Visualizzazione post con etichetta Troia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Troia. Mostra tutti i post

sabato 8 giugno 2013

Virgilio. RARI NANTES IN GURGITE VASTO: «RARI NUOTATORI (SPARSI) NEL VASTO GORGO».

RARI NANTES IN GURGITE VASTO è una locuzione latina, che significa: 
«RARI NUOTATORI (SPARSI) NEL VASTO GORGO».
È il quadro che Virgilio ci presenta nella descrizione del naufragio della flotta troiana di Enea voluto dalla dea Giunone, in cui alcuni dei suoi compagni si ritrovano in mare, soli e dispersi tra onde e travi spaccate di navi ormai affondate. In significato metaforico e proverbiale, per esempio si dice di QUANTI, IN SEGUITO AD UN GENERALE PERIODO DI CRISI, SONO RIUSCITI A MANTENERSI A GALLA E A SUPERARE LE AVVERSITÀ.


‎Chiudete i ruscelli o fanciulli, i prati hanno bevuto a sufficienza.
Virgilio

Franco Brasola:
QUESTA FRASE ERA INCISA SULLA PIETRA DI UN ANELLO CHE PORTAVANO AL DITO. QUANDO NON SI RIUSCIVA PIU' A LEGGERLA CHIARAMENTE SI TERMINAVA DI BERE VINO...da distribuire gratuitamente all'entrata delle discoteche ed enoteche!

I GRECI E LA LORO SAGGEZZA:
Si cita per INVITARE QUALCUNO A TACERE DOPO UN LUNGO DISCORSO,
... o a finire qualche noiosa o laboriosa occupazione ....



Ognuno deve imparare a riporre le sue speranze solo in se stesso.

Sibi fidere, sufficere sibi et nullius egere 
Virgilio



Tu non cedere ai mali ma affrontali con più audacia,
per quanto la tua sorte te lo permetterà.
Virgilio


L'esecrabile brama dell'oro costringe l'animo degli uomini a fare le cose più terribili.
Virgilio


Tacita sanguina la ferita nel cuore
Tacitum vivit sub pectore volnus
Virgilio, Eneide, IV, 67


"Omnia vincit amor" 
"L'amore trionfa su tutto" 
Virgilio, Eneide



«Scendere agli Inferi è facile:
la porta di Dite è aperta notte e giorno;
ma risalire i gradini e tornare a vedere il cielo,
qui l’opera, qui la vera fatica».
Virgilio, Eneide VI, 126-129


La freccia s’accese volando tra le liquide nubi,
arse e tracciò una scia di fiamma, si consumò
e sparì tra i volubili venti. Così le stelle cadenti
spesso si staccano dal cielo e trascinano
correndo nel cielo una chioma lucente.
Virgilio, Eneide Libro V

Namque volans liquidis in nubibus arsit arundo
signavitque viam flammis tenuesque recessit
consumpta in ventos; coelo ceu saepe refixa
transcurrunt crinemque volantia sidera ducunt.





Image: Pieter Bruegel the Elder (il Vecchio) - 
The Fall of the Rebel Angels (1562) 
La Caduta degli Angeli Ribelli


 

martedì 2 ottobre 2012

Lettera di Penelope a Ulisse. La tua Penelope ti manda queste parole, Ulisse tardo a tornare. Una tua risposta non serve: vieni tu stesso.

LETTERA DI PENELOPE A ULISSE 
La tua Penelope ti manda queste parole, Ulisse tardo a tornare. Una tua risposta non serve: vieni tu stesso. Troia, odio delle donne dei Greci, è caduta. Tanto non valevano né Priamo, né tutta Troia. Magari, mentre portava la flotta a Lacedemone, impazzite, le acque si fossero richiuse sul traditore! Io non sarei rimasta sola nel freddo del letto deserto, abbandonata non piangerei il passare lento dei giorni; né cercando di ingannare l’interminabile notte stancherei alla pendula tela le vedove mani. (…) Serve a me che le vostre braccia abbiano distrutto Ilio, che le mura di un tempo siano terra adesso, se io resto quale ero quando Troia viveva, se lui sempre deve mancarmi restando lontano? Pergamo è maceria per gli altri, per me sola esiste ancora, anche se vi abita il vincitore e ara il campo un bue servo. Vi sono coltivi ormai dov’era Troia, al taglio della falce il terreno grasso di sangue frigio abbonda; il dente
 dell’aratro rivolta le ossa semisepolte degli eroi, l’erba cresce sulle rovine. Vincitore, tu resti lontano, né posso sapere perché tardi, in quale parte del mondo, o crudele, tu ti nascondi. Qualunque straniero volga la poppa a queste rive, non ne ripartirà senza che io gli abbia chiesto molto di te e avrà in consegna la lettera che la mia mano compone, perché te la dia, se mai ti vedrà in qualche posto. (…) Tu, porto, altare della salvezza dei tuoi, tu devi venire! Hai un figlio (e prego che ti resti) che in tenera età si sarebbe dovuto educare alle arti paterne. Pensa a Laerte: perché sia tu ad abbassargli le palpebre, già pronto a morire, trascina la fine. Ed io che ero una ragazza, quando partisti, per quanto ti affretti oramai, ti sembrerò fatta vecchia. 
(Publio Ovidio Nasone – Heroides, I) 


O TEMPO DIVORATORE, e tu, invidiosa vecchiaia, 
voi tutto distruggete e a poco a poco consumate ogni cosa 
facendola morire, rosa dai denti dell'età, di morte lenta. 
Publio Ovidio Nasone


Nulla è pi
ù duro d'una pietra e nulla più molle dell'acqua.
Eppure la molle acqua scava la dura pietra
Publio Ovidio Nasone


La natura non ha creato il sole, né l'aria, né l'acqua come proprietà privata, ma come tesori pubblici.
Publio Ovidio Nasone (43 a.C.-18 d.C.)






Immagine: John William Waterhouse (1849-1917) – Penelope e i corteggiatori

Elenco blog personale