Un efficace fattore di disturbo nelle relazioni consiste nel concedere al partner solo due possibilità di scelta e, non appena ne scelga una, nell'accusarlo di non aver scelto l’altra.
Paul Watzlawick, psicologo austriaco
"Chi vuol fare del bene, lo faccia nelle piccole cose;
il bene comune é la scusa dei patrioti, degli uomini politici e dei furfanti"
(Samuel Butler)
Citato da Paul Watzlawick in "Di bene in peggio"
“Ci logoriamo di lavoro per far sì che gli uomini siano convinti che esiste una unica visione della realtà, cioè la propria; li suggestioniamo fino a persuaderli di sapere con assoluta certezza cosa c’è nella testa degli altri, in modo che ogni verifica appaia inutile è eppure c’è sempre qualcuno che esce dai ranghi e rovina tutto
Paul Watzlawick, Di bene in peggio-Istruzioni per un successo catastrofico
"La parola magica su cui poggia la speranza di una comprensione globale del mondo che sia matematica, e cioè definitiva e indipendente dalla volontà umana, è
digitalizzazione. Per rendere digeribile al compagno computer una certa informazione, è infatti necessario
tradurla in un linguaggio matematico chiamato digitale (dall'inglese digit, cifra). L'idea di una siffatta comprensione scientifica della realtà vera dovrebbe risalire a
Lord Kelvin, al quale dobbiamo la significativa affermazione: Everything that exists, exists in a quantity and can therefore be measured. (
Tutto ciò che esiste, esiste quantitativamente e può quindi essere misurato.)
Senza approfondire l'argomento, accenneremo al fatto che
esiste anche un altro "linguaggio" di questo tipo, quello dell'analogia. È noto che
un'analogia non è un'unità di misura, che non è dunque quantitativamente identica a quanto attraverso di essa viene rappresentato, ma ne esprime invece la qualità. (Anche in ambito scientifico, sia detto fra parentesi, si vanno moltiplicando gli avvisi secondo i quali la quantità non sarebbe che una proprietà della qualità.) Nel secondo capitolo abbiamo già definito questa differenza come la differenza esistente tra "più dello stesso" e "diverso". E questo è il nocciolo della questione:
taluni fenomeni del nostro mondo si oppongono (almeno per ora) caparbiamente alla propria digitalizzazione e quindi a essere compresi razionalmente: pensiamo alle già citate percezioni, ai sentimenti, ai simboli; al mondo disordinato, orfico, illusorio, enigmatico, irragionevole, indefinibile dei colori e dei profumi, di tutta la gamma dell'inesprimibile, di ciò che in molti modi comunicano artisti e poeti, alla visione di un tramonto, agli occhi di un gatto, ai suoni di una sinfonia. Tutto questo e ben altro ancora deve essere digitalizzato prima che sorga finalmente il Mondo nuovo fatto di "zero e uno" , prima che scocchi la famosa 25a ora.
D'altra parte,
è molto più semplice stabilire un solido rapporto con un computer piuttosto che con altri esseri umani. Il computer non ha sbalzi d'umore, è assolutamente onesto, non sbaglia mai, con lui non si deve litigare. Come contropartita chiede solo un intelletto trasparente; in compenso ripaga in moneta sonante: basta osservare la
situazione kafkiana degli studenti d'informatica che, seduti in lunghe file davanti ai loro schermi, imprecano disperati quando non viene loro fornita una certa risposta, e si riempiono di soddisfazione quando - avendo premuto i tasti giusti - la sfinge onnisciente da loro l'assoluzione. Chi può aversene a male se aspettano con tanta ansia il giorno in cui l'analogo sarà stato definitivamente estirpato e tutte le umane cose ubbidiranno finalmente alle leggi digitali?
Finché non sarà scoccata la 25a ora di Gheorghiu, si potrà sempre cercare appoggio e consolazione nel
cugino del computer, l'altra meraviglia della digitalizzazione, il televisore. Sorprendentemente già
Cicerone sembrava conoscerlo ed essere al corrente dei suoi effetti, quando nell'80 a.C. scriveva:
Se a ogni ora siamo costretti ad assistere ad avvenimenti raccapriccianti, alla fine noi tutti, anche coloro che per natura sono più sensibili,
a causa del costante susseguirsi di dolorose impressioni, perdiamo ogni sentimento per l'umanità.
Certo, questo effetto si cela dietro la facciata di una sogghignante demenza. Su questo argomento, ossia su come gli esseri umani possano divertirsi a morte, ha detto tutto Neil Postman . Rimando quindi a quella fonte. Oltre a Postman, vale la pena citare il sociologo francese
Jean Baudrillard, il quale - con minor gaiezza e soffermandosi su temi certamente meno divertenti -nelle sue conferenze analizza Voscenità della televisione, tematica affine a quella già affrontata da Cicerone. Il termine non fa riferimento all'abituale significato di osceno, bensì all'
effetto abbrutente che esercitano la violenza, le pozze di sangue, le vittime di incidenti stradali, mostrate sera dopo sera dai notiziari televisivi, e soprattutto all'ignobile e irrispettoso soffermarsi delle telecamere su esseri umani colti in particolari situazioni di disperazione e di dolore: la madre al cospetto del cadavere del figlio, il volto di un morente, le domande cretine rivolte a chi, essendo appena scampato a un pericolo mortale, ha bisogno solo di tranquillità e raccoglimento. Questo atteggiamento voyeuristico, la totale assenza di rispetto di fronte al dolore umano, meritano sicuramente la definizione di osceno (soprattutto se nell'istante successivo a essi si sovrappone l'allegra canzoncina che pubblicizza una marca di sigarette). Naturalmente noi tutti sappiamo che i media, così facendo, adempiono disinteressatamente al loro sacro dovere sociale, e soprattutto democratico, di informare i cittadini, un dovere che noi tutti rispettiamo...
Questo è il retroterra culturale nel quale le proposte di ipersoluzioni diventano credibili per milioni e milioni di esseri umani."
Paul Watzlawick. Di bene in peggio Istruzioni per un successo catastrofico
Se il piede di un uomo colpisce un sasso, l'energia viene trasferita dal piede al sasso.
Il sasso verrà messo in movimento e spostato finché non si fermerà in una posizione che è determinata esclusivamente da fattori come la quantità di energia trasmessa, la forma e il peso del sasso, la natura della superficie su cui è rotolato.
Se l'uomo da un calcio ad un cane anziché a un sasso il cane può saltare su a morderlo.
In questo caso il rapporto tra calcio e morso è assai diverso. Non si ha dunque trasmissione di energia ma di informazione. In altre parole, il calcio è un comportamento che comunica qualcosa al cane e a questa comunicazione il cane reagisce con un'altra comunicazione comportamento.
Paul Watzlawick
"Il comportamento è l'intreccio tra quanto si crede di essere, quello che si vorrebbe essere e ciò che non si sa di essere".
Paul Watzlawick
"Il numero di coloro che, con competenza e consapevolezza, si costruiscono la propria infelicità può sembrare relativamente grande. Infinitamente più elevato è però il numero di quelli che, anche in questo campo, hanno bisogno di consiglio e aiuto"
Paul Watzlawick, Istruzioni per rendersi infelici
"
Da un essere umano, che cosa ci si può attendere? Lo si colmi di tutti i beni di questo mondo, lo si sprofondi fino alla radice dei capelli nella felicità, e anche oltre, fin sopra la testa, tanto che alla superficie della felicità salgano solo bollicine, come sul pelo dell’acqua; gli si dia di che vivere, al punto che non gli rimanga altro da fare che dormire, divorare dolci e pensare alla sopravvivenza dell’umanità; ebbene, in questo stesso istante, proprio lo stesso essere umano vi giocherà un brutto tiro, per pura ingratitudine, solo per insultare. Egli metterà in gioco persino i dolci e si augurerà la più nociva assurdità, la più dispendiosa sciocchezza, soltanto per aggiungere a questa positiva razionalità un proprio funesto e fantastico elemento. Egli vorrà conservare le sue stravaganti idee, la sua banale stupidità…”
Queste parole uscirono dalla penna dell’uomo che Friedrich Nietzsche considerava il più grande psicologo di tutti i tempi:
Fëdor Mikhailovič Dostoevskij. E tuttavia esse esprimono, anche se in forma piacevole e convincente, ciò che la saggezza popolare conosce da sempre: nulla è più difficile da sopportare di una serie di giorni felici."
Paul Watzlawick, Istruzioni per rendersi infelici
tutto è intrecciato ..i pensieri poi ..
la parola Pensiero è correlata etimologicamente alla parola latina
pènsum, che significò la
quantità di lana pesata, dacché le cosiddette “ancelle pensili”, giovani “operaie-intellettuali”, avevano il compito di stimare il peso della lana, meditando, vale a dire esercitando la funzione “mentale” del pe-n-sare, appunto!
massimo corbucci
"
Per rendersi conto che una strada è errata bisogna prima percorrerla. Questa considerazione lapalissiana corrisponde a uno dei principi del cosiddetto costruttivismo - lo studio del modo in cui noi umani creiamo le nostre realtà -, secondo il quale della realtà "vera" (ammesso che esista) noi sappiamo sempre solo ciò che essa non è. Uno dei maggiori esponenti del
costruttivismo radicale, lo psicologo
Ernst von Glasersfeld, scrive:
"Il sapere viene edificato dall'organismo vivente al fine di organizzare quanto più possibile il flusso di per sé informe del vissuto in esperienze ripetibili fra le quali intercorrano rapporti relativamente fidati. Le possibilità di costituire in questo modo un ordine vengono sempre determinate dai precedenti passi nella costruzione.
Ciò significa che il mondo "reale" si evidenzia solo laddove le nostre costruzioni falliscono. Tuttavia, dato che possiamo descrivere e spiegare il fallimento sempre e solo in base ai concetti che abbiamo utilizzato per edificare la struttura fallita, esso non può mai fornirci l'immagine del mondo che potremmo ritenere responsabile del fallimento."
Questa prospettiva ha il vantaggio di introdurre -almeno spero - un comune denominatore nel pasticcio di soluzioni giuste ed errate di cui si compone questo libro. E a questo punto vorrei citare, forse con un pizzico di megalomania, quel passo dal
Tractatus di Wittgenstein (sezione 6.54) in cui
anche il filosofo fa riferimento per così dire alle "vie errate":
Le mie proposizioni si spiegano così: colui che mi comprende infine le riconosce insensate, se è salito per esse - su esse - oltre esse. (Egli deve, per così dire, gettar via la scala dopo che v'è salito.) "
Paul Watzalawick,
Di bene in peggio, Istruzioni per un successo catastrofico
Mi auguro che questa opera possa contribuire, sia pure in modo limitato, a far comprendere la portata di queste forme di violenza psicologica, rendendo più difficile ai moderni fanatici dello stupro mentale e del lavaggio del cervello, nonchè ai sedicenti salvatori del mondo, l'esercizio del loro malvagio potere.
Paul Watzlawick, La realtà della realtà
L'illusione più pericolosa è quella che esista soltanto un'unica realtà
Paul Watzlawick
La credenza che la realtà che ognuno vede sia l'unica realtà è la più pericolosa di tutte le illusioni
Paul Watzlawick
Non esiste qualcosa che sia un "non comportamento".
L'attività o l'inattività le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio; il fatto che non si parli o che non ci si presti attenzione reciproca non costituisce eccezione.
Paul Watzlawick
Comunque ci si sforzi,
non si può non comunicare.
L'attività o l'inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro.
Paul Watzlawick, psicologo austriaco
Nulla è più difficile da superare di una serie di giorni felici. Troppo a lungo ci è stato fatto credere, e noi ingenuamente ci abbiamo creduto, che la ricerca della felicità conduca alla felicità. Cosa e dove saremmo senza la nostra infelicità? Essa ci é, nel vero senso della parola, dolorosamente necessaria.
Paul Watzlawick, "Istruzioni per rendersi infelici"
La
Talking Cure, cioé la
cura attraverso la parola, ha un precedente illustre in
Antifonte di Atene, sofista vissuto nella seconda metà del V sec. inventore di un
arte consolotoria. Ecco cosa dice Watzlawick che lo definisce "
il precursore della nostra moderna pragmatica nella misura in cui sembra aver volto la sua ricerca principalmente alla comprensione concettuale e all'applicazione, come metodo di cura, delle regole dell'interazione linguistica. A questo scopo egli in primo luogo faceva parlare il malato della sua sofferenza e lo aiutava poi con un tipo di retorica che utilizzava appunto, sia nella forma sia nel contenuto, le asserzioni dello stesso malato, e che dunque, in senso del tutto moderno, si poneva al servizio di una ristrutturazione di ciò che il malato riteneva `reale' o `vero' - e dunque del cambiamento dell'immagine del mondo per la quale egli soffriva"
Paul Watzlawick, Il linguaggio del cambiamento. Elementi di comunicazione terapeutica
"Per quanto le correnti classiche della psicoterapia differiscano e siano spesso tra loro in contraddizione, esse hanno una ipotesi in comune: che i problemi si possano risolvere soltanto scoprendone le cause. Questo dogma è fondato sulla credenza in una causalità lineare e unidirezionale, che scorre dal passato al presente, e che a sua volta genera l’apparentemente ovvia necessità di raggiungere un insight sulle cause prima che possa avvenire un cambiamento. Permettetemi di fare un’osservazione per certi versi eretica: né nella mia vita personale (a dispetto di tre anni e mezzo di analisi in formazione) né nella mia successiva attività di analista junghiano, né nelle vite dei miei pazienti mi sono mai imbattuto in questo magico effetto dell’insight".