giovedì 24 novembre 2016

Piergiorgio Odifreddi, “Dizionario della stupidità”.

Piergiorgio Odifreddi,  “Dizionario della stupidità”.

In sintesi
Siamo sicuri che il nostro modo di vivere segua una logica ben precisa? 
Secondo Piergiorgio Odifreddi no e ce lo dimostra con Abbecedario della stupidità
Imparare a leggere la più comune e pericolosa caratteristica umana. 
Lo scienziato scrittore smaschera la nostra quotidianità e la decompone, dimostrandoci come la nostra vita sia pervasa dalla stupidità che poi è l’accanirsi in cose senza senso. Anche Einstein, a cui Odifreddi si ispira sempre, era convinto della dimostrazione scientifica della stupidità dell’uomo che da quando ha imparato a leggere si è convinto della possibilità di poter trasformare le cose. 
Ma perché ostinarsi in questa lotta contro la natura? 
Il più lampante degli esempi è quello che ci vede in estate e in inverno, con condizionatore e riscaldamento, voler rovesciare l’andamento naturale di caldo e freddo e volerli trasformare

Con una serie di simili e divertenti esempi Piergiorgio Odifreddi ci porta a riflettere su una serie di comportamenti che quotidianamente teniamo e che sono invece frutto del non pensare sul serio, di voler trasformare il mondo a nostra immagine e somiglianza perché da quando abbiamo imparato a leggere pensiamo di essere padroni degli eventi. Non è così e a lungo andare sarà controproducente. La lampante evidenza scientifica della realtà ci viene così messa sotto gli occhi in Abbecedario della stupidità, un divertente trattato sull’umanità che fa riflettere. 

http://www.libreriauniversitaria.it/dizionario-stupidita-fenomenologia-non-senso/libro/9788817075763


Mentre Oltralpe l’etnologo Marc Augé,
ne "Le tre parole che cambiarono il mondo" immagina che il papa annunci:
«Dio non esiste» causando il crollo di molti Stati teocratici,
da quest’altra parte delle Alpi, il matematico Piergiorgio Odifreddi stila un caustico
"Dizionario della stupidità" dove la religione è additata come la prima causa.
Insieme all’ideologia politica e alla filosofia metafisica.
«Perché anch’essa è basata su un’idea di trascendenza
e ci impedisce di vedere la realtà per quella che è». [...]
Left (5/11/16)


Dizionario della stupidità.
"Il matematico Piergiorgio Odifreddi stila un caustico Dizionario della stupidità (Rizzoli) dove la religione è additata come la prima causa. Insieme all’ideologia politica e alla filosofia metafisica.
«Perché anch’essa è basata su un’idea di trascendenza e ci impedisce di vedere la realtà per quella che è».

In queste quasi quattrocento pagine lo scienziato torinese passa in rassegna molte “voci” che ci intontiscono.

Sfilano così abitudini, borsa, capitalismo, facebook, grande fratello, Tv e molto altro.

Ma mette a segno i suoi colpi migliori, gli aforismi più graffianti, quando parla di: al di là, apparizioni, Benedetto XVI, Bellarmino, ciarlatani, crocifisso, Dio, dittatura, dogmi, papa Francesco…

Per arrivare, in finale, a lasciare il segno di Zorro sulla veste accademica di Antonino Zichichi che il 19 gennaio del 1983 all’università de L’Aquila inscenò «la pantomima “Gesù di Nazareth e la ricerca scientifica”»..."



Ma che cos’è uno stupido?
Secondo Carlo Maria Cipolla, che ha scritto un famoso libretto intitolato Le leggi fondamentali della stupidità umana, lo stupido è chi causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita
Cipolla identificava però altre tre categorie, disponendole assieme allo Stupido su un diagramma: 
lo Sprovveduto, l’Intelligente e il Bandito

L’idea era che non esistano né uomini perfettamente stupidi, sprovveduti o intelligenti né dei perfetti banditi, ma che le categorie siano fluide e la realtà sia più complessa. 

Ciò non toglie che ciascuno di noi tende ad assomigliare più all’una che all’altra categoria. 

Se Odifreddi non è uno stupido, non è neanche uno Sprovveduto, che per Cipolla è chi compie un’azione e ne ricava una perdita mentre nello stesso tempo procura un vantaggio a qualcun altro

Restano l’Intelligente e il Bandito. 
Il primo è chi compie un’azione dalla quale ottiene un vantaggio 
e nello stesso tempo procura un vantaggio anche a qualcun altro
Odifreddi vende e Rizzoli ne trae vantaggio: se tutto finisse lì, potremmo classificarlo tra gli intelligenti. Ma il fatto è che Odifreddi, oltre a creare un vantaggio per sé e per il suo editore (e forse si possono far coincidere questi due interessi), allo stesso tempo danneggia qualcun altro. Questo qualcun altro sono tutti quelli che in varie sedi – a scuola, all’università, in televisione, sui giornali – cercano di parlare di cose serie come Dante, Galileo e Darwin in modo semplice ed esatto, ma sono soprattutto i lettori di Odifreddi, i quali credendo di trovare nel Dizionario della stupidità un elenco di cose stupide delle quali ridere, trovano un catalogo di stupidaggini nelle quali rischiano di credere. E questa (chi compie un’azione dalla quale trae vantaggio causando una perdita a qualcun altro) è la definizione del Bandito.
http://www.leparoleelecose.it/?p=24626



Piergiorgio Odifreddi, Dizionario della stupidità,
per proteggersi dalle "scemenze della vita quotidiana".
Laico fervente, ha studiato prima dalle suore, poi dai preti: 
"Non erano niente male".

Se deve immaginare uno scenario politico peggiore di quello odierno, torna con la memoria alla stagione della Democrazia cristiana: "Anche se Giulio Andreotti – racconta – mi salvò da un pericoloso fermo in Unione Sovietica". Con l'Huffington Post, parla di banchieri da "mandare all'infermo", di politicamente corretto e Islam, della "superiorità" di Benedetto XVI sulla "banalità" di Papà Francesco, e di politica.

Odifreddi, nel suo dizionario c'è anche la voce: Matteo Renzi. Perché?
Se vogliono conquistare voti, 
i politici devono dire alle persone 
ciò che si vogliono sentir dire. 
Tendenzialmente, delle stupidaggini. 
E Matteo Renzi è l'erede perfetto di Berlusconi: 
il Cavaliere ha imparato a farlo cantando sulle navi, 
lui esordendo alla Ruota della fortuna.

Ma politicamente?
Renzi ha realizzato il programma berlusconiano,
andando addirittura oltre con il Jobs act,
che ha dissolto le tutele dello statuto dei lavoratori.


Dedica un lemma anche a Grillo.
Grillo ha iniziato a dire scemenze prima di cominciare a fare politica.
Per dire: sosteneva che l'AIDS era una bufala, che l'OGM ammazza, che le radiazioni dei cellulari cuociono le uova. Ma lui ci crede. È questa la grande differenza tra Grillo e un politico di professione: che il politico deve dire delle cretinate per racimolare voti, lui le dice per convinzione.

Eppure ha un gran consenso.
Non voglio dire che il suo pubblico sia fatto di deficienti. È una parola brutta.
Dico: ingenui. Ma rimane il fatto che sono persone che credono alle scie chimiche e fanno battaglie contro i detersivi. È la parte della società con meno mezzi culturali per giudicare.

Possibile che siano tutti così?
Bertrand Russell diceva che i politici hanno nei confronti degli elettori un vantaggio: che gli elettori sono più stupidi di loro. E giudicare Grillo, per me, è troppo difficile: mi è così distante che lo considero un minus habens. Quando lo sento, mi viene la pelle d'oca. Dicono che i suoi siano argomenti di pancia. Io fatico a considerarli proprio argomenti.

A Palermo, però, molte persone sono andate per ascoltarlo alla Festa nazionale dei 5 stelle.
Il novanta per cento delle persone è stupido. Quindi, considerato che siamo 60 milioni, in Italia ci sono almeno 54 milioni di stupidi: non credo ve ne siano di più a quella festa.

E gli altri dove vanno?
Vanno anche alle feste dell'Unità. Come si fa a pensare che dopo due anni di governo Renzi quella festa abbia un senso? Almeno, per decenza, cambiassero nome.

Non le sembra di sottovalutare? Il partito democratico governa il Paese, i Cinque stelle hanno conquistato due grandi città alle ultime elezioni.

C'è una differenza enorme tra le due città: a Torino, Chiara Appendino è il prodotto di ciò che i 5 stelle stessi chiamano poteri forti; a Roma, invece i poteri forti li hanno contro.

Può essere più esplicito?
Dietro Appendino c'è la Fiat. Appena aletta, John Elkan è subito corso a incontrarla. 
Viceversa, Virginia Raggi è dovuta recarsi in visita dal Papa.

C'è solo questa differenza tra le due?
No, Appendino ha le qualità per governare, Raggi le ha solo per vincere le elezioni.

Scrive: "E' venuto il momento di tornare a considerare i banchieri paria della società e reietti da Dio".

Nel Medio Evo, era considerato usuraio chiunque prestasse denaro, a qualsiasi tasso.
Oggi il fastidio per i banchieri è tornato a essere forte. Quando la gente vede i posti di lavoro che evaporano, le tutele che si dissolvono, e dall'altra gli aiuti di stato per tenere in vita istituti che hanno fallito, s'incazza.

Però è difficile vivere in un mondo senza banche.
Certo che si può vivere in un mondo senza banche.
Per metà del secolo scorso, l'Unione Sovietica ne ha fatto a meno.

Non è andata benissimo, però.
Non per quel motivo. Mi domando perché non si possano nazionalizzare le banche che vengono salvate. Perché è diventata una bestemmia?

In Europa, nazionalizzare è contrario alle regole dell'Unione.
È per questo che l'UE suscita l'astio dei suoi cittadini: perché è solo un'unione economica.

Nel suo libro, mostra di preferire Ratzinger a Papa Francesco. Perché?
Da ateo, con Benedetto XVI ho avuto un dialogo. 
Mi è interessato leggere le cose che scriveva, Ratzinger aveva una profondità di pensiero
La statura intellettuale Papa Francesco lascia perplessi. Quando parla, mi cadono le braccia. 
La misericordia, il vogliamoci bene, l'amore: sono cose talmente banali. 
Chi può essere contrario?

È facile criticare l'Islam allo stesso modo in cui lei, ora, ha fatto con il Cattolicesimo?
Penso che, in realtà, sia molto più facile criticare l'islam che il Cristianesimo.
Farlo, è politicamente corretto. Ci sono partiti politici che fanno propaganda sull'equazione musulmano uguale terrorista. E l'opinione pubblica è sempre sul chi va là.

Dimentica quello che è successo in Francia per le vignette di Charlie Hebdo su Maometto?

La diversità è che i cristiani non vengono sotto casa ad aspettarti se li prendi di mira con la satira.
Ma ricorda la parodia di Ratzinger fatta da Crozza? A un certo punto ha dovuto smettere di farla.
E potrei fare altri esempi. Nei risultati, non è molto diverso da quello che accade con l'Islam.

Lei è stato compagno di classe di Flavio Briatore.
Ha letto della polemica sul turismo al sud, secondo lui poco sensibile ai bisogni dei ricchi?

Non saprei dire se è così. So che con Briatore studiavo al geometra.
Lui fu bocciato al secondo anno, poi lasciò e fece una scuola privata per recuperare tutti gli anni in uno. Credo sia la dimostrazione che il detto popolare – "ultimi a scuola, primi nella vita" – è vero.

www.huffingtonpost.it/2016/09/25/odifreddi-dizionario-stupidita_n_12180056.html


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