ferite con le rispettive maschere
Caratteristiche della ferita da rifiuto
RISVEGLIO DELLA FERITA: dal concepimento fino all’anno di età. Non sentirsi in diritto di esistere con il genitore dello stesso sesso.
MASCHERA: fuggitivo.CORPO:contratto, striminzito, smilzo o frammentato.
Occhi: piccoli,con un’espressione di paura, o con l’impressione che ci sia una maschera intorno agli occhi.
VOCABOLARIO: “una nullità, niente, inesistente, scomparire”
CARATTERE: distaccato dalle cose materiali, perfezionista, intellettuale, passa attraverso fasi di grande amore alternate a odio profondo. Non crede di aver il diritto di esistere; dificoltà sessuali. Si crede uno assoluto, senza valore. Cerca la solitudine; evanescente, ha la capacità di rendersi invisibile. Trova vari modi per fuggire; facilmente si esilia sul piano astrale. Si crede incompreso; difficoltà nel lasciar vivere il proprio bambino interiore.
MASSIMA PAURA: il panico.
ALIMENTAZIONE: emozioni o paura gli tolgono l’appetito. Porzioni piccole. Per fuggire: zucchero, alcol o droga. Predisposto all’anoressia.
POSSIBILE MALATTIE: pelle, diarrea, aritmia, cancro, problemi respiratori, allergie, vomito, svenimento, coma, ipoglicemia, diabete, depressione con intenti suicidi, psicosi.
Osservazioni che servono a mettere in evidenza le differenze comportamentali legate alla maschera.
Il fuggitivo ha una voce spenta,debole;
Il fuggitivo non ama particolarmente la danza.Quando balla,si muove poco,in modo evanescente,per non farsi notare.Ciò che ne emana,è un “non guardatemi troppo”;
Il fuggitivo preferisce una macchina con i coloro scuri,che passa inosservata.Puoi applicare questa caratteristicha ad altre categorie di acquisti, oltre che al tuo modo di vestirti;
Il fuggitivo si fa piccolo piccolo sulla sedia,e gli piace molto nascondere i piedi sotto le cosce. Dal momento che non è radicato in terra,può allora più facilmente fuggire;
Quando si attiva la ferita da RIFIUTO, indossi la maschera del fuggitivo.Questo fa sì che tu voglia fuggire dalla situazione o dalla persona che credi responsabile del rifiuto,per paura di essere colto dal panico e sentirti impotente. Tale maschera può anche convincerti a diventare il più possibele invisibile,ritirandoti in te stesso,non dicendo o non facendo nulla che possa far sì che tu sia maggiormente respinto dall’altro.Questa maschera ti fa credere di non essere abbastanza importante per prendere il tuo posto,di non avere dirito ad esistere come titti gli altri.
Il fuggitivo si dà ad intendere che si occupa di sé e degli altri,per non sentire i vari rifiuti vissuti. La persona che soffre per il rifiuto alimenta la propria ferita ogni volta che si dà dell’ incompetente, del buono e nulla,che pensa di essere del tutto inutile nella vita altrui,ed ogni volta che fugge via da una situazione.
La ferita da RIFIUTO è in via di guarigione quando prendi sempre di più il posto che ti compete, quando osi affermare te stesso. Inoltre, se qualcuno pare dimenticare che esisti, riesci ad essere comunque a tuo egio. Ti accadono molto meno situazioni in cui temi di essere colto dal panico.
fisico-del-fuggitivo-ferita-da-rifiuto
Caratteristiche della ferita da abbandono
RISVEGLIO DELLA FERITA: tra il primo e il terzo anno di etàcon il genitore di sesso opposto. Mancanza di nutrimento affettivo o del genere di nutrimento desidereto.
MASCHERA:dipendente.
CORPO: allungato, sottile, ipotonico, floscio, gambe deboli, schena curva, braccia che sembrano troppo lunghe e pendono lungo il corpo, parti del corpo cadenti o flaccide.
Occhi: grandi, tristi.
SGUARDO: magnetico.
VOCABOLARIO: “assente”, “solo”, “non reggo”, “mi mangiano”, “mi stanno col fiato sul collo”.
CARATTERE: vittima. Empatico. Bisogno di presenza, di attenzione soprattutto di sostegno. Difficoltà nel fare o nel decidere qualcosa da solo. Chiede consigli che poi non necessariamente segue. Voce infantile. Difficoltà a sentirsi dire di no (ad accettare un rifiuto). Tristezza. Piange facilmente. Attira la pietà. Un giorno è allegro, un giorno è triste. Si aggrappa fisicamente agli altri. Sensitivo. Protagonista. Vuole l’indipendenza. Gli piace il sesso.
MASSIMA PAURA: la solitudine.
ALIMENTAZIONE: una buona forchetta. Bulimico, gli piacciono gli alimenti morbidi. Mangia lentamente.
POSSIBILI MALATTIE: problemi alla schiena, asma, bronchite, emicrania, ipoglicemia, agorafobia, diabete, ghiadole surrenali, miopia, isteria, depressione, malattie rare che attirano maggiormente attenzione , malattie incurabili.
Osservazioni che servono a mettere in evidenza le differenze comportamentali legate alla maschera.
Il dipendente usa voce infantile e un tono lamentoso;
Il dipendente preferisce i balli che prevedono il contatto fisico, in modo da potersi incollare al partner. A volte gli sembra di restare appeso all’altro; ciò che emana da lui è un “gurdate come il mio partner mi ama“;
Il dipendente preferisce una vettura confortevole, diversa dalla norma.Puoi applicare questa caratteristicha ad altre categorie di acquisti, oltre che al tuo modo di vestirti;
Il dipendente sprofonda nella poltrona o nella sedia, oppure si appoggia a qualcosa,per esempio al bracciolo della sedia vicina, o alla spalliera della sua. La parte alta della schiena è inclinata in avanti;
Quando si attiva la ferita da ABBANDONO, indossi la maschera del dipendente. Essa ti fa diventare come un bambino piccolo che ha bisogno di attenzione, che la cerca pingendo, lamentandosi, o sottomettendosi a ciò che accade, in quanto credi di non potercela fare da solo. Tale maschera ti fa fare l’impossibile per evitare di essere lasciato, o per ottenere maggiore attenzione. Può addirittura convincerti ad ammalarti, o a diventare vittima di vari problemi, pur di ottenere il supporto o il sostegno che cerchi.
Il dipendente ama fare l’indipendente e dire, a chi gli presta ascolto, quanto sta bene da solo, e che non ha bisogno di nessuno. La persona che sofre diabbandono alimenta la sua ferita ogni volta che si abbandona un progetto che le stava a cuore,odni volta che si lascia andare, che non si occupa abbastanza di sé, che non si concede l’attenzione di cui ha bisogno. Fa paura agli altri aggrappandosi troppo a loro, e cosi facendo fa del suo meglio per perderli, trovandosi nuovamente sola. Fa soffrire molto il suo corpo, creandosi delle malattie allo scopo di attirare l’attenzione.
La ferita da ABBANDONO è in via di guarigione quando ti senti bene anche da solo, e cerchi meno l’attenzione altrui. La vita è meno drammatica. Hai sempre più voglia di cominciare progetti nuovi’ e puoi continuare anche se altri non ti appoggiano.
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Caratteristiche della ferita da umiliazione
RISVEGLIO DELLA FERITA: tra il primo e il terzo anno, con il genitore che si è occupato dello sviluppo fisico. Di solito è la madre. Mancanza di libertà. Sentirsi umiliato dal conrollo di questo genitore.
MASCHERA: masochista.
CORPO: grasso, tondo, non tanto alto, collo drosso e rigonfio,tensioni al collo, alla gola, alle mascelle e alla pelvi. Viso rotondo, aperto.
Occhi: grandi, rotondi, spalancati e innocenti, come quelli di un bambino.
VOCABOLARIO: “essere degno, indegno, -ino, -one”.
CARATTERE: spesso si vergogna di sé e degli altri o ha paura che gli altri si vergognino di lui. Non gli piace andare in fretta. Conosce le proprie necessità ma non le ascolta. Si fa carico di troppe cose. Mantiene il controlo su tutto per evitare la vergogna.Si crede un sudicione,senza cuore,un porcello o comunque infimo rispetto agli altri.Empatico.fa del suo meglio per non essere libero,in quanto “essere libero” significa “illimitato”.Se è senza limiti,ha paura di straripare.Gioca a fare la mamma.Ipersesibile.Punisce se stesso,credendo di punire l’altro.Vuol essere degno.Prova un senso di disgusto.Prova vergogna sul piano sessuale,ma è sensuale,e non ascolta i propri bisogni sessuali.Compensa e si gratifica con il cibo.
MASSIMA PAURA: la liberta
ALIMENTAZIONE: gli piacciono gli alimenti grassi,il cioccolato.E’ bulimico,oppure mangia tante piccole porzioni.Prova vergogna nel comparsi o nel mangiare dolciumi.
POSSIBILI MALATTIE: disturbi alla schiena, alle spalle, alla gola,angina,laringite,problemi respiratori,problemi alle gambe,ai piedi,varici,storte,fratture,disturbi al fegato,alla tiroide,pruriti cutanei,ipoglicemia,diabete,disturbi cardiaci.

Osservazioni che servono a mettere in evidenza le differenze comportamentali legate alla maschera.
Il masochista finge spesso con la voce di provare dei sentimenti,per dimostrare interesse quando non lo prova;
Il masochista ama molto ballare, e ne approfitta per esprimere la propria sensualità. Balla per il piaere di ballare; ciò che ne emana è un “guardate come posso essere sensuale”;
Il masochista sceglie una macchina piccola, dove si sente allo stretto.Puoi applicare questa caratteristicha ad altre categorie di acquisti, oltre che al tuo modo di vestirti;
Il masochista si siede a lambe larghe. Dal momento che perlopiù sceglie una sedia o una poltrona non adatta a lui, sembra sia scomodo;
Quando si riattiva la ferita da UMILIAZIONE , indossi la maschera del masochista. Questa ti fa dimenticare i tuoi bisogni così da pensare soltanto a quelli altrui e diventatre una brava persona, generosa, sempre pronta a rendersi utile, anche al di là dei tuoi stessi limiti. Fai in modo di caricarti sulle spalle responsabilità e impegni di gente che pare avere difficoltà nel rispettare ciò che deve fare, e questo ancor prima che te lo chiedano. Fai del tuo meglio per renderti utile, sempre per non sentirti umiliato,sminuito. Così facendo fai in modo di non essere libero, cosa che sarebbe così importante per te. Ogni volta che il tuo agire à motivato dalla paura di provare vergogna di te stesso o dalla paura di sentirti umiliato,è segno che indossi la maschera del masochista.
Il masochista si convince che tutto ciò che fa per gli altri gli fa enormente picere e che, facendolo, ascolta veramente i propri bisogni. E’ bravissimo a dire e a pensare che va tutto bene, e a trovare scusa per situazioni o persone che l’hanno umiliato.Chi soffre diumiliazione alimenta la propria ferita ogni volta che si sminuisce, che si paragona agli altri smimuendosi e che si accusa per essere troppo grasso, non buono, senza volontà, un approfittatore e così via. Si umilia indossando abiti che non gli stanno bene, e sporcandoli. Fa soffrire il corpo dandogli troppo cibo da digerire e da assimilare. Si fa soffrire assumendosi responsabilità altrui, il che lo priva della sua libertà e del tempo da decidere a se stesso.
La ferita da UMILIAZIONE è in via di guarigione quando ti concedi il tempo di verificare le tue necessità prima di dire di sì agli altri.Ti fai carico di molte meno cose, ti senti più libero. Smetti di creare dei limiti per te stesso. Sei anche capace di fare domande senza sentirti uno che disturba, se non addirittura un rompiscatole.
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Caratteristiche della ferita da tradimento
RISVEGLIO DELLA FERITA: fra i due e i quattro anni di età, con il genitore di sesso opposto. Violazione della fiducia o aspettative non corrisposte nella connessione amore/sessuale. Manipolazione.
MASCHERA: controllore.
CORPO: esibisce forza e potere. Nell’uomo, spale più larghe delle anche; nella donna, anche più larghe e più forti delle spalle, petto in fuori,ventre rotondo.
SGUARDO: Intenso e seducente. Coglie tutto in un’occhiata.
VOCABOLARIO: “dissociato,hai capito?”, sono capace, lasciami fare da solo, lo sapevo, fidati di me, non mi fido di lui”.
CARATTERE: si crede molto responsabile e forte. Cerca d’essere speciale e importante. Non mantiene gli impegni presi e le promesse,oppure si sforza per mantenerli. Mente facilmente. Manipolatore,seduttore;ha molte aspettative. Sbalzi d’umore. Convinto di aver ragione,carca di convincere l’altro. Impaziente,intollerente,comprende e agisce rapidamente. Dà ottime prestazioni per farsi notare. Commediante. Si confida con difficoltà. Non mostra la propria vulnerabilità. Scettico. Paura del disimpegno.
MASSIMA PAURA: dissociazione, separazione, rinnegamento.
ALIMENTAZIONE: buon appetito, mangia rapidamente. Aggiunge sale e spezie. E’ in grado di controllarsi quand’è accupato, ma poi perde il controllo.
POSSIBILE MALATTIE: malattie che riguardano il controlo e la perdita del controllo ,agorofobia, spasmofilia, apparato digerente, malattie che finiscono con il suffisso “-ite”, herpes alla bocca.
Osservazioni che servono a mettere in evidenza le differenze comportamentali legate alla maschera.
Il controllore ha una voce forte, che si sente da lontano;
Il controllore prende molto spazio. Gli piace ballare e ne approfitta per sedurre. Soprattutto la cosa gli offre un’occasione per farsi guardare. Ciò che ne emana è un “guardatemi”;
Il controllore compra una macchina potente, che verrà notata.Puoi applicare questa caratteristicha ad altre categorie di acquisti, oltre che al tuo modo di vestirti;
Il controllore si sede inclinando il busto all’indietro, con le braccia incrociate quando ascolta. Quando è lui a parlare si china in avanti, per meglio convincere il suo interlocutore;
Quando vivi la ferita da TRADIMENTO, indossi la maschera del controllore che ti fa diventare diffidente, scettico, in guardia, autoritario e intollerante,a causa delle tue aspettative. Fai di tutto per mostrare di essere una persona forte, di quelle che non si lasciano fregare facilmente, soprattutto che non si lasciano influenzare dagli altri. Questa maschera ti fa fare cose inchredibili pur di evitare di perdere la tua reputazione, anche al punto di mentire. Dimentichi i tuoi bisogni, e fai quello che fa perché gli altri ti pensino affidabile, una persona nella quale possono aver fiducia. Questa maschera fa sì che tu proietti una facciata di persona sicura di sé,anche se non hai fiducia in te stesso, e rimetti spesso in discussione le tue decisioni o le tue azioni.
Il controllore è convinto di non mentire mai, di mantenere sempre la parola, e di non aver paura di nessuno. Chi soffre di tradimento alimenta questa sua ferita mentendo a se stesso, dandosi a sredere cose false e non mantenendo gli impegni che ha preso con se stesso. Si punisce facendo tutto da solo, perché non ha fiducia negli altri e non delega nulla. E’ talmente intento a verificare ciò fanno gli altri, da privarsi del tempo da dedicare a se stesso.
La ferita da TRADIMENTO è in via di guarigione quando non vivi più tante emozioni nel momento in cui qualcuno o qualcosa disturba i tuoi piani. Molli la presa più facilmente. Preciso che mollare la presa significa smettere di restare aggrappati ai risultati, smettere di volere che tutto avvenga secondo i nostri piani. Non cherchi più di trovarti al centro dell’ attenzione. Quando sei molto fiero di te in seguito a una tua impresa, puoi essere a tuo agio anche senza il riconoscimento altrui.
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Caratteristiche della ferita da ingiustizia
RISVEGLIO DELLA FERITA: tra i quattro e i sei anni di età, con il genitore dello stesso sesso. Dover fornire prestazioni elevante ed essere perfetto. Blocco dell’individualità
MASCHERA: rigido.
CORPO: diritto, rigido e più perfetto possibile. Ben proporzionato. Natiche rotonde, vita piccola, Stretta dagli abiti a dalla cintura.Movimenti rigidi,pelle chiara, mascella serrata, collo rigido,portamento diritto e fiero.
SGUARDO: luminoso e vivace,chiaro..
VOCABOLARIO: “nessun problema,sempre/mai,ottimo/benissimo,molto speciale,giustappunto, esattamente, sicuramente,d’accordo?”
CARATTERE: perfezionista,invidioso,taglia i ponti con il suo sentire.Incrocia spesso le braccia.Dà prestazioni che mirano alla perfezione. Troppo ottimista.Vivace, dinamico. Si giustifica molto.Ha difficoltà a chiedere aiuto. Piò ridere per niente,per nascondere la sua sensibilità. Tono di voce secco e rigido. Non ammette di vivere dei problemi.Dubita delle sue scelte,si paragona con gli altri,i migliori come i peggiori. Difficoltà,in generale,nel ricevere. Trova ingiusto di ricevere meno degli altri,e ancora più ingiusto se riceve più di loro. Difficoltà nel concedersi ciò che gli fa piacere senza poi sentirsi colpevole. Non rispetta i propri limiti,chede troppo a se stesso. Si tiene sotto controllo. Ama l’ordine. Raramente si ammala,è duro nei confronti del proprio corpo. Collerico. Freddo, ha difficoltà a mostrare il suo affetto.Gli piace avere un aspetto sexy.
MASSIMA PAURA: la freddezza.
ALIMENTAZIONE: preferisce gli alimenti salati a quelli dolci. Gli piace titto ciò che è croccante. Si tiene sotto controllo per non ingrassare. Si giustifica e prova vergigna quando perde il controllo.
POSSIBILI MALATTIE: esaurimento nervoso professionele, anorgasmia (nella donna), eiaculazione precoce o impotenza nell’uomo. Malattie il cui nome finisce per “-ite”, come la tendinite, la borsite, l’artrite, eccetera. Torcicollo, stitichezza, emorroidi, crampi, problemi di circolazione, problemi epatici,varici, problemi di pelle, nervosismo, insonnia, disturbi della vista.
Osservazioni che servono a mettere in evidenza le differenze comportamentali legate alla maschera.
Il rigido parla in modo piuttosto meccanico e trattenuto;
Il rigido balla molto bene e ha ritmo, malgrado la rigidità delle gambe. Fa attenzione a non sbagliarsi. E’ quello che più spesso si iscrive a un corso di danza. I super rigidi sono serissimi,se ne stanno dritti e sembra quasi che contino i passi mentre danzano. Ciò che ne emana è un “guardate come ballo bene”;
Il rigido preferisce un’ automobile classica,dalle buone prestazioni,perché vuole che corrisponda a quanto ha speso.Puoi applicare questa caratteristicha ad altre categorie di acquisti, oltre che al tuo modo di vestirti;
Il rigido si sede ben dritto. Può addirittura serrare le gambe una contro l’altra, e allinearle al corpo, il che accentuerà ulteriormente la rigidità del suo portamento. Quando incricia gambe a braccia, è per non sentore quello che accade.
Quando è attivata la ferita da INGIUSTIZIA, indossi la maschera del rigido, che fa di te una persona fredda, brusca e secca tanto nel tono quanto nei movimenti. Proprio come il tuo atteggiamento, anche il corpo si irrigidisce. Questa maschera ti fa diventare anche un gran perfezionista, e ti fa vivere tanta collere, impazienza, critica, intolleranza nei confronti di te stesso. Sei molto esigente, e non ripetti i tuoi limiti. Ogni volta che ti tieni sotto controllo, che ti trattieni o che sei duro nei confronti di te stesso, è segno che hai messo la maschera del rigido.
Il rigido adora dire a tutti quanto è giusto, come la sua vita sia senza problemi, e gli piace credere di avere tanti amici che lo amano così com’è. Chi soffre diingiustizia alimenta questa ferita diventando troppo esigente nei propri confronti. Non rispetta i propri limiti, e si impone molto stress. E’ ingiusto con se stesso perché si critica, e ha difficoltà a vedere le proprie qualità positive e le buone cose che fa. Soffre quando vede soltando ciò che non è stato fatto,oppure soltanto l’errore commesso. Si fa soffrire avendo difficoltà nel concedersi ciò che gli fa piacere.
La ferita da INGIUSTIZIA è in via di guarigione quando ti permetti di essere meno perfezionista, di fare errori senza entrare in collera o avere un senso di critica. Ti permetti di mostrare la tua sensibilità, di piangere davanti agli altri, senza perdere il controlo e senza paura del giudizio altrui.
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Dal testo “ Le 5 ferite e come guarirle” di Lise Barbeau

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