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venerdì 11 dicembre 2015

Karen Horney, Psichiatra e Psicanalista tedesca. I conflitti nevrotici non si risolvono per decisione razionale.


“I conflitti nevrotici non si risolvono per decisione razionale. I tentativi di soluzione del nevrotico non sono soltanto inutili, ma dannosi. Però questi conflitti possono essere risolti cambiando la condizione interna della personalità che li ha fatti sorgere. Ogni pezzo di lavoro analitico bene eseguito cambia queste condizioni per il fatto che rende una persona meno debole, meno timorosa, meno ostile e meno alienata da se stessa e dagli altri.” 
Karen Horney, Psichiatra e Psicanalista tedesca




mercoledì 25 giugno 2014

In una psichiatria figlia della Rivoluzione francese, lo psichiatra Philippe Pinel inizia a distinguere la malattia dalla colpa, la cura dalla punizione, i malati dai delinquenti. Si direbbe che nasce in quell’occasione la psichiatria come atto di liberazione. Ma da cosa veramente libera Pinel? «Da un bel nulla», dirà più avanti il filosofo Michel Foucault


Michel Foucault   storico e filosofo francese tra i grandi pensatori del XX secolo. 
Il tema centrale del suo  pensiero è la conoscenza.  Ad essa Foucault  lega la storia stessa della cultura dell'occidente. L’uso che della conoscenza ne fa la Chiesa o la scienza   determina la struttura della società. La storia e’ dunque il risultato di momenti di grave crisi delle "verità" seguiti da periodi di relativa stabilità in cui una serie di "discorsi" domina su altri. I  lavori di Foucault si concentrano sullo studio delle grandi organizzazioni sociali: prigioni, ospedali, e scuole, contenitori  e luoghi discriminatori del “sapere”.


Le critiche di Foucault a Freud
“Freud ha demistificato tutte le altre strutture dell’asilo: ha abolito il silenzio e lo sguardo, ha cancellato l’autoriconoscersi della follia, (...) ha fatto tacere le istanze della condanna. Ma in compenso ha sfruttato la struttura che avvolge il personaggio medico; ha ingrandito le sue virtù di taumaturgo, preparando uno statuto quasi divino alla sua onnipotenza. Ne ha fatto lo Sguardo assoluto, il Silenzio puro, il Giudice che punisce e ricompensa in un giudizio che non accondiscende neppure al linguaggio; ne ha fatto lo specchio in cui la follia, in un movimento quasi immobile, si innamora e si disinnamora di se stessa. (...) Ha liberato il malato da quell’esistenza nell’asilo alla quale l’avevano condannato i suoi liberatori (Tuke e Pinel); ma non l’ ha liberato da ciò che c’era d’essenziale in quell’esistenza; ne ha raggruppato i poteri e li ha tesi al massimo, annodandoli tra le mani del medico; ha determinato la situazione psicoanalitica, in cui, per un corto circuito geniale, l’alienazione sconfigge l’alienazione, inquantoché nel medico essa diventa soggetto. Il medico, come figura alienante, resta la chiave della psicoanalisi”.
Michel Foucault, Storia della follia nell'età classica


Michel Foucault e il potere
“Di modo che è assai difficile liberarsi dal potere, dato che, se il potere non avesse altra funzione che di escludere, di impedire o di punire, come un super-io freudiano, sarebbe sufficiente una presa di coscienza per sopprimere i suoi effetti o anche per sovvertirlo. Penso che il potere non si accontenti di funzionare come un super-io freudiano. Non si limita a reprimere, a limitare l’accesso alla realtà, a impedire la formulazione di un discorso: il potere lavora il corpo, penetra il comportamento, si mescola al desiderio e al piacere, ed è in questo lavoro che bisogna sorprenderlo, e questa analisi, che è difficile, è quella che va fatta
Michel Foucault, Asili. Sessualità. Prigioni., in Archivio Foucault-2. 1971-1977


"In una psichiatria figlia della Rivoluzione francese, lo psichiatra Philippe Pinel inizia a distinguere la malattia dalla colpa, la cura dalla punizione, i malati dai delinquenti. Si direbbe che nasce in quell’occasione la psichiatria come atto di liberazione. Ma da cosa veramente libera Pinel? «Da un bel nulla», dirà più avanti il filosofo Michel Foucault."
da "Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e il ruolo dell'informazione" di Anita Eusebi



“Forse, un giorno, non sapremo più esattamente che cosa ha potuto essere la follia.” … Resterà soltanto un enigma di questa Esteriorità. Quale era dunque, ci si domanderà, questa strana delimitazione che è stata alla ribalta dal profondo Medioevo sino al ventesimo secolo e forse oltre? Perché la cultura occidentale ha respinto dalla parte dei confini proprio ciò in cui avrebbe potuto benissimo riconoscersi, in cui di fatto si è essa stessa riconosciuta in modo obliquo? Perché ha affermato con chiarezza a partire dal XIX secolo, ma anche già dall’età classica, che la follia era la verità denudata dell’uomo, e tuttavia l’ha posta in uno spazio neutralizzato e pallido ove era come annullata?”
Michel Foucault, Storia della follia nell'età classica








sabato 3 maggio 2014

Durante una visita ad un Manicomio, un visitatore domandò al Direttore come facessero a stabilire se un paziente dovesse essere ricoverato. 'Vede', rispose il Direttore, 'riempiamo una vasca da bagno e quindi forniamo al paziente un cucchiaino da caffé, una tazza da tè ed un secchio e gli chiediamo di svuotarla.....' 'Ahhh capisco...' disse il visitatore. 'Una persona normale userebbe il secchio perchè è più grande...' 'No'. Disse il Direttore. 'Una persona normale toglierebbe il tappo! Preferisce un letto vicino alla finestra?'

Datemi un uomo sano di mente ed io lo curerò per voi...
Carl Gustav Jung



Durante una visita ad un Manicomio, un visitatore domandò al Direttore come facessero a stabilire se un paziente dovesse essere ricoverato.
'Vede', rispose il Direttore, 'riempiamo una vasca da bagno e quindi forniamo al paziente un cucchiaino da caffé, una tazza da tè ed un secchio e gli chiediamo di svuotarla.....'
'Ahhh capisco...' disse il visitatore. 'Una persona normale userebbe il secchio perchè è più grande...'
'No'. Disse il Direttore. 'Una persona normale toglierebbe il tappo! Preferisce un letto vicino alla
finestra?'



Machiavelli non diceva che il fine giustifica i mezzi? Il cucchiaio, la tazza,il secchio o il tappo sarebbero stati tutti mezzi validi, non si è parlato di limiti di tempo per svuotare la vasca. Non potrebbe essere una persona infinitamente paziente chi sceglierebbe il cucchiaio?Nietzsche diceva: è meglio essere folli per proprio conto che sani con le opinioni altrui. E con molta coerenza morì pazzo



Questo vuol dire che l'essere umano sceglie solo le vie indicate e raramente guarda oltre



Allora rintronato di un direttore formula meglio la domanda idiota! Le persone normali se gli dai tre alternative ne scelgono una perciò preparati il letto te accanto alla finestra!!!!!! Le alternative fornite sono tre. Quindi.....fra le tre alternative si sceglierebbe quella più fattibile!



È tendenzioso il quesito! Se gli strumenti indicati sono quelli, il "concorrente" di turno è indotto a ritenere di dover scegliere solo tra quelli! Diverso sarebbe stato se, con il medesimo scenario (quindi vasca piena,secchio, cucchiaino e caffè sul bordo) il direttore avesse detto: "come ritiene di dover svuotare questa vasca?" . Morale della favola: la tendenziosità è finalizzata a riempire il Manicomio e fare più soldi! 



Io invece avrei usato il cucchiaino per riempire la tazza, ogni tazza piena la svuotavo nel secchio, che a sua volta appena riempito lo risvuotavo nella vasca per non buttare l'acqua terra e bagnare il pavimento



E' solo questione di tempo ! Anche con il cucchiaino puoi svuotarla! Non aveva mica chiesto di svuotarla nella maniera più rapida! In merito al termine "persona normale" potremmo parlarne per giorni.....



Io, che sono ciciotella, avrei sfruttato il principio di Archimede ...e nella vasca mi ci sarei infilata dentro...ovviamente sarei diventata il direttore della struttura.



Resta per inteso che fornendo degli strumenti atti allo svuotamento, l'utilizzo del tappo sia automaticamente escluso...



Come quel matto che disegna un cerchio per terra e ci salta dentro... Il dottore gli si avvicina e gli chiede:"Che fai?" e quello: "Faccio un salto in centro, ti serve qualcosa?"



Bell'esempio di come la psichiatria generi sè stessa: a casa propria ognuno avrebbe tolto il tappo.



Ho lavorato in un centro psichiatrico e all'inizio mi chiedevo cosa ci facessero li dentro certe persone...e mi sono fatta tante domande anche sulla mia esistenza.???? Sono d'accordo il confine è sottilissimo...


Concetto chiave delle tecniche di persuasione. ..la costruzione della proposizione è volutamente fuorviante....tipico della pubblicità più ragionata. ..



Sembra una metafora della politica italiana. Forza Italia ha sempre scelto il cucchiaino, il PD la tazza e la sinistra "vera", se avesse potuto, avrebbe usato il secchio. mai che si possa votare per qualcuno sano di mente che abbia il coraggio di levare il tappo una volta per tutte...



E normale che tutti dicano il secchio, perché prima di vedere la foto già state pensando di svuotarla con il secchio, il cervello ci fotte.







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