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venerdì 9 agosto 2013

Nichita Stanescu. Anche ciò che non esiste può morire, come la vita di un animale boreale del cui stato crepuscolare non ho mai saputo niente


Anche ciò che non esiste può morire,
come la vita di un animale boreale
del cui stato crepuscolare
non ho mai saputo niente.

Appariva talvolta
nel tuo modo di camminare,
ma ero troppo sonnolento per vederlo.

Cantava talvolta nelle tue occhiate
quando guardavi attraverso di me
alla mia adolescenza.

Ti allungava talvolta la mano.
Aggiungeva al tuo odore
il soave odore di decomposizione
d’uno scheletro di fiocco di neve.

Mai ne ho sentito la presenza
nemmeno in questo secondo
che infreddolito sono di colpo solidale
con tutto ciò che non esiste.
Ahi, anche ciò che non esiste può morire.

Nichita Stanescu- Al nord del Nord

Foto: Anche ciò che non esiste può morire,
come la vita di un animale boreale
del cui stato crepuscolare
non ho mai saputo niente.
Appariva talvolta
nel tuo modo di camminare,
ma ero troppo sonnolento per vederlo.
Cantava talvolta nelle tue occhiate
quando guardavi attraverso di me
alla mia adolescenza.
Ti allungava talvolta la mano.
Aggiungeva al tuo odore
il soave odore di decomposizione
d’uno scheletro di fiocco di neve.
Mai ne ho sentito la presenza
nemmeno in questo secondo
che infreddolito sono di colpo solidale
con tutto ciò che non esiste.
Ahi, anche ciò che non esiste può morire.

Nichita Stanescu- Al nord del Nord

venerdì 16 dicembre 2011

Antonio Pelliccia. L'indifferenza C'è una nebbia sottile che si posa nell'anima e ti trasforma dentro tanto da ottenebrare ... i sensi e le emozioni e tutte le espressioni più vive e veritiere della tua persona.


  • L'indifferenza
    C'è una nebbia sottile
    che si posa nell'anima
    e ti trasforma dentro
    tanto da ottenebrare
    ...
    i sensi e le emozioni
    e tutte le espressioni
    più vive e veritiere
    della tua persona.
    E i colori del giorno
    si confondono
    in un grigio sbiadito
    come cenere
    di un tempo senza vita
    e i tuoi occhi
    si offuscano
    in una spenta trafila
    delle cose.
    Tutto il mondo ti appare
    come una confusa nebulosa
    di immagini grevi
    e senza peso,
    e sempre più frequente
    nei tuoi pensieri
    è il desiderio
    d'inappartenenza
    dinanzi all'emergenza
    di un sentimento.
    E' raro
    che tu ti sorprenda
    di questa noncuranza,
    e ti abitui a cercare
    sempre più la distanza
    dagli affetti consueti
    e dalle sensazioni,
    che una volta destavano
    la tua impressione.
    Tu stesso ora ti senti
    sempre più spesso
    estraneo
    a tanti avvenimenti,
    e la tua mancanza
    di reazione
    è una terrea condizione
    che ormai non ti spaventa.
    Ti accontenti alla fine
    di un cereo immobilismo,
    e un gretto scetticismo
    oscura ogni passione
    per quello che ti occorre
    anche di bello.
    Già qualcuno
    ha chiamato divino
    questo chiudersi in sè
    come un beato destino
    di estrema lontananza
    dinanzi alla paura
    del male di vivere
    e delle sue conseguenze
    invece noi pensiamo,
    che, se dura nel tempo,
    questa nuvola spessa
    d'indifferenza
    si rivela solamente
    un'oscura sofferenza
    che ci mantiene assenti
    o sospesi
    nel cielo ignoto
    dell'inesistenza.

    Antonio Pelliccia


    https://www.facebook.com/admingeral
      • Il male della società odierna...l'indifferenza!! La tragedia è che siamo pienamente consapevoli di ciò e ci lasciamo cullare dall'idea che non è colpa nostra, soffriamo...ci vittimizziamo senza reazione, senza agire in modo costruttivo!! Facciamo così nel personale...allargarlo all'intera umanità diviene impotenza completa....

domenica 11 dicembre 2011

Jaime Sabines. Mi tieni nelle tue mani e mi leggi allo stesso modo di un libro

Mi tieni nelle tue mani e mi leggi allo stesso modo di un libro.
Sai ciò che io ignoro e mi dici le cose che non mi dico.
Mi conosco in te più che in me stesso.
Sei come un miracolo che accade a ogni ora,
come un dolore senza luogo.
Se tu non fossi donna, saresti amico mio.
A volte voglio parlarti di donne
che al tuo lato inseguo.
Sei come il perdono
e io sono come tuo figlio.
Che occhi buoni hai quando sei con me!
Come lontana diventi e come assente
quando ti sacrifico alla solitudine!
Dolce come il tuo nome, come un filo,
mi aspetti nel tuo amore finché giungo.
Sei come la mia casa,
sei come la mia morte,
amore mio.

Jaime Sabines



pubblicata da MAIEUTIKÉ di Olga Tamburini il giorno domenica 11 dicembre 2011 alle ore 18.41

martedì 29 novembre 2011

Siamo panni stesi ad asciugare


Siamo panni
stesi ad asciugare
esposti 
a mutamenti storici;
il mare
schiaffeggia le pagine
impresse sugli scogli
e ci abbandoniamo
sulle panchine al sole
come ombre
che si distendono
al giunger del meriggio.
Ignazio Balistreri

venerdì 25 novembre 2011

S.Penna. Felice chi è diverso.

Felice chi è diverso

essendo egli diverso.

Ma guai a chi è diverso

essendo egli comune.
S. Penna

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