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sabato 3 maggio 2014

Durante una visita ad un Manicomio, un visitatore domandò al Direttore come facessero a stabilire se un paziente dovesse essere ricoverato. 'Vede', rispose il Direttore, 'riempiamo una vasca da bagno e quindi forniamo al paziente un cucchiaino da caffé, una tazza da tè ed un secchio e gli chiediamo di svuotarla.....' 'Ahhh capisco...' disse il visitatore. 'Una persona normale userebbe il secchio perchè è più grande...' 'No'. Disse il Direttore. 'Una persona normale toglierebbe il tappo! Preferisce un letto vicino alla finestra?'

Datemi un uomo sano di mente ed io lo curerò per voi...
Carl Gustav Jung



Durante una visita ad un Manicomio, un visitatore domandò al Direttore come facessero a stabilire se un paziente dovesse essere ricoverato.
'Vede', rispose il Direttore, 'riempiamo una vasca da bagno e quindi forniamo al paziente un cucchiaino da caffé, una tazza da tè ed un secchio e gli chiediamo di svuotarla.....'
'Ahhh capisco...' disse il visitatore. 'Una persona normale userebbe il secchio perchè è più grande...'
'No'. Disse il Direttore. 'Una persona normale toglierebbe il tappo! Preferisce un letto vicino alla
finestra?'



Machiavelli non diceva che il fine giustifica i mezzi? Il cucchiaio, la tazza,il secchio o il tappo sarebbero stati tutti mezzi validi, non si è parlato di limiti di tempo per svuotare la vasca. Non potrebbe essere una persona infinitamente paziente chi sceglierebbe il cucchiaio?Nietzsche diceva: è meglio essere folli per proprio conto che sani con le opinioni altrui. E con molta coerenza morì pazzo



Questo vuol dire che l'essere umano sceglie solo le vie indicate e raramente guarda oltre



Allora rintronato di un direttore formula meglio la domanda idiota! Le persone normali se gli dai tre alternative ne scelgono una perciò preparati il letto te accanto alla finestra!!!!!! Le alternative fornite sono tre. Quindi.....fra le tre alternative si sceglierebbe quella più fattibile!



È tendenzioso il quesito! Se gli strumenti indicati sono quelli, il "concorrente" di turno è indotto a ritenere di dover scegliere solo tra quelli! Diverso sarebbe stato se, con il medesimo scenario (quindi vasca piena,secchio, cucchiaino e caffè sul bordo) il direttore avesse detto: "come ritiene di dover svuotare questa vasca?" . Morale della favola: la tendenziosità è finalizzata a riempire il Manicomio e fare più soldi! 



Io invece avrei usato il cucchiaino per riempire la tazza, ogni tazza piena la svuotavo nel secchio, che a sua volta appena riempito lo risvuotavo nella vasca per non buttare l'acqua terra e bagnare il pavimento



E' solo questione di tempo ! Anche con il cucchiaino puoi svuotarla! Non aveva mica chiesto di svuotarla nella maniera più rapida! In merito al termine "persona normale" potremmo parlarne per giorni.....



Io, che sono ciciotella, avrei sfruttato il principio di Archimede ...e nella vasca mi ci sarei infilata dentro...ovviamente sarei diventata il direttore della struttura.



Resta per inteso che fornendo degli strumenti atti allo svuotamento, l'utilizzo del tappo sia automaticamente escluso...



Come quel matto che disegna un cerchio per terra e ci salta dentro... Il dottore gli si avvicina e gli chiede:"Che fai?" e quello: "Faccio un salto in centro, ti serve qualcosa?"



Bell'esempio di come la psichiatria generi sè stessa: a casa propria ognuno avrebbe tolto il tappo.



Ho lavorato in un centro psichiatrico e all'inizio mi chiedevo cosa ci facessero li dentro certe persone...e mi sono fatta tante domande anche sulla mia esistenza.???? Sono d'accordo il confine è sottilissimo...


Concetto chiave delle tecniche di persuasione. ..la costruzione della proposizione è volutamente fuorviante....tipico della pubblicità più ragionata. ..



Sembra una metafora della politica italiana. Forza Italia ha sempre scelto il cucchiaino, il PD la tazza e la sinistra "vera", se avesse potuto, avrebbe usato il secchio. mai che si possa votare per qualcuno sano di mente che abbia il coraggio di levare il tappo una volta per tutte...



E normale che tutti dicano il secchio, perché prima di vedere la foto già state pensando di svuotarla con il secchio, il cervello ci fotte.







martedì 13 agosto 2013

FOLLIA DERIVA DAL LATINO FOLLIS, CHE INDICAVA APPROSSIMATIVAMENTE UN QUALCHE SACCO O CONTENITORE "PIENO D'ARIA".




Etimologia di FOLLIA: Sotto il profilo etimologico, FOLLIA DERIVA DAL LATINO FOLLIS, CHE INDICAVA APPROSSIMATIVAMENTE UN QUALCHE SACCO O CONTENITORE "PIENO D'ARIA". Riferire tale termine ai (cosiddetti) folli, nel senso più moderno e ordinario della parola, risulta già un'operazione metaforica più in grado di aprire ulteriori interrogativi che non di offrire risposte chiarificatrici al problema in questione. CHE COS'È, IN EFFETTI, 'PIENO D'ARIA'? L'UOMO NELLA SUA TOTALITÀ? O FORSE LA SUA TESTA, CONSIDERATA GIÀ NELL'ANTICHITÀ LA SEDE DELLE FACOLTÀ INTELLETTIVE? E perché l'aria dovrebbe evocare in modo immediato una condizione di ANORMALITÀ avvicinabile alla penosa situazione del pazzo? Si è detto pazzo come se fosse un quasi sinonimo di folle, e la cosa appare per più versi legittima. Ma proprio questa dualità terminologica richiama alla mente che LA CULTURA DELL'OCCIDENTE HA ELABORATO UN NUMERO ESTREMAMENTE AMPIO DI PAROLE DENOTANTI UNO STATO DI FOLLIA. La lingua latina possedeva almeno INSANIA: UN TERMINE CHE ESPRIME IN MANIERA ASSAI CHIARA LA NATURA "NON SANA", PATOLOGICA DELLA FOLLIA. Ma oltre a follia, a pazzia e a insania la nostra cultura ha impiegato anche ALIENAZIONE, DEMENZA, DISORDINE (sovente accompagnato dai qualificativi mentale o morale), MANIA, DEVIANZA. E l'elenco potrebbe ancora continuare. Certo sarebbe possibile osservare che ognuna di queste parole ha, almeno per noi oggi, un'accezione abbastanza specifica, non completamente coincidente con quella delle altre. Ma ciò non cancella il problema storico-teorico suggerito da questa sovrabbondanza terminologica.


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