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giovedì 23 maggio 2013

Kandinskij. Il colore è un mezzo per influenzare direttamente un’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima

Nel 1909 Wassily Kandinsky, uno dei rappresentanti della pittura astratta del Novecento, terminò la stesura di uno dei suoi testi più famosi ed enigmatici: Lo spirituale nell’arte. In questo testo, che parla di pittura e del ruolo dell’artista nella società, si insiste sulla funzione dell’arte di elevare lo Spirito dell’uomo. Leggiamo: “La pittura è un’arte, e l’arte non è l’inutile creazione di cose che svaniscono nel vuoto, ma è una forza che ha un fine, e che deve servire allo sviluppo e all’affinamento dell’anima, al movimento del triangolo. E’ un linguaggio che parla all’anima con parole proprie, di cose che per l’anima sono il pane quotidiano, e che solo così può ricevere.”


"Il colore è un mezzo di esercitare sull'anima un'influenza diretta. Il colore è un tasto, l'occhio il martelletto che lo colpisce, l'anima lo strumento dalle mille corde".
Vasilij Kandinskij

Il colore è un mezzo per influenzare direttamente un’anima.
Il colore è il tasto.
L’occhio è il martelletto.
L’anima è un pianoforte con molte corde.
L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima.
Vasilij Kandinskij


"Il nuovo inizio consiste nel riconoscimento dei nessi. Ci si renderà conto più chiaramente che non esistono problemi speciali, che possono essere riconosciuti o risolti isolatamente, perchè in definitiva tutte le cose sono connesse e dipendono una dall'altra"
Vasilij Kandinskij


La vera opera d’arte nasce dall’Artista: una creazione misteriosa, enigmatica e mistica. Separata da lui acquista una vita autonoma, una personalità, diventa un soggetto indipendente, animato da un respiro spirituale. Il soggetto vivente di un’esistenza reale.
Vasilij Kandinskij


Vasilij Kandinskij: così è nato l’Astrattismo
Scritto il dicembre 17, 2014 by restaurars
Di Laura Corchia

“Il sole tramontava; tornavo dopo avere disegnato ed ero ancora tutto immerso nel mio lavoro, quando aprendo la porta dello studio, vidi davanti a me un quadro indescrivibilmente bello. All’inizio rimasi sbalordito, ma poi mi avvicinai a quel quadro enigmatico, assolutamente incomprensibile nel suo contenuto, e fatto esclusivamente di macchie di colore. Finalmente capii: era un quadro che avevo dipinto io e che era stato appoggiato al cavalletto capovolto. […] Quel giorno, però, mi fu chiaro che l’oggetto non aveva posto, anzi era dannoso nei miei quadri”.

Vasilij Kandinskij, Primo acquerello astratto, 1910, olio su tela, Centro Pompidou, Parigi
Vasilij Kandinskij, Primo acquerello astratto, 1910, olio su tela, Centro Pompidou, Parigi


Così, Vasilij Kandinskij descrive la nascita della corrente che lo renderà celebre in tutto il mondo: l’Astrattismo.

Con l’emergere di questo filone, l’arte perse il suo compito di “rappresentare” per porsi come puro veicolo espressivo.

Vasilij Kandinskij nacque nel 1866 in Russia e studiò economia e legge. La sua giovinezza fu contrassegnata da continui spostamenti: Monaco (1900), Parigi (1906-07), Weimar (1922).
All’inizio del suo percorso artistico, il pittore si ispirò alle fiabe tradizionali tedesche e russe che sua zia gli raccontava da piccolo. A tal proposito, egli disse: “Le favole tedesche, che ascoltavo da bambino, s’animarono. I tetti alti e sottili, ora scomparsi, nella Promenadenplatz  e nella  Maximilianplatz, il vecchio quartiere di Schwabing, e soprattutto quello di Au, che scoprii una volta per caso, trasformarono queste favole in realtà. […]Le buche gialle per le lettere cantavano dagli angoli la loro canzone come canarini. Approvai la definizione di «mulino d’arte» e mi sentii in una città d’artisti, il che significava per me una città da favola. Da queste impressioni nacquero i miei quadri medievali che dipinsi in seguito”.

Vasilij Kandinskij, La vita variopinta, 1907, tempera su tela, Monaco, Lenbachhaus
Vasilij Kandinskij, La vita variopinta, 1907, tempera su tela, Monaco, Lenbachhaus


Fin da subito, però, provò un certo distacco dalla rappresentazione figurativa, sentendola come un limite per la sua espressività: “Guardando i miei lavori alcuni colleghi mi definirono un colorista. Altri, non senza cattiveria, mi definirono un paesaggista. Sia gli uni che gli altri mi offendevano, anche se riconoscevo la legittimità di tali definizioni. Anzi, ancora di più! Mi accorgevo di trovarmi più a mio agio nel regno dei colori che in quello del disegno. E non sapevo cosa fare per evitare questa pericolosa disgrazia”.

Contrario allo stereotipo dell’artista caotico, di sé diceva che avrebbe potuto dipingere in abito da sera senza sporcarsi. Era amabile, attivissimo, autorevole. Il suo interesse era rivolto essenzialmente al colore libero dal disegno e, per raggiungere il proprio scopo, iniziò a privare i suoi dipinti dalla linea di orizzonte, a dividere lo spazio in linee diagonali, disponendole secondo ritmi diversi da quelli suggeriti dalla prospettiva. La sua ricerca lo conduceva a lavorare a più opere contemporaneamente, costituendo delle serie omogenee: Improvvisazioni (1909), Composizioni (1910), Impressioni (1911).

Teorico dell’Astrattismo, affidò le sue teorie allo Spirituale dell’arte, saggio nel quale i colori venivano schematizzati secondo i loro risvolti psicologici: il verde tranquillizzante, il giallo dinamico, il blu meditativo. I colori venivano poi associati alle direzioni lineari (diagonale, verticale, orizzontale) e in seguito alle forme geometriche.

In Vasilij Kandinskij sono evidenti due fasi astrattiste: la prima caratterizzata da colori pastosi, stesi senza seguire un disegno preparatorio, con contorni poco segnati. La seconda fase, coincidente con il suo impegno di docente al Bauhaus, vide l’impiego  di un reticolo geometrico più severo, un abbassamento del colore, una pasta cromatica più piatta e una complessa intersecazione degli elementi geometrici presenti sulla superficie.


http://restaurars.altervista.org/vasilij-kandinskij-cosi-e-nato-lastrattismo/




domenica 28 ottobre 2012

sabato 28 luglio 2012

I colori sono medicine per l'anima gratuitamente fornite dalla farmacia dell'Universo

Il Giardino degli Illuminati

I colori sono medicine per l'anima gratuitamente fornite dalla farmacia dell'Universo. Se ne consiglia l'assunzione per via visiva, emotiva e passionale un sacco di volte al giorno soprattutto in caso di disturbi quali ombre, tristezze e malumore
Luca Parigi

"I colori sono medicine per l'anima gratuitamente fornite dalla farmacia dell'Universo. Se ne consiglia l'assunzione per via visiva, emotiva e passionale un sacco di volte al giorno soprattutto in caso di disturbi quali ombre, tristezze e malumore."

( Luca Parigi)

venerdì 27 gennaio 2012

giovedì 22 dicembre 2011

Nicholas Sparks. La scelta. I colori così, intensi da sembrare vivi, lo avevano indotto a pensare che a volt...e la natura ci manda dei segnali, che è importante ricordare che la gioia può sempre seguire la disperazione. Ma un attimo dopo l'arcobaleno era svanito e la grandine era tornata e lui si era reso conto che a volte la gioia è soltanto un'illusione.

E imparai, con umiltà e fatica, ma imparai quello che dovevo fare, e che sarebbe stato ovvio per un bambino: la vita non è altro che un susseguirsi di tante piccole vite, vissute un giorno alla volta. Si dovrebbe trascorrere ogni giorno cercando la bellezza nei fiori e nella poesia e parlando con gli animali. E nulla può essere migliore di un giorno colmo di sogni e di tramonti e di brezze leggere. Imparai soprattutto che la vita è sedere su una panchina sulla riva di un fiume antico, con la mia mano posata sul suo ginocchio e a volte, nei momenti più dolci, innamorarmi di nuovo.
Nicholas Sparks. "Le Pagine della Nostra Vita"


I colori così, intensi da sembrare vivi, lo avevano indotto a pensare che a volte la natura ci manda dei segnali, che è importante ricordare che la gioia può sempre seguire la disperazione. Ma un attimo dopo l'arcobaleno era svanito e la grandine era tornata e lui si era reso conto che a volte la gioia è soltanto un'illusione.
Nicholas Sparks. "La scelta"


Troppe persone sembrano convinte che il silenzio sia un vuoto da riempire ad ogni costo, anche se non c’è niente di importante da dire.
Nicholas Sparks da “Come un uragano”

domenica 11 dicembre 2011

‎"Avete il pennello, avete i colori, dipingete voi il paradiso e poi entrateci".


‎"Avete il pennello, avete i colori, dipingete voi il paradiso e poi entrateci".

Armando Dino Ciasca:
Tutte le cose vere somigliano a favole, tanto più che al nostro tempo
le favole fanno l'impossibile per somigliare alla verità.

mercoledì 30 novembre 2011

Ruskin. Anime che amano i colori



Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori.
I. Ruskin

Lygia Bojunga. “Il mio amico pittore”


Il bimbo scopre che il GIALLO, (...) il colore della GIOIA.
Il ROSSO appare sempre nelle situazioni complicate e controverse,
come l’AMORE e la MORTE.
Il BIANCO fa più male del nero e più di qualunque altro colore
perché PORTATORE DI SILENZIO. (...)
... il ROSA è il colore della NOSTALGIA.
Impara che LA VITA COME L'ARTE SI BASA SU FRAGILI EQUILIBRI. 

Lygia Bojunga, “Il mio amico pittore”, Salani, Milano, 2004
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Lygia Bojunga, “Il mio amico pittore”, Salani, Milano, 2004Visualizza altro

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