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venerdì 10 aprile 2015

Idea. Qual è il parassita più resistente? Un batterio? Un virus? Una tenia intestinale? No, un'idea. Persistente, contagiosa... Una volta che si è impossessata del cervello, è quasi impossibile sradicarla. Un' idea pienamente formata, compresa, si avvinghia qui dentro, da qualche parte



Caricato il 29 set 2011
"Qual è il parassita più resistente? Un batterio? Un virus? Una tenia intestinale? No, un'idea. Persistente, contagiosa... Una volta che si è impossessata del cervello, è quasi impossibile sradicarla. Un' idea pienamente formata, compresa, si avvinghia qui dentro, da qualche parte"

https://youtu.be/4-x-kSAP-_E


domenica 22 marzo 2015

Clientelismo. In molti casi avevano vitto e alloggio nella casa del patrizio. Il cliens non doveva semplicemente adulare qualcuno, ma perorare ogni sua causa, mettendoci la faccia, giusta o sbagliata che fosse. In condizioni estreme doveva anche incaricarsi di corrompere i senatori portandoli dalla parte del proprio padrone e cercando di non far capire da dove venissero i favori. Il rapporto di clientela era ereditario, di padre in figlio, e poteva essere affidato solo a uomini liberi e non schiavi.

Non sono un servo, sono un cliens.

Nella commedia latina uno dei personaggi più affascinanti e utili allo sviluppo della trama è l’adulatore, o parassita.
Nella società romana queste figure avevano lo scopo di elogiare i propri padroni, spesso inventando storie incredibili su di loro, in modo da trarne prestigio e mantenersi per più giorni. Chi riusciva a restare a fianco di un patrizio poteva ottenere in cambio dei suoi servigi pasti assicurati o qualche soldo per sopravvivere.

In molti casi avevano vitto e alloggio nella casa del patrizio. Il cliens non doveva semplicemente adulare qualcuno, ma perorare ogni sua causa, mettendoci la faccia, giusta o sbagliata che fosse. In condizioni estreme doveva anche incaricarsi di corrompere i senatori portandoli dalla parte del proprio padrone e cercando di non far capire da dove venissero i favori. Il rapporto di clientela era ereditario, di padre in figlio, e poteva essere affidato solo a uomini liberi e non schiavi. L’elemento dell’adulazione viene inserito nelle commedie per esasperare il carattere e la figura di questi individui.

Il cliente doveva essere il primo della giornata di fronte alla porta del suo padrone per riceverne le richieste e mostrarsi sempre grato e ammirato. Di conseguenza il padrone doveva essere generoso e comprensivo. Se si fa un controllo sulle dediche delle opere letterarie, si nota che la captatio benevolentiae (un incipit dedicato a qualcuno che potesse mantenerli), è sempre diretta a personaggi illustri, ricchi, potenti o politicamente influenti. Seguiva poi l’invocazione alla musa.

Plinio il Giovane parla della pratica della sportula, un tipo di clientelismo che prevedeva una fornitura periodica di vettovaglie che il patrizio metteva a disposizione. In cambio lo scrittore avrebbe dovuto elogiare le qualità di chi lo manteneva. In realtà si lamenta dal fatto che le altre sportule fossero sempre più piene della sua.

Marziale, invece, sottolinea che più numerosi erano i clientes che al mattino svegliavano il padrone, più prestigio dimostrava agli occhi della popolazione. Se qualche cliens avesse abbandonato il suo ruolo anche il dominus avrebbe perso la reputazione.

Dionigi di Alicarnasso sottolinea la profonda differenza tra gli schiavi greci e i clientes romani. Questi ultimi, secondo l’autore, godevano di maggiore rispettabilità e non erano considerati solo forza lavoro. In realtà, presso la popolazione romana, i clientes erano visti come persone senza ne arte ne parte, in grado solo di servire e assoggettarsi, quindi non dotati della virtus necessaria per essere considerati moralmente dei cittadini.

Per quanto possano sembrare delle figure poco interessanti, la storia ci ha tramandato varie versioni della figura del cliens. Con la nascita dei Mecenate dell’arte, dal 1200 fino al 1800 i clientes sono diventati dei “protetti” che danno prestigio alle corti di re e duchi, circondandoli di opere d’arte e capolavori letterari. Sempre, ovviamente, in cambio di un tozzo di pane.

http://www.lundici.it/2014/05/non-sono-un-servo-sono-un-clientes/


sabato 17 maggio 2014

Etty Hillesum. La sorgente di ogni cosa ha da essere la vita stessa, mai un'altra persona. Molti invece attingono le proprie forze da altri: è l'uomo la loro sorgente, non la vita. Mi sembra un atteggiamento quanto mai distorto e innaturale.

La sorgente di ogni cosa ha da essere la vita stessa, mai un'altra persona. 
Molti invece attingono le proprie forze da altri: è l'uomo la loro sorgente, non la vita. 
Mi sembra un atteggiamento quanto mai distorto e innaturale.
Etty Hillesum, Diario 1941-1943


Per tutta la mia vita ho desiderato che qualcuno mi prendesse per mano e si occupasse di me, magari sembro una persona coraggiosa che fa tutto da sé, e invece mi abbandonerei così volentieri alle cure di un altro.
Etty Hillesum

Bisogna vivere con se stessi come con un popolo intero: allora si conoscono tutte le qualità degli uomini, buone e cattive. E se vogliamo perdonare gli altri dobbiamo prima perdonare a noi stessi i nostri difetti. È forse la cosa più difficile... Il che significa anzitutto saperli generosamente accettare.
Etty Hillesum

In fondo, il nostro unico dovere morale è quello di dissodare in noi stessi vaste aree di tranquillità, di sempre maggior tranquillità, fintanto che si sia in grado d’irraggiarla anche sugli altri. E più pace c’è nelle persone, più pace ci sarà in questo mondo agitato.
Etty Hillesum


Fornisci al dolore dentro di te lo spazio e il rifugio che merita, perché se ognuno accetta quello che la vita gli impone con onestà, lealtà e maturità, forse il dolore che riempie il mondo si placherà. Ma se non prepari un rifugio accogliente per il tuo dolore, e invece riservi più spazio dentro di te all’odio e ai pensieri di vendetta – dai quali sorgeranno nuovi dolori per altri – allora il dolore non cesserà nel mondo, ma sarà moltiplicato. E se avrai dato al dolore lo spazio che le sue nobili origini richiedono, allora potrai veramente dire: la vita è bellla e così ricca! Tanto bella e ricca che potrebbe farti credere in Dio.
Etty Hillesum



Si deve diventare un’altra volta
semplici e senza parole
come il grano che cresce,
o la pioggia che cade.
Si deve semplicemente essere.
Etty Hillesum




venerdì 14 febbraio 2014

Parassitismo. Spettacolare esempio di parassitismo: in questa foto è possibile osservare una crisalide del Lepidottero Euploea core, ormai morta, all'interno della quale si scorgono in trasparenza le pupe di un Imenottero Apocrito, piccole Vespe parassitiche che depongono le uova all'interno perlopiù di larve di Artropodi quando sono ancora vivi, così che, una volta schiuse, possano nutrirsi dello sfortunato ospite dall'interno.

Spettacolare esempio di parassitismo: in questa foto è possibile osservare una crisalide del Lepidottero Euploea core, ormai morta, all'interno della quale si scorgono in trasparenza le pupe di un Imenottero Apocrito, piccole Vespe parassitiche che depongono le uova all'interno perlopiù di larve di Artropodi quando sono ancora vivi, così che, una volta schiuse, possano nutrirsi dello sfortunato ospite dall'interno.

(© staticd)



Mi sembra la descrizione dei nostri parlamentari e politici in genere, altro che larve!



Come i nostri politici...ditemi se sbaglio...ma a me è venuta subito in mente la somiglianza!!!



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