Visualizzazione post con etichetta Medico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Medico. Mostra tutti i post

venerdì 6 marzo 2015

Codice di Hammurabi. Composto di trecento leggi scritte in più di 3600 righe a caratteri cuneiformi, rappresenta uno dei documenti più importanti della storia.. Per la prima volta, con queste leggi anche la medicina e la chirurgia venivano contemplate. Dispose che i medici fossero pagati per le loro prestazioni rendendoli altresì responsabili se i loro rimedi fossero falliti."Se un medico ha operato un cittadino libero, con un bisturi di bronzo e gli ha salvato la vita, riceverà 10 sicli d'argento... Se invece ha causato la morte di un cittadino libero o la perdita di un occhio, gli taglieranno le mani... Se un veterinario ha operato un bue o un asino e gli ha salvato la vita, il proprietario dell'animale gli darà un sesto di siclo d'argento come onorario. Se invece ne ha causato la morte pagherà al proprietario un quarto del loro valore"

 I poveri, le vedove e gli orfani sono posti sotto la tutela dello Stato.
Le donne sono protette contro i maltrattamenti del marito.
In favore dei lavoratori viene alzato il salario e sono stabiliti i giorni di riposo annuali
Codice di Hammurabi, trad. Di Nola-Furlani



Composto di trecento leggi scritte in più di 3600 righe a caratteri cuneiformi, rappresenta uno dei documenti più importanti della storia.. Per la prima volta, con queste leggi anche la medicina e la chirurgia venivano contemplate. Dispose che i medici fossero pagati per le loro prestazioni rendendoli altresì responsabili se i loro rimedi fossero falliti."Se un medico ha operato un cittadino libero, con un bisturi di bronzo e gli ha salvato la vita, riceverà 10 sicli d'argento... Se invece ha causato la morte di un cittadino libero o la perdita di un occhio, gli taglieranno le mani... Se un veterinario ha operato un bue o un asino e gli ha salvato la vita, il proprietario dell'animale gli darà un sesto di siclo d'argento come onorario. Se invece ne ha causato la morte pagherà al proprietario un quarto del loro valore" 
Dal Codice di Hammurabi sez: 215 218. 

Il Codice di Hammurabi è un interessante documento sulla società paleo-babilonese e anche il monumento più significativo di quest'epoca purtroppo avara di ritrovamenti archeologici, in quanto gli strati della città di Babilonia databili a quel periodo si trovano sotto gli imponenti edifici delle epoche successive.
Nel tempo il codice è stato copiato su moltissime tavolette ma l'originale, ora al Louvre, è inciso su una stele di diorite alta 2,25m, rinvenuta a Susa (Elam), dove era stata trasportata dal sovrano elamita Shutruk-Nakhunte attorno al 1150
In realtà le copie devono essere state tre, collocate nei più importanti santuari della Babilonia, l'antico Ebabbar di Šamaš a Sippar, il tempio di Enlil a Nippur e l'Esagila di Marduk a Babilonia
La parte superiore della stele, centinata, presenta una scena di omaggio, in cui lo stesso re Hammurabi è in raccoglimento davanti al dio Šamaš, dio della giustizia, offrendo il codice. Il dio è raffigurato nella sua iconografia classica, in trono, con la tiara a corna multiple, simbolo di divinità, e i raggi solari alle spalle. Stringe tra le mani il listello e la corda per misurare, i simboli dell'equità e della giustizia, proprie della sua sfera divina.
Il codice, come gli altri che lo hanno preceduto, era diviso in tre parti:
un prologo, che insiste sulla devozione del re verso gli dèi che lo hanno scelto per governare
un epilogo, che contiene maledizioni rivolte a coloro che intendono modificare o annullare le leggi
il vero e proprio corpus normativo.
Nel codice si trovano norme che appartengono al "campo penale", con la comparsa della cosiddetta "legge del taglione", cioè l'uso delle pene corporali come attenuazione della vendetta. Questa pratica è stata attribuita agli Amorrei, in antitesi rispetto alla tradizionale compensazione pecuniaria di ambito sumero-accadico.
In "campo civile" il codice dà ampio spazio alla privatizzazione in atto nel paese e regola i vari tipi di salari, affitti etc, ma non aggiunge niente alla pratica già attiva. I codici mesopotamici infatti non erano leggi da rispettare, ma esempi, di cui il cittadino oppresso o il re futuro potevano avvalersi per un consiglio, e sono questi i destinatari del codice e non i giudici, che continuano ad applicare le norme derivate dalla consuetudine. La stele con le leggi viene posta nel tempio a dimostrazione della correttezza con la quale il regno viene governato, cioè a maggior gloria del sovrano, che ottiene così il titolo di "re di giustizia".
Comunque, l'applicazione delle leggi più terribili veniva resa quasi impossibile da pene altrettanto terribili contro le false accuse ("Se un cittadino incolpa un altro di omicidio senza fornirne le prove, sarà ucciso")





anche presso i romani, secondo plutarco, la falsa testimonianza era considerato reato grave punibile anche con la morte


domenica 20 luglio 2014

Thomas Edison. Il medico del futuro non prescriverà medicine, ma educherà il paziente alla cura della sua struttura fisica, alla corretta alimentazione e alle cause e alla prevenzione delle malattie.



Thomas Alva Edison fu un imprenditore e inventore statunitense.
È famoso per l’invenzione della lampadina (invenzione non sua in realtà) e del fonografo.
Edison non inventò la lampadina, ma contribuì a migliorarla. Anzi, molti non sanno che la prima versione di lampadina prodotta da Edison durò 40 ore, mentre l’italiano Alessandro Cruto ne realizzò una versione che durò 500 ore. Edison fece migliaia di tentativi per migliorare la lampadina (si dice circa 2.000). Si narra che usò persino un pelo di barba. Durante una conferenza stampa un giornalista gli chiese:
“Dica, Mr. Edison, come si è sentito a fallire duemila volte nel fare una lampadina?”. Ebbene, la risposta di Edison fu:
“Io non ho fallito duemila volte nel fare una lampadina; semplicemente ho trovato millenovecento-novantanove modi su come non va fatta una lampadina. “
Thomas Alva Edison
http://www.impresapratica.com/crescita-personale/gli-insuccessi-non-esistono/

Il medico del futuro non prescriverà medicine, ma educherà il paziente alla cura della sua struttura fisica, alla corretta alimentazione e alle cause e alla prevenzione delle malattie.
Thomas Edison


L’esperienza è chiamata la somma di tutti i nostri errori.
Thomas Alva Edison


Chi non sbaglia mai, perde un sacco di buone occasioni per imparare qualcosa.
Thomas Alva Edison


Ho provato, ho fallito. Non importa, riproverò. Fallirò meglio.
Samuel Beckett, “Peggio tutta”


Sto lavorando duro per preparare il mio prossimo errore.
Brecht




Ma cos'è un errore? È questo il punto
Che senso ha usare le parole fallito /fallire? Se un errore lo è, lo sai solo dopo
Quando tutto va non ci accorgiamo del tempo che passa... errore è forse rendere vero il tempo. Riempire della possibilità di storicizzare la vita, perché il futuro abbia in senso "anche" quando non sbagliamo. E poi... chiedersi... errore per chi? Per noi? Per gli altri? Secondo il buon senso? L'etica? O rispetto a un obiettivo? Ma poi era proprio un obiettivo giusto? E se l'errore fosse stato l'obiettivo. Ecco: io credo che ci siano parole che non servono. Ci fanno inciampare il pensiero. L'idea, il desiderio di realizzarla, non sono mai errati. Ci sono solo desideri più o meno intelligenti. L'abisso che abbiamo il terrore di non poter gestire con un buon senso di colpa, e che non ci guarderà, perché non è vero che ricambia gli sguardi, è la noia del far bene. Del riuscire. Della cristallizzazione di chi non deve correggerli mai. Statue di sale, gli esseri umani che non hanno mai chiesto scusa. A sé. O agli altri. O ad altro da sé.


mercoledì 29 gennaio 2014

Ashleigh Brilliant. I dottori hanno fatto tutto quello che hanno potuto, ma nonostante questo sono ancora vivo



"Il vero problema della medicina
è l'attuale epidemia di diagnosi."
[sconosciuto]

«Una delle malattie più diffuse è la diagnosi.»
Karl Kraus

"La medicina in questo secolo ha fatto enormi progressi:
pensate a quante nuove malattie ha saputo inventare."
Enzo Jannacci

"La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano."
Aldous Huxley

"Ma il vero problema dell’epidemia di diagnosi è che porta a una EPIDEMIA di CURE.
Non tutte le medicine hanno benefici importanti, ma quasi tutte hanno effetti avversi.
Qualche volta tali effetti sono conosciuti, spesso però ci vogliono anni perché questi vengano scoperti, e intanto molta gente li ha subiti."
dalla rivista "Occhio Clinico"

«Migliaia e migliaia di persone studiano le malattie.
Quasi nessuno studia la salute»
Adelle Davis, nutrizionista statunitense

"Ciò di cui disponiamo è una scienza di malattia, ciò di cui abbiamo bisogno è una scienza di salute."
René Dubos

"La medicina ha fatto cosi tanti progressi che ormai più nessuno è sano."
Aldous Huxley

"Dico spesso, che un grande dottore uccide più gente che un grande generale"
Gottfried Wilhelm von Leibniz

"Un dottore si fa la reputazione in base al numero di uomini importanti che sono morti sotto le sue cure"
George Bernard Shaw

"I medici sono dei privilegiati. I loro successi sono sotto gli occhi di tutti; i loro errori sono coperti dalla terra."
Michel de Montaigne

"Una mela al giorno toglie il medico di torno. Basta avere una buona mira."
Anonimo

"Quando un medico cammina dietro la bara del suo paziente,è spesso la causa che cammina dietro l'effetto."
Robert Koch

"Chi crede,che l'arte medica possa compiere più di quanto la natura permette,
egli non soffre tanto di ignoranza, piuttosto di demenza."
Leonardo da Vinci

"Un medico è un uomo,che viene pagato per raccontare le fandonie nella camera da letto del malato,
fino a quando la natura non l'abbia guarito o le cure non l'abbiano ucciso."
A. Furetière

"I dottori hanno fatto tutto quello che hanno potuto, ma nonostante questo sono ancora vivo"
Ashleigh Brilliant

"La principale differenza tra Dio e medico è che il Dio non si considera un medico."
Law and Order

"La maggior parte di noi nasce con l'aiuto del medico e muore allo stesso modo."
George Bernard Shaw

"L'industria farmaceutica è grande e potente come l'industria delle armi.
Con la differenza che la guerra finisce.
La malattia, no, finché c'è qualcuno che la tiene in vita"
Hans Ruesch


Edoardo Bennato
DOTTI, MEDICI E SAPIENTI
1977 Ricordi

Album BURATTINO SENZA FILI

Dotti, medici e sapienti, si rifà anch'essa a un preciso episodio nella vicenda del burattino; qui un consulto di grandi sapienti "acculturati" e "razionali" esamina Pinocchio convalescente e, fra convenevoli e bonarie "contraddizioni" reciproche, arriva a decretarne la malattia incurabile. È la metafora dei dotti maturi che analizzano e bacchettano i giovani senza dare un motivo reale alle proprie sentenze:

E nel nome del progresso/
il dibattito sia aperto/
parleranno tutti quanti/
dotti, medici e sapienti

Il brano è uno dei classici di Bennato e apre tutti i concerti con il quartetto d'archi.

http://youtu.be/lftx4XdxpCk

mercoledì 14 agosto 2013

Ippocrate. Da sinistra verso destra possiamo trovare il COLLERICO, il SANGUIGNO, il FLEMMATICO e il MALINCONICO; nell'immagine si notano sotto i loro piedi gli ELEMENTI NATURALI AD ESSI ASSOCIATI, il FUOCO e a seguire ARIA, ACQUA e TERRA, oltre agli ANIMALI, mentre GLI OGGETTI CHE HANNO NELLE MANI NE CARATTERIZZANO L'INDOLE, PER ESEMPIO IL COLLERICO SEMPRE PRONTO A SGUAINARE LA SPADA.



GIURAMENTO di IPPOCRATE

Testo "classico" del Giuramento Ippocratico.
"Giuro per Apollo medico e per Asclepio e per Igea e per Panacea e per tutti gli Dei e le Dee, chiamandoli a testimoni che adempirò secondo le mie forze e il mio giudizio questo giuramento e questo patto scritto. Terrò chi mi ha insegnato quest' arte in conto di genitore e dividerò con Lui i miei beni, e se avrà bisogno lo metterò a parte dei miei averi in cambio del debito contratto con Lui, e considerò i suoi figli come fratelli, e insegnerò loro quest'arte se vorranno apprenderla, senza richiedere compensi né patti scritti. Metterò a parte dei precetti e degli insegnamenti orali e di tutto ciò che ho appreso i miei figli del mio maestro e i discepoli che avranno sottoscritto il patto e prestato il giuramento medico e nessun altro. Sceglierò il regime per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, e mi asterrò dal recar danno e offesa. Non somministrerò a nessuno, neppure se richiesto, alcun farmaco mortale, e non prenderò mai un' iniziativa del genere; e neppure fornirò mai a una donna un mezzo per procurare l'aborto. Conserverò pia e pura la mia vita e la mia arte. Non opererò neppure chi soffre di mal della pietra, ma cederò il posto a chi è esperto di questa pratica. In tutte le case che visiterò entrerò per il bene dei malati, astenendomi ad ogni offesa e da ogni danno volontario, e soprattutto da atti sessuali sul corpo delle donne e degli uomini, sia liberi che schiavi. Tutto ciò ch'io vedrò e ascolterò nell'esercizio della mia professione, o anche al di fuori della della professione nei miei contatti con gli uomini, e che non dev'essere riferito ad altri, lo tacerò considerando la cosa segreta. Se adempirò a questo giuramento e non lo tradirò, possa io godere dei frutti della vita e dell' arte, stimato in perpetuo da tutti gli uomini; se lo trasgredirò e spergiurerò, possa toccarmi tutto il contrario"

La parola farmaco deriva dal greco pharmakon, che vuol dire veleno.
http://it.wikipedia.org/wiki/Farmaco




E' più importante sapere che tipo di persona abbia una malattia, che sapere che tipo di malattia abbia una persona.
Ippocrate di Coos


Dal cervello, e dal cervello solo, sorgono i piaceri, le gioie, le ri­sate e le facezie così come il dolore, il dispiacere, la sofferenza e le lacrime. Il cervello è anche la dimora della follia e del delirio, delle paure e dei terrori che ci assalgono di notte o di giorno.
Ippocrate


Le malattie non ci cadono addosso dal cielo, ma si sviluppano a causa dei nostri piccoli errori quotidiani contro la Natura. Dalla loro ripetizione nascono tutti i nostri mali. Quando uno desidera la salute, bisogna anzitutto chiedergli se è pronto ad eliminare le cause della malattia. Solamente allora è possibile aiutarlo.
Ippocrate


Ippocrate (460-377 aC) riconosciuto come il fondatore della medicina diceva:
Il medico cura, la Natura guarisce”.
Il Medico amministra il trattamento, la Natura produce la guarigione.



Il termine ‘malinconia’ significa letteralmente “bile nera”. È composto dalle due parole greche mélaina (scuro, nero) e cholé (bile), usate dagli antichi greci per indicare una sostanza, la bile nera appunto, che essi consideravano causa dell’umore triste e malinconico. Secondo quest’ipotesi, sviluppata nel V secolo a.C. da Ippocrate, la bile nera sarebbe stata secreta dal fegato. Una super produzione della sostanza avrebbe provocato sentimenti di tristezza e apatia.


Un'alimentazione troppo abbondante produce malattie
Ippocrate

Mi appare necessario che il medico sia esperto nella natura e cerchi di sapere, se avesse desiderio di svolgere le sue funzioni, ciò che l'uomo è in relazione ai cibi e alle bevande e alle sue altre occupazioni e quali sono gli effetti di ciascuna di queste cose su ognuno. Chi non sa quale effetto queste cose producono su un uomo non può conoscere le conseguenze che ne risultano. Chi non presta attenzione a queste cose, o, prestando attenzione non le comprende, come può capire le malattie che accadono all'uomo? Perché da ognuna di queste cose un uomo viene influenzato e cambiato in un modo o nell'altro, e tutta la sua vita è soggetta a esse - sia in salute, convalescenza o malattia. Nient'altro allora può essere più importante e necessario sapere di queste cose.
Ippocrate

Non bisogna mai fidarsi dei miglioramenti né preoccuparsi troppo dei peggioramenti, quando gli uni e gli altri avvengono in modo irregolare. Nella maggior parte dei casi, infatti, essi sono cambiamenti occasionali e di solito non consolidano né perdurano.
Ippocrate

Il corpo umano è un tempio, e come tale va curato e rispettato, sempre.
Di due dolori che insorgono contemporaneamente, ma non nello stesso luogo, il più violento soffoca l'altro
Ippocrate

Come aveva già intuito Ippocrate, di due dolori simultanei, il più forte cancella il più debole. In
ogni caso il dolore ed il disagio segnalano la presenza di uno squilibrio energetico e la necessità di attuare un cambiamento (anche nelle nostre mal-sane abitudini). La malattia non è MAI punitiva ma va semplicemente ascoltata prendendo atto che qualcosa non "funziona" nel nostro organismo. Il dolore è l'ultimo campanello d'allarme....

LE RADICI DELLA MEDICINA OLISTICA:"IPPOCRATE"
La medicina Olistica affonda le sue radici nell'esperienza di "Ippocrate", il padre della medicina. Ippocrate, nato il 460 a C. a Coo in Grecia, è considerato il padre della MEDICINA, tanto che il cosiddetto "Giuramento di Ippocrate" (primo testo deontologico della storia della medicina), è l'elenco dei doveri che un medico deve rispettare, tra cui compaiono il rispetto e la dignità per la vita e la dignità del malato.
Ippocrate lasciò una voluminosa serie di scritti nota con il nome di " Corpus ippocratico" dal quale si traggono i presupposti della sua medicina,e sono:
1) - Salute come stato di equilibrio;
2)- importanza delle influenze ambientali;
3)-interdipendenza di anima e corpo;
4)- potere guaritore della natura;

(Tanti sono i medici della medicina ufficiale o "allopatica" che hanno completamente dimenticato il giuramento di Ippocrate").

In uno dei libri più importanti di Ippocrate "Corpus"(Le arie, le acque, i luoghi,) viene sottolineata la stretta correlazione tra qualità dell'aria, dell'acqua, e del cibo, abitudini di vita e l'insorgere delle malattie.
La profonda conoscenza di questi effetti ambientali, secondo Ippocrate e secondo l'olismo, è la base fondamentale dell'arte medica.
In secondo luogo, dopo i fattori ambientali, agiscono sull'individuo le varie componenti della natura umana, che Ippocrate chiamava "umori e passioni".
Lo squilibrio tra questi due aspetti porta all'insorgere della malattia.
Per quando riguarda il processo di guarigione gli scritti di Ippocrate riconoscono l'esistenza nel nostro organismo di forze sanatrici, intrinseche.
Il compito del Medico era di creare le condizioni favorevoli perchè queste forze potessero agire, quindi possiamo dedurre che la medicina Olistica è quella che rispetta i principi del grande "Ippocrate" e non la medicina meccanicistica o "allopatica".





 ..chiodo scaccia chiodo!!! *.*



Lo psicologo Ralph Metzner dice che i quattro elementi simboleggiano tipi di persone che metabolizzano l'esperienza in modi diversi. I segni d'aria tendono ad alzarsi sopra il conflitto. Magari poi sentono risentimento per la persona che lo ha provocato. Anche i segni d'acqua detestano ogni forma di conflitto, fatta eccezione per alcuni scorpioni. Meglio logorare la persona che crea loro difficoltà. I segni di terra tendono a disprezzare il conflitto, preferendo assorbire lentamente l'impatto con il problema. Se però sono spinti contro un muro, colpiscono l'ostacolo con tutta la loro forza. I segni di fuoco tendono a superare gli ostacoli bruciandoli, facendo vedere tutta la loro forza. Raramente si comportano in un modo che può essere definito garbato.
Liz Green


La miniatura rappresenta i quattro temperamenti in cui, secondo il medico greco Ippocrate di Kos (460 - 377 a.C.), si suddividono le tipologie umane. Da sinistra verso destra possiamo trovare il COLLERICO, il SANGUIGNO, il FLEMMATICO e il MALINCONICO; nell'immagine si notano sotto i loro piedi gli ELEMENTI NATURALI AD ESSI ASSOCIATI, il FUOCO e a seguire ARIA, ACQUA e TERRA, oltre agli ANIMALI, mentre GLI OGGETTI CHE HANNO NELLE MANI NE CARATTERIZZANO L'INDOLE, PER ESEMPIO IL COLLERICO SEMPRE PRONTO A SGUAINARE LA SPADA...



L'anima è la stessa in tutte le creature viventi, anche se il corpo di ciascuno è diverso.
Ippocrate



Anche gli animali hanno un anima. Nel regno animale, vegetale e minerale tutti possiedono una carica energetica. Per Federica Griso, hai ragione:"Siamo su due piani totalmente differenti." Moltissimi animali sono molto più intelligenti, sensibili, fedeli ect. e sanno AMARE meglio di tantissime persone..



gli unici esseri che non hanno anima sono le piante, i vegetali...



siamo fatti della stessa materia cioè polvere di stelle carbonio, ossigeno, acqua, vibriamo a frequenze forse differenti ma vibriamo e siamo mossi da energia la stessa energia che muove tutto le stesse onde. Quando moriremo morirà il corpo fisico le onde e le frequenze continueranno a vibrare le nostre come quelle di ogni creatura vivente, terra alberi e animali compresi, quindi noi animali come loro.



Vi siete mai chiesti.. Cosa fosse la personalità?

personalità
Il più antico precursore dello studio della personalità fu Ippocrate che, in un’ottica di considerazione dell’uomo con lo stesso grado di differenziazione di un microcosmo, definì quattro tipi personali, in base all’umore di base presente nel suo corpo: melanconico, collerico, flemmatico, sanguigno.
Il termine latino personalitāte(m) derivò dal greco πρόσωπον e dall’etrusco phersu.
Cicerone la definì come l’aspetto e la dignità di un essere umano, oppure, in un’altra definizione, quella parte che si recita nella vita, e non a caso “persona” rappresentava la maschera indossata dagli attori.
La struttura di personalità è l’insieme delle caratteristiche personali (in parte innate e in parte acquisite) che rendono il comportamento di ogni individuo unico e irripetibile.
Cosa comprende? Comprende i conflitti inconsci, gli aspetti economici e dinamici dei meccanismi di difesa, la qualità delle relazioni interpersonali e i derivati strutturali delle relazioni oggettuali nel tempo interiorizzate;
La struttura di personalità è ciò che esita e si cristallizza a partire dalla nascita in funzione:
  • dell’equipaggiamento biologico
  • delle modalità di interazione tipiche di un dato nucleo familiare
  • delle difese organizzate dalla persona per sovrastare lo stress
  • del tipo di esperienze personali vissute nel corso dell’età evolutiva
Lo psicologo anglo-tedesco Hans Eysenck (1916-1997), studioso della struttura della personalità, nella sua opera “The structure of Human Personality” afferma che:
« La personalità è la più o meno stabile e durevole organizzazione del carattere, del temperamento, dell’intelletto e del fisico di una persona: organizzazione che determina il suo adattamento totale all’ambiente »
Secondo Hans Eysenck la struttura di personalità è formata da tre dimensioni:
  1. Intelligenza (o dimensione cognitiva)
  2. Temperamento (o dimensione relazionale)
  3. Carattere (o dimensione affettivo-emotiva)
Queste tre dimensioni dovrebbero essere equilibrate tra loro, per evitare che l’individuo possa andare incontro a condizioni potenzialmente patologiche.
Florinda Saverino

martedì 2 ottobre 2012

Una volta un astronauta russo parlava con uno scienziato cristiano esperto del cervello "Io sono stato molte volte nello spazio ma non ho mai visto ne dio ne il paradiso ne angeli" e lo scienziato cristiano gli rispose "Io ho operato molte volte al cervello e non ho mai visto un pensiero"

Sono stato lassù: non ci sono marziani, non ci sono angeli, non c’è dio: siamo soli.
Yuri Gagarin, al rientro dal primo viaggio nello spazio


Una volta un astronauta russo parlava con uno scienziato cristiano esperto del cervello "Io sono stato molte volte nello spazio ma non ho mai visto ne dio ne il paradiso ne angeli" e lo scienziato cristiano gli rispose "Io ho operato molte volte al cervello e non ho mai visto un pensiero"
Jostein Gaarder, Il mondo di Sofia

http://musicasacra.forumfree.it/?t=10010901




I selvaggi, come tutti gli ignoranti, attribuiscono a qualche “spirito” tutti gli effetti dei quali, per la loro inesperienza, non riescono a rintracciare le vere cause. Chiedete a un selvaggio che cosa fa muovere il vostro orologio: vi risponderà: «Uno spirito». Chiedete ai nostri savi che cosa fa muovere l’universo: vi risponderanno: «Uno spirito».
Paul Thiry d’Holbach





Cervello: come prendono forma i pensieri.
I nostri pensieri prendono forma nel cervello fluttuando su onde elettriche generate da gruppi di neuroni che si accendono all'unisono: ogni gruppo neurale crea una differente fluttuazione che corrisponde a un pensiero, a un ricordo, a una percezione o a un comportamento.
Lo dimostra uno studio condotto dal team di Earl Miller del MIT e della Boston University (BU) pubblicato da 'Neuron', che fa un po' di luce su come l' attivita' dei neuroni forma i pensieri.
http://www.antikitera.net/news.asp?ID=12128









Le incredibili potenzialità della nostra mente su cui la scienza sta cominciando a studiare sempre più seriamente



Un filamento di materia oscura in 3D

L' Universo è come una ragnatela: una rete piena di nodi, gli ammassi galattici, connessi da tanti filamenti, costituiti per lo più di materia oscura. O almeno così se lo immaginano i ricercatori nelle loro teorie sull'evoluzione cosmica, avallate anche da simulazioni al computer. Ma se le stesse teorie sono confortate anche dalle osservazioni, allora vuol dire che gli astronomi sono davvero molto vicini a capire come è fatto l'Universo. La scoperta di uno di questi filamenti di materia oscura che connette gli ammassi galattici, visto per la prima volta in 3D, è una di quelle prove cui da tempo i ricercatori danno la caccia. Resa possibile grazie alle osservazioni del telescopio spaziale Hubble, del Naoj's Subaru telescope, del Canada-France-Hawaii telescope, combinati con i dati spettroscopici ottenuti grazie al Wm Keck observatory e il Gemini observatory.
In realtà, ad acciuffare l'invisibile, immortalando per la prima volta un filamento di materia oscura i ricercatori ci erano già riusciti. Lo aveva annunciato lo scorso luglio il team guidato da Jörg Dietrich della University Observatory Munich, che però si era limitato a tracciarne un ritratto bidimensionale. Ora invece, gli astronomi coordinati da Mathilde Jauzac del Laboratoire d'Astrophysique de Marseille (Francia) e della University of KwaZulu-Natal (Sud Africa) sono riusciti a catturare un filamento di materia oscura in 3D, eliminando così, precisano, molte delle limitazioni che si hanno nello studiare una struttura appiattita.
Per farlo gli scienziati sono ricorsi, in parte, alle tecniche già utilizzate dal team di Dietrich. Infatti, partendo dal principio per cui la materia oscura, per definizione, è invisibile, per vederla sono dovuti ricorrere alla tecnica delle lenti gravitazionali. Semplificando, si tratta di osservare indirettamente come un oggetto dotato di massa, e quindi di un campo gravitazionale, sia in grado di curvare la luce delle galassie circostanti. Rendendo così visibile alle strumentazioni un oggetto costituito di materia oscura, come i filamenti che intrecciano l'Universo, convertendo i valori di distorsioni luminosa in una mappa della massa dell'oggetto stesso.
Ma non tutti i punti sono adatti a trovare quello cui si da la caccia. Per vedere un filamento di materia oscura bisogna cercarlo proprio lì dove maggiori sono le probabilità di trovarlo. Secondo le previsioni teoriche, l'oggetto cercato in questo caso può trovarsi in prossimità degli ammassi galattici, lì dove si incontrano i filamenti di materia oscura. E tra i nodi della rete cosmica che permea l'Universo gli scienziati hanno identificato l'ammasso Macs J0717 (in crescita) come il candidato ideale per le loro ricerche.
Così, osservando con il telescopio Hubble l'ammasso galattico Macs J0717 e la luce delle galassie sulle sfondo con la tecnica delle lenti gravitazionali, è stato possibile rintracciare il filamento di materia oscura, dalle dimensioni giganti (lungo 60 milioni di anni luce). Ma non solo. Per aggiungere la tridimensionalità alle loro osservazioni i ricercatori hanno combinato immagini a colori e dati sulla posizione e sul movimento delle galassie immerse nel filamento, grazie alle misure delle loro velocità.
I risultati dello studio, che in settimana verrà pubblicato su Monthly notices of the royal astronomical society, oltre a confortare le teorie cosmiche, suggeriscono come, in base ai calcoli effettuati, questi filamenti di materia oscura possano contenere più massa di quanto creduto finora. Oltre la metà di quella presente nell'Universo.



domenica 19 febbraio 2012

Seneca. Non si può trovare sollievo nella fuga poiché si fugge sempre in compagnia di se stessi

Un popolo affamato non ascolta ragioni, né gl’importa della giustizia e nessuna preghiera lo può convincere.
Seneca

La vergogna dovrebbe proibire a ognuno di noi di fare ciò che le leggi non proibiscono.
Seneca

Perché nessuno ammette i propri difetti? Perché vi è ancora immerso:
i sogni li racconta chi è sveglio e così i propri vizi li ammette solo chi è guarito.
Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio


Abbiamo davanti agli occhi i peccati degli altri uomini,
ma i nostri li portiamo sulla schiena.
Seneca


L'uomo virtuoso farà quello che ritiene onesto anche se gli costerà fatica, anche se lo danneggerà o sarà rischioso; non compirà, invece, un'azione indegna, anche se gli procurerà denaro o piacere o potenza: niente lo distoglierà dal bene, niente lo indurrà al male. Quindi, se perseguirà sempre l'onestà, eviterà sempre la disonestà e in ogni azione della sua vita terrà presente questi due principî, non c'è altro bene che l'onestà, non c'è altro male che la disonestà.
Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio, 62/65


"Al malvagio fa comodo negare l’esistenza delle persone virtuose, perché i pregi di queste suonano come un rimprovero alle sue malefatte. Perciò il suo pensiero fugge da tali persone, così come gli scarafaggi, alla vista della luce, corrono a nascondersi nelle loro tane o si rifugiano in qualche fessura."
Seneca

La natura non costringe l’uomo a peccare, ma gli ha dato l’inclinazione a peccare; la natura non dà né la sapienza né la virtù. Si diviene saggi, non si nasce saggi: e diventare buoni è un’arte che dipende dalla libera volontà nostra, nella quale risiede il merito ed il demerito della nostra vita.
Seneca



Avere lo Scopo! 
Le stesse cose appaiono oneste o disoneste, secondo il motivo o il modo con cui sono fatte.
Tutto sarà onesto, se ci siamo consacrati all'onestà, considerata insieme a tutto ciò che, come bene unico per gli uomini, abbia attinenza con essa. Il resto, se pure é bene, é certamente effimero. Urgono convinzioni profonde circa la totalità della nostra vita; ed io le chiamo principi. Pensieri nostri e azioni nostre, cioè praticamente tutta la nostra vita, si dirigeranno secondo queste convinzioni. L'ordine nei dettagli è secondario, per chi voglia ordinato il tutto. M. Bruto si diffonde, nel libro dei DOVERI, in insegnamenti per i genitori, i figli, i fratelli; ma nessuno li praticherà, se tutto ciò non abbia una vera finalità. Ci vuole, quindi, la meta di un supremo bene, al quale mirare e al quale, con zelo, dirigere le nostre azioni e conversazioni; come, per i naviganti, ci vuole una stella direttrice della navigazione. La vita senza uno scopo è vagabondaggio
Lucio Anneo Seneca. Epistulae.


La verità bisogna dirla solo a chi è disposto ad intenderla
Lucio Anneo Seneca. Epistole morali

Preferisco molestare con la verità che compiacere con le adulazioni.
Lucio Anneo Seneca

Se guardiamo un pezzo di legno perfettamente diritto, immerso nell'acqua, ci sembra curvo e spezzato. [...] Non ha importanza che cosa guardi, ma come guardi: la nostra mente si ottenebra nello scrutare la verità
Lucio Anneo Seneca


Il sommo bene, cioè la felicità, non cerca al di fuori mezzi per realizzarsi; è un bene interiore e nasce tutto da se stesso; diventa schiavo della sorte se ricerca una parte di sé all'esterno.
Lucio Anneo Seneca


Chi domanda timorosamente, insegna a rifiutare
Seneca

La violenza ha le proprie radici nella debolezza
Lucio Anneo Seneca



Le difficoltà rafforzano la mente e il carattere,
così come il lavoro rafforza il corpo e la muscolatura
Lucio Anneo Seneca


Un albero non diventa solido e robusto se non è continuamente investito dal vento e sono queste raffiche che ne fanno il fusto compatto e ne rinsaldano le radici, che si abbarbicano con maggior forza al terreno; fragili sono invece quegli alberi che crescono in una valle tranquilla.


Lucio Anneo Seneca

Al saggio non può capitare nulla di male: non si mescolano i contrari.
Come tutti i fiumi, tutte le piogge e le sorgenti curative non alterano il sapore del mare, né l’attenuano, così l’impeto delle avversità non fiacca l’animo dell’uomo forte:
resta sul posto e qualsiasi cosa avvenga la piega a sé; è infatti più potente di tutto ciò che lo circonda. 
De Providentia, Lucio Anneo Seneca

Nihil accidere bono uiro mali potest: non miscentur contraria. Quemadmodum tot amnes, tantum superne deiectorum imbrium, tanta medicatorum uis fontium non mutant saporem maris, ne remittunt quidem, ita aduersarum impetus rerum uiri fortis non uertit animum: manet in statu et quidquid euenit in suum colorem trahit; est enim omnibus externis potentior.
De Providentia, Lucio Anneo Seneca



Non c’è bene di cui si possa godere davvero 
se non si ha qualcuno con cui dividerlo
Lucio Anneo Seneca. Epistuale morales

Guarderò tutte le terre come se fossero mie
e le mie come se fossero di tutti...
Lucio Anneo Seneca

Nessuna conoscenza, se pur eccellente e salutare,
mi darà gioia se la apprenderò per me solo.
Se mi si concedesse la sapienza con questa limitazione,
di tenerla chiusa in me, rinunciando a diffonderla, la rifiuterei.
Seneca




Non si può trovare sollievo nella fuga poiché si fugge sempre in compagnia di se stessi
Lucio Anneo Seneca 



La religione è considerata vera dalle masse, falsa dai saggi e utile dai governanti. 
Lucio Anneo Seneca

Non è necessario levare le mani al cielo né supplicare il custode del tempio perché ci lasci andare all’orecchio della statua, quasi potessimo essere esauditi di più: dio è vicino a te, è con te, è dentro di te. (...). In ogni uomo virtuoso abita un dio (quale non si sa). Se si presenterà a te un bosco fitto da alberi secolari che superano la comune altezza e per la densità dei rami, che si coprono l'un l'altro, proibendo la vista del cielo, quell'altezza della selva, la solitudine del luogo e lo stupore dell’ombra in uno luogo aperto tanto densa e ininterrotta, ti indurrà a credere nella presenza di una divinità.
Non sunt ad caelum elevandae manus nec exorandus aedituens ut nos ad aurem simulacri, quasi magis exaudiri possimus, admittat: prope est a te deus, tecum est, intus est. (...). In unoquoque virorum bonorum (quis deus incertum est) habitat deus. Si tibi occurrerit vetustis arboribus et solitam altitudinem egressis frequens lucus et conspectum caeli "densitate" ramorum aliorum alios protegentium summovens, illa proceritas silvae et secretum loci et admiratio umbrae in aperto tam densae atque continuae fidem tibi numinis faciet.
LUCIO ANNEO SENECA, da "Lettere a Lucilio"



L'uomo più potente è quello che è padrone di se stesso
Seneca

Ricordati di spogliare gli avvenimenti dal tumulto di pensieri che li accompagna e di considerarli nella loro essenza: capirai che in essi non c’è niente di terribile se non la nostra paura.
Lucio Anneo Seneca

Il sommo bene, cioè la felicità, non cerca al di fuori mezzi per realizzarsi; è un bene interiore e nasce tutto da se stesso; diventa schiavo della sorte se ricerca una parte di sé all'esterno.

Lucio Anneo Seneca

Chi è più infelice dell'uomo che dimentica i benefici e ricorda i torti?
Seneca

«Chiedi quale sia la strada per la libertà?
Una qualsiasi vena del tuo corpo».
Seneca, “De ira” III, 15, 4

Il sommo bene, cioè la felicità, non cerca al di fuori mezzi per realizzarsi; è un bene interiore e nasce tutto da se stesso; diventa schiavo della sorte se ricerca una parte di sé all'esterno.
Lucio Anneo Seneca


Se mi arrenderò al piacere, dovrò arrendermi anche al dolore, alla fatica, alla povertà; anche l'ambizione e l'ira vorranno le mie energie, anzi sarò straziato fra tante passioni. Aspiro alla libertà; questo è il premio a cui sono rivolte tutte le mie fatiche. Mi chiedi che cosa sia la libertà? 
È indipendenza da ogni cosa, da qualunque circostanza esterna, da qualunque necessità.
Lucio Anneo Seneca


Mutano i cieli sotto i quali ti trovi, ma non la tua situazione interiore, 
poiché sono con te le cose da cui cerchi di fuggire
Lucio Anneo Seneca


Non si può trovare sollievo nella fuga 
poiché si fugge sempre in compagnia di se stessi

Lucio Anneo Seneca


Dovresti cambiar l'anima, non il cielo
A un tale che di ciò, al par di te, si lamentava, Socrate disse: 
"Perchè ti meravigli che a nulla ti giovino i viaggi, dal momento che porti in giro te stesso? 
Ciò stesso che ti ha mandato in esilio, ...continua a non darti tregua". 
Che giovamento ti può dare la novità delle regioni? O la notizia delle città o dei luoghi? 
E' un darti da fare vuoto. Tu vuoi sapere perchè questa fuga non ti giovi? 
Ma in questa fuga tu porti te stesso
E' il peso dell'anima che in precedenza tu devi deporre; prima, nessun luogo ti potrà piacere.
Lettera di Seneca a Lucilio


Esplorando l'animo mio avverto un senso di malessere quanto mai sgradevole, 
che mi rende lunatico e lagnoso: insomma non sono malato, ma non sto neppure bene.
Io temo che con l'abitudine - la quale porta le cose a fossilizzarsi in una persistente stabilità - questo mio difetto possa mettere radici, giacché la continua dimestichezza con i nostri mali alla lunga ce li fa gustare ed amare come se fossero dei beni.

Seneca, De tranquillitate animi

Le grandi risorse dell'umanità sono dentro di noi e alla nostra portata, 
ma noi chiudiamo gli occhi, e come persone nel buio più completo, 
brancoliamo e impazziamo alla ricerca di quello che ci serve, senza mai trovarlo.
Lucio Anneo Seneca

Povero non è chi ha poco, ma chi vuole di più. (...)
Mi domandi quale sia la giusta misura della ricchezza?
Primo avere il necessario, secondo quanto basta.
Seneca, Lettere a Lucilio, I 2

I desideri naturali hanno limiti ben definiti,
quelli nati da una falsa opinione non ne hanno: il falso non ha confini.
Seneca




Sono CADUTE IN DISCREDITO LE COSE VERAMENTE DEGNE DI ONORE, e noi, DIVENUTI DI VOLTA IN VOLTA MERCANTI E MERCI, CERCHIAMO NELLE COSE NON LA QUALITÀ, MA IL PREZZO.
Seneca


«Da quando il denaro, che tanti magistrati e tanti giudici tiene avvinti, che addirittura crea magistrati e giudici, ha iniziato a venire in onore, il reale valore delle cose è caduto in discredito, e noi, diventati ora mercanti ora merce in vendita, non esaminiamo più la qualità, ma il prezzo. Per interesse siamo onesti, per interesse siamo disonesti, e inseguiamo la virtù fin tanto che c’è la speranza di guadagnarci, pronti a cambiare rotta se il vizio promette di più.
I nostri genitori ci hanno inculcato l’ammirazione per l’oro e l’argento, e la cupidigia, instillata in noi fin da piccoli, ha messo radici profonde ed è cresciuta con noi. Cosi il popolo intero, in tutte le altre cose discorde, su questo soltanto conviene: questo ammirano, questo si augurano per i loro cari, questo consacrano agli dèi, come espressione massima delle cose umane […]. I costumi si sono ridotti a un livello tale che la povertà è considerata maledetta e infamante, disprezzata dai ricchi, invisa ai poveri».
Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio



La casa del saggio è così: piccola, senza arredi superflui, senza rumore, senza cerimoniale, non custodita da portinai che suddividono la folla con astio mercenario; ma da quell’ingresso, spalancato e libero da portinai, la sorte non passa: sa che per lei non c’è posto, là dove non c’è nulla di suo
Lucio Anneo Seneca. La casa del saggio
Domus haec sapientis angusta, sine cultu, sine strepitu, sine apparatu, nullis adservatur ianitoribus turbam venali fastidiodigerentibus, sed per hoc limen vacuum et ab ostiariis liberum fortuna non transit: scit non esse illic sibi locum ubi sui nihil est.
LUCII ANNAEI SENECAE “Ad Serenum nec iniuriam nec contumeliam accipere sapientem. De constantia sapientis”, Carolus Rufus Fickert, Lipsiae 1845, volumen tertium, caput XV, 5, p. 61.


Seneca al suo discepolo... non usare una carica pubblica per imporre il tuo potere....
Delectat te, quemadmodum scribis, Lucili virorum optime, Sicilia et officium procurationis otiosae, delectabitque, si continere id intra fines suos volueris nec efficere imperium quod est procuratio.
A giudicare da quel che scrivi, ottimo Lucilio, la Sicilia ti piace e così pure la riposante carica di amministratore e continuerà a piacerti se saprai contenerla entro i suoi limiti senza trasformare in STRUMENTO DI POTERE QUELLO CHE E' SEMPLICE UFFICIO.

Seneca Naturale Quaestiones, liber IV



Lo spirito dei fanciulli si sviluppa con la libertà, si fiacca con la servitù: si eleva se è lodato e portato ad avere fiducia in se stesso. Ma questo stesso genera l'insolenza e l'ira, e pertanto bisogna barcamenarsi tra le due condotte facendo appello talvolta al freno tal'altra allo sprone. Non subisca nessuna umiliazione, nessuna bassezza: non sia costretto a domandare supplicando nè gli giovi la preghiera.Gli si doni piuttosto in ragione del suo caso, della sua condotta passata delle sue promesse per l'avvenire...
Ogni qualvolta sarà vincitore e compirà un'impresa lodevole cerchiamo che non brami di essere esaltato:alla soddisfazione segue la gioia sfrenata e alla gioia sfrenata l'orgoglio e un'idea troppo alta di sé..... Non saprà sostenere i colpi della vita chi non ha mai subito un rifiuto, chi ha avuto sempre la madre sollecita ad asciugargli le lacrime, chi ha avuto sempre ragione del suo maestro. Conosca le ricchezze dei suoi genitori ma non ne disponga.... soprattutto sia semplice l'alimentazione, il vestire non ricercato, il tenore di vita simile a quello dei suoi coetanei. Colui che hai già dall'inizio posto sullo stesso piano degli altri non si adirerà se un altro sarà posto sul suo stesso piano. 
Seneca.

Bisogna sempre dire ciò che si pensa e pensare ciò che si dice:
le nostre parole devono concordare con il nostro modo di vivere
Lucio Anneo Seneca

Nessuno può portare per lungo tempo la maschera.
Tutte le finzioni rapidamente ritornano alla loro natura.
Seneca

Come l'eccessiva sontuosità dei banchetti e delle vesti è indice di una SOCIETA' MALATA, così la LICENZA DEL LINGUAGGIO, quando diventa piuttosto frequente, attesta che anche gli ANIMI da cui escono le parole si sono ormai CORROTTI. 
Seneca


Ogni giorno metti da parte qualcosa che ti serva contro la miseria e dei tanti libri che leggi, conserva sempre una frase o un pensiero sul quale riflettere ogni giorno. Io faccio così. Di tante cose che leggo salvo sempre qualcosa.
Lucio Anneo Seneca

Se non ti è possibile leggere tutti i libri che potresti avere, basta che tu abbia i libri che puoi leggereMa – tu dici – a me piace sfogliare ora questo volume ora quello. 
– Assaggiare qua e là è proprio di uno stomaco viziato e troppi cibi diversi non nutrono, ma rovinano l’organismo.
Perciò leggi sempre i migliori autori e, se talvolta vuoi passare ad altri, torna poi ai primi. 
Cerca ogni giorno nella lettura un aiuto per sopportare la povertà e affrontare la morte e tutte le altre sventure umane. Dopo aver letto molto, scegli un pensiero che tu possa assimilare in quel giorno.
Anch’io faccio così: del molto che leggo prendo sempre qualcosa.
Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio, libro I, lettera II



‎Gran parte di ogni miglioramento sta nella volontà di migliorare.
Seneca

Tutto ciò che è grande si ottiene attraverso una lenta ed impercettibile crescita.
Seneca

Ciò che il cuore conosce oggi, la testa comprenderà domani.
Seneca

Vivi con quelli che possono renderti migliore e che tu puoi rendere migliori. 
C’è un vantaggio reciproco, perché gli uomini, mentre insegnano, imparano.
Seneca

Ma se sei uomo, ammira chi tenta grandi imprese, anche se fallisce
Seneca



Nec recisa recedit - Mi spezzerò, ma non mi piegherò.
Seneca

Armando Dino Ciasca:
... Quel che non mi uccide mi fa diventare più forte

Frank Zappa II: 
A ROMA SE DICE ...BARCOLLO MA NUN MOLLO



La filosofia non respinge né preferisce nessuno: splende a tutti. 
La filosofia insegna ad agire, non a parlare
Seneca



DONARE non è facile, e chi pensa che lo sia sbaglia di grosso: 
quel gesto, infatti, presenta molte difficoltà, almeno quando lo si compia non a casaccio o impulsivamente. Ad uno doneremo per farcelo amico, ad un altro per restituirgli un favore, ad un altro ancora per soccorrerlo; a questo per compassione, a quello perché merita di non perdersi tra i morsi della fame; ad alcuni invece non daremo nulla, anche se si trovano in ristrettezze, per il semplice fatto che se li aiutassimo non muoverebbero un dito per tirarsene fuori da sé; a certuni ci limiteremo ad offrire, ad altri, addirittura, imporremo di accettare. 
Seneca



Sii servo del sapere, se vuoi essere veramente libero.
Seneca. Lettere a Lucilio

Nessuno che sia schiavo del proprio corpo è libero
Seneca



Non lasciar cadere e raffreddarsi gli slanci del tuo animo, 
ma dominali e regolali, affinché quelli che sono solo slanci 
diventino una costante disposizione dell' animo.
Seneca


Ho fatto ogni cosa per innalzarmi sulla moltitudine e mettermi in evidenza per qualche mio pregio: ma che altro ho ottenuto se non di espormi ai dardi e mostrare alla malvagità dove mordere?
Seneca


Una bella donna non è colei di cui si lodano le GAMBE o le BRACCIA, ma quella il cui ASPETTO COMPLESSIVO e' di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti.
Seneca




[…] Questa matta di colpo ha perso la vista.
Ti racconto un fatto incredibile, ma vero: non sa di essere cieca; chiede continuamente al suo accompagnatore di condurla via, dice che la casa è buia. Ti sia chiaro che accade a tutti noi quello che in lei ci fa ridere: nessuno si rende conto di essere avaro, nessuno di essere avido. I ciechi, però, chiedono una guida, noi andiamo errando senza guida e diciamo: “Io non sono ambizioso, ma nessuno può vivere diversamente a Roma; io non sono uno spendaccione, ma è proprio la città a richiedere grandi spese; non è colpa mia se sono collerico, se non ho ancora stabilito una precisa condotta di vita: è colpa della mia giovane età”. Perché vogliamo ingannarci? Non viene dall'esterno il nostro male: è dentro di noi, sta nelle nostre stesse viscere e, perciò, difficilmente possiamo guarire: ignoriamo di essere malati. Se pure cominciassimo a curarci, quando potremo disperdere le enormi forze di tante malattie?
Seneca - Epistulae ad Lucilium 50


EmpaticaMente




Elenco blog personale