Un guaritore non è veramente un guaritore perché non c’é niente che lui faccia.
La guarigione accade attraverso di lui, lui deve solo annullarsi.
Essere un guaritore significa proprio non essere.
Meno ci sei tu, meglio la guarigione può accadere.
Più ci sei tu, più il passaggio è bloccato.
E’ Dio o il Tutto o comunque tu preferisci chiamarlo il guaritore.
E’ la totalità a guarire.
Una persona malata è semplicemente qualcuno che ha creato dei blocchi tra sé e il Tutto,
c’è una sconnessione.
La funzione del guaritore è di riconnettere.
Ma quando dico che la funzione del guaritore è di riconnettere,
non intendo che il guaritore debba fare qualche cosa.
Il guaritore è solo una funzione, chi fa è Dio, è il Tutto.
Allora guarire diventa quasi un’esperienza di preghiera,
un’esperienza di Dio, dell’Amore, del Tutto.
Osho Rajneesh
Follia. Il folle è folle a causa di un fallimento: la sua logica ha fallito.
Con la sua testa, non riusciva più ad andare avanti, la strada era finita.
Arriva un momento, per la mente logica, in cui il crollo è inevitabile,
poiché la logica funziona perfettamente fino a un certo limite;
poi, all'improvviso, di fronte alla realtà, non è più vera.
La vita è illogica, è selvaggia.
Per la vita, le contraddizioni non sono contraddizioni: sono complementari;
la vita non crede nelle divisioni del tipo “o questo o quello”, la vita crede a entrambe le parti.
Il giorno diventa notte, la notte diventa giorno: si fondono e si dissolvono l'uno nell'altra.
I confini non sono chiari. Tutto si sovrappone a ogni altra cosa:
tu ti stemperi nella persona che ami e lo stesso accade all'altro.
Tuo figlio è ancora parte di te e, tuttavia, è indipendente. I confini sono sfocati.
La logica crea confini netti e precisi. Per motivi di chiarezza, la logica divide la vita in due, in una dualità. In questo modo, si consegue chiarezza, ma si perde vitalità: la logica raggiunge la chiarezza, pagando il prezzo della vitalità!
Ma se hai una mente mediocre, forse non impazzirai mai: vuol dire che sei solo “tiepidamente” logico e in te continua a esistere un gran quantità di illogicità, affiancata alla logica.
Viceversa se sei davvero logico, il risultato estremo non potrà che essere la follia:
più sei logico, più sarai intollerante a qualsiasi illogicità e la vita è illogica.
Quindi, piano piano, diventerai intollerante nei confronti della vita stessa;
ti chiuderai sempre più: negherai la vita, non la logica. E alla fine crollerai.
Quasi tutti i grandi filosofi, fortemente logici, impazziscono; se non accade, non sono grandi filosofi. Nietzsche impazzì; Bertrand Russel non impazzì mai: non era un grande filosofo; in un certo senso, è un mediocre. Continua a vivere in base al suo buonsenso: è un filosofo del buonsenso, non raggiunge mai l'estremo.
Nietzsche si mosse all'estremo e, ovviamente, là si apre l'abisso...
La follia è il fallimento della testa e nella vita ci sono milioni di situazioni in cui, all'improvviso, la testa perde ogni rilievo. La mente logica fila e tesse continuamente le proprie teorie, le proprie idee, cercando di adattare la realtà di conseguenza: la realtà deve seguire l'idea.
La mente logica non è che questo: uno sforzo per rendere la realtà un ombra dell'ideologia.
Ma questo non è possibile. Cerchi di fare qualcosa di impossibile; non è plausibile, non può verificarsi.
L'ideologia deve seguire la realtà; e quando si presenta una situazione in cui tu devi seguire la realtà, tutta la struttura della tua mente lotta, si oppone e si schianta al suolo, dimostrandosi un semplice castello di carte: basta un vento leggero per dissolvere il tuo palazzo. Questa è la follia.
Osho Rajneesh
L'esistenza è un mistero e non è accessibile a coloro che vogliono sempre analizzare, selezionare, ma solo a coloro che sono disposti ad innamorarsene, a danzare con lei
Osho Rajneesh
Nel momento in cui si soffre si tende a fissare un punto della parete, tutta la nostra attenzione va in quel punto pensando che tutto il nostro mondo sia quello. Invece intorno ad esso c'è molto di più: tutta la casa, un mondo fuori e il pianeta. A volte basta ampliare la nostra visione per vedere le cose da una diversa prospettiva, con il giusto equilibrio e obiettività. Identificarsi in quel punto ci fa perdere la giusta visione delle cose e degli eventi.
A tutti noi viene insegnato ad essere colti, non ad essere innocenti o a percepire la meraviglia dell'esistenza; ci vengono insegnati i nomi dei fiori; degli alberi e non come entrare in comunicazione con loro, in sintonia con l'esistenza. L'esistenza è un mistero e non è accessibile a coloro che vogliono sempre analizzare, selezionare, ma solo a coloro che sono disposti ad innamorarsene, a danzare con lei.
Osho Rajneesh
Il funzionamento spontaneo del CORPO è chiamato ISTINTO. Il funzionamento spontaneo dell’ANIMA è chiamato INTUIZIONE. Sono simili, tuttavia sono lontanissimi uno dall’altra. L’istinto appartiene al corpo: è grezzo, l’intuizione appartiene all’anima: è sottile. Tra i due c’è la MENTE, ovvero l’ESPERTO CHE NON HA MAI UN FUNZIONAMENTO SPONTANEO. LA MENTE È IL SAPERE: IL SAPERE NON PUÒ MAI ESSERE SPONTANEO. L’istinto è più profondo dell’intelletto e l’intuizione è più elevata dell’intelletto. Entrambi sono al di là dell’intelletto e sono due ottimi talenti.
Osho
Deautomatizzazione.
Devi deautomatizzarti! Anche le cose più semplici possono funzionare. Per esempio, cammini sempre di fretta: inizia a camminare lentamente. Dovrai essere attento e presente; nel momento in cui perdi la tua presenza, inizierai di nuovo a camminare di fretta. Si tratta di piccoli espedienti: cammina lentamente, dovrai essere consapevole. Nel momento in cui perdi la consapevolezza, subito la vecchia abitudine prenderà il sopravvento e di nuovo ti muoverai affrettatamente.
Se fumi, fà che sia un processo lentissimo, così lento da essere deautomatizzato. Altrimenti, non sono le sigarette a essere fumate: sono le sigarette che fumano le persone! Le persone non sono affatto consapevoli di ciò che stanno facendo: si mettono la mano in tasca in modo del tutto inconsapevole, prendono il pacchetto, estraggono la sigaretta, aprono la scatola dei fiammiferi; fanno tutti questi gesti senza alcuna presenza consapevole, pensano a mille e una cosa! Accade questo: quando si è più inconsapevoli si tende a fumare di più; quando si è più in ansia, più tesi, più preoccupati, si ha la tendenza a fumare di più.
Fanne un processo molto lento. Prendi il pacchetto di sigarette dalla tasca il più lentamente possibile – sii il più consapevole possibile; rallentare il processo sarà molto utile – poi tieni il pacchetto in mano, guardalo, annusalo, sentine la consistenza. Quindi aprilo molto lentamente, come se avessi tutto il tempo del mondo; estrai una sigaretta, osservala da tutti i lati, poi mettila in bocca... e aspetta! Poi prendi la scatola dei fiammiferi, di nuovo segui tutti i passaggi con movimenti lentissimi e alla fine inizia a fumare, molto lentamente... inspira il fumo molto lentamente e lascialo uscire lentissimamente.
Rimarrai sorpreso: se prima fumavi ventiquattro sigarette al giorno, adesso ne fumerai al massimo sei; si ridurranno a un quarto. E piano piano, solo due, poi una e, un giorno, all'improvviso ti renderai conto che è una cosa così stupida! Per qualche giorno, potrai ancora portarti in tasca un pacchetto di sigarette, nel caso... ma avrai chiuso con il fumo, ti sarai deautomatizzato.
Questo è uno dei più grandi contributi del Buddha alla psicologia dell'uomo: il processo di deautomatizzazione, rallentare ogni cosa.
Il Buddha ripeteva sempre ai suoi discepoli: “Camminate il più lentamente possibile, mangiate il più lentamente possibile. Masticate ogni boccone quaranta volte e contatele mentalmente: uno, due, tre, quattro, cinque... quaranta volte”. In questo modo aiutò migliaia di persone a diventare consapevoli.
Tu sei inconsapevole, anche se credi di essere consapevole; è come un sogno in cui si pensa di camminare al mercato. Nel sogno sei sveglio, ma essere svegli nel sogno è solo una parte del sogno: tu sei inconsapevole.
Ferisce dover accettare di essere inconsapevoli, di vivere nel sonno, inconsci. Ma se si vuole essere consapevoli, il primo passo da compiere è accettarlo: “Io sono inconsapevole”. Quella stessa accettazione stimola in te un processo di risveglio.
Osho Rajneesh
Se riesci ad amare la tua tristezza, la tristezza non è più triste.
E' triste perchè a te non piace, perchè non vuoi starci dentro. Attraversala. E persino la tristezza diventa una fioritura di immensa bellezza, silenzio, profondità, se la ami. Solo così la trascenderai.
Osho
Buhlman e Castaneda danno una ricetta semplice contro l'inconsapevolezza del "sogno": è sufficiente ripetere a se stessi "Voglio consapevolezza!".
Se i politici scomparissero non ci sarebbe alcun bisogno di nazioni. Non riesco a concepire perché debbano esistere le nazioni. La scienza ha trasformato il mondo intero in un piccolo villaggio globale. È necessario solamente un innalzamento generale della consapevolezza, e i politici si scioglieranno come neve al sole. Con loro se ne andranno le nazioni, i confini nazionali e l’idea stupida che alcune nazioni siano speciali, che siano nate proprio per governare il mondo. Possiamo fare di questo mondo un paradiso: i politici dovranno semplicemente partire... per un lungo, lungo week-end.
Osho
UN UOMO CHE CONOSCE SE STESSO NON È MAI DISTURBATO DA QUELLO CHE LA GENTE PENSA DI LUI. E' L'UOMO CHE NON CONOSCE SE STESSO CHE È SEMPRE PREOCCUPATO DELL'OPINIONE CHE GLI ALTRI HANNO DI LUI. Tutta la conoscenza di se è soltanto uno schedario in cui ha raccolto tutte le opinioni della gente. Tutta l'identità, l'immagine che hai di te stesso è creata dagli altri. Ma la gente cambia sempre opinione su di te, secondo come tira il vento, così tu sarai sempre in ansia, in balia delle idee degli altri.
Osho Rajneesh
«L'AMORE È L'UNICA RELIGIONE. TUTTO IL RESTO È SOLO SPAZZATURA.»
Osho, Il canto della meditazione
Tutto ciò che è malato nell’uomo nasce dalla mancanza d’amore. Tutto ciò che non va nell’uomo è in qualche maniera collegato con l’amore: o non è stato capace d'amare oppure non è stato capace di ricevere amore. Non è riuscito a condividere il suo essere. Da qui la sofferenza che crea complessi d'ogni genere. Queste ferite interne possono venire a galla in molti modi: possono diventare disturbi fisici o malattie mentali – ma, di base, ciò di cui l’uomo soffre è la mancanza d’amore. Proprio come il cibo è necessario per il corpo, l’amore lo è per l’anima. Il corpo non può vivere senza nutrimento e l’anima non può vivere senza amore. In realtà, senza amore l’anima non nasce nemmeno – non arrivi nemmeno al punto di pensare alla sopravvivenza. Se non hai amato, non hai mai conosciuto la tua anima. Solo nell’amore arrivi a comprendere che sei più del corpo, più della mente.
Osho Rajneesh
Società. L’uomo nasce e vive nella società, è un animale sociale.
Tu nasci dalla storia d’amore di due persone, la società era presente perfino alla tua nascita. Tua madre seguiva una certa regola, tuo padre seguiva una certa regola: marito e moglie, e via dicendo. Seguendo queste regole ti hanno allevato, altrimenti ti avrebbero gettato nel fiume: perché avrebbero dovuto preoccuparsi? Chi sei? Perché mai dovresti intralciare la loro vita e diventare un peso per loro? Hanno rispettato la regola secondo cui i bambini vanno protetti. Quindi è un gioco da comprendere e, se vuoi giocare, devi seguire le regole. Se non hai il passaporto, la polizia ti arresterà. Se non hai le carte a posto, sarai sbattuto fuori dalla nazione; questo non ti darà alcuna libertà, anzi, la distruggerà. Quindi non fare queste cose.
Sono regole stupide, ma le cose funzionano così e la vita è talmente breve che non possiamo sperare di cambiare la società intera, quindi è meglio e più saggio seguire semplicemente le regole: se le segui bene, sarai completamente libero. Nel momento in cui infrangi una regola ti beccano!
Ebbene, un saggio semplicemente segue le regole: sii romano quando sei a Roma e segui le regole. Troverai il tuo posto e nessuno ti creerà dei problemi. Possono farlo, perché sono loro ad avere il potere e tu sei un piccolo individuo, cosa puoi fare? Non c’è ragione di lottare perché è come combattere contro un muro, ti romperai la testa.
Ecco dove l’atteggiamento dell’anarchico è sbagliato: la sua comprensione che le regole sono stupidaggini è perfetta, ma non comprende che sono necessarie. Più grande è un gruppo, più le regole sono necessarie. Quando sei da solo non ne hai bisogno. Quando siete in due, poche regole. Tre, più regole; quattro, ancora di più. E la popolazione del mondo aumenta così velocemente che ci sarà bisogno di sempre più regole, altrimenti ci sarà caos e follia.
Non condannare le cose tout court, cerca di comprenderle. Ci sono mali che sono necessari; la scelta non è tra giusto e sbagliato. Nella vita reale la scelta è sempre tra il male minore e il male maggiore, qualcosa che sia meno sbagliato di un'altra cosa. La scelta non è tra giusto e sbagliato, altrimenti sarebbe facile… la scelta è per il male minore.
Bisogna imparare a vivere con gente che non è sveglia, che è addormentata, che russa. Ti disturbano, ma non puoi farci niente. Al massimo puoi non imporre lo stesso stupido comportamento che ti viene imposto dalla società. Non adottarlo con gli altri… un giorno forse avrai una moglie, dei bambini. Non adottare quel genere di comportamento con i tuoi amici. E tutto ciò che puoi fare, ma devi vivere nella società, quindi devi rispettarne le regole.
C’è la possibilità – ma è una semplice possibilità, non accadrà mai – che nel futuro esista una società fatta di persone illuminate, allora non ci sarà bisogno di regole perché tutti saranno davvero responsabili; ma non puoi sperarci veramente, è un utopia.
La parola utopia è bella, significa: “ciò che non ha mai luogo” … è solo un sogno.
La società, di per sé, non esiste; è soltanto una parola, come “folla”. Prova pure a cercarla: non la troverai da nessuna parte; ovunque incontrerai solo persone, soltanto individui. La società è solo un nome collettivo, un nome privo di qualsiasi fondamento, non una realtà. L’individuo invece ha un anima, racchiude in sé un potenziale evolutivo di cambiamento, di trasformazione. La differenza tra le due cose è enorme.
Osho Rajneesh
secondo Aristotele 'l'uomo è un animale sociale e dunque associarsi diventa una parte determinante della sua condizione; a ben guardare l'uomo esprime sia l'incapacità di vivere solo con se stesso (regno degli illuminati) sia la difficoltà di vivere correttamente a contatto con gli altri. e dunque (per forza) le regole diventano necessarie, perchè una società senza regole diventa un luogo interiore, prima ancora che fisico, che non sappiamo abitare. (l'uomo dell'immagine: costernata mente solo dentro la società )