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mercoledì 21 novembre 2012

Fabio Gherardelli. Zero Paranoie. A parte la gelosia, ci sono poi le paranoie dell’innamorato deluso. Sto parlando di quella persona che quando viene lasciata comincia a farsi questo tipo di par anoie: “Non troverò mai più una persona come lui/lei... Adesso resterò per sempre da solo/sola... Nessuno si innamorerà più di me...” ecc. Insomma la persona comincerà a costruirsi una sua realtà (che possiamo definire in modo simpatico la realtà di Cenerentola!) e poi, in modo inconsapevole, farà di tutto per confermarla




A parte la gelosia, ci sono poi le paranoie dell’innamorato deluso.
Sto parlando di quella persona che quando viene lasciata comincia a farsi questo tipo di paranoie: “Non troverò mai più una persona come lui/lei... Adesso resterò per sempre da solo/sola... Nessuno si innamorerà più di me...” ecc. Insomma la persona comincerà a costruirsi una sua realtà (che possiamo definire in modo simpatico la realtà di Cenerentola!) e poi, in modo inconsapevole, farà di tutto per confermarla.

Tratto da ZERO PARANOIE, di Fabio Gherardelli. Editore Mondadori



martedì 23 ottobre 2012

NON CI SONO SOLUZIONI MA DISSOLVIMENTO DI CIÒ CHE CREDEVAMO PROBLEMI. LA STESSA IDEA DI SOLUZIONE, È CREATA DA CIÒ CHE DEFINIAMO UN PROBLEMA




Deva Sakshin
NON CI SONO SOLUZIONI MA DISSOLVIMENTO DI CIÒ CHE CREDEVAMO PROBLEMI. LA STESSA IDEA DI SOLUZIONE, È CREATA DA CIÒ CHE DEFINIAMO UN PROBLEMA; il suo scopo è renderlo reale il più possibile. In questo modo LA DIMENSIONE IDEALE DIVENTA L'UNICA ALTERNATIVA PRATICABILE. Concludiamo che la prigione è la fuori e la libertà è dentro di noi, ma LA CAUSA DEL PROBLEMA NASCE PROPRIO DAL SENSO DI SEPARAZIONE TRA INTERNO ED ESTERNO, e LA SUA PERMANENZA SI NUTRE DELLA NOSTRA ACCETTAZIONE DI ETICHETTE COME: SUPERIORE O INFERIORE, FORTUNATO O SFORTUNATO, DI PIÙ O DI MENO. La tensione è creata dal VOLERE ADATTARE LA NOSTRA REALTÀ A QUESTE ETICHETTE MENTALI, e naturalmente non possiamo che ricavarne ulteriori FRUSTRAZIONI. (nessuna etichetta in generale, ha una qualità commestibile). LA FRUSTRAZIONE VIENE ALIMENTATA DAL TENTATIVO DI RIEMPIRE CON QUALSIASI COSA, LA REALTÀ DI SPAZIO CHE NOI SIAMO IN TUTTE LE DIMENSIONI: relativa, assoluta, trascendente. LO SPAZIO È LA TUA PRESENZA, senza il "mio" che introduce soggetti e oggetti da etichettare. Tu non sarai mai un insieme di cose solo belle o solo brutte, ma SEI E SARAI SEMPRE SOLTANTO LO SPAZIO IN CUI ESSE POSSONO ESISTERE, con la fantasia e concretamente, parzialmente come totalmente. PRESENZA - SPAZIO - CONSAPEVOLEZZA: non sono tre cose diverse tra loro, ma UN FLUSSO INDISTINTO, una unica acqua e una sola sorgente.
Deva Sakshin

giovedì 27 settembre 2012

martedì 25 settembre 2012

Ugo Foscolo. m’accorsi come le sue pupille erano rosse di pianto; non mi parlò, ma mi ammazzò con un’occhiata quasi volesse dirmi: Tu mi hai ridotta così

«Ed io sono sempre in perfetta armonia con gl’infelici, perché - davvero - io trovo un non so che di cattivo nell’uomo prospero».
Ugo Foscolo, “Ultime lettere di Jacopo Ortis”


“[…] m’accorsi come le sue pupille erano rosse di pianto; non mi parlò, ma mi ammazzò con un’occhiata quasi volesse dirmi: Tu mi hai ridotta così.”
Ugo Foscolo


Non ci sono errori, ma solo opportunità per conoscere le cose
Ugo Foscolo





All'ombra de' cipressi e dentro l'urne
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro? Ove piú il Sole
per me alla terra non fecondi questa
bella d'erbe famiglia e d'animali,
e quando vaghe di lusinghe innanzi
a me non danzeran l'ore future,
né da te, dolce amico, udrò piú il verso
e la mesta armonia che lo governa,
né piú nel cor mi parlerà lo spirto
delle vergini Muse e dell'amore,
unico spirto a mia vita raminga,
qual fia ristoro a' dí perduti un sasso
che distingua le mie dalle infinite
ossa che in terra e in mar semina morte?
Vero è ben, Pindemonte! Anche la Speme,
ultima Dea, fugge i sepolcri: e involve
tutte cose l'obblío nella sua notte;
e una forza operosa le affatica
di moto in moto; e l'uomo e le sue tombe
e l'estreme sembianze e le reliquie
della terra e del ciel traveste il tempo.

Ma perché pria del tempo a sé il mortale
invidierà l'illusïon che spento
pur lo sofferma al limitar di Dite?
Non vive ei forse anche sotterra, quando
gli sarà muta l'armonia del giorno,
se può destarla con soavi cure
nella mente de' suoi? Celeste è questa
corrispondenza d'amorosi sensi,
celeste dote è negli umani; e spesso
per lei si vive con l'amico estinto
e l'estinto con noi, se pia la terra
che lo raccolse infante e lo nutriva,
nel suo grembo materno ultimo asilo
porgendo, sacre le reliquie renda
dall'insultar de' nembi e dal profano
piede del vulgo, e serbi un sasso il nome,
e di fiori odorata arbore amica
le ceneri di molli ombre consoli.

Sol chi non lascia eredità d'affetti
poca gioia ha dell'urna; e se pur mira
dopo l'esequie, errar vede il suo spirto
fra 'l compianto de' templi acherontei,
o ricovrarsi sotto le grandi ale
del perdono d'lddio: ma la sua polve
lascia alle ortiche di deserta gleba
ove né donna innamorata preghi,
né passeggier solingo oda il sospiro
che dal tumulo a noi manda Natura.
Pur nuova legge impone oggi i sepolcri
fuor de' guardi pietosi, e il nome a' morti
contende. E senza tomba giace il tuo
sacerdote, o Talia, che a te cantando
nel suo povero tetto educò un lauro
con lungo amore, e t'appendea corone;
e tu gli ornavi del tuo riso i canti
che il lombardo pungean Sardanapalo,
cui solo è dolce il muggito de' buoi
che dagli antri abdüani e dal Ticino
lo fan d'ozi beato e di vivande.
O bella Musa, ove sei tu? Non sento
spirar l'ambrosia, indizio del tuo nume,
fra queste piante ov'io siedo e sospiro
il mio tetto materno. E tu venivi
e sorridevi a lui sotto quel tiglio
ch'or con dimesse frondi va fremendo
perché non copre, o Dea, l'urna del vecchio
cui già di calma era cortese e d'ombre.
Forse tu fra plebei tumuli guardi
vagolando, ove dorma il sacro capo
del tuo Parini? A lui non ombre pose
tra le sue mura la città, lasciva
d'evirati cantori allettatrice,
non pietra, non parola; e forse l'ossa
col mozzo capo gl'insanguina il ladro
che lasciò sul patibolo i delitti.
Senti raspar fra le macerie e i bronchi
la derelitta cagna ramingando
su le fosse e famelica ululando;
e uscir del teschio, ove fuggia la luna,
l'úpupa, e svolazzar su per le croci
sparse per la funerëa campagna
e l'immonda accusar col luttüoso
singulto i rai di che son pie le stelle
alle obblïate sepolture. Indarno
sul tuo poeta, o Dea, preghi rugiade
dalla squallida notte. Ahi! su gli estinti
non sorge fiore, ove non sia d'umane
lodi onorato e d'amoroso pianto.

Dal dí che nozze e tribunali ed are
diero alle umane belve esser pietose
di se stesse e d'altrui, toglieano i vivi
all'etere maligno ed alle fere
i miserandi avanzi che Natura
con veci eterne a sensi altri destina.
Testimonianza a' fasti eran le tombe,
ed are a' figli; e uscían quindi i responsi
de' domestici Lari, e fu temuto
su la polve degli avi il giuramento:
religïon che con diversi riti
le virtú patrie e la pietà congiunta
tradussero per lungo ordine d'anni.
Non sempre i sassi sepolcrali a' templi
fean pavimento; né agl'incensi avvolto
de' cadaveri il lezzo i supplicanti
contaminò; né le città fur meste
d'effigïati scheletri: le madri
balzan ne' sonni esterrefatte, e tendono
nude le braccia su l'amato capo
del lor caro lattante onde nol desti
il gemer lungo di persona morta
chiedente la venal prece agli eredi
dal santuario. Ma cipressi e cedri
di puri effluvi i zefiri impregnando
perenne verde protendean su l'urne
per memoria perenne, e prezïosi
vasi accogliean le lagrime votive.
Rapían gli amici una favilla al Sole
a illuminar la sotterranea notte,
perché gli occhi dell'uom cercan morendo
il Sole; e tutti l'ultimo sospiro
mandano i petti alla fuggente luce.
Le fontane versando acque lustrali
amaranti educavano e vïole
su la funebre zolla; e chi sedea
a libar latte o a raccontar sue pene
ai cari estinti, una fragranza intorno
sentía qual d'aura de' beati Elisi.
Pietosa insania che fa cari gli orti
de' suburbani avelli alle britanne
vergini, dove le conduce amore
della perduta madre, ove clementi
pregaro i Geni del ritorno al prode
che tronca fe' la trïonfata nave
del maggior pino, e si scavò la bara.
Ma ove dorme il furor d'inclite gesta
e sien ministri al vivere civile
l'opulenza e il tremore, inutil pompa
e inaugurate immagini dell'Orco
sorgon cippi e marmorei monumenti.
Già il dotto e il ricco ed il patrizio vulgo,
decoro e mente al bello italo regno,
nelle adulate reggie ha sepoltura
già vivo, e i stemmi unica laude. A noi
morte apparecchi riposato albergo,
ove una volta la fortuna cessi
dalle vendette, e l'amistà raccolga
non di tesori eredità, ma caldi
sensi e di liberal carme l'esempio.
Ugo Foscolo. Da "I sepolcri"




Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell’onde
del greco mar da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l’inclito verso di colui che l’acque

cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.

http://youtu.be/xwhgU6UsZ3w







...Zacinto mia, che ti specchi nell'onde del Greco Mar, da cui vergine nacque Venere, e fea quell'isole feconde col suo primo sorriso...un capolavoro.




 "nè mai più toccherò le sacre sponde..ove il mio corpo fanciulletto giacque...."




... Zacinto mia, che te specchi nell'onde del quieto mar da cui vergine nacque venere e fea quell'isole feconde..... (e poi non me la ricordo più)



Io ci sono stato 10 anni fa meravigliosa isola un mare cristallino e celeste intenso schiumoso questo punto in particolare indimenticabile





Sì andare..ma consapevoli che le vespe ed anche api in spiaggia sono molte e attaccano l'uomo..attenzione alle persone sensibili al veleno degli insetti puntori..c'è gente che è rimasta chiusa in albergo per una settimana.. sono ovunque le vespe al ristorante sul mare.. e sono aggressive! Chi è andato ha preso tre punture in due giorni e vacanza rovinata questo per più coraggiosi.. Era una mia meta.. ma ho dovuto rinunciare, così nel Peloponneso..bellissimi paesaggi e archeologia magnifica ma..idem..sig.. sig..sig..




sabato 8 settembre 2012

Alda Merini. Quando l’anima è satura dentro di amarezza e dolore, diventa incredibilmente bella e soprattutto potente. Di quella potenza io sono orgogliosa

La tenebra è solo una grande domanda di luce
Alda Merini


Illumino spesso gli altri ma io rimango sempre al buio.
Alda Merini


C'è chi guida il carro con la forza.
E c'è chi distrugge la vita con un sorriso.
Alda Merini


Quelle come me cercano un senso all'esistere e, quando lo trovano,
tentano d'insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo.
Alda Merini


Quando venni ricoverata per la prima volta in manicomio ero poco più di una bambina, avevo sì due figlie e qualche esperienza alle spalle, ma il mio animo era rimasto semplice, pulito, sempre in attesa che qualche cosa di bello si configurasse al mio orizzonte...
Alda Merini. L'altra verità. Diario di una diversa


Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita. 
Alda Merini 

Quando l’anima è satura dentro di amarezza e dolore,
diventa incredibilmente bella e soprattutto potente.
Di quella potenza io sono orgogliosa.
Alda Merini

Sono stata io a volerlo. Mi fa sorridere il moralismo della gente, non lo tirano fuori per il nudo in sé, ormai ovunque, ma per quello non perfetto. E’ l’imperfezione a scandalizzare, come fosse una colpa. Il mio è stato un gesto di provocazione, e anche di profondo dolore: in manicomio ci spogliavano come fossimo cose. Mi sento nuda ancora adesso. 
Alda Merini


Il sentimento non è mai parola e nemmeno pietà.
Alda Merini

Mi piace
chi sceglie
con cura,
le parole da non dire.
Alda Merini


Mi basta un'immersione nell'anima e vedo l'universo.
Alda Merini

Alda Merini, Se avess'io


La calunnia è un vocabolo sdentato che, quando arriva a destinazione, mette mandibole di ferro.
Alda Merini

La verità è sempre quella, la cattiveria degli uomini che ti abbassa e ti costruisce un santuario di odio dietro la porta socchiusa
Alda Merini

Alda Merini
La verità è sempre quella,
la cattiveria degli uomini
che ti abbassa
e ti costruisce un santuario di odio
dietro la porta socchiusa.
Ma l'amore della povera gente
brilla più di una qualsiasi filosofia.
Un povero ti dà tutto
e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.


Lei desiderava un sorriso.
Una musica muta.
Una riva di mare.
Per bagnarsi.
Il suo amore impossibile.
I suoi piedi nudi e piagati.
I suoi meschini capelli.
Lei ignorava che il ricordo è un ferro piantato alla porta.
Non sapeva nulla.
Della perfezione del passato, del massacro delle notti solitarie.
Non sapeva che il più grande desiderio è un niente che s’inventa stranissime cose
Alda Merini


L'amore della povera gente brilla più di una qualsiasi filosofia.
Alda Merini


Non ho amato troppo. Ho amato le persone sbagliate troppo a lungo, ecco tutto.
Alda Merini

Non mettermi accanto a chi si lamenta senza mai alzare lo sguardo, a chi non sa dire grazie, a chi non sa accorgersi più di un tramonto. Chiudo gli occhi, mi scosto un passo. Sono altro. Sono altrove.
Alda Merini





l'amore è "spietato", non accetta compromessi, menzogne, maschere ...così è anche la poesia di Alda, feroce e dolcissima, che si fa dono e trasforma la sua fragilità eterea nella sua vera forza...ti arriva dritta al cervello, all'anima, ti trafigge, ti percuote, ti spoglia e nel contempo ti accudisce e ti nutre...





 


mercoledì 22 febbraio 2012

Paradosso della felicità o paradosso di Easterlin. NEL CORSO DELLA VITA LA FELICITÀ DELLE PERSONE DIPENDE MOLTO POCO DALLE VARIAZIONI DI REDDITO E DI RICCHEZZA. Questo paradosso, secondo Easterlin, si può spiegare osservando che, QUANDO AUMENTA IL REDDITO, E QUINDI IL BENESSERE ECONOMICO, LA FELICITÀ UMANA AUMENTA FINO AD UN CERTO PUNTO, POI COMINCIA A DIMINUIRE, SEGUENDO UNA CURVA AD U ROVESCIATA. Il concetto espresso dalla frase «LA RICCHEZZA NON PRODUCE LA FELICITÀ»


Paradosso della felicità. Il paradosso di Easterlin (Easterlin Paradox) o paradosso della felicità venne definito nel 1974 da Richard Easterlin, professore di economia all'Università della California […] il quale, ricercando le ragioni per la limitata diffusione della moderna crescita economica, EVIDENZIÒ CHE NEL CORSO DELLA VITA LA FELICITÀ DELLE PERSONE DIPENDE MOLTO POCO DALLE VARIAZIONI DI REDDITO E DI RICCHEZZA. Questo paradosso, secondo Easterlin, si può spiegare osservando che, QUANDO AUMENTA IL REDDITO, E QUINDI IL BENESSERE ECONOMICO, LA FELICITÀ UMANA AUMENTA FINO AD UN CERTO PUNTO, POI COMINCIA A DIMINUIRE, SEGUENDO UNA CURVA AD U ROVESCIATA. Il concetto espresso dalla frase «LA RICCHEZZA NON PRODUCE LA FELICITÀ» è dibattuto fin dai tempi antichi. Già in Aristotele: «è chiaro che non è la ricchezza il bene da noi cercato: essa infatti ha valore solo in quanto "utile", cioè in funzione di qualcos'altro», ma questa idea si ritrova espressa in modo diverso anche nel pensiero economico moderno a partire da quello DEL FILOSOFO SCOZZESE ADAM SMITH, considerato fondatore dell'economia politica moderna, che evidenzia come "IL FIGLIO DEL POVERO (POOR MAN'S SON) LAVORA GIORNO E NOTTE PER ACQUISIRE TALENTI SUPERIORI AI SUOI CONCORRENTI" SPINTO DALL'IDEA INGANNEVOLE (DECEPTION) CHE IL RICCO SIA PIÙ FELICE O POSSIEDA "MAGGIORI MEZZI PER LA FELICITÀ", MA, IN REALTÀ, ESSENDO LA CAPACITÀ DI GODERE DEI BENI FISIOLOGICAMENTE LIMITATA, L'UOMO RICCO PUÒ CONSUMARE POCO DI PIÙ DEL POVERO, LA CUI MINOR QUANTITÀ DI BENI È COMPENSATA DALLE MINORI PREOCCUPAZIONI E DALLE MIGLIORI RELAZIONI SOCIALI RISPETTO AL RICCO CHE VIVE CONTINUAMENTE IN ANSIA PER I SUOI BENI, ED INVECCHIA SOLO E DELUSO PER NON AVER RAGGIUNTO LA FELICITÀ E PER DI PIÙ INVIDIATO DAI SUOI CONCITTADINI. […] IL PARADOSSO DI EASTERLIN HA MESSO IN CRISI L'IMPOSTAZIONE MONDIALE DEI MERCATI INDIRIZZATI ALLA CRESCITA MISURATA SULLA BASE DEL PNL / PIL ed ha portato economisti e psicologi ad interrogarsi più approfonditamente su CHE COSA INTENDONO LE PERSONE PER "FELICITÀ", CHE COSA LE RENDE "FELICI"? Se, infatti, RAGGIUNGERE IL BENESSERE ECONOMICO NON GARANTISCE UNA VITA FELICE, il paradosso di Easterlin induce a riflettere su quali obiettivi, QUALE STILE DI VITA È MEGLIO PERSEGUIRE e quali sono le prospettive di benessere sociale (welfare) PER UNA SOCIETÀ CHE INTENDA METTERE LA PERSONA E I SUOI BISOGNI AL CENTRO DI OGNI DECISIONE PUBBLICA.

domenica 19 febbraio 2012

Silvana Stremiz. Non fare una promessa se non sei certo di mantenerla, potresti uccidere un'anima che ha creduto in te

Aut-Aut



Non fare una promessa se non sei certo di mantenerla, potresti uccidere un'anima che ha creduto in te
Silvana Stremiz

Charlotte Joko Beck Roshi. I nostri desideri possono essere preferenze, del tutto naturali, o pretese. La pretesa vuole piegare la realtà in modo che il desiderio sia soddisfatto, ma va incontro a frustrazione se non si ottiene e delusione se si ottiene, perché la sete di fondo di afferrare le cose non verrà mai placata nemmeno ottenendo

La finestra sul cielo interiore

I nostri desideri possono essere preferenze, del tutto naturali, o pretese.
La pretesa vuole piegare la realtà in modo che il desiderio sia soddisfatto, ma va incontro a frustrazione se non si ottiene e delusione se si ottiene, perché la sete di fondo di afferrare le cose non verrà mai placata nemmeno ottenendo
Charlotte Joko Beck Roshi


martedì 7 febbraio 2012

Illusioni, Promesse, Speranze = Delusioni. La gente parla troppo. Crea illusioni, fa promesse, da speranze. Poi un giorno si accorge di aver esagerato, e ritira tutto. E a quel punto ti vien da chiederti chi te l’ha fatto fare di fidarti dal principio.Le persone non sanno mai cosa vogliono, cambiano idea in continuazione. Che poi mica è colpa loro. E capita così, totalmente a caso, di dover ritirare la parola data. E forse anche loro ci stanno male, e non volevano, e gli dispiace. Però intanto tu sei lo scarto, e tutte le belle parole del “prima”, d’un tratto, non valgono più niente

Il vaso di Pandora
La gente parla troppo. Crea illusioni, fa promesse, da speranze. Poi un giorno si accorge di aver esagerato, e ritira tutto. E a quel punto ti vien da chiederti chi te l’ha fatto fare di fidarti dal principio.Le persone non sanno mai cosa vogliono, cambiano idea in continuazione. Che poi mica è colpa loro. E capita così, totalmente a caso, di dover ritirare la parola data. E forse anche loro ci stanno male, e non volevano, e gli dispiace. Però intanto tu sei lo scarto, e tutte le belle parole del “prima”, d’un tratto, non valgono più niente.
[Anonimo]

mercoledì 18 gennaio 2012

Albert Camus. Non rinunciare mai. Hai tante cose dentro di te e la più nobile di tutte, il senso della felicità. Ma non aspettarti la vita da un uomo. Per questo tante donne s’ingannano. Aspettala da te stessa.

Per la sua importante produzione letteraria,
che con serietà chiarificante illumina i problemi della coscienza umana nel nostro tempo.
Motivazione del Premio Nobel per la letteratura 1957








Camus più che letteratura è filosofia, l'idea di un'umanità intrappolata nell'assurdo (vedi Sisifo), ingranaggio di una macchina fino a quando non prendere coscienza di questo e si trova di fronte a un bivio: il suicidio o la lotta, vita o non vita. La terza via indicata dai vecchi filosofi e dallo Straniero, l'atarassia, non è una vera via ma solo un altro modo per tornare ingranaggio.



 Lo straniero per me è il suo capolavoro.
I suoi scritti si considerano come romanzi filosofici.


Alessandro Chiacchiararelli  

l'uomo in rivolta contro la coscienza del materialismo della realtà che ci circonda, la tragedia del vivere




Noi abbiamo esiliato la bellezza, 
i Greci per essa hanno preso le armi.
E’ la prima differenza ma risale a molto addietro.
Albert Camus, L’esilio di Elena,
ne: L’Estate e altri saggi solari, p.79


Ogni generazione, senza dubbio, si crede destinata a rifare il mondo.
La mia sa che non lo rifarà. Il suo compito è forse più grande:
consiste nell’impedire che il mondo si distrugga.
Erede di una storia corrotta
in cui si fondono le rivoluzioni fallite e le tecniche impazzite,
la morte degli dei e le ideologie portate al parossismo,
in cui mediocri poteri, privi ormai di ogni forza di convincimento,
sono in grado oggi di distruggere tutto,
in cui l’intelligenza si è prostituita fino a farsi serva dell’odio e dell’oppressione,
questa generazione ha dovuto restaurare,
per se stessa e per gli altri, fondandosi sulle sole negazioni,
un po’ di ciò che fa la dignità di vivere e di morire.
Albert Camus, Stoccolma, 10 dicembre 1957,
tratto dal discorso di accettazione del Nobel.



Così ho fatto tutto il necessario perché tu mi sfuggissi.
E quanto più il fascino di quel settembre antico era stato grande, tanto più ho voluto spezzare un certo incanto. Tu dunque mi sei sfuggita in una certa maniera. È la giustizia, a volte atroce, di questo mondo. Al tradimento risponde il tradimento, alla maschera d’amore, la fuga dell’amore. [...] Per aiutare me stesso, comunque, non mi varrò soltanto di questa fredda equità di cuore, ma della predilezione, dell’affetto che ho per te. Mi accuso a volte di essere incapace d’amare.
Forse è vero, ma sono stato capace di eleggere alcune persone e di serbar loro, fedelmente, il meglio di me, qualsiasi cosa facessero.
Albert Camus






Questo del dicembre 1959 è l’ultimo appunto scritto da Camus sui suoi taccuini
Il mese successivo un incidente automobilistico toglie la vita a lui ed all’amico Michel Gallimard (il famoso editore francese). Per un macabro scherzo del destino, nella tasca dello scrittore venne ritrovato un biglietto ferroviario: probabilmente aveva scelto solo all’ultimo secondo di viaggiare in automobile.



Ad ogni angolo di strada il sentimento dell'assurdità potrebbe colpire un uomo in faccia.
Albert Camus

E la cosa più assurda era, secondo lo scrittore francese Albert Camus, morire in un incidente automobilistico. Invece così gli accadde, a soli 47 anni, il 4 gennaio 1960 presso Villeblevin, in Borgogna. Tra i rottami venne trovato un manoscritto, da cui fu ricavato il romanzo "Il primo uomo".



“Credi a me, non ci sono grandi dolori,
grandi pentimenti, grandi ricordi.
Si dimentica tutto, anche i grandi amori. 
È questo il triste e l’esaltante della vita
C’è solo un certo modo di vedere le cose e di tanto in tanto viene fuori.
È per questo che è bello in ogni caso aver avuto un grande amore,
una passione sfortunata nella propria vita.
Sarà almeno un alibi per le disperazioni senza motivo che ci affliggono.”
Albert Camus, La morte felice


Non rinunciare mai, Catherine.
Hai tante cose dentro di te e la più nobile di tutte, il senso della felicità.
Ma non aspettarti la vita da un uomo.
Per questo tante donne s’ingannano.
Aspettala da te stessa.
Albert Camus, La morte felice


Non amo citarlo, se non per com'era: solare,
amante della vita fino alla sfida.
Convinto che, se anche l'infelicità sembra prendere tutto,
c'è sempre una piccola parte di te che non avrà mai.
E a quella che ti devi attaccare.
Catherine di suo padre Albert Camus


«Mia cara, nel bel mezzo dell’odio 
ho scoperto in me un invincibile amore.
Nel bel mezzo delle lacrime
ho scoperto in me un invincibile sorriso.
Nel bel mezzo del caos
ho scoperto in me un’ invincibile tranquillità.
Ho compreso, infine, che nel mezzo dell’inverno
vi era in me un’invincibile estate.
E ciò mi rende felice».
Albert Camus


CAMUS PARLAVA DI ANGOSCIA, DI TERRORE E DELL’INFELICITÀ DELLA CONDIZIONE UMANA, ma ne parlava in modo così sereno e fiorito… il suo linguaggio era tale da dare l’impressione che niente sarebbe mai riuscito a scalfire né lui né il suo stile. In altre parole, era lo stesso che se tutto fosse andato nel migliore dei modi. Il suo modo di scrivere era quello di un uomo che aveva appena finito di mangiare una grossa bistecca, con contorno di insalata e di patate fritte, accompagnandola con una bottiglia di buon vino francese. FORSE L’UMANITÀ SOFFRIVA, MA LUI NO DI SICURO. Molto saggio da parte sua, ma Henry preferiva qualcuno che urlasse quando il mondo andava a fuoco. 
Charles Bukowski, Grida quando stai bruciando




L'intellettuale non deve essere indifferente alla politica.
Deve però essere indipendente da essa. [...]
L'artista non deve servire alcun partito,
ma soltanto la gioia e il dolore degli uomini.
Albert Camus


La nostra sola giustificazione, se ne abbiamo una, 
è di parlare in nome di tutti coloro che non possono farlo.
Albert Camus
Mondovi, Algeria, 7 novembre 1913 – Villeblevin, 4 gennaio 1960


Sperare in un’altra vita significa bestemmiare contro questa:
perché, se esiste un peccato contro la vita,
non è forse tanto il disperarsene
quando lo sperare in un’altra vita,
e sottrarsi all’implacabile grandezza di questa.
Albert Camus


L'uomo è la sola creatura che si rifiuta di essere ciò che è.
Albert Camus

La grandezza dell'uomo è nella decisione
di essere più forte della sua condizione
Albert Camus


La vera generosità verso il futuro
consiste nel donare tutto al presente.
Albert Camus


Perché un pensiero cambi il mondo,
bisogna che cambi prima la vita
di colui che lo esprime.
Che si cambi in esempio.
Albert Camus - da “Taccuini”



Ogni volta che si cede (che io cedo) alle proprie vanità,
ogni volta che si pensa e si vive «per apparire», si tradisce.
E ogni volta è sempre la gran disgrazia di voler apparire
che mi ha rimpicciolito dinanzi al vero.
Non è necessario offrirsi agli altri: 
solo a coloro che si amano.
Perché in questo caso non ci si offre per apparire ma soltanto per dare.
Veramente forte è colui che appare esclusivamente quando è necessario.
Andare sino in fondo significa saper serbare il proprio segreto.
Albert Camus, Taccuini



Quando ero giovane,
mi aspettavo dalle persone 
più di quello che potevano darmi,
amicizia eterna, emozioni permanenti.
Adesso ho imparato ad aspettarmi 
meno di quello che possono darmi.
Le loro emozioni, la loro amicizia, i loro gesti nobili
continuano ad avere un valore miracoloso ai miei occhi,
sono il frutto della grazia.
Albert Camus


"Ho incontrato nella storia, da quando sono nell'età adulta, 
molti vincitori il cui volto mi appariva ripugnante. 
Perché vi leggevo l'odio e la solitudine
Perché non erano niente se non erano vincitori 
e per diventarlo dovevano ammazzare e sottomettere.
Ma esiste un'altra razza di uomini che ci aiuta a respirare,
che ha sempre posto la propria esistenza e libertà
solo nella libertà e felicità di tutti,
che trova quindi fin nelle sconfitte le ragioni per vivere e amare.
Questi, anche se vinti, non saranno mai soli."
Albert Camus, La Spagna nel cuore, 1954


La politica e il fato dell'umanità vengono forgiati da uomini privi di ideali e grandezza.
Gli uomini che hanno dentro di sé la grandezza non entrano in politica.
La simpatia... un sentimento da presidente del consiglio:
si ottiene a buon mercato dopo le catastrofi.
Lo schiavo inizia col chiedere giustizia
e finisce col volere portare una corona…
a sua volta, deve dominare.
Albert Camus



Una persona che conoscevo divideva gli esseri umani in tre categorie:
quelli che preferiscono non avere niente da nascondere
piuttosto che essere obbligati a mentire,
quelli che preferiscono mentire
che non aver niente da nascondere
e gli ultimi quelli che amano sia mentire sia nascondere.
Albert Camus




Ho orrore di tutte le verità assolute,
delle loro applicazioni totali,
dei loro presunti detentori d'ogni risma.
Prendete una verità, portatela con cautela ad altezza d'uomo,
guardate chi colpisce, chi uccide, cosa risparmia, cosa elimina,
annusatela a lungo, accertatevi che non puzzi di cadavere,
assaggiatela tenendola un po' sulla lingua,
ma siate sempre pronti a sputarla immediatamente.
L'uomo libero è questo: il diritto di sputare.
Albert Camus


Non ha notato il modo in cui la nostra società s’è organizzata per liquidare la gente?
Avrà certo sentito parlare di quei minuscoli pesci nei fiumi brasiliani
che attaccano a migliaia il nuotatore imprudente,
lo ripuliscono in pochi istanti a piccoli e rapidi bocconi,
e lasciano solo uno scheletro immacolato?
Ebbene, la loro organizzazione è così.
«Volete una bella vita ordinata e pulita? Come tutti?»
Uno dice sì, naturalmente. Vuoi dir di no? «D’accordo.
Vi ripuliremo. Ecco qua un mestiere, una famiglia, gli svaghi organizzati
E i dentini rodono la carne fino all’osso.
Ma sono ingiusto. Non bisogna dire: la loro organizzazione.
È la nostra, in fin dei conti: si gareggia a chi ripulirà l’altro
Albert Camus



Ah, se soltanto potessi godere la vera solitudine,
non questa mia solitudine infestata dai fantasmi,
ma quella vera, fatta di silenzio e tremore d'alberi –
sentire tutta l'ebbrezza del flusso del mio cuore.
ALBERT CAMUS, nasceva 7 NOVEMBRE 1913


La malattia è un convento con la sua regola,
la sua ascesi, i suoi silenzi e le sue ispirazioni.
Albert Camus, Taccuini (Quaderno n. 4)

Come rimedio alla vita di società suggerirei la grande città.
Ai giorni nostri è l'unico deserto alla portata dei nostri mezzi
Albert Camus

Viviamo così il tempo delle grandi città
Deliberatamente, il mondo è stato amputato 
di ciò che costituisce la sua permanenza: 
la natura, il mare, la collina, la meditazione delle sere.
Albert Camus


Non ci sono piú deserti,
non ci sono piú isole,
peró se ne sente il bisogno.
Per capire il mondo,
bisogna, a volte, distrarsi;
per servire meglio gli uomini,
tenerli un momento a distanza.
Albert Camus




Si annoiava, ecco tutto, si annoiava come la maggior parte della gente.
Perciò s’era fabbricato con le sue mani una vita di complicazioni e di drammi.
Albert Camus


Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, 
si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza. 
Lentamente tutto si chiude, si indurisce e si atrofizza come un muscolo.
Albert Camus


Che cosa medito di più grande di me, e che cosa sento senza poterlo definire?
Una specie di difficile marcia verso una santità della negazione, un eroismo senza Dio,
l'uomo puro insomma. Tutte le virtù umane, compresa la solitudine di fronte a Dio. [...]
La mia opera avrà tante forme quante sono le tappe sulla strada di una perfezione senza ricompensa.
Lo Straniero è il punto zero. Idem il Mito. La peste è un progresso, non dallo zero verso l'infinito, ma verso un complessità più profonda che deve ancora essere definita.
Il punto d'arrivo sarà il santo, ma avrà un valore aritmetico, misurabile come l'uomo.
Taccuini di Albert Camus




Grigoreiev: L’uomo ha paura della morte perché ama la vita,
perché la vita è buona, ecco tutto.
Kirillov: È viltà, viltà, nient’altro.
La vita non è buona. E l’altro mondo non esiste! 
Dio non è che un fantasma 
generato dalla paura della morte e dalla sofferenza. 
Per essere liberi, bisogna vincere la sofferenza e il terrore, 
bisogna uccidersi.
Allora, non ci sarà più alcun Dio
e l’uomo sarà finalmente libero.
Allora, si dividerà la storia in due parti:
dalla scimmia all’eliminazione di Dio
e dall’eliminazione di Dio…
Grigoreiev: Alla scimmia…
Kirillov: Alla divinazione dell’uomo.
Chi osa uccidersi, quello è Dio.
Albert Camus. I Demoni


- Kaliayev: Non bisogna dire così fratello. Dio non può nulla.
La giustizia è affar nostro! (Un silenzio)
Non capisci? Sai la leggenda di San Dimitri?
- Foka: No.
- Kaliayev: Aveva appuntamento nella steppa con Dio in persona,
ci stava correndo quando incontrò un paesano con un carro impantanato.
Allora San Dimitri lo aiutò.
Il fango era denso e il pantano profondo.
Bisognò darsi da fare per un'ora.
Appena finito, San Dimitri corse all'appuntamento.
Ma Dio non c'era più.
- Foka: E allora?
- Kaliayev: E allora ci sono quelli che arriveranno sempre in ritardo agli appuntamenti
perché ci sono troppi carri impantanati e troppi fratelli da soccorrere.
Albert Camus, I giusti


Da tanto tempo ho vergogna, vergogna da morirne,
di essere stato, sebbene da lontano,
sebbene in buona fede, anch’io un assassino.
Per questo ho deciso di rifiutare tutto quello che,
da vicino o da lontano, per buone e cattive ragioni,
faccia morire o giustifichi chi faccia morire."
Albert Camus


In verità, è un paradosso tipico dello spirito umano
cogliere gli elementi senza poterne abbracciare la sintesi:
paradosso epistemologico d'una scienza certa nei fatti,
ma comunque insufficiente.
Albert Camus



Creare è dare una forma al proprio destino
Albert Camus


Non si pensa nello stesso modo su una stessa cosa la mattina e la sera. 
Ma dov'è il vero, nel pensiero della notte o nello spirito del mezzogiorno?
Due risposte, due razze di uomini.
Albert Camus


Non saremo mai contenti finché continueremo a cercare in cosa consiste la felicità,
così come non potremo mai vivere la Vita cercandone il significato
Albert Camus

Osservando il cielo scuro cosparso di segni e di stelle,
per la prima volta ofrii il mio cuore alla benigna indifferenza dell'Universo
Albert Camus

In nome di che cosa giudichiamo,
noi che giudichiamo?
Albert Camus



Noi abbiamo esiliato la bellezza,
i Greci per essa han preso le armi.
È la prima differenza, ma risale molto addietro.
Il pensiero greco si è sempre trincerato nell'idea di limite.
Non ha spinto nulla all'estremo,
né il sacro, né la ragione,
perché non ha negato nulla,
né il sacro, né la ragione.
Ha tenuto conto di tutto,
equilibrando l'ombra con la luce.
Invece la nostra Europa,
lanciata alla conquista della totalità,
è figlia della dismisura.
Essa nega la bellezza
come nega tutto quello che non esalta.
E, per quanto in modo diverso, esalta una sola cosa:
l'impero futuro della ragione.
Nella sua follia,
essa allontana i limiti eterni e,
nello stesso istante,
oscure Erinni le si avventano sopra
e la straziano.
Vecchia Nemesi, dea della misura,
non della vendetta.
Chi supera il limite,
ne è castigato senza pietà.
Albert Camus, L'esilio di Elena, 1948




Un uomo labirintico non cerca mai la verità,
ma sempre e soltanto Arianna.
Albert Camus, 1951




Uno degli attacchi più belli della storia della letteratura. l'emblema dell'esistenzialismo
Era qualcosa tipo "Oggi è morta mia madre. o forse ieri, non ricordo"..








Albert Camus







Albert Camus
Mondovi 1913 - Villeblevin 1960
Scrittore e filosofo francese
Taccuini 1935-1942






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