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domenica 5 maggio 2013

Needleman. Nostro rapporto patologico con i soldi e con il tempo.




Jacob Needleman sul nostro rapporto patologico con i soldi e con il tempo […]
Filosofo in un’università statale, mistico ma anche consulente finanziario. È Jacob Needleman, che HA PREVISTO CORRETTAMENTE L’ESPLOSIONE DELLA BOLLA DELLA NEW TECHNOLOGY (il boom finanziario legato ad internet che ha preceduto l’ultima bolla dei subprime e le cui conseguenze sono state neutralizzate dall’11 settembre e dalla Guerra al Terrore – una buona ragione per attendersi qualche altro incidente internazionale nei prossimi mesi). Intervistato sul SIGNIFICATO DEI SOLDI, per un interessante confronto con l’approccio di Giampiero Mughini
AD: COSA C’È DI COSÌ ATTRAENTE E SEDUCENTE NEI SOLDI?
JN: IL DENARO HA IL POTERE DI FAR SENTIRE LE PERSONE POTENTI, FELICI ED IMPORTANTI. Ecco dove sta il pericolo, perché SI TRATTA DI UN FALSO SENSO DI COMFORT. Se ti preoccupi di piccole cose quando sei povero, continuerai a preoccuparti di cose più grandi quando sarai ricco. IL DENARO NON CAMBIERÀ LA VOSTRA INTERIORITÀ ED È LÌ CHE LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE CADE IN ERRORE. PENSANO CHE IL DENARO CAMBIERÀ LA LORO VITA E QUESTO È VERO, MA NON NELLA MANIERA ATTESA. Se non sai come ti poni nei confronti del denaro e comprendi questo rapporto, non sai chi sei veramente. Un ansioso rimarrà tale, una persona sicura resterà tale, indipendentemente dal suo benessere.
AD: Lei spiega nei suoi saggi che L’IMPORTANZA DEL DENARO È AUMENTATA SOSTANZIALMENTE A CAUSA DEL PROTESTANTESIMO. Può chiarire meglio questo punto?
JN: Mi si consenta innanzitutto di spiegare che COSA VUOL DIRE CHE IL DENARO È DIVENTATO PIÙ IMPORTANTE CHE MAI. Prima di tutto il denaro entra in ogni tipo di relazione nella società, molto più che in qualsiasi altra epoca e civiltà. TUTTO È STATO MONETIZZATO. C’è stato un tempo in cui le questioni che riguardavano le relazioni personali, i medici e la medicina, le relazioni accademiche, la vita artistica erano esentate dalle considerazioni monetarie. Un artista poteva essere apprezzato per quello che faceva senza riscuotere un successo finanziario. UN MEDICO ERA DISPOSTO A CURARE SENZA NECESSARIAMENTE ESSERE PAGATO SUBITO O L’INTERA SOMMA, SE IL PAZIENTE NON SE LO POTEVA PERMETTERE. Ora, però, se si parla di malattie, spesso il costo della sanità è una parte importante della discussione. Per esempio, parlando delle morti causate dal tabacco, il fatto che le imprese produttrici di tabacco debbano pagare miliardi di dollari di danni sembra più importante delle morti e malattie causate dal tabacco. TUTTO HA UN PREZZO AL GIORNO D’OGGI. Questo non è necessariamente un male, ma MOSTRA COME IL DENARO SI SIA INSINUATO IN OGNI ANGOLO DELLA NOSTRA VITA. Parte di QUESTO PROCESSO HA A CHE FARE CON LA POLVERIZZAZIONE DEI VALORI NELLA NOSTRA CULTURA. IL DENARO HA COLMATO UN VUOTO. Di nuovo, QUESTO POTREBBE NON ESSERE UN MALE: INVECE DI UCCIDERSI A VICENDA, CI SI FA CAUSA. IL POTERE DEL DENARO STA NEL FATTO CHE HA INIZIATO A QUANTIFICARE LA VITA, CANCELLANDO GLI ASPETTI QUALITATIVI DELLA VITA. Questo coincide con UN ALTRO SVILUPPO NELLA NOSTRA CULTURA: USIAMO LE NOSTRE MENTI SEMPRE DI PIÙ E IL NOSTRO CUORE SEMPRE DI MENO QUANDO PRENDIAMO DELLE DECISIONI. Comunque, È STATO ALL’INIZIO DEL XX SECOLO CHE IL SOCIOLOGO MAX WEBER HA DETTO CHE IL PROTESTANTESIMO È STATO LA CAUSA PRINCIPALE DEL CAPITALISMO. IL CAPITALISMO ESISTEVA ANCHE IN ALTRE CULTURE, MA LA CULTURA PROTESTANTE È STATA L’UNICA CHE HA DATO UN SIGNIFICATO RELIGIOSO AI GUADAGNI.
AD: Come si spiega la differenza tra l’atteggiamento nei confronti del denaro nei paesi protestanti dell’Europa occidentale, come la Svizzera e l’Olanda, e negli Stati Uniti, dove l’importanza del denaro pare endemica?
JN: Quando Weber faceva le sue osservazioni in merito al protestantesimo faceva uno specifico riferimento agli sviluppi NEGLI STATI UNITI, IN CUI IL DENARO AVEVA QUASI ASSUNTO IL RUOLO DELLA RELIGIONE. Ciò era cominciato con l’inizio della storia americana, con LEADER COME BENJAMIN FRANKLIN, CHE AVEVA FATTO DEI SOLDI UNA MISURA DEL PROPRIO RAPPORTO CON DIO. Questo esiste in misura limitata in Svizzera e anche in Olanda, ma negli Stati Uniti gli americani hanno interpretato lo spirito del protestantesimo a modo loro ed accresciuto l’importanza del denaro ed il suo ruolo religioso.
AD: Avendo appena stabilito l’INFLUENZA PERVASIVA DEL DENARO NELLA NOSTRA SOCIETÀ, continua a sostenere che abbiamo bisogno di rendere i soldi più significativi nella nostra vita. Perché?
JN: L’UOMO DEVE DIMOSTRARE MAGGIOR RISPETTO PER IL DENARO. IL DENARO DI PER SÉ NON È MALE, DIVENTA UNA CATTIVA INFLUENZA SOLO QUANDO DISTRUGGE O SOSTITUISCE CIÒ CHE È PREZIOSO NELLA NOSTRA VITA. Il denaro è un mezzo attraverso il quale il desiderio umano si esprime in tutto il mondo e il desiderio umano di per sé è una grande cosa, che merita rispetto. Per questo la gente deve prendere più sul serio i soldi, in quanto mezzo (per un fine). NON SUL SERIO NEL SENSO DI METTERE LE MANI SU QUANTO PIÙ DENARO SIA POSSIBILE, MA SUL SERIO NEL SENSO DI RICONOSCERE CHE IL DENARO È UNA PARTE IMPORTANTE DELLA VITA UMANA. Al fine di comprendere la propria vita è necessario capire il ruolo del denaro nella propria vita.
AD: Lei consiglia tante persone diverse su come gestire i soldi nella loro vita. Da dove comincia quando fornisce una consulenza? Esamina la loro vita personale o il modo in cui trattano i soldi nella loro vita?
JN: Parto dal secondo punto. La gente nutre ogni sorta di paura, illusione ed auto-inganno in materia finanziaria. Esiste un’enorme ipocrisia riguardo ai soldi. IL TABÙ CHE CIRCONDA IL SESSO ORA CIRCONDA IL DENARO. Si deve avere il coraggio e l’onestà di studiare il proprio atteggiamento verso i soldi, senza giudicarsi. Nella mia esperienza questi atteggiamenti sono spesso basati su nozioni molto primitive sepolte nella psiche delle persone: gli esempi più ovvi sono le persone CHE CREDONO VERAMENTE CHE IL DENARO SIA SPORCO [LO “STERCO DEL DEMONIO”, LO SI CHIAMAVA NEL MEDIO EVO, NdT] e POI CI SONO PERSONE CHE CREDONO CHE IL DENARO SIA LA COSA PIÙ IMPORTANTE NELLA VITA. Soprattutto quest’ultima è la visione radicata nella cultura americana. E poi ci sono molte persone che credono vere entrambe le cose e diventare ancora più ipocrite sui soldi. Non ci si può sbarazzare in fretta di questi preconcetti.
AD: Come spiega la SPONTANEA AMMIRAZIONE, IN PARTICOLARE NEGLI STATI UNITI MA ANCHE IN ALTRI PAESI, PER LE PERSONE FACOLTOSE, SPESSO SENZA SAPERE ALTRO SU DI LORO?
JN: Questo è un altro esempio di IPOCRISIA INTORNO AL DENARO. QUANDO NEGLI STATI UNITI SI INCONTRA QUALCUNO CHE SI RIVELA ESSERE UN MILIARDARIO, L’ATTEGGIAMENTO CAMBIA IMPROVVISAMENTE. Non è una risposta razionale, ma profondamente emotiva. LE PERSONE RISPETTANO I RICCHI PIÙ DI CHIUNQUE ALTRO. Una volta ho chiesto a un miliardario, che aveva iniziato la sua carriera con niente in mano, qual è stata la cosa più sorprendente che ha scoperto quando è diventato ricco. Ha detto che la gente lo trattava con immenso rispetto e valutava le sue opinioni come se fosse ben informato su tutto. Ha poi aggiunto che L’UNICA COSA CHE SAPEVA FARE ERA FAR SOLDI. L’autopercezione della gente è legata a quanti soldi fanno. Questo è molto più forte negli Stati Uniti che in Europa, anche se l’Europa si sta muovendo in questa direzione pure lei. Il rovescio della medaglia è che gli uomini d’affari americani possono essere molto più diretti ed onesti nel loro business, mentre gli uomini d’affari europei sembrano nascondere l’importanza di realizzare un profitto. Ma anche lì le cose stanno cambiando.
AD: Come pensa che gli storici del futuro giudicheranno quest’EPOCA IN CUI SONO I SOLDI A GOVERNARE LA NOSTRA CULTURA?
JN: Come uno straordinario periodo di ricchezza, ma anche decisamente barbaro. NON POSSIAMO SOPRAVVIVERE SE DIAMO IMPORTANZA SOLO AL DENARO ED AL POTERE. NON CREDO CHE NESSUNA SOCIETÀ O CULTURA POSSA ESISTERE SENZA DEI VALORI SPIRITUALI COME SUO FONDAMENTO. Penso che stiamo raggiungendo una situazione di crisi, se non cambiamo il nostro amore per il denaro [profetico: pochi anni dopo è arrivata la Seconda Depressione NdT].
AD: Qual è la sua esperienza con la nuova ricchezza guadagnata e persa negli ultimi anni da molti manager della Silicon Valley?
JN: Due anni fa sono stato INVITATO DA MICROSOFT PER OFFRIRE CONSIGLI SU COME TRATTENERE I LORO GIOVANI DIRIGENTI SUI 30-35 ANNI DI ETÀ, CHE SE NE ANDAVANO PERCHÉ ERANO DIVENTATI RICCHI PER CONTO LORO. ERA CHIARO CHE NON SAREBBE STATO IL DENARO A TRATTENERLI. FORSE SOLO UN LAVORO PIENO DI SIGNIFICATO AVREBBE POTUTO FARCELA. La Silicon Valley è stata descritta come il più grande accumulo legale di ricchezza della storia. […]
AD: COS’È IL SUCCESSO PER QUESTI SPECIALISTI DELLA CONOSCENZA [knowledge workers]?
JN: SORPRENDENTEMENTE, NON LO DEFINISCONO SOLO IN TERMINI MONETARI. PENSANO DI AVERE SUCCESSO QUANDO FANNO QUALCOSA DI PIONIERISTICO, QUALCOSA DI NUOVO ED INTERESSANTE, E POSSIBILMENTE CHE SIA DI BENEFICIO PER IL GENERE UMANO E PER LA SOCIETÀ. SONO PRIGIONIERI DELL’ILLUSIONE CHE, SE LAVORANO AD UN COMPUTER O MODEM PIÙ VELOCE, SARÀ AUTOMATICAMENTE UN BENE PER L’UMANITÀ. LA CHIAMO L’ILLUSIONE DELLE NUOVE TECNOLOGIE. Noi, come società, crediamo che la nuova tecnologia ci abbia assicurato ogni genere di vantaggio, ma ci potremmo chiedere che cosa abbia ottenuto, oltre ad accelerare la vita delle persone. LA TECNOLOGIA RISOLVE SPESSO UN PROBLEMA PER CREARNE DUE DI NUOVI, CHE A LORO VOLTA RICHIEDERANNO NUOVA TECNOLOGIA PER RISOLVERLI. E questo processo continua imperterrito. Invenzioni progettate per risparmiare tempo e fatica, eppure la maggior parte degli americani lavora più a lungo e non ha mai avuto meno tempo libero.
AD: PERCHÉ LA NOSTRA SOCIETÀ NON SEMBRA VALORIZZARE ALCUNE PROFESSIONI MOLTO IMPORTANTI, COME L’INSEGNAMENTO, LA SANITÀ E LA CURA DEI BAMBINI, DELLE ARTI E DELLA SCIENZA, SE MONETIZZATE?
JN: Le persone che toccano i punti più deboli della natura umana sono quelle che fanno di gran lunga più soldi di tutti gli altri messi insieme. LE PERSONE SONO DISPOSTE A PAGARE DI PIÙ PER DEI SERVIZI CHE SODDISFANO IL DESIDERIO DI ECCITAZIONE, L’AUTOINGANNO, LA VANITÀ, IL PIACERE. SONO QUELLE LE SITUAZIONI IN CUI LE PERSONE SI SENTONO PIÙ VIVE, NON QUANDO ASCOLTANO UN’INSEGNANTE PREMUROSA O SONO ASSISTITE DA UN INFERMIERE CAPACE IN OSPEDALE. Questo potrebbe apparire come ingiusto, ma IL DENARO NON HA A CHE FARE CON LA GIUSTIZIA, BENSÌ CON LE EMOZIONI E CON L’APPRENDERE A GESTIRLE.
AD: Il denaro è il modo giusto di valutare il lavoro? Per esempio, un insegnante in una cittadina non sarà mai in grado di estendere i suoi servizi o il suo pubblico e ha quindi un limite massimo al suo reddito, mentre una pop star teoricamente può ampliare il suo pubblico fino ad includere il mondo intero, con un reddito virtualmente senza limiti.
JN: USARE ALTRI MEZZI PER PREMIARE LE PERSONE NON CAMBIERÀ LA NATURA UMANA ALLA BASE DI QUESTE GROTTESCHE DIFFERENZE DI RETRIBUZIONE. NON SO SE APPREZZEREMO MAI IL VALORE DI UN INSEGNANTE IN TERMINI PARAGONABILI AL VALORE CHE DIAMO AD UNA POP STAR. Forse è meglio così. Forse un insegnante insegna meglio se non guadagna due milioni di dollari all’anno. Inoltre la gente potrebbe arrivare a rendersi conto che IL PUNTO NON È PAGARE DI PIÙ GLI INSEGNANTI, MA CAPIRE CHE HA UNA VITA MIGLIORE DI UNA POP STAR. CI SONO ESEMPI DI PERSONE CHE HANNO ABBANDONATO POSTI DI LAVORO BEN RETRIBUITI PER FARE DELLE COSE CHE GLI PIACEVANO MOLTO, MA CON UNA PAGA MOLTO INFERIORE.
AD: Lei si è anche occupato del tempo e dell’esistenza di una POVERTÀ DI TEMPO. I problemi associati al tempo sono paragonabili a quelli collegati al denaro?
JN: Sì, TEMPO E DENARO SONO AL CENTRO DI ANALOGHE ILLUSIONI. LA PROLIFERAZIONE DEL DESIDERIO È STATA LA BASE DELLA NOSTRA ECONOMIA CAPITALISTICA. NON È LA SODDISFAZIONE DEL DESIDERIO, MA LA CREAZIONE DI DESIDERI ARTIFICIALI. LE PERSONE NON HANNO BISOGNO DEL 99% DEI PRODOTTI IMMESSI SUL MERCATO. SE I COSIDDETTI DESIDERI “NORMALI” FOSSERO SODDISFATTI, ALLORA L’ECONOMIA CROLLEREBBE. L’ECONOMIA SI BASA SU ILLUSIONI E FALSI DESIDERI. Chi ha bisogno di 20 tipi di succo d’arancia al supermercato? È QUI CHE ENTRA IN GIOCO LA QUESTIONE DEL TEMPO. A CAUSA DI TUTTI QUESTI DESIDERI DOBBIAMO LAVORARE PER MOLTE PIÙ ORE E MOLTO PIÙ DURAMENTE PER POTERCELI PERMETTERE E POI ABBIAMO TROPPO POCO TEMPO PER ACQUISTARE I PRODOTTI O SERVIZI, PER NON PARLARE DI GODERNE. Questo, a sua volta, è un riflesso della vita nelle nostre teste che ci mantiene continuamente impegnati con i nostri desideri di futuri possibili. Il tempo sembra quindi scorrere sempre più velocemente. SEMPLICEMENTE NON ABBIAMO ABBASTANZA TEMPO PER FARE TUTTO QUELLO CHE PENSIAMO DI DOVER FARE, NON ABBIAMO NEMMENO IL TEMPO DI FARE CIÒ CHE REALMENTE DOBBIAMO FARE. Questa è la povertà di tempo. PROPRIO COME NEL CASO DEL DENARO, CON IL TEMPO STIAMO ASSISTENDO ALLA PERDITA DI VALORI E DEL SENSO DI COSA SIA UN ESSERE UMANO.
AD: Sembra una situazione miserevole, all’inizio del 21° secolo.
JN: È una crisi molto grave, e non potrà andare avanti così ancora a lungo.
http://www.paraview.com/features/needleman.htm
Tratto da: Jacob Needleman sul nostro rapporto patologico con i soldi e con il tempo
http://www.informarexresistere.fr/2013/03/11/jacob-needleman-sul-nostro-rapporto-patologico-con-i-soldi-e-con-il-tempo/#ixzz2SRskNL96 


lunedì 11 giugno 2012

Max Weber. Sono gli interessi (materiali e ideali), e non le idee, a dominare immediatamente l'agire dell'uomo


“Della” politica come professione vive colui che cerca di trarre da essa una fonte durevole di guadagno; “per” la politica, invece, colui per il quale ciò non accade. Affinché qualcuno possa vivere “per“ la politica in questo senso economico, devono darsi alcuni presupposti se volete assai banali: egli dev’essere, in condizioni normali, economicamente indipendente rispetto ai proventi che la politica può procurargli.
Max Weber


Il potere non è altro che la capacità di predire, con la massima precisione, i comportamenti altrui.
Max Weber


La burocrazia è tra le strutture sociali più difficili da distruggere
Max Weber


Un esperto è una persona che sa sempre di più su sempre di meno, fino a sapere tutto di nulla.
Max Weber

Sono gli interessi (materiali e ideali), e non le idee, a dominare immediatamente l'agire dell'uomo. Ma le "concezioni del mondo", create dalle "idee", hanno spesso determinato – come chi aziona uno scambio ferroviario – i binari lungo i quali la dinamica degli interessi ha mosso tale attività.
Max Weber


Gli antichi dei, disincantati e perciò trasformati in potenze impersonali, sorgono dalle loro tombe e riprendono la lotta fra di loro aspirando a conquistare il dominio sulla vita.
Max Weber


Gli dei di una volta, perso l'incanto e assunte le sembianze di potenze impersonali, escono dai loro sepolcri, aspirano a dominare sulla nostra vita e riprendono la loro lotta eterna.
Max Weber



“Max Weber è uno dei filosofi che può spiegarci meglio il particolare sistema economico in cui viviamo, il capitalismo”, dice Alain de Botton. Per Weber il capitalismo è nato dalla morale calvinista, e quindi dalla religione. L’importanza delle idee e della cultura è quindi centrale nel suo pensiero, sia per capire il mondo che per cambiarlo.
http://www.internazionale.it/video/2016/01/08/max-weber-capitalismo



Max Weber. L'etica protestante e lo spirito del capitalismo.
Solo in Occidente.
“I problemi della storia universale si presenteranno, inevitabilmente, al figlio della moderna civiltà europea sotto il seguente punto di vista, del resto giustificabile: «Per quale concatenamento di circostanze è avvenuto che proprio sul suolo occidentale, e qui soltanto, la civiltà si è espressa con manifestazioni, le quali - almeno secondo quanto noi amiamo immaginarci - si sono inserite in uno svolgimento, che ha valore e significato universale?». Solo in Occidente vi è una «scienza» con quello sviluppo che noi oggi riconosciamo «valido». Conoscenze empiriche, riflessioni su problemi del cosmo e della vita, sapienza filosofica e teologica profondissime - di cui si trovano accenni nell’Islam e in alcune sette indiane, sebbene il perfetto svolgimento di una teologia sistematica sia particolare del Cristianesimo influenzato dall’Ellenismo - scienza ed osservazione di straordinaria finezza, ce ne furono anche altrove; soprattutto in India, in Cina, in Babilonia e in Egitto. Ma all’astronomia babilonese e ad ogni altra astronomia antica MANCA IL FONDAMENTO MATEMATICO, che le dettero per primi gli Elleni e la cui assenza rende ancor più stupefacente lo sviluppo del1a scienza degli astri presso i Babilonesi. Alla geometria indiana mancò un altro prodotto dello spirito ellenico, la «DIMOSTRAZIONE», cioè, razionale, la quale ha creato per prima la meccanica e la fisica. Alle scienze naturali indiane, straordinariamente progredite nel senso dell’osservazione, mancò l’ESPERIMENTO RAZIONALE, che è, essenzialmente, un prodotto del Rinascimento dietro i tentativi dell'antichità classica, e mancò quindi il LABORATORIO MODERNO; la MEDICINA, che proprio in India raggiunse un alto sviluppo empirico-tecnico, non ebbe fondamento biologico e, specialmente, biochimico. LA CHIMICA È IGNOTA A TUTTE LE CIVILTÀ TRANNE CHE ALL’OCCIDENTALE. La storiografia cinese, altamente progredita, non conobbe il pragma tucididèo. Machiavelli ha precursori in India. Ma tutta la scienza politica dell’Asia è priva di uno schema simile a quello aristotelico e soprattutto è priva dei concetti razionali. Per una dottrina razionale del diritto mancano altrove, nonostante tutti i tentativi indiani (scuola di Mimamsa), nonostante le ampie codificazioni, in particolare dell’Asia Minore, e nonostante tutti i libri giuridici dell’India e di altri paesi, i severi schemi giuridici e la FORMA MENTALE RIGOROSAMENTE GIURIDICA DEL DIRITTO ROMANO E DEL DIRITTO OCCIDENTALE che ne deriva. Solo l’Occidente conosce una creazione come quella del diritto canonico.
Similmente nell’ARTE. L’orecchio musicale sembra essere stato presso altri popoli più sottilmente sviluppato di quel che non sia oggi da noi; in ogni caso non lo fu meno. Polifonia di diversa specie fu diffusa largamente in tutto il mondo; ed anche il discanto si trova in altri paesi. Anche in altri paesi si conoscono e si calcolano tutti i nostri intervalli sonori razionali. Ma la musica armonica razionale, tanto contrappuntistica quanto armonica in senso stretto; la struttura del materiale sonoro sulla base dei tre accordi perfetti coll'integrazione armonica della terza; il nostro cromatismo e la nostra armonia, espresse dal Rinascimento in poi, non quale misura di distanza ma in forma razionalmente armonica; la nostra orchestra col quartetto ad archi come nucleo centrale, e colla sua organizzazione dell’insieme degli strumenti a fiato; il basso d'accompagnamento, la nostra notazione musicale (che sola rende possibile la composizione e l’esecuzione delle opere musicali moderne, cioè la loro durata nel tempo); le nostre suonate, sinfonie ed opere, quantunque nelle musiche più diverse esistessero come mezzi d'espressione la musica a programma, la musica descrittiva, l’alterazione dei toni e la modificazione, e come mezzi per esse i nostri strumenti fondamentali, organo, piano, violino; tutto questo ci fu soltanto in Occidente.”
MAX WEBER (1864 - 1920), “L'etica protestante e lo spirito del capitalismo” (1904 – 1905), Sansoni, Firenze 1965 (II ed., I ed. 1945), introd. di Ernesto Sestan, trad. di Pietro Burresi, , ‘Osservazione preliminare’, pp. 63 – 65.



Max Weber.  Si vive in una mescolanza di valori mortalmente nemici.
“Una considerazione non più empirica, ma interpretativa, cioè una genuina filosofia dei valori non potrebbe poi dimenticare, procedendo innanzi, che uno schema concettuale dei «valori», per quanto bene ordinato, sarebbe incapace di render conto proprio del punto cruciale della questione. Tra i valori, cioè, si tratta in ultima analisi ovunque e sempre, non già di semplici alternative, ma di una lotta mortale senza possibilità di conciliazione, come tra «dio» e il «demonio». Tra di loro non è possibile nessuna relativizzazione e nessun compromesso. Beninteso, non è possibile secondo il loro ‹senso›. Poiché, come ognuno ha provato nella vita, ve ne sono sempre di fatto, e quindi secondo l’apparenza esterna, a ogni passo. In quasi ognuna delle importanti prese di posizione particolari di uomini reali, infatti, le sfere di valori si incrociano e si intrecciano. La superficialità della «vita quotidiana», in questo senso più appropriato del termine, consiste appunto in ciò, che l’uomo il quale vive entro di essa non diventa consapevole, e neppure ‹vuole› diventarlo, di questa mescolanza di valori mortalmente nemici, condizionata in parte psicologicamente e in parte pragmaticamente; ed egli si sottrae piuttosto alla scelta tra «dio» e il «demonio», evitando di decidere quale dei valori in collisione sia dominato dall’uno, e quale invece dall’altro. Il frutto dell’albero della conoscenza, frutto inevitabile anche se molesto per la comodità umana, non consiste in nient’altro che nel dover conoscere quell’antitesi e nel dover quindi considerare che ogni importante azione singola, e anzi la vita come un tutto – se essa non deve procedere da sé come un evento naturale, bensì essere condotta consapevolmente – rappresenta una concatenazione di ultime decisioni, mediante cui l’anima (come per Platone) ‹sceglie› il suo proprio destino – e cioè il senso del suo agire e del suo essere. Non a caso il più grosso fraintendimento, a cui sempre, in ogni occasione, vanno incontro i sostenitori della collisione tra i valori, è rappresentato quindi dall’interpretazione di questo punto di vista come «relativismo» – cioè come un’intuizione della vita la quale poggia appunto sulla visione, radicalmente contrapposta, del rapporto reciproco delle sfere di valore, e può essere realizzata in maniera dotata di senso (ed in forma conseguente) soltanto sul terreno di una metafisica configurata in modo molto particolare (cioè di una metafisica «organica»).”
MAX WEBER (1864 – 1920), “Il significato dell’«avalutatività» delle scienze sociologiche e economiche”, in Id., “Scienza come vocazione e altri testi di etica e scienza sociale”, trad. tratta da “Il metodo delle scienze storico-sociali” a cura di P. Rossi, Einaudi, Torino 1958 (I ed.), cura di Pietro L. Di Giorgi, presentazione di Angelo Scivoletto, Franco Angeli, Milano 1996, Antologia 11. ‘Il conflitto tra sfere di valore’, p. 164.


“ Eine nicht empirische, sondern sinndeutende Betrachtung: eine echte Wertphilosophie also, würde ferner, darüber hinausgehend, nicht verkennen dürfen, daß ein noch so wohlgeordnetes Begriffsschema der «Werte» gerade dem entscheidendsten Punkt des Tatbestandes nicht gerecht würde. Es handelt sich nämlich zwischen den Werten letztlich überall und immer wieder nicht nur um Alternativen, sondern um unüberbrückbar tödlichen Kampf, so wie zwischen «Gott» und «Teufel». Zwischen diesen gibt es keine Relativierungen und Kompromisse. Wohlgemerkt: dem Sinn nach nicht. Denn es gibt sie, wie jedermann im Leben erfährt, der Tatsache und folglich dem äußeren Schein nach, und zwar auf Schritt und Tritt. In fast jeder einzelnen wichtigen Stellungnahme realer Menschen kreuzen und verschlingen sich ja die Wertsphären. Das Verflachende des «Alltags» in diesem eigentlichsten Sinn des Wortes besteht ja gerade darin: daß der in ihm dahinlebende Mensch sich dieser teils psychologisch, teils pragmatisch bedingten Vermengung todfeindlicher Werte nicht bewußt wird und vor allem: auch gar nicht bewußt werden will, daß er sich vielmehr der Wahl zwischen «Gott» und «Teufel» und der eigenen letzten Entscheidung darüber: welcher der kollidierenden Werte von dem Einen und welcher von dem Andern regiert werde, entzieht. Die aller menschlichen Bequemlichkeit unwillkommene, aber unvermeidliche Frucht vom Baum der Erkenntnis ist gar keine andere als eben die: um jene Gegensätze wissen und also sehen zu müssen, daß jede einzelne wichtige Handlung und daß vollends das Leben als Ganzes, wenn es nicht wie ein Naturereignis dahingleiten, sondern bewußt geführt werden soll, eine Kette letzter Entscheidungen
bedeutet, durch welche die Seele, wie bei Platon, ihr eigenes Schicksal: – den Sinn ihres Tuns und Seins heißt das – wählt. Wohl das gröblichste Mißverständnis, welches den Absichten der Vertreter der Wertkollision gelegentlich immer wieder zuteil geworden ist, enthält daher die Deutung dieses Standpunkts als «Relativismus», – als einer Lebensanschauung also, die gerade auf der radikal entgegengesetzten Ansicht vom Verhältnis der Wertsphären zueinander beruht und (in konsequenter Form) nur auf dem Boden einer sehr besonders gearteten («organischen») Metaphysik sinnvoll durchführbar ist. –ˮ
MAX WEBER, “Der Sinn der «Wertfreiheit» der soziologischen und ökonomischen Wissenschaftenˮ (Umarbeitung eines für eine interne Diskussion im Ausschuß «Vereins für Sozialpolitik» 1913 erstatteten, als Manuskript gedruckten Gutachtens. 1917 in «Logos. Internationale Zeitschrift für Philosophie der Kultur», 7, 1), in Id., “Gesammelte Aufsätze zur Wissenschaftslehreˮ, Mohr, Tübingen 1922, [S. 451 – 502], S. 469 – 470.



“ Universalgeschichtliche Probleme wird der Sohn der modernen europäischen Kulturwelt unvermeidlicher-und berechtigterweise unter der Fragestellung behandeln: welche Verkettung von Umständen hat dazu geführt, daß gerade auf dem Boden des Okzidents, und nur hier, Kulturerscheinungen auftraten, welche doch – wie wenigstens wir uns gern vorstellen – in einer Entwicklungsrichtung von universeller Bedeutung und Gültigkeit lagen?
Nur im Okzident gibt es «Wissenschaft» in dem Entwicklungsstadium, welches wir heute als «gültig» anerkennen. Empirische Kenntnisse, Nachdenken über Welt- und Lebensprobleme, philosophische und auch – obwohl die Vollentwicklung einer systematischen Theologie dem hellenistisch beeinflußten Christentum eignet (Ansätze nur im Islam und bei einigen indischen Sekten) – theologische Lebensweisheit tiefster Art, Wissen und Beobachtung von außerordentlicher Sublimierung hat es auch anderwärts, vor allem: in Indien, China, Babylon, Aegypten, gegeben. Aber: der babylonischen und jeder anderen Astronomie fehlte – was ja die Entwicklung namentlich der babylonischen Sternkunde nur um so erstaunlicher macht – die mathematische Fundamentierung, die erst die Hellenen ihr gaben. Der indischen Geometrie fehlte der rationale «Beweis»: wiederum ein Produkt hellenischen Geistes, der auch die Mechanik und Physik zuerst geschaffen hat. Den nach der Seite der Beobachtung überaus entwickelten indischen Naturwissenschaften fehlte das rationale Experiment: nach antiken Ansätzen wesentlich ein Produkt der Renaissance, und das moderne Laboratorium, daher der namentlich in Indien empirisch-technisch hochentwickelten Medizin die biologische und insbesondere biochemische Grundlage. Eine rationale Chemie fehlt allen Kulturgebieten außer dem Okzident. Der hochentwickelten chinesischen Geschichtsschreibung fehlt das thukydideische Pragma. Macchiavelli hat Vorläufer in Indien. Aber aller asiatischen Staatslehre fehlt eine der aristotelischen gleichartigen Systematik und die rationalen Begriffe überhaupt. Für eine rationale Rechtslehre fehlen anderwärts trotz aller Ansätze in Indien (Mimamsa-Schule), trotz umfassender Kodifikationen besonders in Vorderasien und trotz aller indischen und sonstigen Rechtsbücher, die streng juristischen Schemata und Denkformen des römischen und des daran geschulten okzidentalen Rechtes. Ein Gebilde ferner wie das kanonische Recht kennt nur der Okzident.
Aehnlich in der Kunst. Das musikalische Gehör war bei anderen Völkern anscheinend eher feiner entwickelt als heute bei uns; jedenfalls nicht minder fein. Polyphonie verschiedener Art war weithin über die Erde verbreitet, Zusammenwirken einer Mehrheit von Instrumenten und auch das Diskantieren findet sich anderwärts. Alle unsere rationalen Tonintervalle waren auch anderwärts berechnet und bekannt. Aber rationale harmonische Musik: – sowohl Kontrapunktik wie Akkordharmonik, – Bildung des Tonmaterials auf der Basis der drei Dreiklänge mit der harmonischen Terz, unsre, nicht distanzmäßig, sondern in rationaler Form seit der Renaissance harmonisch gedeutete Chromatik und Enharmonik, unser Orchester mit seinem Streichquartett als Kern und der Organisation des Ensembles der Bläser, der Generalbaß, unsre Notenschrift (die erst das Komponieren und Ueben moderner Tonwerke, also ihre ganze Dauerexistenz überhaupt, ermöglicht), unsre Sonaten, Symphonien, Opern, – obwohl es Programmusik, Tonmalerei, Tonalteration und Chromatik als Ausdrucksmittel in den verschiedensten Musiken gab, – und als Mittel zu dem alle unsre Grundinstrumente: Orgel, Klavier, Violine: dies alles gab es nur im Okzident.”

MAX WEBER, “Vorbemerkung zu den «Gesammelten Aufsätzen zur Religionssoziologie»” - “Die protestantische Ethik und der Geist der Kapitalismus”, in Id., “Gesammelte Aufsätze zur Religionssoziologie”, Mohr, Tübingen 1934, Band. 1 (3. Aufl., I Aufl. im “Archiv für Sozialwissenschaften und Sozialpolitik”, Bd. XX, 1904 und XXI, 1905), S. 1 - 2.












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