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lunedì 18 agosto 2014

Michael Cricthon, "Timeline - Ai confini del tempo". Se nel 1889 aveste detto ad un fisico che cento anni dopo sarebbe stato possibile trasmettere via satellite immagini in movimento in tutte le case del mondo, che bombe di inimmaginabile potenza avrebbero minacciato la sopravvivenza della specie, che milioni di persone, ogni ora, avrebbero preso il volo ogni ora decollando ed atterrando automaticamente, che con telefoni superleggeri e senza cavi sarebbe stato possibile comunicare da un qualunque punto del pianeta a qualunque altro e che gran parte di questi "miracoli" sarebbero stati resi possibile grazie a dispositivi delle dimensioni di un francobollo funzionanti sulla base di una tecnologia chiamata meccanica quantistica, ebbene, quel fisico vi avrebbe, quasi certamente, presi per dei pazzi.



"Se nel 1889 aveste detto ad un fisico che cento anni dopo sarebbe stato possibile trasmettere via satellite immagini in movimento in tutte le case del mondo, che bombe di inimmaginabile potenza avrebbero minacciato la sopravvivenza della specie, che milioni di persone, ogni ora, avrebbero preso il volo ogni ora decollando ed atterrando automaticamente, che con telefoni superleggeri e senza cavi sarebbe stato possibile comunicare da un qualunque punto del pianeta a qualunque altro e che gran parte di questi "miracoli" sarebbero stati resi possibile grazie a dispositivi delle dimensioni di un francobollo funzionanti sulla base di una tecnologia chiamata meccanica quantistica, ebbene, quel fisico vi avrebbe, quasi certamente, presi per dei pazzi."
Michael Cricthon, "Timeline - Ai confini del tempo"




domenica 1 settembre 2013


Nella formulazione netta della legge di causalità
<<Se conosciamo esattamente il presente, possiamo calcolare il futuro>>, è falsa non la conclusione, ma la premessa. Noi non possiamo in linea di principio conoscere il presente in ogni elemento determinante. Perciò ogni percepire è una selezione da una quantità di possibilità e una limitazione delle possibilità future. Poiché il carattere statistico della teoria quantistica è così strettamente legato all'imprecisione di ogni percezione, si potrebbe essere indotti erroneamente a supporre che al di là del mondo statistico percepito si celi un mondo <<reale>>, nel quale è valida la legge di causalità. Ma tali speculazioni ci sembrano, insistiamo su questo punto, infruttuose e insensate. La fisica deve descrivere formalmente solo la connessione delle percezioni. Si può caratterizzare molto meglio il vero stato delle cose in questo modo: poiché tutti gli esperimenti sono soggetti alle leggi della meccanica quantistica [...] viene stabilita definitivamente la non validità della legge di causalità.
Werner Heisenberg, Cinematica e meccanica quantoteoriche, in Indeterminazione e realtà, p. 66

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