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giovedì 12 marzo 2015

Joseph Merrick, fu un britannico che divenne "famoso" per la sua estrema deformità dovuta alla sindrome di Proteo, ovvero una crescita congenita incontrollata di pelle, ossa e tessuti in varie parti del corpo, per questo soprannominato "l'uomo elefante".


Joseph Merrick, fu un britannico che divenne "famoso" per la sua estrema deformità dovuta alla sindrome di Proteo, ovvero una crescita congenita incontrollata di pelle, ossa e tessuti in varie parti del corpo, per questo soprannominato "l'uomo elefante".
Nato a Leicester, mostrò segni di deformità tra i due e i cinque anni. Dopo che la madre morì quando aveva undici anni, il padre si risposò con una donna, una matrigna che non gradì la presenza del ragazzo deforme e impose al nuovo marito di scegliere tra lei e lui. Joseph fu cacciato da casa e sopravvisse vendendo lucido da scarpe. Non trovando un'occupazione, trovò lavoro come fenomeno da baraccone e, trattato decentemente, riuscì ad accumulare una certa somma di denaro. Nel 1886, quando i freak show vennero proibiti per legge in tutto il Regno Unito, Merrick si trasferì in Belgio, dove fu "assunto" sfortunatamente da un presentatore senza scrupoli, che lo maltrattò e abbandonò. Di ritorno a Londra, conobbe il dottor Frederick Treves in una stazione ferroviaria, medico dell'ospedale di Whitechapel della capitale, che gli procurò un letto permanente nella struttura e fu, con tutta probabilità, l'unica persona della vita di Merrick capace di offrirgli sinceramente affetto e amicizia. I suoi ultimi anni di vita furono i più sereni, diventando una sorta di celebrità presso la corte britannica e addirittura un favorito della regina Vittoria. Il dottor Treves testimoniò in seguito che Merrick desiderò sempre trasferirsi in un istituto per ciechi, dove avrebbe potuto trovare una donna che non fosse spaventata dal suo aspetto. Per alleviare la sua infelicità scrisse componimenti in prosa e in poesia. Morì all'età di ventisette anni a causa di un soffocamento, forse accidentale, tentando di non dormire più seduto con la schiena sorretta ma orizzontalmente come una persona "normale". Da questa storia è tratto il film del 1980 "The Elephant Man" di David Lynch con Anthony Hopkins e John Hurt. Un disperato sfogo di buona parte dell'esistenza di Merrick sarebbe stato: « Io non sono un elefante, non sono un animale! Sono un essere umano, un… uomo ». Grazie ad Edoardo Pivoni per foto e didascalia!




sabato 7 marzo 2015

Sindrome di Münchhausen. Madri malate che rendono i propri figli malati. Alcune di esse, affette dalla sindrome di Münchhausen riescono a rendere malati i propri figli con lo scopo di tenerli vicini e attirare l’attenzione di medici e specialisti. Una mamma devota, troppo opprimente e spesso vicino all’ambito medico (infermiera o terapeuta) è il profilo ideale della persona affetta da questa patologia, in grande crescita negli ultimi anni. Porta spesso il proprio figli a compiere visite mediche e a controlli da specialisti convinta che questo abbia una malattia, sempre più difficile da diagnosticare, però.

Madri malate che rendono i propri figli malati, una patologia in crescita
Scritto da Aurora Scudieri


Troppo amore fa male. 
Lasciare i propri cuccioli prendere il volo da soli è una parte, non semplice, della vita materna.
Alcune di esse, affette dalla sindrome di Münchhausen riescono a rendere malati i propri figli con lo scopo di tenerli vicini e attirare l’attenzione di medici e specialisti.

Una mamma devota, troppo opprimente e spesso vicino all’ambito medico (infermiera o terapeuta) è il profilo ideale della persona affetta da questa patologia, in grande crescita negli ultimi anni. Porta spesso il proprio figli a compiere visite mediche e a controlli da specialisti convinta che questo abbia una malattia, sempre più difficile da diagnosticare, però.

E’ allora che il pediatra, o lo specialista, deve iniziare a sospettare che la malattia sia nella madre e non nel figlio. Si tratta di una malattia psicosomatica difficilissima da decifrare, e il bambino, spesso, si sente meglio non appena viene separato dalla madre.

La patologia è talmente in crescita, che l’ospedale di Parigi, Necker, ha deciso di dedicarle un intero reparto. La chiamano sindrome SMPP e i medici vengono formati per riconoscerla. 
Spesso i figli soffrono di anemia, vertigini o problemi dermatologi dovuti a fattori esperni. 
Altri hanno invece malattie reali aggravate dal comportamento materno, ossessivo.
Sono madri che non lasciano mai i propri bambini, si sottomettono completamente ai medici, che venerano, e hanno buone conoscenze mediche
Ma alle quali, poco per volta, bisogna impedire l’accesso nella stanza del piccolo.
“E’ successo che maneggiassero le flebo e rubassero medicine” spiega un medico del reparto, il Dottor Canouï. “In un caso che ci ha preso molti anni, con una biopsia abbiamo scoperto che la madre iniettava del sapone sotto la pelle della sua bimba, il che le creava delle lesioni dermatologiche impossibili da curare”.

Scatta, allora, una denuncia per maltrattamenti. 
Secondo il Dottor Daniel Marcelli queste madri non appena sentono che si inizia a sospettare di loro cambiano ospedale.
Se la maggior parte soffre di schizofrenia, un’altra fetta di queste madri mostra un “comportamento psicologico anormale”, definito, nel 1995, dal DSM IV con la definizioni di “disturbo fittizio procurato”.
In una prima fase cercano di attirare l’attenzione di medici e specialisti di ogni tipo e di creare un rapporto quasi intimo con loro. Spesso queste suggeriscono ai medici cure solo, in realtà, per attirare l’attenzione su un loro malessere mai affrontato prima.
Paradossalmente il primo modo per curare queste madri è allontanarle dal proprio figlio, per salvare quest’ultimo e iniziare a trattare il loro caso per quello che davvero è.


giovedì 12 giugno 2014

Di Chiara. Uno scenario drammatico e insieme potente troviamo nella Repubblica di Weimar, la sua storia febbrile e inquieta, che tra il 1918 e il 1933 porta la Germania al nazismo e alla distruzione (( ... )). Di fronte alle difficoltà gravi e reali della crisi in cui il paese è precipitato dopo la guerra si assiste a un progressivo attacco dirompente diretto dal gruppo contro se stesso e contro i propri uomini, idee e cultura: i tedeschi si sentono mortificati, incapaci e inetti, da una parte, ma insieme destinati alla gloria, potenti ed efficienti. Ritengono che tra di loro vi siano traditori e nemici, da una parte, e uomini integri e potenti dall'altra. Affidano al meccanismo della scissione-e-idealizzazione la soluzione dei propri problemi.


"Uno scenario drammatico e insieme potente troviamo nella Repubblica di Weimar, la sua storia febbrile e inquieta, che tra il 1918 e il 1933 porta la Germania al nazismo e alla distruzione (( ... )). Di fronte alle difficoltà gravi e reali della crisi in cui il paese è precipitato dopo la guerra si assiste a un progressivo attacco dirompente diretto dal gruppo contro se stesso e contro i propri uomini, idee e cultura: i tedeschi si sentono mortificati, incapaci e inetti, da una parte, ma insieme destinati alla gloria, potenti ed efficienti. Ritengono che tra di loro vi siano traditori e nemici, da una parte, e uomini integri e potenti dall'altra. Affidano al meccanismo della scissione-e-idealizzazione la soluzione dei propri problemi."
Giuseppe Di Chiara, Sindromi psicosociali - La psicoanalisi e le patologie sociali. 1999 Cortina pag.80.




lunedì 12 agosto 2013

Sindrome di Old Hag. Conosciuta anche come 'la paralisi del sonno', chi ne soffre spesso si svegliano nel cuore della notte, incapace di muoversi o gridare, ma in grado di vedere, sentire, toccare e annusare. E 'spesso accompagnata da odori strani, suoni spaventosi, apparizioni di ombre o di persone,un peso sul petto che rende la respirazione difficile, se non impossibile


SINDROME DI OLD HAG UN DISTURBO DEL SONNO TERRIFICANTE.
La sindrome di Old Hag 'è un disturbo del sonno terrificante che colpisce molte persone, circa il 25-30% della popolazione mondiale almeno una volta nell'arco della vita.A tale percentuale si associa un ulteriore 20-30% di soggetti che avrebbero ripetutamente sperimentato tale stato. Conosciuta anche come 'la paralisi del sonno', chi ne soffre spesso si svegliano nel cuore della notte, incapace di muoversi o gridare, ma in grado di vedere, sentire, toccare e annusare. E 'spesso accompagnata da odori strani, suoni spaventosi, apparizioni di ombre o di persone,un peso sul petto che rende la respirazione difficile, se non impossibile.
Old Hag sarebbe causata dagli ormoni, che ci tengono fermi mentre dormiamo e ci impedendo così di agire mentre sogniamo, non cessando immediatamente la loro funzione quando ci svegliamo. Di solito dura solo fino a un minuto. Se avete sperimentato questa esperienza, condividete la vostra esperienza.



Da noi si da la colpa ad un folletto chiamato "mazzapigual" 



Da noi la chiamano la uria... E c'è una credenza che se si riesce a togliergli il cappello si avrà fortuna soprattutto economica... Seguita però da diversi problemi... Che fa l'ignoranza...



mi è capitato più di una volta nel corso della mia vita, tutto sembra svolgersi a rallentatore e rimani inchiodato al letto muovendo a malapena le mani: la cosa meno simpatica è la sensazione di oppressione sul petto



Si chiamano sogni ipnagogici e ipnopompici. Mi é successo una sola volta ed é stato terrificante!!!



Esperienza terrificante, provata ben tre volte...Ora so che nome e che spiegazione dare a tutto ciò.



Riesco a sbloccarmi facendo dei segni della croce solo con la lingua diverse volte mi è successo non posso credere che sia dovuto ad un ormone


Mi capita 3 4 volte l'anno il brutto è che so che sono sveglia ma non riesco a muovermi respirare sono paralizzata, quando riesco finalmente a muovermi devo lottare perché non riesco a stare svegli a e ricadono in questo tipo di incubo per diverse volte d seguito Angosciante


giovedì 8 dicembre 2011

M. Krüger. La violoncellista. Paura dell'Abbandono.


‎"Ognuno si LASCIA DIETRO qualcosa che non va più d'accordo con la sua vita, senza che tuttavia abbia la sensazione di essere diventato più povero. D'altra parte ESISTONO PERSONE CHE NON RIESCONO A SEPARARSI DA NULLA. Per paura di perdere le storie della loro infanzia le raccontano fino alla NAUSEA ai loro interlocutori. Guai a lasciare in giro una parola dimenticata! Quelle persone muoiono tenendo in braccio lo stesso orsacchiotto con il quale sono cresciute. Si vede che l'orecchio mancante è stato aggiustato con affetto, però si vede anche che è stato aggiustato".
M. Krüger, La violoncellista.
www.maldamore.it
La mia sola consolazione, quando salivo per coricarmi, era che la mamma venisse a darmi un bacio non appena fossi stato a letto. Ma quella buona notte era così di breve durata, ella ridiscendeva così presto, che il momento in cui la sentivo salire era un momento per me doloroso

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