Nel “Potere di Adesso”, ho raccontato la mia osservazione su due anatre, che, dopo uno scontro (che non dura mai a lungo), si separano e se ne vanno in direzioni opposte. Poi ognuna delle due sbatte vigorosamente le ali un paio di volte e così rilascia il sovrappiù di energia che si era creato durante lo scontro. Dopo che hanno sbattuto le ali, riprendono a nuotare pacificamente come se niente fosse successo. Se l’anatra avesse una mente umana, manterrebbe vivo lo scontro pensando e costruendoci sopra una storia. Questa sarebbe probabilmente la storia dell’anatra: “Non riesco a credere a quello che ha appena fatto. E’ entrato nel mio territorio per più di dieci centimetri. Pensa che questo stagno sia suo. Non ha considerazione per il mio spazio privato. Non mi fiderò più di lui. La prossima volta troverà qualcos’altro solo per darmi fastidio. Sono sicuro che sta già complottando qualcosa. Ma non lo sopporterò. Gli darò una lezione che non dimenticherà”. E avanti di questo passo, la mente racconta le sue storie, ancora lì a pensarci e a parlarne per giorni, mesi o anni dopo. Per quello che riguarda il corpo, la lotta sta ancora continuando e l’energia che genera in risposta a tutti quei pensieri è l’emozione, che a sua volta genera ancora più pensiero. Questo diventa il problema emozionale dell’ego. Ecco come diverrebbe problematica la vita dell’anatra se avesse una mente umana. Ma questo è il modo nel quale la maggior parte degli umani vivono tutto il tempo. Non vi sono situazioni o eventi che siano mai veramente compiuti. La mente è la storia fatta dalla mente, il “me e la mia storia” continuano. Siamo una specie che ha perso la strada. Tutto quello che è naturale, ogni fiore o albero e ogni animale, ha importanti lezioni da darci se solo ci fermiamo, guardiamo e ascoltiamo. Per voi la lezione dell’anatra è questa: sbattete le ali. Questo, tradotto, vuol dire “lasciate andare la storia” e ritornate al solo luogo di potere: il momento presente.
Eckhart Tolle da “Un Nuovo Mondo”
Le emozioni e l'Ego.
L'ego non è solo la mente inconsapevole, la voce nella testa che finge di essere voi, ma è anche le emozioni inconsapevoli che sono la reazione del corpo a quello che la voce nella testa sta dicendo. Abbiamo già visto in che tipo di pensiero la voce dell'ego è ingaggiata la maggior parte del tempo e la disfunzione inerente alla struttura dei suoi processi di pensiero, quale che sia il contenuto.
Il pensiero disfunzionale è quello a cui reagisce il corpo con le emozioni negative.
La voce nella testa racconta una storia a cui il corpo crede e alla quale reagisce.
Queste reazioni sono le emozioni. Le emozioni, a loro volta, nutrono energeticamente i pensieri stessi che le hanno create in origine. Questo è il circolo vizioso tra pensieri inconsapevoli ed emozioni e così nasce il pensiero emozionale e si costruisce la storia emozionale.
La componente emozionale dell'ego varia da persona a persona. In qualche ego è più grande che in altri. I pensieri che innescano delle risposte emozionali nel corpo possono, qualche volta, arrivare così velocemente che, prima che la mente abbia avuto il tempo di esprimerli, il corpo ha già risposto con un emozione e l'emozione si è trasformata in reazione. Quei pensieri esistono a uno stadio preverbale e possono essere chiamati “convinzioni non verbalizzate”, inconsce.
Hanno la loro origine nel condizionamento del passato di una persona, di solito nella prima infanzia. “Meglio non fidarsi della gente” potrebbe essere un esempio di tale inconscia convinzione in una persona le cui relazioni primarie, per esempio, con i genitori o con i consanguinei, non sono state di supporto e non hanno ispirato fiducia. Ecco qui alcune delle più comuni convinzioni: “Nessuno mi rispetta e mi apprezza. Devo lottare per sopravvivere. Non ci sono abbastanza soldi. La vita ti tradisce sempre. Non merito l'abbondanza. Non merito amore.” Le convinzioni inconsce creano nel corpo emozioni che generano a loro volta un attività mentale e/o reazioni istantanee.
In questo modo create la vostra realtà personale.
La voce dell'ego distrugge continuamente il naturale stato di benessere del corpo. Quasi ogni essere umano è sotto la pressione dello sforzo e dello stress, non perchè sia minacciato da qualche fattore esterno, ma perchè lo è dall'interno, da fattori mentali. Il corpo è anche collegato all'ego e non può che rispondere a tutti gli schemi del pensiero disfunzionale che formano l'ego. Quindi anche una corrente di emozioni negative si accompagna alla corrente del pensiero incessante e compulsivo...
Che cos'è un emozione negativa? Un emozione che è tossica per il corpo e che interferisce con il suo funzionamento armonico e bilanciato. Paura, ansia, rabbia, rancore, tristezza, odio o repulsione,
gelosia, invidia, tutte queste emozioni disturbano l'energia che fluisce nel corpo, e hanno un influsso negativo sul cuore, sul sistema immunitario, sulla digestione, sulla produzione di ormoni e così via. Perfino la medicina ufficiale, anche se ne sa ancora poco su come operi l'ego, comincia a riconoscere la connessione tra gli stati negativi e le malattie fisiche.
Un emozione che fa male al corpo influenza anche le persone con le quali entrate in contatto e indirettamente, attraverso un processo di reazioni a catena, innumerevoli altri che non incontrate nemmeno. Vi è un termine generico per tutte le emozioni negative: infelicità.
Allora si può dire che le emozioni positive hanno l'effetto opposto sul corpo fisico? Che rafforzano il sistema immunitario, rinvigoriscono e guariscono il corpo? Si, lo fanno, davvero, ma dobbiamo distinguere tra emozioni positive, che sono generate dall'ego, ed emozioni più profonde che emanano dal vostro stato di connessione con l'Essere.
Emozioni positive generate dall'ego contengono sempre in se stesse il loro opposto, nel quale possono rapidamente trasformarsi. Ecco qualche esempio: quello che l'ego chiama amore è possessività e attaccamento dipendente che può trasformarsi in odio in un secondo. L'aspettativa di un evento atteso, che è la sopravvalutazione da parte dell'ego del futuro, può facilmente sfociare nell'opposto, nel tradimento o nella delusione, quando l'evento è passato o non ha soddisfatto le aspettative. Lodi e riconoscimenti vi fanno sentire vivi e felici un giorno; l'essere criticati e ignorati vi fa sentire abbattuti e infelici il giorno seguente. Il piacere di un party selvaggio si trasforma il mattino dopo in depressione e mal di testa. Non vi è bene senza male, non vi è alto senza basso.
Le emozioni generate dall'ego derivano dall'identificazione della mente con fattori esterni che sono, naturalmente, instabili e soggetti al cambiamento da un momento all'altro.
Le emozioni più profonde non sono realmente emozioni, ma stati dell'Essere. Le emozioni esistono nel regno degli opposti. Gli stati dell'Essere possono essere oscurati, ma non hanno opposti. Emanano dal vostro intimo in forma di amore, gioia e pace che sono aspetti della vostra vera natura.
Eckhart Tolle, da “Un Nuovo Mondo”
ELIMINARE IL TEMPO
L'eliminazione del tempo dalla vostra coscienza è l'eliminazione dell'ego.
E' la sola vera pratica spirituale.
Ogni cosa sembra soggetta al tempo, eppure tutto avviene nell’Adesso. Questo è il paradosso. Dovunque guardate ci sono molte evidenze circostanziali della realtà del tempo, una mela marcia, la vostra faccia riflessa nello specchio del bagno confrontata con una vostra foto di trent’anni fa, eppure non trovate mai nessuna evidenza diretta, non sperimentate mai il tempo. Sperimentate sempre e solo il momento presente o ciò che accade. Se seguite solamente la diretta evidenza allora non vi è tempo e l’Adesso è tutto quello che c’è.
Non potete fare dello stato senza ego un obiettivo futuro, e cercare di raggiungerlo. Perché tutto quello che otterreste è più frustrazione, più conflitto interiore. Vi sembrerebbe sempre di non esserci ancora, di non aver ancora ottenuto quello stato. Quando il vostro obiettivo futuro è la libertà dall’ego, vi state dando più tempo, e più tempo significa più ego.
Guardate attentamente per scoprire se la vostra ricerca spirituale non sia una forma nascosta di ego. Persino il tentare di liberarvi del vostro “se” può essere un obiettivo nascosto per avere di più, se fate del liberarvi del vostro “se” un obiettivo futuro. Darvi più tempo è esattamente questo: dare al vostro “se” più tempo. Tempo, sarebbe a dire passato e futuro, è ciò di cui vive il falso “se” creato dalla mente, l’ego, e il tempo è nella vostra mente. Non è qualcosa che ha un esistenza obiettiva “là fuori”. E’ una struttura mentale della quale si ha bisogno per la percezione sensoriale, indispensabile per propositi pratici, ma è di grande ostacolo per conoscere voi stessi.
Il tempo è la dimensione orizzontale della vita, lo strato superficiale della realtà. E poi vi è la dimensione verticale della profondità, alla quale potete accedere solo attraverso il portale del momento presente. Quindi invece di darvi più tempo, toglietevelo. [...]
Quando parliamo di eliminare il tempo non ci stiamo riferendo ovviamente al tempo dell'orologio, che ci è utile per motivi pratici, come per esempio fissare un appuntamento o progettare un viaggio. Sarebbe del tutto impossibile funzionare in questo mondo senza il tempo dell'orologio. Ciò di cui stiamo parlando è l'eliminazione del tempo psicologico, che è la preoccupazione che non ha fine della mente egoica riguardo al passato e al futuro, e il suo rifiuto di essere uno con la vita vivendo allineato con l'inevitabile "essere così" del momento presente.
Ogni volta che un abituale no alla vita diventa un sì, ogni volta che permettete a questo momento di essere come è, dissolvete non solo il tempo ma anche l'ego.
Per la sua sopravvivenza l'ego deve rendere il tempo, passato e futuro, più importante del momento presente. L'ego non può tollerare di divenire amico del presente, tranne che per poco, giusto dopo che ha avuto ciò che voleva.
Ma niente può soddisfare l'ego per molto. Fino a che dirige la vostra vita, avete due maniere di essere infelici. Una è non avere ciò che volete. L'altra è avere ciò che volete.
Eckhart Tolle, da "Un Nuovo Mondo"
Riconoscere il pensiero.
Le vie d'uscita più immediate dall'essere completamente intrappolati nel continuo flusso di pensieri che sorgono e si estinguono, sono l'abbandonarsi a ciò che è ed il distanziarsi dal pensiero, il riconoscimento del pensiero in quanto pensiero, in quanto effimero, in quanto rumore mentale.
Ogni pensiero è una prospettiva, un punto di vista limitato, nessun pensiero racchiude la verità. Quindi dopo un po' ci si rende conto che non si può conoscere nulla di assoluto attraverso il pensiero e gradualmente avviene una disidentificazione da esso. Il pensiero si verifica ancora ma non si crede più completamente in ciascun pensiero, lo si riconosce come pensiero.
Anche questo è il sorgere della "spaziosità". Il riconoscimento del pensiero come pensiero non è pensiero, è già il manifestarsi della Presenza, della Consapevolezza. Solo da questa si può riconoscere il pensiero e, in una certa misura, consentirgli di essere. Quando si consente al pensiero di essere ma riconoscendolo in quanto pensiero, la natura compulsiva del pensiero si estingue, i pensieri ancora vanno e vengono ma ci sono spazi nel mezzo. E soprattutto il pensiero perde il suo potere di farvi sentire infelici, perchè non credete più completamente in ogni pensiero, perchè tutta l'infelicità nasce dal dialogo interiore. Non dagli eventi, ma dai pensieri che riguardano gli eventi.
Nasce quindi la capacità di riconoscere il pensiero e di consentirgli di essere, invece di dire "Devo fermare la mia mente !". Per un po' potete metterci un coperchio sopra, ma l'acqua nella pentola continua a bollire e alla fine lo fa volar via. Non si può realmente sopprimere il pensiero, ma si può essere presenti e riconoscerlo come pensiero, e il riconoscere non è pensiero perchè il riconoscere è il Testimone, è lo Spazio attorno al pensiero, è Presenza.
Eckhart Tolle
Il Respiro Consapevole
Scoprite lo spazio interiore creando degli intervalli nel flusso dei pensieri. Senza questi intervalli, il vostro pensiero diventa ripetitivo, non ispirato, privo di ogni scintilla creativa, come è tuttora per la maggior parte delle persone sul pianeta.
Non avete bisogno di preoccuparvi della durata di questi intervalli, pochi secondi basteranno. A poco a poco aumenteranno da soli, senza alcuno sforzo da parte vostra. Più che la loro lunghezza è importante farli accadere frequentemente, cosi che le vostre attività giornaliere e il flusso dei vostri pensieri si alternino con lo spazio.
Recentemente qualcuno mi ha mostrato il programma annuale di una vasta organizzazione spirituale. Mentre lo esaminavo, ero colpito dalla grande scelta di interessanti seminari e gruppi di lavoro. Mi ricordava uno "smorgasbord", uno di quei buffet scandinavi dove si può scegliere tra un enorme varietà di cibi abbondanti. Quella persona mi chiese se potevo raccomandargliene uno o due. “Non so” dissi. “Questi seminari sembrano tutti molto interessanti. “Ma una cosa so di sicuro” aggiunsi. “Rimani consapevole del tuo respiro più spesso che puoi, ogni volta che te ne ricordi. Fai questo per un anno e ciò produrrà una trasformazione più potente che non la partecipazione a tutti questi corsi. E non costa niente”.
Essere consapevoli del respiro sposta l’attenzione dai pensieri e crea spazio. È un modo di generare consapevolezza. Sebbene la pienezza della coscienza esista già in forma non manifestata, siamo qui per portare la coscienza in questa dimensione.
Siate consapevoli del respiro. Fate attenzione alla sensazione del respiro. Sentite l’aria che entra ed esce dal corpo. Osservate come il petto e l’addome si espandono e si contraggono leggermente con l’inspirazione e l’espirazione. Un respiro consapevole è sufficiente a creare spazio li dove prima c’era un interrotta successione di un pensiero dopo l’altro. Un respiro consapevole, due o tre sarebbe ancora meglio, molte volte al giorno, è un modo eccellente per portare spazio nella vostra vita.
Anche se meditate sul respiro per due ore o più, cosa che alcuni hanno fatto, un solo respiro è tutto ciò di cui avete bisogno per essere consapevoli o meglio, tutto ciò di cui potete essere consapevoli. Il resto è memoria o anticipazione, cioè pensiero.
Il respirare non è in realtà qualcosa che si fa, ma qualcosa che si può osservare mentre accade. Il respirare accade da solo. È l’intelligenza interna del corpo che lo fa. Tutto quello che dovete fare è osservarlo mentre accade. Non implica alcuno sforzo o tensione. Fate attenzione, inoltre, alla breve pausa nel respiro, in particolare al punto di quiete alla fine dell’espirazione, prima dell’inizio di una nuova inspirazione.
In molte persone il respiro è innaturalmente superficiale. Quanto più sarete consapevoli del respiro, tanto più questo ritroverà la sua naturale profondità. Poiché il respiro in se non ha forma, è stato fin dall’antichità considerato uguale allo spirito: l’unica Vita senza forma. “Allora il Signore Dio modello l’uomo con la polvere del terreno e soffio nelle sue narici un alito di vita; così l’uomo divenne un essere vivente”.
La parole respiro in tedesco, Atmen, deriva dall’antica parola indiana (sanscrita) Atman, il cui significato è lo spirito divino innato o Dio dentro di noi.
Il fatto che il respiro non abbia forma è una delle ragioni per cui la consapevolezza del respiro è un modo straordinariamente efficace di portare spazio nella vostra vita, di generare consapevolezza. È un eccellente oggetto di meditazione proprio perché non è un oggetto, non ha struttura né forma. L’altro motivo è che il respiro è uno dei fenomeni più sottili e apparentemente più insignificanti. “la cosa più piccola” che, secondo Nietzsche, crea “la più grande felicità”.
Praticare o meno la consapevolezza del respiro come forma di meditazione vera e propria è una vostra scelta. La meditazione praticata regolarmente, comunque, non è un sostituto del portare la coscienza dello spazio nella vita si ogni giorno.
Essere consapevoli de vostro respiro vi costringe a stare nel momento presente, che è la chiave di tutte le trasformazioni interiori. Ogni volta che siete consapevoli del respiro, siete assolutamente presenti. Potete anche rendervi conto che non potete pensare e, allo stesso tempo, essere consapevoli del vostro respiro. Il respiro cosciente ferma la mente. Ma lungi dall’essere in trance o mezzo addormentati, siete completamente svegli e totalmente vigili. Non state cadendo al di sotto del pensiero, ma vi state elevando sopra di esso. E se guardate più attentamente troverete che queste due cose, arrivare pienamente nel presente e smettere di pensare senza perdere consapevolezza, sono in realtà una sola e unica cosa, il sorgere della coscienza nello spazio.
Eckhart Tolle. da "Un Nuovo Mondo"
Una notte, non molto dopo il mio ventinovesimo compleanno, mi svegliai nelle ore piccole con una sensazione di terrore assoluto. Molte altre volte mi ero destato con una tale sensazione, ma in quella circostanza era più intensa che mai. Il silenzio della notte, i vaghi contorni dei mobili nella stanza buia, il rumore lontano di un treno in corsa: tutto sembrava così estraneo, così ostile e così totalmente privo di senso da provocarmi un profondo disgusto per il mondo. La cosa più disgustosa di tutte era però la mia esistenza. Che senso aveva continuare a vivere con questo fardello di infelicità? Perché proseguire questa lotta ininterrotta? Sentivo che una profonda brama di annullamento, di inesistenza, diveniva molto più intensa del desiderio istintivo di continuare a vivere. “Non posso più vivere con me stesso”. Era questo il pensiero che continuava a ripetersi nella mia mente. Poi all’improvviso mi resi conto di quanto fosse strano. “Io sono uno o due? Se non posso vivere con me stesso devono esserci due me: “io” e il “sé” con cui “io” non può più vivere“. “Forse”, pensai, “soltanto uno dei due è reale”. Rimasi così stordito da questa strana cosa di cui mi ero reso conto che la mente mi si fermò. Ero del tutto cosciente, ma non vi erano più pensieri. Quindi mi sentii attirato dentro quello che sembrava come un vortice di energia. Era un moto inizialmente lento e poi accelerato. Fui colto da una paura intensa e il mio corpo si mise a tremare. Udii le parole “non opporre resistenza” come se fossero state pronunciate dentro il mio petto. Mi sentivo risucchiare in un vuoto che sembrava essere dentro di me anziché al di fuori. Improvvisamente non ebbi più paura e mi lasciai cadere in quel vuoto. Non ricordo che cosa accadde dopo. Fui svegliato dal cinguettio di un uccello fuori dalla finestra. Non avevo mai udito un suono simile. Avevo ancora gli occhi chiusi e vedevo l’immagine di un diamante meraviglioso. Sì, se un diamante potesse emettere un suono, sarebbe come quello che udivo io. Aprii gli occhi. Le prime luci dell’alba filtravano fra le tende. Senza pensarci, sentivo, sapevo che nella luce vi è infinitamente di più di quanto noi ci rendiamo conto. Quella luminosità morbida che filtrava attraverso le tende era l’amore stesso. Mi vennero le lacrime agli occhi. Mi alzai e mi aggirai per la stanza. Riconoscevo la camera, eppure capii di non averla mai vista veramente prima d’allora. Tutto era nuovo e incontaminato, come se fosse appena venuto alla luce. Presi in mano alcuni oggetti, una matita, una bottiglia vuota, meravigliandomi della bellezza e della vitalità di tutte le cose.
Quel giorno passeggiai per la città pieno di stupore per il miracolo della vita sulla terra, come se fossi appena venuto al mondo. Per i successivi cinque mesi vissi in uno stato ininterrotto di profonda pace e beatitudine. In seguito l’intensità di tale sensazione diminuì o forse non era che una mia impressione perché era diventata la mia condizione naturale. Sapevo ancora darmi da fare nel mondo, ma capivo che niente di ciò che potevo 'fare' avrebbe aggiunto alcunché a ciò che già possedevo. Sapevo naturalmente che mi era accaduto qualcosa di profondamente significativo, ma non lo capivo affatto. Soltanto diversi anni più tardi, dopo aver letto testi di argomento spirituale e avere trascorso del tempo con maestri spirituali, mi resi conto che ciò che tutti cercavano a me era già successo. Capii che l’intensa pressione della sofferenza di quella notte doveva avere costretto la mia coscienza ad abbandonare la sua identificazione con il sé infelice e profondamente timoroso, che in definitiva è un’invenzione della mente. Tale abbandono doveva essere stato così completo che questo sé falso e sofferente era crollato subito, come un giocattolo gonfiabile a cui fosse stato tolto il tappo. Allora, ciò che rimaneva era la mia vera natura di onnipresente “io sono”: consapevolezza allo stato puro prima dell’identificazione con la forma. In seguito imparai anche a entrare in quel regno interiore senza tempo e senza morte che in origine avevo percepito come un vuoto e a rimanere pienamente consapevole. Dimoravo in stati di beatitudine e di sacralità indescrivibili, al cui confronto perfino l’esperienza originaria che ho appena descritto impallidisce.
Giunse un momento in cui per un certo periodo non mi rimase nulla sul piano fisico. Non avevo rapporti umani, né lavoro, né casa, né identità socialmente definita. Trascorsi quasi due anni seduto sulle panchine dei parchi in uno stato di gioia intensissima. Ma anche le esperienze più belle finiscono. Forse più importante di qualunque esperienza è però quel senso profondo di pace che da allora non mi ha più abbandonato. Talvolta è molto forte, quasi palpabile, e anche altri riescono a percepirlo. Altre volte sta da qualche parte in sottofondo, come una melodia lontana. In seguito qualcuno cominciò a venire da me a dirmi: “Voglio quello che hai tu. Puoi darmelo o mostrarmi come si fa ad averlo?”. E io rispondevo: “Ce l’hai già. Non lo percepisci perché la tua mente fa troppo rumore.”
Ogni negatività è causata da un accumulo di tempo psicologico e dalla negazione del presente. Disagio, ansia, tensione, stress, preoccupazione (tutte forme di paura) sono causati da un eccesso di futuro e da un'insufficienza di presente. Senso di colpa, rimorso,risentimento, rancore, tristezza, amarezza e ogni forma di mancato perdono sono causati da un eccesso di passato e da una insufficienza di presente. In definitiva vi è un solo problema: la mente legata al tempo. La maggior parte di voi trova difficile credere che sia possibile uno stato di consapevolezza totalmente libero da ogni negatività. Eppure questo è lo stato liberato a cui punta ogni dottrina spirituale. E' la promessa di salvezza, non in un futuro illusorio ma proprio qui e ora. Potrete trovare difficile riconoscere che il tempo è la causa della vostra sofferenza e dei vostri problemi. Credete che siano causati da situazioni specifiche della vostra vita e da un punto di vista tradizionale è così. Ma finché non affrontate la disfunzione fondamentale della mente che crea i problemi (il suo attaccamento al passato e al futuro e la negazione dell'Adesso), i problemi sono in realtà intercambiabili. Se tutti i vostri problemi e le presunte cause di sofferenza e di infelicità vi venissero miracolosamente tolti oggi, ma voi non foste diventati più presenti, più consapevoli, ben presto vi ritrovereste con un'analoga serie di problemi o di cause di sofferenza, come un'ombra che vi segue dovunque andiate.
Eckhart Tolle. Il potere di Adesso
Difficile per la mente umana cogliere e dilatare il presente e poi è la società che impedisce una visione contemplativa della vita...
Il problema e che purtroppo quando si lavora ti abituano a essere proiettati nel futuro (devi rendere pianificare) e quando la mente si rilassa a volte ti torna il passato, il presente diventa l'attimo fuggente quando sei felice ma dura poco!