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giovedì 16 gennaio 2014

Cristina Comencini. La bestia nel cuore. Bisogna allontanarsi per vedere.



|...in fondo le cose che nascondiamo sono quelle che ci assomigliano di più...|

Bisogna allontanarsi per vedere.

da La bestia nel cuore, regia di Cristina Comencini 2005

martedì 13 novembre 2012

La Legge dello Specchio insegna che ogni volta che vediamo o crediamo di vedere qualcosa di sbagliato esternamente, in realtà stiamo osservando una caratteristica che è dentro di noi. Gli aspetti della nostra personalità che non ci piacciono e che perciò non vogliamo vedere, ci vengono mostrati dal mondo esterno, il quale è costruito a nostra immagine e somiglianza.




La Legge dello Specchio insegna che ogni volta che vediamo o crediamo di vedere qualcosa di sbagliato esternamente, in realtà stiamo osservando una caratteristica che è dentro di noi. Gli aspetti della nostra personalità che non ci piacciono e che perciò non vogliamo vedere, ci vengono mostrati dal mondo esterno, il quale è costruito a nostra immagine e somiglianza.


 [...] ....deviare sul mal operato che stanno facendo certi personaggi in determinati ambienti a scapito di tutti...!!


 bellissimo io non mi guardo mai allo specchio vi può sembrare impossibile ma è così non mi trucco capelli corti quindi fai la doccia mi vesto e via bella o brutta che io sia sto li a guardare se è spuntata una ruga in più non serve



 Lo sperimento in prima persona spesso, se sono onesta con me stessa spesso e' proprio così 



Tratto da:

www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__specchio_del_cuore.php?pn=2106


mercoledì 24 ottobre 2012

Amanda Davis. Mi chiedo quando ti mancherò. "Sai perché gli indiani preferiscono le costruzioni circolari, gli edifici rotondi?” “Perché?” “Non ci sono ombre in una stanza rotonda. Non ci sono angoli dove gli spiriti possano nascondersi.”

MI CHIEDO QUANDO TI MANCHERÒ
Recensione di Chicca Gagliardo

Amanda Davis mi mancava anche se non lo sapevo, come quando incontri una persona e capisci che è un tassello mancante al puzzle della vita. Amanda Davis è una voce che riempie il vuoto. Una vertigine.
Mi chiedo quando ti mancherò è la storia di Faith che a 16 anni scappa di casa per fuggire dal passato, Faith che ha un alter ego fantastico (una invisibile, sarcastica cicciona), Faith che diventa Annabelle, si unisce a un circo e spicca il volo. È la storia di un’anima infelice che vince la forza di gravità esistenziale che la schiaccia. È la storia di una pietra pesantissima che diventa leggera come l’aria.
Il volo e la paura di cadere sono temi disseminati ovunque – con una costanza impressionante – anche nel primo libro, la raccolta di racconti intitolata Faith. Amanda non è riuscita a captare soltanto gli enigmi della vita interiore, ma anche l’eco della sua morte: a trentadue anni è precipitata con un aereo. Chi sia stata la “sorprendente”, “generosa”, “eccentrica” Amanda Davis lo potete leggere nei ricordi dei suoi amici pubblicati alla fine (Michael Chabon, Dave Eggers, Vendela Vida, Jonathan Lethem). E tra le righe che Amanda ha lasciato proprio nella pagina finale del romanzo: Volerò, farò capriole e volteggerò in aria, dissi. E sai una cosa? Se cado, ci sarà qualcuno a prendermi.
http://www.satisfiction.me/mi-chiedo-quando-ti-manchero/




"Se avessi fatto l'inventario della mia vita, cosa avrei trovato?"
"Non sapevo cosa stesse pensando Wilma, ma mi chiesi fino a che punto ci si potesse tenere tutto dentro. Di quante cose silenziose ci si potesse riempire prima di straripare. O soffocare."
"-Vivi una vita rotonda e non avrai un posto dove nasconderti nè niente da cui scappare.- 
-Io ho degli angoli-, dissi.
-Già,- rispose lui, -lo so-." [...]
“Sai perché gli indiani preferiscono le costruzioni circolari, gli edifici rotondi?”
“Perché?”
Non ci sono ombre in una stanza rotonda. 
Non ci sono angoli dove gli spiriti possano nascondersi.”

Aspettai di sentire dell’altro, e invece niente. 
Continuò a fissare il cielo e poi chiuse gli occhi 
e rimase in silenzio tanto a lungo che pensai si fosse addormentato.

“Vivi una vita rotonda”, disse alla fine, piano, con gli occhi chiusi.
“Vivi una vita rotonda e non avrai un posto dove nasconderti né niente da cui scappare”.
Amanda Davis, Mi chiedo quando ti mancherò



"A Berrybrook, il dottor Mocciolone diceva, Faith, perché non mi racconti cosa è successo. Dev'essere successo qualcosa che ti fa sentire come se non valga la pena di vivere.
No, pensai. Non era una cosa soltanto. Era un insieme, un accumulo di vuoto e umiliazione. Un senso generale di inutilità che mi corrodeva.”
Amanda Davis, Mi chiedo quando ti mancherò



Dove era la parte di me che era arrabbiata? 
Quella parte che mi faceva venire voglia di prendere il cielo a unghiate?” 
 “Sono qui – disse la cicciona. Faith, sono qui.”
Mi cinse con un braccio e mi tirò a sé, sussurrandomi tutta una serie di cose. 
“Vedrai che ce ne andremo”, diceva. “Tesoro, ho fiducia in te. 
Vedrai che sopravvivremo e ci divertiremo. Vedrai. Aspetta e vedrai se non ho ragione.”
Amanda Davis, Mi chiedo quando ti mancherò





La stessa storia e raccontata da un magnate giapponese che ha fatto una casa tutta rotonda perché la suocera aveva detto "ci sara ben un angolo anche per me in casa vostra"



Ci sono molti tipi di rabbia... Solo che alcuni sono più utili di altri.” 
Faith Duckle ha 16 anni e un solo desiderio: dimenticare la festa degli ex alunni, cancellare per sempre quella maledetta sera “quando ero ancora enorme”, tutto quel punch, i ragazzi del terzo anno e le battute sempre più pesanti: “Sai cosa dicono delle ciccione, vero? Le ciccione hanno sempre fame”.
Violentata da alcuni compagni, Faith cerca di farla finita con un cocktail di pillole colorate. Dopo il ricovero in ospedale torna a scuola visibilmente dimagrita, ma per tutti resta “la cicciona della festa degli ex alunni”.
Con il suo petulante alter ego alle calcagna - una ragazza grassa che soltanto lei riesce a vedere - matura la vendetta, sfregia uno degli assalitori e scappa alla ricerca dell’amico Charlie, in viaggio con il piccolo Circo Fartlesworth. E proprio qui, nel mondo magico e colorato dei freak per eccellenza, tra “Godzukia” e il “Digestivoro”, Faith troverà una nuova vita e il giusto riscatto.

Amanda Davis (1971-2003) ha esordito con la raccolta di racconti Circling the drain. Docente di scrittura creativa al Mills College di Oakland in California, nella primavera del 1999 aveva viaggiato con il Bindlestiff Family Cirkus. In Italia, due suoi racconti sono stati pubblicati nelle antologie Burned children of America e The best of McSweeney’s vol. 1 (entrambe minimum fax).
Traduzione di Giovanna Scocchera
Della stessa autrice, la raccolta di racconti Faith
http://store.terre.it/catalogo/categoria/2/prodotto/25/Mi-chiedo-quando-ti-mancher%C3%B2


 Arianna Purple ha scritto:
Una ragazzina cicciona, schernita e denigrata dai compagni del college, abusata. Il disagio mentale,la solitudine, la vendetta.Meccanismi di autodifesa. La sua discesa agli inferi e il tentativo di trovare una via d'uscita ai propri fantasmi unendosi al mondo circense.
Dal sudore e dalla merda all'utopia del cielo e del volteggio.



Poetic Justice ha scritto:
Un romanzo a 2 voci.
Un libro scritto molto bene in modo originale perchè narra 2 voci che si intrecciano e alla fine si fondono diventando una sola.
Purtroppo questo è il primo e unico romanzo di quest'autrice scomparsa molto giovane insieme a suo padre e a sua madre in un incidente aereo proprio mentre era in tour per la promozione di questo libro.



Andrea Sartorati ha scritto:
Rimane in ogni caso una solida storia di adolescenza difficile, questa volta declinata al femminile. Faith/Annabelle si conquista, tra mille difficoltà, una seconda occasione, andando a conquistarsi la tanto agognata normalità in un ambiente invece apparentemente esotico e ricco di fantasia come quello circense con i suoi fenomeni da baraccone.
I demoni della protagonista, ben rappresentati dal suo alter ego immaginario (nelle sembianze di lei cicciona), sono raccontati con ritmo incalzante.



Nick Molise ha scritto:
amanda davis [...] era una scrittrice coraggiosa: esordire con un romanzo di oltre 300 pagine in cui si parla di: schizofrenia, stupro, alcolismo, vendetta, vagabondaggio, omosessualità, scambismo, tossicodipendenza, morte, filtrando tutto attraverso lo sguardo di una ragazzina, non è certo da tutti.


  

Laura ha scritto:
Il rapporto tra Faith e la sua “alter ego”, la cicciona, è descritto magistralmente: 
questo personaggio, che esiste solo nella mente della ragazza diventa ingombrante come un protagonista, fa arrabbiare, intenerire, a volte viene voglia di picchiarla, altre volte ci si vorrebbe congratulare con lei. La protagonista Faith entra immediatamente nel cuore, per il suo coraggio, la sua disarmante sofferenza e per la sua innocenza, nonostante le sue azioni. La parte finale, in cui si descrive il mondo del circo che, finalmente, accoglierà la ragazza, è magica.




annie ha scritto:
Amanda Davis, ma perché sei morta? Io di libri così ne avrei voluti leggere altri cento.
La prima parte, per chi si riconosce in Faith, è crudelissima, e fa malissimo. È un continuo di frasi e situazioni che sembrano frecce appuntite dritte al cuore, la seconda metà è un po' più una discesa, ma anche una risalita personale, Faith diventa Annabelle, più coraggiosa (in parte), più sicura (in parte), e passo dopo passo sboccia, trova l'amore, quello puro e pulito, costruisce le fondamenta per il futuro, fino a diventare la persona che avrebbe sempre voluto essere, abbandonando la cicciona per riappropriarsi della sua vita.




#Gil D. ha scritto:
Il romanzo della cicciona redenta. Opera rimasta unica perchè l'autrice è morta giovanissima in aereo mentre si spostava in aereo con i suoi genitori per presentare il libro, che poi ha avuto un grande successo. E lo merita. Per per lo stile, per la sincerità, per il i personaggi, così vivi e a tratti sorprendenti. Scoperto per caso. Da ricordare con affetto.




 Kalinka ha scritto:
E’ possibile crescere, senza andare avanti, ma ricominciando daccapo? 
Forse si, se si ha il coraggio di bruciare davvero il passato
Faith, la Faith che il lettore trova nelle prime pagine, è una scommessa
Un personaggio che sembra già predestinato, o meglio condannato, dal suo vissuto. 
Un “caso clinico” in piena regola: sedici anni, senza padre, una madre incapace di affrontare i silenzi e lo sguardo di quella figlia grigia e obesa. Ma questo non è che un prologo…Faith infatti subirà uno stupro da parte di alcuni compagni di scuola (si, gli stessi che la chiamavano “Cicciona”) e tenterà il suicidio. Fin qui ci sarebbero elementi sufficienti per far dire al lettore “Niente di nuovo”. 
Non si tratta di cinismo: il dolore ormai non commuove più, casomai incuriosisce quando si tratta di cronaca nera, mentre per quanto riguarda l’arte si può dire che “fa scuola”. Negli ultimi anni si è assistito, nella letteratura, a un proliferare di casi umani, autobiografici o meno, talvolta trasgressivi, crudi, raramente a lieto fine. Quasi mai originali. Mi chiedo quando ti mancherò, invece, ha l’astuzia di cambiare tono all’improvviso, regalando al lettore, già calatosi nel darkness narrativo, un bello scossone. Scacco matto. Faith, tornata a sopravvivere, sembra svegliarsi dall’inerzia dei suoi giorni per raggiungere uno scopo ben preciso: vendicarsi di chi l’ha violentata e far scomparire per sempre la vecchia Faith, un fantasma grasso che la perseguita fino a trasformarsi da ricordo ad alter ego. Faith nutre con odio e lucidità il suo disegno di giustizia, ma anche questo presto si rivela non un fine, ma un transito. Non sarà la vendetta a rivelarsi la bacchetta magica capace di far scomparire il passato e il dolore. Il vero riscatto arriva solo quando Faith scopre che dovrà ricominciare. E ricominciare senza guardarsi alle spalle, perché l’unica possibilità è quella di una nuova Faith, non di un “recupero” di un fantasma. Così la ragazza diventa davvero protagonista, non solo del libro ma della sua vita.



Evangeline ha scritto:
Questo romanzo, che è la prosecuzione del racconto Faith contenuto nella raccolta Circling the drain, narra appunto la storia di Faith, una ragazza di sedici anni grassa e timida che subisce violenza da parte di un gruppo di ragazzi che frequentano la sua stessa scuola. Da quel momento Faith, che è stata minacciata di non dire niente, inizia a collezionare pillole in un barattolo e in un giorno come tanti le ingoia tutte tentando il suicidio. Ricoverata dalla madre in un istituto psichiatrico, ne uscirà sei mesi dopo liberata dal suo peso di carne, ma non da quello della violenza subita. Abitata dal dolore e dalla rabbia, additata da tutti come ragazza instabile, Faith comincia a parlare con la cicciona, suo alter ego ingombrante e ferito, ora affettuosa, ora aggressiva, che la spinge prima alla vendetta e poi alla fuga alla ricerca di un posto nel mondo e nella propria pelle. Prima di leggere il romanzo avevo letto il racconto e lo avevo trovato molto bello, certo triste ma caratterizzato da uno stile al quale la componente surreale e il ripiegamento intimistico donavano una grande malìa. Come il racconto si trasforma in romanzo, anche Faith si trasforma trovando nel continuo dialogo e conflitto con la cicciona e nelle prove che le offre la sua nuova vita nel circo Fartlesworth dove infine approda, la spinta per lasciarsi andare e sentire finalmente nello slancio del suo primo volo da trapezista il corpo senza peso e la forza per affrontare la paura. La parte che ho trovato più bella è l’on the road con la cicciona, sia perché l’informe alter ego di Faith è forse la figura più riuscita del romanzo per il suo lato pulsionale e comico insieme, sia perché la narrazione mette addosso un’ incredibile voglia di scappare, cambiare, essere liberi. Dal libro:

Dove era la parte di me che era arrabbiata? 
Quella parte che mi faceva venire voglia di prendere il cielo a unghiate?” 
 “Sono qui – disse la cicciona. Faith, sono qui.”
Mi cinse con un braccio e mi tirò a sé, sussurrandomi tutta una serie di cose. 
“Vedrai che ce ne andremo”, diceva. “Tesoro, ho fiducia in te. 
Vedrai che sopravvivremo e ci divertiremo. Vedrai. Aspetta e vedrai se non ho ragione.”


Marella ha scritto:
E' un libro che ti travolge e sconvolge. 
Io sono stata trascinata da Faith e la Cicciona attraverso i corridoi di una scuola, nella camera asettica di un ospedale, sulle strade all'inseguimento di un circo e poi ho sofferto e gioito giornate intere accanto ad Annabelle spalando merda di elefante e sperando in un giorno migliore
Dolce e forte come un buon caffè zuccherato...un vero piacere.


Elena Orlandi ha scritto:
30 pagine all'inizio e tutto sappiamo di quello che è successo a Faith: una cicciona sedicenne che subisce violenza di gruppo da alcuni suoi compagni di scuola, tenta il suicidio e viene mandata in una clinica per le malattie mentali dove resta un anno. Ora è tornata in classe e anche se è dimagrita di 26 chili, la cicciona continua a farle visita e comunque niente è a posto. 
E' una formazione lunga 340 pagine che inizia per Faith, alla ricerca della vera amicizia, di una vera famiglia e di quello che davvero vuole fare nella vita.

  
RedRum ha scritto:
La solita storia della ragazza cicciona, presa in giro, derisa, umiliata dai compagni di scuola, perfino stuprata, ma descritta con un'intensità e una concretezza da commuovere. Qui non siamo a Hollywood, la grassona non risolve tutto dimagrendo e cambiando stile. La grassona, quella ti rincorre e ti trova dappertutto, ricordandoti chi eri e chi sarai sempre agli occhi di tutti. Lei non vuole fare innamorare di se il classico bullo della scuola, lei vuole una vendetta sanguinosa, e l'avrà
Ma alla fine una possibilità è data anche lei, nel mondo del circo trova il modo di ricominciare e di essere accettata per quello che è.
Un pizzico di speranza e un finale rassicurante in fondo non guastano mai, anche se non siamo a Hollywood.


Amy ha scritto:
Uno dei libri più belli che ho letto quest'anno...
Faith alla ricerca di una vita rotonda senza un posto in cui nascondersi nè niente da cui scappare perchè in una vita rotonda non ci sono ombre, non ci sono angoli dove gli spiriti possano nascondersi. Faith che prima era la cicciona e che ora dopo un tentativo di suicidio, uno stupro, si prende la sua rivincita e poi scappa dai sui fantasmi accompagnata dal suo alter ego, la cicciona, che smangiucchiando sempre dispensa consigli; è talmente tratteggiato bene il personaggio della cicciona che ti convinci anche tu che esiste, la vedi come la vede Faith.
Bella anche l'ambientazione, il mondo del circo, popolato da artisti e freak, il digestivoro, l'uomo più alto del mondo, la donna con tre gambe... 
Alla fine del libro poi ci sono gli interventi di eggers, chabon, lethem e altri che ricordano amanda davis, e non ti dispiace solo che il libro sia finito, ma anche che della davis ci sia poco da leggere.


pipe ha scritto:
E' scritto davvero bene. Amanda Davis, con un linguaggio diretto ed efficace, ci descrive la trasformazione di Faith, dalla cupa rabbia e disperazione dello stupro, del tentativo di suicidio e della sanguinosa vendetta all'entusiasmo per i colori, i rumori, la straordinarietà del circo. Indimenticabile il personaggio della Cicciona, alter ego di Faith, saggia e disincantata, sincera fino alla crudezza. Tenacemente presente nei momenti difficili - anche quando Faith la caccia in malo modo-, ma anche consolatoria, si allontana solo a metamorfosi ultimata.


Valentina Di Martino ha scritto:
Cambiare vita. Cambiare nome. Cambiare aspetto. Essere una persona diversa. Questo, il centro del libro. Questo e la rabbia, la vendetta. Faith non è contenta di se'. Non è contenta di quel che ha vissuto. Faith e la sua 'amica' immaginaria ribaltano tutto e ci fanno conoscere un mondo colorato da attrazioni da circo e freak.


http://www.anobii.com/books/Mi_chiedo_quando_ti_mancher%C3%B2/9788889385388/0122459c32736fe96d










giovedì 30 agosto 2012

Chi troppo si profuma, è perchè qualcosa gli puzza




Chi troppo si profuma, 
è perchè qualcosa gli puzza. 
Proverbio Colombiano.


stasera stavo pensando questo nei confronti di un ospite.. in termini di ordine e pulizia: chi troppo pulisce e necessita di ordine (patologico ed estremo) ha la sensazione di qualcosa di sporco o non a posto dentro


lunedì 30 luglio 2012

Massimo Bisotti. Degli amori mancati per un soffio non ne parla mai nessuno. Nessuno capisce che non sempre si continua a vivere come prima se pure il proiettile ti schiva e cambia traiettoria, che ciò che ferisce a volte non è mai accaduto, non sempre è il prodotto di una fine. È solo troppo difficile da raccontare per essere credibile e così diventa un segreto che muore con te


“Dalla mente non si cancella niente ma quando parlo della parola dimenticare io non intendo cancellare. Finché provi a cancellare non hai dimenticato. Fin quando perdi il sonno per qualcuno non l’hai dimenticato. Fin quando hai bisogno di fuggire, di non vedere, di evitare non hai dimenticato. Dimenticare per me è solo smettere di stare male per certi ricordi. Guardarli in faccia, sorridere, essere grati alla vita anche per le tristi reazioni di alcune emozioni che si trasformano in tempeste. Preferirò sempre lasciare un posto che non è più mio piuttosto che non averlo abitato mai.”
Massimo Bisotti


A volte perdere quello che si voleva salvare può essere la vera salvezza.
Massimo Bisotti


Degli amori mancati per un soffio non ne parla mai nessuno. Nessuno capisce che non sempre si continua a vivere come prima se pure il proiettile ti schiva e cambia traiettoria, che ciò che ferisce a volte non è mai accaduto, non sempre è il prodotto di una fine. È solo troppo difficile da raccontare per essere credibile e così diventa un segreto che muore con te.
Massimo Bisotti, "Un anno per un giorno"

L’errore più grande che commettiamo è quello di credere che una persona che si è comportata male in passato con noi cambierà, che con noi sarà diverso e invece si comporterà esattamente allo stesso modo. I dettagli sono già presenti all’origine delle cose, li ignoriamo volutamente, si confermano pian piano ed esplodono alla fine con devasti nucleari per le nostre cellule. 
Massimo Bisotti



Ancora non mi capacito di come la nostra mente condizioni in maniera così ferrea le nostre scelte, e anni dopo ci si renda conto che voler salvare quello che si era perso, era solo una grossa sciocchezzaQuesto condizionamento mi fa sentire come se stessi guidando la mia moto, ma andassi dove vuole lei ...


Athena Fo Non sono d'accordo...si può cambiare, soprattutto quando si capisce dov'è lo sbaglio...e dipende dal grado di importanza e di maturità della persona.


Sai una cosa? Diffido sempre di quelli dall’innamoramento facile. Quelli che hanno amato mille volte, sofferto mille volte e poi con un colpo di spugna sono passati alla scena successiva dimenticando tutte le emozioni. Quelli senza memoria. Si ama poche volte nella vita davvero profondamente e siccome un grande sentimento mette radici ovunque è difficile estirparlo con facilità. Le fini rivelano gli inizi. Dal modo in cui le persone gestiscono la fine di un amore puoi percepire qualcosa del modo in cui ameranno.
Massimo Bisotti


Perché spesso tornare a casa vuol dire rientrare dentro sé dopo essere stati troppo a lungo fuori da se stessi
Massimo Bisotti. La luna blu


Questa storia del silenzio d'oro non mi ha mai un granché convinto, semmai d'argento, prezioso a metà. Ci sono silenzi importanti che svelano emozioni cosmiche, silenzi che suonano meglio senza l'interruzione di un suono, silenzi più violenti degli schiaffi delle parole e silenzi che tacciono perché più semplicemente non hanno nulla da dire. 
Massimo Bisotti


I veri addii scattano nella mente, sono silenziosi. Sono i più veri, i più pericolosi
Sono quelli che tieni per te, e puoi anche continuare a sentirla una persona... 
Non ti avrà più se l'avrai salutata dentro.
Massimo Bisotti


Dopo che la vita ti ha dato molti schiaffi devi riabituarti anche a un tocco delicato
Massimo Bisotti


Quando entri nella vita di qualcuno dovresti farlo in punta di piedi, senza forzare le serrature. Chiedendo permesso, come quando entri in una casa non tua. I buoni sentimenti sono educati dal cuore. Non puoi prenderti niente senza il consenso dell'anima, senza il giusto momento, niente se non conosci i posti dei vecchi tormenti, delle cose fragili, delle paure fantasma, niente senza sapere lo spazio che ancora c'è per te e non per una qualsiasi storia. Se quella vita può davvero diventare la tua casa te ne accorgerai da una piccola finestra. Se qualcuno sta aspettando proprio te quella finestra non la chiude mai e tu non te ne andrai.
Massimo Bisotti



Purtroppo c'è chi entra nella tua vita come un tornado senza chiedere il permesso e ti rovina tutto quello per cui hai vissuto fino a quel momento semplicemente per il fatto che non è una persona sana, corretta, responsabile delle proprie azioni pensando che tutto sia lecito.




Esistono anche persone che spalancano le porte, che ti trascinano, che le chiudono è ti tengono infine in gabbia... [...] 




 io ho aperto la mia porta ma purtroppo è entrata gente falsa..sto pensato di chiuderla bene a chiave ora




chiudi la porta, ma lascia sempre aperta la finestra ;-))




grazie del consiglio.... così prima guarderò in faccia chi sta per entrare?





Rispetto, prima parola da usare sempre del vocabolario della vita a confronto con il nostro prossimo. 

Ma per esserlo profondamente, dobbiamo sentirci veramente forti di noi stessi.E convinti. Poiché chi non lo sarà, imprecherà senza dare altro che un suono, e non un senso, alle parole che la sua bocca emetterà. Ed il suono, inevitabilmente, si perderà nel vento. Mentre, il senso, resterà perennemente impresso nella roccia.

Gli aforismi dei filosofi














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