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domenica 13 gennaio 2013

Arnold Gehlen. L’uomo. La sua natura e il suo posto nel mondo.



Arnold Gehlen. L’esonero dalla pressione degli stimoli.
Il piccolo umano è aperto in alta misura agli stimoli, perché il mondo percettivo dell’uomo non si restringe, come quello animale, a pochi contenuti selezionati e istintualmente rilevanti. Se dunque ci troviamo di fronte a una marea di impressioni non delimitata da opportunità biologiche – quale è consona a un essere non specializzato, - ci troviamo anche di fronte al conseguente ‘compito’ di padroneggiarla; al compito cioè di un’attività nei confronti del mondo che s’impone attraverso i nostri sensi. Questa consiste di tante attività comunicative ed esaustive, ‘prive’ di un diretto valore di soddisfacimento istintuale, il risultato delle quali è da definirsi «esperienza». Ciò accade in azioni sensomotorie […]. I contenuti dell’illimitatamente aperta sfera mondana sono affrontati in un vivo rapporto di comunicazione che coinvolge tutti i sensi dell’uomo e si esplica in riavvertiti movimenti non suscitati da bisogni. Se definiamo «comunicative» queste azioni, ciò significa che in esse non tanto si profila l’utile vitale, quanto invece la vitalità del rapporto con tali contenuti, la fecondità e il continuo arricchirsi del «potere» e del poter disporre, l’«esonero», cioè l’affrancamento dalla pressione di stimoli interni e esterni, allo stesso modo che solo nel «trasferirsi» in un’altra cosa, proprio di ogni comunicazione, si dischiudono il mondo dei fatti e la ricchezza delle cose; i quali altresí si dischiudono in quelle azioni che continuamente aumentano, sviluppano e mettono in luce questa ricchezza. ‘Oggettività’ significa questo: porre in valore le cose in un rapporto scevro da bisogni.
ARNOLD GEHLEN (1904 - 1976), “L’uomo. La sua natura e il suo posto nel mondo”(1978), introd. di Karl-Siegbert Rehberg, trad. di Carlo Mainoldi, Feltrinelli, Milano 1983, Parte seconda ‘Percezione, movimento, linguaggio’, 26. ‘Ricapitolazione dei fondamenti del linguaggio’, p. 275.


“Das mennchlische Kind ist in hohem Grade reizoffen, weil die Wahrnehmungswelt des Menschen nicht wie die tierische auf wenige ausgelesene, triebwichtige Inhalte eingeengt ist. Haben wir also eine solche biologisch-zweckmäßig nicht eingegrenzte Eindrucksüberflutung, wie sie einem nichtspezialisierten Wesen entspricht, so haben wir auch die daraus folgende ‘Aufgabe’ einer Bewältigung derselben, d. h. einer akiven Tätigkeit gegenüber der sinnlich andringenden Welt. Diese besteht in kommunikativen und erledigenden Tätigkeiten ‘ohne’ unmittelbaren Triebbefriedigungswert, deren Resultat «Erfahrung» genannt warden muß . Es gibt einen von uns nachgezeichneten Aufbau sensomorischer Aktionen, in denen dies geschieht; in selbstempfundenen, bedürfnislosen Bewegungen erfolgt eine lebendig umgehende, über alla Sinne des Menschen sich erstreckende Auseinandersetzung mit den Inhalten der unbegrenzt offenen Weltsphäre. wenn diese Aktionen «kommunikativ» genannt warden, so bedeutet dies vor allem: nicht der vitale Nutzen, sondern die Lebendigkeit des Umgangs, die Fruchtbarkeit stets neu bereicherten Könnens und Verfügenkönnens, die «Entlastung» vom inneren und äußeren Reizdruck erscheinen darin ebenso, wie das in jeder Kommunikation steckende «Sichversetzen» inein anderes erst di Welt der Tatsachen und die Fülle der Dinge aufschlie t auch noch in Handlungen, die diese Fülle immerfort vermehren, entwickeln und erscheinen lassen. ‘Objektivität ‘ ist diese Seite, die Dinge im bedürfnislosen Umgang zur Geltung kommen zu lassen.”
ARNOLD GEHLEN, “Der Mensch. Seine Natur und seine Stellug in der Welt” (Akademische Verlagsgesellschaft Athenaion, Wiesbaden 1978), in ID., “Gesmtausgabe”, Herausgegeben von Karl-Siegbert Rehberg, Bd. 3., Vittorio Klostermann, Frankfurt am Main, Teilband 1, II. Teil. ‘Wahrnehmung, Bewegung, Sprache’, 26. ‘Wiederholung der Sprachgrundlage’, S. 276 - 277.

giovedì 6 dicembre 2012

Acqua e Ossigeno (H2O) con il movimento psichico (ipofisi) proprio come avviene in una centrale idroelettrica producono in noi l'energia. Non è quindi una questione solo CHIMICA ma anche PSICOLOGICA (spirituale), cioè il modo in cui noi recepiamo, accogliamo, viviamo, convertiamo tutte le informazioni ricevute dall'esterno, perchè come avete visto il cibo (gusto) è una minima parte, quasi tutto il resto lo recepiamo attraverso la psiche (tatto, olfatto, udito, vista). Direi che un 80% dell'energia che aziona il nostro fisico è di natura spirituale, soltanto il restante 20% è materiale (cibo, aria, pulizia e ristoro fisico). Sono quindi le vostre percezioni interiore ad influenzare ed influire sulla vostra biologia e non viceversa.

 
DALL'ENERGIA ESTERIORE ALL'ENERGIA INTERIORE.
Il mondo che ci circonda, le persone, l'ambiente, i problemi, l'alimentazione sono stimoli emozioni vibrazioni energie che entrano in noi attraverso i sensi esterni (vista, udito, tatto, olfatto, gusto) le informazioni di questi sensi vanno all'ipofisi (colei che regola il sistema endocrino) e a tutti i sistemi di connessione con il midollo spinale dove esso finisce (lungo la spina dorsale), come una macchina queste correnti ci mettono in MOTO, è il sistema nervoso, la CENTRALINA elettrica che è nutrita dagli zuccheri liberati nel sangue mediante il glucagone prodotto dalla coda del pancreas rilasciato poi nel fegato. Questi impulsi azionano tutti i muscoli e quindi tutti gli organi, ma ecco dove sta il nocciolo della questione: gli organi agiscono quindi in corrispondenza alla qualità e quantità del sangue che li stimola, ma questo a sua volta dipende dalla linfa che lo deve giornalmente depurare e questa linfa dipende dai liquidi che prendiamo dall'alimentazione e dall'ossigeno che respiriamo. Dunque Acqua e Ossigeno (H2O) con il movimento psichico (ipofisi) proprio come avviene in una centrale idroelettrica producono in noi l'energia. Non è quindi una questione solo CHIMICA ma anche PSICOLOGICA (spirituale), cioè il modo in cui noi recepiamo, accogliamo, viviamo, convertiamo tutte le informazioni ricevute dall'esterno, perchè come avete visto il cibo (gusto) è una minima parte, quasi tutto il resto lo recepiamo attraverso la psiche (tatto, olfatto, udito, vista). Direi che un 80% dell'energia che aziona il nostro fisico è di natura spirituale, soltanto il restante 20% è materiale (cibo, aria, pulizia e ristoro fisico). Sono quindi le vostre percezioni interiore ad influenzare ed influire sulla vostra biologia e non viceversa.
 
 
... non sono pienamente d'accordo, tutt'al più, direi il 50% di ciascun aspetto: materiale e spirituale.
Gli additivi chimici dei cibi, i suoi conservanti, le carni piene di antibiotici ecc dove li mettiamo? Solo in questo 20%? Troppo valore al pensiero a discapito della materia
 
la materia è un esponente del tuo pensiero..... come sei cio che mangi... ancor di piu sei cio che pensi....sicuramente il 50 % e un giusto compromesso.... ma se ci deve essere qualcosa di speciale..... be sicuramente nasce dai tuoi pensieri..... (spirito psiche) valuta che l'80 % delle malattie sono psicosomatiche....ho comperato ultimamente un dizionario di psicosomatica editrice riza.....(lo trovi su internet (cerca)..... ) be e a dir poco impressionante come da una malattia riesci a leggere i pensieri di una persona....... o dai pensieri di una persona riesci a vedere cio che somatizza nel tempo......
 
 
non sono in grado di fare le percentuali ma è certo che noi siamo quello che sentiamo vediamo mangiamo udiamo e sentiamo. Tutto arriva e fortunatamente o sfortunatamente ognuno di noi trasferisce al nostro corpo mente e anima in maniera diversa. Mi piacerebbe cogliere e capire come fare si sono certa che ogni nostro senso sia collegato alla mente e successivamente il corpo risponde.
 
 
convengo pienamente che siano le percezioni interiore di ognuno ad influenzare ed influire sulla propria biologia e non viceversa.
 
questi sono concetti noti da tempo di psicosomatica, tu devi invertire le cose, ci sono sostanze che alterano lo stato di coscienza, quindi (sono diplomato in chimica per questo vedo le cose diversamente) rifletti, io non vedo separazione, una gerarchia di superiorità tra psiche e corpo; ci sono stati della mente che dipendono solo dalla quantità di neurotrasmettitori, quindi anche la senzazione di felicità, paura e tanto altro, però che il cervello fisico ben nutrito di pensieri positivi e di vitamine e tutto quello che serve alla sua salute, è una grande risorsa
 
Se è tutto una questione di chimica...basterbbe la molecola giusta.. Mai trovata ...La psichiatria cerca d'intontirti o di rilassarti con certe sostanze che aggiscono sul cervello...ma il male non è li...sicuro, è meglio di niente..
 
 
il vero intermediario tra sistema nervoso e apparato endocrino non è l'ipofisi ma l'ipotalamo
 
 
 

venerdì 18 maggio 2012

Ethel S. Person. L'immaginazione, che dipende dall'abilità di creare e manipolare simboli, è la capacità mentale di pensare a possibilità che vanno oltre l'evidenza delle percezioni sensoriali immediate




L'immaginazione, che dipende dall'abilità di creare e manipolare simboli, è la capacità mentale di pensare a possibilità che vanno oltre l'evidenza delle percezioni sensoriali immediate. L'immaginazione ci permette di contemplare un'alternativa al mondo reale delle persone, dei luoghi e delle cose, un'alternativa alle barriere temporali del passato e del presente. Il futuro è per definizione una struttura immaginaria.
Ethel S. Person


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