C’era una volta una gara …..di ranocchi
L’obiettivo era arrivare in cima a una gran torre.
Si radunò molta gente per vedere e fare il tifo per loro.
Cominciò la gara.
In realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi raggiungessero la cima, e tutto quello che si ascoltava erano frasi tipo:
“Che pena !!! Non ce la faranno mai!”
I ranocchi cominciarono a desistere, tranne uno che continuava a cercare di raggiungere la cima.
La gente continuava : “… Che pena !!! Non ce la faranno mai!…”
E i ranocchi si stavano dando per vinti tranne il solito ranocchio testardo che continuava ad insistere. Alla fine, tutti desistettero tranne quel ranocchio che, solo e con grande sforzo, raggiunse alla fine la cima.
Gli altri volevano sapere come avesse fatto.
Uno degli altri ranocchi si avvicinò per chiedergli come avesse fatto a concludere la prova.
Fu così che scoprirono…
che era sordo !
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venerdì 30 ottobre 2015
sabato 27 giugno 2015
Paolo Giordano. La solitudine dei numeri primi. Sentirsi speciali è la peggiore delle gabbie che uno possa costruirsi
Sentirsi speciali è la peggiore della gabbiie che uno possa costruirsi.
Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi
La solitudine sono i mille compromessi a cui cedi tra te e te quando giustifichi le mancanze altrui, e ti trovi a battere i piedi come una bambina perché vuoi amore, cazzo, amore e attenzioni e nessuno che capisca quanto, porca puttana quanto, e già mentre fai capricci ti sgridi per niente bonariamente in nome della donna che vuoi essere e non sei.
La solitudine è non esistere, come oggi, e sapere con certezza che non se ne accorge nessuno.
Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi
venerdì 11 luglio 2014
Jeffrey Satinover. Il cervello quantico. Per poterci migliorare continuamente non dobbiamo smettere di allenarci, ma, per averne voglia, dobbiamo essere disposti a fallire, una volta dopo l'altra. Dietro le ultime mode di carattere pedagogico e terapeutico si nasconde un vizio tipicamente umano, vecchio quanto il mondo: la strenua volontà di evitare i fallimenti, costi quel che costi
NON EVITARE I FALLIMENTI
"Per poterci migliorare continuamente non dobbiamo smettere di allenarci, ma, per averne voglia, dobbiamo essere disposti a fallire, una volta dopo l'altra.
Dietro le ultime mode di carattere pedagogico e terapeutico si nasconde un vizio tipicamente umano, vecchio quanto il mondo: la strenua volontà di evitare i fallimenti, costi quel che costi".
Jeffrey Satinover - "Il cervello quantico"
giovedì 27 marzo 2014
Antifragile. Tenete presente che nelle società tradizionali persino chi fallisce, ma avendo corso dei rischi, ha uno status più elevato di quelli che non si sono esposti.
domenica 2 febbraio 2014
Harem Soiré. La cosa più importante non è come vivere la vostra vita. La cosa che conta è come la raccontate a voi stessi, e soprattutto agli altri. Soltanto in questo modo, infatti, è possibile dare un senso agli sbagli, ai dolori, alla morte.
La cosa più importante non è come vivere la vostra vita.
La cosa che conta è come la raccontate a voi stessi, e soprattutto agli altri.
Soltanto in questo modo, infatti, è possibile dare un senso agli sbagli, ai dolori, alla morte.
La cosa che conta è come la raccontate a voi stessi, e soprattutto agli altri.
Soltanto in questo modo, infatti, è possibile dare un senso agli sbagli, ai dolori, alla morte.
Harem Soiré

Spettacolo messo in scena dalla compagnia Luna Menguante danze mediorientali con le coreografie di Barbara Ravazzi
http://youtu.be/q3yjCfJWm0o
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giovedì 9 gennaio 2014
Le frasi che io non ho mai sentito...
Le frasi che io non ho mai sentito...
Ci sono frasi, che spesso diamo per scontate e che per questo non vediamo la necessità di dire ad alta voce. Ma i nostri figli attendono di sentirsi dire queste parole, ne hanno bisogno. Cercate di ricordare sempre ai vostri bambini ciò che sentite per loro, e siate sinceri quando pronunciate queste parole.
1. “Mi piace giocare con te” o “Adoro stare con te”, oppure “Con te mi diverto un sacco”.
Per i bambini è davvero importante sapere che anche per voi il tempo trascorso insieme è stato bello e che non avete giocato con loro solo per dovere o per farli contenti ma perché siete voi stessi a divertirvi in loro compagnia. Alla fine della giornata, prima della buonanotte, è bello ripercorrere insieme tutte le attività che si sono svolte durante la giornata, aiuteranno il bambino a ricordare i momenti più belli e si sentiranno rassicurati.
2. “Mi sei mancato!” - ogni volta che vi dovete allontanare, per lavoro o per altri motivi, al ritorno ribadite al bambino che avete sentito la sua mancanza. In questo modo saprà che lo pensate sempre, anche quando non siete materialmente vicini, e che non vi allontanate da lui perché vi fa piacere stare in sua assenza, ma solo perché a volte è necessario.
3. “Ti capisco” , “So come ti senti” - A volte si tende a sottovalutare quelli che possono essere i problemi infantili, giudicandoli di poco conto, ma dal punto di vista del bambino non sono affatto così. Fate sentire ai vostri figli che li capite, che i loro problemi e le loro ansie per voi sono importanti, ascoltateli ora, non aspettate che arrivi il giorno in cui loro non vorranno più parlare.
4. “So che ci riuscirai!”, “Vedrai che andrà bene.” “Non preoccuparti, prova!” – frasi come questa stimolano i bambini a pensare positivo, ad aver fiducia nelle proprie forze e a sentire l’appoggio dei genitori. Se ripetete ai bambini frasi del tipo: “E’ impossibile”, “non sei capace”, “sei troppo piccolo per riuscirci”… – i bambini tenderanno ad arrendersi presto o addirittura a smettere di provarci, convinti che veramente non sia possibile o che loro non hanno le capacità per farcela . Neanche noi grandi conosciamo i limiti del possibile, perciò non abbiamo nessun diritto di privare i piccoli dei propri sogni, per quanto “impossibili” ci possano sembrare.
Piuttosto rassicurateli dicendo: “se non ci riesci subito non ti scoraggiare, le cose non vengono bene al primo colpo, ci vuole allenamento ed esperienza. Sbagliando si impara”
5. “Ti voglio bene”, “Ti voglio bene, anche quando sono arrabbiata”, “Ti voglio bene anche quando fai i capricci” - Questa è la frase più importante, la frase che vostro figlio vuole sentire da voi a qualunque età. E’ importante che nella sua testa si imprima bene il concetto, la sicurezza che qualsiasi cosa succeda, ci sono i suoi genitori che lo amano semplicemente perché esiste. Che si comporti bene o male, che mangi o non mangi, che dorma o non dorma, che venga sgridato o lodato…l’amore non cambia.
giovedì 2 gennaio 2014
Virginia Satir. La vita non è quella che dovrebbe essere. E’ quella che è. E’ il modo con cui la affronti che fa la differenza
La vita non è quella che dovrebbe essere.
E’ quella che è. E’ il modo con cui la affronti che fa la differenza
Virginia Satir
E’ quella che è. E’ il modo con cui la affronti che fa la differenza
Virginia Satir

martedì 31 dicembre 2013
Un uccellino fermo su un albero non ha mai paura che si rompa il ramo. Perché la sua fiducia non è riposta nel ramo, ma nelle proprie ali
Un uccellino fermo su un albero non ha mai paura che si rompa il ramo.
Perché la sua fiducia non è riposta nel ramo, ma nelle proprie ali

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giovedì 29 agosto 2013
La percezione di se stessi.
La percezione di se stessi. Questo video è preso da uno spot pubblicitario, quando l'ho visto la prima volta mi sono davvero commossa. Io invito davvero tutti coloro che hanno poca autostima di se a sprecare 3 min del loro tempo per guardarlo è veramente toccante e fa capire tante cose...
un video che lascia il segno...e mi da una marcia in più per affrontare il mio disturbo alimentare.
GRAZIE <3<3<3
non funziona...
i sentimenti/aspettative/desideri del pittore possono (anzi certamente lo fanno) influenzare il suo modo di disegnare. potrebbe addirittura avere coscientemente lo scopo di veicolare il messaggio:
GLI ALTRI TI VEDONO PIU' BELLO DI COME TI VEDI TU.
Scusate ma sono una mente cinico/scientista...
Ci vorrebbe una macchina asettica come disegnatore.
Solo allora sfronderemmo questo "esperimento" dai sentimenti di chi lo conduce... è l'ABC della scienza.
Se invece vogliamo considerare solo l'aspetto poetico, ammetto che può essere toccante ma... far coincidere la realtà con i desideri (pensare che siamo, agli occhi degli altri, più belli di come lo siamo ai nostri) è da creDini...
Sono d'accordo. Se il fine era quello di dare un colpo di autostima a una donna, tutto bene, ma è fin troppo facile disegnare un viso più brutto quando te lo descrive l'interessata e poi disegnarne un altro più bello quando a descriverla è un'altra.
grazie di avermi dato l'opportunità di vedere questo video...significativo, ma soprattutto vero, reale, le nostre virtù sono a noi nascoste a causa della nostra cecità.
molto molto bello davvero, c'è dentro tutta la vostra fragilità...poi, però, vi regalano un sorriso e tornate belle come il sole..
[...] Significativo e profondo...dobbiamo apprezzarci di più..però dobbiamo fare in modo di non farci abbattere dalle persone che ci sottovalutano ...non ci meriteranno ?
è verissimo, commovente! Sono più gli altri a vedere la tua bellezza che non noi stessi.
L'erba del vicino è sempre più verde! Si addice questo proverbio.
...davvero tosto e significativo....ma perché dobbiamo sempre essere provocati da cose di questo tipo, per emozionarci e capire quanto di bello c'è in noi???.. Ho ripreso da poco "uno nessuno centomila"di Pirandello.. forse non lo finirò neppure, chissà.. E'proprio vero che noi vorremmo che gli altri ci vedessero con i nostri stessi occhi..e ci sforziamo di fare in modo che la realtà sia unica e uguale per tutti...sforzi titanici per riempire di senso le parole e le nostre azioni......e quanto tempo perdiamo a preoccuparcene... PER NIENTE'!!!...
la diversità di come ci vedono e come ci vediamo, apprezziamoci di più
Io ho sempre notato la differenza tra come mi vedo io e mi vedono gli altri, spesso ho pensato che forse indossavo una maschera....
Bellissimo e reale mi piacerebbe provare a descrivermi ed essere descritta
mi sono commossa anch'io. E' un vero peccato, potremmo essere più felici e consapevoli.
Bisogna imparare ad apprezzarsi prima che sia troppo tardi.
Sandra Ballarin:
è vero, a volte ci perdiamo su cose così futili ed assurde che non ci rendiamo conto di quanto siamo importanti .
Ecco come al solito mi sono commossa...per il video ma anche perché finalmente ho una persona che mi percepisce per quello che sono e ogni giorno mi ricorda quello che sono...Senza saperlo è un esperimento che faccio quotidianamente. Sono fortunata!
"Cambia i tuoi pensieri e cambierà la tua realtà!" cit.
Tutto ciò che spesso cerchiamo lontano è già in noi. La ricerca di chi siamo veramente può portare a galla ciò che abbiamo sempre tenuto nascosto; poi la bellezza dello sconosciuto rivela spesso quanto invece le nostre paure fossero infondate!
Patrizia Decembrino:
a volte siamo troppo soli per riuscire a vedere Grazie di esserci nei momenti bui
Sono certa che se lo avessero fatto con degli uomini sarebbe stato l'esatto contrario. Come dice Sheryl Sandberg
alle volte ci descriviamo per come ci vede chi abbiamo vicino...alle volte poi...qualcuno ci disegna x come veramente siamo..iniziando dal nostro essere...e magari quel qualcuno ci disegna benissimo...anche se non ci conosce...
Sapevo gíà. Amare fornisce una visione più realistica del Sé!
che bello...la differenza tra ciò che noi vediamo di noi stesse e quello che guardano gli altri..rispecchia le nostre insicurezze..
Sei più bella di quello che credi
venerdì 23 agosto 2013
venerdì 16 agosto 2013
Miguel De Unamuno. Generalmente ciò che detestiamo negli altri lo detestiamo perché lo sentiamo anche nostro. Non ci danno fastidio i difetti che noi non abbiamo.
Generalmente ciò che detestiamo negli altri lo detestiamo perché lo sentiamo anche nostro.
Non ci danno fastidio i difetti che noi non abbiamo.
Miguel De Unamuno
Coloro che ritengono di credere in Dio, ma senza la passione nei loro cuori, l'angustia nel pensiero, senza incertezze, senza dubbi, senza un elemento di disperazione anche nella loro consolazione, credono solo nell'Idea di Dio, non in Dio stesso.
Miguel De Unamuno (29 settembre 1864 – 31 dicembre 1936
«Una tavola? Ma la tavola sono io stesso;
non ne ho bisogno perché galleggio su codesto oceano del quale tu
parli, e che altro non è che Dio.
L’uomo fluttua in Dio senza bisogno d’una tavola;
anzi, l’unica cosa che desidero è proprio di toglierti quella tavola per lasciarti solo, darti coraggio e farti sentire che galleggi.
Una base obiettiva, dici? Che roba è? Vuoi per te un obiettivo migliore di te stesso? Occorre gettare gli uomini in mezzo all’oceano e toglier loro ogni tavola e far sì che imparino ad essere uomini, a stare a galla»
M. De Unamuno, Vita di Don Chisciotte e Sancio Panza

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