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domenica 9 settembre 2012

Messico. Nayarit. Marieta Islands. Ci si entra In barca, il posto si chiama "islas marietas" e si trova a Nayarit, Messico, vicino a Puerto Vallarta





Hidden Beach, Marieta Islands, Mexico







 L'ombelico del mondo...




 il posto preciso si chiama "Marieta Islands"..sono piccole isole disabitate a pochi Km dalla costa occidentale del Messico..








 Aime' si va con l'aereo la linea è Roma- Madrid ..da Madrid si prende un'altro aereo intercontinentale giornaliero che arriva a Citta' del Messico....da 7 a 9 ore di volo ancora non è finita da Citta del Messico si prende un'altro aereo locale che ti porta a Puerto Vallarta nella parte occidentale il Pacifico x intenderci una oretta di volo arrivati all'aeroporto di Puerto Vallarta proprio dietro l'aeroporto c'è la marina di Vallarta da non confondere...c'è anche quella militare....da li ci si informa ci si imbarca ed in un paio di ore si arriva al cenote.........ce ne sono molti anche famosi nella pen. youcatan dove ci sono le piramidi Maya, Cancun Tulum, il costo per 2 persone 12 giorni mettiti a disposizione 12.000,00 euri




 ‎.....un magnifico xenote! ♥




magico mexico...




Marietas Islands, Puerto Vallarta, Mexico....specifico!!!!! beeellloooo!!!



quant'è bello il nostro pianeta, ma continuiamo ad ucciderlo



un poketto claustrofobico ma splendido!




ma il problema É ... come si scende per fare il bagno?



ma come si entra...? :))



 e come si esce...



 C'è l'ascensore ? Mi raccomando per le cartacce e le buste di plastica!



 ci si entra In barca, ed è vero questo Non è puerto vallarta, il posto si chiama "islas marietas" e si trova a nayarit, messico (vicino a puerto vallarta) .



 bellissimo...vorrei andarci.....non da sola però..!



 http://www.tumblr.com/tagged/hidden-beachecco come si entra.... anche a piedi...








Bellissimo posto ma... http://images.vanityfair.it/Storage/Assets/Crops/315207/8/141947/piscine-naturali-grotta-della-poesia_650x435.jpg Grotta della Poesia, Roca, Salento (molto più vicino e bello) ;-)))))))))

Chichen Itza, Mexico - Sacred Cenote Azul

Cinque sono i cenotes che si trovano nel Messico nord-orientale, ma indubbiamente quello più misterioso è quello dello Zacaton, considerato dai Maya l’accesso al mondo degli dei…


Un particolare tipo di grotta, con presenza di acqua dolce, come quella raffigurata nell’immagine viene definita in America Centrale e nel Messico Meridionale Cenote (dove la “c” iniziale cede il posto ad una “s” nella pronuncia). Il nome deriva dal linguaggio Maya, ma oggi è molto usato anche per descrivere fenomeni carsici simili, dove sono semplicemente chiamati sinkholes.

La formazione dei cenote viene fatta risalire a stadi di basso livello marino nel corso delle glaciazioni pleistoceniche. Sono simili a piccoli laghi circolari o lagune con cascatelle ai margini. Possono essere di varie dimensioni e profondità, ma esistono alcuni casi che sono famosi nel mondo per maestosità e naturalezza. E’ il caso dello Zacatón, il più profondo di cinque cenotes situati all’interno del El Rancho Asufrosa, nel Messico nord-orientale. Scoperto durante un giro di ricognizione compiuto al termine di due settimane di esplorazione e di rilievo nel Nacimiento Santa Clara, un sistema di grotte sito ai piedi dell’Al Abra. Le loro acque sono caratterizzate da un odore sulfureo piuttosto marcato. In uno di questi, denominato Poza Asufrosa, lo zolfo precipita dalle pareti circostanti per poi galleggiare sulla superficie, creando una specie di zattera. E le loro acque sono particolarmente calde, sempre attorno ai 30 gradi.

Leggende millenarie sono legate allo Zacaton e parlano di misteri e presenze divine. I Maya, nello Yucatan, attribuivano a Madre Terra le origini di questi pozzi. Definiti luoghi misteriosi, sacri, oggetti di culto e di attrazione, sono rari luoghi di fusione tra sacro e profano. Qui arrivava l’acqua potabile da lontane falde acquifere collegate ad essi per il sottosuolo. Ma erano anche luoghi ideali per riti esoterici, scenari perfetti per unire fisicamente e spiritualmente i sacerdoti alle forze telluriche del sottosuolo, per combattere i nemici, reali o immaginari, del popolo.

A testimonianza di ciò, tra i fondali dello Zacaton, si trovano tesori nascosti…la porta di accesso al mondo degli dei veniva usata anche per mandare gioielli e ori in occasione di festività o per richiedere grazie o miracoli. Venivano anche esumati corpi di defunti particolarmente importanti perchè giungessero prima nel mondo celeste…

Che sia davvero la porta d’ingresso al mondo degli dei?


 I cenotes di Chichen Itza, una meraviglia fuori dalla realtà.


Ci sono stata non in questo della foto ma in un altro simile e al pensiero mi viene la pelle d oca un emozione unica farci il bagno!bellissimo



giovedì 2 febbraio 2012

Hermes. Messaggero degli Dei e Dio degli Oratori, Poeti, Atleti, Inventori, Commercianti, Ladri e Bugiardi

Per la mitologia greca l'inventore della lira fu Hermes.
Un giorno il dio trovò all'interno della grotta una tartaruga.
Hermes prese il carapace, e tese al suo interno sette corde di budello di pecora,
costruendo così la prima lira. Il Dio la regalò poi ad Apollo, e questi al figlio Orfeo.
Lira ricostruita a partire da una ritrovata ad Atene, risalente al V° sec a.C.
Ora al British Museum, Elgin Collection



La nascita di Hermes.
Hermes nacque sul Monte Cillene in Arcadia. Secondo quanto racconta l'Inno ad Hermes, SUA MADRE MAIA ERA UNA NINFA […] una delle Pleiadi, figlie di Atlante, che si erano rifugiate in una grotta del monte Cillene. IL PICCOLO HERMES FU UN BAMBINO MOLTO PRECOCE: NEL SUO PRIMO GIORNO DI VITA INVENTÒ LA LIRA, E LA NOTTE STESSA RIUSCÌ A RUBARE LA MANDRIA IMMORTALE DI APOLLO, NASCONDENDOLA E CANCELLANDONE LE TRACCE. Quando Apollo accusò Hermes del furto Maia lo difese dicendo che non poteva essere stato lui, dato che aveva trascorso con lei tutta la notte. Tuttavia intervenne Zeus che disse che in realtà Hermes aveva effettivamente rubato la mandria e doveva restituirla. MENTRE DISCUTEVA CON APOLLO, HERMES COMINCIÒ A SUONARE LA SUA LIRA: IL SUONO DEL NUOVO STRUMENTO PIACQUE COSÌ TANTO AD APOLLO CHE, IN CAMBIO DI ESSO, ACCETTÒ CHE HERMES SI TENESSE LA MANDRIA RUBATA".

"Ermes, Hermes, Ermete o Ermète (in greco antico Ἑρμῆς) nella religione greca è il MESSAGGERO DEGLI DÈI E DIO DEGLI ORATORI, DELLA LETTERATURA, DEI POETI, DELL'ATLETICA, DELLE INVENZIONI, E DEL COMMERCIO IN GENERALE[1] nonché, NELLA TEOLOGIA GRECA, RAPPRESENTANTE DEL LÓGOS (ΛΌΓΟΣ, RAGIONE O PAROLA)[2].
Platone fa sostenere anche a Socrate che SI 'DICE' CHE: «ERMES È DIO INTERPRETE, MESSAGGERO, LADRO, INGANNATORE NEI DISCORSI E PRATICO DEGLI AFFARI, IN QUANTO ESPERTO NELL'USO DELLA PAROLA; SUO FIGLIO È IL LOGOS»[3], pur ritenendo che in realtà di questi dèi non sappiamo nulla[4].
« Si tramanda che il loro capo sia Ermete, significando che bisogna compiere atti graditi con raziocinio, e non a caso, bensì verso quanti ne sono degni; infatti, chi sia stato trattato con ingratitudine diviene più restio a compiere benefici. Ora si dà il caso che ERMETE SIA IL LÓGOS, CHE GLI DÈI INVIARONO A NOI DAL CIELO, FACENDO DELLA RAZIONALITÀ UNA PREROGATIVA ESCLUSIVA DEGLI UOMINI, TRA LE CREATURE CHE VIVONO SULLA TERRA, il che essi ritennero di gran lunga eminente su tutto il resto. E HA PRESO NOME DELL'OCCUPARSI DI PARLARE (MÉSTHAIN EREÎN) OSSIA DI DIRE LÉGEIN, oppure del fatto di essere nostro presidio (éryma) e, per così dire, nostra fortezza. »
Lucio Anneo Cornuto. Compendio di Teologia greca. XVI
Questa caratteristica teologica è derivata dalla sua precedente interpretazione mitica come DIO DEI CONFINI E DEI VIAGGIATORI, DEI PASTORI E DEI MANDRIANI, DEGLI ORATORI E DEI POETI, DELLA LETTERATURA, DELL'ATLETICA, DEI PESI E DELLE MISURE, DEL COMMERCIO E DELL'ASTUZIA CARATTERISTICA DI LADRI E BUGIARDI.[5]
L'Inno omerico ad Hermes lo invoca come: "DALLE MOLTE RISORSE (POLÙTROPOS), GENTILMENTE ASTUTO, PREDONE, GUIDA DI MANDRIE, APPORTATORE DI SOGNI, OSSERVATORE NOTTURNO, LADRO AI CANCELLI, CHE FECE IN FRETTA A MOSTRARE LE SUE IMPRESE TRA LE DEE IMMORTALI".[6] Hermes funge anche da interprete, svolgendo il RUOLO DI MESSAGGERO DA PARTE DEGLI DEI PRESSO GLI UOMINI, un compito che divide con Iris. DA HERMES DERIVA LA PAROLA ERMENEUTICA, OVVERO L'ARTE DI INTERPRETARE I SIGNIFICATI NASCOSTI. In greco un uomo fortunato veniva chiamato "hermaion".
La figura di HERMES come inventore del fuoco[7] può essere accostata a quella di PROMETEO. Si credeva che HERMES, OLTRE ALLA SIRINGA E ALLA LIRA, AVESSE INVENTATO ANCHE MOLTI TIPI DI COMPETIZIONI SPORTIVE E LA PRATICA DEL PUGILATO: per questo ERA CONSIDERATO IL PROTETTORE DEGLI ATLETI. Vari esperti di mitologia contemporanei hanno nei loro scritti messo HERMES IN RELAZIONE CON DIVINITÀ IMBROGLIONE E INGANNATRICI PRESENTI IN ALTRE CULTURE.
Hermes rivestiva anche il ruolo di PSICOPOMPO, ovvero un ACCOMPAGNATORE DELLO SPIRITO DEI MORTI CHE LI AIUTA A TROVARE LA VIA PER IL MONDO SOTTERRANEO DELL'ALDILÀ. Molte leggende lo ritraggono come l'UNICO DIO OLTRE AD ADE E PERSEFONE CHE AVESSE IL POTERE DI ENTRARE ED USCIRE DAGLI INFERI SENZA PROBLEMI.
Nel pantheon olimpico classico Hermes era figlio di Zeus e della Pleiade Maia, figlia del Titano Atlante. I SUOI SIMBOLI ERANO IL GALLO E LA TARTARUGA ma era chiaramente riconoscibile anche per il suo BORSELLINO, i suoi SANDALI e CAPPELLO ALATI ed il BASTONE DA MESSAGGERO, il kerykeion. HERMES ERA IL DIO DEI LADRI PERCHÉ ERA MOLTO SCALTRO ED ASTUTO ED INOLTRE ERA UN LADRO EGLI STESSO, fin dalla notte in cui nacque, quando sfuggì a Maia ed ANDÒ A RUBARE IL BESTIAME DEL SUO FRATELLO MAGGIORE APOLLO.
Era devoto e fedele a suo padre Zeus: quando LA NINFA IO, una delle amanti di Zeus, era stata catturata da Hera e CUSTODITA DAL GIGANTE DAI CENTO OCCHI ARGO, HERMES SU ORDINE DEL PADRE ANDÒ A SALVARLA, ADDORMENTANDO IL GIGANTE CON CANTI E RACCONTI E QUINDI DECAPITANDOLO CON UNA SPADA RICURVA.
Nella mitologia romana il corrispondente di HERMES fu MERCURIO che, sebbene fosse un dio di derivazione etrusca, possedeva molte caratteristiche simili a lui, come essere il DIO DEI COMMERCI.

Etimologia: dal 1848, quando Karl Otfried Müller ne fornì una dimostrazione[8], si credeva che il nome Hermes derivasse dalla parola greca HERMA (GRECO ἕΡΜΑ), che identifica un tipo di PILASTRO QUADRATO O RETTANGOLARE DECORATO IN ALTO CON UNA TESTA (GENERALMENTE BARBUTA) DI HERMES ED IN BASSO CON LA RAFFIGURAZIONE DI GENITALI MASCHILI DURANTE L'EREZIONE. Negli ultimi anni però, la scoperta della precedente presenza del dio anche nel pantheon miceneo, testimoniata dalle iscrizioni in scrittura Lineare B ritrovate a Pilo ed a Cnosso che riportano "Hermes Aroia" (Hermes ariete), hanno fatto propendere per l'opinione opposta, ovvero che dal dio il nome sia passato alla rappresentazione in forma di pilastro. In ogni caso l'associazione con questo tipo di costruzioni — usate ad Atene con scopi apotropaici e in tutta la Grecia per segnare le strade e i confini — ha fatto sì che Hermes diventasse il DIO PROTETTORE DEI VIAGGI FATTI VIA TERRA.
Il culto di Hermes  
[…] Vista la sua ABILITÀ AD ATTRAVERSARE I CONFINI, "Hermes Psychopompos" (l'accompagnatore di anime) conduceva gli spiriti di chi era appena morto nel regno sotterraneo dell'Ade. NELL'INNO OMERICO A DEMETRA, HERMES RIPORTA LA KORE (GIOVINETTA O VERGINE) PERSEFONE SANA E SALVA DALLA DEA SUA MADRE. ERA ANCHE NOTO PER ISPIRARE I SOGNI AI MORTALI MENTRE DORMIVANO.
PER GLI ANTICHI GRECI IN HERMES SI INCARNAVA LO SPIRITO DEL PASSAGGIO E DELL'ATTRAVERSAMENTO: RITENEVANO CHE IL DIO SI MANIFESTASSE IN QUALSIASI TIPO DI SCAMBIO, TRASFERIMENTO, VIOLAZIONE, SUPERAMENTO, MUTAMENTO, TRANSITO, TUTTI CONCETTI CHE RIMANDANO IN QUALCHE MODO AD UN PASSAGGIO DA UN LUOGO, O DA UNO STATO, ALL'ALTRO. QUESTO SPIEGA IL SUO ESSERE MESSO IN RELAZIONE CON I CAMBIAMENTI DELLA SORTE DELL'UOMO, CON LO SCAMBIO DI BENI, CON I COLLOQUI E LO SCAMBIO DI INFORMAZIONI CONSUETI NEL COMMERCIO NONCHÉ, OVVIAMENTE CON IL PASSAGGIO DALLA VITA A CIÒ CHE VIENE DOPO DI ESSA.
Nelle epoche più antiche, l'iconografia di Hermes era piuttosto diversa da quella adottata nel periodo classico: era immaginato come un DIO PIÙ ANZIANO, BARBUTO E DOTATO DI UN FALLO DI NOTEVOLI DIMENSIONI ma, NEL VI SECOLO A.C. LA SUA FIGURA FU RIELABORATA E TRASFORMATA IN QUELLA DI UN GIOVANE DALL'ASPETTO ATLETICO. Le statue di Hermes ritratto con il suo nuovo aspetto furono diffusamente sistemate negli stadi e ginnasi di tutta la Grecia.
In EPOCA CLASSICA Hermes era solitamente RITRATTO MENTRE INDOSSAVA UN CAPPELLO DA VIAGGIATORE DALL'AMPIA TESA OPPURE IL PETASO, IL CARATTERISTICO CAPPELLO ALATO. CALZAVA UN PAIO DI SANDALI ANCH'ESSI ALATI, I TALARI E PORTAVA IL BASTONE DA MESSAGGERO TIPICO DELLA CULTURA ORIENTALE – o il CADUCEO attorno al quale sono intrecciati due serpenti, o il "KERYKEION" , sopra al quale si trova un simbolo simile a quello a quello usato in astrologia per il segno del toro. INDOSSAVA ABITI SEMPLICI, DA VIAGGIATORE, LAVORATORE O PASTORE. Spesso era rappresentato o ricordato inserendo nelle opere d'arte i suoi TIPICI SIMBOLI, LA BORSA, IL GALLO O LA TARTARUGA. Quando era rappresentato nella sua accezione di "HERMES LOGIOS", OVVERO IL SIMBOLO DELLA DIVINA ELOQUENZA, generalmente teneva un BRACCIO ALZATO IN UN GESTO CHE ACCENTUAVA L'ENFASI DELL'ORAZIONE.

http://it.wikipedia.org/wiki/Ermes


Note:
  1. Walter BurkertGreek Religion, 1985, section III.2.8.
  2. «Ermete è il dio del λόγος (parola, ragione) interprete e messaggero di Zeus. Nell'allegoresi soprattutto stoica, come in ambito gnostico, è identificato con il λόγος: Platone, Crat., 407, Cornuto 16 [...].» Ilaria Ramelli. Enciclopedia filosofica, vol.4. Milano, Bompiani, pag. 3558
  3. ^ Cfr. PlatoneCratilo, 407e-408d.
  4. «Ma questi dèi sono proprio quelli di cui Platone credeva di dimostrare l'esistenza? Abbiamo ragione di dubitarne. Nel Cratilo fa dire a Socrate che non sappiamo niente di questi dèi, neppure i loro veri nomi» Eric Dodds. I greci e l'irrazionale. Milano, Rizzoli, 2009 pag.272
  5. ^ W. Burkert, Greek Religion (la religione Greca) 1985 sezione III.2.8; "Hermes." (EN) Enciclopedia Mitica da Encyclopedia Mythica Online. Aggiornata al 4 ottobre 2006.
  6. ^ "Inno ad Hermes" 13. La parola polùtropos (dalle molte risorse, ingegnoso, abile a trovare stratagemmi) è usata anche per descrivere Odisseo nel primo verso dell'Odissea.
  7. ^ Inni omerici " (versi 105, 108-10)
  8. ^ K.O. Müller, Handbuch der Archäologie (Manuale di archeologia) 1848


15 Maggio MERCURALIA Festa natale di Mercurio.
Anniversario della dedica del tempio di Mercurio sito ai piedi dell'Aventino (495 a.C.).

« ...I consoli si contendevano l'onore di consacrare il tempio di Mercurio e il senato girò la questione al popolo: a chi dei due fosse toccato, per volontà del popolo stesso, l'onore della consacrazione, sarebbe andata anche l'amministrazione dell'annona e il compito di formare una corporazione di commercianti, nonché di celebrare i riti solenni di fronte al pontefice massimo. Il popolo assegnò la consacrazione del tempio a Marco Letorio, centurione primipilo, con un intento chiarissimo: non si trattava cioè tanto di onorare quest'uomo - troppo grande la sproporzione tra l'incarico e la sua posizione nella vita di tutti i giorni -, quanto di un'offesa alle persone dei consoli. ... »
(Tito Livio, Ab Urbe condita libri, lib. II, par. 27)

Mercurio era il dio romano del commercio e, alle idi di maggio (il 15), i mercanti si radunavano presso una fontana a lui dedicata non lontana dalla Porta Capena. A causa del fatto che per la loro attività spesso dovessero fare ricorso all'imbroglio o a menzogne, dopo essersi purificati ed avendo indosso solo una tunica, si recavano alla fonte. Lì raccoglievano le acque in giare anch'esse purificate, che riportavano a casa per aspergere con rami di alloro il capo e gli oggetti prossimi alla vendita. Queste operazioni erano accompagnate da varie preghiere ed invocazioni.
1. ^ Ovidio, Fasti, V, 670-690

Nella mitologia romana Mercurio rappresenta non solo per la sua velocità i ladri ma è anche il dio degli scambi, del profitto del mercato e del commercio, il suo nome latino probabilmente deriva dal termine merx o mercator, che significa mercante. A Roma, un tempio a lui dedicato, nei pressi del Circo Massimo sul colle Aventino, nel 495 a.C. Ebbe dalla ninfa Carmenta Evandro, il mitologico fondatore della città di Pallante sul Palatino a Roma.
Mercurio, dipinto di Hendrik Goltzius



Hermes Logios 
Copia marmorea romana di un originale greco del V secolo a.C. 
forse attribuibile a Fidia

Ermes con Dionisio, opera di Prassitele


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