Il piagnisteo è sempre un’efficace scappatoia morale.
Consente di delinquere e al tempo stesso di considerarsi vittima degli altri.
Adolfo Scotto Di Luzio, Napoli dai molti tradimenti, il Mulino 2008, p. 14
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sabato 5 novembre 2016
lunedì 11 novembre 2013
Quinto potere. Voglio che vi alziate in questo istante. Alzatevi, andate alla finestra, apritela, mettete fuori la testa e urlate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Le cose devono cambiare, ma prima vi dovete incazzare. Dovete dire: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Allora penseremo a cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione e la crisi energetica, ma Cristo, alzatevi dalle vostre sedie, andate alla finestra, mettete fuori la testa e ditelo, gridatelo: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!".
La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni, giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere.
Peter Finch, in Quinto potere, 1976
"L'unica verità che conoscete è quella che ricevete alla TV. Attualmente, c'è da noi un'intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla TV! La TV è la loro Bibbia, la suprema rivelazione. La TV può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri. La TV è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio, e poveri noi, se cadesse nelle mani degli uomini sbagliati. E quando una fra le più grandi corporazioni del mondo controlla la più efficiente macchina per una propaganda fasulla e vuota, io non so quali altre cavolate verranno spacciate per verità, qui.
Quindi ascoltatemi. Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni e giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere, da noi non potrete ottenere mai la verità: vi diremo tutto quello che volete sentire mentendo senza vergogna, vi diremo qualsiasi cazzata vogliate sentire.
Noi commerciamo illusioni, niente di tutto questo è vero, ma voi tutti ve ne state seduti là, giorno dopo giorno, notte dopo notte, di ogni età, razza, fede... conoscete soltanto noi! Già cominciate a credere alle illusioni che fabbrichiamo qui, cominciate a credere che la TV è la realtà e che le vostre vite sono irreali. Voi fate tutto quello che la TV vi dice: vi vestite come in TV, mangiate come in TV, tirate su bambini come in TV, persino pensate come in TV! Questa è pazzia di massa, siete tutti matti! In nome di Dio, siete voialtri la realtà: noi siamo le illusioni! Quindi spegnete i vostri televisori, spegneteli ora, spegneteli immediatamente, spegneteli e lasciateli spenti!"
Howard Beale, Quinto Potere
Peter Finch, in Quinto potere, 1976
"L'unica verità che conoscete è quella che ricevete alla TV. Attualmente, c'è da noi un'intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla TV! La TV è la loro Bibbia, la suprema rivelazione. La TV può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri. La TV è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio, e poveri noi, se cadesse nelle mani degli uomini sbagliati. E quando una fra le più grandi corporazioni del mondo controlla la più efficiente macchina per una propaganda fasulla e vuota, io non so quali altre cavolate verranno spacciate per verità, qui.
Quindi ascoltatemi. Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni e giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere, da noi non potrete ottenere mai la verità: vi diremo tutto quello che volete sentire mentendo senza vergogna, vi diremo qualsiasi cazzata vogliate sentire.
Noi commerciamo illusioni, niente di tutto questo è vero, ma voi tutti ve ne state seduti là, giorno dopo giorno, notte dopo notte, di ogni età, razza, fede... conoscete soltanto noi! Già cominciate a credere alle illusioni che fabbrichiamo qui, cominciate a credere che la TV è la realtà e che le vostre vite sono irreali. Voi fate tutto quello che la TV vi dice: vi vestite come in TV, mangiate come in TV, tirate su bambini come in TV, persino pensate come in TV! Questa è pazzia di massa, siete tutti matti! In nome di Dio, siete voialtri la realtà: noi siamo le illusioni! Quindi spegnete i vostri televisori, spegneteli ora, spegneteli immediatamente, spegneteli e lasciateli spenti!"
Howard Beale, Quinto Potere
Non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che vanno male. Abbiamo una crisi. Molti non hanno un lavoro, e chi ce l'ha vive con la paura di perderlo. Il potere d'acquisto del dollaro è zero. Le banche stanno fallendo, i negozianti hanno il fucile nascosto sotto il banco, i teppisti scorrazzano per le strade e non c'è nessuno che sappia cosa fare e non se ne vede la fine.
Sappiamo che l'aria ormai è irrespirabile e che il nostro cibo è immangiabile. Stiamo seduti a guardare la TV mentre il nostro telecronista locale ci dice che oggi ci sono stati quindici omicidi e sessantatré reati di violenza come se tutto questo fosse normale, sappiamo che le cose vanno male, più che male!
È la follia! È come se tutto dovunque fosse impazzito così che noi non usciamo più. Ce ne stiamo in casa e lentamente il mondo in cui viviamo diventa più piccolo e diciamo soltanto: "Almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti per piacere! Lasciatemi il mio tostapane, la mia TV, la mia vecchia bicicletta e io non dirò niente ma... ma lasciatemi tranquillo!".
Beh!, io non vi lascerò tranquilli. Io voglio che voi vi incazziate. Non voglio che protestiate, non voglio che vi ribelliate, non voglio che scriviate al vostro senatore, perché non saprei cosa dirvi di scrivere: io non so cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione e i russi e la violenza per le strade. Io so soltanto che prima dovete incazzarvi. Dovete dire: "Sono un essere umano, porca puttana! La mia vita ha un valore!".
Quindi io voglio che ora voi vi alziate. Voglio che tutti voi vi alziate dalle vostre sedie. Voglio che vi alziate proprio adesso, che andiate alla finestra e l'apriate e vi affacciate tutti ed urliate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!".
Voglio che vi alziate in questo istante. Alzatevi, andate alla finestra, apritela, mettete fuori la testa e urlate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Le cose devono cambiare, ma prima vi dovete incazzare. Dovete dire: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Allora penseremo a cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione e la crisi energetica, ma Cristo, alzatevi dalle vostre sedie, andate alla finestra, mettete fuori la testa e ditelo, gridatelo: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!".
Quinto potere
Network, Sidney Lumet, 1976
Sono incazzato nero!
Peter Finch nella parte di Howard Beale
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domenica 3 marzo 2013
Peppino Impastato. e si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà
Se si insegnasse la bellezza alla gente, a si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore. [...]
Sai cosa penso? Che questo aereoporto in fondo non è brutto, anzi, visto così dall'alto. Uno sale qua sopra e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell'uomo, e invece non è così. In fondo tutte le cose anche le peggiori una volta fatte poi si trovano una logica una giustificazione per il solo fatto di esistere. Fanno ste case schifose con le finestre in alluminio i muri di mattoni, i balconcini, la gente ci va ad abitare e ci mette le tendine i gerani e la televisione... dopo un po' tutto fa parte del paesaggio. Cioè esiste, nessuno si ricorda più di com'era prima. Non ci vuole niente a distruggere la bellezza." Ho capito e allora? " " e allora invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni e ste fesserie bisognerebbe ricordare alla gente cos'è la bellezza, aiutare a riconoscerla a difenderla. [...]
Peppino Impastato da "I Cento passi
I compagni di Milano poi sono simpaticissimi, e i creativi venuti da Bologna e i fricchettoni piovuti giù dall'India, queste ragazze tedesche e inglesi sono bellissime. Viene voglia di piantare tutto e andare via dietro a loro. Ma qui non siamo a Parigi, non siamo a Berbley, non siamo a Woodstock e nemmeno all'isola di White. Qui siamo a Cinisi in Sicilia, dove non aspettano altro che il nostro disimpegno, il rientro nella vita privata. Per questo ho voluto occupare simbolicamente la radio, per richiamare la vostra attenzione. Ma non voglio fare tutto da solo, bisogna che ognuno di noi ritorni al lavoro che ha sempre fatto, cioè INFORMARE, DIRE LA VERITÀ... e la verità bisogna dirla anche sulle proprie insufficienze sui propri limiti! [Durante l'occupazione di Radio Aut]
Sai cosa penso? Che questo aereoporto in fondo non è brutto, anzi, visto così dall'alto. Uno sale qua sopra e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell'uomo, e invece non è così. In fondo tutte le cose anche le peggiori una volta fatte poi si trovano una logica una giustificazione per il solo fatto di esistere. Fanno ste case schifose con le finestre in alluminio i muri di mattoni, i balconcini, la gente ci va ad abitare e ci mette le tendine i gerani e la televisione... dopo un po' tutto fa parte del paesaggio. Cioè esiste, nessuno si ricorda più di com'era prima. Non ci vuole niente a distruggere la bellezza." Ho capito e allora? " " e allora invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni e ste fesserie bisognerebbe ricordare alla gente cos'è la bellezza, aiutare a riconoscerla a difenderla. [...]
Peppino Impastato da "I Cento passi
I compagni di Milano poi sono simpaticissimi, e i creativi venuti da Bologna e i fricchettoni piovuti giù dall'India, queste ragazze tedesche e inglesi sono bellissime. Viene voglia di piantare tutto e andare via dietro a loro. Ma qui non siamo a Parigi, non siamo a Berbley, non siamo a Woodstock e nemmeno all'isola di White. Qui siamo a Cinisi in Sicilia, dove non aspettano altro che il nostro disimpegno, il rientro nella vita privata. Per questo ho voluto occupare simbolicamente la radio, per richiamare la vostra attenzione. Ma non voglio fare tutto da solo, bisogna che ognuno di noi ritorni al lavoro che ha sempre fatto, cioè INFORMARE, DIRE LA VERITÀ... e la verità bisogna dirla anche sulle proprie insufficienze sui propri limiti! [Durante l'occupazione di Radio Aut]
Peppino Impastato
Questa, e' una poesia scritta dalla madre di Peppino Impastato....al figlio.
Questo non è mio figlio
questi pezzi di carne
sparsi in una bara
non fanno parte della mia storia
Mio figlio era la voce
che gridava nelle piazze
era la rabbia
l'amore che voleva far crescere
Questo era mio figlio
quando era vivo
quando lottava per tutti
tra mafiosi fascisti padri farabutti
Parlo con lui vivo
non so parlare coi morti
l'aspetto il giorno e la notte
quando si aprono le porte
Entra e mi lascia il suo abbraccio
lo chiamo è nella sua stanza che studia
esce... torna
la faccia nera
ma se la ride della loro miseria
Mio figlio era la voce
che gridava nelle piazze
era la rabbia
l'amore che voleva far crescere
Questo era mio figlio
quando era vivo
quando lottava per tutti
tra mafiosi fascisti padri farabutti
Questo è mio figlio
questo è il mio Peppino.
uomo della Sicilia
integro uomo
Questo è mio figlio
con lui tutti coloro
che lottano ogni giorno
per un nuovo destino
Mio figlio era la voce
che gridava nelle piazze
era la rabbia
l'amore che voleva far crescere
Questo era mio figlio
quando era vivo
quando lottava per tutti
tra mafiosi fascisti padri farabutti
Questa, e' una poesia scritta dalla madre di Peppino Impastato....al figlio.
Questo non è mio figlio
questi pezzi di carne
sparsi in una bara
non fanno parte della mia storia
Mio figlio era la voce
che gridava nelle piazze
era la rabbia
l'amore che voleva far crescere
Questo era mio figlio
quando era vivo
quando lottava per tutti
tra mafiosi fascisti padri farabutti
Parlo con lui vivo
non so parlare coi morti
l'aspetto il giorno e la notte
quando si aprono le porte
Entra e mi lascia il suo abbraccio
lo chiamo è nella sua stanza che studia
esce... torna
la faccia nera
ma se la ride della loro miseria
Mio figlio era la voce
che gridava nelle piazze
era la rabbia
l'amore che voleva far crescere
Questo era mio figlio
quando era vivo
quando lottava per tutti
tra mafiosi fascisti padri farabutti
Questo è mio figlio
questo è il mio Peppino.
uomo della Sicilia
integro uomo
Questo è mio figlio
con lui tutti coloro
che lottano ogni giorno
per un nuovo destino
Mio figlio era la voce
che gridava nelle piazze
era la rabbia
l'amore che voleva far crescere
Questo era mio figlio
quando era vivo
quando lottava per tutti
tra mafiosi fascisti padri farabutti


martedì 18 dicembre 2012
Jean-François Brient. La servitù moderna è una servitù volontaria, consentita dalla massa degli schiavi che strisciano sulla superficie terrestre. Comprano liberamente tutti i prodotti che li asservono ogni giorno di più. Si aggrappano spontaneamente ad un lavoro sempre più alienante, generosamente concesso soltanto se “fanno i bravi”.
La servitù moderna è una servitù volontaria, consentita dalla massa degli schiavi che strisciano sulla superficie terrestre. Comprano liberamente tutti i prodotti che li asservono ogni giorno di più. Si aggrappano spontaneamente ad un lavoro sempre più alienante, generosamente concesso soltanto se “fanno i bravi”.
Scelgono loro stessi i padroni che dovranno servire. Perché questa assurda tragedia sia potuta accadere, prima di tutto è stato necessario sottrarre ai membri di questa classe ogni consapevolezza del proprio sfruttamento e della propria alienazione. Questa è la strana modernità della nostra epoca. Contrariamente agli schiavi dell’antichità, ai servi del Medioevo o agli operai delle prime rivoluzioni industriali, oggi siamo di fronte ad una classe totalmente asservita ma che non sa di esserlo, anzi, che non vuole saperlo.
Ignorano quindi la ribellione, che dovrebbe essere l’unica reazione legittima degli oppressi. Accettano senza fiatare la vita pietosa che è stata decisa per loro. La rinuncia e la rassegnazione sono le cause della loro disgrazia. Questo è il brutto sogno degli schiavi moderni che non chiedono, in definitiva, che di lasciarsi andare nella danza macabra del sistema dell’alienazione.
Jean-François Brient

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venerdì 16 novembre 2012
Kanti Swami. La bestemmia non è invocare Dio come porco o la Madonna come maiala... ma guarda che bello è il maiale e che bella è la maiala! Dio respira in loro come in ogni cosa. La bestemmia è dire:"che sfiga ho avuto", pensare:"doveva andare in quest'altro modo".... è andare contro la realtà delle cose che non è altro che il divino che si manifesta...
Nessuno sforzo può quietarci del tutto. La vera quiete nasce spontanea da momenti di solitudine in cui concediamo alla nostra mente di placarsi. Proprio come l’acqua scorre verso il basso, la mente gravita verso il sacro. Restando immobili, le acque melmose tornano chiare, e anche la nostra mente lo sarà, se solo le permetteremo di fermarsi. Né l’acqua, né la luna compiono alcuno sforzo per produrre il riflesso. Allo stesso modo, la meditazione sarà cosa naturale ed immediata......
Deng Ming Dao
Indecisione e procrastinazione sono atteggiamenti deleteri: chi aspetta ad imbarcarsi se il progetto non è perfettamente a punto, o disdegna il compromesso di una soluzione parziale, è persona assai infelice. Raramente un’impresa parte nelle circostanze ideali. Anzi, ogni situazione porta con sé molte incertezze. I saggi solo coloro che riescono a trarre forza da circostanze per gli altri confuse.
Esigere che tutto sia perfetto prima di entrare in azione è come voler giungere a destinazione senza affrontare il viaggio. Per i seguaci del Tao, il percorso conta tanto quanto il punto di arrivo. Nel Tao, procedere a piccoli passi è un concetto fondamentale.
I giorni trascorrono sia con, sia senza di noi. Se non stiamo attenti, gli anni passeranno e noi ci ritroveremo pieni di rimpianti. Non possiamo risolvere un problema in un attimo? Pazienza: l’importante è cominciare ad affrontarlo. Scomponiamo le difficoltà in parti più piccole, e potremo progredire verso la riuscita. Se aspettiamo che tutto si accordi alla perfezione con i nostri piani, tanto vale che aspettiamo per sempre. Se invece usciamo e ci immergiamo nella corrente della vita, scopriremo che la grandiosità dell’edificio si regge su un insieme di singoli mattoni.
Deng Ming-Dao, da “Il Tao per un anno”, 295
Indecisione e procrastinazione sono atteggiamenti deleteri: chi aspetta ad imbarcarsi se il progetto non è perfettamente a punto, o disdegna il compromesso di una soluzione parziale, è persona assai infelice. Raramente un’impresa parte nelle circostanze ideali. Anzi, ogni situazione porta con sé molte incertezze. I saggi solo coloro che riescono a trarre forza da circostanze per gli altri confuse.
Esigere che tutto sia perfetto prima di entrare in azione è come voler giungere a destinazione senza affrontare il viaggio. Per i seguaci del Tao, il percorso conta tanto quanto il punto di arrivo. Nel Tao, procedere a piccoli passi è un concetto fondamentale.
I giorni trascorrono sia con, sia senza di noi. Se non stiamo attenti, gli anni passeranno e noi ci ritroveremo pieni di rimpianti. Non possiamo risolvere un problema in un attimo? Pazienza: l’importante è cominciare ad affrontarlo. Scomponiamo le difficoltà in parti più piccole, e potremo progredire verso la riuscita. Se aspettiamo che tutto si accordi alla perfezione con i nostri piani, tanto vale che aspettiamo per sempre. Se invece usciamo e ci immergiamo nella corrente della vita, scopriremo che la grandiosità dell’edificio si regge su un insieme di singoli mattoni.
Deng Ming-Dao, da “Il Tao per un anno”, 295
Ci fu un periodo in cui facevo fatica ad acquietare la mente nella meditazione.
Sentivo dentro di me una ribellione contro l'idea stessa della pace interiore!
«Non lottare contro la mente» mi consigliò il Maestro.
Trattala come un asino.
Quella bestia è così testarda che a volte non si sposta neppure se viene ripetutamente percossa
Se però il padrone la lascia tranquilla per un pò, alla fine riprende a camminare di sua iniziativa.
La cosa migliore, quando la tua mente si ribella, è lasciarla stare per un pò.
Non essere troppo duro con lei; lasciale dire la sua!
In seguito, riprenderà ad andare avanti di sua spontanea volontà, senza essere forzata»
Swami Kriyananda
Non potete vedere niente al di là delle vostre abitudini e delle convinzioni sociali di cui siete impregnati. Se volete vedere oltre, liberatevi innanzi tutto del vostro modo abituale di interpretare i fatti
Swami Prajnanapada
I pensieri sono forze gigantesche, molto più potenti dell ' elettricità .
Essi controllano la vostra vita , modellando il vostro carattere e forgiando il vostro destino
Swami Sivananda
Io ci son riuscita, ma ci ho messo 10 Anni...
Il mio consiglio, il più radicale ma il più efficace: liberatevi di voi stessi, dolorosissimo.
Ma poi si è liberi di ricostruirsi alla luce delle nuove universali verità.
Per trovare la pace interiore, pratica il non-attaccamento:
sii sempre consapevole che niente e nessuno ti appartiene veramente.
Swami Kriyananda, I segreti della pace interiore
Incoraggia gli altri nei loro punti di forza e non sminuirli mai per le loro debolezze. Nel dare forza agli altri, anche tu diventerai più forte. Al contrario, mortificando gli altri, mortificherai solo te stesso. Il colore con cui dipingi una ringhiera è lo stesso colore che ti resta sulle mani.
Swami Kriyananda
Se tratti una persona come se fosse ciò che potrebbe essere, diventerà ciò che potrebbe essere.
Johann Wolfgang Goethe
Ciò che noi riconosciamo in un uomo lo accendiamo anche dentro di lui.
Friedrich Nietzsche - Cosi Parlò Zarathustra

domenica 29 luglio 2012
Fernando Ezequiel Solanas. La rassegnazione è la più grande corruzione dell'uomo
lunedì 27 febbraio 2012
Honorè De Balzac. Le leggi sono ragnatele che le mosche grosse sfondano,mentre le piccole ci restano impigliate
La rassegnazione è un suicidio quotidiano
Honorè de Balzac
Nessuno osa dire addio alle proprie abitudini.
Più di un suicida s'è fermato sulle soglie della morte
pensando al caffè dove andava a giocare
tutte le sere la sua partita a domino.
Honoré de Balzac
Ognuno ha la pretesa di soffrire molto più degli altri.
Honoré de Balzac
Da quando le società esistono, un governo,
per forza di cose, è sempre stato un contratto d’assicurazione
concluso fra i ricchi contro i poveri.
Honorè De Balzac
La storia è la menzogna comunemente accettata.
Voltaire: François-Marie Arouet
Le burocrazie non hanno un cuore o un'anima,
ma hanno un istinto di sopravvivenza
Boyd Haley
Honorè de Balzac
Nessuno osa dire addio alle proprie abitudini.
Più di un suicida s'è fermato sulle soglie della morte
pensando al caffè dove andava a giocare
tutte le sere la sua partita a domino.
Honoré de Balzac
Ognuno ha la pretesa di soffrire molto più degli altri.
Honoré de Balzac
Le leggi sono ragnatele che le mosche grosse sfondano,
mentre le piccole ci restano impigliate
mentre le piccole ci restano impigliate
Honorè De Balzac
Da quando le società esistono, un governo,
per forza di cose, è sempre stato un contratto d’assicurazione
concluso fra i ricchi contro i poveri.
Honorè De Balzac
Vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata - la storia ad usum delphini - e la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa.
Honoré de Balzac, Le illusioni perdute
Esistono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che si insegna 'ad usum Delphini' e la storia segreta, in cui si rinvengono le vere cause degli avvenimenti: una storia vergognosa.
Honoré de Balzac, "Commedia Umana"
La storia è la menzogna comunemente accettata.
Voltaire: François-Marie Arouet
Le burocrazie non hanno un cuore o un'anima,
ma hanno un istinto di sopravvivenza
Boyd Haley
Aveva ricevuto la spaventosa educazione di un ambiente in cui si commettono in una serata con le parole e con i pensieri più delitti di quanti non se ne presentino in corte d’assise, in cui si assassinano le più grandi idee con le battute, in cui si giudica in gamba chi vede giusto, e veder giusto significa non credere a nulla, non ai sentimenti, non agli uomini, nemmeno ai fatti, perché i fatti si costruiscono. Per vedere giusto, in quel mondo, bisogna tutte le mattine valutare quanto pesa la borsa dell’amico, mettersi politicamente al di sopra di ogni eventualità, non nutrire ammirazione per nulla, opere d’arte, nobili gesti, e considerare movente d’ogni cosa l’interesse personale.
Honoré de Balzac "Eugénie Grandet"
Mi diceva inoltre:
«Possiedo la casa di Beaujon, meno il giardino, ma con la tribuna sulla piccola chiesa all'angolo della strada. Dalla mia scala una porta si apre sulla chiesa. Un giro di chiave e mi trovo alla messa. Tengo più a questa tribuna che al giardino». Mi aveva accompagnato fino a quella scala, camminando penosamente, mi aveva mostrato la porta, e aveva gridato alla moglie: «Su, fa vedere a Hugo tutti i miei quadri».”
Victor Hugo ricorda Honoré de Balzac in Cose viste
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