Visualizzazione post con etichetta Omologazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Omologazione. Mostra tutti i post

domenica 15 marzo 2015

Černyševskij. La bellezza, come l'ingegno, come ogni altra dote, viene apprezzata dalla maggioranza alla stregua dell'opinione pubblica. Il giudizio proprio è un sospetto; quello degli altri costituisce un diploma.



La bellezza, come l'ingegno, come ogni altra dote, viene apprezzata dalla maggioranza alla stregua dell'opinione pubblica. Il giudizio proprio è un sospetto; quello degli altri costituisce un diploma.
Nikolaj Gavrilovič Černyševskij 



lunedì 2 marzo 2015

Max Horkheimer. "Eclisse della ragione". Il principio di maggioranza [...] è diventato la forza sovrana davanti alla quale il pensiero deve inchinarsi. È il nuovo dio, ma non nel senso in cui gli araldi delle grandi rivoluzioni lo concepivano – cioè come una forza di opposizione all'ingiustizia esistente – bensì come una forza di opposizione a tutto ciò che non si uniforma.


Il principio di maggioranza [...] è diventato la forza sovrana davanti alla quale il pensiero deve inchinarsi. È il nuovo dio, ma non nel senso in cui gli araldi delle grandi rivoluzioni lo concepivano – cioè come una forza di opposizione all'ingiustizia esistente – bensì come una forza di opposizione a tutto ciò che non si uniforma.
Max Horkheimer, "Eclisse della ragione"


«Vista in sezione, la struttura sociale del presente dovrebbe configurarsi all'incirca così.
Su in alto i grandi magnati dei trust dei diversi gruppi di potere capitalistici che però sono in lotta tra loro; sotto di essi i magnati minori, i grandi proprietari terrieri e tutto lo staff dei collaboratori importanti; sotto di essi – suddivise in singoli strati – le masse dei liberi professionisti e degli impiegati di grado inferiore, della manovalanza politica, dei militari e dei professori, degli ingegneri e dei capufficio fino alle dattilografe; ancora più giù i residui delle piccole esistenze autonome, gli artigiani, i bottegai, i contadini e tutti gli altri, poi il proletariato, dagli strati operai qualificati meglio retribuiti, passando attraverso i manovali fino ad arrivare ai disoccupati cronici, ai poveri, ai vecchi e ai malati. Solo sotto tutto questo comincia quello che è il vero e proprio fondamento della miseria, sul quale si innalza questa costruzione, giacché finora abbiamo parlato solo dei paesi capitalistici sviluppati, e tutta la loro vita è sorretta dall'orribile apparato di sfruttamento che funziona nei territori semi-coloniali e coloniali, ossia in quella che è di gran lunga la parte più grande del mondo. Larghi territori dei Balcani sono una camera di tortura, in India, in Cina, in Africa la miseria di massa supera ogni immaginazione. Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra, andrebbe poi rappresentata l'indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l'inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali... Questo edificio, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato.»
Max Horkheimer, citato in Lorenzo Guadagnucci, Restiamo animali, Terre di mezzo, 2012.



giovedì 19 febbraio 2015

Luciano Bianciardi. La Vita Agra. È aumentata la produzione lorda e netta, il reddito nazionale cumulativo e pro capite, l'occupazione assoluta e relativa, il numero dello auto in circolazione e degli elettrodomestici in funzione, la tariffa delle ragazze squillo, la paga oraria, il biglietto del tram e il totale dei circolanti su detto mezzo, il consumo del pollame, il tasso di sconto, l'età media, la statura media, la valetudinarietà media, la produttività media e la media oraria al giro d'Italia. Tutto quello che c'è di medio è aumentato, dicono contenti. e quelli che lo negano propongono però anche loro di fare aumentare, e non a chiacchiere, le medie; il prelievo fiscale medio, la scuola media e i ceti medi. Faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l'automobile l'avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l'asciugacapelli, il bidet e l'acqua calda. A tutti. Purché tutti lavorino, purché siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l'un con l'altro dalla mattina alla sera. io mi oppongo.

È aumentata la produzione lorda e netta, il reddito nazionale cumulativo e pro capite, l'occupazione assoluta e relativa, il numero dello auto in circolazione e degli elettrodomestici in funzione, la tariffa delle ragazze squillo, la paga oraria, il biglietto del tram e il totale dei circolanti su detto mezzo, il consumo del pollame, il tasso di sconto, l'età media, la statura media, la valetudinarietà media, la produttività media e la media oraria al giro d'Italia.
Tutto quello che c'è di medio è aumentato, dicono contenti. e quelli che lo negano propongono però anche loro di fare aumentare, e non a chiacchiere, le medie; il prelievo fiscale medio, la scuola media e i ceti medi. Faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l'automobile l'avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l'asciugacapelli, il bidet e l'acqua calda.
A tutti. Purché tutti lavorino, purché siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l'un con l'altro dalla mattina alla sera.
io mi oppongo.
Luciano Bianciardi, La Vita Agra


giovedì 21 agosto 2014

Ernest Hello. L'uomo. L'uomo mediocre non avverte né la grandezza, né la miseria, né l'Essere, né il nulla; non è né estasiato né decaduto: resta sul penultimo gradino della scala, incapace di salire e troppo pigro per scendere. Nei suoi giudizi come nelle sue azioni, sostituisce la convenzione alla realtà, approva ciò che trova posto nel suo casellario, condanna ciò che sfugge alle denominazione e alle categorie che conosce, teme la meraviglia e, non avvicinandosi mai al mistero terribile della vita, evita le montagne e gli abissi lungo i quali essa accompagna i propri amici. L'uomo geniale è superiore a ciò che compie: il suo pensiero è superiore alla sua opera. Il mediocre è inferiore a ciò che compie; la sua opera non è la realizzazione di un'idea, è un lavoro eseguito secondo certe regole. L'uomo di genio lascia sempre incompiuta la sua opera; l'uomo mediocre è pieno della propria, pieno di se stesso, pieno di niente, pieno di vuoto, pieno di vanità. Quest'odioso personaggio sta interamente in queste due parole: freddezza e vanità!



L'uomo mediocre non avverte né la grandezza, né la miseria, né l'Essere, né il nulla; non è né estasiato né decaduto: resta sul penultimo gradino della scala, incapace di salire e troppo pigro per scendere. Nei suoi giudizi come nelle sue azioni, sostituisce la convenzione alla realtà, approva ciò che trova posto nel suo casellario, condanna ciò che sfugge alle denominazione e alle categorie che conosce, teme la meraviglia e, non avvicinandosi mai al mistero terribile della vita, evita le montagne e gli abissi lungo i quali essa accompagna i propri amici. L'uomo geniale è superiore a ciò che compie: il suo pensiero è superiore alla sua opera. Il mediocre è inferiore a ciò che compie; la sua opera non è la realizzazione di un'idea, è un lavoro eseguito secondo certe regole. L'uomo di genio lascia sempre incompiuta la sua opera; l'uomo mediocre è pieno della propria, pieno di se stesso, pieno di niente, pieno di vuoto, pieno di vanità. Quest'odioso personaggio sta interamente in queste due parole: freddezza e vanità!
Ernest Hello, da "L'uomo"





Purtroppo la mediocrità, così come definita dall'autore, è la cifra della stragrande maggioranza degli individui. 




lo amava molto Carmelo Bene, attraverso il quale lo conobbi...





giovedì 7 agosto 2014

William Atkinson. Suggestione e Autosuggestione. L'uomo è un animale imitativo. La facoltà di imitazione, che rappresenta una parte così importante nella vita dei nostri cugini, le scimmie, è molto pronunciata anche nella razza umana. Molte delle persone che si offenderebbero a un simile paragone, provano un desiderio costante di imitare e seguire le azioni, i pensieri e l'aspetto di coloro che li circondano. Una spiccata individualità è molto più rara di quello che generalmente si crede. Infatti, chi mostra di avere un gusto e un modo di agire individuale, viene considerato dalla maggioranza un "eccentrico" che si evita perchè "fuori dell'ordinario", a meno che non sia abbastanza forte da imporre le sue idee alla folla, che finirà per imitarlo. Viviamo in un'era di imitazione, malgrado la nostra pretesa d'individualità. La società attuale richiede che si indossi lo stesso tipo di abito, che si adotti lo stesso cappello, lo stesso modo di portare i capelli e l'identico colore della cravatta, se non si vuole essere considerati degli "eccentrici". Le idee, come gli abiti, hanno la loro moda. Filosofie, teorie, scuole di pensiero e sistemi religiosi, vengono accettati perchè sono di moda. Perfino i nostri pensieri e le nostre opinioni sono, in gran parte, il risultato dei pensieri e delle opinioni altrui che noi accettiamo.



"L'uomo è un animale imitativo. La facoltà di imitazione, che rappresenta una parte così importante nella vita dei nostri cugini, le scimmie, è molto pronunciata anche nella razza umana. Molte delle persone che si offenderebbero a un simile paragone, provano un desiderio costante di imitare e seguire le azioni, i pensieri e l'aspetto di coloro che li circondano. Una spiccata individualità è molto più rara di quello che generalmente si crede. Infatti, chi mostra di avere un gusto e un modo di agire individuale, viene considerato dalla maggioranza un "eccentrico" che si evita perchè "fuori dell'ordinario", a meno che non sia abbastanza forte da imporre le sue idee alla folla, che finirà per imitarlo. Viviamo in un'era di imitazione, malgrado la nostra pretesa d'individualità. La società attuale richiede che si indossi lo stesso tipo di abito, che si adotti lo stesso cappello, lo stesso modo di portare i capelli e l'identico colore della cravatta, se non si vuole essere considerati degli "eccentrici". Le idee, come gli abiti, hanno la loro moda. Filosofie, teorie, scuole di pensiero e sistemi religiosi, vengono accettati perchè sono di moda. Perfino i nostri pensieri e le nostre opinioni sono, in gran parte, il risultato dei pensieri e delle opinioni altrui che noi accettiamo."
William Atkinson, Suggestione e Autosuggestione


"Vi è un "Qualche cosa interiormente" in tutti noi, che è il Re e il Signore di qualsiasi altra parte del nostro essere. Che questo "Qualche cosa interiore" sia denominato anima, volontà, ego, o in altri modi, non cambia il fatto che questa parte del Sè è il Sovrano e il Dominatore. A seconda della misura della manifestazione del potere di questo Sovrano, corrisponde il grado dell'Individualità. La maggioranza non sa di possedere questo Sè Sovrano e così cede senza resistenza all'ambiente e alle influenze esterne. Quando questo Sè Sovrano sale sul suo trono mentale, affermando il proprio diritto e il proprio potere di governo, l'uomo diventa padrone di se stesso, invece di essere uno schiavo delle circostanze, dell'ambiente o delle influenze altrui."
William Atkinson


venerdì 25 luglio 2014

mercoledì 9 luglio 2014

giovedì 29 maggio 2014

Burhanuddin Herrmann. Tutti voi indossate abiti e scarpe di marca come se foste i rappresentanti di queste compagnie. Questa è la vostra forma, la vostra religione. Avete uno stile di vita inconsapevole, creato dalla tv, dalla pubblicità. Pensate di essere liberi e in grado di decidere liberamente ma siete gli esseri più manipolati del mondo. La scelta del vostro vestito è la scelta di uno schiavo. Quello che compare sulle riviste è lo standard della moda dell'anno, lo seguite e siete così manipolati che arrivate perfino al punto di dire che vi vestite così perchè vi piace. Siete forzati dai vostri desideri, dalle vostre immagini. E la pubblicità funziona con desideri e immagini, è per questo che avete tutti lo stesso aspetto.

"Tutti voi indossate abiti e scarpe di marca come se foste i rappresentanti di queste compagnie. Questa è la vostra forma, la vostra religione. Avete uno stile di vita inconsapevole, creato dalla tv, dalla pubblicità. Pensate di essere liberi e in grado di decidere liberamente ma siete gli esseri più manipolati del mondo. La scelta del vostro vestito è la scelta di uno schiavo. Quello che compare sulle riviste è lo standard della moda dell'anno, lo seguite e siete così manipolati che arrivate perfino al punto di dire che vi vestite così perchè vi piace. Siete forzati dai vostri desideri, dalle vostre immagini. E la pubblicità funziona con desideri e immagini, è per questo che avete tutti lo stesso aspetto."
Burhanuddin Herrmann


"Le forze esterne ti ingannano, ti manipolano. Ciò in cui credi è un prodotto elaborato ad arte. In parte l'hai creato tu, in parte i tuoi genitori e la società in cui vivi. La sola cosa che ci serve è l'autenticità: dobbiamo vedere le cose per quello che sono. Perchè è così difficile dire la verità, vivere la verità? Per le conseguenze. Se inizi ad essere vero, a vivere nella verità, tutti i tuoi giochetti che hai fatto finora devono finire. La mente può adattarsi ai compromessi, il cuore no. Può darsi che tu viva rettamente, però non vivi nella verità. Se trovi il coraggio di seguire ciò che è vero per te, forse perdi il tuo lavoro, forse resti da solo o finisci sotto un ponte. Ma una cosa ti succede di sicuro: raggiungi la pace del cuore. La verità è oltre la concezione umana del bene e del male; è il nome più alto del divino: da lì ogni cosa si manifesta."
Burhanuddin Herrmann





venerdì 16 maggio 2014

Guido Viale. Lavoro e riconversione ecologica. Ma chi giudica del merito? La gerarchia preesistente: il capo, il manager, il padrone, la banca, il partito,l ’amministrazione, ecc. Una gerarchia che non può per definizione essere stata costruita in base al merito: la gerarchia precede il giudizio sul merito. Per questo l’ideologia del merito è in realtà un meccanismo di promozione del servilismo e dell’accondiscendenza: va avanti, o non resta indietro, chi si conforma maggiormente alle pretese della gerarchia


"Ma chi giudica del merito? La gerarchia preesistente: il capo, il manager, il padrone, la banca, il partito,l ’amministrazione, ecc. Una gerarchia che non può per definizione essere stata costruita in base al merito: la gerarchia precede il giudizio sul merito.
Per questo l’ideologia del merito è in realtà un meccanismo di promozione del servilismo e dell’accondiscendenza: va avanti, o non resta indietro, chi si conforma maggiormente alle pretese della gerarchia ((...))"
Guido Viale, Lavoro e riconversione ecologia, 16 maggio - Fonte: brianzaxtsipras



martedì 18 marzo 2014

Nicolai Lilin. Educazione Siberiana. Non esiste niente a questo mondo che non possa essere condiviso in modo da accontentare tutti. Chi vuole troppo è un pazzo, perché un uomo non può possedere più di quello che il suo cuore riesce ad amare.

Mamma Siberia, proteggimi dalla morte
Nicolai Lilin, Educazione Siberiana


«Ma ricordati, dobbiamo avere rispetto per tutte le creature viventi eccetto che per la polizia, la gente che lavora nel governo, i banchieri, gli usurai e tutti quelli che hanno IL POTERE DEL DENARO e sfruttano le persone semplici. Rubare a queste persone è permesso. »
Nicolai Lilin, Educazione Siberiana (Nonno Kuzja)



Ma la Chiesa e la religione non dovevano mai essere considerati una struttura.
Mio nonno diceva che Dio non aveva creato i preti, ma solamente uomini liberi, e che comunque esistono anche preti buoni: in quel caso non è peccato andare nei luoghi dove loro svolgono la loro attività, ma è senz'altro peccato pensare che davanti a Dio i preti abbiano più potere di altri uomini.
Nicolai Lilin, Educazione Siberiana


[...] avevano siglato delle tregue tra di loro, per vivere in pace e guadagnarci tutti quanti, facendo così prosperare l'intera comunità. Se da qualche parte della Russia due poteri criminali si scontravano su una certa questione, lui si metteva in viaggio, e usando la propria autorevolezza costringeva la gente a a dialogare, a trovare le vie per una soluzione pacifica.
Quando gli facevo domande su questo suo ruolo di "uomo di pace", mi rispondeva che la guerra la fa chi non segue i principi veri, chi non ha dignità. Perchè non esiste niente a questo mondo che non possa essere condiviso in modo da accontentare tutti. "Chi vuole troppo è un pazzo, perchè un uomo non può possedere più di quello che il suo cuore riesce ad amare. Tutti vogliono fare affari, vedere le loro famiglie felici e far crescere i propri figli nel bene e nella pace: questo è giusto [...]
Nicolai Lilin, Educazione Siberiana (nonno kuzja)


Non esiste niente a questo mondo che non possa essere condiviso in modo da accontentare tutti.
Chi vuole troppo è un pazzo, perché un uomo non può possedere più di quello che il suo cuore riesce ad amare.
Nicolai Lilin


I tatuaggi bisogna «soffrirli».
Dopo aver vissuto qualcosa di particolare,
lo si racconta tramite il tatuaggio come in una specie di diario.
Nicolai Lilin, Educazione Siberiana

Un tatuaggio non è semplicemente un disegno.
Vedi, un tatuatore è come un confessore.
Lui scrive la storia di un uomo sul suo corpo.
Le vite dell'uomo possono sembrare tutte simili.
Si nasce, si cresce, ci s'innamora, si fanno figli, si lavora, si muore.
Alcuni si godono la vita, altri no. Ma noi Siberiani, Kolìma, la combattiamo.
Nicolai Lilin, Educazione Siberiana


- Guarda gli animali, secondo te loro ne sanno qualcosa della felicità?
- Beh, penso che anche gli animali ogni tanto si sentono tristi o felici,
solo che non riescono a esprimere i loro sentimenti..- ho risposto io.
Lui mi ha guardato in silenzio e poi ha detto:
- E lo sai perché Dio ha dato all’uomo una vita più lunga di quella degli animali?
- No, non ci ho mai pensato..
- Perché gli animali vivono seguendo il loro istinto e non fanno sbagli.
L’uomo vive seguendo la ragione,
quindi ha bisogno di una parte della vita per fare sbagli,
un’altra per poterli capire,
e una terza per cercare di vivere senza sbagliare.
Nicolai Lilin, Educazione Siberiana.



Quella fiaba parlava di un branco di lupi che erano messi un po’ male perché non mangiavano da parecchio tempo, insomma attraversavano un brutto periodo. Il vecchio lupo capo branco però tranquillizzava tutti, chiedeva ai suoi compagni di avere pazienza e aspettare, tanto prima o poi sarebbero passati branchi di cinghiali o di cervi, e loro avrebbero fatto una caccia ricca e si sarebbero finalmente riempiti la pancia. Un lupo giovane, però, che non aveva nessuna voglia di aspettare, si mise a cercare una soluzione rapida al problema. Decise di uscire dal bosco e di andare a chiedere il cibo agli uomini. Il vecchio lupo provò a fermarlo, disse che se lui fosse andato a prendere il cibo dagli uomini sarebbe cambiato e non sarebbe più stato un lupo. Il giovane lupo non lo prese sul serio, rispose con cattiveria che per riempire lo stomaco non serviva a niente seguire regole precise, l'importante era riempirlo. Detto questo, se ne andò verso il villaggio.
Gli uomini lo nutrirono coi loro avanzi, e ogni volta che il giovane lupo si riempiva lo stomaco pensava di tornare nel bosco per unirsi agli altri, però poi lo prendeva il sonno e lui rimandava ogni volta il ritorno, finché non dimenticò completamente la vita di branco, il piacere della caccia, l'emozione di dividere la preda con i compagni.
Cominciò ad andare a caccia con gli uomini, ad aiutare loro anziché i lupi con cui era nato e cresciuto. Un giorno, durante la caccia, un uomo sparò a un vecchio lupo che cadde a terra ferito.
Il giovane lupo corse verso di lui per portarlo al suo padrone, e mentre cercava di prenderlo con i denti si accorse che era il vecchio capo branco. Si vergognò, non sapeva cosa dirgli.
Fu il vecchio lupo a riempire quel silenzio con le sue ultime parole:
“Ho vissuto la mia vita come un lupo degno, ho cacciato molto e ho diviso con i miei fratelli tante prede, così adesso sto morendo felice. Invece tu vivrai la tua vita nella vergogna, da solo, in un mondo a cui non appartieni, perché hai rifiutato la dignità di lupo libero per avere la pancia piena. Sei diventato indegno. Ovunque andrai, tutti ti tratteranno con disprezzo, non appartieni né al mondo dei lupi né a quello degli uomini. Così capirai che la fame viene e passa, ma la dignità una volta persa non torna più.
Nicolai Lilin, Educazione Siberiana




L’inferno sembrava non avere una fine, e il branco moriva di fame. Il capobranco, il più vecchio di tutti, procedeva in testa e rassicurava i giovani, dicendogli che presto sarebbe arrivata la primavera. Ma, a un certo punto, un giovane lupo decise di fermarsi. Disse che ne aveva abbastanza del freddo e della fame e che sarebbe andato a stare con gli uomini. Perché la cosa importante era di restare vivo. Così, il giovane, si fece catturare e col passare del tempo, dimenticò di essere mai stato un lupo. Un giorno, di molti anni dopo, mentre accompagnava il suo padrone a caccia, lui corse servile a raccogliere la preda. Ma, si rese conto che la preda era il vecchio capobranco. Divenne muto per la vergogna, ma il vecchio lupo parlò e gli disse così: "Io muoio felice perché ho vissuto la mia vita da lupo, tu invece, non appartieni più al mondo dei lupi e non appartieni al mondo degli uomini". La fame viene e scompare, ma la dignità, una volta persa, non torna mai più.
John Malkovich “Educazione siberiana” film di Gabriele Salvatores





martedì 21 gennaio 2014

Marcello Bernardi. L'adattamento al sistema e alle sue leggi, e l'abbiamo visto a proposito dell'aggressività distruttiva, è probabilmente la causa della malattia sociale che devasta il nostro mondo. Adattamento è rinuncia alla critica, è rassegnazione al tipo di esistenza voluto dal sistema dominante, è disponibilità all'obbedienza in tutte le circostanze e senza riserve, è negazione di ogni possibile miglioramento della condizione umana e soprattutto negazione di se stessi come persone autonome e indipendenti. Cioè esattamente il contrario di ciò che l'educazione si pone come obiettivo principale, se non unico. Credo che l'educazione stia nel far in modo che gli altri possano costruire il mondo che vogliono

L'adattamento al sistema e alle sue leggi, e l'abbiamo visto a proposito dell'aggressività distruttiva, è probabilmente la causa della malattia sociale che devasta il nostro mondo.
Adattamento è rinuncia alla critica, è rassegnazione al tipo di esistenza voluto dal sistema dominante, è disponibilità all'obbedienza in tutte le circostanze e senza riserve, è negazione di ogni possibile miglioramento della condizione umana e soprattutto negazione di se stessi come persone autonome e indipendenti. Cioè esattamente il contrario di ciò che l'educazione si pone come obiettivo principale, se non unico. 
Credo che l'educazione stia nel far in modo che gli altri possano costruire il mondo che vogliono
Marcello Bernardi


L'educazione dovrebbe essere un processo istintivo-naturale e non costruito su misura
Di conseguenza anche i genitori poco fiduciosi nel sistema scolastico senza accorgersene impongono ai figli un'educazione dello stesso stampo, cambia solo la faccia della stessa medaglia. Con questo non si vuole dire che anche chi cerca in tutti i modi di astenersi dall'adattamento combatta una battaglia persa,ma significa che, bene o male, tutti noi che cerchiamo di non adattarci subiamo comunque influssi negativi fin dalla nascita, in famiglia e nella società. Questo perchè l'adattamento in questo tipo di società contemporanea viene messo in atto a partire dalla tenerissima età, è come un gene del nostro DNA...possiamo assopirlo, ma non scomparirà mai del tutto fin quando non scomparirà il corpo madre, ovvero l'adattamento massificato su larga scala, del quale il sistema della scuola ne costituisce le fondamenta.




lunedì 22 luglio 2013

Heisenberg. PROCESSO STORICO CHE TENDE VERSO UN’UNIFICAZIONE ED UN AMPLIAMENTO DEL NOSTRO MONDO ATTUALE. Questo processo dovrebbe di per sé condurre ad una diminuzione di quelle tensioni culturali e politiche che costituiscono il grande pericolo del nostro tempo. MA ESSO È ACCOMPAGNATO DA UN ALTRO PROCESSO CHE AGISCE NELLA DIREZIONE OPPOSTA


Werner Heisenberg, nome che molti di voi avranno sentito nominare nella serie tv Breaking Bad, è considerato uno dei padri della meccanica quantistica, per il cui sviluppo ricevette il Nobel nel 1932.
Come caratteristica fondamentale, la meccanica quantistica descrive la radiazione e la materia sia come fenomeno ondulatorio che come entità particellare, al contrario della meccanica classica, dove per esempio la luce è descritta solo come un'onda o l'elettrone solo come una particella.
La relazione fra natura ondulatoria e corpuscolare delle particelle e della radiazione è riscontrabile nel famoso principio di indeterminazione di Heisenberg.
https://it.wikipedia.org/wiki/Meccanica_quantistica
IL CROLLO DELLA VISIONE "CLASSICA" DEL MONDO
"Ricordo discussioni con Bohr che si protraevano per molte ore fino a notte fonda e si concludevano quasi con un senso di disperazione. Quando, alla fine della discussione, me ne andavo da solo a passeggiare per il parco continuavo a ripetermi la domanda: "é possibile che la natura sia così assurda come ci appare in questi esperimenti con gli atomi?"
Werner Heisenberg
G. Carlo Ghirardi - "Un'occhiata alle carte di Dio"



L'universo non è fatto da cose, ma da reti di energia vibratoria che emergono da qualcosa di ancora più profondo e sottile
Werner Heisenberg


Il mondo appare così come un complicato tessuto di eventi, in cui diverse specie di connessioni, si alternano, si sovrappongono, e si combinano, determinando la struttura del tutto..
Werner Heisenberg


"La filosofia di Kant attrasse l'attenzione sul fatto che i concetti di spazio e di tempo appartengono alla nostra relazione con la natura, non alla natura stessa."
Werner Heisenberg, "Fisica e Filosofia"


Alcuni fisici preferirebbero tornare all'idea di un mondo reale ed oggettivo, le cui parti più piccole esistono oggettivamente così come esistono le pietre e gli alberi indipendentemente dal fatto se li osserviamo oppure no. Questo, tuttavia, è impossibile
Werner Heisenberg, premio Nobel per la fisica 1932 e uno dei padri della fisica quantistica, che morì il 1° febbraio 1976




Riccardo Manenti

Il principio di indeterminazione di Heisenberg stabilisce che non sia possibile rivelare con arbitraria precisione due osservabili complementari (come posizione e velocità) di un sistema fisico.
Questo principio ha ripercussioni interessanti;
ad esempio l'elio non solidifica mai, nemmeno a bassissime temperature (a meno che non si applichino altissime pressioni). Il principio di indeterminazione di Heisenberg non ha nulla a che fare con la natura corposculare-ondulatoria della luce o di altre particelle. Tale corrispondenza è invece più palese nella relazione di de Broglie.
[...] di solito si dice che l'effetto fotoelettrico mostri la natura corpuscolare della luce.
Diversi anni dopo pero' ho scoperto che Scully e Lamb (nobel in Fisica) riuscirono a spiegare l'effetto fotoelettrico senza dover tener conto della natura corpuscolare della luce (vedi: Lamb, Scully, The photoelectric effect without photons 1968).



[...]  in realtà il comportamento del fotone è univoco: il fatto che tu abbia indeterminazione sulla misura non implica necessariamente che il fotone sia in sé indeterminato. e in più credo abbia anche voluto dire che, considerare che il fotone (così come le altre particelle subatomiche) sia in sé indeterminato, e accettare, quindi, come dogma il principio di heisenberg, sia di grossissimo intralcio per le probabili future scoperte :)
[...] tu dici che il fotone sia "particella" e "onda" contemporaneamente ma sia "particella" che "onda" non esistono, sono modelli perfetti (matematici) di cose che in realtà hanno un'essenza che potrebbe discostare dal modello che per definizione è un'approssimazione... ora, visto che questa essenza mai potrà essere compresa perché la realtà è sempre inevitabilmente filtrata dalla tua percezione, ma visto anche che è poco significativo dire "il fotone può comportarsi o da particella o da onda" poiché è impossibile stabilire quando si comporterà in un modo e quando in un altro (e quindi, da questo punto di vista, l'assunto "il fotone può comportarsi o da particella o da onda ma è impossibile stabilire quando si comporterà in un modo e quando in un altro" limita solamente il mio modo di vedere le cose senza essere in nessun modo produttivo, o almeno non essendolo più, visto che adesso i nostri obiettivi mirano più in alto che alla semplice descrizione della realtà attraverso una "teoria quantistica" che, per carità, è una delle più valide e coerenti, ma ancora poco è applicabile ai problemi reali del quotidiano), perché non tentare di bypassare questo "dogma" e cercare altrove un modello univoco che la descriva?




In questa presentazione avrete modo di comprendere, abbastanza approfonditamente:
Il Principio di Indeterminazione di Heisenberg;
L'Effetto Compton;
Il Principio di Complementarità di Bohr;
Il Criterio di Realtà (o di Esistenza) di Einstein, Podolsky e Rosen;
La Non-Spazialità (o Non-Località) delle misteriose entità quantistiche, di natura microscopica

http://youtu.be/nN3BWe4LanQ



Werner Heisenberg. Intensificarsi del processo unificatorio. 
Si può affermare che la fisica moderna costituisce una parte - assai caratteristica - d’un generale PROCESSO STORICO CHE TENDE VERSO UN’UNIFICAZIONE ED UN AMPLIAMENTO DEL NOSTRO MONDO ATTUALE. Questo processo dovrebbe di per sé condurre ad una diminuzione di quelle tensioni culturali e politiche che costituiscono il grande pericolo del nostro tempo. MA ESSO È ACCOMPAGNATO DA UN ALTRO PROCESSO CHE AGISCE NELLA DIREZIONE OPPOSTA. Il fatto che grandi masse di gente acquistino coscienza di questo processo di unificazione si traduce in un incitamento a tutte le forze delle comunità culturali esistenti ad assicurarsi per i loro valori tradizionali la parte piú larga possibile nello stato finale dell’unificazione. Queste tensioni aumentano e i due processi in competizione sono cosí strettamente legati l’uno all’altro che OGNI INTENSIFICARSI DEL PROCESSO UNIFICATORIO – PER MEZZO, AD ESEMPIO, DEL NUOVO PROGRESSO TECNICO – INTENSIFICA ANCHE LA LOTTA PER LA CONQUISTA DELLA POSIZIONE FINALE E CONTRIBUISCE QUINDI ALL’INSTABILITÀ DELLO STATO TRANSITORIO. Può essere che la fisica moderna svolga solo un ruolo modesto in questo pericoloso processo di unificazione. Ma essa contribuisce, in due punti decisivi, a MANTENERE A QUESTO SVILUPPO IL CARATTERE DI UNA PACIFICA EVOLUZIONE. Primo, essa mostra quale disastro sarebbe in tale processo l’uso delle armi; secondo, attraverso la sua APERTURA VERSO OGNI GENERE DI IDEOLOGIA essa fa sorgere la SPERANZA CHE NEL FINALE STATO D’UNIFICAZIONE MOLTE, DIVERSE TRADIZIONI CULTURALI POSSONO CONVIVERE E POSSONO FONDERSI INSIEME COMPORTAMENTI UMANI DIVERSI IN UN NUOVO TIPO D’EQUILIBRIO FRA PENSIERO E PRASSI, FRA ATTIVITÀ E MEDITAZIONE.”
WERNER HEISENBERG (1901 - 1976), “Fisica e filosofia. La rivoluzione scientifica moderna” [I capitoli che compongo il libro sono stati letti alle ‘Gifford Lectures’ nel trimestre invernale, 1955 – 1956, St. Andrew University, St. Andrew, Scozia], introduzione di F.S.C. Northrop, trad. di Giulio Gnoli, Il Saggiatore, Milano 1966 (I ed. 1961), ‘Il ruolo della fisica moderna nell’attuale sviluppo del pensiero umano’, p. 238.

“ One may perhaps state that modern physics is just one, but a very characteristic, part of a general historical process that tends toward a unification and a widening of our present world. This process would in itself lead to a diminution of those cultural and political tensions that create the great danger of our time. But it is accompanied by another process which acts in the opposite direction. The fact that great masses of people become conscious of this process of unification leads to an instigation of all forces in the existing cultural communities that try to ensure for their traditional values the largest possible role in the final state of unification. Thereby the tensions increase and the two competing processes are so closely linked with each other that every intensification of the unifying process —for instance, by means of new technical progress — intensifies also the struggle for influence in the final state, and thereby adds to the instability of the transient state. Modern physics plays perhaps only a small role in this dangerous process of unification. But it helps at two very decisive points to guide the development into a calmer kind of evolution. First, it shows that the use of arms in the process would be disastrous and, second, through its openness for all kinds of concepts it raises the hope that in the final state of unification many different cultural traditions may live together and may combine different human endeavors into a new kind of balance between thought and deed, between activity and meditation.”

WERNER HEISENBERG, “Physics and Philosophy. The Revolution in Modern Science” (I ed., Harper and Row, New York 1958), Introduction by Paul Davies (1989), Penguin Books, New York 2000, ‘The Role of Modern Physics in the Present Development of Human Thinking’, pp. 143 – 144.



sabato 20 luglio 2013

Einaudi. Non le lotte o le discussioni devono impaurire, ma la concordia ignava e l’unanimità dei consensi

La mente va a un altro Presidente. A Luigi Einaudi, un Presidente vero. 
Uno che tanti anni fa avvertiva:

“Non le lotte o le discussioni devono impaurire, ma la concordia ignava e l’unanimità dei consensi”

Luigi Einaudi

venerdì 11 gennaio 2013

Tatanka Mani. Sono venuto al mondo con la pelle color bronzo. Molti miei amici sono nati con la pelle gialla, nera o bianca. Ci sono fiori dai colori diversi ed ognuno di essi é bello



Sono venuto al mondo con la pelle color bronzo. Molti miei amici sono nati con la pelle gialla, nera o bianca. Ci sono fiori dai colori diversi ed ognuno di essi é bello. Io spero che i miei figli vivano in un mondo in cui tutti gli uomini, di ogni colore, vadano d'accordo e lavorino insieme, senza che la maggioranza cerchi di uniformare gli altri al proprio volere. 
Tatanka Mani, Bisonte che Cammina, capo Sioux



venerdì 21 settembre 2012

Christopher Lasch. La cultura del narcisismo. I mass media, col loro culto della celebrità e il relativo contorno di fascino e richiami sensazionali, hanno fatto dell'America un paese di fan, di spettatori. Dando corpo e sostanza ai sogni narcisistici di fama e gloria, incoraggiano l'uomo comune a identificarsi con gli idoli dello spettacolo e a odiare la "massa", moltiplicando le sue difficoltà ad accettare la banalità dell'esistenza quotidiana





I mass media, col loro culto della celebrità e il relativo contorno di fascino e richiami sensazionali, hanno fatto dell'America un paese di fan, di spettatori. Dando corpo e sostanza ai sogni narcisistici di fama e gloria, incoraggiano l'uomo comune a identificarsi con gli idoli dello spettacolo e a odiare la "massa", moltiplicando le sue difficoltà ad accettare la banalità dell'esistenza quotidiana.
Christopher Lasch . La cultura del narcisismo. 1979 

Elenco blog personale