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sabato 2 febbraio 2013

Doreen Virtue. La guida degli angeli. Quando invii amore verso qualcuno per il quale provi risentimento, la “guarigione” avviene su tre livelli:




Quando il comportamento di qualcuno 
ti causa dolore, potresti nutrire risentimento 
nei suoi confronti. Tuttavia non fai altro 
che ferire te stesso, 
poiché il risentimento abbassa l’energia, 
l’entusiasmo e l’efficienza. 
Ogni parola o gesto scortese 
che quell’individuo ha avuto per te 
è un riflesso della sua persona; 
il suo comportamento 
non è un’affermazione sul tuo vero Io. 
Quando le persone agiscono in modo scortese, 
allontanano la luce 
e l’amore dalla loro vita 
e attraggono esperienze 
che tendono ad alimentare la loro insoddisfazione. 
Più le persone sembrano sgradevoli, più hanno bisogno di amore, che cura l’infelicità e instilla il calore nei loro cuori. Questo non significa che devi stare in compagnia di coloro che sembrano comportarsi in modo scortese nei tuoi confronti. Puoi inviare da lontano pensieri d’affetto e raggiungere comunque il tuo obiettivo. Quando invii amore verso qualcuno per il quale provi risentimento, la “guarigione” avviene su tre livelli: 
1) ti libera dal dolore e dal tormento della rabbia. 
2) spezza gli schemi indesiderati, poiché tu attrai ciò che pensi. 
3) aiuta a guarire l’altra persona. 
Quindi, perdona. 
Il beneficio che ne trarrai supererà qualsiasi piacere derivante dal covare risentimento. Perdona e sii libero
! 
Doreen Virtue, La guida degli angeli



l'importante è l'impermeabilità e la tecnica estraniante..allora perdonare è facile, anzi , il problema non esiste.

esercizi per scaricare la rabbia?...andare in montagna se si può e urlare? ....andare in un bosco prendere un bastone e picchiare forte su un tronco visualizzando ciò che ci ha ferito?? Qualcuno ha altri metodi sani per scaricare senza picchiare qualcuno?


Tanya Rosabianca: meglio picchiare un cuscino, un albero è comunque un essere vivente e ci può aiutare meglio abbracciandolo. Un cuscino può assorbire tutto il tuo rancore, invece. Puoi anche urlare, magari in auto per non farti sentire da altri. Puoi scrivere e raccontare tutta la tua rabbia, e poi bruciare il foglio e magari farci pipì sopra. Puoi sputare in terra quando incontri una persona spregevole, anche se questo non è molto femminile, però tutto aiuta.

iancarlo...capito cmq dicevo picchiare su un tronco secco nn un albero vivo

Tu perdoni la persona..ma non serve che tieni la porta aperta..la porta la chiudi ugualmente..il tuo perdono lo dai per te stesso..lo fai per te..perdoni la persona..guarisci dalla sofferenza tu.

domenica 9 settembre 2012

I sette principi della guarigione degli atteggiamenti mentali.




I 7 principi della guarigione degli atteggiamenti mentali

1. La salute è pace interiore, 
perciò la guarigione consiste nel liberarsi della paura. Assumere come obbiettivo il cambiamento del corpo ci impedirebbe di riconoscere che il nostro unico obbiettivo è la pace della mente. 

2. L'essenza di noi stessi è amore. 
L'amore non può essere intralciato da ciò che è puramente fisico, perciò crediamo che la mente sia priva di limitazioni: nulla è impossibile, e qualsiasi malattia è potenzialmente reversibile. E poiché l'amore è eterno, la morte non deve essere considerata con paura.

3. Dare è ricevere. 
Quando la nostra attenzione è focalizzata sul dare e sull'unione con gli altri, la paura scompare e accettiamo la guarigione di noi stessi. 

4. Tutte le menti sono collegate,
perciò qualunque guarigione è un'auto-guarigione. La nostra pace interiore si trasmette da se stessa agli altri quando l'accettiamo per noi stessi.

5. 'Adesso' è il solo tempo che esista. 
Dolore, dispiacere, depressione, sensi di colpa e altre forme di paura scompaiono quando la mente è concentrata sulla pace amorevole in questo preciso istante.

6. Le decisioni vanno prese imparando ad ascoltare l'inclinazione alla pace che è innata in noi. 
Non esistono comportamenti corretti o sbagliati. La sola scelta che abbia un significato è quella tra la paura e l'amore.

7. Il perdono è la via verso l'autentica salute e felicità. 
Astenendoci dal giudicare lasciamo andare il passato e le nostre paure per il futuro. Così facendo diventiamo consapevoli che chiunque può insegnarci qualcosa e che qualsiasi circostanza costituisce un'opportunità di crescita nella felicità, nella pace e nell'amore. 

Gerald Jampolsky


 Parole di verita'. Segnaletica per il cammino che conduce a se stessi.







sabato 8 settembre 2012

Francis Bacon. L' amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce a metà

L'amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce a metà.
Francis Bacon

L'uomo crede più facilmente vero ciò che preferisce sia vero
Francesco Bacone


Ho sempre aspirato a esprimermi nel modo più diretto e più crudo possibile, e forse, se una cosa viene trasmessa direttamente, la gente la trova orripilante.
Perché, se dici qualcosa in modo molto diretto a una persona, questa a volte si offende, anche se quello che hai detto è un fatto. Perché la gente tende a essere offesa dai fatti, o da quella che una volta veniva chiamata verità.
Francis Bacon


Il dominio dell'uomo consiste solo nella conoscenzal'uomo tanto può quanto sa; nessuna forza può spezzare la catena delle cause naturali; la natura infatti non si vince se non ubbidendole.
Francis Bacon, Da Pensieri e conclusioni sull'interpretazione della natura o sulla scienza operativa, in Scritti filosofici


Il più grande errore consiste nel fraintendere il vero scopo della Conoscenza, poiché alcuni sono spinti verso di essa unicamente da una curiosità naturale e da un temperamento avido di sapere; altri, dalla ricerca della varietà e di un certo piacere mentale; altri, dalla necessità di ostentazione e di essere ben considerati; altri ancora, dall’emulazione e la vittoria; molti, dall’attrazione del guadagno, e pochi soltanto dal desiderio di servirsi del dono divino della ragione nell’interesse dell’umanità.
Francis BACON (1561-1626)




Non esiste affatto alcun conflitto scienza/fede: la prima non riguarda il Bene mentre la seconda sì, pur trattando la stessa cosa (ad es. l’origine del mondo). IL SAPERE SCIENTIFICO È ADIÀFORON, INDIFFERENTE RISPETTO AL BENE, senza contare che è sempre rivedibile, relazionale e congetturale, in senso cusaniano. 



Infatti il conflitto non c'è. Si è andata sedimentando una tradizione conflittuale perchè la scienza è stata osteggiata dalle ierocrazie e la conflittualità emerge tutta da questo errore della "classe" sacerdotale, e viene tramandata come una tradizione che avvelena la scienza stessa senza che essa nemmeno se ne accorga. In realtà il motivo di questo conflitto non è nè irragionevole nè gnoseologico nè di potere: il motivo per cui la religione ha ravvisato subito nella scienza un avversario, è che la scienza è una concorrente della religione ma non perchè si situa altrove ma proprio perchè si situa sullo stesso luogo. La scienza _E'_ una religione: lo è metodologicamente, lo è nelle formae mentis che applica, lo è nelle infrastrutture che crea, e lo è nelle conclusioni. Il conflitto non originò da una dissimilitudine ma da una profonda analogia. Per questo la gerarchia ecclesiastica reagì in maniera così veemente e pazzesca, ed è per questo che ancora oggi, quando il conflitto avrebbe oramai tutti i presupposti per essere risolto e riconciliato, continua a trascinarsi stancamente come un fantasma che trascina le sue gigantesche catene.



[…] c'è la dimensione temporale che accomuna scienza e fede; infatti il tempo nella teologia medioevale era così scandito: passato (peccato), presente (redenzione), futuro (salvezza). Nella scienza abbiamo: passato (ignoranza), presente (ricerca), futuro (progresso). Quindi: il peccato è frutto dell'ignoranza che viene redenta attraverso la ricerca (lo studio) che comporta l'emancipazione per l'uomo cioè la sua salvezza attraverso il progresso. […] 
"Genesi" (1,26) c'è scritto: "Poi Iddio disse: formiamo l'uomo a nostra immagina, secondo la nostra somiglianza: domini sopra i pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sugli animali domestici; su tutte le fiere della terra e sopra tutti i rettili che strisciano sopra la superficie". Qui c'è il PROGRAMMA TEOSCIENTIFICO DELL'OCCIDENTE, rafforzato nel "Novum Organum" di Bacone, il quale scrive: "In seguito al peccato originale, l'uomo decadde dal suo stato di innocenza, e dal dominio sulle cose create. Ma entrambe le cose si possono recuperare, almeno in parte, in questa vita. La prima mediante la fede, la seconda mediante le tecniche e le scienze (...)" 
Studi condotti da Heidegger e Husserl e ripresi in "Psiche e Techne" e "Il tramonto dell'occidente" di Umberto Galimberti.
Il "Tao della fisica" di F.Capra che dimostra palesemente come i principi della meccanica quantistica combaciano con i principi metafisici delle dottrine orientali.




L'ameno e interessante dibattito, che ho riletto interamente, partiva da una affermazione circa la DIFFERENZA DI "OGGETTO" TRA SCIENZA E RELIGIONE. Si diceva che la scienza era "congetturale, rivedibile e relazionale", se non erro. Limitandosi, come prima approssimazione, alla VISIONE POPPERIANA, LA RICERCA SCIENTIFICA TENDE A METTERE CONTINUAMENTE IN DISCUSSIONE I PROPRI PRESUPPOSTI, ossia a "cogliere in fallo", con esperimenti adeguati, i principi teorici accettati. Si chiama più in generale "CONCEZIONE FALLIBILISTA" DELLA SCIENZA. Ora, già questo mette in discussione la tesi principale, poiché NESSUNO SCIENZIATO, SAPENDO DI POTER SBAGLIARE NELLE SUE CONVINZIONI, FAREBBE DEL "MALE" A UNO SCIENZIATO CHE LA PENSA DIVERSAMENTE DA LUI. Guardando alla storia delle religioni (che sono tante e diverse e non solo quelle monoteiste e tanto meno quelle della tradizione ebraico-cristiana), non mi pare questo sia avvenuto. Speriamo bene per il futuro. Ma poi, nell'intervento successivo, l'intervento d'apertura ha fornito l'opportunità di andare oltre e di parlare per così dire di una "struttura" comune. Altri hanno aggiunto che questa struttura comune appare nella cosiddetta "TEMPORALITÀ", tipica ad esempio di qualsiasi "racconto". Ora, la temporalità non va confusa con la storia e col carattere storico che sia la scienza sia le religioni hanno avuto. LA SCIENZA NON SI FERMA E NON VUOLE FERMARSI. HA MUTATO PARADIGMI, HA PRODOTTO RIVOLUZIONI INTELLETTUALI, HA SCALZATO VECCHI PREGIUDIZI. Lo stesso è avvenuto per molte religioni, ma pochi conoscono la storia delle religioni. Quella parte della ricerca scientifica che si chiama "sperimentale" non pone limiti alle possibilità delle risposte che dà la natura. La religione ha lo stesso spirito innovativo? Si può parlare di progresso allo stesso modo per la scienza e per la religione? Lo chiedo ai partecipanti al dibattito, poiché mi interessano le loro risposte. Chiedo solo di non negare l'evidenza. E' facile trovare sofisticherie circa l'esistenza di un progresso scientifici e tecnico, ma allora la perdita di contatto con la realtà assumerebbe contorni psicopatologici.










lunedì 3 settembre 2012

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