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mercoledì 12 marzo 2014

Nelle scuole elementari cinesi sono state introdotte queste barre metalliche che servono a proteggere la vista dei bambini e a diffondere "buone abitudini di lettura". Gli insegnanti approvano e spiegano che "le installazioni impediscono ai bambini di danneggiare i loro occhi garantendo una distanza appropriata dai libri di testo"

L'uso non è immediatamente comprensibile ma la soluzione è stata ideata nell'interesse dei piccoli studenti. Nelle scuole elementari cinesi sono state introdotte queste barre metalliche che servono a proteggere la vista dei bambini e a diffondere "buone abitudini di lettura". Gli insegnanti approvano e spiegano che "le installazioni impediscono ai bambini di danneggiare i loro occhi garantendo una distanza appropriata dai libri di testo"




A me sembrano polli in batteria, poveri bambini!!! Anche le galline ovaiole vengono tenute all'interno di gabbie piccolissime e imparano a beccare il mangime attraverso delle sbarre....



no, la vista non si danneggia a causa della postura,casomai il contrario...è la postura influenzata dalla vista. Casomai mettete loro gli occhiali invece di forzarli in posizioni innaturali!! Mondo malato



Quando per educare un bambino, sia esso giallo, bianco o nero, poco importa, si arriva ad ignorare la sua indole e lo si costringe a una posizione forzata, crescerà, forse, con una postura corretta, ma con una fantasia inibita, frustrata, senza carattere.



l'osservazione che fa qui sotto Catalina mi sembra molto giusta: che mettano anche il riscaldamento, visto che i bambini sono costretti a rimanere col cappotto per non soffrire il freddo. ma trovo molto giusta e quasi geniale l'idea di queste sbarre per controllare la postura ed evitare loro problemi di schiena, da grandi. non mi sembrano affatto in gabbia e tra l'altro credo che non debbano neanche essere costretti per tutto il tempo delle lezioni: se guardate bene sui lati dei banchi, potete osservare che che le sbarre sono montate in modo da essere spostate, non sono fisse. non sono filo-cinese, ma grande rispetto per quei paesi/governi che rispettano i propri abitanti e si preoccupano della loro salute e della crescita.



si, spesso i bambini tendono ad avvicinarsi troppo al foglio, questo danneggia la vista perché bisognerebbe abituarsi a leggere ad una certa distanza, non è una fesseria, è vero.



magari una sedia ergonomica? costosa? se ne spendono tanti soldi nutilmente....che sono queste sbarre, manco nella culla.......sono già facoltosi per capire come stare in posizione corretta senza avere bisogno di sostegno e anche un po pericoloso essendo in metallo



Basta leggere la didascalia della foto: serve per salvaguardare la vista e io direi anche per una corretta postura. Si utilizza nell'atto del leggere e dello scrivere poi le assi si abbassano. A me sembra utile anche perché i bambini non seguono le istruzioni sulla postura almeno in quella fascia di età.



Signori e signore che il sistema possa essere funzionale per la postura ci potrebbe stare ma che lo sia anche per gli occhi non si può accettare! Hanno questa sbarra sempre presente nel loro campo visivo...non so se mi spiego!?!? Dai su, le chiacchiere non vanno dette! Per questo noi ci distinguiamo sempre come Italiani, perchè pur di dare aria allo stomaco dobbiamo parlare, parlare e parlare anche se quello che vien detto non ha senso...



I cinesi stanno avanti, mammine italiche preoccupate, il riscaldamento, la gommapiuma, coccolate i vostri bimbetti viziati, il conto verrà dopo.



Io, in Sicilia, alle elementari e alle medie rimanevo in classe col giubotto. E da quello che mi raccontano è ancora così.



nel 1954 in 4°elementare il maestro passava tra i banchi col pollice verso il mento ed il mignolo verso il banco se tasta era troppo inclinata ed il palmo non passava ti prendevi una gnoccata con l'altra mano voi dell'era della bambagia immagino i v\s genitori che casino avrebbero fatto una volta si chiamava EDUCAZIONE.



Quando andavo alle elementari, si tenevano le braccia dietro alla schiena e ci si alzava dal banco solo durante gli intervalli. Sono sopravvissuta e credo l'abuso su minore (e sul futuro adulto) sia il non abituarlo a sopportare un qualsiasi piccolo disagio. Purtroppo molti insegnanti si lasciano influenzare dalla moda del momento



ci vuole disciplina, sin da piccoli. Le sbarre servono a educare il corpo a una postura corretta, la giusta distanza dal banco allena la vista, aiuta a mantenere la concentrazione (ti dice niente Foucault? Investimento politico del corpo...?) Dunque, disciplina, buona educazione, senso del dovere, rispetto... Mai sentiremo un cinese esprimersi usando (in pubblico, almeno), un linguaggio gratuitamente scurrile. 



grande Shirin, mi occupo di scienza della visione e posturologia da oltre 7 lustri, i migliori sistemi di prevenzione per controllare la progressione miopica e le anomalie della visione binoculare sono queste, e funzionano, non solo perchè i cinesi hanno saggezza millenaria, ma conoscono le scienze della visione molto piu' di come possiamo pensare e operano"prevenzione" , questo a tanti, troppi direi rompe le palle, ma il cinese sa che un miope allo stato costa tanto, e li la medicina è meglio prevenire che curare, ancora complimenti Shirin Niazi


venerdì 14 febbraio 2014

Tre grandissimi antifonari del XVI sec del Monastero di Yuso a San Millán de la Cogolla, nella provincia di La Rioja, in Spagna. Il Monastero è sul percorso del Cammino di Santiago di Compostela. Erano di queste dimensioni, grandi come anche i caratteri, per renderli leggibili a tutti i monaci, anche a quelli lontani dal leggio.

Tre grandissimi antifonari del XVI sec del Monastero di Yuso a San Millán de la Cogolla, nella provincia di La Rioja, in Spagna. Il Monastero è sul percorso del Cammino di Santiago di Compostela.
Erano di queste dimensioni, grandi come anche i caratteri, per renderli leggibili a tutti i monaci, anche a quelli lontani dal leggio.


Che meraviglia, chissa' quale bellezza si nasconde all'interno di questi Antifonari.


sabato 19 ottobre 2013

Escher. “Relatività” “Relativity”.…con le mie stampe, cerco di testimoniare che viviamo in un mondo bello e ordinato e non in un caos senza forma, come sembra talvolta. I miei soggetti sono spesso anche giocosi: non posso esimermi dallo scherzare con le nostre inconfutabili certezze. Per esempio, è assai piacevole mescolare sapientemente la bidimensionalità con la tridimensionalità, la superficie piana con lo spazio, e divertirsi con la gravità… E’ piacevole osservare che parecchie persone sembrano gradire questo tipo di giocosità, senza paura di cambiare opinione su realtà solide come rocce

Mi è accaduto durante le passeggiate solitarie per i boschi che circondano Baarn di fermarmi di colpo sui miei passi, colto da una sensazione allarmante, irreale e allo stesso tempo deliziosa: mi trovavo faccia a faccia con l’inspiegabile. Quell'albero davanti a me, come oggetto, come parte dei boschi, può non essere sorprendente. La distanza, lo spazio, che è tra di noi sembra, comunque, improvvisamente enigmatica. Non conosciamo lo spazio. Non lo vediamo, non lo ascoltiamo, non lo sentiamo. Siamo in mezzo a esso, ne facciamo parte, ma non ne sappiamo nulla. Posso misurare la distanza tra me e un albero, ma quando dico “tre metri”, quel numero non svela in alcun modo il mistero. Vedo solo frontiere, segni; non vedo lo spazio vero e proprio. Il vento che soffia sul mio viso pungendomi la pelle, non è spazio. Quando tengo un oggetto tra le mani, non sento l’oggetto spaziale in sé. Lo spazio resta impenetrabile, un miracolo.
Maurits Cornelis Escher,  Esplorando l'infinito



 “…con le mie stampe, cerco di testimoniare che viviamo in un mondo bello e ordinato e non in un caos senza forma, come sembra talvolta. I miei soggetti sono spesso anche giocosi: non posso esimermi dallo scherzare con le nostre inconfutabili certezze. Per esempio, è assai piacevole mescolare sapientemente la bidimensionalità con la tridimensionalità, la superficie piana con lo spazio, e divertirsi con la gravità… E’ piacevole osservare che parecchie persone sembrano gradire questo tipo di giocosità, senza paura di cambiare opinione su realtà solide come rocce.” 
Maurits Cornelis Escher

Ed ecco quindi le prime ricerche testimoniate da opere come Ex libris (1922), Scarabei (1935); le grafiche suggestionate dai paesaggi italiani Tropea, Santa Severina (1931) dove Escher struttura lo spazio; Metamorfosi II (1940) una delle più lunghe xilografie a quattro colori mai realizzate per narrare una storia per immagini, in cui una scena conduce a quella successiva attraverso una sottile e graduale mutazione delle forme; le figure impossibili di Su e giù (1947) e di Belvedere (1958); le straordinarie tensioni dinamiche tra figura e sfondo nei fogli come Pesce (1963).

Accanto alle sue celebri incisioni – in mostra capolavori assoluti come Tre sfere I (1945), Mani che disegnano (1948), Relatività (1953), Convesso e concavo (1955), Nastro di Möbius II (1963) – saranno presentati anche numerosi disegni, documenti, filmati e interviste all’artista che mirano a sottolineare il ruolo di primo piano che egli ha svolto nel panorama storico artistico sia del suo tempo che successivo. [...]

La mostra è inoltre concepita come uno strumento e una “macchina didattica” che consente di entrare “dentro” la creatività di questo singolarissimo artista. Suggestive installazioni immergeranno dunque il visitatore nel magico modo di Escher. E’ evidente, e molto indagato, il rapporto che Escher ebbe con “il mondo dei numeri” – intendendo per tale quello della geometria (euclidea e non) e della matematica.  Non meno intrigante è la sua ricerca su spazio reale e spazio virtuale, ovvero sul come “ingannare la prospettiva”. Infine, ma non ultima, la conoscenza che Escher dimostra delle leggi della percezione visiva messe in luce dalle ricerche della Gestalt. [...]

Maurits Cornelis Escher nacque il 17 giugno 1898 a Leeuwarden ma crebbe nella città di Arnhem con quattro fratelli. Mauk, come venne soprannominato, prese da ragazzo lezioni di carpenteria e sebbene non fosse particolarmente brillante in matematica e scienze, assimilò dal padre ingegnere l’approccio metodologico dello scienziato. Una delle sue materie preferite fu subito il disegno al quale si dedicò durante gli studi alla Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem. Fu l’incontro con de Mesquita a stimolare in Escher l’interesse per la tecnica xilografica e le sue possibili sperimentazioni nella resa di effetti chiaroscurali e pittorici di grande raffinatezza. Al 1922 risale la sua visita a Firenze (primo di una serie di viaggi tra la Toscana e il sud d’Italia) e a Granada (dove visitò lo splendido palazzo di Alhambra) dai quali colse dettagli architettonici, decorativi e particolari inusuali che gli avrebbero fornito spunti per le sue composizioni. Nel 1935 si trasferì in Svizzera. E’ a partire dal 1937 che si osserva un profondo cambiamento: perde l’interesse per il mondo visibile, per la natura e l’architettura concentrandosi sulle proprie “visioni interiori” e realizzando un corpus significativo di straordinari giochi ottici, prospettive invertite, paesaggi illusionistici tra i più famosi. Trasferitosi nel 1941 con tutta la sua famiglia in Olanda continuò a lavorare intensamente fondendo le molteplici fonti di ispirazione che traeva dai suoi interessi (psicologia, matematica, poesia, fantascienza). Morì a Laren nel 1972.

domenica 14 luglio 2013

Psiche. PSICHE IN VERITÀ SAREBBE UNA PERSONIFICAZIONE DELL'INTELLETTO UMANO, CHE NON SI ACCONTENTA DI "ACCETTARE" MA VUOLE "VEDERE". Per questo finirà per tentare di vedere Eros che dorme. E' un MONITO contro il concetto greco di ubris, la tracotanza, che fà insuperbire gli uomini fino a VOLER INDAGARE DOVE NON È CONCESSO LORO. Tuttavia, essendo stata mossa da CURIOSITÀ e non da vanità o superbia, alla fine le si riserva il lieto fine

"Psiche, non sopportando di non conoscere il volto del suo orribile sposo, cede all’eccesso di curiosità e si china sul corpo addormentato di Eros. La colpa sarà crudelmente punita: Psiche, esiliata nel deserto e nel regno della morte, è condannata a tribolazioni senza fine, a fatiche assurde e soprattutto alla separazione. Ma il mito si compie con una riconciliazione in piena luce e nei definitivi sponsali. Psiche è perdonata perché non ha cessato di amare, essendo lo sguardo della conoscenza al tempo stesso lo sguardo dell’amore. Sotto questo aspetto, il mito di Psiche si contrappone a quello di Atteone, dove lo sguardo del cacciatore su Diana al bagno non è che lo sguardo dell’indiscrezione sacrilega. Manca l’amore e lo sguardo è aggressione. Così Atteone, trasformato in cervo, muore sbranato dai propri cani. Forse conviene che anche i critici e gli analisti conservino accesa la lampada di Psiche, ma non dimentichino d’altro canto il destino di Atteone"
J. Starobinski, L’occhio vivente. Studi su Corneille, Racine, Rousseau, Stendhal, Freud





PSICHE IN VERITÀ SAREBBE UNA PERSONIFICAZIONE DELL'INTELLETTO UMANO, CHE NON SI ACCONTENTA DI "ACCETTARE" MA VUOLE "VEDERE". Per questo finirà per tentare di vedere Eros che dorme. E' un MONITO contro il concetto greco di ubris, la tracotanza, che fà insuperbire gli uomini fino a VOLER INDAGARE DOVE NON È CONCESSO LORO. Tuttavia, essendo stata mossa da CURIOSITÀ e non da vanità o superbia, alla fine le si riserva il lieto fine.







giovedì 6 dicembre 2012

Acqua e Ossigeno (H2O) con il movimento psichico (ipofisi) proprio come avviene in una centrale idroelettrica producono in noi l'energia. Non è quindi una questione solo CHIMICA ma anche PSICOLOGICA (spirituale), cioè il modo in cui noi recepiamo, accogliamo, viviamo, convertiamo tutte le informazioni ricevute dall'esterno, perchè come avete visto il cibo (gusto) è una minima parte, quasi tutto il resto lo recepiamo attraverso la psiche (tatto, olfatto, udito, vista). Direi che un 80% dell'energia che aziona il nostro fisico è di natura spirituale, soltanto il restante 20% è materiale (cibo, aria, pulizia e ristoro fisico). Sono quindi le vostre percezioni interiore ad influenzare ed influire sulla vostra biologia e non viceversa.

 
DALL'ENERGIA ESTERIORE ALL'ENERGIA INTERIORE.
Il mondo che ci circonda, le persone, l'ambiente, i problemi, l'alimentazione sono stimoli emozioni vibrazioni energie che entrano in noi attraverso i sensi esterni (vista, udito, tatto, olfatto, gusto) le informazioni di questi sensi vanno all'ipofisi (colei che regola il sistema endocrino) e a tutti i sistemi di connessione con il midollo spinale dove esso finisce (lungo la spina dorsale), come una macchina queste correnti ci mettono in MOTO, è il sistema nervoso, la CENTRALINA elettrica che è nutrita dagli zuccheri liberati nel sangue mediante il glucagone prodotto dalla coda del pancreas rilasciato poi nel fegato. Questi impulsi azionano tutti i muscoli e quindi tutti gli organi, ma ecco dove sta il nocciolo della questione: gli organi agiscono quindi in corrispondenza alla qualità e quantità del sangue che li stimola, ma questo a sua volta dipende dalla linfa che lo deve giornalmente depurare e questa linfa dipende dai liquidi che prendiamo dall'alimentazione e dall'ossigeno che respiriamo. Dunque Acqua e Ossigeno (H2O) con il movimento psichico (ipofisi) proprio come avviene in una centrale idroelettrica producono in noi l'energia. Non è quindi una questione solo CHIMICA ma anche PSICOLOGICA (spirituale), cioè il modo in cui noi recepiamo, accogliamo, viviamo, convertiamo tutte le informazioni ricevute dall'esterno, perchè come avete visto il cibo (gusto) è una minima parte, quasi tutto il resto lo recepiamo attraverso la psiche (tatto, olfatto, udito, vista). Direi che un 80% dell'energia che aziona il nostro fisico è di natura spirituale, soltanto il restante 20% è materiale (cibo, aria, pulizia e ristoro fisico). Sono quindi le vostre percezioni interiore ad influenzare ed influire sulla vostra biologia e non viceversa.
 
 
... non sono pienamente d'accordo, tutt'al più, direi il 50% di ciascun aspetto: materiale e spirituale.
Gli additivi chimici dei cibi, i suoi conservanti, le carni piene di antibiotici ecc dove li mettiamo? Solo in questo 20%? Troppo valore al pensiero a discapito della materia
 
la materia è un esponente del tuo pensiero..... come sei cio che mangi... ancor di piu sei cio che pensi....sicuramente il 50 % e un giusto compromesso.... ma se ci deve essere qualcosa di speciale..... be sicuramente nasce dai tuoi pensieri..... (spirito psiche) valuta che l'80 % delle malattie sono psicosomatiche....ho comperato ultimamente un dizionario di psicosomatica editrice riza.....(lo trovi su internet (cerca)..... ) be e a dir poco impressionante come da una malattia riesci a leggere i pensieri di una persona....... o dai pensieri di una persona riesci a vedere cio che somatizza nel tempo......
 
 
non sono in grado di fare le percentuali ma è certo che noi siamo quello che sentiamo vediamo mangiamo udiamo e sentiamo. Tutto arriva e fortunatamente o sfortunatamente ognuno di noi trasferisce al nostro corpo mente e anima in maniera diversa. Mi piacerebbe cogliere e capire come fare si sono certa che ogni nostro senso sia collegato alla mente e successivamente il corpo risponde.
 
 
convengo pienamente che siano le percezioni interiore di ognuno ad influenzare ed influire sulla propria biologia e non viceversa.
 
questi sono concetti noti da tempo di psicosomatica, tu devi invertire le cose, ci sono sostanze che alterano lo stato di coscienza, quindi (sono diplomato in chimica per questo vedo le cose diversamente) rifletti, io non vedo separazione, una gerarchia di superiorità tra psiche e corpo; ci sono stati della mente che dipendono solo dalla quantità di neurotrasmettitori, quindi anche la senzazione di felicità, paura e tanto altro, però che il cervello fisico ben nutrito di pensieri positivi e di vitamine e tutto quello che serve alla sua salute, è una grande risorsa
 
Se è tutto una questione di chimica...basterbbe la molecola giusta.. Mai trovata ...La psichiatria cerca d'intontirti o di rilassarti con certe sostanze che aggiscono sul cervello...ma il male non è li...sicuro, è meglio di niente..
 
 
il vero intermediario tra sistema nervoso e apparato endocrino non è l'ipofisi ma l'ipotalamo
 
 
 

sabato 1 settembre 2012

Ognuno vede nelle cose, solo quello che vuole vedervi




Ognuno vede nelle cose, solo quello che vuole vedervi.
Marco Ciro Bargerri - Cyrano


Agota Szucs:
quello che vuole.. quello che riesce...
"Due terzi di quello che vediamo, è dietro i nostri occhi



lunedì 27 febbraio 2012

William Bates. È un errore credere che se gli occhiali non possono fare del bene non possano neanche fare del male. Gli occhiali mantengono uno sforzo. Un miope che porta gli occhiali deve sforzarsi tutto il tempo per allungare il bulbo oculare e renderlo adatto all'uso belle lenti.

È un errore credere che se gli occhiali non possono fare del bene non possano neanche fare del male. Gli occhiali mantengono uno sforzo. Un miope che porta gli occhiali deve sforzarsi tutto il tempo per allungare il bulbo oculare e renderlo adatto all'uso belle lenti.
W.H. Bates - settembre 1922


Nel 1919 il Dott. William Bates, oculista statunitense, pubblicò il libro Vista perfetta senza occhiali
Il Metodo Bates non si tratta di una ginnastica visiva ma di un vero e proprio metodo olistico che si prefigge di eliminare le cause che hanno provocato nella persona i problemi visivi che ella manifesta, attraverso una serie di esercizi mirati e semplici che comportano dei benefici diretti a chi li esegue nell’arco di pochi mesi.
Il Dott. Bates, nei suoi studi, notò una caratteristica degli occhi di chi ha problemi visivi: 
il minor movimento. Infatti secondo Bates le persone con problemi di vista hanno la tendenza a muovere gli occhi di meno rispetto a chi non ne ha, questo perché la loro “forma mentis” è per certi versi più “bloccata”, meno propensa al dinamismo e al cambiamento. Di conseguenza la vista diviene una sorta di “specchio dell’anima”, focalizzandosi sullo statico rispetto al dinamico e quindi aumentando la tensione dei muscoli dell’occhio, che ne bloccano, appunto, il movimento.


Canepa – Docente di educazione visiva
Ortottista

Associazione AIEV (Associazione per amatori e terapeuti)
Associazione AIVON (Associazione per Operatori)

Argomenti Trattati:

Riceviamo l’80% delle informazioni dalla vista
La funzione visiva si avvale di tutti i sensi
Muscolatura dell’occhio
Visione organicistica della vista
Lavorare in modo Olistico
Importanza della prevenzione visiva mediante Screening
Stress che può colpire chi lavora al Videoterminale, Pc in ottemperanza al D.L. 81/08 Titolo VI art 173
Igiene Visiva
Fare proprie nuove abitudini
Com’è possibile riabilitare la vista?
Cambiare modo di utilizzare il nostro sguardo
Usare gli occhiali solo quando sono indispensabili
Importanza armonia corpo-mente
Dentosophia = Occhi e Bocca
Anche la nostra bocca si adegua alle nostre emozioni

Metodo Bates: percorso di consapevolezza (capire e percepire che possiamo fare qualcosa) e crescita personale centrata sul miglioramento della vista in modo naturale.

Problemi della vista:
Strabismo, Miopia (si vede male da lontano - Bulbo oculare allungato ed eccessiva tensione del cristallino), Ipermetropia (Bulbo oculare schiacciato), Astigmatismo, Presbiopia [...]

Ma non bastano un paio d’occhiali?
Gli occhiali e le lenti a contatto non sono una cura: senza istruzioni è un intervento peggiorativo, portarli sempre è una sciagura, quasi sempre aggravano la situazione, esattamente come una sedia a rotelle non insegna a camminare.
Bates insegna ad usare gli occhi e la mente in modo naturale, senza interferenze. Come mai non vediamo bene? Ci sono situazioni in cui si blocca la naturalezza dello sguardo: quando siamo in tensione, sotto stresse, etc.

Visual Training:
E’ una ginnastica? La docente non usa mai la parola ESERCIZI perché sembra un dovere, si trasferisce questo sapere a chi ha bisogno perché si abbandoni una cattiva abitudine; le nuove abitudini dovranno consentire di vedere meglio.

Primo Principio: Il movimento del Corpo, Piede/Gambe, Mente, Sguardo, Muscoli oculari

Secondo Principio: Rilassamento: Respiro/Diaframma

Terzo Principio: Centralizzazione: dobbiamo ricevere le nostre immagini sui punti migliori del nostro occhio

Quarto Principio: Immaginazione e Memoria: Nella mente abbiamo archiviato miliardi di immagini, numeri (10), lettere (21 circa); perché non riconosciamo o riusciamo a vedere la lettera? Tra vedere e riconoscere c’è qualcosa in mezzo; un lavoro mentale.

Strain/Stress = tensione da sforzo: con la paura ti blocchi. L’antidoto è il movimento.

Il Rilassamento non è riposo, è dinamico.
Smetti di fissare, sguardo libero.
Assimilare un atteggiamento diverso
Movimento e respiro

Testo consigliato: Genevieve Behrend: visualizzazione

Meditazione e Visualizzazione: due metodiche per entrare in contatto con se stessi per produrre dei cambiamenti desiderati.

Anche il vedere meglio è una sorta di guarigione, una gamba corta è un limite, il bulbo lungo può essere riabilitato.

Visualizzazione: Metodo Canepa.

Meditazione che cosa accade.

Utilizzazione dei Lobi Frontali.

Gli sportivi vengono allenati a VISUALIZZARE che superano i risultati precedenti, tutto avviene nella nostra mente.

Dr Bates: Se riesci a immaginare una lettera nitidamente, poi vedrai la successiva meglio.
VEDERE E’ UN SENTIRE.

La fascia di Demer: allentando la tensione nei nostri muscoli possiamo vedere meglio (fascia muscolare liscia in cui si innestano tutti i muscoli oculari, se c’è tensione si contrae anche la fascia di Demer)

Caso:
Dopo vari lutti la macula della signora X si era ridotta in modo rilevante; dopo 5 anni di :
rilassamento, visualizzazioni, ginnastica dolce
la situazione migliorò in modo rilevante.
Importanza della luce.

http://vivilavista.blogspot.com/
http://www.vistabates.it/lapalestradegliocchi.html
http://www.vistabates.it/principibates.html
http://www.vistabates.it/links.html

Dottoressa Martinelli: entra in contatto col mondo delle emozioni.
Il Portale del Benessere Visivo. http://www.vederebene.it/

Genevieve Behrend: Approfondimento: Il tuo potere invisibile
capitolo tratto da Il potere invisibile della visualizzazione
Queste pagine sono state scritte con il proposito e la speranza che i suoi suggerimenti possano offrirti la chiave che apra il cammino alla realizzazione dei tuoi desideri e per spiegarti che la paura dovrebbe essere spazzata via dagli sforzi che compi per conquistare ciò che desideri.
Sai che tutto ciò che devi fare è ottenere che la sostanza plastica dell’universo cominci a fluire nelle forme del pensiero offerte dalla tua immagine-desiderio.
Visualizzare o vedere mentalmente le cose e le condizioni così come vuoi che siano è il potere condensante, specializzante, che è in te e che potrebbe essere rappresentato come la lente di un protettore.
Prova a proiettare un’immagine in un proiettore, la cui una luce si muova continuamente da una parte all’altra, e otterrai l’effetto di una volontà vacillante. E’ strettamente necessario mantenersi sempre dietro la propria immagine con una volontà forte e stabile, così come lo è avere una luce forte e stabile in un proiettore.
Dio, o la Mente Universale, creò l’uomo con il fine speciale di differenziarsi attraverso di lui. Tutto quanto esiste è nato nello stesso modo, attraverso questa legge di auto-differenziazione e con lo stesso scopo. All’inizio esisté l’idea, l’immagine mentale o il prototipo della cosa stessa nella sua forma incipiente o plastica. 
[...] La tua immagine, in questa stessa sostanza divina al suo stato fluido, prende forma attraverso il centro individualizzato dell’operazione divina: la tua mente; e non c’è alcun potere che possa impedire a questa combinazione di sostanza spirituale di convertirsi in forma fisica. E’ nella natura dello spirito compiere il proprio lavoro e un’idea non si può realizzare finché non ha creato un proprio veicolo. 
Non c’è niente di strano o misterioso nell’idea che il tuo desiderio immaginato si trasformi in un’evidenza materiale. E’ il funzionamento di una legge naturale universale. Il mondo fu proiettato dalla Mente Universale per la sua stessa contemplazione e ciò avviene nel suo ramo individualizzato, che è la mente dell’uomo. Tutto ciò che è nel mondo ha inizio nella mente e prende vita esattamente nello stesso modo, dal cappello che porti in testa agli stivali che hai ai piedi. Tutte queste cose sono pensieri proiettati, solidificati.
Aspetta che la vita risponda alla tua chiamata e troverai suggerimenti diretti al compimento del tuo desiderio, non solo provenienti da altre persone, ma anche dai fiori, il prato, gli alberi e le rocce e che, se agirai di conseguenza, con fiducia in questo piano fisico, ti permetteranno di realizzare il più sospirato desiderio. “La fede senza parole è morta”, ma la fede con opere concrete ti libera completamente.
Le idee attirano idee simili. A volte provengono da un fiore, da un libro o dall’invisibile. Sei seduto o camminando, assorto in un’idea non completa riguardo ai modi e ai mezzi per realizzarla e allora appare un’altra idea, di cui nessuno conosce la provenienza, la quale è accolta come idea tua: le due si attirano l’una con l’altra e così di seguito, finché i tuoi desideri divengono realtà fisiche.
Dato che sei in grado di catturare idee dall’infinito, attraverso lo strumento della tua intuizione, lascia che la tua mente si riposi in questo pensiero, sapendo perfettamente che questo pensiero risponderà a sé stesso. La tua inibizione del sentimento del dubbio e del sentimento di ansietà fa sì che le idee rassicuranti si insedino e attraggano a sé idee di “io posso”, “io ci riuscirò”, che gradualmente si trasformano nella forma fisica del desiderio, il quale ha sede nella mente.
Nell’uso cosciente del potere universale, per convertire i tuoi desideri in forma fisica, bisognerebbe tenere in considerazione tre dati:
Primo: tutto lo spazio è pieno di potere creatore.
Secondo: tale potere creatore è sensibile alla suggestione.
Terzo: può funzionare unicamente con metodi deduttivi.


Laura Canepa
Ortottista
Insegnante Metodo Bates
Genova - Milano – Mestre
Insegnante Educazione Visiva
Accreditato Ministero della Sanit ECM
Gli occhi della mente - Ieri e oggi

Nel 1942 lo scrittore Aldous Huxley, paziente del Dr. William Horace Bates ha  scritto un bellissimo libro dal titolo “l’arte di Vedere” in cui esordiva parlando della guarigione  che ottenne  come paziente del Dr. Bates  che utilizz…  con lui  la sua metodica.
Il  Dr. Bates…visse a cavallo dell’800 con il 900 e  sebbene avesse avuto molti  pazienti guariti e felici  non ebbe molta fortuna.
Dice Huxley nel capitolo XIII  “gli occhi ci forniscono le impressioni visive, che costituiscono il materiale grezzo della vista. La mente prende questo materiale, lo elabora  e ci da il prodotto finito, cioè‡ la normale visione degli oggetti esterni”
….nel metodo del dr. Bates si accorda la dovuta attenzione non solo all’organo che fornisce  i materiali grezzi, ma anche alla mente che d il prodotto finito”………..e ancora ….”quando sull’io cosciente  gravano con peso eccessivo emozioni come il timore, la collera , la preoccupazione, l’afflizione, l’invidia l’ambizione…allora la mente e il corpo soffrono insieme. Una delle piˆù importanti funzione psicofisiche che di solito ne risente  maggiormente ‡ la vista. Le emozioni negative menomano la vista …in parte attraverso un’azione diretta sui sistemi nervoso, ghiandolare e circolatorio, in  parte indebolendo l’efficienza della mente….
E’ vero che si diventa “ciechi di rabbia”, che la paura fa “vedere tutto nero”. Gli effetti di queste emozioni negative possono essere transitori  ma se si protraggono per un certo tempo  possono creare gravi danni …….”
Huxley diede alle stampe   questo libro straordinario nel 1942 , sono passati 66 anni  e la validità delle sue parole ‡ stata confermata  molte e  molte volte.
Ancora mi piace citare questo  passaggio del libro che  riguarda il sentimento della paura  e in particolare  “un paura intimamente connessa  nella mente di coloro che  hanno difetti alla vista, con  l’atto del vedere  e responsabile del perpetuarsi  della disfunzione visiva. Voglio dire la paura di non vedere bene”
L’arte  di vedere bene si  realizza durante l’infanzia e di rafforza con la crescita  poi pu…ò accadere che la maturazione del sistema visivo si inceppi , le buone abitudini vanno perdute  e la funzione visiva  peggiora
La mente perde la sua efficienza interpretativa, la conformazione dell’occhio si  altera  e la vista ‡ indebolita

http://www.vederebene.it/Gli-specialisti/Laura-Canepa/Download/Gli_occhi_e_la_mente.pdf






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