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lunedì 6 gennaio 2014

Elsa Morante. L'Isola di Arturo. Quelli come te, che hanno due sangui diversi nelle vene, non trovano mai riposo né contentezza; e mentre sono là, vorrebbero trovarsi qua, e appena tornati qua, subito hanno voglia di scappar via. Tu te ne andrai da un luogo all'altro, come se fuggissi di prigione, o corressi in cerca di qualcuno; ma in realtà inseguirai soltanto le sorti diverse che si mischiano nel tuo sangue, perché il tuo sangue è come un animale doppio, è come un cavallo grifone, come una sirena. E potrai anche trovare qualche compagnia di tuo gusto, fra tanta gente che s'incontra al mondo; però, molto spesso, te ne starai solo. Un sangue-misto di rado si trova contento in compagnia: c'è sempre qualcosa che gli fa ombra, ma in realtà è lui che si fa ombra da se stesso, come il ladro e il tesoro, che si fanno ombra uno con l'altro.

«L'umanità, per propria natura, tende a darsi una spiegazione del mondo, nel quale è nata. E questa è la sua distinzione dalle altre specie. Ogni individuo, pure il meno intelligente e l'infimo dei paria, fino da bambino si dà una qualche spiegazione del mondo. E in quella si adatta a vivere. E senza di quella, cadrebbe nella pazzia.»
Nasceva oggi, 18 agosto, nel 1912 la grande scrittrice italiana Elsa Morante



Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giustoPurtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.
Elsa Morante




P.S. Qualunque cosa abbiate pensato, il testo è del 1945 e si riferisce a Mussolini.




Quelli come te, che hanno due sangui diversi nelle vene, non trovano mai riposo né contentezza; e mentre sono là, vorrebbero trovarsi qua, e appena tornati qua, subito hanno voglia di scappar via. Tu te ne andrai da un luogo all'altro, come se fuggissi di prigione, o corressi in cerca di qualcuno; ma in realtà inseguirai soltanto le sorti diverse che si mischiano nel tuo sangue, perché il tuo sangue è come un animale doppio, è come un cavallo grifone, come una sirena. E potrai anche trovare qualche compagnia di tuo gusto, fra tanta gente che s'incontra al mondo; però, molto spesso, te ne starai solo. Un sangue-misto di rado si trova contento in compagnia: c'è sempre qualcosa che gli fa ombra, ma in realtà è lui che si fa ombra da se stesso, come il ladro e il tesoro, che si fanno ombra uno con l'altro.
Elsa Morante, L'Isola di Arturo


La natura è di tutti i viventi… era nata libera, aperta, e LORO l'hanno compressa e anchilosata per farsela entrare nelle loro tasche. Hanno trasformato il lavoro degli altri in titoli di borsa, e i campi della terra in rendite, e tutti i valori reali della vita umana, l'arte, l'amore, l'amicizia, in merci da comprare e intascare. I loro Stati sono delle banche di strozzinaggio, che investono il prezzo del lavoro e della coscienza altrui nei loro sporchi affari: fabbriche d'armi e di immondezza, intrallazzi rapine guerre omicide! Le loro fabbriche di beni sono dei lager maledetti di schiavi, a servizio dei loro profitti… Tutti i loro valori sono falsi, essi campano di surrogati… E gli Altri… Ma si può ancora credere in altri da contrapporre a LORO? Forse le LORO falsificazioni resteranno l'unico materiale della Storia futura. È qui forse il punto cruciale d'inversione senza rimedio, dove i calcolatori scientifici della Storia, anche i migliori, purtroppo, hanno sbagliato il conto (la prognosi infausta del Potere, si capisce, viene rimossa da chi, dentro il pugno chiuso della rivoluzione, nasconde la stessa piaga infetta del Potere, negandone la malignità)! Si diagnosticava il male borghese come sintomatico di una classe (e dunque, soppressa la classe, guarito il male)! mentre invece il male borghese è la degenerazione cruciale, eruttiva, dell'eterna piaga maligna che infetta la Storia… è un'epidemia de pestilentia… E la borghesia segue la tattica della terra bruciata. Prima di cedere il potere, avrà impestato tutta la terra, corrotto la coscienza totale fino al midollo. E così, per la felicità non c'è più speranza. Ogni rivoluzione è già persa!
Elsa Morante, La storia, Uno scandalo che dura da diecimila anni




(...) Una domenica, Tore, il fratello di Caruli, tornando da certi suoi traffici in città, segnalò a Ida, sul giornale "Il Messaggero", la notizia che le scuole riaprirebbero l'8 novembre. Tore, fra tutti i mille, era il meno analfabeta, e gli piaceva di ostentare la propria cultura commentando le notizie dei giornali, in specie le cronache sportive. Quella domenica, fra gli altri commenti, notò poi che sul "Messaggero" non c'era traccia di una notizia che pure circolava dentro Roma, e che era stata pure trasmessa, dicevano, dalla Radio Bari: ieri, Sabato (16 ottobre) tutti i giudii di Roma, erano stati razziati all'alba, casa per casa dai Germani e caricati su camion verso destinazione ignota. Del quartiere del ghetto, svuotato interamente di tutta la carne giudia, non c'era restato altro che lo scheletro; ma anche in tutti gli altri rioni o quartieri, tutti i giudii di Roma, singoli e famiglie, erano stati scovati dalle SS, che erano venuti apposta con una compagnia speciale fornita di un elenco esatto. Li avevano pigliati tutti: non soltanto i giovani e i sani, ma gli anziani, gli infermi pure gravi, le donne anche in cinte, e fino le creature in fasciola. Si diceva che li portassero tutti a bruciare vivi nei forni; ma questo, a detta di Tore forse era esagerato.(...)
La Storia, Elsa Morante




Un suo amico raccontava che negli ultimi anni Elsa chiedeva a tutti:
“Qual è secondo voi la frase d’amore più vera, quella che esprime al massimo il sentimento?”.
Tutti dicevano grandi cose. Lei rispondeva: “No. La frase d’amore, l’unica, è: hai mangiato?”.
Laura Morante, attrice, nipote di Elsa Morante





Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla vostra sete di totale devastazione andate a frugare anche il mare. Avidi se il nemico è ricco e arroganti se è povero. Gente che né l'oriente né l'occidente possono saziare. Solo voi bramate possedere con pari smania ricchezza e miseria. Rubano, massacrano, rapinano, e con falso nome lo chiamano impero. Rubano, massacrano, rapinano, e con falso nome lo chiamano nuovo ordine.
Laddove fanno il deserto, lo chiamano pace.
Publio Cornelio Tacito


Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto,
l’ultimo fiume avvelenato,
l’ultimo pesce pescato,
ci accorgeremo che non si potrà mangiare il denaro.
Piede di Corvo, condottiero nativo americano


















giovedì 6 dicembre 2012

Quando i miei figli erano piccoli, facevo un gioco con loro. Gli davo un rametto ciascuno e dicevo loro di spezzarlo. Non era certo un’impresa difficile. Poi gli davo un mazzetto e dicevo di provare con quello. Ovviamente non ci riuscivano. Quel mazzetto – gli dicevo – quello è la famiglia





Quando i miei figli erano piccoli, facevo un gioco con loro. 
Gli davo un rametto ciascuno e dicevo loro di spezzarlo. 
Non era certo un’impresa difficile. 
Poi gli davo un mazzetto e dicevo di provare con quello. 
Ovviamente non ci riuscivano. 
Quel mazzetto – gli dicevo – quello è la famiglia.
Dal film “Una storia vera”

Art by Bartolomè Esteban Murillo

venerdì 9 novembre 2012

L'amicizia. L'amicizia non è mai malsana. E' l'idea dell'egoistica costruzione che la rende tale. Volere a tutti i costi che l'altro ci somigli, sia identico a noi, rifletta come noi, parli come noi, faccia silenzio nel momento opportuno, che ci sia quando occorre e che sparisca quando non ne abbiamo bisogno. Ma è la diversità di ognuno a rendere sana l'amicizia... L'amicizia... è emozionarsi per l'arrivo di chi da lontano prepara valigie per tornare e stringere chi ci è accanto prima che si prepari ad andare via




L'amicizia non è mai malsana. E' l'idea dell'egoistica costruzione che la rende tale. Volere a tutti i costi che l'altro ci somigli, sia identico a noi, rifletta come noi, parli come noi, faccia silenzio nel momento opportuno, che ci sia quando occorre e che sparisca quando non ne abbiamo bisognoMa è la diversità di ognuno a rendere sana l'amicizia...
L'amicizia... è emozionarsi per l'arrivo di chi da lontano prepara valigie per tornare e stringere chi ci è accanto prima che si prepari ad andare via.
A. Olino

sabato 29 settembre 2012

Daniel Goleman. Comunicare non significa solo inviare informazioni all’indirizzo di un’altra persona. Significa creare negli altri un’esperienza, coinvolgerli fin nelle viscere e questa è un’abilità emotiva...

Comunicare non significa solo inviare informazioni all'indirizzo di un'altra persona. Significa creare negli altri un’esperienza, coinvolgerli fin nelle viscere e questa è un’abilità emotiva
Daniel Goleman


L'empatia si basa sull'autoconsapevolezza: quanto più aperti siamo verso le nostre emozioni, tanto più abili saremo anche nel leggere i sentimenti altrui
Daniel Goleman


Nel corso della vita abbiamo imparato a leggere, scrivere, stare composti, a tenere a bada gli eccessi emotivi confinandoli in stereotipi linguistici che consentivano di controllare i sentimenti. Ci hanno insegnato calcoli e ragionamenti, come affrontare situazioni complicate in età adulta, ci hanno insegnato che cosa è l’etica e la morale, ma a pochi è stato insegnato come “sentire”. 
David Goleman





nel comunicare entra in gioco il famoso ascolto ... ed ecco che escono fuori le emozioni .... ciò che si ascolta ... produce un'effetto ... effetto che scatena delle reazioni emotive ... l'intelligenza emotiva non e' altro che il prodotto .. delle nostre emozioni che inevitabilmente .... ci modificano .... il creare un'esperienza positiva non e' sempre facile ..... in un rapporto comunicativo..


c'è chi si ferma alla telefonata giornaliera, c'è chi chiede per sapere....ma c'è anche chi rimane coinvolto dalla sofferenza dell'altro e fa in modo di dipanare le matasse e...ti fa stare bene!!!


A tutti gli effetti abbiamo due menti, una che pensa, l'altra che sente.
Queste due modalità della conoscenza, così fondamentalmente diverse, interagiscono per costruire la nostra vita mentale. La mente razionale è la modalità di comprensione della quale siamo solitamente coscienti: dominante nella consapevolezza e nella riflessione, capace di ponderare e di riflettere. Ma accanto ad essa c'è un altro sistema di conoscenza - impulsiva e potente, anche se a volte illogica, c'è la mente emozionale. La dicotomia emozionale/razionale è simile alla popolare distinzione fra "cuore" e "mente"; quando sappiamo che qualcosa è giusto "con il cuore" la nostra convinzione è di un ordine diverso - in qualche modo è una certezza più profonda - di quando pensiamo la stessa cosa con la mente razionale. Il rapporto fra razionale ed emozionale nel controllo della mente varia lungo un gradiente continuo; quanto più intenso è il sentimento, tanto più dominante è la mente emozionale - e più inefficace quella razionale.
Daniel Goleman. Intelligenza emotiva.



venerdì 21 settembre 2012

Luca Angelici. Le cose che posso offrirti. Le cose che ho da offrirti non sono molte e forse neanche speciali; sono semplicemente mie. Posso offrirti la dolcezza dei miei modi e la serenità che mi contraddistingue. Un caldo saluto la mattina, e uno sguardo sempre pieno d'attenzione. La voglia di ascoltarti e di essere partecipe della tua vita. La consapevolezza ed il coraggio nel costruire una famiglia.




Le cose che ho da offrirti non sono molte e forse neanche speciali; sono semplicemente mie. Posso offrirti la dolcezza dei miei modi e la serenità che mi contraddistingue. Un caldo saluto la mattina, e uno sguardo sempre pieno d'attenzione. La voglia di ascoltarti e di essere partecipe della tua vita. La consapevolezza ed il coraggio nel costruire una famiglia. L'umiltà nel chiederti scusa nel momento in cui ti ferirò. Le risate ed il prenderci in giro. Il farti sentire donna, desiderata ed al centro della mia passione. Non arriverò come un cazzotto allo stomaco; entrerò nella tua vita dolcemente cercando di farti abituare a me ed alle mie emozioni. Ti offro la sincerità dei miei occhi lucidi ogni volta che ti dirò di amarti! Questo posso offrirti; lo sò non è molto ma è l'unica cosa che posso darti. Mi prenderò cura di te e dei nostri figli, cercando di fare sempre il massimo per entrambi. Non ho una bellezza oggettiva, ne una sicurezza che ti consenta una vita agiata; nulla di tutto questo. Posso solo amarti e rispettarti; ti prenderò per mano e ti accompagnerò nella strada della vita, fino a quando vecchio, mi addormenterò per l'ultima volta al tuo fianco. Tutto questo è per te! Tutto questo è qui ad aspettarti; quando finalmente arriverai...

Luca Angelici. Le cose che posso offrirti

domenica 9 settembre 2012

I sette principi della guarigione degli atteggiamenti mentali.




I 7 principi della guarigione degli atteggiamenti mentali

1. La salute è pace interiore, 
perciò la guarigione consiste nel liberarsi della paura. Assumere come obbiettivo il cambiamento del corpo ci impedirebbe di riconoscere che il nostro unico obbiettivo è la pace della mente. 

2. L'essenza di noi stessi è amore. 
L'amore non può essere intralciato da ciò che è puramente fisico, perciò crediamo che la mente sia priva di limitazioni: nulla è impossibile, e qualsiasi malattia è potenzialmente reversibile. E poiché l'amore è eterno, la morte non deve essere considerata con paura.

3. Dare è ricevere. 
Quando la nostra attenzione è focalizzata sul dare e sull'unione con gli altri, la paura scompare e accettiamo la guarigione di noi stessi. 

4. Tutte le menti sono collegate,
perciò qualunque guarigione è un'auto-guarigione. La nostra pace interiore si trasmette da se stessa agli altri quando l'accettiamo per noi stessi.

5. 'Adesso' è il solo tempo che esista. 
Dolore, dispiacere, depressione, sensi di colpa e altre forme di paura scompaiono quando la mente è concentrata sulla pace amorevole in questo preciso istante.

6. Le decisioni vanno prese imparando ad ascoltare l'inclinazione alla pace che è innata in noi. 
Non esistono comportamenti corretti o sbagliati. La sola scelta che abbia un significato è quella tra la paura e l'amore.

7. Il perdono è la via verso l'autentica salute e felicità. 
Astenendoci dal giudicare lasciamo andare il passato e le nostre paure per il futuro. Così facendo diventiamo consapevoli che chiunque può insegnarci qualcosa e che qualsiasi circostanza costituisce un'opportunità di crescita nella felicità, nella pace e nell'amore. 

Gerald Jampolsky


 Parole di verita'. Segnaletica per il cammino che conduce a se stessi.







sabato 8 settembre 2012

Francis Bacon. L' amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce a metà

L'amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce a metà.
Francis Bacon

L'uomo crede più facilmente vero ciò che preferisce sia vero
Francesco Bacone


Ho sempre aspirato a esprimermi nel modo più diretto e più crudo possibile, e forse, se una cosa viene trasmessa direttamente, la gente la trova orripilante.
Perché, se dici qualcosa in modo molto diretto a una persona, questa a volte si offende, anche se quello che hai detto è un fatto. Perché la gente tende a essere offesa dai fatti, o da quella che una volta veniva chiamata verità.
Francis Bacon


Il dominio dell'uomo consiste solo nella conoscenzal'uomo tanto può quanto sa; nessuna forza può spezzare la catena delle cause naturali; la natura infatti non si vince se non ubbidendole.
Francis Bacon, Da Pensieri e conclusioni sull'interpretazione della natura o sulla scienza operativa, in Scritti filosofici


Il più grande errore consiste nel fraintendere il vero scopo della Conoscenza, poiché alcuni sono spinti verso di essa unicamente da una curiosità naturale e da un temperamento avido di sapere; altri, dalla ricerca della varietà e di un certo piacere mentale; altri, dalla necessità di ostentazione e di essere ben considerati; altri ancora, dall’emulazione e la vittoria; molti, dall’attrazione del guadagno, e pochi soltanto dal desiderio di servirsi del dono divino della ragione nell’interesse dell’umanità.
Francis BACON (1561-1626)




Non esiste affatto alcun conflitto scienza/fede: la prima non riguarda il Bene mentre la seconda sì, pur trattando la stessa cosa (ad es. l’origine del mondo). IL SAPERE SCIENTIFICO È ADIÀFORON, INDIFFERENTE RISPETTO AL BENE, senza contare che è sempre rivedibile, relazionale e congetturale, in senso cusaniano. 



Infatti il conflitto non c'è. Si è andata sedimentando una tradizione conflittuale perchè la scienza è stata osteggiata dalle ierocrazie e la conflittualità emerge tutta da questo errore della "classe" sacerdotale, e viene tramandata come una tradizione che avvelena la scienza stessa senza che essa nemmeno se ne accorga. In realtà il motivo di questo conflitto non è nè irragionevole nè gnoseologico nè di potere: il motivo per cui la religione ha ravvisato subito nella scienza un avversario, è che la scienza è una concorrente della religione ma non perchè si situa altrove ma proprio perchè si situa sullo stesso luogo. La scienza _E'_ una religione: lo è metodologicamente, lo è nelle formae mentis che applica, lo è nelle infrastrutture che crea, e lo è nelle conclusioni. Il conflitto non originò da una dissimilitudine ma da una profonda analogia. Per questo la gerarchia ecclesiastica reagì in maniera così veemente e pazzesca, ed è per questo che ancora oggi, quando il conflitto avrebbe oramai tutti i presupposti per essere risolto e riconciliato, continua a trascinarsi stancamente come un fantasma che trascina le sue gigantesche catene.



[…] c'è la dimensione temporale che accomuna scienza e fede; infatti il tempo nella teologia medioevale era così scandito: passato (peccato), presente (redenzione), futuro (salvezza). Nella scienza abbiamo: passato (ignoranza), presente (ricerca), futuro (progresso). Quindi: il peccato è frutto dell'ignoranza che viene redenta attraverso la ricerca (lo studio) che comporta l'emancipazione per l'uomo cioè la sua salvezza attraverso il progresso. […] 
"Genesi" (1,26) c'è scritto: "Poi Iddio disse: formiamo l'uomo a nostra immagina, secondo la nostra somiglianza: domini sopra i pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sugli animali domestici; su tutte le fiere della terra e sopra tutti i rettili che strisciano sopra la superficie". Qui c'è il PROGRAMMA TEOSCIENTIFICO DELL'OCCIDENTE, rafforzato nel "Novum Organum" di Bacone, il quale scrive: "In seguito al peccato originale, l'uomo decadde dal suo stato di innocenza, e dal dominio sulle cose create. Ma entrambe le cose si possono recuperare, almeno in parte, in questa vita. La prima mediante la fede, la seconda mediante le tecniche e le scienze (...)" 
Studi condotti da Heidegger e Husserl e ripresi in "Psiche e Techne" e "Il tramonto dell'occidente" di Umberto Galimberti.
Il "Tao della fisica" di F.Capra che dimostra palesemente come i principi della meccanica quantistica combaciano con i principi metafisici delle dottrine orientali.




L'ameno e interessante dibattito, che ho riletto interamente, partiva da una affermazione circa la DIFFERENZA DI "OGGETTO" TRA SCIENZA E RELIGIONE. Si diceva che la scienza era "congetturale, rivedibile e relazionale", se non erro. Limitandosi, come prima approssimazione, alla VISIONE POPPERIANA, LA RICERCA SCIENTIFICA TENDE A METTERE CONTINUAMENTE IN DISCUSSIONE I PROPRI PRESUPPOSTI, ossia a "cogliere in fallo", con esperimenti adeguati, i principi teorici accettati. Si chiama più in generale "CONCEZIONE FALLIBILISTA" DELLA SCIENZA. Ora, già questo mette in discussione la tesi principale, poiché NESSUNO SCIENZIATO, SAPENDO DI POTER SBAGLIARE NELLE SUE CONVINZIONI, FAREBBE DEL "MALE" A UNO SCIENZIATO CHE LA PENSA DIVERSAMENTE DA LUI. Guardando alla storia delle religioni (che sono tante e diverse e non solo quelle monoteiste e tanto meno quelle della tradizione ebraico-cristiana), non mi pare questo sia avvenuto. Speriamo bene per il futuro. Ma poi, nell'intervento successivo, l'intervento d'apertura ha fornito l'opportunità di andare oltre e di parlare per così dire di una "struttura" comune. Altri hanno aggiunto che questa struttura comune appare nella cosiddetta "TEMPORALITÀ", tipica ad esempio di qualsiasi "racconto". Ora, la temporalità non va confusa con la storia e col carattere storico che sia la scienza sia le religioni hanno avuto. LA SCIENZA NON SI FERMA E NON VUOLE FERMARSI. HA MUTATO PARADIGMI, HA PRODOTTO RIVOLUZIONI INTELLETTUALI, HA SCALZATO VECCHI PREGIUDIZI. Lo stesso è avvenuto per molte religioni, ma pochi conoscono la storia delle religioni. Quella parte della ricerca scientifica che si chiama "sperimentale" non pone limiti alle possibilità delle risposte che dà la natura. La religione ha lo stesso spirito innovativo? Si può parlare di progresso allo stesso modo per la scienza e per la religione? Lo chiedo ai partecipanti al dibattito, poiché mi interessano le loro risposte. Chiedo solo di non negare l'evidenza. E' facile trovare sofisticherie circa l'esistenza di un progresso scientifici e tecnico, ma allora la perdita di contatto con la realtà assumerebbe contorni psicopatologici.










martedì 4 settembre 2012

André Maurois. La conversazione è un edificio al quale si lavora in comune. Gli interlocutori devono sistemare le loro frasi pensando all'effetto d'insieme, come fanno i muratori con le pietre




La conversazione è un edificio al quale si lavora in comune. 
Gli interlocutori devono sistemare le loro frasi pensando all'effetto d'insieme, come fanno i muratori con le pietre.
André Maurois



 È segno di immaturità discutere con gli altri per dimostrare di avere ragione. La persona saggia dialoga con gli altri per approfondire, per capire e, se necessario, per cambiare opinione. (Agostino Degas)



Il dipinto è di Edmund Charles Tarbell

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