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sabato 11 ottobre 2014

Alan Watts. Io e te siamo continui con l'universo fisico così come un'onda è continua con l'oceano.


Io e te siamo continui con l'universo fisico così come un'onda è continua con l'oceano.
Alan Watts


Non possiamo trovare un metodo per conoscere Dio più di quanto non possiamo trovarne uno per costruire Dio, poiché la conoscenza di Dio è Dio stesso che abita nella nostra anima. Il massimo che possiamo fare è prepararci al suo ingresso, sgombrargli la strada, rimuovere le barriere, poiché finché Dio stesso non agisce dentro di noi, non c’è nulla di positivo che possiamo fare in questa direzione… non vi è altro modo di possedere Dio che lasciarsene possedere. Il misticismo è un’azione al passivo. Per centinaia di anni l’uomo occidentale si è convinto che poteva risolvere definitivamente ognuno dei suoi problemi “facendo” qualcosa. È un benefico esercizio di umiltà per lui porsi davanti a un problema di fronte al quale non può fare assolutamente nulla. Eppure il problema deve essere risolto.
Alan Watts, Il Dio visibile



lunedì 14 ottobre 2013

I principi ermetici sono sette. Colui che ne ha conoscenza possiede la chiave magica con la quale si aprono tutte le porte del tempio





« I principi ermetici sono sette. Colui che ne ha conoscenza possiede la chiave magica con la quale si aprono tutte le porte del tempio » 

1 « Tutto è mente – L’Universo è mentale » 

2 « Com’è al di sopra,così è al di sotto; com’è sotto, così è sopra » 

3 «Tutto si muove,tutto vibra; niente è in quiete, chi impara ad usare il principio di vibrazione, ha in mano lo scettro del mondo» 

4 « Tutto è duale; tutto è polare: per ogni cosa c’è la sua coppia di opposti. Come simile e dissimile sono uguali, gli opposti sono identici per natura e differiscono solo di grado. Così gli estremi si toccano; tutte le verità non sono che mezze verità e ogni paradosso può essere conciliato » 

5 « Ogni cosa fluisce e rifluisce, ogni cosa ha fasi diverse; tutto s’alza e cade; in ogni cosa è manifesto il principio del pendolo: l’oscillazione di destra è pari a quella di sinistra: tutto si compensa nel ritmo» 

6 « Ogni effetto ha la sua causa, ogni causa il suo effetto tutto avviene in conformità di una legge, il caso è il nome dato ad una legge che non si conosce; pur se esistono diversi piani di causalità, niente sfugge alla legge » 

7 « Il genere si manifesta in ogni cosa e su tutti i piani; ogni cosa ha il suo principio maschile e femminile »

giovedì 23 maggio 2013

Kandinskij. Il colore è un mezzo per influenzare direttamente un’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima

Nel 1909 Wassily Kandinsky, uno dei rappresentanti della pittura astratta del Novecento, terminò la stesura di uno dei suoi testi più famosi ed enigmatici: Lo spirituale nell’arte. In questo testo, che parla di pittura e del ruolo dell’artista nella società, si insiste sulla funzione dell’arte di elevare lo Spirito dell’uomo. Leggiamo: “La pittura è un’arte, e l’arte non è l’inutile creazione di cose che svaniscono nel vuoto, ma è una forza che ha un fine, e che deve servire allo sviluppo e all’affinamento dell’anima, al movimento del triangolo. E’ un linguaggio che parla all’anima con parole proprie, di cose che per l’anima sono il pane quotidiano, e che solo così può ricevere.”


"Il colore è un mezzo di esercitare sull'anima un'influenza diretta. Il colore è un tasto, l'occhio il martelletto che lo colpisce, l'anima lo strumento dalle mille corde".
Vasilij Kandinskij

Il colore è un mezzo per influenzare direttamente un’anima.
Il colore è il tasto.
L’occhio è il martelletto.
L’anima è un pianoforte con molte corde.
L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima.
Vasilij Kandinskij


"Il nuovo inizio consiste nel riconoscimento dei nessi. Ci si renderà conto più chiaramente che non esistono problemi speciali, che possono essere riconosciuti o risolti isolatamente, perchè in definitiva tutte le cose sono connesse e dipendono una dall'altra"
Vasilij Kandinskij


La vera opera d’arte nasce dall’Artista: una creazione misteriosa, enigmatica e mistica. Separata da lui acquista una vita autonoma, una personalità, diventa un soggetto indipendente, animato da un respiro spirituale. Il soggetto vivente di un’esistenza reale.
Vasilij Kandinskij


Vasilij Kandinskij: così è nato l’Astrattismo
Scritto il dicembre 17, 2014 by restaurars
Di Laura Corchia

“Il sole tramontava; tornavo dopo avere disegnato ed ero ancora tutto immerso nel mio lavoro, quando aprendo la porta dello studio, vidi davanti a me un quadro indescrivibilmente bello. All’inizio rimasi sbalordito, ma poi mi avvicinai a quel quadro enigmatico, assolutamente incomprensibile nel suo contenuto, e fatto esclusivamente di macchie di colore. Finalmente capii: era un quadro che avevo dipinto io e che era stato appoggiato al cavalletto capovolto. […] Quel giorno, però, mi fu chiaro che l’oggetto non aveva posto, anzi era dannoso nei miei quadri”.

Vasilij Kandinskij, Primo acquerello astratto, 1910, olio su tela, Centro Pompidou, Parigi
Vasilij Kandinskij, Primo acquerello astratto, 1910, olio su tela, Centro Pompidou, Parigi


Così, Vasilij Kandinskij descrive la nascita della corrente che lo renderà celebre in tutto il mondo: l’Astrattismo.

Con l’emergere di questo filone, l’arte perse il suo compito di “rappresentare” per porsi come puro veicolo espressivo.

Vasilij Kandinskij nacque nel 1866 in Russia e studiò economia e legge. La sua giovinezza fu contrassegnata da continui spostamenti: Monaco (1900), Parigi (1906-07), Weimar (1922).
All’inizio del suo percorso artistico, il pittore si ispirò alle fiabe tradizionali tedesche e russe che sua zia gli raccontava da piccolo. A tal proposito, egli disse: “Le favole tedesche, che ascoltavo da bambino, s’animarono. I tetti alti e sottili, ora scomparsi, nella Promenadenplatz  e nella  Maximilianplatz, il vecchio quartiere di Schwabing, e soprattutto quello di Au, che scoprii una volta per caso, trasformarono queste favole in realtà. […]Le buche gialle per le lettere cantavano dagli angoli la loro canzone come canarini. Approvai la definizione di «mulino d’arte» e mi sentii in una città d’artisti, il che significava per me una città da favola. Da queste impressioni nacquero i miei quadri medievali che dipinsi in seguito”.

Vasilij Kandinskij, La vita variopinta, 1907, tempera su tela, Monaco, Lenbachhaus
Vasilij Kandinskij, La vita variopinta, 1907, tempera su tela, Monaco, Lenbachhaus


Fin da subito, però, provò un certo distacco dalla rappresentazione figurativa, sentendola come un limite per la sua espressività: “Guardando i miei lavori alcuni colleghi mi definirono un colorista. Altri, non senza cattiveria, mi definirono un paesaggista. Sia gli uni che gli altri mi offendevano, anche se riconoscevo la legittimità di tali definizioni. Anzi, ancora di più! Mi accorgevo di trovarmi più a mio agio nel regno dei colori che in quello del disegno. E non sapevo cosa fare per evitare questa pericolosa disgrazia”.

Contrario allo stereotipo dell’artista caotico, di sé diceva che avrebbe potuto dipingere in abito da sera senza sporcarsi. Era amabile, attivissimo, autorevole. Il suo interesse era rivolto essenzialmente al colore libero dal disegno e, per raggiungere il proprio scopo, iniziò a privare i suoi dipinti dalla linea di orizzonte, a dividere lo spazio in linee diagonali, disponendole secondo ritmi diversi da quelli suggeriti dalla prospettiva. La sua ricerca lo conduceva a lavorare a più opere contemporaneamente, costituendo delle serie omogenee: Improvvisazioni (1909), Composizioni (1910), Impressioni (1911).

Teorico dell’Astrattismo, affidò le sue teorie allo Spirituale dell’arte, saggio nel quale i colori venivano schematizzati secondo i loro risvolti psicologici: il verde tranquillizzante, il giallo dinamico, il blu meditativo. I colori venivano poi associati alle direzioni lineari (diagonale, verticale, orizzontale) e in seguito alle forme geometriche.

In Vasilij Kandinskij sono evidenti due fasi astrattiste: la prima caratterizzata da colori pastosi, stesi senza seguire un disegno preparatorio, con contorni poco segnati. La seconda fase, coincidente con il suo impegno di docente al Bauhaus, vide l’impiego  di un reticolo geometrico più severo, un abbassamento del colore, una pasta cromatica più piatta e una complessa intersecazione degli elementi geometrici presenti sulla superficie.


http://restaurars.altervista.org/vasilij-kandinskij-cosi-e-nato-lastrattismo/




sabato 23 febbraio 2013

Kha. I regni minerale, vegetale, animale ed umano sono cambiamenti graduali delle vibrazioni e le vibrazioni di ogni piano sono diverse tra loro per il peso, ampiezza, lunghezza, colore, effetto, suono e ritmo. L'uomo non è formato solo da vibrazioni, ma vive e si muove in esse





‎"I regni minerale, vegetale, animale ed umano sono cambiamenti graduali delle vibrazioni e le vibrazioni di ogni piano sono diverse tra loro per il peso, ampiezza, lunghezza, colore, effetto, suono e ritmo. L'uomo non è formato solo da vibrazioni, ma vive e si muove in esse".

"The mineral, vegetable, animal and human kingdoms are gradual changes in vibrations and vibrations of each plan are different in weight, width, length, color, effect, sound and rhythm. Man is not made up of only vibration , but he lives and moves in them. "

H.I. Kha

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