"SOLO TU.
Nessuno può salvarti se non
tu stesso.
... Sarai continuamente messo
in situazioni praticamente
impossibili.
Ti metteranno continuamente alla prova
con sotterfugi, inganni e
sforzi
per
farti capitolare, arrendere
e/o morire silenziosamente
dentro.
Nessuno può salvarti se non
tu stesso...
E sarà abbastanza facile fallire,
davvero facilissimo...
Ma non farlo, non farlo, non farlo.
Guardali e basta.
Ascoltali.
Vuoi diventare così?
Un essere
senza volto, senza cervello, senza cuore?
Vuoi provare
la morte prima della morte?
Nessuno può salvarti se non
tu stesso
e vale la pena di salvarti.
E' una guerra non facile da vincere
ma se c'è qualcosa che vale la pena vincere
è questa.
Pensaci su
pensa al fatto di salvare il tuo io.
Il tuo io spirituale.
Il tuo io viscerale.
Il tuo io magico che canta e
il tuo io belllissimo.
Salvalo.
Non unirti ai morti-di-spirito.
Mantieni il tuo io
con umorismo e benevolenza
e alla fine
se necessario
scommetti sulla tua vita mentre combatti, fottitene
del prezzo.
Fallo! Fallo!
Allora saprai esattamente di cosa
sto parlando".
Charles Bukowski
Nati così
in mezzo a tutto questo
tra facce di gesso che ghignano
e la signora morte che se la ride
mentre gli ascensori si rompono
mentre gli orizzonti politici si dissolvono
mentre il ragazzo della spesa del supermercato ha una laurea
mentre i pesci sporchi di petrolio sputano la loro preda oleosa
e il sole è mascherato
siamo nati così
in mezzo a tutto questo
tra queste guerre attentamente matte
tra la vista di finestre di fabbrica rotte di vuoto
in mezzo a bar dove le persone non si parlano più
nelle risse che finiscono tra sparatorie e coltellate
siamo nati così
in mezzo a tutto questo
tra ospedali così costosi che conviene lasciarsi morire
tra avvocati talmente esosi che è meglio dichiararsi colpevoli
in un Paese dove le galere sono piene e i manicomi chiusi
in un posto dove le masse trasformano i cretini in eroi di successo
nati in mezzo a tutto questo
ci muoviamo e viviamo in tutto ciò
a causa di tutto questo moriamo
castrati
corrotti
diseredati
per tutto questo
ingannati da questo
usati da questo
pisciati addosso da questo
resi pazzi e malati da questo
resi violenti
resi inumani
da questo
il cuore è annerito
le dita cercano la gola
la pistola
il coltello
la bomba
le dita vanno in cerca di un dio insensibile
le dita cercano la bottiglia
le pillole
qualcosa da sniffare
siamo nati in questo essere letale triste
siamo nati in un governo in debito di 60 anni
che presto non potrà nemmeno pagare gli interessi su quel debito
e le banche bruceranno
il denaro sarà inutile
ammazzarsi per strada in pieno giorno non sarà più un crimine
resteranno solo pistole e folle di sbandati
la terra sarà inutile
il cibo diventerà un rendimento decrescente
l'energia nucleare finirà in mano alle masse
il pianeta sarà scosso da un'esplosione dopo l'altra
uomini robot radioattivi si inseguiranno l'un l'altro
il ricco e lo scelto staranno a guardare da piattaforme spaziali
l'inferno di Dante sarà fatto per somigliare a un parco giochi per bambini
il sole sarà invisibile e sarà la notte eterna
gli alberi moriranno
e tutta la vegetazione morirà
uomini radioattivi si nutriranno della carne di uomini radioattivi
il mare sarà avvelenato
laghi e fiumi spariranno
la pioggia sarà il nuovo oro
la puzza delle carcasse di uomini e animali si propagherà nel vento oscuro
gli ultimi pochi superstiti saranno oppressi da malattie nuove ed orrende
e le piattaforme spaziali saranno distrutte dalla collisione
il progressivo esaurimento di provviste
l'effetto naturale della decadenza generale
e il più bel silenzio mai ascoltato
nascerà da tutto questo
il sole nascosto
attenderà il capitolo successivo...
Charles Bukowski, "Dinosauria"
La tragedia delle foglie
“mi destai alla siccità e le felci erano morte,
le piante in vaso gialle come grano;
la mia donna era sparita
e i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuote
mi cingevano con la loro inutilità,
c'era ancora un bel sole, però,
e il biglietto della padrona ardeva d'un giallo caldo
e senza pretese; ora quello che ci voleva
era un buon attore, all'antica, un burlone capace di scherzare
sull'assurdità del dolore; il dolore è assurdo
perché esiste, solo per questo;
sbarbai accuratamente con un vecchio rasoio
l'uomo che un tempo era stato giovane e,
così dicevano, geniale; ma
questa è la tragedia delle foglie,
le felci morte, le piante morte;
ed entrai in una sala buia
dove stava la padrona di casa
insultante e ultimativa,
mandandomi all'inferno,
mulinando i braccioni sudati
e strillando
strillando che voleva i soldi dell'affitto
perché il mondo ci aveva tradito
tutt'e due.”
Charles Bukowski
Terremoto
gli americani non sanno cos'è una tragedia -
un piccolo terremoto può farli strillare
come scimmie -
una tazza di ceramica spezzata,
l'Union Rescue Mission che vien giù -
le 6 del mattino
tutti in macchina
tutti in movimento -
dove vanno?
un po' di orgasmo è filtrato
nella loro vita in scatola
sconosciuti stanno spalla a spalla
dando voce alle loro paure
paure ansiose
ansiose risate...
il mio bebè, i miei vasi, il mio soffitto
il mio conto in banca
è solo una cosa che fa il solletico
una piuma
ma non ce la fanno più...
e se bombardassero la città
come altre città sono state bombardate
non con la bomba atomica
ma con bombe normali, belle grosse,
un giorno dopo l'altro,
ogni giorno
come è successo
in altre città del mondo?
se il resto del mondo oggi potesse vedervi
le sue risa metterebbero il sole in ginocchio
e anche i fiori balzerebbero dal suolo
come mastini
e vi farebbero scappare nel posto che vi meritate
ovunque sia,
e a nessuno importa dove sia
purché sia
lontano da qui.
Charles Bukowski
“un tempo
quando avevo 16 anni
c’era solo qualche scrittore
a darmi speranza
e conforto.
a mio padre non piacevano
i libri e
a mia madre neppure
(perché non piacevano al babbo)
specie i libri che prendevo io
in biblioteca:
D.H. Lawrence
Dostoevskij
Turgenev
Gorkij
A. Huxley
Sinclair Lewis
e altri.
avevo la mia camera da letto
ma alle 8 di sera
bisognava filare tutti a nanna:
“il mattino ha l’oro in bocca,"
diceva mio padre.
poi gridava:
“LUCI SPENTE!".
allora mettevo la lampada
sotto le coperte
e continuavo a leggere
sotto la luce calda e nascosta:
Ibsen
Shakespeare
Cechov
Jeffers
Thurber
Conrad Aiken
e altri.
mi offrivano una opportunità e qualche speranza
in un posto senza opportunità
speranza,
sentimento.
me la guadagnavo.
faceva caldo sotto le coperte.
qualche volta fumavano le lenzuola
allora spegnevo la lampada,
la tenevo fuori per
raffreddarla.
senza quei libri
non sono del tutto sicuro
di cosa sarei diventato:
delirante;
parricida;
idiota;
buonannulla.
quando mio padre gridava
“LUCI SPENTE!"
son sicuro che lo terrorizzava
la parola ben tornita
e immortalata
una volta per tutte
nelle pagine migliori
della nostra più bella
letteratura.
ed essa era lì
per me
vicina a me
sotto le coperte
più donna di una donna
più uomo di un uomo.
era tutta per me
e io
la presi.”
Charles Bukowski - “Primo Amore"
sì, sono un Romantico, troppo sentimentale,
una specie di veneratore di eroi,
e non chiedo scusa per questo.
invece
rendo onore a Hemingway,
giunto al termine della sopportazione, che si infilava la pistola nella bocca
tremante;
e penso a Van Gogh che si tagliava parte dell’orecchio
per una puttana
e poi si sparava in un
campo di grano;
poi c’era Chatterton che beveva veleno
per topi (un modo molto doloroso di morire
anche se sei un plagiario);
ed Ezra Pound trascinato lungo
le strade polverose d’Italia in una gabbia
e poi confinato in un manicomio;
Cèline derubato, deriso, tormentato dai francesi;
Fitzgerard che alla fine smise di bere solo per crepare
subito dopo;
Mozart in una fossa comune;
Beethoven sordo;
Bierce che scompariva nelle terre sperdute del Messico;
Hart Crane che saltava oltre la balaustra sull’elica della nave;
Tolstoj che accoglieva Cristo e donava tutti i suoi averi ai poveri;
T. Lautrec dal corpo basso e deforme
e dallo spirito perfettamente formato,
che disegnava tutto quel che vedeva e anche di più;
D.H. Lawrence che moriva di tbc
e preparava la sua personale Nave della Morte
mentre scriveva le ultime grandi poesie;
Li Po
che bruciava le sue poesie
e le faceva navigare giù per il fiume;
Sherwood Anderson che moriva
di peritonite dopo aver inghiottito uno
stuzzicadenti
(era a una festa beveva martini
quando ingoiò oliva e stuzzicadenti);
Wilfred Owens ucciso
nella Prima Guerra mondiale
mentre salvava il mondo in nome della
Democrazia;
Socrate che beveva
la cicuta con un
sorriso;
Nietzsche impazzito;
De Quincey assuefatto all’oppio;
Dostoevskij in piedi bendato di fronte a
un plotone d’esecuzione;
Hamsun che mangiava la propria carne;
Harry Crosby che si suicidava mano nella mano
con la sua puttana;
Cajkovskij che tentava di
nascondere la sua omosessualità
sposando una diva dell’opera;
Henry Miller, ormai
vecchio, ossessionato da
giovani ragazze orientali;
John Dos Passos che passava
da fervente sinistroide
a repubblicano
ultraconservatore;
Aldous Huxley che assumeva
droghe
allucinogene e
accumulava ricchezze
immaginarie;
Brahms da giovane,
che si impegnava
a costruirsi un corpo
possente
perchè sentiva che
il suo cervello
non lo era
abbastanza;
Villon bandito da Parigi,
non per le sue idee
ma perchè era un
ladro;
Thomas Wolfe che sentiva di non poter
tornare a casa finchè non fosse stato famoso;
e Faulkner:
quando riceveva la posta alla mattina
metteva la busta in controluce
e se non ci vedeva dentro un assegno
la gettava via;
William Burroughs che sparava e
uccideva sua moglie
(mancò la mela piazzata
sulla sua testa);
Norman Mailer che accoltellava sua
moglie; nessuna mela coinvolta;
Salinger che non credeva
valesse la pena di scrivere per il
mondo;
Jean Julius Christian Sibelius,
uomo orgoglioso e bellissimo
compositore di musica vigorosa
che dopo i 40 anni
si nascose da tutti e raramente fu
visto di nuovo;
nessuno è certo di chi sia stato
Shakespeare;
la vita notturna uccise Truman Capote;
Allen Ginsberg che diventava
professore in un college;
William aroyan che sposava
due volte la stessa donna
(ma a quel punto
non sarebbe andato lontano
comunque);
John Fante che veniva affettato
pezzo per pezzo
dal bisturi del chirurgo
davanti ai miei occhi;
Robinson Jeffers
(il poeta più orgoglioso di tutti)
che scriveva
lettere supplichevoli ai potenti.
naturalmente, c’è ancora tanto
da raccontare
e potrei andare
avanti all’infinito
ma persino io
(il Romantico)
comincio a stancarmi.
eppure,
questi uomini e donne
-passati e presenti-
hanno creato e stanno creando
nuovi mondi per
tutti noi,
nonostante il fuoco e nonostante il ghiaccio,
nonostante
l’ostilità dei governi,
nonostante la sfiducia innata delle masse,
solo per morire
uno dopo l’altro
e di solito
soli.
dovete ammirarli tutti quanti
per il coraggio,
per lo sforzo,
per i loro lati migliori e per quelli
peggiori.
che banda!
sono fonte di luce!
sono fonte di gioia!
sono tutti
eroi ai quali dovreste
essere riconoscenti
e ammirarli da lontano
quando vi svegliate
dai vostri sogni ordinari
ogni mattina
Charles Bukowski.
Un vecchio mi chiese una sigaretta e con calma ne tirai fuori due.
"sono andato a cercare lavoro.
voglio starmene qui al sole a farmi una fumatina."
Era un vecchio straccione e rabbioso
con le spalle appoggiate alla morte.
Era davvero una giornata fredda, e autocarri grossi e pesanti come vecchie puttane rombando ingorgavano le strade... caschiamo come assi da un pavimento marcio mentre il mondo cerca di disperdere la confusione che gli annebbia il cervello.
(dio è un posto solitario senza carne.)
Siamo uccelli moribondi
siamo navi che affondano
-il mondo ci scuote e ci schiaccia
e noi spalanchiamo le braccia
e noi spalanchiamo le gambe
come il bacio mortale del millepiedi:
ma dolcemente ci spezzano le reni
e chiamiamo "politica" il nostro veleno.
Bè fumammo, lui ed io omiciattoli che mordicchiamo idee dalla testa di pesce...
non tutti i cavalli arrivano primi,
e mentre guardi accendersi e spegnersi le luci delle carcerci e degli ospedali e uomini maneggiare bandiere delicatamente come se fossero bambini,ricorda questo:
tu sei un grande strumento sbudellato di cuore e di pancia,
studiato con cura- perciò se prendi un aereo per Savannah, prendi l'aereo migliore;
o se mangi pollo su uno scoglio, fa che sia una bestia molto speciale.
(tu lo chiami uccello; io chiamo uccelli i fiori.)
e se decidi di ammazzare qualcuno,
fa che questo qualcuno sia nessuno:
certi uomini sono fatti di pezzi più speciali, preziosi:
non uccidere se credi un presidente o un re o un uomo dietro una scrivania
- questi hanno celesti longitudini illuminate attitudini.
se decidi,prendi noi che stiamo qui a fumare con aria minacciosa;
noi siamo rugginosi di tristezza e febbrili di scale traballanti salite tante volte.
prendi noi:
che non siamo mai stati bambini come i tuoi figli.
che non capiamo le canzoni d'amore come la tua innamorata.
i nostri volti sono linoleum screpolato,
sfondato dai piedi pesanti e sicuri dei nostri padroni.
noi siamo intessuti di barbe di carote semi di papavero e grammatica zoppicante;
sprechiamo i giorni come merli pazzi e invochiamo alcoliche notti.
I nostri sorrisi insinuanti e disgustati ci avvolgono come coriandoli altrui:
non siamo nemmeno iscritti al partito.
siamo una scena abbozzata col bianco pennello dell'età.
Fumiamo,addormentati come un piatto di fichi. fumiamo morti come la nebbia.
prendi noi:
un delitto nella vasca da bagno o qualcosa di rapido e brillante; i nostri nomi sui giornali.
noti, infine, per un momento a milioni di occhi ottusi e non curanti che si tengono in disparte per accendersi e guizzare solo ai miseri sarcasmi da caffè dei loro viziati, presuntuosi correttissimi attori.
noti, infine, per un momento a milioni di occhi ottusi e non curanti che si tengono in disparte per accendersi e guizzare solo ai miseri sarcasmi da caffè dei loro viziati,presuntuosi correttissimi attori.
noti, infine, per un momento, come saranno conosciuti loro e come sarete conosciuti voi da un uomo tutto grigio su un cavallo tutto grigio che accarezza una spada più lunga della notte più lunga dell'indolenzita spina dorsale del monte più lunga di tutti i gridi usciti come bombe dalle gole ed esplosi in una terra più nuova, meno pianificata.
Fumiamo, e le nubi non ci badano. Un gatto passa e si scrolla Shakespeare di dosso.
Sego,sego,candela come cera: la nostra schiena è fiacca e la nostra coscienza consuma innocentemente l'avanzo di stoppino che la vita ci ha elemosinato.
Un vecchio mi chiese una sigaretta e mi narrò i suoi guai e questo è ciò che disse:
che la vecchiaia era un delitto che la pietà raccoglieva le biglie e che l'odio racimolava il contante.
avrebbe potuto essere tuo padre o il mio. avrebbe potuto essere un maniaco sessuale o un santo.
Ma qualunque cosa fosse, era condannato e noi stavamo al sole a fumare e ci guardavamo intorno tranquillamente per vedere chi nella fila veniva dopo di noi.
Avrebbe potuto essere tuo padre o il mio. avrebbe potuto essere un maniaco sessuale o un santo.
Ma qualunque cosa fosse, era condannato e noi stavamo al sole a fumare e ci guardavamo intorno tranquillamente per vedere chi nella fila veniva dopo di noi.
Charles Bukowski, poesia per i direttori del personale
Charles Bukowski
I suoi libri sono stati descritti come “una pittura dettagliata di certe fantasie maschili tabù: lo scapolo disinibito, solitario, antisociale, e totalmente libero”, un'immagine a cui tentò di conformarsi con occasionali letture pubbliche di poesia in cui si comportava da pazzo, e con un modo di fare scandaloso alle feste.
La sua lapide recita: “Don't Try” (Non provare), una frase che usa in una delle sue poesie, consigliando gli aspiranti scrittori e poeti riguardo l'ispirazione e la creatività. Bukowski spiega la frase in una lettera del 1963:
«Qualcuno in uno di questi posti... mi chiese: "Cosa fai? Come scrivi, come crei?" Non lo fai, gli dissi. Non provi. È molto importante: non provare, né per le Cadillac, né per la creazione o per l'immortalità. Aspetti, e se non succede niente, aspetti ancora un po'. È come un insetto in cima al muro. Aspetti che venga verso di te. Quando si avvicina abbastanza, lo raggiungi, lo schiacci e lo uccidi. O se ti piace il suo aspetto ne fai un animale domestico.»
Il suo cinismo disarma...ridona speranza nella vita anche nei momenti brutti e bui, perche' e' autoironico, nutre di verità,' se non "uccide"