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lunedì 31 ottobre 2016

No taxation without representation, Perchè i diritti indviduali sono essenziali per l’industrializzazione? Perché la Rivoluzione industriale si sviluppò proprio in Europa, e non altrove?

Perchè i diritti indviduali sono essenziali per l’industrializzazione?
Perché la Rivoluzione industriale si sviluppò proprio in Europa, 
e non altrove? 

Libertà, giustizia, tassazione.

Vera Zamagni, in Dalla Rivoluzione industriale all’integrazione europea (Il Mulino, 2000), ha messo in evidenza i requisiti strutturali che hanno permesso al continente europeo di compiere per primo il salto dell’industrializzazione.

Per capire perché la rivoluzione industriale si ebbe in Europa, è importante mettere a confronto – in un arco di tempo che va dal VII al XVIII sec – le tre società agricole più avanzate: la Cina, i paesi arabi e l’Europa.

I termini di paragone più importanti individuati da Zamagni sono tre: libertà, giustizia, tassazione.
Libertà: il volano dell’industrializzazione

Uno dei vantaggi dell’Europa preindustriale rispetto alle altre civiltà, fu proprio la maggiore tutela delle libertà individuali, con una pluralità di istituzioni politiche e culturali che permettevano il formarsi di un sapere critico e una notevole libertà di pensiero.

Per questo i paesi europei furono i primi a sviluppare il fondamentale concetto di libertà di impresa che – non senza alcune diffidenze iniziali – permise la nascita e lo sviluppo di un dinamico ceto mercantile.
Mentre il regime politico assolutistico della Cina e la tirannide araba soffocavano la libertà di pensiero e di azione, con pesanti conseguenze sullo sviluppo scientifico e tecnologico.

Giustizia e tassazione
Anche in questi campi, la differenza tra l’Europa e le altre civiltà di epoca moderna è significativa.
Mentre in Cina la giustizia era demandata all’arbitrio dell’imperatore, nell’impero arabo erano i vari potentati a farla padrone.

Fu Europa che si affermò progressivamente una giustizia impersonale e oggettiva, basata su codici che salvaguardavano principi fondamentali come quello della PROTEZIONE DEI DIRITTI DI PROPRIETA'.

Similmente, la tassazione cinese era pesante e imprevedibile, 
quella araba più leggera ma ugualmente imprevedibile.

In Europa si andò invece affermando il principio 
No taxation without representation, 
che impediva alla monarchia di imporre nuove tasse 
senza il consenso dei rappresentanti popolari.

Si tratta di conquiste ottenute progressivamente, e non sempre diffusesi omogeneamente in tutti i paesi europei. Non a caso, fu proprio il paese europeo più avanzato in materia di diritti individuali ad avvantaggiarsi rispetto agli altri: la Gran Bretagna.

In un processo che affonda le sue radici nel Medioevo, con la Magna Charta che – tra le altre cose – sancì anche il principio dell’habeas corpus.

Il confronto sulla tutela dei diritti individuali tra i paesi europei e le altre civiltà, chiarisce perchè in queste ultime non ci fossero i requisiti necessari per il processo di industrializzazione.

Si tratta quindi di prerequisiti che sono fondamentali per il decollo industriale e che, significativamente, si riscontravano solo in Europa.

Questo spiega anche perché, prima ancora di arrivare alla rivoluzione industriale, l’Europa preindustriale potè godere di una grande superiorità tecnologica rispetto alle altre civiltà; cosa che non mancava di stupire gli Europei stessi all’indomani dei grandi viaggi oceanici.

Per questo Rodney Stark si è chiesto:
Perché per secoli gli europei rimasero gli unici a possedere occhiali da vista, camini, orologi affidabili, cavalleria pesante o un sistema di notazione musicale?

Non che le invenzioni fossero a esclusivo appannaggio degli Europei, ma l’invenzione deve essere seguita dall’innovazione; ovvero dall’applicazione di quella determinata invenzione a un processo produttivo o ad altro uso.

Basti pensare alla polvere da sparo, conosciuta già da secoli in Cina ma usata solo per fini ludici, mentre gli Europei seppero darle molteplici applicazioni.

Tecnologia e certezza del diritto.
Si può quindi concludere che l’Europa seppe sviluppare un ambiente particolarmente favorevole all’innovazione (tecnologica e istituzionale), in special modo dopo l’umanesimo e il rinascimento, perché c’era maggiore libertà e maggiore certezza del diritto, che dava basi più sicure al calcolo economico connesso all’investimento, e forniva più sostegno all’iniziativa individuale da parte dei pubblici poteri.
(Vera Zamagni, Dalla Rivoluzione industriale all’integrazione europea).

L’innovazione fu fondamentale in particolar modo nella Prima rivoluzione industriale che non necessitò di “basi scientifiche diverse da quelle già esistenti nell’impero romano”.

Il ruolo dell’Italia.
In Italia il processo di industrializzazione fu lento per il declino che aveva colpito la penisola in seguito alle numerose guerre di età moderna. Tuttavia, gli stati italiani diedero un contributo importante per la nascita di gran parte di quelle istituzioni e pratiche economiche (nate fra il XII e il XVIII sec) indispensabili per la rivoluzione industriale.
Zamagni ricorda la banca e le pratiche bancarie (come l’assegno, il conto, la cambiale), l’uso della partita doppia, l’assicurazione, la commenda, il servizio postale, la borsa, il brevetto e i codici di commercio.
Per questo Pirenne definiva, giustamente, i mercanti come i primi capitalisti.

Ettore Barra

http://www.lacooltura.com/2016/10/industrializzazione-diritti-individuali/

sabato 20 settembre 2014

Gaetano Filangieri, "La scienza della legislazione", libro I, 1780. Incipit dell'Introduzione. "Quali sono i soli oggetti che hanno fino a questi ultimi tempi occupato i sovrani di Europa? Un arsenale formidabile, un’artiglieria numerosa, una truppa ben agguerrita. Tutti i calcoli, che si sono esaminati alla presenza de' principi, non sono diretti che alla soluzione di un solo problema: trovar la maniera di uccidere più uomini nel minor tempo possibile".


"Quali sono i soli oggetti che hanno fino a questi ultimi tempi occupato i sovrani di Europa? Un arsenale formidabile, un’artiglieria numerosa, una truppa ben agguerrita. Tutti i calcoli, che si sono esaminati alla presenza de' principi, non sono diretti che alla soluzione di un solo problema: trovar la maniera di uccidere più uomini nel minor tempo possibile".
Gaetano Filangieri, "La scienza della legislazione", libro I, 1780. Incipit dell'Introduzione.






sabato 22 settembre 2012

Vincenza Sacco. La storia ci dice che quando non si è pronti a mettere in campo anche la forza, nessuno tiene in conto le tue richieste



"La storia ci dice che quando non si è pronti a mettere in campo anche la forza, nessuno tiene in conto le tue richieste. Restando nella legalità definita a priori e non a caso come cosa buona per te, il tavolo delle trattative sembrano passatempi da caffè e non ci sei tu a quel tavolo, ma delegati a dirigere la trattativa e là tutto si risolve, ti piaccia o no. Quando invece sei pronto all'uso della forza da contrapporre alla forza, il problema è realmente un problema, perchè sfugge dalle mani di coloro che vorrebbero ridurre le istanze a gioco da tavolo......questa volta la mia Maledizione sarà la Catastrofe globale al taciuto....e per ogni ora, giorno trascorso, il tavolo, i dirigenti e le trattative diventino non passatempi da caffè ma terra che trema e panico di una morte annunciata! [...]"
Cit. Vincenza Sacco

giovedì 31 maggio 2012

Jean Giraudoux. Nessun poeta mai interpreterà la natura così liberamente come un avvocato la verità


Agostino Degas
 
Non esiste modo migliore di esercitare l’immaginazione che lo studio della legge. Nessun poeta mai interpreterà la natura così liberamente come un avvocato la verità. 
Jean Giraudoux

Photo: Non esiste modo migliore di esercitare l’immaginazione che lo studio della legge. Nessun poeta mai interpreterà la natura così liberamente come un avvocato la verità. 
(Jean Giraudoux)

--by Loriana-
dipinto di Paola Ruggieri




Paola Ruggieri (arte contemporanea) lavora con le diverse realtà del mondo della grafica pubblicitaria e della comunicazione. Attualmente è Art Director e socia di Be&Partners,agenzia di comunicazione di Reggio Emilia.
L'intensità dell'uo
mo è ciò che ricerca con la sua pittura intensa semplice e fatta di gesti quotidiani, volti comuni, personaggi "normali”, eppure straordinari. Ricerca nel quotidiano e nell'ordinario quelle piccole scintille di straordinario che a volte si nascondono in un gesto casuale, in una ruga o in uno sguardo rubato.
Sceglie la luminosità della pittura ad olio che si fonde con l'utilizzo di tecniche diverse, dal colore acrilico agli smalti, fino all'applicazione di carte, oggetti, foglie.


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