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venerdì 16 agosto 2013

Marshall McLuhan. Ogni invenzione o tecnologia è un'estensione o un'autoamputazione del nostro corpo, che impone nuovi rapporti e nuovi equilibri tra gli altri organi e le altre estensioni del corpo



Ogni miglioramento nelle comunicazioni aumenta le difficoltà di comprensione
Marshall McLuhan. La galassia Gutenberg


Ogni invenzione o tecnologia è un'estensione o un'autoamputazione del nostro corpo, che impone nuovi rapporti e nuovi equilibri tra gli altri organi e le altre estensioni del corpo.
Marshall McLuhan




dipende dall'uso che se ne fa....l'importante è che non annulli i contatti umani



I contatti umani permangono se si impara a utilizzare in modo appropriato le tecnologie... Spesso sono gli uomini a distruggere i rapporti interpersonali e ad isolarsi


L'unica invenzione che non é stensione del nostro corpo é il libro
Jorge Luis Borges


Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti
Albert Einstein


martedì 30 luglio 2013

McLuhan. L'azione dei media è quella di far accadere le cose piuttosto che di darne conoscenza


L'azione dei media è quella di far accadere le cose piuttosto che di darne conoscenza

Marshall McLuhan


 il mezzo è il messaggio..



Marshall Herbert McLuhan - Teorico delle comunicazioni sociali (Edmonton 1911 - Toronto 1980); prof. di letteratura inglese in varie università, è stato dal 1963 direttore del Centre for culture and technology dell'univ. di Toronto. Ha studiato l'influenza dei mezzi di comunicazione di massa sul comportamento individuale e collettivo, influenza che dipenderebbe non tanto dal dato informativo trasmesso, quanto dalla natura del mezzo impiegato: quest'ultimo infatti, qualsiasi esso sia, non comunica dati informativi precostituiti, ma li costituisce, diventando così un contenuto essenziale del messaggio. Le tecnologie televisive contemporanee, in particolare, comunicando informazione in tempo reale e in maniera virtualmente complessiva, ed eliminando perciò i limiti temporali e spaziali tipici, per es., della stampa, creano le condizioni per una società integrata tendenzialmente planetaria, una sorta di "villaggio globale". 

Tra i suoi scritti: The mechanical bride: folklore of industrial man (1951; trad. it. 1984); The Gutenberg galaxy: the making of typographic man (1962; trad. it. 1976); Understanding media: the extensions of man (1964; trad. it. 1967); The medium is the massage (in collab. con Q. Fiore, 1967; trad. it. 1969); War and peace in the global village (1968); Culture is our business (1970); The city as classroom (1977; trad. it. 1980).
[fonte Treccani] 





domenica 7 luglio 2013

McLuhan. La sposa meccanica. Se ci mettiamo a parlare in una stanza buia, le parole assumono improvvisamente nuovi significati; così tutte le qualità che la pagina stampata ha sottratto al linguaggio ritornano nel buio della radio


Se ci mettiamo a parlare in una stanza buia, le parole assumono improvvisamente nuovi significati; così tutte le qualità che la pagina stampata ha sottratto al linguaggio ritornano nel buio della radio.

Marshall McLuhan, La sposa meccanica, 1951

Proprio ieri, rivedendo il film di Stefano Grossi su Radio Rock (al quale ho tangenzialmente partecipato) risentivo con forza il fascino radiofonico. La mia prima esperienza in radio, ai microfoni di RadioBlu, nei lontani anni 80. Un altro sentiero interrotto. Ma chissà, per vie traverse e internautiche, tutto e' possibile...


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